Chiamarlo amore non si può
È difficile per me essere equanime con uno spettacolo che mi ha così profondamente infastidito. Riuscire cioè a separare il giudizio sulla qualità complessiva del drama dalle sensazioni negative che ha trasmesso. Il voto finale cerca faticosamente di tenere insieme queste due spinte contrapposte. Perche il 'prodotto' è molto ben confezionato. Protagonisti e comprimari sono bravi (con qualche dubbio su Arthur Chen che sembra avere solo due sguardi: quello della strafottenza gelida e quello del pulcino smarrito). Tutti i dati tecnici della cinematografia sono curati e spesso pieni di glamour. Anche il tema - riscatto e amore - per quanto topico é sempre uno di quelli che 'rendono' meglio nel mondo dei drama. Ho amato molto la brava attrice che interpreta la protagonista...nonostante. Ho trovato credibile, ben recitato e lontano dagli stereotipi il gruppetto della Cielo Alato company. E ho parzialmente amato anche il cattivo: un bravo attore che solo nelle ultime puntate trasforma il suo personaggio in un incomprensibile paranoico petulante. Chi dà giudizi molto severi sulla deriva malvagia del cattivo forse ha completamente dimenticato il sistematico, inaccettabile, trattamento che, da amico del protagonista, ha dovuto subire da lui in gioventù.
E veniamo alle note, per me, assai dolenti.
Anche in presenza dell'ottundimento cerebrale che la visione compulsiva dei drama promuove e consolida, ci sono cose che non riesco proprio a mandare giù nelle trame. La teoria (e la pratica) dell'occhio per occhio nell'esercizio della giustizia (The devil judge), l'adultizzazione esasperata dell'infanzia (Family: the unbreakable bond) e la manipolazione narcisistica e senza redenzione del maschio nei confronti di una femmina consenziente (questo drama). Ho visto tante commedie o drammoni con al centro un rapporto affettivamente dispari nella coppia, ma il livello di str* del protagonista é, per me, al di là di una possibile tolleranza. E non c'e proprio bisogno di essere femministe...Per questo ho intitolato il commento a partire da quello di un bel libro per ragazzi (e non) uscito qualche anno fa, nel quale, attraverso una serie di racconti, le autrici cercano di illustrare e mettere a fuoco le variabili mascherate e non dei comportamenti più manipolatori dei maschi. (maggio 2026)
E veniamo alle note, per me, assai dolenti.
Anche in presenza dell'ottundimento cerebrale che la visione compulsiva dei drama promuove e consolida, ci sono cose che non riesco proprio a mandare giù nelle trame. La teoria (e la pratica) dell'occhio per occhio nell'esercizio della giustizia (The devil judge), l'adultizzazione esasperata dell'infanzia (Family: the unbreakable bond) e la manipolazione narcisistica e senza redenzione del maschio nei confronti di una femmina consenziente (questo drama). Ho visto tante commedie o drammoni con al centro un rapporto affettivamente dispari nella coppia, ma il livello di str* del protagonista é, per me, al di là di una possibile tolleranza. E non c'e proprio bisogno di essere femministe...Per questo ho intitolato il commento a partire da quello di un bel libro per ragazzi (e non) uscito qualche anno fa, nel quale, attraverso una serie di racconti, le autrici cercano di illustrare e mettere a fuoco le variabili mascherate e non dei comportamenti più manipolatori dei maschi. (maggio 2026)
Was this review helpful to you?


