Ammetto di avere scelto il drama solo per la presenza di Eric Mun, uno dei tre o quattro attori per i quali stravedo. Che la protagonista femminile fosse poi Yoo In Na, prometteva un ulteriore bonus.
Dopo le prime due puntate volevo lasciare perdere. Non si dice forse di bravi attori che la loro capacità di rendere reali i personaggi interpretati sia uno degli elementi più apprezzabili in una serie? Beh, qui mi sembravano tutti burattini ingessati, fastidiosamente fasulli, in una storia romantica di spie e banalità sentimentali straviste con l'aggravante di alcuni momenti comici che, ripetuti, promettevano una deriva sbracata.
Ma ho perseverato per le ragioni denunciate sopra e, caso più unico che raro per me, anziché perdere voti di puntata in puntata, la serie ne ha acquistati, tanto che, alla fine penso che le recensioni e i voti, qui su mdl, siano un po' ingenerosi rispetto alla godibilità del programma.
Come quasi sempre nelle serie con Eric Mun sono le storie, e dunque le sceneggiature, a fare la differenza. I personaggi sono sempre persone adulte che agiscono sulla base di comportamenti credibili, negli errori come nei successi; hanno uno sviluppo di crescita o involuzione dettate dalle sfide che affrontano nelle relazioni interpersonali.
La storia ha apparentemente al centro una specie di triangolo con un ex marito e un nuovo marito che in mezzo a mille menzogne e segreti amano la stessa donna.
In realtà c'e un'esplorazione ben condotta e credibile di due modalità di relazioni matrimoniali e una donna forte che le gestisce con audacia e chiarezza di prospettiva. Non si fa il tifo per l'uno o per l'altro dei due mariti perché sono 'alla pari' dall'inizio alla fine e anzi, più la storia avanza più acquista credito l'ipotesi che lei possa addirittura fare a meno di entrambi. Anche qui, merito alla sceneggiatura che riesce a creare dubbi nello spettatore fino all'ultima puntata (che, come spesso accade, è un po' sbrigativa e cliché).
La recitazione diventa più naturale di puntata in puntata. C'è molto sentimento (anzi per un po' sembra profilarsi una deriva melodrammatica, poi l'equilibrio narrativo riprende il sopravvento) ma quasi nessuna smanceria superflua.
Bravi gli attori e mi astengo da lodi a Eric Mun (il migliore bacio di tutta la mia 'carriera' dramatica, in Another miss Ho) perchè sono veramente poco imparziale. Mi è piaciuto molto anche Im Joo Wan, che non conoscevo, e che ha saputo tenere testa a Eric ma, soprattutto l'interpretazione di Yoo In Na, una donna come ci piace che sia. Non un capolavoro dunque, ma un ottimo intrattenimento. Avercene. (Agosto 2026)
Dopo le prime due puntate volevo lasciare perdere. Non si dice forse di bravi attori che la loro capacità di rendere reali i personaggi interpretati sia uno degli elementi più apprezzabili in una serie? Beh, qui mi sembravano tutti burattini ingessati, fastidiosamente fasulli, in una storia romantica di spie e banalità sentimentali straviste con l'aggravante di alcuni momenti comici che, ripetuti, promettevano una deriva sbracata.
Ma ho perseverato per le ragioni denunciate sopra e, caso più unico che raro per me, anziché perdere voti di puntata in puntata, la serie ne ha acquistati, tanto che, alla fine penso che le recensioni e i voti, qui su mdl, siano un po' ingenerosi rispetto alla godibilità del programma.
Come quasi sempre nelle serie con Eric Mun sono le storie, e dunque le sceneggiature, a fare la differenza. I personaggi sono sempre persone adulte che agiscono sulla base di comportamenti credibili, negli errori come nei successi; hanno uno sviluppo di crescita o involuzione dettate dalle sfide che affrontano nelle relazioni interpersonali.
La storia ha apparentemente al centro una specie di triangolo con un ex marito e un nuovo marito che in mezzo a mille menzogne e segreti amano la stessa donna.
In realtà c'e un'esplorazione ben condotta e credibile di due modalità di relazioni matrimoniali e una donna forte che le gestisce con audacia e chiarezza di prospettiva. Non si fa il tifo per l'uno o per l'altro dei due mariti perché sono 'alla pari' dall'inizio alla fine e anzi, più la storia avanza più acquista credito l'ipotesi che lei possa addirittura fare a meno di entrambi. Anche qui, merito alla sceneggiatura che riesce a creare dubbi nello spettatore fino all'ultima puntata (che, come spesso accade, è un po' sbrigativa e cliché).
La recitazione diventa più naturale di puntata in puntata. C'è molto sentimento (anzi per un po' sembra profilarsi una deriva melodrammatica, poi l'equilibrio narrativo riprende il sopravvento) ma quasi nessuna smanceria superflua.
Bravi gli attori e mi astengo da lodi a Eric Mun (il migliore bacio di tutta la mia 'carriera' dramatica, in Another miss Ho) perchè sono veramente poco imparziale. Mi è piaciuto molto anche Im Joo Wan, che non conoscevo, e che ha saputo tenere testa a Eric ma, soprattutto l'interpretazione di Yoo In Na, una donna come ci piace che sia. Non un capolavoro dunque, ma un ottimo intrattenimento. Avercene. (Agosto 2026)
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