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The Journey of Chong Zi chinese drama review
Completed
The Journey of Chong Zi
0 people found this review helpful
by MORENA_
2 days ago
40 of 40 episodes seen
Completed
Overall 9.0
Story 9.0
Acting/Cast 9.0
Music 9.0
Rewatch Value 9.0
This review may contain spoilers

Una storia d'amore e destino: sono le nostre scelte, non le origini, a definirci

Capisco perfettamente perché questo drama abbia ricevuto recensioni così contrastanti. Se lo si guarda aspettandosi effetti speciali spettacolari, una trama ricca di continui colpi di scena o uno xianxia rivoluzionario, probabilmente si rimarrà delusi.
Ma credo anche che molti lo abbiano giudicato per ciò che non è, senza soffermarsi su ciò che vuole realmente raccontare.

Per me The Journey of Chong Zi non è un drama che punta sulla complessità della storia o sulla grandiosità delle sue battaglie. È un drama che racconta, con grande semplicità, un'idea tanto antica quanto universale: una persona è davvero definita dalla propria natura... oppure sono le sue scelte a determinare chi diventerà?
Ammetto che, fino a circa metà serie, il mio voto si aggirava intorno all'8,5. Alcune situazioni sembravano ripetersi, la trama a volte risultava un po' confusa e molti cliché tipici degli xianxia sono effettivamente presenti.
Poi, però, ho iniziato a guardarlo da una prospettiva diversa.
Mi sono resa conto che quella continua alternanza tra immortali e demoni, tra bene e male, tra fiducia e sospetto, non era soltanto un espediente narrativo. Era il vero cuore del racconto.
Gli immortali sono convinti di rappresentare il bene assoluto. I demoni sono intrappolati nella convinzione opposta. Entrambi vivono prigionieri delle proprie certezze e dei propri pregiudizi.
Chong Zi, invece, rompe completamente questo schema.
Il drama ci mostra continuamente come nessuno nasca inevitabilmente buono o cattivo e come siano proprio i giudizi degli altri, le etichette e la paura a spingere le persone verso il destino che tutti hanno già deciso per loro.
Ed è qui che, secondo me, si trova il messaggio più bello della serie.
Non esiste soltanto il bianco o il nero.
Esiste una zona grigia fatta di scelte, dubbi, compassione, errori e possibilità di cambiare.

Un altro aspetto che ho apprezzato molto, e che raramente ho visto citare nelle recensioni, è il ruolo del Regno Mortale.
Ogni volta che immortali e demoni combattono le loro guerre ideologiche, chi paga davvero il prezzo sono sempre le persone comuni. Villaggi distrutti. Famiglie costrette a fuggire. Persone che perdono tutto senza avere alcuna responsabilità in quei conflitti.
Il drama insiste spesso su queste scene, ricordandoci che quando chi detiene il potere combatte per i propri ideali, sono quasi sempre i più deboli a soffrirne le conseguenze.
Ed è proprio qui che, secondo me, il drama assume un significato ancora più universale.
Le grandi guerre, le lotte di potere e gli scontri ideologici vengono quasi sempre decisi da chi sta "ai piani alti", ma a pagarne il prezzo sono coloro che non hanno scelto di combatterle.
È un messaggio semplice, ma estremamente attuale.
Molti hanno definito questo drama "troppo semplice". Personalmente penso che proprio questa sia la sua forza.
Non cerca di impressionare con una filosofia complicata o con una trama piena di misteri.
Prende un concetto molto chiaro e lo sviluppa dall'inizio alla fine con grande coerenza.
Per questo il messaggio arriva.
E resta.

The Journey of Chong Zi non è perfetto. Ha diversi difetti, qualche momento confuso e utilizza molti elementi già visti nel genere. Ma se lo si guarda andando oltre i cliché e gli effetti speciali, si scopre una storia che parla di libero arbitrio, pregiudizio, sacrificio, compassione e della possibilità di scegliere chi diventare, indipendentemente da ciò che gli altri hanno deciso per noi.
Al termine della visione il mio voto è passato da un iniziale 8,5 a un convinto 9, perché mi sono resa conto che alcuni drama colpiscono mentre li stai guardando...
...altri continuano a farti riflettere anche dopo i titoli di coda.
Per me, The Journey of Chong Zi appartiene decisamente a questa seconda categoria.

⚠️ SPOILER SUL FINALE

Il finale è stato ciò che ha fatto salire definitivamente il mio voto.
Per tutta la serie la spada è il simbolo del dovere, del giudizio e della separazione. È attraverso la spada che gli immortali difendono i propri principi, che demoni e immortali continuano a combattersi e che Luo Yin Fan e Chong Zi sono costretti più volte a rinunciare ai propri sentimenti. È ancora una spada a ferirli e a separarli fino all'estremo sacrificio finale.

Ma proprio negli ultimi minuti quel simbolo cambia completamente significato.
I due protagonisti non diventano semplicemente due spiriti qualsiasi.
Diventano lo spirito di una spada.
La prima volta che ho visto questa scena mi sono chiesta: perché proprio una spada?
Negli xianxia le spade sono strumenti di giustizia, di potere o di distruzione e possono sviluppare uno spirito proprio. Qui, invece, accade qualcosa di diverso.
Non nasce uno spirito dalla spada.
Sono loro due a diventare la spada.
Ed è qui che, personalmente, ho trovato uno dei simbolismi più belli dell'intero drama.
Per tutta la loro vita entrambi sono stati trattati come armi.
Luo Yin Fan era la lama perfetta del mondo immortale, l'incarnazione della disciplina e del dovere.
Chong Zi era destinata a diventare l'arma definitiva del mondo demoniaco ancora prima di poter scegliere chi volesse essere davvero.
Entrambi sono stati definiti più dal ruolo che dovevano ricoprire che dalla persona che erano.
Alla fine quel destino si compie solo in apparenza.
Sì, diventano davvero una spada.
Ma non la spada degli immortali.
Non la spada dei demoni.
E soprattutto... non la spada di nessun padrone.
Ed è questo, secondo me, il dettaglio più straordinario del finale.
Per tutta la serie entrambi sono stati utilizzati come strumenti al servizio delle rispettive fazioni.
Alla fine diventano davvero una spada...
ma una spada che nessuno potrà più impugnare.
È quasi come se gli sceneggiatori ci dicessero:
"Volevate trasformarli in armi? Bene. Lo sono diventati davvero. Ma ormai non appartengono più a nessuno."
È una rivincita silenziosa.
Non contro qualcuno.
Ma contro tutte quelle etichette che per un'intera vita li hanno definiti prima ancora che potessero definire se stessi.
Per la prima volta sono davvero liberi.
Liberi dalle fazioni.
Liberi dal destino.
Liberi dai doveri.
Liberi dai pregiudizi.
E forse proprio per questo possono finalmente restare insieme.
La spada che per tutta la storia aveva rappresentato il conflitto diventa il simbolo della loro unione.
Non è più uno strumento di guerra.
Non rappresenta più la vittoria degli immortali o dei demoni.
Rappresenta due anime che hanno finalmente trovato un equilibrio.
Per questo ho trovato il finale profondamente poetico.
Non perché sia tragico.
Non solo perché sia romantico.
Ma perché riesce a trasformare il simbolo che per tutta la serie aveva rappresentato la divisione nell'immagine perfetta della libertà.
La spada che li aveva sempre separati diventa finalmente ciò che li unisce.
E proprio perché quella spada non appartiene più a nessuno, rappresenta il superamento definitivo di tutto ciò che aveva diviso il loro mondo: immortali e demoni, bene e male, dovere e amore.
Per questo credo che il finale non racconti semplicemente il sacrificio di due protagonisti.
Racconta la nascita di un nuovo equilibrio.
Ed è forse questo il messaggio che mi porterò dentro più a lungo.
Non importa da quale mondo proveniamo, quale destino gli altri abbiano scritto per noi o quale etichetta ci venga assegnata.
Alla fine, ciò che ci definisce davvero sono le scelte che facciamo.
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