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Un drama ingiustamente mutilato
Non posso non dare a questo drama un 8.5 pieno, perché mi ha letteralmente tenuta incollata allo schermo dall'inizio alla fine. Era da tempo che non provavo quell'ansia bellissima di aspettare con i minuti contati l'uscita degli episodi ogni giorno: mi ha fatto piangere, ridere, arrabbiare e battere il cuore. Quando una storia riesce a trasmetterti emozioni così forti, premiarla è il minimo!I due protagonisti, Xiao Wuyi e Xie Jiayu, sono stati semplicemente straordinari. Vanno fatti grandissimi elogi a Hou Minghao e Ai Mi: nonostante tutti i paletti e le pesanti limitazioni imposte dal montaggio, le loro interpretazioni sono state così intense, mature e profonde da rendere vivi, veri e tangibili sia i loro personaggi che il loro amore. Hanno fatto un lavoro magnifico d'intesa, sguardi e presenza scenica.
Una menzione d'onore sproporzionata va alla dinamica all'interno della residenza! All'inizio Xie Jiayu entra in casa convinta di dover convivere con le altre consorti di Xiao Wuyi, ma non appena scopre che Yu Ruisheng e He Yuanji sono in realtà solo "finte mogli", la rivalità lascia il posto a una complicità pazzesca. Insieme alla protagonista hanno formato un trio semplicemente perfetto: veder nascere e crescere quell'inaspettata e genuina sorellanza tra loro tre è stato uno degli elementi più freschi, divertenti e strepitosi di tutta la serie! I cattivi poi erano strutturati benissimo, credibili e con un peso reale nella storia.
Le uniche note stonate sul cast le metto su Li Mao e sua sorella Li Lejun. Lui l'ho trovato decisamente troppo bipolare nel suo percorso, mentre la sorella pecca di una stupidità e di un'ingenuità che ho faticato a sopportare. È vero che verso la fine si sacrifica, ma per quanto mi riguarda il suo crimine resta troppo grande per avere redenzione: ha ucciso la madre della protagonista, Li Fuhua, e una cosa del genere non la cancelli con un gesto estremo all'ultimo minuto per far pietà allo spettatore.
E poi, ragazzi... le scene di battaglia! Tutte perfette, nessuna esclusa. Hou Minghao in questi ruoli marziali e potenti è una garanzia assoluta, ha una presenza scenica pazzesca e lo scontro finale contro il Re dell'Aquila è stato puro cinema!
L'unica vera amarezza—e qui lo dico con un po' di dente avvelenato—sono i tagli. È un peccato mortale vedere come un lavoro con una scrittura così solida, articolata e complessa sia stato mutilato per colpa delle solite polemiche sterili della vigilia e della paura della piattaforma. Far passare una storia del genere da 40 a 28 episodi è stato un mezzo massacro immeritato. Sono convintissima che, con i suoi episodi naturali e il respiro che si meritava, Key to the Phoenix Heart avrebbe potuto essere tranquillamente il drama dell'anno o quantomeno giocarsela ad armi pari con un colosso come Pursuit of Jade.
Resta comunque una perla che mi ha fatto vivere settimane intense. Promosso a pieni voti!
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