Colpisce, più di tutto, la mancanza di una vera scelta artistica: il canale preferisce rifugiarsi in formule già viste, rassicuranti, incapaci di rischiare anche solo un passo fuori dal seminato. È come se avesse paura di osare, di concedere alle sue interpreti una trama che le metta davvero alla prova, che dia loro spazio per brillare oltre la superficie.
Il risultato è un prodotto che scorre senza infamia ma anche senza alcun slancio, prigioniero di un approccio conservativo che sacrifica ogni possibilità di crescita narrativa.
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