Niji (虹)?
“Il vento...
La pioggia...
L’arcobaleno (Niji)...
Quel piccolo “qualcosa”...
È quello che mi diceva sempre mia nonna.
Tutto ciò che serve è quel piccolo “qualcosa”
perché una relazione cambi.
Qualcosa come un soffio di vento o uno scroscio di pioggia.
Un arcobaleno improvviso,
una farfalla che si posa su di te, o addirittura...
l’abbaiare di un cane...”
(dall’episodio 7)
La serie trasmette, senza dubbio, una notevole dose di tenerezza, alla maniera di K-drama come "L’amore lontano dalla città"(Netflix 2022) o "Behind Your Touch" (Netflix 2023), grazie soprattutto al cane Shōgun, adorabile in ogni singola inquadratura (anche con qualche modifica in CGI) e gli altri animali domestici visitati nella clinica Shirosaki.
Qualche difetto emerge a livello tecnico nella regolazione dei microfoni degli attori che recitano in presa diretta ma risultano, talvolta, sovrastati dalle musiche; dall’interpretazione un po’ ingessata della protagonista; dal ruolo di Na In Woo, il quale è sicuramente in parte, regalando una buona performance nella resa di un personaggio in cui convivono due lingue e culture affini ma anche con molte diversità, solo che risulta (a mio modesto parere) leggermente sprecato come “terzo incomodo”.
Funziona molto meglio la dinamica amicale tra i tre protagonisti rispetto a quella romantica, rappresentata con il tipico candore dei J-drama ma mancando di pathos.
Di certo, proseguendo con il racconto e con un leggero cambiamento di tono, affiora la profondità del messaggio in cui si contrappone la labilità della spregiudicatezza di coloro che ambiscono solo alla rivalsa o ad accrescere il proprio prestigio con il “vile” denaro e la solidità dei valori come la gentilezza, l’amorevolezza e l’affetto incondizionato degli animali, non antropomorfizzati ma rispettati nella loro natura e che rendono più umani le persone che li accudiscono:
“Prendersi cura degli animali è prendersi cura della vita.
Ti aiuta ad essere più gentile anche con le persone
E rende il mondo un posto più bello in cui vivere🌈”
(dall’episodio 10).
La pioggia...
L’arcobaleno (Niji)...
Quel piccolo “qualcosa”...
È quello che mi diceva sempre mia nonna.
Tutto ciò che serve è quel piccolo “qualcosa”
perché una relazione cambi.
Qualcosa come un soffio di vento o uno scroscio di pioggia.
Un arcobaleno improvviso,
una farfalla che si posa su di te, o addirittura...
l’abbaiare di un cane...”
(dall’episodio 7)
La serie trasmette, senza dubbio, una notevole dose di tenerezza, alla maniera di K-drama come "L’amore lontano dalla città"(Netflix 2022) o "Behind Your Touch" (Netflix 2023), grazie soprattutto al cane Shōgun, adorabile in ogni singola inquadratura (anche con qualche modifica in CGI) e gli altri animali domestici visitati nella clinica Shirosaki.
Qualche difetto emerge a livello tecnico nella regolazione dei microfoni degli attori che recitano in presa diretta ma risultano, talvolta, sovrastati dalle musiche; dall’interpretazione un po’ ingessata della protagonista; dal ruolo di Na In Woo, il quale è sicuramente in parte, regalando una buona performance nella resa di un personaggio in cui convivono due lingue e culture affini ma anche con molte diversità, solo che risulta (a mio modesto parere) leggermente sprecato come “terzo incomodo”.
Funziona molto meglio la dinamica amicale tra i tre protagonisti rispetto a quella romantica, rappresentata con il tipico candore dei J-drama ma mancando di pathos.
Di certo, proseguendo con il racconto e con un leggero cambiamento di tono, affiora la profondità del messaggio in cui si contrappone la labilità della spregiudicatezza di coloro che ambiscono solo alla rivalsa o ad accrescere il proprio prestigio con il “vile” denaro e la solidità dei valori come la gentilezza, l’amorevolezza e l’affetto incondizionato degli animali, non antropomorfizzati ma rispettati nella loro natura e che rendono più umani le persone che li accudiscono:
“Prendersi cura degli animali è prendersi cura della vita.
Ti aiuta ad essere più gentile anche con le persone
E rende il mondo un posto più bello in cui vivere🌈”
(dall’episodio 10).
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