Un'architettura visiva splendida per una passione troppo tiepida
Be Passionately in Love promette fin dal titolo una passione giovanile travolgente, ma sullo schermo si trasforma in un drama fin troppo casto ed edulcorato.
Cosa funziona:La chimica intellettuale tra i protagonisti è innegabile. Visivamente la serie è un piccolo capolavoro: la fotografia è curatissima e le scelte architettoniche dei set (meravigliose le location a Chengdu) regalano un senso dello spazio zen e moderno. Nota di merito per il finale: la trasferta reale a Stoccolma offre scorci europei suggestivi e romantici che salvano le battute conclusive. Wang Anyu fa del suo meglio per dare carnalità e magnetismo al suo personaggio, schiacciato dai doveri familiari e dallo stress post-traumatico.
Cosa NON funziona:La regia e la produzione peccano di eccessivo puritanesimo. La censura e i veti contrattuali tagliano i baci clou sul più bello o si rifugiano in irritanti proiezioni mentali, privando la coppia di quella naturale intimità descritte nel romanzo. La seconda parte a Pechino perde mordente, arenandosi nella routine accademica, nei cliché dei "terzi incomodi" comici e in una burocrazia familiare che rallenta il ritmo fino alla noia. Liu Haocun, pur elegante e dal viso internazionale, risulta purtroppo troppo rigida e inespressiva nei momenti di pathos sentimentale.
In sintesi:Una storia di crescita e riscatto filiale molto dolce, ma se cercate il fuoco e la passione promessi, preparatevi a un romanticismo decisamente tiepido.
Cosa funziona:La chimica intellettuale tra i protagonisti è innegabile. Visivamente la serie è un piccolo capolavoro: la fotografia è curatissima e le scelte architettoniche dei set (meravigliose le location a Chengdu) regalano un senso dello spazio zen e moderno. Nota di merito per il finale: la trasferta reale a Stoccolma offre scorci europei suggestivi e romantici che salvano le battute conclusive. Wang Anyu fa del suo meglio per dare carnalità e magnetismo al suo personaggio, schiacciato dai doveri familiari e dallo stress post-traumatico.
Cosa NON funziona:La regia e la produzione peccano di eccessivo puritanesimo. La censura e i veti contrattuali tagliano i baci clou sul più bello o si rifugiano in irritanti proiezioni mentali, privando la coppia di quella naturale intimità descritte nel romanzo. La seconda parte a Pechino perde mordente, arenandosi nella routine accademica, nei cliché dei "terzi incomodi" comici e in una burocrazia familiare che rallenta il ritmo fino alla noia. Liu Haocun, pur elegante e dal viso internazionale, risulta purtroppo troppo rigida e inespressiva nei momenti di pathos sentimentale.
In sintesi:Una storia di crescita e riscatto filiale molto dolce, ma se cercate il fuoco e la passione promessi, preparatevi a un romanticismo decisamente tiepido.
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