Il filo conduttore che descrive la vita del personaggio resta quello dei treni, spesso in ritardo, e dei passaggi a livello che sembrano allontanarlo sempre di più dalle relazioni.
Se nell’anime domina l’angoscia costruita attorno all’attesa di un incontro destinato a non avverarsi, nel live‑action questa tensione emotiva è presente, ma in maniera più attenuata.
Anche il finale trasmette sensazioni leggermente differenti. Nell’anime permane un senso di tristezza e rammarico per un ragazzo che non è riuscito a lasciarsi alle spalle il passato, che si è chiuso in sé stesso per non soffrire nuovamente e che finisce per sprecare rapporti e occasioni inseguendo il ricordo di un amore perduto.
Nel film, invece, la stessa identica conclusione — ambientata sempre in prossimità di un passaggio a livello — lascia intravedere una nota di speranza, grazie all’espressione finale del protagonista.
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