Hwang In Youp and Lee Hye Ri's 'Dream to You' announces premiere date - Italiano
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- Titolo Originale: 그대에게 드림
- Conosciuto Anche Come: Dreaming of You , Geudaeege Deulim , I Give It to You , To You
- Regista: Yoo Seon Dong
- Sceneggiatore: Rachel Eunbea Chung
- Generi: Commedia, Romantico, Drama
Cast & Ringraziamenti
- Hwang In YeobWoo Su BinRuolo Principale
- HyeriJu I JaeRuolo Principale
- Baek Sung ChulSim Yu Geon [Actor]Ruolo di Supporto
- Lee Yeol EumO Ha Na [Actress]Ruolo di Supporto
- Lee Sang YeobSeo In Uk [Film production company CEO]Ruolo di Supporto
- Park Ji YoungAn Su Hui [Ha Na's mother]Ruolo di Supporto
Recensioni
Chimica stellare, idee già viste e zero voglia di reinventarsi.
Se cercate l’originalità, cambiate strada: Dream to You riesuma dal grande archivio dei cliché asiatici la solita combinazione con il padre tiranno che si impone con violenza, la fuga in America e di conseguenza l’immancabile pausa di riflessione lunga dieci anni con il primo amore. Non è nemmeno un problema di trope in sé — sono il DNA rassicurante dei drama — ma del fatto che qui vengono copiati e incollati senza il minimo tentativo di un twist, come se la serie avesse il terrore di osare anche solo mezzo centimetro fuori dal sentiero tracciato.Ma allora perché guardarlo? Per due motivi chiarissimi: una chimica tra i protagonisti (mi riferisco a tutte le coppie che si creano) così magnetica e brillante da far sembrare ogni sguardo una confessione d’amore non detta (capace di riaccendere pure le lampadine di casa), e un’ambientazione nel mondo della regia sorprendentemente viva, dinamica e credibile. Loro due bucano lo schermo e il lavoro sul set salva letteralmente la baracca, mostrando l’unico vero guizzo di personalità del racconto.
Poi però gli sceneggiatori hanno deciso che la stabilità emotiva fosse una devianza e hanno calato l’asso: la rottura forzata “perché lei deve andare a studiare e per farlo deve per forza lasciare lui”. (Far vedere la fatica di una relazione a distanza avrebbe sortito più effetto di una rottura così inutile.) Perché si sa, nel magico mondo dei drama le relazioni a distanza sono palesemente illegali e l’unica scelta logica è lasciarsi per non dipendere da nessuno. Il fatto che abbiano trent’anni rende tutto ancora più immaturo per due protagonisti come loro. Una scelta talmente pigra e artificiale che lo stridore delle arrampicate sugli specchi si sentiva fin da qui.
In sintesi: Dream to You si fa guardare con gran piacere ed è perfetto per chi cerca diabete romantico e un’ambientazione lavorativa che dà ritmo. Ma se speravate in un racconto capace di prendere i cliché e trasformarli in qualcosa di memorabile, sappiate che a livello di scrittura c’è più inventiva in un libretto di istruzioni IKEA.
Voto: 6.5 / 10
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Un sogno... Che si infrange a metà.
Sano e divertente intrattenimento: questo era il massimo che immaginavo di poter chiedere a questo drama e quindi questo è stato il mio esiguo metro di giudizio. Nella prima metà c’è stato dentro, nella seconda anche no.TRAMA - Due ex compagni di scuola si ritrovano dopo un’infelice separazione: lei, Ju I Jae, è diventata una giornalista trentenne che ha messo da parte i suoi sogni cinematografici mentre lui, Woo Su Bin, si è invece affermato all’estero quale esordiente regista di successo. Poi lui torna, ormai realizzato, e si mette sulle tracce del suo primo amore – ovvero lei – con l’intento di dirigere insieme il film la cui sceneggiatura avevano abbozzato in adolescenza. Lei è risentita dall’abbandono e professionalmente demotivata ma, dopo una serie di tira e molla, accetta la proposta. La love story decolla nel mentre delle riprese che porteranno però Ju I Jae a fare anche determinanti considerazioni rispetto al proprio futuro.
TEMA PRINCIPALE: Sulla carta credo volesse essere l’importanza di inseguire i propri sogni e sentirsi realizzati, per poter vivere liberamente un amore pieno, piuttosto che sacrificare i desideri coltivati da una vita proprio in virtù di un amore che si veste, di conseguenza, di un sottile strato di egoismo. Nel concreto si è capito, ma non direi ben riuscito: sono state impostate le basi ma poi ha però vinto la tentazione di scivolare nei classici cliché, con conseguente virata verso il piatto e il monotono. (Apro una parentesi di riflessione generale: mi sembra di essere un disco rotto ma questo percorso si sta riproponendo sempre più di frequente nei kdrama degli ultimi anni, dove l’inizio coltiva qualche speranza ma poco dopo la serie va alla deriva… E non si riprende più. Non vale per tutti i lavori, ovviamente, ma per un numero via via sempre maggiore).
PERSONAGGI – La caratterizzazione qui ha fatto un po’ acqua da tutte le parti: Woo Su Bin rientra in patria tutto gaio e speranzoso di riprendere con Ju i Jae dal punto in cui si erano interrotti. Dispensa sorrisi e avance e sembra quasi stranirsi della refrattarietà di lei. Ma se sai di essertene andato in malo modo, senza nemmeno una spiegazione decente, dovresti aspettarti che oltre a essersi probabilmente rifatta nel frattempo una vita, se ti dovesse incrociare anche solo per caso ti manderebbe giustamente a quel paese. E invece no, lui si comporta come se avesse semplicemente messo in pausa un nastro per pochi minuti, prima di tornare a premere il pulsante play come se nulla fosse. Che senso ha? Nessuno.
Ju i Jae, al contrario, si riesce a capirla di più all’inizio che nella seconda metà del drama. E’ incazzosa quando se lo vede ricomparire davanti, e ci sta. Resta un po’ ferma sulla sua posizione, poi comincia a tentennare e finisce – adducendo tutte le motivazioni del caso – per accettare la proposta di una doppia regia. Da lì si inizia a scadere in dinamiche convenzionali e ampiamente prevedibili: siamo ancora lontani dalla conclusione del drama e sembra non ci sia la capacità di portare avanti la trama senza creare nuove crisi di coppia. L’ultima parte dell’evoluzione del personaggio di I Jae suona più forzata che credibile, carica di una drammatizzazione che è evidentemente a uso e consumo dello spettatore.
Dato lo scarso lavoro fatto sulle figure principali parlare dei personaggi secondari non ha nemmeno molto senso, il secondo pairing in particolare era partito bene ma si è rivelato poi deludente.
CAST – Uno dei pochissimi aspetti positivi del drama. I protagonisti sono due attori non eccellenti ma di sicuro interessanti. Hwang In Yeob l’ho conosciuto in “A prefabricated family” e mi aveva lasciato una buona impressione. Ha un fascino e un carisma particolare, oltre a un buon livello di recitazione che necessita ancora di essere raffinato, nonostante non sia più giovanissimo (ne ha trentacinque ma direi proprio che non li dimostra). Ha una buona espressività, ma un po’ limitata ad alcune situazioni. Hye Ri aveva un volto che mi diceva qualcosa ma non la ricordavo particolarmente, ho notato solo a visione finita che avevo visto altri drama con lei nel ruolo della FL. La trovo un’attrice valida per dei drama di buon livello, qui purtroppo – come anche Hwang In Yeob – imbrigliata in una sceneggiatura che non aiutava a trasporre un personaggio a tutto tondo. Tra gli attori secodari, quella che ho più apprezzato è stata Park Ji Young nei panni della madre di O Ha Na (e madre biologica dello stesso Woo Su Bin).
ASPETTI TECNICI – Siamo a un classico livello standard, nel bene e nel male. Nulla degno di nota, ma non ci sono nemmeno strafalcioni evidenti. C’è un po’ l’impressione di aver garantito un livello adeguato ma anche di essersi ben guardati dall’andare oltre: un comparto anonimo, praticamente un mero accessorio, che evita di ricercare valori aggiunti. Non è il poco ma fatto bene, piuttosto il poco senza voglia di fare.
IN CONCLUSIONE - Un classico second-chance romance leggero e non impegnativo, con un cast interessante ma che non porta, di fatto, nulla di nuovo e si perde nelle solite scene ultra drammatizzate. Ad un inizio che si lascia guardare segue un noioso e costante declino, e questo è quanto. Visto, salutato e archiviato insieme a tutti gli altri titoli che ultimamente seguono lo stesso iter.
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