Details

  • Last Online: 9 hours ago
  • Gender: Female
  • Location: The knee of the Boot
  • Contribution Points: 0 LV0
  • Roles:
  • Join Date: October 14, 2023
  • Awards Received: Finger Heart Award3 Flower Award17 Coin Gift Award1 Reply Goblin Award1 Cleansing Tomato Award1 Comment of Comfort Award1 Gaslight, Gatekeep, Girlboss1 Clap Clap Clap Award2 Wholesome Troll1 Boba Brainstormer2 Emotional Bandage1 Reply Hugger3 Soulmate Screamer3
The Veil korean drama review
Completed
The Veil
2 people found this review helpful
by Lynnea
May 11, 2026
12 of 12 episodes seen
Completed
Overall 8.0
Story 7.5
Acting/Cast 9.0
Music 9.0
Rewatch Value 6.5

Quando l'attore è più grande del drama, e lo sguardo del protagonista vale più della trama

“The Veil” è una serie coreana alla quale – per associazione - il primo pensiero riconduce inevitabilmente a Namgoong Min, colonna portante del drama. L'attore, noto per i brillanti ruoli sfaccettati in “Stove League” e “Chief Kim”, oltre al meraviglioso “My dearest”, si trasforma qui in Han Ji Hyuk, un'agente d'élite dell'NIS - National Intelligence Service - che sembra sparire improvvisamente nel nulla durante un’operazione e ricompare inaspettatamente dopo un anno, privo di memoria e ossessionato dall'idea di scoprire la talpa che ha fatto fallire la sua missione. La sua dedizione è fisica, quasi animalesca: dieci chili di muscoli guadagnati con mesi di allenamento, stunt eseguiti in prima persona e uno sguardo che passa dal vuoto glaciale all'esplosione di rabbia in un istante. Namgoong Min non interpreta Ji Hyuk: lo vive. Come fa sempre con i personaggi che interpreta, in modo eccellente, senza sbavature. Una bravura che lo rendono il mio attore coreano preferito in assoluto. E questo, per i primi cinque o sei episodi, basta a tenere lo spettatore allo schermo.
La regia e la fotografia sono all'altezza del budget faraonico (15 miliardi di won, pari a circa 8 milioni di euro). Gli inseguimenti notturni, le sparatorie nei vicoli umidi, i corpi a terra ripresi senza pudore. La violenza è cruda, non censurata, e la colonna sonora – specialmente "Reason" di Yoari – infila un'ansia perfetta sottopelle. Il primo episodio è una sequenza di adrenalina pura che ricorda il primo capitolo della trilogia statunitense “The Bourne Identity”. Peccato che, dopo un inizio accattivante e dal ritmo serrato, dove i colpi di scena stupiscono per davvero, il drama inizi a inciampare nel suo stesso complesso intreccio.
La tensione inizia a calare proprio dopo la metà della serie, intorno all’ottavo episodio. La trama, che inizialmente è un elegante gioco di scatole cinesi tra memoria, tradimento e doppio gioco, diventa farraginosa. Vengono introdotti a getto continuo nuovi personaggi – un agente cinese, un ex informatore, un capo sezione ambiguo – che si accumulano senza che si riesca a svilupparne la profondità. Diventa difficile e impegnativo anche solo tenere il filo della narrazione. La sensazione è che gli autori, per paura di semplificare troppo, abbiano invece complicato la trama fino a renderla un labirinto di pedine intercambiabili.
Nonostante alcune scene d'azione notevoli - l'assalto al laboratorio, il finale con l'EMP - non riesce a replicare l'urgenza emotiva dei primi episodi. La relazione tra Ji Hyuk e la sua partner Yoo Je Yi – intepretata da una discreta Kim Ji Eun - rimane troppo superficiale, e il personaggio di Seo Soo Yeon , che prometteva molto, viene a conti fatti un po’ sprecato. La rivelazione finale del vero villain – Baek Mo Sa - aggiunge una nota tragica e malinconica che riporta il drama sul piano della riflessione etica: chi è il mostro, alla fine? Chi ha messo la propria umanità da parte per servire lo Stato? L'ultima sequenza, con Ji Hyuk che torna al lavoro dopo cinque anni, è un piccolo capolavoro di sobrietà. Ma il viaggio per arrivarci è stato troppo altalenante.
In definitiva, un drama meritevole nella prima parte ma carente nella seconda metà, pur con una prova eccezionale dell’attore protagonista. Ne vale la pena, ma non senza qualche sospiro di noia. Consigliato a chi ama le spy-story cupe e non ha paura di perdersi in un labirinto, purché sappia che uscirne richiederà pazienza.
Was this review helpful to you?