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  • Last Online: 2 hours ago
  • Gender: Female
  • Location: The knee of the Boot
  • Contribution Points: 0 LV0
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  • Join Date: October 14, 2023
  • Awards Received: Finger Heart Award3 Flower Award17 Coin Gift Award1 Reply Goblin Award1 Cleansing Tomato Award1 Comment of Comfort Award1 Gaslight, Gatekeep, Girlboss1 Clap Clap Clap Award2 Wholesome Troll1 Boba Brainstormer2 Emotional Bandage1 Reply Hugger3 Soulmate Screamer3
A Splendid Match chinese drama review
Completed
A Splendid Match
5 people found this review helpful
by Lynnea
22 days ago
40 of 40 episodes seen
Completed 3
Overall 8.0
Story 7.5
Acting/Cast 9.0
Music 6.5
Rewatch Value 7.5

Drama maturo e imperfetto, che non cerca la bellezza nei filtri o scuse per i difetti

Drama storico cinese dedito a un costante bilanciamento dell’equilibrio tra tenerezza e durezza. A visione conclusa, la sensazione è quella di aver assistito a qualcosa di imperfettamente umano, più che a un intrattenimento levigato e ad effetto.

Il punto di forza assoluto è la coppia protagonista: Gu Jin Zhao e Chen Yan Yun sono due personaggi davvero credibili, ben caratterizzati e che vivono una matura e silenziosa costruzione della fiducia, fondata sul rispetto reciproco e non su conflitti forzati o gelosie esagerate. L’intelligenza di Jin Zhao non viene mai sbandierata, ma si dimostra con i fatti: nelle strategie politiche, nella gestione della reputazione e nel controllo delle emozioni. Chen Yan Yun è un uomo potente e solo, il cui dolore non è mai urlato ma trattenuto in silenzi e sguardi ancor più significativi, in una compostezza che ne fa uno dei personaggi maschili più complessi del genere. La scena in cui riceve la lettera di divorzio è uno dei momenti più intensi e toccanti dell’intero drama.
Ye Xian, il secondo protagonista maschile, è invece una figura dolorosa e crepuscolare: una vita, la sua, che sembra basata costantemente sul tempismo mancato di un puntuale e lieve ritardo, e la sua storia d’amore impossibile con Jin Zhao si trasforma in un lutto emotivo che il drama scolpisce giocando su immagini contrastanti, come il corteo nuziale che incrocia quello funebre. La relazione tra i due uomini rivali supera inoltre ogni cliché: pur amando la stessa donna, lavorano insieme per il paese e finiscono per rispettarsi profondamente, imbastendo un rapporto quasi fraterno.

Cast oserei dire azzeccato: Ren Min e Ci Sha – quasi coetanei sebbene i loro ruoli diano l’impressione di un divario anagrafico maggiore – offrono interpretazioni misurate e intense, supportate da una fotografia che non ammorbidisce i volti in una perfezione irreale, restituendo invece una gamma di texture e di ombre vere. Le svariate scene romantiche promuovono una buona chimica di coppia, sebbene il coinvolgimento non sia stato per me stellare, ma questo è un aspetto estremamente soggettivo. Nonostante ciò, ho davvero apprezzato la caratterizzazione di ambedue i protagonisti.

Il punto più debole è la struttura narrativa, specialmente nell’ultima parte. Intorno alla trentesima puntata la storia inizia a vacillare, gli eventi si accavallano in modo confuso e le sottotrame politiche perdono mordente, come se mancassero gli episodi necessari a chiudere il tutto dignitosamente. La fine riservata a un certo numero di personaggi, pur ragionevole per certi versi, sa comunque un po’ di soluzione di comodo: non mi entusiasmano mai né le redenzioni collettive né tanto meno le dipartite di massa, sono sempre misure quantitativamente sbilancianti, difficilmente lineari ma spesso utili a risolvere nodi diventati troppo ingarbugliati da sciogliere altrimenti. La conclusione, in particolar modo, è sbrigativa e insoddisfacente e lascia con più domande che risposte, sia rispetto alla risoluzione con le figure antagoniste che in merito al romance, sul quale il sipario cala bruscamente, dando più la sensazione di uno stacco pubblicitario che di un epilogo vero e proprio.

Punto di demerito per la colonna sonora, il cui investimento lascia alquanto a desiderare: i brani sono piatti e fin troppo generici, per un’opera che nelle immagini e nella recitazione risulta invece molto più ricca.

Al di là dei difetti resta però un drama che propone una riflessione interessante, matura e talvolta impietosa sui sistemi di potere che soffocano l’individuo, sulla solitudine del comando e sul prezzo altissimo da pagare per restare umani dentro macchine politiche spietate. Non è un gioiello perfetto, ma di certo un buon drama che merita tutto il tempo dedicatogli.
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