Un viaggio bello e brutale allo stesso tempo
Drama BL giapponese tratto dall'omonimo manga con la Yakuza che fa da sfondo alla vicenda narrata: Kataoka Kinji, giovane boss carismatico e impulsivo, amato dai suoi uomini ma considerato un ostacolo nella lotta per la successione dal figlio del capo, viene mandato a nascondersi dopo lo scontro con una gang rivale e affidato alle cure di Odajima Ren, un membro stoico ed enigmatico del clan incaricato di guidarlo, proteggerlo e... Ucciderlo.
Otto rapidi episodi che fanno pensare a un road movie noir, dove la tensione tra dovere e devozione si fa palpabile. Il viaggio dei due si satura di lunghi silenzi che nascondono dubbi e domande che non dovrebbero osare porsi.
A livello del cast, ottima prova di recitazione di ambedue gli attori protagonisti: hanno saputo rendere credibile ogni sfumatura che caratterizza il proprio personaggio.
Il Kataoka di Wada Masanari è una ventata d’aria fresca nel panorama dei boss della Yakuza: lontano dal classico uomo cupo e distante, sorprende con battute irriverenti, un'aria spensierata e un sorriso malizioso che nasconde però un uomo che cerca di mantenere viva la propria umanità in un mondo che punisce la gentilezza, consapevole del tradimento che lo circonda ma caparbiamente deciso a non ripagare la crudeltà con il sospetto. È un personaggio complesso, che passa dalla spavalderia alla fragilità con una naturalezza impressionante.
L’Odajima di Takahashi Hiroto è un giovane uomo che a prima vista risulta freddo e distaccato, quando invece è semplicemente stanco: stanco di uccidere, di sopravvivere, di esistere. Conta un tragico passato alle spalle e, a tenerlo poi in vita, per anni, c’è stato solo il desiderio di vendetta proprio nei confronti di Kakatoa, al quale erroneamente attribuisce la responsabilità della morte di un suo caro amico.
Il dilemma che affliggerà Odajima durante il viaggio è un po’ il fulcro centrale del drama: sarà infatti combattuto tra il senso di lealtà nei confronti dell’amico scomparso, e il tradimento nei confronti di Kakatoa, che si fa però via via sempre più impossibile da mettere in pratica, nonostante i sensi di colpa. Pur senza dare voce ai suoi pensieri trasmette perfettamente l’interrogativo che lo turba: lo vuole davvero uccidere o lo vuole per sé?
La sceneggiatura e la regia sembrano giocare abilmente su questa dualità, dove Odajima si ritrova messo a nudo – in senso fisico e psicologico – proprio nei confronti di chi deve eliminare. Le scene intime sono dosate con equilibrio e pur essendo abbastanza esplicite non scadono mai nella volgarità. A queste si alternano in modo quasi complementare scene di rara delicatezza, come quando Kakatoa si prende cura dell’uccellino ferito. La violenza dei pestaggi inquadrati da una luce sporca riesce sorprendentemente a coesistere con qualcosa di incredibilmente umano e sincero.
Pur con la comunicazione ridotta all’osso che caratterizza le produzioni giapponesi è evidente l’evoluzione del rapporto tra i due, nato dalla coercizione – la prima parte della loro relazione è sicuramente sbilanciata e tossica, pur paradossalmente in linea con il contesto malavitoso e violento nel quale si sviluppa - ma gradualmente si trasforma in qualcosa di più sano e autentico. Se vogliamo trovare una pecca, con qualche episodio in più – o una maggior durata degli stessi – il passaggio di Odajima dall’odio viscerale all’amore assoluto sarebbe stato indubbiamente più fluido. Avrebbe giovato un maggior investimento in termini di interazioni silenziose, chimica inespressa e conflitti interiori mentre i flashback ripetuti, per quanto necessari a comprendere a pieno il personaggio di Odajima, hanno sottratto ulteriormente tempo allo sviluppo della vicenda nel presente.
Nonostante i difetti resta però un drama audace e con una profonda componente emotiva, dove la storia d’amore cela una riflessione sul dolore, sulla redenzione e la possibilità di trovare un po' di calore in un mondo ostile, dove due anime segnate dalla violenza possono imparare a guarirsi a vicenda.
Consigliato a chi cerca una BL matura e di significato. Non è una storia per tutti, ma per chi saprà apprezzarla, sarà un viaggio che vale sicuramente la pena fare.
Otto rapidi episodi che fanno pensare a un road movie noir, dove la tensione tra dovere e devozione si fa palpabile. Il viaggio dei due si satura di lunghi silenzi che nascondono dubbi e domande che non dovrebbero osare porsi.
A livello del cast, ottima prova di recitazione di ambedue gli attori protagonisti: hanno saputo rendere credibile ogni sfumatura che caratterizza il proprio personaggio.
Il Kataoka di Wada Masanari è una ventata d’aria fresca nel panorama dei boss della Yakuza: lontano dal classico uomo cupo e distante, sorprende con battute irriverenti, un'aria spensierata e un sorriso malizioso che nasconde però un uomo che cerca di mantenere viva la propria umanità in un mondo che punisce la gentilezza, consapevole del tradimento che lo circonda ma caparbiamente deciso a non ripagare la crudeltà con il sospetto. È un personaggio complesso, che passa dalla spavalderia alla fragilità con una naturalezza impressionante.
L’Odajima di Takahashi Hiroto è un giovane uomo che a prima vista risulta freddo e distaccato, quando invece è semplicemente stanco: stanco di uccidere, di sopravvivere, di esistere. Conta un tragico passato alle spalle e, a tenerlo poi in vita, per anni, c’è stato solo il desiderio di vendetta proprio nei confronti di Kakatoa, al quale erroneamente attribuisce la responsabilità della morte di un suo caro amico.
Il dilemma che affliggerà Odajima durante il viaggio è un po’ il fulcro centrale del drama: sarà infatti combattuto tra il senso di lealtà nei confronti dell’amico scomparso, e il tradimento nei confronti di Kakatoa, che si fa però via via sempre più impossibile da mettere in pratica, nonostante i sensi di colpa. Pur senza dare voce ai suoi pensieri trasmette perfettamente l’interrogativo che lo turba: lo vuole davvero uccidere o lo vuole per sé?
La sceneggiatura e la regia sembrano giocare abilmente su questa dualità, dove Odajima si ritrova messo a nudo – in senso fisico e psicologico – proprio nei confronti di chi deve eliminare. Le scene intime sono dosate con equilibrio e pur essendo abbastanza esplicite non scadono mai nella volgarità. A queste si alternano in modo quasi complementare scene di rara delicatezza, come quando Kakatoa si prende cura dell’uccellino ferito. La violenza dei pestaggi inquadrati da una luce sporca riesce sorprendentemente a coesistere con qualcosa di incredibilmente umano e sincero.
Pur con la comunicazione ridotta all’osso che caratterizza le produzioni giapponesi è evidente l’evoluzione del rapporto tra i due, nato dalla coercizione – la prima parte della loro relazione è sicuramente sbilanciata e tossica, pur paradossalmente in linea con il contesto malavitoso e violento nel quale si sviluppa - ma gradualmente si trasforma in qualcosa di più sano e autentico. Se vogliamo trovare una pecca, con qualche episodio in più – o una maggior durata degli stessi – il passaggio di Odajima dall’odio viscerale all’amore assoluto sarebbe stato indubbiamente più fluido. Avrebbe giovato un maggior investimento in termini di interazioni silenziose, chimica inespressa e conflitti interiori mentre i flashback ripetuti, per quanto necessari a comprendere a pieno il personaggio di Odajima, hanno sottratto ulteriormente tempo allo sviluppo della vicenda nel presente.
Nonostante i difetti resta però un drama audace e con una profonda componente emotiva, dove la storia d’amore cela una riflessione sul dolore, sulla redenzione e la possibilità di trovare un po' di calore in un mondo ostile, dove due anime segnate dalla violenza possono imparare a guarirsi a vicenda.
Consigliato a chi cerca una BL matura e di significato. Non è una storia per tutti, ma per chi saprà apprezzarla, sarà un viaggio che vale sicuramente la pena fare.
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