L'unico abbaglio è quello dello specchietto per le allodole...
Drama che ho atteso con interesse, confidando in una coinvolgente storia d’amore e intrigata dall’idea del sempre affascinante Li Yun Rui in versione biondo platino. Premetto che avevo già letto il racconto al quale si ispira, storia che ho trovato carina e abbastanza emozionante ma dove, tolta un’ottima chimica tra i protagonisti – almeno sulla carta - non c’era di fatto molto altro. La trasposizione si è rivelata – ahimè – un ulteriore passo indietro: sono davvero tante le differenze con il romanzo, modifiche a volte importanti, altre legate ai dettagli, ma che si notano fin dal primo episodio e che non portano a mio avviso nessun beneficio, anzi. Come c’era da aspettarsi, le scene più romantiche e intime sono state riviste – praticamente eliminate - facendo perdere grip a diversi passaggi. Ciò che però non mi aspettavo era uno slow burn romance così slow da farmi pigiare il tasto di avanzamento rapido già dopo i primi episodi. Una relazione più che altro platonica, che davvero fatica a decollare. Non è necessariamente un problema, un’evoluzione lenta del rapporto può aiutare a conferire credibilità, ma allora ci deve essere altro sul piatto a tenere lo spettatore incollato allo schermo. Invece qui la quotidianità perde velocemente fascino, scadendo in un’ordinarietà abbastanza banale. Certo, la loro connessione emerge dai gesti abitudinari e dagli sguardi che intercorrono tra loro, ma trenta episodi sono davvero tanti per tirare avanti così. Per quanto possa voler essere un comfort drama che punta a mostrare il percorso – inteso in termini di crescita personale - più che l’arrivo, è comunque necessario fare i conti con il tempo e con la responsabilità che l’aggiunta di ogni episodio non necessario comporta. Per come è stato impostato il drama, se ne potevano fare altri cinquanta di episodi senza alterarne il risultato, tanto ormai l’effetto è lo stesso: episodi tutti permeati da una graziosa o difficile quotidianità, ma che alla lunga davvero stanca.
La recitazione porta a casa una buona prova, ma niente di incisivo. L’attrice protagonista in particolare tratteggia una ragazza che inizialmente non è solo altezzosa, sprezzante e diffidente – come giustamente si vuole che sia – ma anche estremamente antipatica. Un taglio espressivo che non si risolve nemmeno dopo, quando entra via via in relazione con i vari personaggi, secondari o meno. Ben caratterizzate sono le figure che circondano la coppia, dalla madre impulsiva di Wu alla nonna disabile, fino ai gruppetti di amici e nemici.
OST lenta, che sembra volersi sposare appieno con il ritmo del drama. La fotografia è curata e cattura panorami inusuali, regalando l’impressione di vivere nel piccolo paese costiero, tra i tramonti infuocati sull’oceano e le bancarelle del mercato, i campi di lavanda e l’atmosfera polverosa dell’estate.
In conclusione, lo definirei un drama che non puntava a essere chissà cosa, ed è finito che non è stato chissà cosa. Un limbo narrativo che non ha volutamente osato puntare a una commedia romantica travolgente o a un maggior approfondimento dei drammi familiari prediligendo invece – con un ritmo placido e tranquillo – una storia semplice, piacevole, ma basata su scelte davvero un po’ di comodo. Una visione che non va oltre la semplice, tiepida piacevolezza e destinata a cuori molto pazienti.
La recitazione porta a casa una buona prova, ma niente di incisivo. L’attrice protagonista in particolare tratteggia una ragazza che inizialmente non è solo altezzosa, sprezzante e diffidente – come giustamente si vuole che sia – ma anche estremamente antipatica. Un taglio espressivo che non si risolve nemmeno dopo, quando entra via via in relazione con i vari personaggi, secondari o meno. Ben caratterizzate sono le figure che circondano la coppia, dalla madre impulsiva di Wu alla nonna disabile, fino ai gruppetti di amici e nemici.
OST lenta, che sembra volersi sposare appieno con il ritmo del drama. La fotografia è curata e cattura panorami inusuali, regalando l’impressione di vivere nel piccolo paese costiero, tra i tramonti infuocati sull’oceano e le bancarelle del mercato, i campi di lavanda e l’atmosfera polverosa dell’estate.
In conclusione, lo definirei un drama che non puntava a essere chissà cosa, ed è finito che non è stato chissà cosa. Un limbo narrativo che non ha volutamente osato puntare a una commedia romantica travolgente o a un maggior approfondimento dei drammi familiari prediligendo invece – con un ritmo placido e tranquillo – una storia semplice, piacevole, ma basata su scelte davvero un po’ di comodo. Una visione che non va oltre la semplice, tiepida piacevolezza e destinata a cuori molto pazienti.
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