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  • Last Online: 14 minutes ago
  • Gender: Female
  • Location: The knee of the Boot
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  • Join Date: October 14, 2023
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The Prosecutor's Proposal korean drama review
Completed
The Prosecutor's Proposal
2 people found this review helpful
by Lynnea
3 days ago
10 of 10 episodes seen
Completed
Overall 7.0
Story 6.5
Acting/Cast 8.0
Music 7.5
Rewatch Value 5.0
This review may contain spoilers

BL innovativa tra crime e romance cupo, in difetto di tempo e con finale disastroso

L’originalità di questo drama coreano BL sta tutta nel tentativo di mescolare un thriller investigativo con un romance travagliato e oscuro, nella prima parte addirittura tossico. I due aspetti, intrecciati tra loro, costituiscono una premessa intrigante: due uomini legati da un omicidio avvenuto quindici anni prima si ritrovano a lavorare insieme come procuratore e investigatore, costretti a confrontarsi con segreti sepolti e verità scomode. La ciliegina sulla torta? Uno è il figlio della vittima e l’altro il figlio dell'assassino (presunto). Il primo è a conoscenza dell’identità dell’altro, il secondo no. Ed è su questo aspetto che il procuratore costruisce il suo singolare piano di vendetta. Una dinamica - almeno sulla carta - indubbiamente avvincente.

La vicenda si distingue fin da subito per il suo tono maturo e cupo, lontano dalle atmosfere leggere che spesso caratterizzano il genere ma in linea con l’ambientazione nella quale si svolge. Una coerenza di scelta sottolineata dalla fotografia suggestiva e dalla palette cromatica prevalentemente desaturata. Completano il tutto una colonna sonora avvolgente, capace di amplificare i momenti di tensione e un ritmo iniziale sostenuto.

A fare la differenza è però il cast: Kim Yoon Sik - nei panni del procuratore Ju Tae Seon - offre una performance magnetica e disturbante, passando dalla freddezza calcolatrice a scoppi di rabbia incontrollata con una naturalezza inquietante. Park Si Woo- nel ruolo dell'investigatore Lee Chae Ha - costruisce un personaggio più silenzioso ma altrettanto complesso, portando in scena un sopravvissuto che si piega ma non si spezza. Eccede forse nella passività, che rende poco credibile l’immagine di lui come ex poliziotto. La chimica tra i due protagonisti è notevole, soprattutto nelle interazioni cariche di una tensione che sembra oscillare continuamente tra desiderio e odio, costantemente in bilico tra la sete di vendetta e un’attrazione sempre più difficile da negare. Le scene intime, tutt’altro che romantiche, sono rappresentazioni crude ma mai volgari di quello che però non si può non definire un rapporto tossico, incentrato sulla brama di possesso, rabbia e il desiderio di controllo. E’ il ritratto di un rapporto complesso e senza edulcorazioni, per quanto malsano, dove l’intimità non è intesa come espressione di romanticismo ma come un vero e proprio campo di battaglia emotivo.

E arriviamo alle note dolenti, che sono sostanzialmente due, ma di dimensioni cosmiche: La durata e lo scempio degli ultimi due episodi.
Il tempo è troppo poco, inutile girarci intorno. Dieci episodi da meno di mezz’ora l’uno non possono proprio essere sufficienti a sviluppare per bene l’idea originale alla base del drama. Si è cercato di smarcarsi dalle BL coreane da manuale, ma era il caso anche di uscire dalle solite durate eccessivamente ridotte, altrimenti l’insieme non può funzionare. Se nella prima parte l’unico passaggio un po’ troppo precipitoso è l’innesco della relazione fisica tra due, sul finale ci si trova a premere forzatamente l’acceleratore, senza lasciare margine di sviluppo né al thriller né al romance. Ne consegue un vero e proprio disastro narrativo, che demolisce in modo affrettato e confusionario ciò che era stato costruito con cura per otto episodi. La rivelazione dell’identità di Tae Seon porta a un cambiamento del suo personaggio tanto repentino quanto imbarazzante: le carte sono state scoperte, ma non per questo deve diventare irriconoscibile, trasformandosi in un salice piangente tutto confessioni, scuse e stucchevolezze. Anni di risentimento sembrano dissolversi in poche scene, una transizione dall’odio all’amore praticamente fulminea. C’è davvero da impegnarsi non poco per massacrare così il personaggio più intrigante della serie. A tutto ciò si aggiunge un ricorso alla CGI sul finale che è semplicemente imbarazzante e che culmina con la scena finale sulla spiaggia – fuori luogo ed esageratamente finta -stravolgendo in modo davvero ignobile l’intera ambientazione. Se il romance chiude in modo assurdo, il thriller non chiude affatto, nel senso che tante domande non trovano vere e proprie risposte (cosa succede al vero colpevole? E al padre di Chae Ha?). La mancanza di tempo rende di fatto impossibile anche il lavoro sui – già pochi – personaggi secondari, che a livello di introspezione restano proprio fermi ai blocchi di partenza.

In conclusione: una bella premessa, la promessa di qualcosa di nuovo, un mezzo risultato e un epilogo da dimenticare. I primi due terzi della serie volano alto, il finale è davvero deludente. Con questa consapevolezza, la visione può comunque starci. Diciamo che la chimica tra i due protagonisti, l'interpretazione di Kim Yoon Sik e l’approccio innovativo per il genere valgono il prezzo del biglietto, ma l'opera nel suo insieme è anche un’occasione sprecata, tanto rovinata nell’ultima parte da lasciare l’amaro in bocca.
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