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  • Last Online: 2 hours ago
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Xiao Fang chinese drama review
Completed
Xiao Fang
4 people found this review helpful
by Lynnea Flower Award1
3 days ago
18 of 18 episodes seen
Completed 2
Overall 9.0
Story 9.5
Acting/Cast 9.0
Music 9.0
Rewatch Value 9.0
This review may contain spoilers

Un inno al rispetto per sé stessi, tra onestà narrativa e paesaggi mozzafiato

"Xiao Fang" è quel drama che dà l’immediata sensazione di una boccata d'aria fresca. Trasposizione del racconto "Xiao Fang Chu Jia" di Yi Bei, si è rivelato essere una piccola gemma che ho avuto il piacere di scoprire quasi per caso – a tal proposito grazie, @stardust_stroller - e che merita assolutamente di essere visto.

LA TRAMA – L’ambientazione è quella rurale della provincia di Guizhou, dove la giovane Yang Xiao Fang torna al villaggio natale per il Capodanno insieme al suo amico d’infanzia Qi Xiao Wei, portando con sé due notizie sconvolgenti: i due stanno insieme e lei è in dolce accesa. L’impatto con famigliari, conoscenti, vicini di casa e in generale tutto il villaggio, è simile a quello di un meteorite: la coppia inizialmente regge grazie alla determinazione e alla fermezza di Xiao Fang, ma ben presto Qi Xiao Wei dimostra di non essere all'altezza della situazione. Il matrimonio sfuma e invece di risultare in una prevedibile storia di maternità single, la vicenda ha il pregio di trasformarsi in un racconto molto più profondo, che culmina in uno spettacolare senso liberatorio. E’ un’opera senz’altro originale, capace di muoversi contemporaneamente su piani diversi e catturare sia il cuore si la mente, senza sacrificare l’uno per la buona riuscita dell’altro.
Mi è piaciuta molto l’idea di far saltare il matrimonio già dopo i primi episodi: questo da una parte ha evitato di tirarla per le lunghe con il classico dilemma “Riusciranno infine a sposarsi?”- quasi fosse un punto di arrivo obbligatorio- e dall’altra ha permesso, archiviato il capitolo nozze, di focalizzarsi su come i protagonisti e le loro famiglie affrontano la situazione post rottura. Diciamo che il “come” ha splendidamente prevalso sul “se”, in poche parole.
Punto culminante del drama, nonché mia scena in assoluto preferita, è il momento in cui Xiao Fang, di fronte all'immaturità di Xiao Wei e alle meschine trattative sulla dote da parte della famiglia di lui, annuncia all’altoparlante che non ama più Qi Xiao Wei e che quindi non lo sposerà. Non è un atto di ribellione ma una conseguenza logica e necessaria per la sua serenità, un primo passo liberatorio a tutela della propria autonomia, un gesto davvero intenso e per certi versi quasi commovente. Questa scena è innescata da altri due momenti fondamentali: l’infelice uscita di Qi Xiao Wei “Puoi cambiare almeno un po’?” e la conseguente chiacchierata tra Xiao Wei e il padre, che facendo riferimento a insetti, camaleonti e uccelli vari apre un’interessante riflessione sui bisogni e sugli obiettivi, diversi per ciascuna persona e a volte così distanti da impedire loro di percorrere lo stesso cammino insieme. Il nocciolo non è se sia giusto o meno cambiare, ma se sia il tipo di cambiamento giusto per una determinata persona.
Il rischio che le tematiche importanti rendessero la narrazione pesante è stato sapientemente azzerato da un approccio leggero, dove questioni come il pregiudizio, la famiglia e le pressioni sociali vengono affrontati con un tono ironico, che in certi momenti apre proprio a una vena quasi comica.
Altra chicca che merita menzione è la questione della scimmia scappata con l’altoparlante e ricercata in tutto il villaggio: stramberia apparentemente senza senso introdotta nel primo episodio e poi ripresa nel finale, è di fatto una metafora azzeccata che rappresenta il peso delle aspettative altrui, delle voci che giudicano e che vogliono condizionare le scelte personali. Quando Xiao Fang, nel finale, afferma che "la scimmia è finalmente libera", celebra non solo la sua liberazione personale ma anche la possibilità di vivere senza portare sulle spalle il peso delle convenzioni sociali. E’ un lieto fine davvero stupendo e anticonvenzionale, che vale più di mille classici coronamenti d’amore.
Il valore assoluto del drama sta nel profondo messaggio trasposto dalla vicenda, che affronta temi di grande rilevanza sociale con sorprendente maturità, in primis la libertà di scelta, declinata in tutte e sue forme (libertà di fare le proprie scelte, libertà di non farsi condizionare dalle convenzioni, libertà anche di sbagliare, libertà di crescere secondo i propri tempi, libertà di amare senza vincoli). E’ un drama che non pone al centro un sentimento – l’amore – bensì l’individuo stesso, promotore di scelte proprie che devono essere accettate e comprese. In quest’ottica, il passo più delicato e coraggioso che quest’opera ha saputo compiere è stato proiettare il messaggio anche nei confronti della figlia: Xiao Fang rifiuta la riduttiva descrizione di “madre di Bi Te”, non perché non si senta madre ma perché convinta di non dover per questo rinunciare a una propria – e molto più ampia – identità. Amare sé stessi e perseguire i propri sogni diventa un elemento imprescindibile per poter amare pienamente e senza rimpianti i propri figli. L’ultima parte sottolinea molto questo aspetto, ovvero come una genitorialità consapevole sia ben distante dal concetto di sacrificio dovuto.

I PERSONAGGI – Xiao Fang è una figura che affascina e che, per come è stata ben caratterizzata, non si può non ammirare. Estremamente carismatica, bilancia con naturalezza il temperamento risoluto e la dolcezza della maternità, la fermezza e la vulnerabilità. Non è vittima della situazione, bensì il ritratto di una rara e giovane donna autosufficiente. Lo si capisce fin dai primi istanti, da come vive la propria gravidanza: non c’è vergogna né preoccupazione, non la percepisce come una debolezza ma come un dato di fatto che deriva da scelte private che non solo non temono il giudizio altrui, ma proprio non lo contemplano. A Qi Xiao Wei bastano pochi episodi per far emergere ciò che è nella realtà: immaturo, insicuro, addirittura codardo. Aspetti che da una parte quasi nega a sé stesso, mentre il senso di oppressione quando si trova in difficoltà lo porta istintivamente a sbroccare. S’illude di possedere una maturità e una forza che evidentemente non ha, convinto che la vicinanza a Xiao Fang abbia per un effetto “traino” sufficiente a gestire le varie dinamiche. E invece la sua difficoltà di stare al passo con la ragazza diventa sempre più palese e sempre più difficile e faticosa per lui da affrontare. Riesce benissimo a farsi detestare dallo spettatore per via della sua cecità nel fare il passo più lungo della gamba: una falcata che non può permettersi ma che si ostina a tentare per poi, davanti all’inevitabile fallimento e all’incapacità di gestire la situazione, trovare vie di fuga meschine e irrispettose nei confronti di Xiao Fang. L’aspetto positivo è che la scelta della ragazza di far saltare il matrimonio, sarà per lui – paradossalmente e in prospettiva – di grandissimo aiuto: l’esperienza lo porterà a crescere e a maturare un po’, fino a un epilogo che lo vede finalmente un po’ più consapevole di sé stesso, di ciò che è accaduto e di quali sono gli obiettivi da perseguire.
Più che mai fondamentali in questo drama sono anche i personaggi secondari: la famiglia Yang è un concentrato emotivo femminile che conta in primis la nonna Qu Man Xia - semplicemente iconica con gli occhiali da sole neri – e che, pur rappresentando la generazione più anziana dimostra di avere una visione molto più moderna degli altri, incoraggiando Xiao Fang a dare priorità a sé stessa e in generale nel ricordare alle figlie di essere autrici del proprio destino. Le due zie portano a loro volta una diversa interpretazione della femminilità: la maggiore, pur con alle spalle un matrimonio fallito, necessita sostanzialmente di ripetere l’errore prima di rendersi conto di poter vivere bene anche da sola. La sorella minore è abituata a vivere affidandosi completamente al marito e per lei la svolta arriva quando viene a trovarsi in difficoltà, scoprendo di poter lottare disperatamente e di possedere la forza per vivere la vita che desidera anche contando solo su sé stessa. Sono esempi di come percorsi diversi, tutti legittimi e umanamente possibili, possano convergere in un unico punto di arrivo, a riprova che non esiste un’unica strada verso l’indipendenza.

CAST - Wang Ying Lu è semplicemente splendida e offre una performance che è un vero e proprio esempio di recitazione sottile e potente. E’ un’attrice che per me sta diventando sempre più sinonimo di garanzia e che ho già avuto modo di apprezzare lo scorso anno in “When destiny brings the demon” e “Twelve letters”. Amo la sua capacità di dare vita a personaggi inconfondibili, che restano nitidi nella memoria anche a distanza di tempo. Anche Xin Yun Lai coglie in pieno il suo personaggio: qui non ci sono eroi coraggiosi, forti e disposti a fare di tutto e di più per amore. Al contrario, c’è un giovane immaturo che si destreggia tra la presunzione di fare il “grande” e il tentativo di nascondere l’esigenza di non essere “al passo” con Xiao Fang: in apertura è piacevole, si arriva ben presto a detestarlo e solo nell’ultima parte gli si da atto dell’avvio di un percorso di crescita personale. Questo doveva trasmettere in modo credibile e questo è esattamente ciò che lo spettatore percepisce. Ottimo lavoro anche da parte degli attori secondari, già che questo è un drama dove la buona riuscita – per come pensato e strutturato – non può essere tutta a carico dei soli protagonisti. Senza il supporto di validi attori il risultato ne sarebbe stato pesantemente influenzato.

ASPETTI TECNICI – L’atmosfera visiva fresca e rilassante - data dalla bellezza degli spazi ampi tra montagne verdi, distese di campi e acque limpide - si adatta al tono leggero del drama. Ma è anche molto di più: l’ampiezza del paesaggio rurale – uno scorcio di Cina raro e affascinante - richiama l’atteggiamento e lo stato mentale dei personaggi proprio in termini di libertà e apertura, non per similitudine bensì paradossalmente per netto contrasto (ampi spazi contro ristrettezza mentale, scenario idilliaco contro litigi continui).
La fotografia è spettacolare, con inquadrature studiate con cura per esaltare le emozioni e il fascino della storia, mantenendo un equilibrio tra i grandi paesaggi e i momenti più intimi tra i personaggi. La regia sfrutta al meglio questa cornice naturale, dominata dalla luce naturale, dentro la quale si muove con un approccio volutamente leggero ma mai superficiale. C’è una particolare attenzione ai dettagli quotidiani, che si caricano di significato: i momenti in famiglia, le cene, le passeggiate nei campi… Sembrano richiamare lo spettatore al loro fianco e a soffermarsi sulle piccole cose della vita. Il montaggio promuove un ritmo narrativo vivace e coinvolgente, enfatizzando le scene di conflitto tra le due famiglie così da evidenziare il contrasto comico ma senza rinunciare alla tensione emotiva. Le transizioni sono fluide, le storie dei vari personaggi scorrono e si intrecciano con naturalezza, senza che nessuno di loro venga trascurato. La colonna sonora è composta da brani che mescolano strumenti tradizionali e arrangiamenti contemporanei, caratterizzante ma mai invadente. Singolare ma nello specifico caso vincente la scelta di soli 18 episodi, molto al di sotto degli standard cinesi: una giusta durata che ha permesso di sviluppare con cura il drama ma senza dover forzatamente ricorrere a riempitivi inutili.

IN CONCLUSIONE – Un drama la cui onestà narrativa ho apprezzato e ammirato davvero molto, frutto di una scrittura intelligente, divertente, delicata e visivamente incantevole. Una storia che parla di scelta, di famiglia e del coraggio di essere sé stessi, il tutto raccontato con una leggerezza che non sminuisce la profondità dei temi, senza idealizzare né demonizzare le varie figure, ma permettendo loro di essere semplicemente quello che sono: esseri umani pieni di contraddizioni, capaci di gesti generosi così come di azioni meschine. Un mix talmente ben bilanciato di intrattenimento e riflessione da renderlo una visione che si distingue in un panorama spesso omologato. Davvero da non perdere.
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