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Secrets Happened on the Litchi Island chinese drama review
Completed
Secrets Happened on the Litchi Island
3 people found this review helpful
by Lynnea
2 days ago
7 of 7 episodes seen
Completed 2
Overall 9.0
Story 9.0
Acting/Cast 9.0
Music 8.5
Rewatch Value 9.0
This review may contain spoilers

Un quadro poetico dedicato all’amore che fatica a trovare il coraggio di esistere

“Secrets happened on the Litchi Island” è una vera e propria chicca del genere BL cinese che merita ben più dell'attenzione che ha ricevuto. Drama molto breve – conta in tutto sette episodi da un quarto d’ora l’uno oltre a una serie di rapide scene extra che nel totale arrivano alla durata media di un film – si distingue per l’originalità e una semplicità di valore – non scade mai nella banalità - oltre a cimentarsi con un approccio innovativo, consapevole e coraggioso.

TRAMA - La storia è apparentemente semplice: un’estate, nel ruolo di supervisori di un campeggio estivo per bambini su un'isola chiamata "Litchi Island", due giovani si incontrano e si avvicinano lentamente. Xiao Zhi, aspirante artista dall'animo sensibile, arriva sull'isola per aiutare il fratello maggiore impegnato nel campo estivo. Qui conosce Chen Li, un ragazzo più grande, solare e gentile, amico del fratello. Quello che segue mostra sostanzialmente il lento, difficoltoso ma inesorabile avvicinamento tra i due, fatto di sguardi, silenzi e piccoli gesti che valgono più di mille parole.

EPISODI EXTRA: Al mini-drama sono seguiti una serie di brevi episodi extra – della durata di pochi minuti ciascuno – davvero ben fatti e che mostrano situazioni più o meno ordinarie della vita di coppia di Xiao Zhi e Chen Li. Negli ultimi due l’allegria lascia spazio a riflessioni più serie, l’ultimo in particolare va guardato con attenzione perché altrimenti si rischia di fraintenderlo.

TEMI PRINCIPALI:
Fondamentalmente l’intera serie è volta alla rappresentazione della difficoltà di essere sé stessi e di vivere un amore che la società ancora fatica ad accettare. La paura di essere giudicati, l'incapacità di dichiararsi, la sensazione di doversi nascondere sono tutti aspetti che vengono trattati con profondo rispetto e arricchiti da metafore calzanti.
Il quadro tagliuzzato che Xiao Zhi realizza dopo la serata trascorsa insieme davanti al fuoco crepitante diventa elemento ricorrente tra le mani di Chen Li ed esprime splendidamente la sua lotta interiore, combattuto nella scelta di quale deve essere lo sfondo della sua esistenza: il blu profondo del mare, un luogo protetto nel quale nascondere sé stessi, o il rosso vivo del fuoco notturno, quel cuore avvolto da strati di travestimenti che continua incessantemente a pulsare con forza, desiderando solo di poter battere liberamente.
Tra i vari riferimenti, vi è poi un palese richiamo al film “Chiamami col tuo nome” di Luca Guadagnino: in più scene (extra compresi) i due protagonisti leggono insieme l’omonimo romanzo, sottolineando un parallelismo di evidenti similitudini: l’ambientazione estiva, uno sviluppo graduale, l’esplorazione dell’orientamento sessuale in un contesto idilliaco, la natura come specchio delle emozioni.

CITAZIONE PREFERITA – “L’esistenza è solo esistere. Non c’è né giusto né sbagliato. Né ragionevolezza né illogicità.”

PERSONAGGI: Il personaggio di Chen Li è quello che mostra una maggiore evoluzione: un ragazzo che si scopre innamorato di un altro uomo e fatica ad accettarlo, oscillando tra attrazione e paura. Xiao Zhi, invece, è il più vulnerabile dei due, quello che soffre di più per il rifiuto e l'indecisione dell'altro. Il loro percorso, fatto di titubanti avvicinamenti e combattuti allontanamenti, è tanto realistico quanto doloroso.
Xiao Long, il fratello di Xiao Zhi, inizialmente sembra stare in disparte ma poi si dimostra consapevole dell’orientamento sessuale del fratello, aspetto che non condanna ma che gestisce con l’ipocrisia del buonismo, disincentivando il fratello “per il suo stesso bene”.
Non ci sono di fatto altri personaggi secondari, la ragazza che affianca Xiao Long al campo estivo è più che altro una comparsa, così come tutti i bambini che partecipano al camping, un gruppo volutamente anonimo dai vestiti uguali e che non partecipa praticamente a nessuna conversazione o situazione. L’unico pensiero che mi hanno sollevato è stato il seguente: ma mentre i due protagonisti si rilassano tra i frutteti, concedendosi qua e là uno spuntino o un tuffo in piscina… Chi li sorveglia i bambini? Mistero!

CAST – Tra i punti di forza del drama ci sono indubbiamente le performance dei due attori protagonisti, a me precedentemente sconosciuti. Hu Yi Chen appare credibilissimo come adolescente, sebbene nella realtà abbia ventun anni. Entrambi offrono una recitazione splendidamente naturale: non sembrano recitare, sembrano davvero vivere i loro personaggi, come se non stessero minimamente seguendo un copione in attesa del “Cut!” del regista. L’intesa, soprattutto nelle scene senza parole, è davvero notevole, tra giochi di sguardi, volti che si adombrano, posture che si irrigidiscono quando l’altro si avvicina. Una sintonia tale da promuovere un effetto sinergico nel risultato concreto.

ASPETTI TECNICI
Qui una premessa è doverosa: il numero di persone che hanno lavorato a questo prodotto è incredibilmente esiguo, con un budget irrisorio. Basti pensare che la regista ha anche scritto la sceneggiatura, curato la fotografia, il montaggio, la scenografia e persino composto le oltre venti tracce audio della colonna sonora. E’ un’opera di nicchia che, pur non avendo accesso a tutti gli strumenti tipici delle maestose produzioni commerciali, risulta paradossalmente di livello superiore a molte, a dimostrazione che il talento e l’originalità alla fine contano più dei grandi nomi, dei budget cospicui e dei mille eventi promozionali.
La narrazione propone una particolare struttura frammentaria: la storia non viene "raccontata", ma "mostrata" attraverso immagini, simboli e atmosfere. La regia non spiega, non interviene, sembra limitarsi a osservare, facendo del “non detto” quasi un ulteriore protagonista (in tal senso richiede uno spettatore attivo, disposto a leggere tra le righe).
La fotografia è straordinaria, con colori vividi e inquadrature che sembrano quadri e che ricordano ripetutamente le opere dell’artista David Hockney (citato dallo stesso Xiao Zhi mentre tratteggia degli schizzi a bordo piscina, creando una correlazione a dir poco geniale, lui che disegna in un ambiente che è al tempo stesso un richiamo ai famosi quadri dell'artista).
L’ambientazione prevalentemente esterna e ariosa, caratterizzata da una vegetazione lussureggiante e da improvvisi acquazzoni estivi, conferisce un senso di luminosa leggerezza – in certi momenti un’atmosfera di vera e propria placida pigrizia – che contrasta splendidamente con i dubbi e i timori che si annidano nei pensieri – e nei cuori – dei due protagonisti. E’ il ritratto di un’estate apparentemente spensierata, ma che cela un significato più profondo e importante.
La colonna sonora supporta questa scelta con dei brani strumentali – perlopiù a pianoforte - che sembrano dei veri e propri stacchetti allegri. Al contrario, nei momenti più seri, la musica si eclissa lasciando posto a ciò che di più semplice ma efficace può esserci: il solo silenzio.
L’unica mia perplessità riguarda più che altro il montaggio: i cambi di scena sono frequenti, spesso un po’ troppo bruschi, e non aiutano in alcuni momenti a percepire i salti temporali riferiti all’arco narrativo. Complessivamente però si parla di piccole incertezze e imperfezioni, che non vanno a inficiare la bontà dell’opera.

IN CONCLUSIONE – Un drama creativo, originale, poetico e sincero, che ha il coraggio di liberarsi di tutto ciò che è lo standard abitudinario e, varcati questi confini, esplorare territori nuovi, diventando così unico nel suo genere. E’ un capolavoro perfetto? Onestamente no. Ma, nella moltitudine delle BL in circolazione, è capace di lasciare il segno come pochi altri. A me è davvero rimasto nel cuore, non posso che consigliarlo a tutti gli amanti del genere.
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