Non all'altezza delle aspettative
Le premesse c'erano, il potenziale era buono. Un buon cast, il fascino di un demone protagonista, la magia, il tormento, il passato, il cambiamento: gli ingredienti per una buona riuscita c'erano tutti, eppure qualcosa è andato storto. Se l'inizio è stato apprezzabile e a tratti ha saputo incuriosire, le buone basi gettate hanno iniziato a vacillare di episodio in episodio, traballando in un mare di cliché. Il tutto parallelamente a un aumento graduale della noia. La serie non cattura, si susseguono scene che a tratti vorrebbero essere accattivanti, ma si traducono in colpi di scena piatti, senza alcuno spessore. La trama procede senza un'idea ben chiara, arrivati alla fine si ha quel senso di confusione e smarrimento, sicuramente si è giunti alla fine ma di quale storia non è propriamente chiaro, perchè la storia stessa si è un po' persa strada facendo.Avevo grandi aspettative ma devo dire che mi ha lasciato l'amaro in bocca. La trama, superficiale nello sviluppo, procede a tratti come una strada sconnessa e della quale lo spettatore ricorderà più le buche - non tutte schivate - piuttosto che la destinazione che inizialmente ci si prefiggeva di raggiungere. Molti spunti meritavano un approfondimento più curato, mentre si è lasciato spazio a tanti passaggi inutili, buttati lì un po' a caso come un riempimento. Manca di coerenza, certi aspetti che sembrano di vitale importanza nella prima parte, negli episodi successivi diventano questioni banali e banalmente gestite e superate. Bella la colonna sonora. Peccato per tutto il resto.
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Un vero e proprio macigno
Questo non un drama, è un macigno. Ma bello grosso. Di una pesantezza indescrivibile. Una serie che prevede così tanti episodi deve avere davvero tutte le carte in regola, altrimenti l'effetto noia è dietro l'angolo. Questo drama in particolare, per me si è inabissato dopo i primissimi episodi...Non sarebbe mai arrivato ai canonici 16, figuriamoci a più del doppio.Apprezzabile l'inizio con la storia dei due protagonisti in giovane età. E poi...Stop. Solo quello. Catapultati nelle loro versioni adulte inizia l'incubo: lui impedito come pochi, del giovane liceale non ha mantenuto né il carattere né il fascino (perchè l'attore che interpreta l'adolescente è nettamente più bello di quello che interpreta la versione adulta, che definirei passabile ma giusto giusto nella norma). Lei ovviamente è diventata bellissima, e tra i due è forse quella che è risultata più coerente. Detto questo, non mi è piaciuta la trama, l'evolversi della vicenda, la dinamica tra i due (con un affiatamento pari a zero). Una serie insulsa, dalla trama insulsa, tirata per le lunghe e decisamente soporifera. Il consiglio è... Anche no.
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Dalle ceneri alla noia: la storia di una fenice che resta a terra.
Drama che non si presentava come niente di particolarmente eccezionale, ma che avevo messo in conto di guardare per via della presenza di Zhou Yi Ran. I primi episodi apprezzabili, qualche inquadratura ad effetto, un barlume di curiosità, una buona impressione generale. Tra tutte le tematiche messe sul piatto, il rapporto padre-figlia è stato sicuramente quello che ha avuto maggiore presa: il senso di colpa di Chu Zhao è stato trasposto davvero bene, rispecchiando il difficile conflitto che spesso si genera tra genitori e figli.Il primo episodio ricorda molto il meccanismo già visto in "Blossom": mostra un futuro infausto che viene però riavvolto, regalando alla protagonista una seconda chance per compiere scelte diverse. Niente di nuovo, insomma.
La noia - ahimè - si palesa già verso il quinto o sesto episodio, troppo presto per riuscire a stringere i denti fino alla fine della serie. La protagonista non è un concentrato di simpatia e il suo sviluppo è decisamente forzato: siccome è figlia di un valoroso generale, deve essere automaticamente un'abile stratega? Non solo, è vissuta per volere del padre lontano dalla capitale e quando, sfidandolo, la raggiunge diventa subito esperta di intrighi di corte e macchinazioni politiche, tanto da divenire principessa e avere niente meno che il giovanissimo erede al trono che praticamente pende dalle sue labbra. Davvero poco credibile. Rispetto al romance, l'ho trovato tremendamente tiepido, probabilmente anche per via della caratterizzazione del personaggio interpretato da Zhou Yi Ran, attore che ho apprezzato in alcuni lavori in passato ma che, col passare degli anni, trovo sempre più confinato in un ruolo che sembra sempre lo stesso: il suo protagonista è sempre quell'anima triste e infelice, silenziosa e schiva, un giovane con un triste e difficile passato, la solita raffinata malinconia che sa ben trasmettere con lo sguardo, quell'aria stoica che sembra voler celare un'eterna sofferenza. E' un attore a suo modo molto elegante, ma inizio a temere anche poco versatile. In questo drama, in particolare, non riesce proprio ad emergere e molti sono gli episodi in cui sembra più che altro relegato a un ruolo di contorno. La vicenda si sviluppa in modo prevedibile, quelli che dovrebbero essere degli incredibili colpi di scena non lo sono affatto (vedasi l'identità della madre) e la schiera dei cattivi è fin troppo affollata per poterne apprezzare meritatamente uno.
A livello tecnico l'investimento economico c'è anche stato, ed è quasi un peccato perchè dato il risultato è stato un po' uno spreco. Ed è così che "Ashes to crown", invece di una rinascita epica, mostra sostanzialmente una fenice che resta a terra e non decolla mai. L'unica cosa che si solleva dalle ceneri di questo drama è tanta - evitabilissima - noia.
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Un adattamento del quale non si sentiva la mancanza...
Nonostante le aspettative non fossero alte già in partenza, il risultato è stato comunque molto deludente. Remake dell'omonimo drama made in Cina, all'epoca interrotto brutalmente dopo una prima stagione incompleta ma ragion veduta, già che si era dimostrato davvero malsano nei contenuti e nei messaggi trasmessi. Fortunatamente, la Cina ha poi fatto ammenda con un remake successivo davvero notevole, "Stay with me" - più Bromance che BL - di una estrema delicatezza ma al contempo sorprendentemente emozionante.Questo ennesimo adattamento non regge decisamente il confronto, ma non ne sono rimasta sorpresa: le BL tailandesi devono la loro diffusione prevalentemente a una minor censura, ma a livello qualitativo difficilmente raggiungono la sufficienza minima. Tolte le scene intime, resta una lunga strada ancora da percorrere, insomma.
Il drama in questione ne è semplicemente l'ennesimo esempio: tutto ruota attorno al romance, ma ci gira in torno veramente male. Sceneggiatura superficialotta, scene a casaccio dove regna la confusione e che non sanno distinguere i momenti importante dai riempitivi, dove tutto fa brodo se utile a inserirci qualche accenno o riferimento pruriginoso. Ma la sostanza, quella manca. La coerenza, pure. Poco credibile, molto prevedibile, sempre e comunque in balia di clichè talmente irreali da risultare spesso imbarazzanti e ridicoli.
Di tutte le BL made in Tailandia che ho visto - e parliamo di svariate decine - qualitativamente parlando quelle che meritano le posso contare sulle dita di una mano. Questa serie, ovviamente, non è tra quelle. E l'inevitabile paragone con "Stay with me" le fa fare solo ancora più brutta figura. Remake disastroso, del quale non si sentiva certo la mancanza.
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This review may contain spoilers
Una rom-com giapponese davvero divertente e ben fatta!
Questo jdrama si è rivelato davvero una sorpresa inaspettata. Aspettative nella norma, ho concluso il primo episodio restandone un po' spiazzata, principalmente per la comparsa del protagonista, davvero singolare: una sorta di orso - o di orco, come più volte lo definirà lei nel corso della serie - con la sua stazza imponente ma un'agilità degna di un Troll, unita ad una capacità comunicativa a dir poco aggressiva e disarticolata. Il loro primo incontro assomiglia più a uno scontro con un pazzoide schizofrenico.Dal secondo episodio, però, l'orco impazzito lascia il posto a un orco geniale nel lavoro (mangaka) ma tremendamente asociale e quasi incapace di relazionarsi con gli altri (dalla protagonista al giovane nipote). Leggermente migliore ma sempre ridotto all'osso il rapporto con l'editore, che tuttavia conosce da anni. Altre interazioni non ci sono, dato che vive recluso nella sua pur lussuosa casa, trascorrendo tutto il suo tempo a disegnare manga di successo sotto uno pseudonimo femminile.
Lui dice di non essere fatto per vivere il romanticismo, ma per disegnarlo. Assume quindi Aiko affinchè lo ispiri e le assegna una serie di "missioni", coinvolgendo una serie di candidati, che possano fornirgli spunti per le trame dei suoi lavori. Complice l'arrivo inatteso della sorella di lei, viene coinvolto in prima persona in una missione da pseudo-relazione.
Gli attori principali, entrambi molto validi, hanno saputo dare vita a dei personaggi insoliti: Aiko è un concentrato di innata simpatia, è davvero impossibile non adorarla; Karibe è ancora più singolare, così burbero e impacciato, quasi incapace di sostenere una normale e serena conversazione ma, sotto sotto, una persona buona, convinta di non essere interessante e di non poter essere apprezzata per quello che è, tanto da "fuggire" nel mondo immaginario e vivere attraverso ciò che esprimono le sue storie. Il cambiamento in lui è naturale e credibile, lentamente il suo modo di interagire non solo con Aiko ma anche con il piccolo Ren mostra piccoli spiragli di apertura.
Notevole sintonia tra i protagonisti, non parlerei di chimica di coppia perchè è un drama dove la vena romantica vuole essere romanticismo puro e senza nessun riferimento sessuale.
Mi è piaciuto molto il modo in cui sono stati gestiti i personaggi secondari: anche quelli inizialmente presentati come non propriamente positivi si riscoprono poi a sostegno del gruppo (dalla rigida sorella maggiore al candidato "stalker", passando per la mangaka rivale).
Le figure che forse mi hanno entusiasmata di meno solo il defunto fratello di Karibe e la sua ex moglie (ovvero i genitori del piccolo Ren).
Un altro aspetto che ho particolarmente apprezzato è che, sebbene avessero avuto conoscenze in comune in giovane età (il fratello di Karibe) il collegamento del passato tra i due protagonisti non scivola nel solito clichè, anche se paradossalmente così viene fatto credere inizialmente (il disegno della ragazza sembra raffigurare proprio Aiko). Sarebbe stata una mossa scontata e prevedibile, che si è trasformata invece in un tranello ben riuscito.
Qualche dubbio sull'ultimo episodio e in particolare sul salto temporale durante il quale Karibe sembra diventare addirittura un'altra persona. Un po' forzata, nonostante serva a spiegare come il cambiamento sia stato lo strumento per sottrarsi a poco a poco dalla vita immaginaria a favore di quella reale.
Concludendo, una serie portata avanti da due protagonisti perennemente alle prese con qualche momento buffo o di imbarazzo ma che, invece di risultare imbarazzante o ridicolo, promuove una sana ilarità e sincero divertimento, episodio dopo episodio, senza mai annoiare ma anzi con sempre maggiore curiosità rispetto alla puntata successiva.
Sarà che sono reduce da una serie di drama non particolarmente soddisfacenti, sarà che non ero particolarmente carica di aspettative iniziali... Resta il fatto che questa serie porta in scena, a modo suo, qualcosa di finalmente nuovo e anche i clichè, dove presenti, risultano comunque gestiti in modo diverso dal solito. Promossa e consigilata... Con la sola raccomandazione di non giudicarla solo dal primo episodio!
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Un mix di spunti azzeccati e cliché non necessari
Drama curioso, il cui avvio non solo promette bene ma mostra qualcosa di un po' diverso dal solito. Piace il tema della magia, il valore aggiunto sono ovviamente i fantasmi assunti come dipendenti del protagonista, e il protagonista stesso che risulta ben caratterizzato e portato in scena da un attore che ho avuto modo di apprezzare anche in altri lavori in passato (Man to Man)E' una serie che sa strappare sorrisi, alternando momenti più profondi e anche qualche scena commovente. Un buon mix e un buon equilibrio per portare avanti una commedia dalle molteplici sfaccettature, capaci di alternarsi ripetutamente evitando il rischio dell'effetto noia.
Questo, almeno, è quanto accade nella parte iniziale. Purtroppo, pur avendo promosso un avvio insolito e originale, la sceneggiatura è incappata in un clichè molto diffuso, quello del tuffo nel passato: non ho trovato particolarmente necessario delineare un collegamento pregresso, dedicandogli addirittura un lungo flashback che spezza la storia in corso e occupando alcuni episodi. Se il valore aggiunto non si è visto, si è percepito invece l'effetto contrario: la briosità della storia viene smorzata da una maggiore pesantezza e lentezza, l'attenzione - mantenuta viva fino a quel momento - inizia a vedere alti e bassi.
Sicuramente il vero punto di forza non è stato sviluppato a dovere, ovvero i tre fantasmi che accompagnano il protagonista: ben caratterizzati e capaci di produrre un effetti sinergico con le loro interazioni, avrebbero meritato più spazio: l'intera serie ne avrebbe certamente giovato.
Verso la fine il drama si riprende, ma mai completamente e mai raggiungendo il picco di qualità con il quale era partito.
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Rom-com con un ML piacevolmente singolare ma il cui ritmo affonda nelle sabbie mobili
Commedia romantica che non si preannuncia come qualcosa di nuovo ma che nei primi episodi sa farsi apprezzare più del previsto. I clichè sono i soliti, ma l'approccio e il modo in cui ci si arriva è singolare. Lo ritengo un punto a favore, perchè rivedere lo stesso meccanismo già visto in mille altre serie e riuscire a trovarlo non solo piacevole ma in qualche modo anche un po' diverso dal solito è un'impresa ardua quanto proporre qualcosa di completamente originale e mai visto.Il merito è tutto della caratterizzazione del protagonista maschile: non è dolce, non è uno zerbino, non è l'arrogante ML freddo e scostante. Apparentemente imperturbabile, indubbiamente distaccato, spesso su un'onda di pensiero parallela e mai convergente con quella altrui. Vive il suo mondo nel suo modo, contenuto e trattenuto, dosato e poco empatico, dove l'emozione non deforma l'espressione impassibile del suo volto.
La fuorviante impressione che sia un giovane mite e senza spina dorsale non ha nemmeno modo di farsi spazio poichè fin da subito vengono a galla anche altri tratti del suo carattere: la determinazione con cui prende le difese del compagno di squadra mostrano una forza di volontà inaspettata, così come la tendenza a voler essere d'aiuto agli altri, sebbene mascherata da modalità relazionali che sembrano suggerire l'esatto opposto.
Un'attenzione, la sua, che è rivolta verso tutti tranne che sè stesso, vincolato a un'ordinario ma apparente quieto vivere che è un po' il risultato dei suoi tratti caratteriali e dell'ambiente nel quale è cresciuto.
La protagonista femminile risulta simpatica e ovviamente dotata di una particolare sensibilità necessaria per entrare in relazione con lui.
I primi episodi, dicevo, sembrano voler entrare dritti nel vivo della storia e con uno sprint niente male, volto a catturare l'attenzione dello spettatore. Ma dato che il drama conta i canonici sedici episodi, è anche prevedibile che il ritmo poi rallenti. Il problema è che rallenta davvero troppo: i tre/quattro episodi "soft" che potevano anche starci diventano praticamente il doppio e l'attenzione guadagnata in apertura non riesce a resistere così a lungo. L'elemento noia si fa pesante nonostante le vicende che vengono portate avanti e nonostante venga promosso anche un secondo pairing di tutto rispetto.
Con la stessa velocità da crociera ormai preimpostata la storia prosegue fino all'epilogo, ma l'impressione è di aver proprio perso l'occasione per qualcosa che poteva essere decisamente più allettante (anche a costo di farne uno short drama di otto episodi...ne sarebbe comunque valsa la pena, perchè il tirarla per le lunghe a ha risucchiato un po' i pregi della serie con la stessa ma inesorabile lentezza delle sabbie mobili).
Personaggi secondari anche ben caratterizzati, ma nemmeno loro riescono a infondere la verve necessaria a uscire dal torpore. La coppia protagonista funziona fino a un certo punto, date le premesse la chimica tra i due non può essere palesemente stellare e appassionata, ma poteva emergere in altro modo, mentre ci si è un po' limitati al minimo indispensabile.
Una nota positiva sul finale, l'idea di due mondi diversi ma che vogliono stare vicini per scelta: aspetto di rara coerenza, dove nella maggior parte dei drama si conclude invece con la pretesa di un'unione perfetta di anime e corpi. Qui, vuoi per la netta distanza caratteriale tra i due, viene rimarcato il concetto di come l'amore e il voler stare insieme non significhi essere in grado di capirsi al volo, sempre e comunque.
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I primissimi episodi hanno avuto il pregio di una connotazione insolita e divertente - lui, senologo, che si ritrova a visitare la compagna di liceo che non vede da una vita - ma anche questo piccolo dettaglio apprezzabile sfuma alla svelta in quella che è la classica commediola romantica non particolarmente appassionante o accattivante, piena di tiepidi cliché ed evoluzioni scontate. Tanto per dire, la trama non prevede nemmeno un vero e proprio ostacolo da superare, ci sono giusto loro due che si ritrovano dopo anni e devono trovare il coraggio di confessare di essersi sempre piaciuti, tutto lì.
Il finale, infatti, poteva essere tranquillamente traslato alcuni episodi prima o dopo, non c'era chissà quale questione da risolvere. Concludendo, un drama che promette poco e quel poco mantiene, poiché senza particolari obiettivi difficilmente non può eccellere ma altrettanto difficilmente può fallire completamente.
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Per me è no
Ho guardato questa serie per via della presenza di Luo Yun Xi. Un medical drama di 40 episodi con un romance ostacolato dalla malattia di Huntington di lei. Non una trama originalissima, ma se sviluppata bene, ci poteva stare. Purtroppo però l'ho trovata poco riuscita: nulla da dire sul cast e il livello di recitazione, ma la storia in sé annoia alla svelta. Tanti episodi e pochi elementi da sfruttare, che finiscono per ripetersi e tirarla per le lunghe, facendo calare l'interesse a zero. Ho faticato a finirla, alcuni episodi li ho quasi saltati a piedi pari. Potrei elencare una lunga serie di difetti e pecche ma sostanzialmente il problema principale è solo uno: le manca l'appeal.Una nota puramente estetica: Luo Yun Xi, che ho sempre visto molto esile anche in altre serie, qui appare proprio emaciato (paradossalmente, nella storia, la protagonista soffre di una rara malattia genetica ma sembra più in salute di lui, che tra il volto scavato e il tono dell'incarnato davvero da l'aria di essere lui il malato).
Al di là di questo, non mi sento in generale di consigliarla. Ci sono tanti di quei romance-medical-drama più accattivanti e interessanti in giro che davvero la visione di questa serie lascia un po' il tempo che trova...
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Gli effetti deleteri della censura...
Francamente non comprendo il perchè di tanti drama made in Cina che traggono spunto da novel BL. Perchè il meccanismo che ne deriva, è quasi sempre lo stesso: il tema dell'omosessualità viene eliminato, e con esso tutte le scene previste, mantenendo però tutto il resto e connotando la serie come una Bromance (anche perchè, di fatto, abbiamo per forza due protagonisti maschili). E' quasi sempre una scelta che penalizza, riadattare una BL a una Bromance non è automatico e pur non avendo letto la storia originale lo spettatore avverte che qualcosa non va: una bella storia, ma qualcosa che manca c'è.Anche mantenere il resto delle scene fedeli al testo originale può diventare un problema, perchè in certi passaggi ci si ritrova un po' disorientati, e ciò che nell'originale ha pienamente senso qui va un po' interpretato, quasi sforzandosi di capire il riadattamento.
E' un vero peccato, perchè molti drama cinesi hanno un cast, una sceneggiatura, regia e riprese di alta qualità. Con un passo indietro rispetto alla scelta di censurare il tema, si otterrebbero prodotti di gran lunga superiore alla miriade di BL commerciali made in Tailandia, dove spesso le storie, i dialoghi e le sceneggiature rasentano il ridicolo (non vale per tutte, ovviamente, ma per buona parte sì). La Cina offre queste Bromance di classe, ma che partono zoppe e che cercano di ricucire offrendo appunto una visione qualitativamente superiore rispetto a molte altre. E' una situazione di stasi, un limite che tiene sotto scacco la questione e che non può risolversi se non con due alternative: smettere di produrre drama basati su storie BL oppure accettare che siamo nel ventunesimo secolo e abbandonare la chiusura mentale.
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Assurdo e confuso, ai limiti del grottesco
Di questa BL - si fa per dire - ho apprezzato solo l'idea alla base condivisa nell'incipit della trama: il protagonista che entra nel mirino della bella ragazza di turno, la quale coinvolge l'aitante fratello... e così facendo la fanciulla diventa sostanzialmente il terzo incomodo della coppia BL.Idea simpatica, ma davvero il drama non si salva su nessun fronte: le motivazioni sono assurde, esagerate e spesso insensate, prive di buonsenso e rigor di logica; sembra davvero di stare all'asilo, in tema di maturità di azioni e scelte. Domina il non-sense, e le scene assurde diventano anche a tratti imbarazzanti (la ragazza sembra una capricciosa bimba delle elementari, il fratello - dipinto come un uomo tutto d'un pezzo, responsabile e a capo di un'azienda - diventa peggio di uno zerbino e si presta ad inseguire/tormentare l'oggetto del desiderio di lei (ovvero l'altro protagonista). Già letta suona allucinante, ma trasposta sullo schermo rasenta davvero l'assurdo. In aggiunta, gli eventi procedono confusi, lo sviluppo della storia - ovviamente censurata - tra i due protagonisti non è propriamente l'emblema della chiarezza, tanto che sembra manchino proprio dei passaggi tra la scena di un episodio e la loro scena successiva di qualche episodio più avanti (sembra di giocare a "unisci i puntini", insomma). Attori esteticamente apprezzabili, soprattutto quello che interpreta Yuan Zong, ma livello di recitazione decisamente migliorabile. Anche i personaggi secondari li ho trovati un po' tutti simili, non nascondo che in molte scene mi capitava di non capire immediatamente di chi e di cosa si stesse parlando. Ciliegina sulla torta, in senso super negativo, il finale: tranciato brutalmente non solo a metà di una scena ma di una scena che tutto può essere tranne un momento di epilogo. Consigli di visione: tempo assolutamente sprecato.
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Il potere soporifero della ripetizione a non finire....
L'intera seria ha come perno centrale l'amnesia a breve termine del protagonista. Frettoloso e un po' inverosimile l'incontro tra i due, ma soprassediamo. Il bel giovanotto è quindi vittima di un incidente e da lì parte l'effetto "reset". Come contrastare il vuoto di memoria? Ovviamente tenendo un diario dell'accaduto quotidiano, disseminando di foto e post-it le pareti di casa. Certo, può funzionare il primo giorno, e il secondo. Con un po' di pazienza anche il terzo e il quarto. Ma pensare che uno si svegli ogni mattina e abbia materialmente il tempo di rileggersi l'accaduto degli ultimi tre anni, anche no. Sorvoliamo però sull'incoerenza, del resto il drama non punta a sottoscrivere chissà quali evidenze medico-scientifiche. Tra l'altro, lui è un acclamato medico, solo di nome, però: nè nel presente nè nelle scene legate al passato l'ambientazione medica ha particolare risalto. Idem per la protagonista, inizialmente attrice di grande successo che cerca poi di tornare sulla scena... Ma, anche lì, l'attenzione allo sviluppo della sua sfera professionale scarseggia. Restano quindi lui e lei, che procedono a singhiozzo grazie all'omertà di lui. I personaggi secondari non sono più che verdure a contorno del piatto e il tema della perdita di memoria permea episodio dopo episodio... Peccato che la memoria dello spettatore, invece, funzioni benissimo, e alla lunga il meccanismo stanca. A questo punto, la soluzione migliore è un'amnesia a lungo termine, cancellando proprio la serie dalla memoria dei drama visti (e poco apprezzati).Was this review helpful to you?
Una serie piacevole ma troppo allungata
Storia carina, non nuova ma complessivamente apprezzabile. Amici d'infanzia che si ritrovano in età adulta, lui che attende lei da tutta la vita, lei che non lo riconosce subito. Ambientazione legale-medico-sanitaria ben rappresentata. Attori tutto sommato bravi, pairing secondario oltre al principale. Love story sicuramente presente, molti baci ma nulla di più.Cosa manca? Principalmente, l'ostacolo. E' una serie la cui trama punta al 95% sulla storia d'amore, al di là dei primi episodi dove si ritrovano e, più avanti, riconoscono (pur in tempi diversi), poi lo sviluppo sostanzialmente termina lì. Tolto qualche screzio dovuto alla gelosia, davvero la coppia perde di attrattiva e si trascina per il resto della serie, che conta in totale ben 28 episodi. Ne sarebbero bastati la metà, decisamente. Vero che, mentre l'ormai consolidata coppia principale procede a ritmo di crociera con un celo quasi perennemente sereno, emerge la coppia secondaria, a mio avviso forse più interessante della principale. E' un pairing con un'evoluzione più turbolenta e sofferta, che ho apprezzato molto ma che nel finale si è un po' "spento". Un difetto che riconosco a molte serie è quella di creare una coppia accattivante all'inizio ma che, raggiunto l'equilibrio che si trascinerà fino all'happy ending, perdono carattere e divetano piatte, disperdendo tutta la verve iniziale. Altri personaggi secondari presenti ma come un contorno al piatto principale, senza la volontà di analizzarli più a fondo. Non è quella serie che mi resterà impressa nella memoria o che vorrò rivedere, ma nemmeno quella che annovererò tra i flop o i disastri totali. Senza infamia e senza lode, insomma.
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La fine di una storia... Che resta tale.
Serie davvero deludente, dove la trama stessa è il principale difetto. Il drama inizia con la rottura della coppia - insieme da una vita ma ormai non più affiatata, bensì adagiata a una noiosa routine - e da lì si passa al momento post rottura, accettata più facilmente da lei ma non da lui, che cerca di porre rimedio riscoprendo tutto a un tratto emozioni e sentimenti che si erano persi nella quotidianità. Lei sostanzialmente rimane sulle sue, fa i primi passi per andare oltre, certo con difficoltà. Lui, palesemente affranto, fa più fatica a rialzarsi. Lei in qualche modo lo supporta e alla fine anche lui accetta la rottura. Dovessi riassumere l'idea alla base della serie, è che ci vuole tempo per superare la fine di una relazione duratura.Però, insomma, l'evoluzione è tutta lì. Oltre che un po' triste - gli unici momenti che mi hanno emozionata sono stati momenti comunque tristi - mi sembra comunque davvero un po' povera come idea per pretendere di costruirci sopra un'intera serie.
Per quanto riguarda gli attori, lui più espressivo ma a pelle poco simpatico, lei più piacevole ma abbastanza ermetica.
La magra consolazione è che non c'è stato uno spreco di potenziale (né gli attori, né il concept della serie, né altro). Evitabilissima.
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I molti difetti e i pochi pregi di un drama che si può tranquillamente evitare...
Una serie che si è rivelata un una delusione, soprattutto perchè valutata positivamente da utenti di cui ho condiviso le opinioni su altri drama. Attori accettabili, ma livello della recitazione proprio basic. L'idea iniziale piace anche, ma si è persa nella "non" trama della serie. Troppe le scelte forzate a discapito del buonsenso e della coerenza: abbiamo una famiglia stra-ricca, che vive sotto continui attacchi, e affidano la sicurezza dell'erede a un coetaneo? Siamo seri, dai. Manca talmente tanto la logica che faccio fatica a dire cosa non ha funzionato nella storia. Anche sui protagonisti avrei da ridire: posso salvare a malapena il personaggi di Nueng, che tra i due è un po' più brioso ed espressivo, oltre a mostrare un'evoluzione durante il corso del drama. Palm invece è piatto, statico nel suo servilismo e perennemente a braccetto con il senso di inferiorità. Questo suo sentirsi costantemente non all'altezza, essere esageratamente a disposizione, la questione del dovere - che rimane al di là del sentimento - diventa di una noia mortale. La formalità con cui si rivolge a Nueng fino a cinque minuti prima della scena finale dell'ultimo episodio fa capire quanto la situazione sia esasperata e assurda. Va bene tratteggiarlo così all'inizio, ma poi avrei voluto veder emergere un carattere deciso, meno ossequioso, più di spessore. Invece calma piatta. Si limita a seguire Nueng come un'appendice, dando di tanto in tanto prova di forza fisica, per poi tornare a vegetare al seguito del suo assistito. Altra pecca fastidiosissima, l'aspetto sonoro. Non tanto per la qualità delle musiche, quanto perchè al cambio di scena si interrompevano tanto bruscamente da farmi controllare di non aver messo in pausa per errore. In conclusione, c'è decisamente molto di meglio da guardare.Was this review helpful to you?

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