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  • Location: Macondo
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Completed
What Comes after Love
12 people found this review helpful
Feb 6, 2025
6 of 6 episodes seen
Completed 2
Overall 8.5
Story 8.0
Acting/Cast 8.5
Music 7.5
Rewatch Value 7.0

Cosa viene dopo l'amore? L'amore stesso e il rimpianto. Un racconto di solitudine...

Drama delicato e intimo, molto lento (non nell'accezione negativa) e introspettivo sul tentativo di elaborazione di una storia d'amore molto vissuta ma finita male, quindi incompiuta.
Il lavoro si sviluppa attraverso continui ricordi di una storia d'amore a Tokyo da parte di una coppia interrazziale ( lui giapponese, lei coreana) . 6 episodi da 50 minuti effettivi ciascuno. Un lavoro meditativo e profondo, non per tutti. È una storia che ha per protagonista maschile uno scrittore e per tema la narrazione come mezzo per comprendere e ricondurre l'esperienza personale.
E' una storia che finisce per mutuali incomprensioni. Una donna straniera senza appoggi o reti di supporto, con un senso di solitudine interiore che la divora, mentre cerca il proprio posto nel mondo scappa dal proprio paese, e uno scrittore con un trauma di abbandono materno che cerca di realizzare il proprio sogno districandosi tra un'infinità di lavori per potersi mantenere ma anche al tempo stesso lo alienano relegandolo in una condizione di solitudine incompresa a cui non riesce a dare voce.
Ognuno di loro è incompreso senza riuscire a parlarne e quest'assenza di dialogo onesto li porterà a perdersi in maniera tragica.
Le scelte di vita sono state rappresentate come dovute alla giovinezza anche se i due personaggi sono stati caratterizzati da comportamenti stereotipati intra culturalmente specifici: il ragazzo giapponese forte e profondamente silenzioso che non riesce ad esprimere i sentimenti e la donna coreana molto espansiva, teatrale e drammatica che narra il suo vero sentire nel silenzio della sua coscienza attraverso un dialogo interno.
Anche se il drama è made in corea, il taglio giapponese come gli interni, le tecniche di ripresa, i primi piani, le risposte emotive mi ha fatto controllare più volte che non si trattasse di un lavoro con regia e produzione giapponesi. Piacevolissime le riprese che riescono a creare differenze tra passato e presente. In Corea, nel presente del dramma, viste più aperte, spazi più grandi perché i due ex amanti sono ora adulti di successo e hanno una prospettiva migliore, disposizione degli oggetti nella scena in senso complementare o antitetico a seconda della condizione di distanza vs vicinanza dei due innamorati.
Tutto è studiato e ben congegnato, nulla è affidato al caso con una cura dettagliata e una linearità composta ed elegante: perché a volte LESS IS MORE. Le musiche sono lente , calme ma emotive e si fondono perfettamente con i piani di ripresa scandendo i vissuti e gli accadimenti di vita.
La narrazione passa dai vissuti interiori alle vicissitudini esterne con maestria e fluidità.
L'interpretazione dei due è davvero molto buona, Kentaro è un attore maturo con molta padronanza scenica ed espressiva, riesce a rendere il suo vissuto con uno sguardo e non c'era forse davvero nessun attore capace come lui di rendere la vena malinconica e il rimpianto, la sua potenza nello sguardo carico di rammarico, dispiacere, attesa tesa, composta e disperata.
La protagonista femminile è stata pure molto brava, ha imparato il giapponese per poter recitare in questo lavoro e non è cosa semplice, inoltre è stata assolutamente in grado di rendere la tenerezza, la sofferenza, la disperazione, l'aspettativa ferita.
Le voci fuori campo dei protagonisti che ricordano il passato caricandolo di significati maturati nel presente conferiscono ai personaggi più interiorità di quanto normalmente si veda.
La corsa , o joggin', come mezzo per rappresentare uno stato di inquietudine e senso di falsa padronanza della propria esistenza: lei corre simulando una fuga interiore, dapprima dal suo microcosmo coreano, stretto e asfittico, poi dalla sua relazione e infine dal Giappone, bella la metafora conclusiva del correre insieme, da fuga diventa viaggio, percorso comune di una coppia che corre con entusiasmo e fiducia incontro alla vita.

Si è parlato di questo lavoro come di un drama che porta in scena le difficoltà interculturali, ebbene non sono d'accordo : il tema è la SOLITUDINE, l'assenza di contatto intimo e autentico con le persone, con la famiglia, la ricerca del proprio posto del mondo, la realizzazione personale.
L'interculturalità presenta solo un contorno interessante quando parliamo di come organizzare un matrimonio o , forse, nelle modalità di risposta e gestione della relazione, nel modo di porsi, nelle dinamiche con gli altri ma non determina la fine della storia in sé.

Personalmente è un lavoro che consiglio, non è fine a se stesso e aiuta a immedesimarti e riflettere se hai avuto un'esperienza simile o hai interrotto una relazione per te importante senza aver smesso di amare. L'esperienza dipende molto dalle proprie, a volte lente, realizzazioni, comprensioni e mentalizzazione degli eventi.
Sono sei episodi e avrebbero potuto essere anche cinque, il sesto episodio è stato, almeno per me, un riempitivo inutile che è servito più a tenere sulla corda noi spettatori che ad aggiungere qualcosa se non dei confronti necessari che comunque potevano essere inseriti nel quinto episodio e chiudere il lavoro in modo diverso.

VENIAMO A CIO' CHE NON MI HA CONVINTO e che ha penalizzato la mia valutazione :
E' un prodotto di indubbia qualità artistica , solido e valido , tuttavia è molto orientato al passato, anche se ambientato nel presente e ritorna al passato con l'utilizzo di continui flashback che comunque non disturbano. Anche se viene vissuto e rielaborato nel presente manca lo snodo di giunzione col presente: che persone sono diventate questi due nei cinque anni dopo la fine?
Soprattutto lei, è rappresentata cinque anni fa con una personalità calda, solare, positiva, fiduciosa e ora è totalmente l'opposto, possibile che la fine di un rapporto determini uno stravolgimento così traumatico ? Diventa insofferente, chiusa, ostile, oppositiva, per nulla conciliante e gentile con le persone intorno a lei (che con la sua fine non hanno nulla a che fare). Non so se è l'attrice che è stata diretta male ma credo di sì.
Sempre lei, in un momento chiave nel quinto episodio, si rende conto che deve prendersi cura di sé e scappa da lui, lo vede semplicemente bere con una collega e si richiude in se stessa, arrivando a mentire a lui sulla sua situazione sentimentale per condannarli nuovamente all'infelicità e si chiude in macchina a piangere. PERCHE'? La sensazione è quella di dover necessariamente allungare il brodo perché le scene erano finite, perché non si capisce quale sia il reale motivo per cui una donna che comprende di doversi prendere cura di sé non chiuda e non vada in terapia o a risolversi da sola o se decide, confermando, di non riuscire a stare sola perché trascinarla così tanto e lasciare a lui tutta l'iniziativa. Emerge, almeno personalmente, l'idea di una donna fragile e capricciosa che vuole dimostrazioni continue che vadano a soddisfare un bisogno di approvazione e lealtà incondizionata, al limite del patologico. E lui che è stato noncurante e assente ha tutto un percorso di espiazione in sei episodi, eccessivo e paradossalmente viene riproposto SOLO, solo nelle iniziative per riprendere un percorso con lei, come se solo lui lo volesse davvero.

Finale, bello, significativo, non necessario ma una volta che gli autori hanno deciso di svilupparlo in questo senso necessitava di qualche scena in meno del passato e di orientarsi molto più al presente, quindi qualche scena che unisse passato e presente e chiudesse il racconto presentandoli nella loro attualità.
Anche se la chiusura non è triste personalmente mi ha lasciato strascichi di amarezza e tristezza che avrei preferito non avere.

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Completed
Step by Step Love
11 people found this review helpful
Feb 11, 2025
28 of 28 episodes seen
Completed 4
Overall 3.5
Story 3.5
Acting/Cast 4.5
Music 4.0
Rewatch Value 1.0

Visione consigliata ad un pubblico dai 3 ai 9 anni...

Step By Step Love è un rom com drama , categoria business romance con Zhao Zhi Wei e Lu Yang Yang fatto talmente male, sia a livello di sceneggiatura che recitazione (meno pessimo tra tutti è il man lead) da risultare una perdita di tempo, forse perché girato a basso budget.
Racconta la storia del freddo presidente dell'azienda Lu Chen Yang, orfano con sete di vendetta nei riguardi della Yihua, un'azienda concorrente. Alla fine assume la nipote della proprietaria dell'azienda nemica, la designer Bu Ran, e se ne innamorerà (ma dovrete attendere tipo 20 ep perché questo accada).
La trama di per sé potrebbe anche risultare interessante ma la storia è realizzata in maniera talmente approssimativa e prevedibile , con recitazioni molto stentate, dialoghi poverissimi e cambi di rotta improvvisi da chiedermi come la gente abbia potuto valutarla così generosamente. E allora mi viene da pensare che la cosa riguarda solo i baci un po' più spinti di un episodio sul finale. Io l'ho iniziata perché mi ricordava "well intended love" ma a confronto quella è una serie da oscar.
Al di là di una storia noiosa realizzata troppo male per risultare credibile ( architetti che presentano progetti nel 2023 a mano come disegni di bambini di prima elementare, che usano il metro a nastro invece del laser che si usa per progettare spazi, sangue arancione, ragazze di 27 anni che agiscono come bimbe e non hanno mai frequentato nessuno, idem uomini di 30, antagonisti che per dichiararsi usano obbligo o verità, case ristrutturate senza niente di speciale o notevole da meritare encomi, orfanotrofi con 8 bambini ospiti .... , conversazioni in inglese che feriscono le orecchie con pronunce improbabili che affermano invece di negare) , i personaggi sono caratterizzati davvero male, la FL sembra iniziare a bomba e alla fine è solo una ragazzina abbastanza brava nel proprio lavoro, sempre imbronciata e priva di qualsiasi altra espressione, non si capisce davvero perché il ML dovrebbe innamorarsi di lei (solo perché progetta bene?).
L'antagonista sembrava sarebbe diventato un antagonista anche nel privato professionale e invece è un ragazzino senza alcuna intraprendenza amorosa o personale che fa caffè e si lamenta, non aggiunge davvero niente alla storia, neanche il suo modo di corteggiare fa rimpiangere o dispiacere la sua "disfatta". Prima premessa tradita.
Il padre della FL, inizia bene, tanto che si sperava in qualche colpo di scena o che potesse davvero ribaltare la situazione invece svela già dopo 8 ep le sue carte e si eclissa per diventare figura di sfondo, inutile anche lui.
Le donne qui, a parte FL e madre, direttrice orfanotrofio, sono descritte TUTTE come delle megere arriviste, non hanno nessuna complessità o storia che giustifichi la cattiveria, vogliono solo dei soldi o un uomo ricco (che tristezza).
Colpi di scena prevedibili, nessuna crescita per i personaggi: il ML ha 30 anni ma la maturità emotiva di un bimbo di 5, il suo modo di corteggiare è fare i dispetti , la FL non ha davvero una e una sola caratteristica per cui dovrebbe piacere o interessare a qualcuno e non riesce a tirarsi fuori da sola dai guai nemmeno una volta. La salvano puntualmente i suoi spasimanti, lei non brilla né per intelligenza, né per astuzia né per intraprendenza. Cambi di rotta improvvise, storie e colpi di scena create sul momento...nemmeno qualche bacio più spinto può salvare questa tragedia.
Musiche gradevoli ma neanche Hans Zimmermann avrebbe potuto dare intensità ad un lavoro così improvvisato, mal congegnato e maldestramente reso.
PASSATE AVANTI!

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Completed
Perfect Match
13 people found this review helpful
Feb 21, 2025
36 of 36 episodes seen
Completed 2
Overall 8.0
Story 7.5
Acting/Cast 7.5
Music 7.0
Rewatch Value 6.0

Enfants terribles (che si vogliono bene)

Personaggi: 8
Regia: 8
Sceneggiatura: 7
Scenografia: 8
Perfect Match racconta la storia di una vedova che desidera sposare le sue cinque figlie. Il tono generale del drama lo rende interessante perché sovverte la classica struttura del drama sia come tono che come narrazione: illustrerà il percorso di conoscenza, innamoramento, matrimonio delle sorelle, una dopo l'altra in una rappresentazione lineare e ordinata (presentando i vari steps di unione in maniera sempre diversa). Ogni coppia ha il suo momento mantenendo sempre un ottimo ritmo.
Il drama inizia con la famiglia che si trasferisce a Bianjing per sfuggire a quegli sciacalli dei parenti ed è il luogo dove vive, sposata, la seconda sorella, Fuhui con l'immaturo marito Fan Lianghan, un ragazzo tanto buono quanto dispersivo e inconcludente. Il personaggio del marito è fondamentale per dare al lavoro un tono comico e leggero.

Il primo arco narrativo racconta il percorso di nozze della terza sorella, Kang Niang, con un uomo quasi perfetto Chai An, i quali si affronteranno a colpi di ingegno perché saranno avversari sul lavoro. Lui per me è il genero migliore umanamente, il più risolto, il più maturo e il più completo.
La coppia successiva è stata però la mia preferita, forse perché rispecchia in tutto e per tutto la classica storia da drama cinese storico: La figlia maggiore, Shouhua, la più talentuosa, ingegnosa e matura delle sorelle, nonché vedova da un precedente matrimonio, sposa, per accordi genitoriali, uno studioso di alto rango, Du Yang Xi, un orfano calcolatore, rigido, inflessibile; pieno di risentimento e propositi di vendetta si innamorerà suo malincuore della moglie dopo un colpo di fulmine tardivo, riservandole attenzioni e tenerezze, dimostrandole anche un sincero bisogno di calore e un notevole trasporto fisico.
Nel ventesimo episodio, il drama sposta l'attenzione sulla quarta sorella, Haode, e sul suo partner Shen Huishao. L'evoluzione del suo personaggio è la migliore e più marcata perché, nel tentativo di aiutare il marito nel proprio lavoro, si appassiona alla giurisdizione locale e trova un proprio posto nel mondo, mostrando maturità, aiuterà il marito nella propria evoluzione personale e lavorativa, consentendogli di superare alcuni blocchi emotivi di origine traumatica che lo avevano reso asettico e distaccato, un freddo "applicatore" di leggi senza coglierne sfumature o umanità.
Il focus successivo del drama è sulla figlia più giovane e quinta, Leshan, intorno all'episodio 28.
Il suo partner è Yang Xian, inizialmente nemico , presenta il tropo classico : nemici /amanti.
Questa storia mi è piaciuta più che per l'amore tra i due per l'affetto che Madam Li darà al genero riscattandolo dalla deprivazione affettiva della propria famiglia d'origine.

Perfect Match è un drama divertente che sovverte la struttura classica dei drama: è un drama assolutamente moderno per le dinamiche e per i caratteri dei personaggi, per l'intraprendenza femminile ( una delle sorelle corteggerà in un modo che non ho mai visto in tanti drama, anche coreani), per l'indipendenza di queste donne dalle figure maschili e per la linearità dei racconti. E' un lavoro che si immerge nelle dinamiche relazionali presentando del realismo nei conflitti, non ci saranno trame, sottotrame, sotterfugi, vendette eccessive e antagonisti ossessivi. E' molto ordinato nel presentare le storie e le evoluzioni, la scenografia è molto buona, la regia è di qualità, fattore di pregio del drama (non a caso il team regia è composto dal regista di LOST you forever e da due registi di the double), con i primi piani vividi che si concentrano su alcuni dettagli espressivi quali il taglio degli occhi, le espressioni, le smorfie delle bocche, molti effetti bokeh, con il chiaro proposito di connotare emotivamente i personaggi e permetterci di coglierne i vissuti e immedesimarci.
La musica di sottofondo è discreta, accompagna, addolcisce e rende poetica la narrazione senza diventare troppo forte e contrastare i dialoghi (problema riscontrato in molti lavori, tra cui il blasonato e sopravvalutato fangs of fortune) o senza proporsi ossessivamente come loop.
I personaggi sono dipinti in modo plausibile e credibile, il lavoro su di loro, sulle loro storie, sulle loro azioni e sui loro obiettivi è coerente e molto ben strutturato (anche questa è una falla che riscontro presto nei precedenti lavori).
Ho apprezzato le vivaci dinamiche familiari di Madam Li e delle sue figlie, per la prima volta ho visto una madre che si può chiamare tale, protettiva, materna, affettuosa e di buon cuore che accompagna figlie e generi nel percorso di vita.
I personaggi tra di loro non sono crudeli e per la prima volta ho visto una maternità ben gestita ed una famiglia che si vuole bene, sempre pronta a supportarsi ed aiutarsi, a venirsi incontro (la versione cinese delle piccole donne ambientata nella dinastia song), unita contro il mondo e disposta a sacrificarsi per difendersi dal mondo. Sempre fiera e dignitosa, comprensiva anche nei riguardi della chiassosa e veemente madre, a volte goffa e priva di buone maniere.
Le decisioni vengono concordate e discusse insieme, in famiglia, anche questo mi è piaciuto molto. Una famiglia priva di riferimenti maschili a cui non manca nulla.

Trucchi , costumi, oggetti di scena e parrucche, tutto è fedele e nell'utilizzo dei fiori come acconciature c'è un richiamo molto chiaro a Frida Khalo, anche nell'utilizzo dei colori, molto vividi e accesi che però sono scelti con cura in modo da rappresentare i caratteri e le personalità dei personaggi. Insomma, c'è molta cura e niente è lasciato al caso.
Non a caso è stato molto apprezzato ed è al terzo posto tra i drama più seguiti di sempre a livello internazionale.
Nessun personaggio della famiglia Li è completo : ognuno di loro è umanamente caratterizzato, con pregi e difetti; le coppie che si formano sono molto equilibrate, alcune simili, altre opposte ma complementari.
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La prima coppia: intellettuali, ambiziosi e riflessivi, due artisti raffinati; nel privato lui è un marito elegante e coinvolto, un po' egoista e con un brutto risvolto a metà della serie ma non sarà mai distaccato o indifferente nei suoi riguardi; lei lo aiuta nel suo lavoro coltivando passioni artistiche che condividono insieme. Molto piccante anche una sua "realizzazione" artistica per la moglie dopo la prima notte insieme... .
La seconda coppia è formata dalla vivace, esuberante e intraprendente Fuhui che sposa un uomo altrettanto esuberante e rumoroso (fate caso ai loro vestiti, sono i più colorati e accesi). Lui è il più simpatico ma è anche un bimbo che si affida a lei quando compie marachelle, di buon cuore frena l'irruenza di lei. Peccato che si vivono davvero poco come coppia, solo nei primi episodi comprendiamo il genere di rapporto che hanno.
La terza coppia è composta da due persone simili: furbi, scaltri, decisi , manipolatori e calcolatori. Li ho apprezzati ma mi ha commosso più lui da solo che soffre per lei che il trasporto inesistente dell'attrice.
La quarta coppia è secondo me quella meglio strutturata, composta da due opposti: lei giovane, dolce, tenera, affabile, espansiva e affettuosa, si innamora di lui perché ne ammira la figura autoritaria e giusta a fronte dei numerosi torti subiti dalla famiglia. Lui rigido, coartato si riscoprirà dolcissimo con lei e imparerà dalla sua dolcezza ad ammorbidirsi, lei dalla sua saggezza invece ne ricaverà una maggiore riflessività e consapevolezza.
La quinta coppia è una via di mezzo tra similitudine e diversità: entrambi sono irruenti e vivaci, molto fisici e lui è anche incattivito dal trattamento ricevuto in famiglia e da deprivazioni affettive, lei lo doma e lo lega a sé con mezzi non proprio ortodossi o condivisibili ma spesso violenti ed eccessivi, umiliandolo se è il caso.
E' la storia meno sviluppata perché non viene mostrato come diventa la loro relazione, come la gestiscono, come si vivono, inoltre è la più sgradevole di tutti come risvolti: prima viene mostrato un modello di famiglia e lei si pone in un determinato modo con i cognati e con questo cognato in particolare perché ha una famiglia particolare alle spalle, in seguito a intrighi imperiali perderanno tutti e la famiglia, tra cui madame Li, lo metteranno alla prova voltandogli le spallE.
Questo risvolto contravviene a tutto quanto è stato finora mostrato e visto sul valore della famiglia e sull'ingiustizia dei trattamenti, il primo cognato agirà molto peggio nei confronti della moglie e la famiglia non agirà in modo così sprezzante anzi la suocera accomodante e quasi contenta al suo ritorno presuntuoso.

Ma Perfect Match non riguarda solo i matrimoni delle cinque figlie di Madam Li. C'è un tema di fondo : il genere e le relative aspettative sociali. Descrive il trattamento delle donne nella dinastia Song. Madame Li come vedova perse proprietà e status quando suo marito morì. I casi giudiziari affrontano alcuni dei pregiudizi contro le donne dell'epoca. La storia di ogni figlia descrive le sfide di realizzazione e gestione matrimoniale.
La storia d'amore resiste a incomprensioni e circostanze contrastanti. L'uso dell'umorismo e la battaglia di ingegni rendono questo dramma un caldo concentrato di fascino.
Altro aspetto divertente e molto accattivante è l'alleanza che questi cognati formano per aiutare le mogli e per conciliarsi quando hanno litigi matrimoniali. Ogni volta che ci sarà un problema la lega dei cognati sarà pronta a intervenire per consigliare e se è il caso imporre una strategia di superamento del problema. Formeranno addirittura un clan separato il cui ingresso è determinato da superamento di prove per dimostrare abilità e talenti. Delizioso, davvero.
La genialità di questo lavoro è nell'aver narrato uno storico in modo moderno che attualizza un po' i problemi che ci sono sempre stati, che sono comuni da quando esiste l'uomo e forse esistono a causa dell'uomo in quanto tale.


DATI : la traduzione italiana, netflix ha davvero cannato questa volta, non ho mai seguito un lavoro con sottotitoli così scadenti,
Gli ultimi 4 episodi sono davvero brutti, crollano tutti gli ideali e la forza di questa famiglia, salvo solo una sorpresa imprevista che ci sarà nel penultimo episodio, poi la famiglia si dimostrerà sprezzante e coalizzata contro il quinto cognato che affronta un momento di enorme difficoltà ma aveva superato le sfide. Invece di stringersi e supportarlo, con la scusa di farlo crescere lo porranno di fronte ad un allontanamento forzato e lo maltratteranno al suo ritorno (per giunta!). L'enorme discrepanza di trattamento mi ha disgustato e mi sono chiesa cosa avessi visto finora! Ho abbassato di poco la mia valutazione ma mi ha guastato un lavoro credetemi.
Il superamento delle difficoltà e la riunione è frettolosa e improvvisa, non viene mostrato nessun avvicinamento o abbraccio, nessun trasporto nel ritrovarsi, solo la promessa di nuove violenze, lei col mattarello persino dopo il matrimonio. UNO SCHIFO!
Un'altra cosa che non ho apprezzato è che a parte due storie le altre devono affrontare prove decisive per il loro matrimonio, e alcune saranno davvero pesanti da digerire. Non c'era motivo di proporre 3 matrimoni in questo modo, sarebbe stato molto più bello vederli alleati contro il comune nemico.
La trama è interessante e la dinamica familiare e il tono del drama sono unici. L'atmosfera generale di Perfect Match ti lascia una sensazione di calore e intimità.
Finale fiacco e affrettato (esclusi gli ultimi 90 secondi).

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Completed
Mr. Queen
10 people found this review helpful
Jan 20, 2025
20 of 20 episodes seen
Completed 0
Overall 9.0
Story 8.5
Acting/Cast 8.5
Music 9.0
Rewatch Value 8.0

Signori & Signore un'idea geniale per una commedia esilarante

Questo lavoro unisce commedia, romance e intrighi di palazzo con una buona storia e un buon ritmo narrativo.
Raramente vi annoierete o ci saranno cali di attenzione.
Un cuoco della "Casa Blu" (equivalente casa bianca in corea del sud) per un intrigo e invidie lavorative viene implicato in un tranello da parte dei suoi colleghi e suoi superiori così nel corso di un incidente per sfuggire alle indagini cade dal balcone condominiale, finendo in una piscina e in coma . La sua anima si trasferisce in quel momento nel corpo di una regina dell'Ottocento.
Inizialmente proverà a ritornare nel suo corpo originario cercando di sfuggire alle insidie di palazzo e ad un marito, il re, diffidente per le sue origini. Poi parte dell'anima della regina si risveglierà nel suo corpo e proverà a vivere la sua nuova vita riscoprendo lati della sua personalità e sessualità inesplorati... .
Il lavoro è spassoso e molto ben fatto, è molto leggero ma non per questo vuoto o privo di momenti di riflessione e serietà ma , almeno per me che provengo dai drama cinesi con finali tristi, non mi è sembrato né triste né drammatico e la gente non muore ogni minuto, non ci sono ecatombe o stragi e la personalità rinnovata di questa regina che ospita un'anima maschile è davvero stupenda: fresca, volitiva, priva di sentimentalismi, frizzante , moderna.
Ci sono delle parti molto interessanti sulle innovazioni che proverà a portare a corte: a iniziare dalla cucina, le moderne tecniche di cottura e i piatti che gustiamo oggi giorno, ho trovato molto interessante e bel realizzata questa parte. Così come aggiornerà le moderne tecniche militari o proverà i delivery express a palazzo, o i servizi di messaggistica con persone fisiche. Davvero molto bello e interessante.
Un po ' di freschezza e leggerezza che intrattiene senza inutili eccessi drammatici.
Una spanna sopra tutti per l' interpretazione a Shin Hye Sun,la protagonista regina, non penso che nessuno avrebbe potuto fare un lavoro migliore di lei. Era perfetta per questo ruolo, l'ha centrato in pieno.
L'intero cast è stato all'altezza, tutti hanno fatto un ottimo lavoro nell'interpretare ogni personaggio, la recitazione è stata molto buona e i tempi comici sempre perfetti.
Il personaggio del Re anche lui molto ben disegnato e credibile. La chimica tra i protagonisti era incredibile, era l'abbinamento perfetto. Ho anche amato i personaggi secondari e le loro interazioni.
Buone le evoluzioni nel corso dei 20 episodi, non troppo affrettate e tutte plausibili.

La storia era davvero ben scritta e realizzata. La colonna sonora e le musiche erano perfette e la fotografia molto buona.
Sceneggiatura discreta e scenografia abbastanza curata.
Finale positivo anche se effettivamente non è stata molto ben spiegata la convivenza delle due personalità, sembra che sia il cuoco a vivere con i ricordi della regina e quindi non si vede come i due coesistano per poi separarsi e tornare alle loro vite originarie.
La mia unica lamentela è che gli sceneggiatori non sono riusciti a rendere visivamente la logica delle due anime in un corpo, lasciandola all'immaginazione del pubblico. Nel frattempo l'intera storia d'amore tra King e So Bong crolla, lasciando un sentimento sospeso alla fine, come qualcosa di incompiuto... .
Altro neo: hanno insistito e caricato troppo il lato comico/grottesco togliendo intensità e credibilità alla coppia. Questi due insieme non mi hanno molto emozionato nonostante il feeling non comune mostrato , ho sorriso e tifato per loro e ho apprezzato serenamente la visione ma a parte due risate non mi son fatta. L'unico che mi ha un po' intristita e in cui mi son immedesimata è il cugino interpretato da Na In-Woo, il quale avrà tutto un decorso drammatico che stona un po' con tutto il drama . Quindi gli elementi non sono stati proprio fusi e ben coesi insieme. Per queste note stonate non do il mio massimo ma consiglio senza dubbio la visione.

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Completed
A Shop for Killers
9 people found this review helpful
Jun 10, 2025
8 of 8 episodes seen
Completed 2
Overall 8.5
Story 9.0
Acting/Cast 8.5
Music 7.5
Rewatch Value 7.0

Si va all'Inferno? .... NOT TODAY!

Action-thriller sudcoreano di 8 episodi, ciascuno della durata di un'ora che mescola generi differenti con un ritmo e un livello di suspance molto buono. La trama ruota attorno a un negozio dove si svolgono attività legate al mondo degli assassini e della vendetta.
La storia di Jingman , un uomo sulla quarantina, che vende sotto copertura nel dark web armi da guerra e dove gli acquirenti hanno tutti dei codici, a seconda dei loro obiettivi e delle loro possibilità.
Tra intrighi, segreti e colpi di scena, lo spettacolo esplora tematiche come la vendetta e la sopravvivenza, affrontando qualche parallelismo col mondo animale nel senso di predatori-carnefici e vittime. Solleva anche qualche interrogativo etico ma trattandolo in modo del tutto particolare.
Il racconto propone due fazioni nemiche, e sviluppa gli eventi in modo del tutto disordinato, presentando il presente in quasi ogni episodio ma pezzi del passato ad inizio puntata, sta allo spettatore mettere insieme i pezzi. Comunque dopo il 7° si ha una chiara e definitiva visione di insieme anche se si inizia a capire tutto da inizio quarto.

Pro: narrazione intensa e avvincente, tutto nella narrazione ha un ritmo molto "lanciato", non ci sono momenti morti o di noia per lo spettatore, i colori sono prevalentemente scuri e le scene all'aperto hanno filtri dai toni caldi, quasi seppia per creare un'atmosfera visiva che sottolinea il tono oscuro, nostalgico e inquietante della serie. Questo effetto cromatico aiuta a trasmettere inoltre la sensazione di un mondo grigio e moralmente ambiguo, riflettendo il passato tormentato dei personaggi e l'ambiente pericoloso in cui si muovono. L'uso di un tono caldo che vira sui toni del seppia trasmette un senso di malinconia e di memoria, enfatizzando il peso emotivo e la complessità della trama che ruota attorno a segreti, vendetta e sopravvivenza in un contesto clandestino.

Ottima caratterizzazione dei personaggi : ogni personaggio, soprattutto quelli secondari, è reso in modo particolare, dal vestiario alla gestualità, mimica, capacità di combattimento e non mancheranno i colpi di scena.
I killer sono ben costruiti, nel senso che ognuno ha scelta questa strada per motivazioni diverse e gestisce questa scelta emotivamente attraverso riflessioni del tutto arbitrarie che però per loro hanno un senso.
Interessantissima costruzione di un personaggio passivo aggressivo con un senso di inadeguatezza fortissimo che ne determinerà scelte cruciali. Occhio al colpo di scena finale.
Per le due attrici femminili (Jian e Minye) sono forti gli influssi di Besson (Renò - caschetto e tuta per la protagonista femminile e Kill Bill di Tarantino, taglio di capelli e fisicità che richiamano la versione comics del personaggio iconico di O-ren Ishi).
Il personaggio villain di Bale inoltre richiama molto quello di David Corradine per totale assenza di umanità ed etica deontologica (che persino i killer hanno).

Lotte ben coreografata con momenti indimenticabili e suggestivi: sopratutto il personaggio di Minye e Paisin (che nella realtà pratica il taekwoondo ), regalano delle scene di lotta molto interessanti, con sfoggio di notevoli doti atletiche e buona interpretazione dei gesti tecnici. Non ci sono solo sparatorie ma anche scontri a corpo libero con armi bianche dove vince l'ingegno, e la velocità nello schivare i colpi (queste ultime molto interessanti per me, più dei cani droni o della infinita varietà di armi presentate nel corso degli episodi).

Grande varietà di armi:
numerose tipologie di armi quali pistole, fucili e mitragliatrici, droni , cani robot, sono frequentemente utilizzati nei combattimenti e nelle sparatorie tra killer e mercenari.
Armi bianche: Coltelli di vario tipo, lame e altre armi da taglio sono impiegate soprattutto dagli assassini specializzati nel combattimento ravvicinato.
Esplosivi: Bombe e ordigni da guerra.
Veleni: come metodo alternativo per eliminare i bersagli.
Strumenti per lo spionaggio: quali videocamere, spie, o droni .

Influssi alla Tarantino , sia a livello pulp che kill bill come stile narrativo ( meno di lotta). Questo punto è una mia riflessione personale, sottolineo.

Ost da Rave: La colonna sonora è composta da 56 brani che si possono trovare su spotify, ogni brano rappresenta un personaggio o un'azione riflettendo un notevole impegno nella preparazione di un prodotto curato a 360°. Ho molto apprezzato l'utilizzo di brani tecno core , synth, con bassi profondi e suoni sintetici, incalzanti nelle parti più coreografiche di lotta che venivano proposte in slow motion (fine episodio 5).

Contro: approfondimento psicologico dei personaggi parzialmente sviluppato, è un lavoro che investe sull'azione a discapito dell'emozione, primi piani presenti ma pochi dialoghi di tipo emotivo, eppure gli insegnamenti dello zio alla nipote, che erano una parte molto interessante del lavoro avrebbero dovuto trovare più spazio. A livello pedagogico l'ho trovato inoltre spesso discutibile e fuori luogo ma ci sta con la forma mentis di gente che doveva muoversi e pensare veloce per garantirsi di "non andare all'inferno oggi".

Intepretazioni disomogenee come livello complessivo: ho trovato alcuni attori davvero degni di nota, come Minye (sempre se non sia la sua controfigura), Pasin , Brother e il killer Seonjo (il cleptomane con una spiritualità sui generis). Bravissimo anche Park Ji Bin perché è stato lui il colpo di scena più inaspettato di tutta la serie.
Meno bravi i protagonisti, Lee Dong Wook mi ha trasmesso poco a sto giro, l'unico episodio in cui mi è sembrato al solito come bravura è stato il 7, la protagonista brava nelle scene d'azione ma meno intensa e profonda nella resa emotiva a livello di espressione sul volto, si caratterizzava più che altro per smorfie di paura e totale assenza di terrore. Peggio ancora per la bimba che la interpreta quando la protagonista aveva 7 anni.
Tuttavia, se piacciono i drama con una trama intricata, personaggi complessi e un tocco di noir, "A Shop for Killers" è una scelta perfetta!

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Completed
The Tale of Rose
9 people found this review helpful
Apr 4, 2025
38 of 38 episodes seen
Completed 0
Overall 9.0
Story 8.0
Acting/Cast 8.5
Music 7.0
Rewatch Value 6.0

"Una martellata al Sistema Patriarcale"

Regia: 8; Sceneggiatura: 9,5; Scenografia: 9,0; Costruzione dei Personaggi: 9;

Tratto dall'omonimo romanzo del 1981, scritto dalla scrittrice di Hong Kong "Isabel Nee Yeh-su, meglio conosciuta con lo pseudonimo di "Yi Shu". The Tale of Rose racconta la storia di una bellissima ragazza di Pechino che intraprende una serie di storie d'amore mentre costruisce la propria carriera nel mondo delle arti con alcune deviazioni in altri ambiti professionali.
il drama è un'opera intima, delicata, molto curata e introspettiva sulle relazioni (non solo sentimentali), dal punto di vista dei personaggi.
Un "tranche de vie" che dura circa 20 anni, sulla famiglia Huang che illustra dinamiche sentimentali,amicali, professionali, matrimoniali, materne (patologiche e sane), la separazione sia da un matrimonio che la dipartita di coloro che amiamo. Parla anche di una Cina oscura, di dinamiche di abuso e collusione genitoriale, dell'omertà nel tentativo di negare l'accaduto e del timore del giudizio degli altri.
La forza di quest'opera sta nel fatto che non solo conserva il nucleo della trama originale "crescita nella concezione dell'amore" ma si impegna anche in aspetti come altre ambientazioni, conoscenza dei paesi e delle dinamiche date da un progresso che non è ancora arrivato in un continente smisurato come quello cinese, sviluppo dei personaggi e ottimi dettagli narrativi. In poche parole adatta il romanzo originale, pubblicato per la prima volta nel 1981, per renderlo più concreto e più vicino alla vita reale.
E' un lavoro ben curato, improntato sul realismo relazionale e sentimentale che mostra una Cina diversa da quella rappresentata nei classici drama, attraverso un racconto che racconta la vita della protagonista prendendo spunto dai periodi artistici, esattamente come accade per i pittori più famosi.
Non è un lavoro per tutti, è molto psicologico e il romanticismo è sacrificato in nome del realismo.
Un realismo che attraverso la cura maniacale della scenografia, degli oggetti di scena (telefonini e pendagli tipici di questi anni), gli abiti, la palette cromatica, gli interni e gli esterni, i primi piani, offre allo spettatore una visione coerente e credibile di quello che vuole rappresentare. La regia è altresì abbastanza curata , buona l'idea di utilizzare filtri dal colore caldo per rappresentare le scene iniziali che fanno riferimento a un passato molto lontano.
L'utilizzo del giallo è predominante nella palette colori, sia a livello di oggetti di scena, abiti , trolley , rose gialle, sia nella locandina, questo va proprio a sottolineare che non è un show romantico o sentimentale ma un racconto di "formazione", di realizzazione, costruzione ed evoluzione personale.

Il cast è ottimo: a cominciare da una grande Li Yifei che ha saputo rappresentare molto bene il proprio personaggio e l'evoluzione che questa compie nel corso di un "viaggio" ventennale; a seguire un Tong Da Wei molto in forma ( ottimo nelle scene comiche, meno centrato in quelle drammatiche), un bravissimo Peng Guan Ying, spigliato e credibile sia nelle scene di innamoramento languido e altrettanto nelle dinamiche di evitamento dei confronti, nel silenzio punitivo nei riguardi dell'amata; un Lin Geng Xin come non lo avete mai visto , diretto benissimo e molto maturato dai tempi di Scarlet.
Anche Lin Yi a cui è affidata una brevissima parte, quasi un cameo, devo dire che si pone come un attore credibile, in considerazione della sua giovane età. Ho potuto apprezzare anche un intenso Wallace Huo, di cui avevo solo sentito parlare. La sua parte è la più complessa e complicata, offre una performance composta ma intensa, e gli episodi che lo riguardano sono, personalmente, i più interessanti di tutta la serie.
I dialoghi sono tutti ottimi: profondi, intelligenti, riflessivi e di stampo esistenziale, riflettono sulla vita con quella saggezza tutta orientale che manca a noi occidentali. Bello il paragone sulle relazioni e le viti che nascono come piante isolate ma si intrecciano creando legami; o il paragone con gli esami che qualcuno supera brillantemente laddove altri non si presentano nemmeno, utilizzato per sottolineare una indisponibilità a mettersi in gioco e ad affidarsi all'altro, c'è sovente l'utilizzo del cibo come metafora, per per parlare di disponibilità sentimentale ad accogliere un nuovo amore, cosa impossibile quando si è sazi.

Qualcuno penserà che la storia parli della vita sentimentale di Rose, niente di più sbagliato, la trama parla DELLA SUA FAMIGLIA, di questi genitori meravigliosi: due professori universitari di fisica, entrambi amorevoli, progressisti con un modello di relazione sana a cui i figli si ispirano e la storyline mostrerà proprio le vicissitudini sentimentali di questi due ragazzi, Rosie e Zhen Hua.
La storia di Rose vede il susseguirsi di 3 tipologie di amore e 1 flirt che normalmente accompagnano le fasi di vita di una donna : il primo amore, totale, coinvolgente, fisico con la scoperta della sessualità; a seguire c'è l'affetto stabile e il senso di sicurezza che si ricerca nel partner da sposare; infine l'amore maturo con un uomo a te affine che è una sintesi di sicurezza, progetto e batticuore; a conclusione della storia un flirt un po' ambiguo con un ragazzo molto più giovane nei cui riguardi non si capisce se ci sia attrazione o sincero affetto materno. Anche da parte di He Xi c'è senz'altro ammirazione per Rosie ma non quel trasporto e quell'attrazione folle che personalmente si vede nel trascorso sentimentale della protagonista.
Il finale non poteva essere diverso, come donna risolta, sicura e realizzata la nostra protagonista affronta con fiducia la vita e le sfide che l'attendono, felice delle sue scelte, grata per tutto.

La storia seguirà meno approfonditamente le vicissitudini sentimentali del fratello, un uomo un po' infantile e ingenuo che fatica a destreggiarsi nelle sue relazioni amorose. Meravigliosa la donna che sceglierà, interpretata da una splendida Regina Wan (un personaggio che ho apprezzato più della protagonista): una donna fragile e vulnerabile ma corazzata; razionale, in continua evoluzione, ponderata, apparentemente algida ma con un cuore d'oro.Questa donna ha un'intelligenza emotiva senza pari, pur con tutte le sue ferite e un passato abuso, riuscirà spesso a guidare la nostra protagonista e maturare facendo tesoro dei suoi consigli. Le due avranno un legame di amicizia speciale, di quelli che durano una vita e che aiutano le reciproche evoluzioni, attraverso supporti e presenze costanti, l'una nella vita dell'altra. Saprà prendersi il suo spazio e riscattarsi da un passato terribile i cui strascichi faticano a staccarsi.
In tema di realismo i personaggi vengono presentati, genitori a parte, tutti fortemente umanizzati, ossia non totalmente positivi o negativi ma contrassegnati da eventi passati e dinamiche familiari che ne determinano i limiti umani che potrete osservare. Persino la protagonista è una donna moralmente integra, forte, sveglia, intelligente ma vulnerabile, impulsiva, distruttiva, vendicativa nel modo peggiore e a volte ambigua, nel modo di porsi con i suoi corteggiatori.
Liu Yfei rappresenta con grande maestria la sua crescita : da ragazzina vulnerabile e troppo , apparentemente sicura di sé , a donna innamorata, insicura, paranoica, furiosa, fragilissima con l'unica priorità, non condivisa, di vivere l'Amore. Da qui la fine del rapporto, l'elaborazione del lutto, la ricerca di stabilità, i tentativi di distrazione con un nuovo inizio, l'incontro con un uomo che incarna sicurezza e senso di stabilità, il progetto insieme, il matrimonio, il parto, i primi screzi, il vedere chiaramente i difetti del proprio marito, un uomo bigotto e meschino con enormi complessi di inferiorità alimentati da un forte senso di inadeguatezza; il divorzio, la ricerca di una nuova dimensione, la rinascita, spesso mostrata attraverso il nuoto e l'elemento d'acqua presente spesso nel corso della narrazione. Alla fine l'incontro nel momento sbagliato di un uomo speciale, in un modo speciale, un nuovo investimento emotivo, il non potersi vivere ma, ciò nonostante, la coraggiosa decisione di darsi e affidarsi, assaporando intensamente e tristemente il tempo concesso, e infine un bilancio della propria vita, con l'eredità dell'ultima relazione che è quella più formativa, come atteggiamento e resilienza. Rose adesso si muove con passo sicuro, sopra la sua moto, non è più quello traballante dei tacchi su cui si muoveva a 20 anni, ostentando una finta sicurezza.
La recitazione è solida, affidabile sebbene troppo calcata in alcuni punti (penso per indicazioni della regia).

E' un drama che "puzza" di vita, quindi un lieto fine o un solo amore sarebbe stato non solo irrealistico ma anche stonato in una narrazione che evita qualsiasi sentimentalismo sterile e si spoglia di edulcorazioni fantasiose.
E' un drama totalmente diverso rispetto a quanto siamo abituati a vedere, sia come tropi sia nel modo di narrare la storia (ci sono fortissime vibes francesi e riferimenti a Parigi) , anche le musiche sono diverse, non mi hanno fatto impazzire ma devo dire son state abbastanza calzanti nel connotare emotivamente la narrazione.
Lo show presenta una serie di personaggi femminili complessi anche se minori, da una donna che lotta per andare avanti dopo una rottura difficile, ad una algida e apparentemente inaccessibile responsabile, ad una studentessa di dottorato, ferocemente indipendente.
Per la prima volta, o forse la seconda, viene presentato un mondo da una prospettiva femminile, il mondo non è degli uomini e non sono gli uomini che salvano le donne anzi spesso le affossano, le mortificano in quanto figli di un sistema patriarcale che li giustifica quando manipolano, mortificano, scelgono al posto delle DONNE, quando le responsabilizzano ( se tu non avessi.... vuoi che rinunci a tutto per te.... non mi ami più? Ma chi hai incontrato mentre eri a Pechino). Aggiungo anche che c'è il punto di contatto con le narrazioni cinesi, in quanto c'è sempre l'uomo, nel caso del primo fidanzato, diviso tra la scelta del potere, il raggiungimento dello status e l'amore. Nel secondo partner invece solo il raggiungimento dello status permette l'accesso ad una condizione di amabilità.

COSA NON MI HA FATTO IMPAZZIRE: il modo seduttivo, sebbene con l' intento di provocare lo spettatore, con cui è stata presentata la protagonista, mi son subito distaccata da certi modi di porsi, di fare , e non mi sono immedesimata. Presentarla come una lolita condiscendente o come una "mangia uomini", non solo mi ha disconnessa emotivamente da una giovane donna, che moralmente non approvavo, ma non l'ho reputato neanche troppo credibile, dato che l'attrice non è una bellezza conturbante che può riscuotere un univoco encomio estetico, tanto da averla photoshoppata nella locandina (le parti di sterile divismo sono onnipresenti e ridicole in quanto per me non credibili).

Una recitazione troppo "barocca", calcata in modo ridondante in certe scene e priva di pathos e credibilità in altre, dove invece la disperazione era da mostrare con bruta crudezza.
La narrazione in certe parti è stata eccessivamente diluita e il racconto è diventato lento, non posso dire di aver seguito con coinvolgimento tutto il tempo, spesso mi ha annoiata, il periodo che va dal trasferimento a Shangai al matrimonio, è stato per me molto noioso da seguire.
I luoghi della narrazione sono Pechino, Shangai, paesini dell'entroterra e Parigi, a cui si sono molto ispirati (a me ha ricordato molto il favoloso mondo di Amelie come colori, stile di regia e alcune inquadrature, anche le musiche).
Ho visto alcuni protagonisti avere reazioni eccessive ed esagitate , che forse potevano allinearsi con l'età dei personaggi ,che mostrano invece una compostezza non proprio coerente a fronte di torti più gravi (è possibile che se maturi passi da un temperamento collerico a uno flemmatico e imperturbabile ? ).
Le evoluzioni andavano presentate anche mostrando un re-styling del personaggio, secondo la mia umilissima opinione, 20 anni sono un periodo storico lungo nella vita di una persona, il fratello tramite trucco e filtri è stato davvero invecchiato, la protagonista invece non ha troppe differenze con i suoi 22 anni (il che mi pare assurdo).

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Completed
Guardian: The Lonely and Great God
10 people found this review helpful
May 19, 2025
16 of 16 episodes seen
Completed 4
Overall 9.0
Story 8.5
Acting/Cast 9.0
Music 8.0
Rewatch Value 6.0

Serie cult, di tipo fantasy romance responsabile del fenomeno Hallyu

Regia: 9; Sceneggiatura: 8,7; Personaggi: 10.
K-drama del 2016 che ha riscosso un enorme successo determinando in parte il fenomeno hallyu (Korean wave), ossia una diffusione della cultura coreana di massa, precedentemente limitata al contesto nazionale. Creato da Kim Eun-sook (The Glory, The King-Eternal Monarch, Mr Sunshine, Descendants of the Sun) e diretto da Lee Eung-bok (Sweet Home, 1, 2, 3, Jirisan, Mr Sunshine) la serie è un misto di fantasy, romanticismo e drama, con un nucleo comedy che la rendono unica nel suo genere. Il tratto avvincente è l'utilizzo di elementi folkloristici della tradizione coreana per la stesura dei personaggi e veicolare messaggi allo spettatore.

Trama
La storia ruota attorno a Kim Shin (interpretato da Gong Yoo), un generale della dinastia ella dinastia Goryeo che viene tradito e ucciso ingiustamente da un Re manipolato dal proprio infido consigliere. Dopo la sua morte, diventa un Goblin immortale, condannato a vivere per secoli come punizione per le vite stroncate in battaglia. L'unico modo per liberarsi dalla sua condanna è trovare la sua "sposa" che potrà salvarlo dalla sua maledizione ma anche determinarne il riposo eterno. La sua vita cambia quando incontra la diciannovenne Ji Eun-tak (interpretata da Kim Go-eun), una ragazza in grado di vedere i fantasmi e che ha un destino speciale legato a lui dal momento che era stata salvata al momento della nascita proprio dal Goblin.
Parallelamente, la storia comprende anche un Triste Mietitore (interpretato da Lee Dong-wook), il "grim reaper" , che ha il compito di accompagnare le anime nell'aldilà e che ha un legame misterioso con Kim Shin. La serie esplora le relazioni tra i personaggi principali, intrecciate da un passato che verrà disvelato nel corso degli episodi, le loro lotte interiori e i temi dell'amore, della morte e del destino.

Temi trattati
Amore e Sacrificio: Uno dei temi centrali di "Goblin" è l'amore eterno e il sacrificio. La relazione tra Kim Shin e Ji Eun-tak è caratterizzata da momenti di dolcezza e intensità emotiva, evidenziando come l'amore possa superare le barriere del tempo e della morte. Molti dialoghi rappresentano inoltre la condizione dell'amore nella vita umana e innescano forti riflessioni nello spettatore risultando attuali e realistiche. Il dialogo tra i due protagonisti mostra un po' la condizione di colui che in amore vuole essere visto (solo lei può vedere la sua spada, quindi il suo peccato, al sua solitudine, il suo dolore ) ma al contempo ha paura di essere odiato, una volta che l'amato viene visto per quello che è (essere finito, perfettibile).

Identità e Destino: La serie pone domande sulla ricerca dell'identità (la sposa esiste perché ha una missione, se non vi assolve non ha spazio e motivo di sussistere, gli altri personaggi reincarnati devono trovare una nuova identità lasciando indietro chi sono stati) e sul concetto di destino. I personaggi lottano per comprendere il loro ruolo nel mondo e il significato delle loro vite passate ma anche per trovare quelle variabili che possono sovvertirlo, non accentando i piani dall'alto.

Vita e Morte: La dualità tra vita e morte è ricorrente, con il Goblin e il Grim reaper rappresentano due facce della stessa medaglia. La serie esplora la bellezza e la tragicità della vita, nonché il ciclo inevitabile della morte.

Goblin è un’opera complessa e molto bene orchestrata, che mescola romanticismo, comicità e dolore in modo profondo. Tuttavia, va oltre: ti invita incessantemente a meditare, a immergerti nella bellezza e a esplorare più a fondo la natura umana, interrogandoti sul senso della vita, della morte dell’amore, anche attraverso l'Onnipotente che si manifesta in alcuni momenti nei personaggi più insospettabili e fornisce delle risposte illuminanti: "Dio pone delle domande, le vostre scelte rappresentano le risposte (destino)".
Non è un'opera priva di difetti, ma per molti aspetti si distingue come un vero e proprio cult. É romantico, divertente, straziante, già solo per il fatto che l'unico scopo della vita della protagonista è quella di estrarre la spada del Goblin determinando la sua scomparsa. La storia tra Sunny e il Cupo mietitore che si fonda su tradimento e vendetta in una vita passata, su ricordi dimenticati ma con un dolore eternamente ricordato che ne determinano il modo di porsi di lui, sempre triste e nostalgico. Tra le ferite che apre, la loro storia salvifica e redentiva lascia nuove cicatrici sanguinanti, Eun-Tak insiste spesso sull' "amore triste", che è quello che viene celebrato nel lavoro: un amore che si sforza di persistere, resistere, trovare nuove variabili ai piani di Dio per poter esistere. Anche di fronte alla tragedia e nonostante l'amore triste, Goblin rimane tuttavia una commedia nel suo nucleo. Offre degli sketch divertenti ed esilaranti delle dinamiche tra i coinquilini casuali e riluttanti, in perfetto stile "Scemo + Scemo". Divinità che scherzano e si maltrattano a vicenda come due bambini capricciosi.
Possono fare piovere o teletrasportarsi ma si ritrovano del tutto incapaci di fronte alla tecnologia. Particolari e degni di nota per la creatività con cui sono stati presentati i personaggi di questo lavoro: divinità, mietitori, goblin, fantasmi che convivono nel mondo degli umani , insospettabili. L'organizzazione quasi "aziendale" dei Mietitori, vestiti come dei capomafia russi, che si incontrano e si riuniscono per i loro incarichi mortali, con cene di fine anno e di benvenuto per i neoassunti, con solide gerarchie, consegnano documenti, gestiscono account di posta aziendali e, soprattutto, seguono procedure di liquidazione delle spese a carico dell'azienda; un mondo dove i Goblin potevano creare oro dal nulla e dove persone speciali (come Eun Tak) potevano aiutare i morti a chiudere i loro conti in sospeso (il legame con il Sesto Senso, 1999, è molto evidente). Il Goblin e le sue scene di combattimento telecinetico con il Mietitore erano adorabili e anche le canzoni canzonatorie sulle mutande del Goblin, intonate sempre da Mietitore per vendicarsi della cuffia da notte con cui si risvegliava ogni mattina. Il loro rapporto goffo e limitato con la tecnologia li rende teneramente adorabili ma al tempo spesso spassosissimi nell'impaccio del non riuscire a vedersi durante una videocall.

Interpretazioni: L'attrice che interpreta Eun-Tak è stata caratterizzata in modo troppo infantile per avere 19 anni, comprendo che questo serva per mostrare la sua crescita. Le doti interpretative sono state davvero eccellenti: a mani basse è colei che ha offerto una recitazione più solida, credibile, fluida, talmente naturale e coerente da non avvertire un brusco stacco nel percorso evolutivo che verrà mostrato nel corso degli episodi (aspetto che spesso accade quando l'attore non ha esperienza o non viene ben diretto). Mi è molto piaciuto il personaggio di Sunny , la costruzione di una donna apparentemente leggera ma in verità molto profonda, che non ama piangersi addosso e che con fare indolente e sornione parla per doppi sensi e molto coraggiosamente prova a essere felice, almeno in questa vita, assumendosi dei rischi , in grado di accettare il proprio destino poi con grazia e compostezza. Una vera Regina! Tra le interpretazioni, tuttavia, la sua è quella che mi ha convinta di meno, in mezzo a due presenze maschili fortissime, con un potente impatto scenico e una bravissima Go-Eun che risulta più centrata a confronto.

Aspetti tecnici: l'uso del colore è stato sapientemente gestito e curato, il mietitore è sempre vestito di nero e utilizza vestiari in casa che all'inizio ricordano le vecchie camice di forza proprio a indicare la costrizione della punizione che sta scontando, l'incontro tra Kim Shin e Jin Taek , lei con una felpa verde, perché rappresenta speranza di salvezza per lui. La divinità della nascita è rappresentata sempre in rosso, per simboleggiare potere e status ma anche il sole e cielo (nella bandiera coreana, il rosso nel simbolo Taegeuk, un cerchio diviso a metà, rappresenta il sole e il cielo, mentre il blu rappresenta la terra e la luna), è un colore di buono augurio che trasmette energia, forza e vitalità, in alcune tradizioni coreane utilizzato anche in cerimonie funeree per simboleggiare la transizione e la rinascita dell'anima.
La presenza dei campi di cotone, morbido e ovattato, bianco richiamano purezza, crescita e la fertilità, ma anche rischi e difficoltà per la loro sensibilità agli agenti atmosferici e alle malattie, quindi rappresenta il rapporto tra tenacia e leggerezza, tra divisione e unione. Il grano saraceno invece rappresenta gli amanti.
Oltre alla scenografia curata e ad una fotografia di ottimo livello, anche il modo in cui sono state girate le scene è altrettanto curato. Tutte le scene di vita vissuta sono state girate sfruttando angolazioni diverse, dagli angoli e dall'alto, massimizzando la luce, rallentandole, allungando momenti o bloccando gli sfondi per fermare il tempo. L'uso dei primi, pianissimi piani sul viso per rendere le emozioni, o su dettagli del volto come lo sguardo triste e nostalgico di Gong Yoo ("un uomo che sembra triste anche quando sorride"),la regia cattura tutto con maestria e intensità, realizzando una narrazione immersiva, esteticamente coinvolgente e potentemente espressiva, anche integrando in modo sempre pertinente le musiche, sfumate, oniriche ed evocative che accompagnavano la narrazione.

Critiche: Come scrivevo in alto non è un lavoro perfetto, personalmente c'è una qualche ripetitività degli elementi narrativi (l'estrazione della spada e il commiato della seconda coppia, ripetuto ben 4 volte), l'eccessiva riproposizione di scene passate attraverso il ricordo; la compresenza di elementi humouristici e drammatici che rappresenta un elemento di novità per il lavoro, che lo rende unico nel suo genere, non è sempre "riuscita", manca un "legante" che vada a miscelare due elementi che stridono e che tolgono credibilità e intensità all'elemento drammatico, col rischio di farlo diventare "burlesque" e grottesco.
Le storie d'amore e inoltre non sono state molto approfondite, inizialmente i due sembrano in un rapporto non proprio amoroso, molto meglio dal 12° ep., stessa cosa per il Mietitore e la sua amata che verranno mostrati come coppia, sbrigativamente, solo nel finale.
Il finale non è stato dei migliori, personalmente, sebbene finisca in modo tutto sommato positivo e diciamo felice, con seconde possibilità per tutti, mi ha lasciato un sottofondo di amarezza e non del tutto appagata. Ho persino preferito quello di Moon Lovers. Inoltre queste seconde possibilità avvengono in un tempo molto lontano, mentre tutto è rimasto uguale a parte il CEO della società che è invecchiato, io avrei inserito un contesto più "futuristico", erano trascorsi almeno 30 anni.... (non meno, forse più).

C'è, secondo una mia personalissima e banalissima opinione, da profana, un buco sul finale, non spoilero nulla ma volete leggerlo lo scriverò nei commenti in basso, oscurandolo, se invece avete visto il lavoro scrivete nei commenti che magari ci confrontiamo o mi illuminate sull'argomento.

IN CONCLUSIONE: "Goblin" è un K-drama che riesce a mescolare abilmente diversi generi, offrendo una narrazione avvincente e personaggi memorabili. La sua esplorazione di temi universali come l'amore, il sacrificio e il significato della vita lo rende un'opera da non perdere, che ha avuto un enorme impatto sui drama moderni che sono venuti a seguire (pensiamo a My demon, 2024, solo per citarne uno...) . La bellezza visiva, unita ad una trama profonda e ad interpretazioni intense, rendono Goblin un viaggio unico, perfetto per chi cerca una storia fantasy ma anche un racconto d'amore eterno, "una storia d'amore che si inserisce in uno schema divino". Grazie alla sua abilità di combinare humour e drammaticità, nostalgia e humour, Goblin si distingue come un'opera unica nel suo genere.

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Completed
The Atypical Family
10 people found this review helpful
Feb 17, 2025
12 of 12 episodes seen
Completed 4
Overall 8.0
Story 9.0
Acting/Cast 8.0
Music 8.0
Rewatch Value 7.0

Non così atipica. Idea geniale.

👉👉👉 Il mio voto reale è 8,2 !
"Atypical Family" è un kdrama breve. (10 episodi) che presenta una famiglia di persone con super poteri da generazioni (potrebbe essere la versione coreana di Encanto, film d'animazione della disney di qualche anno fa).
Il lavoro è assolutamente di tipo sperimentale in quanto scardina paradigmi, tropi e schemi tipici dei kdrama. Gli eroi si discostano dall'archetipo dell'eroe, la protagonista femminile non è la solita damigella in pericolo anzi...guai a chi prende di mira, anche lei con una famiglia tutt'altro che ordinaria. Il man lead è uno degli attori più belli nel panorama coreana con un super potere bloccato da un trauma del passato.
Questo lavoro tesse una narrazione terapeutica, carica di suspense. Ti tiene con il fiato sospeso fino agli ultimi istanti, mantenendo il suo fascino imprevedibile anche negli ultimi secondi dell'episodio finale.
La scrittura è accattivante e le riprese mostrano continue sequenze di viaggio nel tempo, un concetto che è notoriamente difficile da gestire bene ma qui è ben reso.
La regia è encomiabile, attraverso l'utilizzo di colori color seppia rende l'atmosfera malinconica, accompagnata dalla straordinaria OST di Lee-Soo-ra .
Viene mostrato come bene e male siano concetti relativi: il male può diventare bene e viceversa attraverso un sovvertimento di ruoli mai statico ma in divenire col procedere degli eventi e delle elaborazioni dei vissuti.
I personaggi sono ben stratificati, la sceneggiatura è ben congegnata e la narrazione avvincente, la famiglia atipica tiene il pubblico sulle spine e agganciato senza mai cadere nei meandri del melodramma o del thriller.

L'idea è geniale: i super poteri vengono persi a causa delle patologie del benessere quali il binge eating, l'insonnia, la dipendenza o la depressione (metafora moderna di quanto la vita oggi offra miraggi e chimere nascoste sotto l'eccedenza e l'assenza di contatto tra le persone e con se stessi). Così, chi poteva volare preferisce ingozzarsi e restare ancorato pesantemente ad un presente indigesto, chi poteva sognare non riesce più a dormire, chi poteva viaggiare nel passato e cambiare il futuro resta bloccato avvelenando il presente, stordendosi nell'alcol.
Nonostante un chiaro riferimento a Parasite in alcune parti della narrazione, la famiglia atipica si concentra sui modi sani per stare bene. Sebbene questi siano forse i problemi mostrati in superficie, c'è anche una domanda più grande che viene affrontata: a cosa aspirano gli esseri umani? Qual è il loro bisogno ultimo?
Il dramma fornisce sottilmente la risposta a questo come un tema ricorrente in tutti gli episodi e attraverso dialoghi formulati in modo intelligente, ove necessario.
Unico neo di un lavoro solido e ben fatto è come sempre il finale affrettato , sebbene positivo.

Nel complesso, "Atypical Family" è un must! È un gioiello meravigliosamente atipico che rompe gli stereotipi e stabilisce nuove regole. È una bellissima interpretazione della vita che si traduce altrettanto magnificamente sullo schermo.
Consiglio la visione!

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Completed
Business Proposal
10 people found this review helpful
Jan 10, 2025
12 of 12 episodes seen
Completed 1
Overall 7.0
Story 7.0
Acting/Cast 7.5
Music 8.0
Rewatch Value 8.0

Assunta per Amore (e nel frattempo mi sono innamorato davvero).

Trattasi di una commedia leggera e divertente, che procede per cliché, ma ben recitata e con un buon ritmo.
Per evitare le insistenze matrimoniali e gli appuntamenti al buio proposti dal nonno un CEO stacanovista, orfano dei genitori decide di ingaggiare una fidanzata a contratto ingaggiandola tra i suoi dipendenti.
Niente di nuovo o di mai visto ma non per questo ha una cattiva resa ANZI: il modo in cui è stata concepita e recitata la rende comunque gradevole", a patto di non cercarvi significati profondissimi". E’ una serie leggera, da guardare per divertimento che emoziona e regala dei momenti spassosi anche grazie ai bravissimi attori della seconda coppia che propone alcuni temi fondamentali per la corea: il sistema posizionale (cercare un partner del proprio ceto sociale, evitare rapporti profondi con gente di rango superiore, il tema del pregiudizio, il trauma e il potere salvifico dell'amore).
La coppia è ben assortita , basata sugli opposti almeno apparentemente: lei eccentrica, estroversa, spigliata e rumorosa mi è risultata quasi antipatica nei primi episodi poi l'ho compresa, è in realtà una ragazza affidabile e con un fortissimo senso di responsabilità, molto saggia e matura si rivela essere un'ottima compagna su cui fare affidamento. Lui , serissimo, composto, rigido e coartato è in realtà un uomo appassionato e passionale che sa amare senza riserve e con grande trasporto.

Positivo:
- valorizzazione del ruolo femminile, non c'è una donna succube e sempre in difficoltà bensì una donna tosta, decisa, intelligente che non si lascia intimorire e che decide sa rischiare per l'uomo che ama senza lasciarsi intimorire e scoraggiare . Dopo le prime titubanze iniziali, sarà lei a condurre la coppia e il gioco, e finalmente non ho visto un uomo che rincorre la donna MA UNA PROTAGONISTA sveglia e che sa mettersi in discussione, disposta a correre e ad osare quando teme di perderlo.
- la seconda coppia non è un riempitivo inutile come in molti lavori ma propone un modello di amore credibile e gradevole, tenero ma anche fisico, lei con lui è adorabile.
- l'amicizia proposta dal cast femminile, qui le donne si supportano e si aiutano (tranne la fidanzata del cuoco), non c'è un'antagonista forte a livello femminile che non sa fermarsi quando deve, e viene proposta un'amicizia vera e molto bella e profonda.
- buona scenografia e fotografia , belli gli effetti in bianco e nero con un dettaglio cromatico colorato, belli gli ambienti, i colori , gli spazi e le riprese degli ambienti aperti.
- è presente , realisticamente , una componente di desiderio e di sessualità, vedrete delle scene piccanti e bollenti per essere un drama e onestamente mi sembra più credibile di un amore solo platonico e sospirato, dove gli uomini hanno gli ormoni di un cetriolo, l'ho molto apprezzato sebbene ad un rewatch non vedo dei baci spinti, ricordavo che i baci fossero più realistici, delusa alla seconda visione.
- è una serie emotivamente molto coinvolgente e che ti permette di immedesimarti ma dall'episodio 4-5, però nel rewatch non ho provato nulla.
- buoni i dialoghi ( non vi aspettate troppo ma quando si dovrà parlare seriamente lei sarà in grado di provocare profonde riflessioni nel male lead).
- buone le musiche, permettono di immedesimarti e percepire il tono emotivo della serie.
-elevato livello di romanticismo
- buona evoluzione dei personaggi principali nel corso delle puntate.

NEGATIVO:
- finale gradevole ma affrettato che ti lascia inappagato;
- noiose alcune vicissitudini dei colleghi e dei personaggi secondari che a volte non ci stavano
- donna antagonista dipinta sempre come meschina e vendicativa ( che noia).
- dodici episodi , un drama che avrebbe meritato almeno un paio di episodi in più per approfondire alcune dinamiche tra i protagonisti e non determinate chiusure così frettolose da risultare improvvise e indigeste.

Leggero, fresco, senza drammi particolari, con una ottima chimica tra i protagonisti, interessanti anche la seconda coppia, ottima colonna sonora e lei assolutamente gradevole e apprezzabile il tipo di femminilità che propone: adorabile e molto determinata, uno dei pochi con una protagonista femminile forte e non succube dell'uomo. DA VEDERE.

REWATCH

A distanza di due anni e mezzo ho trovato interessante riguardare *Business Proposal*. Ricordo che alla prima visione mi era piaciuto moltissimo: è stato, di fatto, il mio drama battesimale, il primo drama coreano che abbia mai visto, e probabilmente l'ho vissuto anche attraverso il filtro della situazione sentimentale in cui mi trovavo in quel periodo. Mi aveva emozionato parecchio.
Con un secondo rewatch, però, mi sento di rivedere alcune valutazioni e di essere un po' più obiettiva, liberandomi dell'entusiasmo della scoperta. Per questo motivo abbasso leggermente il voto finale.

Il punto di forza principale della serie resta per me Shin Ha-ri, interpretata da Kim Se-jeong. La sua recitazione è spontanea, naturale e mai artificiosa. Riesce a essere credibile sia nei momenti comici sia in quelli più romantici, e continua a trasmettere la sensazione di un personaggio realmente coinvolto dal protagonista maschile fin dalle prime puntate. Se alla prima visione mi aveva colpito, al rewatch me ne sono resa conto ancora di più, gran parte dell'energia della serie passa attraverso di lei.

La chimica tra i protagonisti funziona e la regia fa un ottimo lavoro nel valorizzarla attraverso inquadrature curate, montaggio dinamico e numerose scene romantiche. Tuttavia, rivedendo la serie, alcuni momenti che ricordavo particolarmente intensi mi sono sembrati meno efficaci. I baci sono numerosi, ma non sempre trasmettono la naturalezza che ricordavo; in diverse scene il protagonista maschile appare piuttosto rigido e trattenuto, e questo finisce per limitare un po' la credibilità della relazione.

Se devo valutare il cast, Kim Se-jeong rimane nettamente sopra la media (8), mentre Ahn Hyo-seop e Kim Min-kyu si attestano per me intorno al 7: gradevoli da vedere e perfettamente in linea con il tono della serie, ma non particolarmente memorabili sul piano interpretativo. Anche la second lead femminile merita un buon 7,5, mentre diversi personaggi secondari, inclusa la signorina Kim del Team 1, svolgono il loro compito senza lasciare una buona impressione (6,5).
Dal punto di vista narrativo, Business Proposal mantiene un ritmo molto veloce e scorrevole. Le dodici puntate sono probabilmente la durata giusta per una commedia romantica di questo tipo, ma la seconda parte della storia soffre di una certa fretta. Alcuni conflitti vengono introdotti senza avere il tempo di svilupparsi davvero, e il finale della coppia principale dà la sensazione di essere stato compresso per rispettare la durata prevista.

Rivedendolo oggi, noto anche alcuni limiti che alla prima visione avevo ignorato. Il drama fa largo uso di cliché tipici delle rom-com coreane: il CEO perfetto, il contratto sentimentale, gli equivoci continui, gli ostacoli familiari e le coincidenze narrative. Funzionano perché la serie non pretende mai di essere qualcosa di diverso, ma a distanza di anni risultano più evidenti. Inoltre il protagonista maschile, pur essendo carismatico, resta piuttosto monodimensionale rispetto a Ha-ri e non riceve uno sviluppo psicologico altrettanto approfondito.

Rimangono invece ottime le impressioni su regia, fotografia, montaggio e sceneggiatura, soprattutto nella capacità di mantenere un tono leggero e divertente senza perdere fluidità. In definitiva, continuo a considerarlo un ottimo drama romantico d'ingresso per chi si avvicina al genere, ma il rewatch mi ha portata a ridimensionarne alcuni aspetti. Un cast maschile molto più forte sul piano recitativo avrebbe probabilmente elevato ulteriormente una serie che resta estremamente piacevole ma che oggi vedo con occhi decisamente più critici rispetto alla prima volta.

Una cosa che al primo rewatch non avevo colto fino in fondo, e che invece ho apprezzato molto questa volta, è il modo in cui la serie prende continuamente in giro sé stessa. Business Proposal utilizza praticamente tutti i cliché più classici del romance coreano — il CEO bellissimo e irraggiungibile, il finto appuntamento, gli equivoci sentimentali, le interferenze familiari — ma lo fa con una consapevolezza metanarrativa.

Per tutta la durata della serie alcuni personaggi seguono infatti un improbabile drama televisivo di serie B che ripropone, in versione volutamente esagerata, le stesse dinamiche che stanno vivendo i protagonisti. Non solo: persino l'identità fittizia utilizzata da Ha-ri riprende il nome della protagonista di quel drama. È come se gli sceneggiatori stessero dicendo allo spettatore: "Sappiamo perfettamente che questa storia è piena di cliché e sappiamo che anche voi lo sapete". Invece di nasconderli, li espongono, li esasperano e ci giocano sopra.

Rivedendolo oggi, credo sia stata una scelta particolarmente intelligente. La serie riesce a essere romantica senza diventare involontariamente ridicola proprio perché non si prende mai completamente sul serio. Questa autoironia costante alleggerisce la narrazione e permette anche alle situazioni più improbabili di funzionare meglio di quanto dovrebbero.

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Completed
Moving
8 people found this review helpful
Sep 12, 2025
20 of 20 episodes seen
Completed 4
Overall 9.0
Story 8.0
Acting/Cast 8.5
Music 8.5
Rewatch Value 6.5

Tra super poteri, spionaggio e dilatazioni narrative

Scenografia: 🎞️ 8,8. Regia: 📽️ 9,2. 🔋CGI: 9,5.
📇 Voto complessivo:8,8
🖊️🖊️🖊️🖊️🖊️🖊️🖊️🖊️🖊️🖊️🖊️🖊️🖊️🖊️🖊️🖊️🖊️🖊️🖊️🖊️🖊️🖊️🖊️🖊️🖊️🖊️
Drama coreano, presente su piattaforma disney, suddiviso in due stagioni (la data di uscita della seconda non è ancora stata rilasciata) che unisce supereroi, spionaggio e melodramma familiare. Tratta dall’omonimo webtoon di Kang Full (Light shop, PARASITE etc. etc.) racconta la storia di tre studenti delle superiori che nascondono poteri straordinari ereditati dai genitori, ex agenti di un’unità segreta sudcoreana.
Kim Bong-seok: può volare (o meglio, levitare), ma fatica a controllare i suoi poteri. È ingenuo, gentile e molto legato alla madre, Lee Mi-hyun, ex agente con sensi super sviluppati che lo protegge in modo asfissiante e poco "salutare", impedendogli di vivere serenamente.
Jang Hui-soo: ha la capacità di rigenerarsi all’istante, ereditata dal padre Jang Ju-won, ex spia segreta, dal corpo praticamente immortale. La ragazza cerca di vivere normalmente, nascondendo le proprie ferite invisibili legate alla perdita della madre in giovane età e al continuo trasferimento destabilizzante per sfuggire ai servizi segreti dove lavorava il padre.
Lee Kang-hoon: possiede forza e velocità sovrumane. Vive con il peso delle aspettative, desideroso di riscattare il padre che possedeva lo stesso identico potere e cerca di imporsi come leader a scuola.
I tre si incontrano al liceo Jeongwon nella stessa classe, Bong e Huisoo stringono una profonda amicizia, scoprendo reciprocamente i loro poteri. Tuttavia, la scuola è il centro di una sperimentazione di sviluppo di talenti da parte di un distaccamento dell'ex servizio segreto sudcoreano: l’agenzia segreta sudcoreana e infiltrati nordcoreani cercano di reclutare (o eliminare) i ragazzi, con l'intervento dei servizi segreti americani, riaprendo vecchie ferite nella vita già provata di questi genitori che dovranno riprendere a lottare, con i loro poteri, per proteggere i figli.
La trama alterna flashback intensi sul passato dei genitori – agenti speciali usati come pedine nella guerra fredda tra Nord e Sud – con l’attuale battaglia degli adolescenti per trovare un’identità. La serie si muove tra melodramma familiare, thriller di spionaggio e azione spettacolare, culminando in una guerra aperta a scuola tra studenti, genitori e nemici nordcoreani.
Il finale lascia aperta la strada a nuovi sviluppi: i sopravvissuti cercano di ricostruire le proprie vite ma minacce e vecchi fantasmi restano dietro l’angolo... .

Aspetti positivi che ho gradito della storia
Non è solo una storia di supereroi bensì un racconto di genitori e figli: la paura di trasmettere fardelli, il desiderio di protezione e la speranza di un futuro migliore. Questo tocco umano è ciò che differenzia Moving dai classici action occidentali, magari fatti meglio visivamente.
Ho amato il realismo con cui è stata presentata la corea del sud negli anni '90, prima del boom economico, ho visto usi, vite e gli spazi urbani di allora, quartieri prima della riqualificazione e la povertà mista a disperazione della gente, le loro case asfittiche, anguste, simili a sgabuzzini. Ho adorato questo racconto vivo privo di edulcorazioni e patinature.
Lo stile senza fronzoli è reso anche visivamente sui personaggi con un look nude se ci riferiamo al trucco, nessun fondotinta ultra coprente e levigante da pelle di porcellana (ultra finta) a cui i kdrama ci hanno abituati ma uno stile nudo, imperfetto, con cicatrici e sebo, crudo come le loro vite.

Personaggi ben costruiti
Ogni protagonista ha un passato doloroso e realistico. I flashback (Ju-won, Mi-hyun, Doo-sik) non sono semplici riempitivi ma veri mini-film che aggiungono profondità emotiva e spiegano il presente. Questo aspetto era essenziale e funzionale allo sviluppo del presente ma personalmente l'ho trovato troppo diluito, trascinato, questa è una mia personale preferenza che non inficia la qualità, ciò che invece ha penalizzato è il montaggio.

Qualità tecnica e spettacolare
Le scene d’azione sono curate e visivamente potenti: voli, combattimenti corpo a corpo, esplosioni, guide sfrenate di autoveicoli. L’uso di effetti visivi è calibrato, mai eccessivo, e si accompagna a una regia cinematografica di tutto rispetto e molto curata, con scelte chiare e condivisibili.

La Struttura narrativa è originale
Il ritmo lento nei primi episodi diventa un pregio quando emergono i pezzi del puzzle: la serie riesce a fondere coming-of-age, spy thriller e superhero drama in un’unica cornice coerente.

Cast di altissimo livello
Attori come Ryu Seung-ryong (Jang-Joo-won), Jo In-Sung (Kim Doo-sik), Kim Sung Kyun (Lee Jae Man), Moon Sung Geun hanno aggiunto peso emotivo e carisma. Anche i giovani attori hanno retto bene il confronto con colleghi di grande esperienza, Lee-jung-ha ha preso 30 kg per il ruolo (niente tute volumizzanti imbarazzanti come le colleghe donne di altri lavori), Go Yoon Jung assolutamente all'altezza del ruolo nonostante una giovanissima età. Anche Han Hyo Joo ha brillato ma... .

Interpretazioni
Le performance non sono state solo fisiche (azione, combattimenti, sparatorie, effetti scenici), ma anche interiori: tristezza, rimorso, conflitti interni sono abbastanza comunicati ma è sembrato che la serie si concentrasse più sul "fisico", sulla "spettacolarizzazione" che sulle vicissitudini interiori.
Specialmente la madre, l'attrice rodata Han Hyo Joo, ha utilizzato un doppio registro : da un lato una madre impicciona e molto teatrale nelle reazioni, come spia invece si mostra rigida, chiusa, coartata. Non ha legato completamente queste due rappresentazioni di sé dandomi una sensazione di frattura, di stacco netto , come fossero due donne diverse. Per questo non la premio. Tuttavia ha dato prova di grande prestanza fisica che mostra capacità di proteggere ciò che ama, la sua trasformazione da madre chioccia a badass queen ha assunto toni quasi epici.
Attori giovani come Lee Jung-ha e Go Yoon-jung hanno ricevuto riconoscimenti, sia dalla critica sia a premi come il Baeksang Award. Sono stati lodati per la freschezza e la capacità di reggere il confronto con interpreti più esperti.
Anche nei ruoli secondari non si percepisce una recitazione “di contorno”: quasi tutti i personaggi — genitori, antagonisti, figure minori — hanno momenti in cui “brillano”. Ciò aiuta a dare spessore alla serie e a non far sembrare la recitazione sbilanciata, dimostrazione che la regia ha saputo bilanciare i registri interpretativi.

Temi universali e principi ispiratori
Al di là dei poteri, Moving parla di sacrificio, perdita, eredità, resilienza. È una metafora della condizione coreana (divisione Nord/Sud, cicatrici della guerra) ma anche un racconto sulla famiglia coreana.
La disabilità trova qui spazio e viene realisticamente trattata: Lee Jae Man ha una disabilità intellettiva e questo lo porta inevitabilmente a vivere lo stigma di una società che non tollera "i diversi" (Min lo definisce "inutilizzabile", la collega dell'emporio ne parla alla moglie come di un uomo incapace... ), tuttavia anche lui ha un super potere, trasmesso al figlio.
Questa scelta, da parte degli autori, è profondamente umanizzante: anche i disabili sono persone normali, come i neurotipici possono ricevere poteri, e questo li rende in qualche modo speciali.
Il ribaltamento del modello classico del supereroe è il punto di forza della serie.
Kim Bong-seok non è il “bellone” carismatico che domina la scena, ma un ragazzo impacciato, timido, goffo, con ansie quotidiane e un corpo che spesso lo tradisce (sudore, fame incontrollabile, paura di volare senza riuscire a fermarsi).
Questo lo rende vicino al pubblico: chiunque può riconoscersi nelle sue fragilità, nei suoi momenti da “sfigato” che non sa come affrontare.
La sua crescita non è quella del “diventare un figo” ma del diventare umanamente maturo, impara a proteggere chi ama, a non vergognarsi di ciò che è, e a trovare coraggio nella sua vulnerabilità.
Questi super eroi vengono definiti dalla società "mostri", mostrando un ribaltamento del modello classico del supereroe. Il lavoro diventa quasi una parodia tenera dell’eroe classico, ho apprezzato questa reinterpretazione moderna: l’eroismo sta nell’accettare di essere “diversi”, non nell’essere perfetti.

Criticità principali, cosa allontana questo lavoro dall'eccellenza... .

Sceneggiatura eccessivamente diluita
Nonostante l’originalità del mix tra superpoteri, azione e spionaggio, alcuni momenti risultano sparsi, con spazi morti narrativi che riducono l’impatto drammatico, complice anche un montaggio non sempre ottimale.
Il crescendo emotivo non sempre è supportato da una coesione narrativa costante.

Montaggio, flashback inseriti nei momenti sbagliati:
nei picchi di tensione (scontri, rivelazioni emotive), il racconto si interrompe con lunghi flashback dedicati ai genitori. Anche se utili per approfondire i personaggi, spezzano il ritmo e fanno calare l’adrenalina dello spettatore.
Alcuni episodi centrali sono costruiti come mini-film sul passato di un singolo personaggio.
Questo rafforza la componente drammatica ma diluisce l’intreccio principale e riduce l’urgenza narrativa.
Alcuni dettagli dei flashback (come l’addestramento o la vita familiare dei genitori) vengono ribaditi più volte, allungando scene che potevano essere condensate.
Contrasto con l’azione, le sequenze action hanno ritmo serrato e montaggio dinamico ma sono alternate a segmenti lenti e contemplativi che non sempre si amalgamano bene.

Personaggi secondari poco sviluppati
Alcuni comprimari appaiono più come strumenti funzionali alla trama che come figure con un punto di vista autonomo: la loro evoluzione è superficiale, lasciando emergere un potenziale incompiuto.

Tono talvolta incostante
La serie passa rapidamente da momenti di forte pathos familiare a sequenze di tensione spionistica o battaglie con stacchi netti e improvvisi: personalmente ha contribuito alla sensazione di sceneggiatura “annacquata”.

Suspense poco focalizzata su chi muove davvero le pedine
Alcuni eventi cruciali restano ambigui nelle dinamiche: non è sempre chiara la scelta dei servizi segreti (Operazione gabbiano, Mission top secret 1994... scena dei nord coreani in auto prima di entrare a scuola). Questa scelta narrativa può essere intrigante ma anche frustrante se non seguita da sufficienti rivelazioni.

In conclusione è una serie che consiglio a occhi chiusi, raramente si vede questa qualità e tecnica visiva, la CGI così ben curata, le interpretazioni sono tutte ottimali, non eccellenti, e la storia è interessante sebbene la parte sullo spionaggio sia meno interessante e i flashback troppo diluiti, penalizzando un ritmo troppo altalenante della storia.
Il risultato è che lo spettatore percepisce uno sbilanciamento tonale: la tensione costruita con cura viene “congelata” da salti nel passato, rischiando di vanificare la suspense. Questo rende la sceneggiatura e il montaggio “troppo diluiti”. La mia valutazione è alta perché era una serie dalle potenzialità immense, e nonostante queste pecche risulta un lavoro unico nel suo genere con una resa visiva superiore a molte altre serie che mescolano poteri e realtà ordinaria, realizzando un lavoro di sicuro impatto visivo.

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Completed
Oh My Venus
8 people found this review helpful
Aug 3, 2025
16 of 16 episodes seen
Completed 0
Overall 6.5
Story 6.5
Acting/Cast 7.5
Music 6.0
Rewatch Value 1.0

Fitness first, feelings later: il falso romance di Oh My Venus!

Il drama mescola romance, comedy, drama medico e self healing (autocura), il makeover fisico si intreccia con una profonda trasformazione personale. La storia ruota intorno a una donna in sovrappeso, Kang Joo-eun (Shin Min-a), ex "Venere" del liceo, che si affida all’aiuto di un famoso allenatore personale, Kim Young-ho (So Ji-sub), per tornare in forma. Il ML, è il nipote del potente CEO di un conglomerato, sotto mentite spoglie. Da piccolo ha sofferto di un osteosarcoma e ha trascorso gran parte della sua infanzia tra gli ospedali da solo, in quanto orfano di madre e figlio di un uomo anaffettivo, ambizioso e dedito alla carriera.
Ha maturato così una fissazione per il wellness nel tentativo di scongiurare future ospedalizzazioni ed eventuali ricadute.

Aspetti tecnici:
- regia coerente con lo stile K-drama di metà anni 2010, privilegiando inquadrature stabili e primi piani sul volto per catturare la componente emotiva, poche sperimentazioni, regia solida ma poco innovativa.
I colori sono prevalentemente caldi, e a me questa cosa ha infastidito, anche se lo scopo è quello di creare un atmosfera calda e famigliare.
Il ritmo narrativo tra comedy e drama è abbastanza equilibrato ma non troppo, non lo definirei, personalmente il punto forte del lavoro, c'è una buon equilibrio tra narrazione sentimentale e crescita evolutiva personale, una in senso fisico per la FL, con conseguente empowerment personale, ed il ML in senso emotivo.
Ho molto apprezzato i momenti tutti insieme, con gli amici di lui, che vivono con loro creando una piccola famiglia, e gli amici di lei, col bambino paffuto e adorabile, figlio di una madre priva di ogni filtro sociale.


Perché non merita più di 6,5:
-la narrazione cade spesso nei cliché del genere , personaggi secondari poco sviluppati , sebbene io sia convinta che lo stile dell'avvocata Woo sia stato copiato dalla nemica-amica della protagonista principale.
-L’evoluzione interiore dei personaggi è tutta dipendente dalla perdita di peso, questo è un messaggio controverso, normalmente un soggetto obeso o con DCA ha un forte malessere interiore, il sovrappeso o il binge sono sintomi non cause, qui invece sembrerebbe che il messaggio (BMI del tutto sballati tra l'altro, e stigmatizzazione del sovrappeso, perché lei non è nemmeno obesa) sia: le va tutto storto perché è grassa, mentre lei è grassa perché le va tutto storto. Il significato è questo.
-C'è un uso problematico di alcuni tropi legati al peso corporeo, con velato body shaming e messaggi ambigui che non posso avallare.
-Trucchi e costumi, le protagoniste non sono state nemmeno in grado di prendere una decina di chili, forse per le date serrate dei tempi di produzione, alla protagonista viene messa una tuta imbottita che si vede chiaramente dai vestiti succinti dalle pliche nel collo e nella pancia, le hanno creato un doppio mento ed eccola qui, ridicola e poco credibile.
Un po' meglio con l'amica-nemica .
- Le scene d’allenamento sono a volte troppo stilizzate o idealizzate, perdendo realismo.
-Qualche sequenza comica ha un tono eccessivamente caricaturale (quasi slapstick), che stona con i momenti più seri.
-Alcuni momenti risultano ridondanti, specialmente nelle sequenze di allenamento o nei dialoghi tra i personaggi secondari, che spesso vengono preferite a momenti di intimità fisica (XD).
- Una OST gradevole ma di qualità sufficiente, niente di memorabile o eccezionale.

So Ji-sub offre una performance sobria (ai limiti dell'inespressività), carismatica e fisicamente convincente nel ruolo dell'allenatore motivazionale con un passato traumatico, comunica molto con lo sguardo , meno con la microespressività facciale, il problema è che in 16 ore questa faccia di cera, con lo sguardo pensoso-penoso-appeso, è sofferente e viene a noia, attendevo un'evoluzione anche emotiva resa da un'interpretazione più di pancia e meno distaccata.
Shin Min-a , è ancora acerba ma si mostra versatile, anche se il trucco prostetico per la versione sovrappeso non è sempre realistico. Riesce comunque a mantenere empatia e presenza scenica.
Henry Lau, adorabile, offre comic relief ma risulta a tratti macchiettistico.
Jung Gyu-woon (l’ex fidanzato) e Yoo In-young (la rivale) incarnano ruoli abbastanza stereotipati.
Il finale mi ha lasciato molta tristezza, finisce in modo grottesco riproponendo il tema del distacco, e togliendo intensità al dispiacere dell'abbandono che c'era stato tempo prima, lei riprende un peso eccessivo in pochissimo tempo e finisce a "macchietta".

Il messaggio di empowerment è ambiguo: da un lato si promuove la salute e l’autostima, dall’altro si lega troppo felicità e bellezza alla magrezza.
La romance non è personalmente memorabile, bensì incompleta, gioca molto su scene di tensione sensuale che poi non sono fisicamente convincenti, non c'è neanche un bacio reso bene, mi è sembrato spesso che sia lei ad andargli dietro e lui a resisterle senza troppo sforzo, preferirà portarla in palestra che a letto. Ditemi voi quali emozioni vi provoca ciò.
Sono molto teneri e cute insieme, significativi anche alcuni discorsi che faranno ma di amore maturo, presenza e crescita INSIEME ne ho vista davvero poca.
Malattie come la neuropatia muscolare e l'ipotiroidismo vengono illustrate con leggerezza e senza alcun fondamento scientifico.

É un dramma gradevole con una storia interessante che non ha affrontato il tema in modo maturo e convincente ma si è perso nei cliché e non ha richiesto troppo a livello di recitazione.
Un voto più alto 10 anni fa poteva starci, nel 2025 con un 7 mi sento generosa. Lo rivedrò , magari a perditempo?
NO GRAZIE!

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Completed
Run On
8 people found this review helpful
Jul 25, 2025
16 of 16 episodes seen
Completed 0
Overall 6.0
Story 6.5
Acting/Cast 6.5
Music 5.0
Rewatch Value 1.0

Si corre .... tra ambizioni narrative e povertà sostanziali

Serie tv di tipo arthouse (indie) del 2021, genere coming of a age (racconto di formazione)/ slice of life (spaccato di vita) e self healing che vanta un folto cast di attori con palmares di tutto rispetto: Im Si Wan è uno degli attori di squid game 2 e 3, summer strike e ha ricevuto da poco un premio per Boyhood 2024. Lei è la FL del Re e la Spia; Sooyoung è una cantante e attrice sudcoreana, ex membro delle Girls' Generation; Kang Tae-oh è stato il ML di Avvocata Woo, Potato Lab e figura anche nel cast di Doom at you service.
A parte loro figurano anche altri attori di un certo spessore, tra cui Kim Seon-ho con un cameo nell'ultimo episodio.
Nonostante l'impiego di un cast di comprovata fama le interpretazioni sono state più che sufficienti ma niente di memorabile o all'altezza delle loro reali possibilità, specialmente per il personaggio principale (che mi dicono essere bravissimo), il quale ha mostrato poca variabilità emotiva, risultando rigido e con pochi spazi di libertà.

Il lavoro parla della maturazione e realizzazione professionale di alcuni ragazzi e tratta tematiche come il nonnnismo nell'atletica, gestione delle dinamiche famigliari, il mondo dello sport e delle agenzie degli idol, quello del cinema e dell'interpretariato. Non ci sono grossi drammi o tragedie, è più un percorso di formazione , riscoperta e riallineamento ai propri obiettivi e valori di vita.
C'è l'abusatissimo tropo del genitore "piovra" che considera i figli come protesi di se stesso e usa la famiglia per sostenere la carriera, pertanto scoraggia relazioni tra ceti sociali differenti imponendo matrimoni.
Il lavoro è piuttosto gradevole, si segue con difficoltà per via dei vergognosi dialoghi non revisionati e non adattati (grazie netflix!) e timing sottotitoli scadente, è noioso a tratti, non ha un ritmo, lo definirei lento.
Non è un romance anche se ci sono delle storie d'amore, tutto si concentra sulla carriera e sul superamento dei propri limiti personali.
Il protagonista principale, l'atleta Ki Seon gyeom, è un uomo apparentemente eccentrico e sui generis ma in realtà soffre di una profonda forma di alienazione personale, legata al dover corrispondere alle elevatissime aspettative genitoriali e varie forme di incuria emotiva, lasciato solo e abbandonato a se stesso è abituato a prendersi cura degli altri, trascurando se stesso, ignora i propri bisogni e le proprie necessità. Quando un compagno di squadra viene ripetutamente picchiato dai compagni scatta in lui una profonda crisi personale che lo costringe e rivalutare la sua stessa esistenza e i propri bisogni. Verrà accompagnato nel suo percorso di riscoperta da una traduttrice in bolletta che ha buone abilità interpersonali e riuscirà a indirizzarlo bene, sembra una storia d'amore, e in effetti c'è, ma visti dall'esterno questi due mi hanno ricordato un rapporto asimmetrico madre- figlio; lei è più una figura materna vicaria che una donna desiderabile per lui. Lei lo considera un bambino e glielo dirà spesso. Pochissime le interazioni fisiche (un bacio) e poca chimica tra di loro.

Run-on è un dramma che è stato decantato spesso per i suoi dialoghi ma ....personalmente li ho trovati pseudo filosofici e privi di sostanza (a parte un paio di frasi), non hanno lasciato segni dentro di me né mi hanno portato ad avviare riflessioni profonde.
Paradossalmente si parla del mondo dei traduttori e sottotitolatori di film e la traduzione di questo lavoro è pessima, priva di adattamento e con timing sballato , assurdo! LOL
Ci sono delle inesattezze quando viene costruito il set e lei non sembra un'interprete ma più un'assistente alla regia. Si parla di film ma i dialoghi sul cinema sono limitati a poche riflessioni, non bene spiegate tra l'altro. Si parla di arte ma non viene approfondito alcun senso sui significati e significanti del linguaggio pittorico.
Si parla di tante cose senza svilupparne adeguatamente nessuna, si toccano solo alcuni temi interessanti che potevano rendere questo drama un vero "arthouse" ma risulta essere incompleto e confuso.
É un drama delicato (approssimativo) e introspettivo ma senza spessore perché:
- è eccessivamente riflessivo, con lunghi dialoghi pseudo filosofici che rallentano l’azione; poco dinamico per il tema sportivo, si parla di corsa ma il ritmo narrativo si muove a malapena (LOL). Inutilmente contemplativo (di cosa poi).
- dialoghi forzatamente profondi o "pseudo-intellettuali", poco naturali e alcuni hanno davvero poco senso nel progresso delle relazioni, e non vengono sviluppati alcuni punti cruciali (la relazione tra il pittore e Seo Dan -ah non si capisce perché si sviluppa, qual è il collante, cosa vede lei nei suoi quadri "vedo te, vedo il tempo che ci dedichi".... in che modo questo dovrebbe scuotermi o colpirmi).
- manca di un vero conflitto centrale che faccia da motore alla storia e si affida troppo a interazioni quotidiane e leggere, che risultano poco coinvolgenti; i conflitti secondari poco sviluppati, anche a livello emotivo e spesso si risolvono troppo in fretta o dal nulla viene mostrata la vita di queste persone dopo la loro risoluzione, il personaggio di Wo-sik poco sviluppato nel suo tormento interiore e nella conseguente riconquista del successo, stessa cosa il rapporto tra Da- An e il pittore, o la sua famiglia.
- finale tiepidissimo, privo di impatto e sottotono per le storie d'amore che si erano sviluppate;
- musica basic, lenta e lagnosa, in pendant con il drama;
- regia e montaggio statici, con frequente uso di elissi e flashback inseriti un po' a caso.
Premio la fotografia , le scene all'aperto hanno un color grading interessante che fa respirare l'occhio, soprattutto le riprese dall'alto dei moli sul mare.

In conclusione, Run On è stato da molti apprezzato per la sua atmosfera pacata, i dialoghi introspettivi e l'attenzione alla crescita personale, ma personalmente l'ho trovato lento, eccessivamente verboso e inutilmente prolisso, con poca tensione drammatica e una gestione discontinua delle sottotrame secondarie.
Le evoluzioni ci sono ma non sono giustificate dal percorso che si vede, non basta scrivere un diario in cui annoti quello che fai o una donna che crede in te per guarire, nei confronti della quale poi sviluppi attaccamento materno scambiandolo per sentimento.
Nonostante una bella fotografia, il ritmo registico e il montaggio sono statici. Niente di “cinematografico” o innovativo come si trova in altri k-drama più recenti.
Vi avviso , dato che nessuno lo ha capito, che il personaggio principale ha un disagio psicologico molto marcato quindi consideratelo come un bambino che impara a muoversi nel mondo.

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Completed
Till the End of the Moon
8 people found this review helpful
Apr 26, 2025
40 of 40 episodes seen
Completed 5
Overall 7.0
Story 7.0
Acting/Cast 7.5
Music 6.5
Rewatch Value 1.0

Maratona di sangue, rabbia e frustrazione! Il ciclo senza sceneggiatura di TILL THE END OF THE MESS!

Effetti speciali : 9/10 (per gli standard cinesi). COSTUMI: 9/10. Sceneggiatura: 5/10.
Ho iniziato attratta dalle recensioni super positive e sotto diverse sollecitazioni; da principio, per i primi 8 episodi ho pensato di trovarmi di fronte ad un lavoro che avrei recensito più generosamente, purtroppo andando avanti mi sono resa conto che non si tratta di un capolavoro, perché manca la scrittura: sembra una “fanfiction per adolescenti”.
Alcuni, troppi episodi sono stati di una noia mortale e ho premuto il tasto "AVANTI" ( non lo faccio mai) . L’ho trovata interessante SOLO per la costruzione del personaggio “Dear Daddy Devil” e la recitazione di Luo Yun Xi e Bai Lu, sicuramente di buon livello 8/10. La abbasso nel complesso perché molti altri attori del cast non hanno avuto la stessa resa, soprattutto Deng Wei (Xiao Lin).
Mi è piaciuto/mi ha divertito il fatto che si suppone che sia "cattivo" ma non fa poi nulla di moralmente spregevole e gli autori hanno girato in tondo con trame ridicole e altri personaggi davvero malvagi per assicurarsi che fosse completamente esente da colpe nella narrazione. Ha letteralmente fatto solo del male ai suoi aggressori e alle persone che lo hanno tradito. Non ferisce mai i veri innocenti. Anche quando prende il suo posto come sovrano nel Jing lo fa nel modo più pacifico possibile, offrendo asilo ai rifugiati dello Sheng, studiando soluzioni e abolendo precedenti e ingiuste misure vessatorie nei riguardi del popolo, fornisce aiuti ai rifugiati e tutti lo rispettano. É letteralmente IMPECCABILE. Non c'è nessun cattivo, per cui NON PUOI NON tifare PER LUI, un uomo bullizzato e maltrattato che per caso sembra anche un personaggio uscito da un fumetto giapponese(MANHUA).

Cosa rende questa serie così acclamata? La figura di Tantai Jin e gli effetti speciali molto buoni, i migliori finora visti in un drama cinese (se li confrontate con quelli americani sono invece appena discreti).
Le riflessioni sul destino, sulla libertà di scelta, sull’importanza di una rete di supporto, di persone che ci amano e si fidano di noi. Quanto delle nostre azioni dipende da noi e quanto invece è influenzato dal modo in cui gli altri ci trattano? Fino a che punto dobbiamo assumerci la responsabilità delle nostre scelte? Vendetta e giustizia sono la stessa cosa? Cos’è più importante: la fiducia o la percezione della verità? Sorprendentemente, la sua storia è interessante e non superficiale. Purtroppo però gli sceneggiatori hanno avuto qualche difficoltà nella progressione della trama, il che ha portato a momenti soporiferi e a scelte non sempre comprensibili, soluzioni improbabili, logicamente nonsense che lo destinano ad un pubblico adolescenziale.
Ho letto un po' ovunque di un amore fantastico, infinito, incommensurabile, totale tra i protagonisti ma in verità ho visto una relazione tossica che somiglia più ad un'ossessione, con evidenti problemi di comunicazione, in cui l'amore da parte del ML viene dimostrato senza tanta convinzione, almeno nell'arco narrativo di Mingye- vita Bo're, poi sarà Bailu( si danno il turno) a essere ambigua e ambivalente con lui, tanto è vero che mutualmente finiscono per determinare esiti tragici e non fanno mai tesoro della lezione (PARLARE ONESTAMENTE E CONFRONTARSI). I momenti in cui si ritrovano inoltre sono privi di emozioni, tranne nell'arco di Mingye.
Inoltre, lui si innamora di lei per qualcosa di speciale, per le sue caratteristiche, per i suoi punti di forza e le sue debolezze o SOLO PERCHE' ERA L'UNICA CHE SE NE PRENDEVA CURA?!? É amore o mancanza di cure materne? É chiaramente un'ossessione legata al senso di solitudine e vuoto del ML, mentre Bailu non commento, hanno creato un brutto personaggio, molto distratto dalla missione, mai chiaro sui propri sentimenti, a volte ci pensa, sembra esserne innamorata, poi se ne dimentica totalmente per aiutare il sesto principe risultando ambivalente, e determinando la giusta gelosia del ML, poi lo odia, poi comprende il malinteso e continua a dirgli di odiarlo nonostante quello sia esente da colpe anzi .. voleva pure tenerla accanto a sé nonostante il malinteso, si ritrovano, lei non vuole tornare con lui ma poi dal nulla all'episodio 35 cambia idea e ci TORNA.
Uno dei personaggi più brutti ma discretamente interpretati da Bailu.
La pessima scrittura si riversa anche nella mia personale percezione di assenza di continuità nell'evoluzione dei personaggi, mi spiego meglio: se analizzo la figura di Tantai Jin dal 1° episodio con il 25° sento come se fossero personaggi diversi, ok l'evoluzione ma deve rimanere un tratto riconoscibile nel personaggio che ne assicuri la personalità, invece, pur essendo bravo l'attore, è come se non riuscisse a legare queste diverse evoluzioni in modo da renderle solo evoluzioni. E non è stato aiutato per nulla dalla scrittura, o forse dai tagli.

Il casting su Luo Yun Xi e Sun Zhen Hi si è rivelato molto calzante. La capacità del protagonista di trasmettere emozioni intense è notevole. Rende in modo struggente e autentico, spesso anche coinvolgente sebbene a volte carichi troppo certe camminate e smorfie per fare il figo risultando invece ridicolo. Lui è perfetto per i ruoli di uomo sofferente e disprezzato ma non in quelli di amante, non mi sembra mai credibile.
Oltre ai protagonisti, mio malgrado, per correttezza è opportuno citare Chen Du Ling per la sua interpretazione di Ye Bing Chang, la sorella della protagonista. Ho visto più bravura qui che in Fangs of fortune, come del resto l'avevo notata in A Journey to Love, nei panni della Imperatrice. É' un'attrice che rende benissimo nei panni della villain, la sua versatilità la rende spendibile anche nei ruoli di buona e remissiva vittima.
È impossibile non apprezzare anche Pian Ran, interpretata da Sun Zhen Ni. Su quest'ultima invece devo dire che non è tanto la bravura quanto un casting azzeccato (è perfetta nei ruoli di volpe, una bitch seduttiva e predatrice).

Parlando di personaggi, è il momento di evidenziare il più grande difetto di questa serie e del suo sceneggiatore: hanno reso tutti così stupidi e sempliciotti (privi di sfumature), con dialoghi inconsistenti che non importa l'epilogo finale. Non vedevo un futuro, a prescindere dal risultato finale.
Molti eventi non avevano senso ( esempio ne cito solo uno: non ha sentimenti da principio ma può provare rancore che è un sentimento) ma non si possono nemmeno chiamare veri e propri buchi di trama, perché in un certo senso avevano una spiegazione: la mancanza di logica, creatività e intelligenza. All’inizio questa cosa mi divertiva, ma presto è diventata frustrante a livelli mai visti. Non sanno come gestire un conflitto e la sua origine, quindi preferiscono rendere il personaggio idiota solo per alcune scene, per preparare il terreno a decisioni insensate. Il tropo narrativo del problema di comunicazione è l'essenza del LAVORO. Capisco l'escamotage per un conflitto momentaneo ma non c'è davvero altro che si può inventare per movimentare e dare un senso, accendere il ritmo, coinvolgere uno spettatore che abbia più di 15 anni??????????????

E mi dispiace perché leggo che le due sceneggiatrici facevano parte del team che ha sceneggiato Blossom in adversity (fioritura imprevista) che invece è molto buono come scrittura (il problema lì è stata l'interpretazione).
È questo il problema dei drama cinesi, investono in un aspetto trascurando tutto il resto. A volte c'è la storia ma non c'è la recitazione, altre c'è l'effetto speciale ma non c'è la storia o c'è la recitazione ma non c'è la regia. Insomma sono del tutto INCAPACI DI PRODURRE QUALCOSA DI COMPLETO, con gli strumenti che hanno a loro disposizione. Già solo il fatto che doppiano in post produzione per l'assenza di apparecchiature adeguate la dice lunga.

Le scene e gli archi narrativi SONO ripetitivi, si riscrivono gli stessi problemi visti qualche episodio prima, con piccole variazioni (e hanno tagliato 16 episodi ho letto, quindi io mi chiedo se davvero per 56 episodi hanno riproposto la stessa minestra insipida e annacquata). Rifiutarsi di dare ai personaggi uno sviluppo caratteriale adeguato finisce per farli ripetere gli stessi errori più volte. È una serie dominata da un solo protagonista, mentre tutti gli altri sono solo sfondo per la sua storia, pertanto comprendo anche che il finale, del tutto illogico e senza bellezza, mostri un epilogo che non vede riuniti i due innamorati, e considerato che fino alla fine non imparano una beata cippa dagli errori del passato non ne ho sofferto minimamente.
A livello di scrittura ho visto delle scopiazzature evidenti : the eternal love (dinamica cecità e prendersi cura dell'amato malato in una capanno con uno dei due ignaro di chi fosse l'altro, le ambientazioni marine e le tragedie continue tra i due amanti ); il corvo del 1994 (Brandon Lee vedeva attraverso il corvo); il pifferaio magico che libera la città dai topi.
Devo comunque un plauso alla regia e dal montaggio, considerando quanto la trama e le scene siano state spesso tagliate o adattate per i 40 episodi totali, tuttavia non so oggi se gli innumerevoli buchi narrativi risentono di questi tagli o se le sceneggiatrici davvero abbiano scritto improvvisando, è il drama peggiore che io abbia mai visto a livello di scrittura. Nel commento in basso se non l'avete notato elencherò gli innumerevoli aspetti incomprensibili che tolgono un senso e una continuità al lavoro.

Trucchi e Costumi molto buoni ma un po' eccessivi sul protagonista che in certe scene sembrava più in gara in un Drag Race (competizione di drag queen) che un diavolo millenario. Gli oggetti di scena invece molto moderni e poco adeguati per una narrazione millenaria, gli artefatti magici a volte interessanti, altre volte banali e imbarazzanti (la giada "soggiogamondo" sembrava una patacca di ceralacca prodotta dal sedere... ).
Divertente in senso imbarazzante la scelta di cambiare abito ai personaggi quando acquisiscono nuovi poteri (come sailor moon).

La colonna sonora se parliamo di musiche non cantate è stata calzante e interessante ma ha avuto anche alcune cadute di stile, tipo l'utilizzo di musiche pop moderno, che stanno bene nei lavori moderni, che non davano intensità e un'aura storica al lavoro.

CGI: molto buona ripeto per essere un cinese ma anche qui ridondante e barocca, con eccessi di fronzoli e una durata eccessiva di battaglie e combattimenti (anche due episodi di 40 minuti per un totale di 80 minuti), per colpire e meravigliare lo spettatore (che forse non ha mai visto un lavoro di Nolan, Cameron o un film della Marvel per lasciarsi incantare solo da questo). Mi dispiace scriverlo perché ho visto che c'è stato un enorme lavoro dietro e Luo Yun Xi si è davvero impegnato e speso tantissimo, non hanno controfigure quindi ha girato delle scene totalmente sospeso a 30 metri da terra. Come performance è stato molto più straziante e convincente in Ashes of love, dove ha rappresentato un'evoluzione in cattivo molto più credibile e sofferente del simpatico TTJ di TTEOTM.

La mia valutazione è di 6,5 ma do mezzo punto per la qualità visiva ed estetica del lavoro, mai vista finora in un lavoro cinese. Buona grafica, pessima la scrittura!
Vi consiglio di staccare a fine dell'episodio 35, se volete un lieto fine.

IN BASSO COME COMMENTO SPOILER TUTTI GLI ASPETTI INCOMPRENSIBILI DEL LAVORO.

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Completed
Mad for Each Other
8 people found this review helpful
Feb 1, 2025
13 of 13 episodes seen
Completed 2
Overall 8.5
Story 7.5
Acting/Cast 9.5
Music 6.0
Rewatch Value 6.5

ATTENTI A QUEI DUE !

Avviso sin da subito che sembra una commedia spassosa e leggera, sia per il trailer, i reel che girano sui social, sia per le scene esilaranti dei primi 4 episodi ma si tratta di un genere drammatico e molto serio.
Il man lead è un poliziotto con problemi di gestione della rabbia che viene incastrato dai superiori, la protagonista femminile invece è una donna con un disturbo post traumatico da stress e un funzionamento reattivo di tipo compulsivo a seguito di violenze nella passata relazione. E il tutto non si è concluso come in un paese normale, siamo in Corea quindi se sei ricco un buon avvocato può persino fartela passare liscia.
In tutto questo i due si incontrano perché sono vicini di casa e vanno dalla stessa psichiatra del loro quartiere.
Inizialmente non andranno d'accordo poi lei si affiderà a lui perché si sentirà più sicura e protetta, lui resterà affascinato dalla sua bellezza, il modo di affidarsi e aver bisogno di lui lo conquisterà totalmente.
Un modo calzante per descrivere la coppia principale in questo drama è "imperfettamente perfetta". Entrambi hanno problemi relazionali, traumi, cicatrici e demoni interiori ma provano a gestirli insieme, lui le sta accanto in modo realistico, in questa coppia ho visto più lui come supportivo e protettivo, lei è indubbiamente meno di aiuto sebbene una sua brillante intuizione lo aiuterà nel lavoro, è un tipo di sviluppo evolutivo e relazionale reso in modo irrealistico ma apprezzabile da vedere.
E' presente anche una seconda coppia improbabile (non è ben chiaro il rapporto che sviluppano, volutamente), è un drama su come le relazioni tra gente strana /sofferente/ impulsiva siano in realtà soluzioni sentimentali percorribili e riempiano l'esistenza.

I protagonisti sono stati all'altezza ma in generale il livello recitativo è molto alto, specialmente la protagonista e il man lead nel suo dimostrare amore incondizionato, ogni emozione, specialmente l'imbarazzo era resa anche da piccoli movimenti microfacciali, risultando molto naturale e dando vita ad un personaggio credibile.
Il drama in totale dura quasi 6 h e 30 quindi si può vedere in uno-due giorni, a seconda del tempo a disposizione, comunque è molto scorrevole.
Sceneggiatura molto buona, il lavoro sui personaggi coerente e attendibile, scenografia discreta ma non eccezionale.
Molti si sono lamentati del personaggio di lei perché eccessivamente dipendente, pavido, bloccato ma, sebbene risulti, almeno personalmente, scomodo da vedere e sopportare, credo che non potrebbe essere diversamente, lo capirete meglio quando verrà illustrato quello che ha passato e il senso di colpa tipico delle vittime che pensano in parte che la loro tragedia sarebbe stata evitabile con qualche accortezza, arrivando a dubitare di se stessi e del proprio discernimento. Tutto ciò, professionalmente lo affermo, è molto comune e realistico.
La storia non è davvero niente di nuovo o geniale, anzi sono i soliti topic coreani e l'idea di come una storia improbabile tra sofferenti psichici sia possibile e terapeutica viene sicuramente dal Lato Positivo, film molto buono di 12 anni fa, tuttavia mi sento di premiare la recitazione.

NEO: I due episodi finali chiudono la narrazione velocemente e, anche se c'è un colpo di scena avvincente, più per come è stato reso che non per l'idea in sé (già vista in altri lavori), li trovo stonati e sottotono, non hanno chiuso in modo soddisfacente il lavoro che poteva mostrare più le dinamiche relazionali di questa coppia.
Inoltre l'ultimo punto non è ben spiegato ( 3 minuti prima della chiusura del lavoro).

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Completed
The Starry Love
8 people found this review helpful
Oct 16, 2024
40 of 40 episodes seen
Completed 0
Overall 7.5
Story 8.0
Acting/Cast 8.0
Music 10
Rewatch Value 7.0

L'importanza di rimanere fedele a se stessi anche se il mondo ti è contro

The Starry Love (星落凝成糖) è un xianxia del 2023, terzo capitolo della "Trilogia del miele", diretto da Zhu Rui Bin e basato sul romanzo di "Once Upon a Time Junhua". La storia ruota attorno a due sorelle gemelle, Qingkui e Yetan, i cui destini si intrecciano con quelli di due mondi opposti dopo uno scambio di matrimoni, tra intrighi, amore, magia e conflitti tra regni.
Pregi
Trama coinvolgente e doppia narrazione:
La storia delle due sorelle offre due linee narrative parallele che si intrecciano, mantenendo alta la tensione e l’interesse. Il legame tra le gemelle è uno degli aspetti più apprezzati, con una rappresentazione sana e solidale del rapporto familiare.
A differenza di molti xianxia tradizionali, la serie inserisce elementi comici, soprattutto nella prima metà, che alleggeriscono la trama senza renderla banale. Questo equilibrio tra umorismo e dramma è stato ben inserito.
Chen Xing Xu si distingue per la capacità di interpretare più personalità, mostrando versatilità. Li Lan Di è convincente e carismatica come Yetan. Anche gli altri membri del cast, come He Xuanlin e Chen Muchi, risultano credibili nei rispettivi ruoli. Specialmente Chen muchi che non conoscevo e mi è sembrato più espressivo e credibile del ML nelle scene d'amore.
L’interazione tra i membri del cast principale, in particolare tra le due sorelle e tra le coppie romantiche, è naturale e coinvolgente. Le dinamiche familiari e sentimentali sono uno dei punti di forza.
É una delle serie più sottovalutate qui su Viki, appassionante e coinvolgente, ottimi effetti speciali e una colonna sonora straordinaria (la mia preferita), con un ritmo narrativo che però annoia per il 40% della serie. Finale non triste ma aperto, dà speranza.... non si può dire che finisca bene .
Protagonista femminile coraggiosa, forte, anticonformista, insegna l'importanza di rimanere fedeli a se stessi nonostante tutto, è questo il grande e vero messaggio della serie.

AMORE
Due storie d'amore come scrivevo prima: la prima si sviluppa subito a seguito di un quasi colpo di fulmine, e procede speditamente, la seconda si forma nella prima parte del drama ma racconta di un amore più profondo, che nasce attraverso la condivisione, il supporto, il sostegno e aiuta l'evoluzione dei personaggi.
La proposta che si porta in scena sostiene il concetto che gli opposti si attraggono, esattamente come yin e yang i protagonisti sono attratti da caratteristiche opposte nei partner, ma sono quelle caratteristiche che li aiuteranno a mettere in discussione se stessi e a migliorare come persone.
Il personaggio maschile , sebbene affascinante, dimostra molti più anni e una maturità che poco si sposa col fascino fresco della protagonista che ne dimostra meno, e sembrano più padre e figlia che due amanti e giovani sposi. Chimica non pervenuta. Nella seconda coppia invece l'attore maschile è stato bravo a mostrare del desiderio , ogni tanto, nei confronti della donna di cui si innamora.
Buone le interpretazioni principali, gli effetti speciali e le ambientazioni nel regno celeste.
Il regno dei demoni mi è sembrato meno curato.

Difetti
Effetti speciali e scenografie:
Alcune scene soffrono per l’uso di CGI mediocri e set poco dettagliati, che possono risultare meno immersivi rispetto ad altri drama fantasy di alto livello.
Ritmo altalenante:
La parte centrale può risultare lenta o ripetitiva, con alcune sottotrame secondarie considerate poco interessanti e che avrebbero potuto essere tagliate per una narrazione più compatta.
Fondamenta romantiche deboli:
La storia d’amore principale risulta poco profonda e poco sviluppata emotivamente, soprattutto rispetto alle aspettative del genere.
Recitazione non sempre omogenea:
Mentre i protagonisti brillano, alcuni attori secondari risultano meno convincenti, in particolare nei ruoli più complessi.
Per questi motivi e per la noia di alcuni episodi porto la mia valutazione a 7,5.

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