New Chinese historical drama 'A Splendid Match' announces premiere date Fin dalla nascita, Gu Jin Zhao, la figlia maggiore della famiglia Gu, è stata cresciuta dai nonni materni. Sebbene sia stata in gran parte ignorata dai suoi genitori biologici, sua nonna l'ha viziata, permettendole di sviluppare una personalità unica e determinata. Al suo ritorno nella famiglia d'origine, Jin Zhao si rifiuta di piegarsi alla volontà altrui mentre cerca di affermare il proprio posto nella gerarchia familiare, attirando l'attenzione di diversi uomini, tra cui il potente ministro Chen San Ye, il figlio di un nobile Ye Xian e il gentiluomo Chen Xuan Qing. Data la sua infanzia fuori dal comune, Jin Zhao è consapevole che la scelta del marito influenzerà profondamente il corso della sua vita, soprattutto se desidera diventare una donna influente. Riuscirà a raggiungere i suoi obiettivi? (Fonte: Viki) Modifica la Traduzione
- Italiano
- 中文(简体)
- Deutsch
- Bahasa Indonesia
- Titolo Originale: 良陈美锦
- Conosciuto Anche Come: Liang Chen Mei Jin , 良陳美錦
- Regista: Jin Xiong Hao
- Generi: Storico, Romantico
Dove Guardare Liang Chen Mei Jin
Cast & Ringraziamenti
Recensioni
Drama maturo e imperfetto, che non cerca la bellezza nei filtri o scuse per i difetti
Drama storico cinese dedito a un costante bilanciamento dell’equilibrio tra tenerezza e durezza. A visione conclusa, la sensazione è quella di aver assistito a qualcosa di imperfettamente umano, più che a un intrattenimento levigato e ad effetto.Il punto di forza assoluto è la coppia protagonista: Gu Jin Zhao e Chen Yan Yun sono due personaggi davvero credibili, ben caratterizzati e che vivono una matura e silenziosa costruzione della fiducia, fondata sul rispetto reciproco e non su conflitti forzati o gelosie esagerate. L’intelligenza di Jin Zhao non viene mai sbandierata, ma si dimostra con i fatti: nelle strategie politiche, nella gestione della reputazione e nel controllo delle emozioni. Chen Yan Yun è un uomo potente e solo, il cui dolore non è mai urlato ma trattenuto in silenzi e sguardi ancor più significativi, in una compostezza che ne fa uno dei personaggi maschili più complessi del genere. La scena in cui riceve la lettera di divorzio è uno dei momenti più intensi e toccanti dell’intero drama.
Ye Xian, il secondo protagonista maschile, è invece una figura dolorosa e crepuscolare: una vita, la sua, che sembra basata costantemente sul tempismo mancato di un puntuale e lieve ritardo, e la sua storia d’amore impossibile con Jin Zhao si trasforma in un lutto emotivo che il drama scolpisce giocando su immagini contrastanti, come il corteo nuziale che incrocia quello funebre. La relazione tra i due uomini rivali supera inoltre ogni cliché: pur amando la stessa donna, lavorano insieme per il paese e finiscono per rispettarsi profondamente, imbastendo un rapporto quasi fraterno.
Cast oserei dire azzeccato: Ren Min e Ci Sha – quasi coetanei sebbene i loro ruoli diano l’impressione di un divario anagrafico maggiore – offrono interpretazioni misurate e intense, supportate da una fotografia che non ammorbidisce i volti in una perfezione irreale, restituendo invece una gamma di texture e di ombre vere. Le svariate scene romantiche promuovono una buona chimica di coppia, sebbene il coinvolgimento non sia stato per me stellare, ma questo è un aspetto estremamente soggettivo. Nonostante ciò, ho davvero apprezzato la caratterizzazione di ambedue i protagonisti.
Il punto più debole è la struttura narrativa, specialmente nell’ultima parte. Intorno alla trentesima puntata la storia inizia a vacillare, gli eventi si accavallano in modo confuso e le sottotrame politiche perdono mordente, come se mancassero gli episodi necessari a chiudere il tutto dignitosamente. La fine riservata a un certo numero di personaggi, pur ragionevole per certi versi, sa comunque un po’ di soluzione di comodo: non mi entusiasmano mai né le redenzioni collettive né tanto meno le dipartite di massa, sono sempre misure quantitativamente sbilancianti, difficilmente lineari ma spesso utili a risolvere nodi diventati troppo ingarbugliati da sciogliere altrimenti. La conclusione, in particolar modo, è sbrigativa e insoddisfacente e lascia con più domande che risposte, sia rispetto alla risoluzione con le figure antagoniste che in merito al romance, sul quale il sipario cala bruscamente, dando più la sensazione di uno stacco pubblicitario che di un epilogo vero e proprio.
Punto di demerito per la colonna sonora, il cui investimento lascia alquanto a desiderare: i brani sono piatti e fin troppo generici, per un’opera che nelle immagini e nella recitazione risulta invece molto più ricca.
Al di là dei difetti resta però un drama che propone una riflessione interessante, matura e talvolta impietosa sui sistemi di potere che soffocano l’individuo, sulla solitudine del comando e sul prezzo altissimo da pagare per restare umani dentro macchine politiche spietate. Non è un gioiello perfetto, ma di certo un buon drama che merita tutto il tempo dedicatogli.
Non ci hanno creduto fino in fondo
Bel drama storico, ma ci sono state cose che meritano meno del mio voto. Quindi ho deciso di fare una recensione per categoria, così da esprimere le mie considerazioni per un drama da moltissimi considerato come capovolavoro.Vi prego di considerare che a seguire ci sarà solo ed esclusivamente un parere soggettivo.
Scene di guerra → 10
Le scene di guerra (degli ultimi episodi) mi sono piaciute molto, perché più vicine alla realtà rispetto al solito. Il combattimento corpo a corpo è di una brutalità inaudita, e qui credo sia stato rappresentato davvero bene.
La storia → 7
Intrighi, gelosie, giochi di potere, sono quasi sempre alla base di questi drama e sono quelli che mi tengono incollata fino alla fine, quando sono ben bilanciati e mai troppo teatrali.
Non ho trovato grandi colpi di scena o “plot twist” sconvolgenti, ho però apprezzato le reazioni dei due pretendenti che non sono riusciti a conquistare il cuore della protagonista: sono state molto più realistiche del solito, mostrando non solo il dolore ma anche quell'ossessione di chi non accetta il rifiuto.
La storia, che narra le vicende dei due protagonisti Chen Yan Yun e Gu Jin Zhao, è ben articolata e sviluppata, ma fino ad un certo punto.
Il drama aveva un grandissimo potenziale, ma ciò di cui mi sono accorta verso la metà è che la storia mancava di intenzioni potenti e solide tali da sorreggere 40 episodi.
Persino il salto temporale di 3 anni (durante i quali Gu Jin Zhao trascorre il periodo di lutto a casa della nonna materna, con la quale è cresciuta), mostra che tutto è rimasto sospeso, in particolare il rapporto con Chen Yan Yune e il giovane marchese Ye Xian (entrambi innamorati di lei), e il giovane re, che in 3 anni non cresce fisicamente “ma è maturato rapidamente”. Personalmente l’ho trovato assurdo.
Ci sono personaggi che spariscono, che muoiono e, salvo per il giovane marchese, tutto sembra scorrere in modo quasi indifferente, come se non scalfisse nel profondo i due protagonisti, che dal canto loro sono presi del tutto da un unico obiettivo: sconfiggere definitivamente il maestro di Chen Yan Yun. Raggiunto questo obiettivo, tutto finisce, nel vero senso della parola.
Finale → 4
Dire che sono rimasta delusa del finale è riduttivo. Sono rimasta letteralmente a bocca aperta, smarrita perché non capivo. Non so cosa pensasse il regista, ma ha mandato in fumo (insieme alla casa del maestro) l’occasione di mostrarci un po’ di vita tranquilla dei due protagonisti, insieme ai loro figli.
Invece niente. Il nulla.
Ci viene mostrata la fine del maestro e di sua moglie nella loro casa che va a fuoco. Ma ciò che mi ha lasciata basita è la scelta di come costruire il finale.
Chen Yan Yun si trova al confine e rischia di morire se gli aiuti non arriveranno dalla capitale. Il maestro fa di tutto per ritardare gli aiuti, perché lo vuole morto. Gu Jin Zhao, quindi, decide di sfoderare una spada e andare a casa del maestro per costringerlo a dare il via libera.
E qui ho pensato “wow, qui sì che viene fuori tutto l’orgoglio e la forza di questo personaggio”.
Ed invece no. Di fronte al maestro, lascia cadere la spada e inginocchiandosi lo implora di mandare gli aiuti al marito, dicendo che in cambio lei si sarebbe avvelanata. E qui ho capito che il finale era andato a farsi benedire.
Ciò che è successo dopo ha dell’assurdo:
- lei resta in ostaggio in casa del maestro per almeno 10 giorni (in precedenza si era detto che ci volevano cinque giorni per arrivare dalla capitale);
- Chen Yan Yun, ferito e moribondo per l’ennesima volta, torna nella capitale e va a casa del maestro a salvare Gu Jin Zhao;
- il maestro mostra a Chen Yan Yun un tomo nel quale sono raccolte tutte le sue idee politiche a favore del popolo;
- la moglie del maestro minaccia Jin Zhao con una spada alla gola, e muore quasi subito;
- la casa va a fuoco, Yan Yun prende in braccio Jin Zhao, che intanto ha il tomo, e la porta via… in braccio… anche se lei sta bene.
- FINE.
Coinvolgimento → 7
Devo essere sincera... Non farei un re-watch.
Non mi ha coinvolta emotivamente. Non ho sentito quella fitta allo stomaco quando i protagonisti soffrivano. Non ho versato una sola lacrima (ed io sono una dalla lacrima facile).
Ciò che più mi ha lasciata perplessa è stato il non riuscire a vedere quella chimica tra i protagonisti che tutti dicono di vedere.
Ci sono attori che riescono a stabilire un'intesa con i co-protagonisti, tale da farti arrivare ogni tipo di emozione. Qui non ho avvertito questa sensazione, e mi dispiace proprio tanto doverlo dire, perché i due personaggi (soprattutto lui) agiscono con un forte senso di protezione e amore reciproco.
Purtroppo però i due attori non mi hanno fatto “sentire” nemmeno le farfalle nello stomaco.
Abbracci, baci… Tutto talmente casto e controllato da risultare forzato.
Ciò non significa che gli attori non siano stati bravi, anzi. Solo che per me non si sono lasciati coinvolgere dalla storia dei personaggi (ma forse il mio errore è stato guardare questo drama dopo aver fatto il re-watch di Love Like the Galaxy... e chi lo ama sa a cosa voglio dire).
Insomma, se dovessi riassumere con una frase direi che l’intenzione c‘era, ma forse non ci hanno creduto fino in fondo.


























