Romance coinvolgente capace di resistere alla prova del tempo (ma non a quella della coerenza)
Tratto dall’omonimo web novel – “Zhui Luo” – il drama è una commedia romantica sul tema dell’amore che sopravvive alla prova del tempo e sulla malinconica consapevolezza che certi legami, una volta stretti, non si sciolgono mai del tutto. La vicenda attraversa l’età dell’adolescenza e poi quella adulta, seguendo la tormentata storia tra Zhou Wan e Lu Xixiao, in un romance che da una parte scalda il cuore ma dall’altra si lascia dietro un’amara scia di frustrazione.
Partiamo dal principale punto di forza della serie: al primo posto, sicuramente, c’è la sintonia tra i due protagonisti. La loro interazione risulta naturale e spontanea e, soprattutto nel loro frequentarsi da giovani, sembra che ogni piccolo gesto e ogni sguardo sia uscito dalla vita reale piuttosto che da un copione. Il drama offre una quantità impressionante di teneri momenti tra i due, dove il magnetismo della coppia è davvero indiscutibile e soddisfa il lato più empatico dello spettatore. Da appassionata di storie d’amore non ho potuto non seguire con interesse tutti i momenti condivisi, da quelli di vita ordinaria alle scene più intense e drammatiche. Insieme funzionano, insomma.
Rispetto alla caratterizzazione dei due personaggi, sono un po’ combattuta. Di Lu Xixiao mi sono piaciute principalmente due cose: in primis non si è rivelato essere la classica red flag da redimere, l’idea di lui quale giovane arrogante, freddo e ribelle deriva da un pregiudizio che viene smontato praticamente subito. Ha il suo passato pesante, la sua situazione famigliare decisamente difficile, ma è una figura indubbiamente positiva e questo mi è piaciuto perché è stata una mossa inaspettata, ovvero far credere di avere a che fare con l’ennesimo “bad boy” per poi scoprire quasi subito le carte e trovarle totalmente diverse. Altro aspetto originale è il fatto che sia rimasto perennemente innamorato di lei e, tolto un finto astio iniziale nel momento del loro ritrovo, torna ad essere palesemente e irrimediabilmente interessato a Zhou Wan. Non è forse un tratto che caratterizzerebbe quello che spesso nell’immaginario è un protagonista orgoglioso e “figo”, ma forse dipinge una figura molto più umana e comune: un amore condiviso, quando finisce, può continuare a vivere come amore a senso unico, trascendendo l’idea di debolezza e, per assurdo, anche di buonsenso. Puoi continuare ad amare una persona che non ti ama più? Penso possa accadere, e penso anche che in certi casi non si possa “decidere” di fare diversamente, per quanto si possa forzare la logica sui sentimenti.
Anche Zhou Wan si è rivelata una protagonista atipica, e qui i casi sono due: o la si voleva dipingere proprio così e allora - per quanto non mi susciti simpatia – posso dirla ben riuscita, oppure l’obiettivo era differente e non è stato proprio centrato, il che forse è anche peggio. Di fatto ci viene presentata una FL per la quale viene sempre più difficile tifare: va bene la triste storia, ma il suo approccio è spesso mirato a un tornaconto. Inizialmente lo avvicina per via della madre, poi sviluppa dei sentimenti e trova utile averlo a supporto, quindi decide di lasciarlo – per il bene suo, di lei, di entrambi… Ma, soprattutto, perché il drama doveva creare una rottura tragica, mi viene da dire – e infine eccola a riabbracciare una seconda chance, dove si appoggia nuovamente a lui. Funziona se la vediamo come una FL atipica alla quale si vogliono attribuire una buona serie di difetti, se invece l’intento era quello di portare in scena un’eroina pronta a sacrificarsi nel mentre che diventava più forte e coraggiosa, allora no, tentativo non affatto riuscito.
Rispetto ai difetti, tutto ciò che non funziona deriva principalmente da due aspetti. Uno è sicuramente una caratterizzazione superficiale dei personaggi, quelli secondari mancano proprio di un minimo di introspezione – basti pensare all’amico/fratellastro o alla madre di lei, per non parlare della famiglia di lui – mentre per i protagonisti c’è un livello di maturità fastidiosamente incostante e, di conseguenza, incoerente. Questo si lega un po’ all’altro aspetto sul quale c’è stato un pesante scivolone, mi riferisco alla credibilità della sceneggiatura. Da una parte c’è l’idea alla base della storia, dall’altra la volontà – o meglio la necessità – di generare momenti specifici che tocchino questioni come sfida, rottura, fraintendimenti, e via dicendo. Il problema è che non si è cercato di costruire qualcosa di solido e sensato, per cui il risultato è stato vedere i due protagonisti in modalità bipolare tra approcci maturi/responsabili e reazioni infantili/superficiali. Cerco di spiegarmi meglio: all'inizio vediamo Lu Xixian sfidare apertamente il padre in più occasioni e quest’ultimo portarsi a casa uscite e mosse infelici da parte sua senza battere ciglio – compreso l’intralcio nel giorno del matrimonio – quasi non avesse modo di gestire il figlio. Seguendo questa linea il nostro bravo ragazzo sente di poter gestire l'intera situazione, proteggere la sua ragazza, rivendicare un’autonomia nelle proprie scelte… Che sfuma non appena il padre butta lì una delle sue mille minacce a caso. Per la serie: avevi fatto bene i conti – in termini di mezzi e di potere – prima di imbarcarti nell’impresa? Evidentemente no, tant’è che si ritrova chiuso in casa come un bambino messo in punizione con tanto di telefonino sequestrato. Ma dai.
Da questo punto di vista non va certo meglio a Zhou Wan: è giovanissima ma manda avanti l’economia di casa e si occupa della nonna malata. Sembra il ritratto della maturità e della responsabilità, salvo poi avviare una sorta di battaglia che sa anche di rivalsa nei confronti della madre che l’aveva abbandonata, anche qui senza avere però grandi risorse e improvvisando un giorno dopo l’altro. Il peggio però è il momento della rottura con Lu Xixiao: lo abbandona su due piedi mentre giocano… A nascondino? Seriamente, c’è da sotterrarsi sotto una piastrella bella spessa per l’imbarazzo. Probabilmente gli sceneggiatori dovrebbero anche rileggere ciò che scrivono, così da impallidire per alcuni passaggi che rasentano il ridicolo, e riscrivere qualcosa di più decente. Il finale è un po' un concentrato di banalità stucchevoli, l'intero ultimo episodio è un capitolo extra - tutte le questioni si sono risolte nel precedente - ad alto tasso glicemico.
A livello di recitazione, comunque, buona la prova di entrambi. Due attori ancora un po’ acerbi ma con possibilità di crescita. Tra i due, lui un passo avanti a lei nella misura in cui ha saputo far trasparire in maniera credibile la vulnerabilità del proprio personaggio, un ragazzo che si lascia fondamentalmente usare pur di non perdere la persona amata. In lei sarebbe dovuto trasparire il profondo conflitto interiore che invece sembra destinato a non vedere la luce (e nemmeno lo spettatore). A livello espressivo, in particolar modo, ho notato un brusco e continuo salto tra l’espressione imperturbabile da “sfinge” e l’entusiasmo forse eccessivo nei momenti di levità, dove gli occhioni forzatamente a sofficino e un sorriso esagerato la facevano sembrare una bambina di sei anni all’apertura dei regali la mattina di Natale. Adulta felice è una cosa, bimba esaltata un’altra. Poca naturalezza, per quanto mi riguarda.
Sul fronte tecnico direi che si attesta nella media, dalla fotografia, al montaggio, alla regia. OST azzeccata, molti i brani che ho trovato calzanti e capaci di amplificare i momenti salienti, primo tra tutti “Frozen heart”: anche se solitamente non condivido molto la scelta di abbinare a drama asiatici canzoni con testi interamente in inglese, devo dire che la melodia mi è piaciuta davvero molto.
In definitiva, un romance con due protagonisti forse meno tipici del solito ma destinati ad attraversare i soliti clichè e pure imbastiti in modo traballante. Non è un drama che convince per la coerenza e la credibilità, o per un livello tecnico particolarmente meritevole. La coppia principale è però molto piacevole da vedere e, se ci si dimentica di tutto ciò che da un punto di vista logico non torna completamente e ci si limita a percepire la chimica tra i protagonisti, può anche bastare per una visione comunque complessivamente gradevole.
Questo è quello che può dare, per cui patti chiari fin dall’inizio, visione piacevole. Se ci si aspetta invece di più, meglio orientarsi altrove.
Partiamo dal principale punto di forza della serie: al primo posto, sicuramente, c’è la sintonia tra i due protagonisti. La loro interazione risulta naturale e spontanea e, soprattutto nel loro frequentarsi da giovani, sembra che ogni piccolo gesto e ogni sguardo sia uscito dalla vita reale piuttosto che da un copione. Il drama offre una quantità impressionante di teneri momenti tra i due, dove il magnetismo della coppia è davvero indiscutibile e soddisfa il lato più empatico dello spettatore. Da appassionata di storie d’amore non ho potuto non seguire con interesse tutti i momenti condivisi, da quelli di vita ordinaria alle scene più intense e drammatiche. Insieme funzionano, insomma.
Rispetto alla caratterizzazione dei due personaggi, sono un po’ combattuta. Di Lu Xixiao mi sono piaciute principalmente due cose: in primis non si è rivelato essere la classica red flag da redimere, l’idea di lui quale giovane arrogante, freddo e ribelle deriva da un pregiudizio che viene smontato praticamente subito. Ha il suo passato pesante, la sua situazione famigliare decisamente difficile, ma è una figura indubbiamente positiva e questo mi è piaciuto perché è stata una mossa inaspettata, ovvero far credere di avere a che fare con l’ennesimo “bad boy” per poi scoprire quasi subito le carte e trovarle totalmente diverse. Altro aspetto originale è il fatto che sia rimasto perennemente innamorato di lei e, tolto un finto astio iniziale nel momento del loro ritrovo, torna ad essere palesemente e irrimediabilmente interessato a Zhou Wan. Non è forse un tratto che caratterizzerebbe quello che spesso nell’immaginario è un protagonista orgoglioso e “figo”, ma forse dipinge una figura molto più umana e comune: un amore condiviso, quando finisce, può continuare a vivere come amore a senso unico, trascendendo l’idea di debolezza e, per assurdo, anche di buonsenso. Puoi continuare ad amare una persona che non ti ama più? Penso possa accadere, e penso anche che in certi casi non si possa “decidere” di fare diversamente, per quanto si possa forzare la logica sui sentimenti.
Anche Zhou Wan si è rivelata una protagonista atipica, e qui i casi sono due: o la si voleva dipingere proprio così e allora - per quanto non mi susciti simpatia – posso dirla ben riuscita, oppure l’obiettivo era differente e non è stato proprio centrato, il che forse è anche peggio. Di fatto ci viene presentata una FL per la quale viene sempre più difficile tifare: va bene la triste storia, ma il suo approccio è spesso mirato a un tornaconto. Inizialmente lo avvicina per via della madre, poi sviluppa dei sentimenti e trova utile averlo a supporto, quindi decide di lasciarlo – per il bene suo, di lei, di entrambi… Ma, soprattutto, perché il drama doveva creare una rottura tragica, mi viene da dire – e infine eccola a riabbracciare una seconda chance, dove si appoggia nuovamente a lui. Funziona se la vediamo come una FL atipica alla quale si vogliono attribuire una buona serie di difetti, se invece l’intento era quello di portare in scena un’eroina pronta a sacrificarsi nel mentre che diventava più forte e coraggiosa, allora no, tentativo non affatto riuscito.
Rispetto ai difetti, tutto ciò che non funziona deriva principalmente da due aspetti. Uno è sicuramente una caratterizzazione superficiale dei personaggi, quelli secondari mancano proprio di un minimo di introspezione – basti pensare all’amico/fratellastro o alla madre di lei, per non parlare della famiglia di lui – mentre per i protagonisti c’è un livello di maturità fastidiosamente incostante e, di conseguenza, incoerente. Questo si lega un po’ all’altro aspetto sul quale c’è stato un pesante scivolone, mi riferisco alla credibilità della sceneggiatura. Da una parte c’è l’idea alla base della storia, dall’altra la volontà – o meglio la necessità – di generare momenti specifici che tocchino questioni come sfida, rottura, fraintendimenti, e via dicendo. Il problema è che non si è cercato di costruire qualcosa di solido e sensato, per cui il risultato è stato vedere i due protagonisti in modalità bipolare tra approcci maturi/responsabili e reazioni infantili/superficiali. Cerco di spiegarmi meglio: all'inizio vediamo Lu Xixian sfidare apertamente il padre in più occasioni e quest’ultimo portarsi a casa uscite e mosse infelici da parte sua senza battere ciglio – compreso l’intralcio nel giorno del matrimonio – quasi non avesse modo di gestire il figlio. Seguendo questa linea il nostro bravo ragazzo sente di poter gestire l'intera situazione, proteggere la sua ragazza, rivendicare un’autonomia nelle proprie scelte… Che sfuma non appena il padre butta lì una delle sue mille minacce a caso. Per la serie: avevi fatto bene i conti – in termini di mezzi e di potere – prima di imbarcarti nell’impresa? Evidentemente no, tant’è che si ritrova chiuso in casa come un bambino messo in punizione con tanto di telefonino sequestrato. Ma dai.
Da questo punto di vista non va certo meglio a Zhou Wan: è giovanissima ma manda avanti l’economia di casa e si occupa della nonna malata. Sembra il ritratto della maturità e della responsabilità, salvo poi avviare una sorta di battaglia che sa anche di rivalsa nei confronti della madre che l’aveva abbandonata, anche qui senza avere però grandi risorse e improvvisando un giorno dopo l’altro. Il peggio però è il momento della rottura con Lu Xixiao: lo abbandona su due piedi mentre giocano… A nascondino? Seriamente, c’è da sotterrarsi sotto una piastrella bella spessa per l’imbarazzo. Probabilmente gli sceneggiatori dovrebbero anche rileggere ciò che scrivono, così da impallidire per alcuni passaggi che rasentano il ridicolo, e riscrivere qualcosa di più decente. Il finale è un po' un concentrato di banalità stucchevoli, l'intero ultimo episodio è un capitolo extra - tutte le questioni si sono risolte nel precedente - ad alto tasso glicemico.
A livello di recitazione, comunque, buona la prova di entrambi. Due attori ancora un po’ acerbi ma con possibilità di crescita. Tra i due, lui un passo avanti a lei nella misura in cui ha saputo far trasparire in maniera credibile la vulnerabilità del proprio personaggio, un ragazzo che si lascia fondamentalmente usare pur di non perdere la persona amata. In lei sarebbe dovuto trasparire il profondo conflitto interiore che invece sembra destinato a non vedere la luce (e nemmeno lo spettatore). A livello espressivo, in particolar modo, ho notato un brusco e continuo salto tra l’espressione imperturbabile da “sfinge” e l’entusiasmo forse eccessivo nei momenti di levità, dove gli occhioni forzatamente a sofficino e un sorriso esagerato la facevano sembrare una bambina di sei anni all’apertura dei regali la mattina di Natale. Adulta felice è una cosa, bimba esaltata un’altra. Poca naturalezza, per quanto mi riguarda.
Sul fronte tecnico direi che si attesta nella media, dalla fotografia, al montaggio, alla regia. OST azzeccata, molti i brani che ho trovato calzanti e capaci di amplificare i momenti salienti, primo tra tutti “Frozen heart”: anche se solitamente non condivido molto la scelta di abbinare a drama asiatici canzoni con testi interamente in inglese, devo dire che la melodia mi è piaciuta davvero molto.
In definitiva, un romance con due protagonisti forse meno tipici del solito ma destinati ad attraversare i soliti clichè e pure imbastiti in modo traballante. Non è un drama che convince per la coerenza e la credibilità, o per un livello tecnico particolarmente meritevole. La coppia principale è però molto piacevole da vedere e, se ci si dimentica di tutto ciò che da un punto di vista logico non torna completamente e ci si limita a percepire la chimica tra i protagonisti, può anche bastare per una visione comunque complessivamente gradevole.
Questo è quello che può dare, per cui patti chiari fin dall’inizio, visione piacevole. Se ci si aspetta invece di più, meglio orientarsi altrove.
Was this review helpful to you?

4
17
1
1
1
1
1
2
1
2
1
3
3

