This review may contain spoilers
Cosa succede se una persona ha dimenticato che la ami, ma ricorda ancora che la odi?
IN SINTESI – Drama BL coreano-thailandese (attori/romanzo d’ispirazione/scene girate in Corea, produzione Thai), un binomio a me del tutto nuovo. L’incipit stimola la curiosità, alcuni punti di vista sono interessanti e l’influenza Thai nelle scene d’amore funziona a dovere, ma il drama non è esente da crepe che la breve durata rende ancora più evidenti.
LA STORIA – Ki Ha Neul si risveglia dopo un incidente d’auto senza memoria degli ultimi dieci anni. Nella sua mente è ancora il ragazzo diciannovenne costantemente in competizione per le ragazze con il suo nemico di sempre, il coetaneo Yeo Sae Byeok. La realtà attuale, però, è incredibilmente spiazzante: da ben sette anni fa coppia e convive proprio con Sae Byeok, che nel frattempo è diventato una star di successo.
TEMI PRINCIPALI – L’amnesia gioca sicuramente un ruolo chiave in questo drama e promuove la tensione emotiva attorno alla quale si sviluppa la vicenda. Pur essendo tra i più abusati – e spesso ormai temuti – cliché, va detto che in questo caso viene proposta da un’angolazione inedita: il corpo di Ha Neul sembra ricordare – ad esempio col battito istintivamente accelerato vicino a Sae Byeok – la loro relazione, comprovata da foto di coppia e affettuosi SMS, ma la sua coscienza non riesce ad accettare questa realtà. I primi episodi mostrano in modo efficace il conflitto cognitivo-emotivo di Ha Neul, trasmettendo molto bene la sensazione di disagio e smarrimento che vive il giovane protagonista, circondato da persone care che non fanno che ripetergli che lui è innamorato di Sae Byeok, quando la sua mente ricorda invece solo il rancore che provava nei suoi confronti. Paradossalmente, però, il punto di vista che ho trovato più innovativo e meno scontato è quello di Sae Byeok, già che l’amnesia di Ha Neul pone anche lui in una situazione difficile (da qui il titolo della recensione): sopportare di non essere ricordati dall’altro, di non sentirsi più amato, ma addirittura detestato. Una relazione che sembra essere stata cancellata di punto in bianco, ma che Sae Byeok ricorda benissimo. Quanto forzare, quanto aspettare, quanto adattarsi, quanto confidare: tutte valutazioni che fanno capire quanto il personaggio si ritrovi a muoversi in un campo minato. Se Ha Neul è disorientato ma si muove secondo sentimento, Sae Byeok si trova in una posizione per certi versi ancora più scomoda: sopprimere le proprie necessità per dare la priorità ai bisogni dell’altro.
Vi è infine un piccolo accenno al lato oscuro dell’industria Idol: fan che diventano stalker, pressione psicologica da parte delle agenzie sugli artisti. Tuttavia il tema viene affrontato in maniera sbrigativa e superficiale, tanto da rendere davvero poco credibili e senza molto senso le figure dei due antagonisti (non abbiamo uno, ma ben due stalker, a conti fatti). A penalizzarne lo sviluppo sono sia la ridotta durata del drama sia la sceneggiatura stessa, che consente a una condannata per stalker di continuare bellamente a inviare minacce di morte dal carcere piuttosto che di coinvolgere un complice con la stessa naturalezza con la quale si chiede che ore sono. La domanda che sovviene alla mente dello spettatore è scontata: Ma in quale mondo può accadere una cosa simile? Ovviamente nessuno! Stesso discorso per altri passaggi, vedi quando Ha Neul entra liberamente e senza farsi annunciare nella stanza d’ospedale di Sae Byeok, con tanto di nome scritto fuori dalla porta e nessuno a presidiare l’accesso alla camera di degenza di una superstar... Per farla breve, gli espedienti narrativi sono stati inseriti un po’ a casaccio e solo per comodità, in barba a qualsiasi logica e credibilità.
CAST: Limitando la riflessione ai due attori principali – è quel genere di drama dove le figure secondarie hanno puramente funzione di contorno marginale – troviamo due nomi alla prima esperienza quali protagonisti di una BL (o protagonisti di un drama in generale). Hwang Jun Su ha sicuramente il ruolo più complesso ma è anche quello che porta a casa la prova più convincente, rendendo credibile lo smarrimento di un giovane preso in giro dal destino. Lee Jae Woon appare più in fatica: tutto il dolore e l’amore trattenuti, oltre alla sopportazione dell’anomala situazione non traspaiono dalla sua recitazione ingessata e poco espressiva. Le scene in cui funzionano meglio, come coppia, sono quelle più intime, dove la chimica tra i due è effettivamente innegabile e regala sequenze solitamente rare nelle BL coreane, più esplicite e senza baci a stampo, audaci ma mai volgari.
ASPETTI TECNICI – La produzione (WeTV Original) garantisce un punto a favore rispetto al comparto tecnico: fotografia, luci, le tinte malinconiche in linea con la sensazione di nostalgia e smarrimento dovute all’amnesia… Tutto segue un senso ed è ben bilanciato. Anche la colonna sonora, in particolar modo quella solo strumentale, è calzante.
IN CONCLUSIONE – Un esperimento che mescola i tratti tipici delle BL coreane e scene sensuali tipiche delle BL Thai, curioso per certi versi, confusionario e con notevoli margini da migliorare per altri. Un tentativo degno di rispetto, complessivamente buono, grazie anche al bonus “la chimica salva tutto”, ma che non riesce ad andare oltre: sceneggiatura, recitazione e finale (a dir poco frettoloso) fanno fatica a raggiungere l’asticella della sufficienza. Diciamo che è un drama godibile per shippare la coppia, ma un po’ frustrante se si va invece ad analizzarne la trama. Tirando le somme: gran bel concept, storia non altrettanto all’altezza.
LA STORIA – Ki Ha Neul si risveglia dopo un incidente d’auto senza memoria degli ultimi dieci anni. Nella sua mente è ancora il ragazzo diciannovenne costantemente in competizione per le ragazze con il suo nemico di sempre, il coetaneo Yeo Sae Byeok. La realtà attuale, però, è incredibilmente spiazzante: da ben sette anni fa coppia e convive proprio con Sae Byeok, che nel frattempo è diventato una star di successo.
TEMI PRINCIPALI – L’amnesia gioca sicuramente un ruolo chiave in questo drama e promuove la tensione emotiva attorno alla quale si sviluppa la vicenda. Pur essendo tra i più abusati – e spesso ormai temuti – cliché, va detto che in questo caso viene proposta da un’angolazione inedita: il corpo di Ha Neul sembra ricordare – ad esempio col battito istintivamente accelerato vicino a Sae Byeok – la loro relazione, comprovata da foto di coppia e affettuosi SMS, ma la sua coscienza non riesce ad accettare questa realtà. I primi episodi mostrano in modo efficace il conflitto cognitivo-emotivo di Ha Neul, trasmettendo molto bene la sensazione di disagio e smarrimento che vive il giovane protagonista, circondato da persone care che non fanno che ripetergli che lui è innamorato di Sae Byeok, quando la sua mente ricorda invece solo il rancore che provava nei suoi confronti. Paradossalmente, però, il punto di vista che ho trovato più innovativo e meno scontato è quello di Sae Byeok, già che l’amnesia di Ha Neul pone anche lui in una situazione difficile (da qui il titolo della recensione): sopportare di non essere ricordati dall’altro, di non sentirsi più amato, ma addirittura detestato. Una relazione che sembra essere stata cancellata di punto in bianco, ma che Sae Byeok ricorda benissimo. Quanto forzare, quanto aspettare, quanto adattarsi, quanto confidare: tutte valutazioni che fanno capire quanto il personaggio si ritrovi a muoversi in un campo minato. Se Ha Neul è disorientato ma si muove secondo sentimento, Sae Byeok si trova in una posizione per certi versi ancora più scomoda: sopprimere le proprie necessità per dare la priorità ai bisogni dell’altro.
Vi è infine un piccolo accenno al lato oscuro dell’industria Idol: fan che diventano stalker, pressione psicologica da parte delle agenzie sugli artisti. Tuttavia il tema viene affrontato in maniera sbrigativa e superficiale, tanto da rendere davvero poco credibili e senza molto senso le figure dei due antagonisti (non abbiamo uno, ma ben due stalker, a conti fatti). A penalizzarne lo sviluppo sono sia la ridotta durata del drama sia la sceneggiatura stessa, che consente a una condannata per stalker di continuare bellamente a inviare minacce di morte dal carcere piuttosto che di coinvolgere un complice con la stessa naturalezza con la quale si chiede che ore sono. La domanda che sovviene alla mente dello spettatore è scontata: Ma in quale mondo può accadere una cosa simile? Ovviamente nessuno! Stesso discorso per altri passaggi, vedi quando Ha Neul entra liberamente e senza farsi annunciare nella stanza d’ospedale di Sae Byeok, con tanto di nome scritto fuori dalla porta e nessuno a presidiare l’accesso alla camera di degenza di una superstar... Per farla breve, gli espedienti narrativi sono stati inseriti un po’ a casaccio e solo per comodità, in barba a qualsiasi logica e credibilità.
CAST: Limitando la riflessione ai due attori principali – è quel genere di drama dove le figure secondarie hanno puramente funzione di contorno marginale – troviamo due nomi alla prima esperienza quali protagonisti di una BL (o protagonisti di un drama in generale). Hwang Jun Su ha sicuramente il ruolo più complesso ma è anche quello che porta a casa la prova più convincente, rendendo credibile lo smarrimento di un giovane preso in giro dal destino. Lee Jae Woon appare più in fatica: tutto il dolore e l’amore trattenuti, oltre alla sopportazione dell’anomala situazione non traspaiono dalla sua recitazione ingessata e poco espressiva. Le scene in cui funzionano meglio, come coppia, sono quelle più intime, dove la chimica tra i due è effettivamente innegabile e regala sequenze solitamente rare nelle BL coreane, più esplicite e senza baci a stampo, audaci ma mai volgari.
ASPETTI TECNICI – La produzione (WeTV Original) garantisce un punto a favore rispetto al comparto tecnico: fotografia, luci, le tinte malinconiche in linea con la sensazione di nostalgia e smarrimento dovute all’amnesia… Tutto segue un senso ed è ben bilanciato. Anche la colonna sonora, in particolar modo quella solo strumentale, è calzante.
IN CONCLUSIONE – Un esperimento che mescola i tratti tipici delle BL coreane e scene sensuali tipiche delle BL Thai, curioso per certi versi, confusionario e con notevoli margini da migliorare per altri. Un tentativo degno di rispetto, complessivamente buono, grazie anche al bonus “la chimica salva tutto”, ma che non riesce ad andare oltre: sceneggiatura, recitazione e finale (a dir poco frettoloso) fanno fatica a raggiungere l’asticella della sufficienza. Diciamo che è un drama godibile per shippare la coppia, ma un po’ frustrante se si va invece ad analizzarne la trama. Tirando le somme: gran bel concept, storia non altrettanto all’altezza.
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