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Completed
I Feel You Linger in the Air
1 people found this review helpful
by Lynnea
Mar 4, 2024
12 of 12 episodes seen
Completed 0
Overall 6.5
Story 6.0
Acting/Cast 7.0
Music 6.5
Rewatch Value 6.0
This review may contain spoilers

Un'eccellente ambientazione che da sola non può però tenere in piedi tutto il resto.

Tra i punti di forza di questa serie metto al primo posto l'ambientazione: una serie storica che una volta tanto non ci catapulta nel periodo Joseon come quasi tutti i period drama in circolazione, bensì negli anni '20 del secolo scorso. Abbastanza lontano da percepire la netta distanza col mondo odierno negli usi e costumi, ma sufficientemente vicino da individuare riferimenti comuni. I toni delle riprese sono davvero una chicca, perchè rispecchiano in pieno l'idea di trovarsi in un passato non remoto, quasi nostalgico, un vivere diverso, più semplice per certi versi ma più complesso e difficile per altri, dove la distinzione tra le classi sociali è ancora netta. Altro aspetto positivo, il personaggio di Jom, davvero ben interpretato e credibile in tutte le sue sfumature.
Infine, non posso non citare l'apprezzatissima suspance che regalano alcune delle prime scene, degne di un thriller-fantasy, tra colpi di scena e apparizioni.
Riconosciuti questi tre aspetti positivi, sono però costretta a bilanciare con altrettante critiche negative: al primo posto, la lentezza estenuante. E' proprio una questione di ritmo, che dal momento in cui ci ritroviamo nel 1927 diventa a dir poco soporifero. Mi è capitato spesso di riscontrare questo difetto nei drama storici, e sinceramente non capisco perchè il passato - anche se indubbiamente non era caratterizzato dal vivere frenetico odierno - debba però essere rappresentato proprio all'opposto, quasi che nessuno andasse mai di fretta e tutto si svolgesse a passo di lumaca. La seconda pecca, è il salto nel passato: di mio non sono un'amante delle serie con mondi paralleli o viaggi nel tempo, in questo caso ho fatto veramente fatica a comprendere il meccanismo (il finale, in particolare, tra l'arrivo - come ha fatto? - di Yai nel futuro e l'epilogo dei due nel tempo remoto mi ha lasciata con dei grossi punti interrogativi, già che non c'è stata mezza spiegazione). In ultimo, il personaggio di Yai mi ha trasmesso davvero poco: l'attore, che di suo già non mi ha esaltata, ha rivestito i panni di un protagonista ben diverso da quello che immaginavo e che ho trovato davvero insipido e poco incisivo, quasi una tappezzeria.
Una serie che tenta l'asso nella manica pur avendo pessime carte in mano: l'ambientazione singolare e davvero azzeccata da sola però non basta a vincere la partita! Da vedere? Se proprio - ma proprio - non vi viene in mente altro.

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Completed
KinnPorsche
1 people found this review helpful
by Lynnea
Mar 3, 2024
14 of 14 episodes seen
Completed 0
Overall 7.5
Story 6.0
Acting/Cast 7.0
Music 9.0
Rewatch Value 7.5
This review may contain spoilers

Un capolavoro nell'idea, una serie con grosse pecche nel concreto.

KinnePorsche si prospettava come "LA" serie. Quella che aveva le carte in regola per strappare un 10 pieno e diventare il capolavoro del genere BL. Almeno questo è quanto promettevano trama e recensioni a dir poco estasiate. Il contesto della malavita e un'ambientazione per una volta tanto non accademica, era ciò in cui confidavo. Dopo i primi 6 minuti - quando Kinn fredda un tizio con un colpo di pistola - sono convinta: ho tra le mani un vero gioiello. Alla fine del primo episodio, e della memorabile scazzottata tra Kinn e Porsche, sono ancora dello stesso parere.
La triste verità si palesa, ahimè, già negli episodi successivi. Non ci sono personaggi che seguono una trama, ma la trama che si piega a scene volute tra i personaggi, meccanismo destinato ad incappare nell'incoerenza assoluta. Un esempio? La battuta ad effetto di Kinn rispetto al fatto che tutti lo vogliono morto...Tutti chi?!? Nel primo episodio gira con una scorta armata, dopo un po' di puntate se ne va a zonzo per i fatti suoi. Le pratiche BSDM di Kinn? Altro esempio, anche lì elemento iniziale ad effetto che - per carità - può starci, ma poi non può finire nel nulla cosmico. Ciò che si promette allo spettatore, che siano caratterizzazioni, frasi o quant'altro, deve poi essere mantenuto, altrimenti nasce spontaneo l'interrogativo "Ma perchè?!?!?". Dico, ma dove sta la credibilità di uno spietato boss della malavita con la mira di un cecchino che si illumina di entusiasmo manco fosse un albero a Natale nel catturare un pesce con un bastone la cui punta - c'è davvero bisogno che qualcuno glielo dica? - non può essere spuntata? Ma per favore, non scherziamo. La serie procede, le belle premesse iniziali finiscono nel dimenticatoio e la coppia felice cade sempre di più nell'OOC: Porsche in particolare viene proprio snaturato, un bel personaggio con un carattere deciso e definito che diventa a tratti ridicolo col suo risolino melenso. Kinn, poi, è stato davvero una delusione cocente: quella maschera di spietata freddezza che avevo tanto apprezzato nel primo episodio si è rivelata essere in realtà la sua unica espressione. No, errore mio, le sue espressioni in realtà sono ben due: Kinn che non sorride e Kinn che sorride. Se all'attore che interpreta Porsche riconosco la capacità di aver saputo mostrare tutta una serie di espressioni, per Kinn - e più che il personaggio dovrei dire l'attore che lo interpreta - mi è sembrato davvero di avere a che fare con una paresi facciale che non distingueva rabbia, preoccupazione, noia, paura, stupore, risentimento o che altro. Va da sé che la chimica tra i due - nonostante credo sia la serie che più di tutte può vantare le scene più esplicite (NC18 senza ombra di dubbio) - alla fine è quella che è, vuoi per la poca espressività i Kinn, vuoi per Porsche che del personaggio iniziale conserva giusto il nome. Grossolani errori vengono perpetrati anche a danno dei personaggi secondari, in primis Pete/Vegas: io capisco l'idea che sta dietro alla loro ship, un amore che nasce da un iniziale odio, ma messa così non è davvero credibile: cinque minuti prima Vegas si accanisce su Pete torturandolo fino a ridurlo praticamente in fin di vita, cinque minuti dopo i due si avvicinano grazie al "toccante" momento della dipartita del riccio di Vegas. Dai, mi viene da ridere anche mentre lo scrivo. In questo mare di pecche la serie ha comunque un suo fascino, per quanto altalenante e discontinuo. A salvarla sono due personaggi secondari: uno è Thankhun, splendido ed esilarante con la sua verve, la dipendenza dalle serie tv, l'abbigliamento a dir poco eccentrico e la sua passione per le carpe koi; l'altro è Kim, un personaggio con tutti gli attributi che avrebbe dovuto avere Kinn nel ruolo del boss protagonista della serie. E' proprio Kim che sa muoversi perfettamente in quel mondo che paradossalmente sembra rifuggire: freddo, determinato, mai snaturato, consapevole delle proprie abilità "da cattivo" ma che non necessita mai di metterle in mostra se non necessarie. E' diretto e scaltro, fedele ai suoi principi e soprattutto non si trasforma in una "panna cotta" come accade a Kinn e Porsche in diverse scene di una glicemia banale e irritante. KinnPorsche non è quindi un capolavoro, poteva essere l'idea di un capolavoro, poteva avere una qualità di riprese degne di un capolavoro...ma per quella temo dovrò ancora attendere che qualcuno, con magari con le stesse premesse, voglia dare vita a una serie simile che non tralasci però la coerenza nella trama e che punti a personaggi/attori come Kim senza però snaturarli in corso d'opera.

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Completed
A Tale of Thousand Stars
1 people found this review helpful
by Lynnea
Mar 3, 2024
10 of 10 episodes seen
Completed 0
Overall 8.0
Story 8.0
Acting/Cast 8.0
Music 8.0
Rewatch Value 8.0
This review may contain spoilers

Una bella serie, non un capolavoro, con pregi rispetto ad altre, ma altrettanti limiti.

Una bella serie. Forse mi sbilancerei di più, se non l'avessi messa nella lista dei drama da guardare convinta di avere in serbo un capolavoro data la profusione di recensioni che la dipingevano come un capolavoro. Perchè se l'aspettativa è questa, il risultato non posso dire che è all'altezza.
Vediamo i punti di forza della serie: in primis, l'ambientazione e il contesto. Non ci troviamo nell'ennesimo ambito accademico, nella villa padronale della ricca famiglia di turno e neppure nei lussuosi uffici di qualche potente conglomerato. I paesaggi ci danno un assaggio di nuovo, una vera e propria boccata d'aria fresca, è proprio il caso di dirlo. Il lavoro di Phu lo rende uno dei pochi BL T-Drama con tema militare (pseudo militare, in questo caso, se vogliamo essere precisi). Anche qui, comunque, un elemento nuovo che ha il suo perchè. Altro pregio? La storia, che non si limita a una banale evoluzione del rapporto tra i due protagonisti, ma si arricchisce di molti altri elementi e dando importanza anche agli altri personaggi, Torfun per prima. E' una serie che lascia emergere il valore della delicatezza, sia come approccio a determinate scene, sia per alcune tematiche trattate.Il tutto è possibile grazie a una lavoro, dietro le scene, di grande cura e attenzione.
Purtroppo, oltre agli aspetti positivi ci sono anche dei difetti. Personalmente, al primo posto, metterei l'effetto "spoiler". Il doppio segreto - ovvero che Tian ha ricevuto il cuore di Torfun e che in qualche modo è collegato al suo incidente - ci viene spiattellato fin dal primo episodio ma, è altrettanto facile intuire che queste due informazioni altamente destabilizzanti verranno rivelate a Phu solo "più avanti". Il problema è quindi che la storia procede senza grossi drammi o grandi ostacoli da superare, ma lo spettatore sa che quelle due bombe a orologeria dovranno scoppiare, prima o poi, e questo genera - almeno per me - un meccanismo più di "attesa" del momento cruciale che rovina la curiosità del "chissà come evolverà la trama". Magari no è dato di sapere quando e in che modo, ma quale sarà la collisione esplosiva sì, e a mio avviso smorza un po' l'entusiasmo. Un altro difetta è la lenta - quasi mancata - evoluzione del personaggio di Phu, tanto impavido nelle sfide quotidiane quanto titubante e impacciato nella sfera sentimentale: così si presenta nel primo episodio e più o meno così lo rimane fin quasi alla fine. Ciò determina che anche il rapporto tra i due evolve a velocità di crociera, le scene cambiano ma i meccanismi nei quali sono inceppati sono sempre gli stessi, e sembra davvero di non fare quasi mai un passo avanti. Tutto ciò viene ulteriormente accentuato dalla sostanziale mancanza di scene romantiche tra i due: sì, i due protagonisti hanno una discreta chimica che consente loro di esprimere emozioni anche attraverso piccoli gesti e sguardi, ma dodici episodi per arrivare a un solo e unico bacio mi pare assurdo. Questi credo siano i principali difetti, le altre critiche che potrei muovere riguardano al massimo qualche incoerenza logica (dopo un trapianto di cuore, la scelta di andare a vivere nel nulla da parte di Tian davvero non sta in piedi, al di là delle motivazioni personali, così come l'aver superato definitivamente la questione Torfun non porta di conseguenza a un happy ending immediato, che viene raggiunto solo dopo aver ulteriormente tenuto i due protagonisti a distanza, non è ben chiaro il perchè). Concludo come ho iniziato, affermando cioè che è una bella serie. Merita di essere vista? Direi proprio di sì. Si rivelerà la miglior BL che abbiate mai visto? Penso proprio di no.

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Completed
Casting a Spell to You
1 people found this review helpful
by Lynnea
Feb 6, 2024
16 of 16 episodes seen
Completed 0
Overall 6.0
Story 6.0
Acting/Cast 6.5
Music 6.5
Rewatch Value 6.0
This review may contain spoilers

Una commedia senza pretese...in tutti i sensi.

Le commedie leggere e senza troppe pretese possono essere piacevoli e apprezzabili? Assolutamente sì. Una serie spensierata non deve essere necessariamente sinonimo di senza senso. Purtroppo, invece, è quanto avvenuto con questo drama.
La trama non regge. Può aver avuto senso l'idea di base, ma il suo sviluppo ha portato a una sceneggiatura che sembra abbia giocato a "unisci i puntini", con dei "punti" chiari da raggiungere - scene ad effetto, dove poter dire "io ho ucciso una persona" - ma senza badare troppo alla credibilità della linea che collega questi punti. La storia, davvero, fa acqua un po' da tutte le parti. Vogliamo un protagonista afflitto dal tormento di un evento passato, così segnato profondamente da aver influenzato tutte le sue - pessime - scelte di vita, ma se poi pensiamo alla fatidica notte, ci chiediamo: e dunque? dove sta il problema? L'amico si ferisce inavvertitamente, senza responsabilità di nessuno, il nostro protagonista lo soccorre, lo trascina al riparo e va - con tanto di buonsenso - a cercare aiuto. Da lì al "ho ucciso una persona" e il riferimento al fatto che nessuno abbia mai detto il contrario, rasentiamo un po' l'assurdo: un dramma dove il dramma non c'è. La storia, sostanzialmente, è tutta così. L'ex russa, tanto aggressiva da rincorrerlo con una pistola e disposta a dargli la caccia fino dall'altro capo del mondo...ma che si arrende dopo una banale sfida all'ultimo shot. Ma quando mai? Anche qui, l'impressione di un mero link riempitivo per portare la storia a una scena-obiettivo già programmata. Chi ha scritto il copione non si è sforzato minimamente, insomma.
Sul fronte degli attori, buona la prova del protagonista, soprattutto nella seconda parte (capisco la superficialità voluta del personaggio nella prima parte, per poter mostrarne poi l'evoluzione, ma nei primi episodi era davvero eccessivo, al di là dei capelli osceni e davvero inguardabili). La protagonista invece la boccio su tutta la linea: empatia, zero. Simpatia, sotto lo zero. Delle due, l'una: o la recitazione non è davvero il suo forte, o il personaggio che doveva interpretare era tratteggiato in modo davvero pessimo. Difficilmente la protagonista di una serie mi ha infastidita come in questo caso: starnazzante come un'oca (non discute, più che altro grida) e con un'espressione perenne da triglia lessa. Nessun personaggio secondario degno di nota.
Concludendo, la serie strappa a malapena la sufficienza. Il consiglio: se volete distrarvi con una serie spensierata che valga la pena guardare, rivolgetevi altrove.

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Completed
Fake Fact Lips
2 people found this review helpful
by Lynnea
Jun 25, 2026
9 of 9 episodes seen
Completed 0
Overall 8.0
Story 8.0
Acting/Cast 8.0
Music 7.5
Rewatch Value 8.0

Quando una scommessa assurda regala un'inaspettata e piacevole visione...

Commedia romantica BL giapponese che, partendo da una premessa volutamente ridicola – una scommessa a dir poco assurda – riesce però a trasformarsi in una graziosa e gradevole visione di puro intrattenimento.
La trama è tanto semplice quanto folle: Zen e Ryo sono rivali da quando erano al liceo, due eterni competitori che hanno trasformato ogni aspetto della loro vita in una gara: i voti, le promozioni, i bracci di ferro e persino... i sentimenti. Da qui la famosa e improbabile scommessa: chi dei due riuscirà a far innamorare l'altro per primo? Quello che poteva essere un espediente narrativo banale diventa invece il motore perfetto per una storia in cui due uomini adulti, che si sono sempre nascosti dietro la competizione, trovano finalmente una scusa per esplorare ciò che provano davvero.
Sorprendentemente, è stata una scelta che ha funzionato, e che è andata a costruire un drama che non prende mai sé stessa troppo sul serio, ma nemmeno prende in giro il suo pubblico. L'umorismo è presente, ma non è mai grottesco. Le scene tra i due bilanciano tensione e romanticismo ma, soprattutto, sono gestite con maturità, evitando che i protagonisti si comportino come adolescenti impacciati, errore che ho riscontrato molte volte altrove. Qui, invece, i sentimenti si fanno strada con naturalezza, senza quelle esitazioni finte che troppo spesso affliggono il genere.
La chimica tra i due attori principali è un’alchimia che permea ogni sguardo, ogni battuta al vetriolo, ogni momento di vulnerabilità inaspettata e trasmette un'intensità coinvolgente. La loro rivalità è talmente carica di tensione che diventa quasi comico il fatto che solo loro due non si accorgano di ciò che è evidente a tutti. E quando finalmente le barriere cadono, ci si trova di fronte a dei risvolti sorprendentemente teneri.
Altro punto a favore è la gestione delle scene più intime: niente baci impacciati, niente imbarazzi malcelati: i protagonisti interagiscono con naturalezza e passione, e le scene più spinte sono realizzate con gusto e senza volgarità. In un panorama dove troppo spesso l'intimità tra personaggi maschili viene trattata con pudore o con imbarazzo, questo drama rappresenta una boccata d'aria fresca.

A livello tecnico, la produzione è curata nei dettagli. La colonna sonora, allegra e orecchiabile, contribuisce a creare un'atmosfera leggera e coinvolgente, mentre l'uso dei flashback per raccontare il passato dei due protagonisti è efficace ma mai invasivo. Riscontro positivo anche rispetto al cast: oltre alla prova dei due attori principali meritano una menzione anche i due giovani attori che interpretano le versioni adolescenziali di Zen e Ryo, già che riescono a catturare l'essenza dei personaggi con una precisione sorprendente.
Detto questo, non è un drama perfetto. Il montaggio conta qualche scivolone e poco ho apprezzato l'introduzione di un terzo rivale negli ultimi episodi: suona come un elemento inutile, forzato e che distrae da quello che era il ben più interessante decorso della vicenda. Avrei preferito avessero trovato il modo di chiudere in bellezza senza dover ricorrere al terzo incomodo, ma pazienza. Tutto sommato sono piccole sbavature che non compromettono eccessivamente la qualità dell’intera serie.

In conclusione, questo drama si rivela essere piacevolmente ciò che promette fin dall’inizio: una storia leggera, divertente, dolce e sorprendentemente sincera su due idioti testardi che imparano a comunicare mentre cercano disperatamente di vincere una scommessa che hanno già perso da tempo. Una visione consigliata a chi cerca per una serata qualcosa che faccia sorridere, che faccia battere il cuore e che non richieda sforzi sovrumani per essere apprezzato.

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Completed
Will Love in Spring
2 people found this review helpful
by Lynnea
Jan 17, 2025
21 of 21 episodes seen
Completed 2
Overall 6.5
Story 6.5
Acting/Cast 6.5
Music 6.5
Rewatch Value 6.5

Di una pesantezza "mortale"

Drama che punta a volersi distinguere dalla massa, ma che lo fa con scelte non propriamente vincenti.
Apprezzabile il tentativo ma discutibile il risultato, insomma.
Abbiamo un protagonista maschile con una professione decisamente singolare, quella del tanatoprattore (truccatore di salme, detta in parole povere). Va da sè che pompe funebri, lutto, dolore e disperazione sono elementi che gravano - termine più che mai azzeccato - sulla struttura scheletrica della serie.
Dall'altro lato, una protagonista femminile che, per via della gamba amputata, porta in campo anche il tema della disabilità. E su questo nulla da dire.
La caratterizzazione dei personaggi può anche starci, lui con un trauma passato e lei con una situazione che l'ha condizionata fin dall'adolescenza, entrambi hanno la pretesa di far finta di aver superato i rispettivi ostacoli, in realtà devono ancora affrontarli. Il rapporto tra i due è quello maturo di due persone adulte, con un concreto passato alle spalle.
Questo è un po' il sunto della parte neutra, senza infamia e senza lode.

Aspetti positivi: la chimica tra i due nei - non pochi - momenti di effusioni; le relazioni con fratelli, nonne e altri personaggi secondari.
Aspetti negativi: l'atteggiamento non sempre lineare della protagonista, in particolare negli ultimi episodi, ma soprattutto il tema della morte che non si limita ad essere un'appendice legata alla professione di lui ma diventa elemento permeante e pervasivo della serie, quasi intossicante, appesantendo quello che in fin dei conti è solo un drama con la presunzione di voler predicare seriamente sul tema. Viene davvero il dubbio, se la situazione è semplicemente sfuggita di mano o se fin dall'inizio l'obiettivo era sciorinare una pappardella sul senso della morte sfruttando una love story tra due personaggi creati ad hoc.

Peccato perchè il cast è valido e alcune parti sono meritevoli. Ma la morte qui non ha il fascino di un tema insolito, bensì è decisamente ammorbante e carica la serie di una pesantezza estrema, rendendola di fatto non più godibile per lo spettatore.
Sufficienza strappata per le poche note positive, ma visione evitabilissima.

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Completed
Stay with Me
2 people found this review helpful
by Lynnea
Apr 9, 2024
24 of 24 episodes seen
Completed 3
Overall 9.0
Story 9.0
Acting/Cast 9.0
Music 9.0
Rewatch Value 8.0

Un vero gioiello nato come remake di una serie che era l'esatto opposto

Difficile spiegare i molteplici aspetti che mi hanno stupita - in positivo - di questa serie. Quando ho letto la trama ho avuto la sensazione di un "de ja vù": Resta con me è in effetti il remake di un altro drama made in China, risalente a una decina di anni fa e intitolato "Addicted". Una serie che ho visto un po' di tempo fa e che mi era andata proprio di traverso, volta alla ribellione assoluta, non solo verso la censura dei drama cinesi ma anche nei confronti del sano buonsenso, e il risultato era stato un drama malsano e tossico, diseducativo e per nulla coinvolgente, che nel concreto più che terminare con una prima stagione sembrava essere stato opportunamente interrotto. Quante volte davanti a serie con buon potenziale ma risultato più che deludente mi sono detta "ah, se la rifacessero da capo come si deve...". Ecco, "Resta con me" fa proprio quello. Riparte da zero con idee più chiare e più pulite, e ci aggiunge un notevole salto di qualità. Gli attori protagonisti sono davvero convincenti (quelli di Addicted avevano anche un'età che stonava con il contesto scolastico), la trama è ricca, la storia dentro la quale i personaggi ritagliano il proprio spazio è ben delineata, scorre con naturalezza e coerenza, mantenendo viva l'attenzione dello spettatore. Non ci sono passaggi lasciati al caso, scene forzate ma senza senso, al contrario. E' un drama che presenta spaccati originali, ricco di spunti non scontati. Il secondo aspetto che tanto ho apprezzato di questo drama è l'importanza dei personaggi: non ci sono due protagonisti e poi un gruppetto di figure a contorno, bensì personaggi tutti importanti a modo loro, principali o secondari che siano. Sono ben tratteggiati e danno veramente un valore aggiunto alla trama, fondamentali per portare avanti la tematica della famiglia, aspetto davvero sentito e ben gestito. Tutto questo lo si riscontra già all'inizio, nella sigla, a mio avviso bellissima. Dei tanti pregi di questo drama, però, il migliore in assoluto è quello che proprio non avrei mai immaginato: il drama, più che una storia BL, sembra puntare a una Bromance. Solo verso la fine ci sono passaggi che, in maniera davvero velata, possiamo ricondurre a una BL. Paradossalmente, l'impatto emotivo è davvero fortissimo. Non avevo davvero messo in conto una tale capacità di coinvolgere ed emozionare, tutto grazie a gesti e parole e sguardi studiati - mai sdolcinati, mai fuori luogo, mai eccessivi - ma che davvero riescono a esprimere un sentimento molto forte e intenso. Il tutto senza scene esplicite, baci mozzafiato, o che altro...credo sia un'impresa davvero ardua. Sostanzialmente, potrei definirla come la meno BL tra le BL ma quella che più mi ha emozionata. Sembra contraddittorio ma è davvero prova della grande qualità di questa seria. L'unica pecca è il finale, aperto e con questioni palesemente in sospeso. L'avrei anche perdonato in attesa del meritato e dovuto sequel ma, purtroppo, ho letto che la prospettiva di una seconda stagione è sfumata. Davvero un peccato, se c'era una serie che meritava era questa. Però, anche con questa nota di amarezza, non me la sento di penalizzare il giudizio sulla serie in sé, che rappresenta a mio avviso una delle migliori BL in circolazione.

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Completed
My Personal Weatherman
2 people found this review helpful
by Lynnea
Apr 5, 2024
8 of 8 episodes seen
Completed 0
Overall 9.5
Story 9.5
Acting/Cast 9.5
Music 9.5
Rewatch Value 9.0
This review may contain spoilers

Serie incentrata su un romance proposto in modo piacevolmente inusuale

Serie davvero particolare. Prima BL giapponese per la sottoscritta, va detto.
Ho apprezzato la scelta inusuale - ma sarebbe bello accadesse più spesso - di trovare i due protagonisti già intimi in partenza. Questo permette di dedicare il tempo - sempre poco in queste serie di 8 episodi da 20 minuti l'una - a tutto il resto. Si salta quindi la conoscenza tra i due - anche se ci sono dei graziosi flashback - e si parte che già convivono a tutti gli effetti, pur in una relazione - non - relazione - e non ben definita. Sostanzialmente questo concetto è il fulcro della storia. Storia intesa come evoluzione amorosa della coppia, perchè altra storia non c'è. Dal punto di vista della trama è davvero una serie ridotta all'osso: qualche riferimento al lavoro di meteorologo di Mizuki, qualcuno al mondo dei manga per Yoh, e fine. Lo stesso cast conta tipo quattro attori - sei, se vogliamo conteggiare le inutili presentatrici colleghe di Mizuki - e per il resto sono una manciata di comparse. Le riprese girate quasi tutte al chiuso, e di queste la maggior parte nell'appartamento in cui convivono. Se cercate grandi ambientazioni e una trama ricca al di là della coppia, allora non è il drama che fa per voi. Se invece volete un buon romance, un po' insolito, allora mi sento sì di consigliarlo. Va detto che non è chiarissimo, la comunicazione - proprio per scelta - è ridotta all'osso e spesso poco esaustiva. Del resto l'ostacolo alla basa è proprio la mancanza di comunicazione tra i due e l'incapacità - sopratutto da parte di Yoh - di comprendere azioni e sentimenti dell'altro. Yoh, che non disegna un partner prepotente e possessivo, è però convinto di non avercelo proprio, un vero partner, e il suo credere che da parte di Mizuki non ci sia alcun sentimento fa sì che si senta vessato da tale prepotenza e possessività, invece di comprenderla e apprezzarla. Da una parte si tormenta con mille congetture e dubbi (e qui avrei preferito qualche conversazione in più e qualche paranoia mentale in meno), dall'altra si ferma all'apparenza e non prova a scavare più a fondo rispetto a ciò che vede. Ed ecco quindi che piazza una scenata di gelosia per i sorrisi che Mizuki dispensa spesso e volentieri a tutti, senza però comprendere che sono tutti sorrisi artefatti e di facciata, e che il valore è proprio nel fatto che, a lui, Mizuki non riservi tali sorrisi smaglianti. Tra le mura di casa c'è il vero Mizuki, che non deve sforzarsi di apparire, e che spera di piacere per quello che è. E, a dire il vero, qualche sorriso in realtà c'è, ma ben diverso da quello a 32 denti che mostra in televisione: è più un sorriso sghembo, quasi una smorfia divertita, e si nota solo quando sono tra di loro. Se devo trovare due pecche, avrei preferito uno Yoh un po' meno tonto - perchè fino alla fine non si capisce bene se ha capito - e, di conseguenza, un finale con una conversazione risolutiva (non dico dichiarazioni sdolcinate, per carità, ma - mantenendo il loro codice di linguaggio - una qualche uscita che facesse davvero la differenza....e dubito possa essere la richiesta di sentire dire "bentornato a casa"). Buona la chimica tra i due, scene non troppo esplicite anche se, come dicevo, la serie parte con un alto grado di intimità tra i due (forse, gli accenni più espliciti sono nel linguaggio, più che in ciò che viene mostrato, ma senza mai cadere nella volgarità). Concludendo: piacevole e diversa dal solito... Aiuta a spezzare la visione di serie che pur con trame diverse hanno di fondo lo stesso meccanismo di base.

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Dropped 8/14
My Royal Nemesis
7 people found this review helpful
by Lynnea
Jun 1, 2026
8 of 14 episodes seen
Dropped 1
Overall 4.5
Story 4.5
Acting/Cast 5.5
Music 7.0
Rewatch Value 4.0

Due epoche e zero risate per un Joseon 2.0 da dimenticare...

Come temevo, è finita che l’ho abbandonato. Che ci fosse qualcosa che non funzionava era chiaro già dopo i primissimi episodi. Il destino di “Brave New World” - alias “My royal nemesis” - è evidentemente quello di finire nella soffitta dei drama dimenticati e mai rispolverati. La premessa, tutto sommato, non era affatto male: un’antica concubina della dinastia Joseon, condannata a morte per avvelenamento, si risveglia nel corpo di una sconosciuta attrice nella Seoul del ventunesimo secolo, dove inizia il classico rapporto di odio-amore con l’erede spietato di un grande conglomerato. Un meccanismo già visto mille altre volte, ma sempre apprezzabile se il risultato è una commedia brillante, qui potenzialmente arricchita da una vena di satira sociale. E invece, episodio dopo episodio, la triste realtà è venuta immancabilmente a galla mentre il drama – al contrario – sprofondava inesorabilmente.
Il problema principale è che alla serie manca una vera e propria identità: si tenta di bilanciare la vicenda della protagonista spaesata con i drammi personali del giovane rampollo, aggiungendoci anche il mistero di una connessione secolare che di fatto non fa altro che aumentare la confusione e il permeante senso di totale smarrimento. Pesante zavorra sono anche i protagonisti, sia a livello di caratterizzazione dei personaggi che di recitazione degli attori principali: Lim Ji Yeon – attrice che, va detto, non mi fa impazzire già di suo, forse per quel suo tono di voce gridato e fastidioso - qui interpreta una cattiva davvero troppo sopra le righe, così eccessiva ed esagerata da diventare presto stucchevole, mentre la storia si perde nei suoi siparietti comici ripetitivi che, francamente, risultano poco divertenti e al limite del grottesco. Una caricatura mal riuscita che lascia davvero molto a desiderare, oltre a rappresentare un’occasione mancata per vedere una vera “villain”, di quelle con gli attributi, travolta da un salto temporale in senso opposto all’abitudinario, come accade soprattutto nel panorama dei Cdrama fantasy. Heo Nam Jun, d’altro canto, conferisce al protagonista maschile una maschera di ghiaccio e arroganza talmente stereotipata da sembrare uscita da un manuale di istruzioni del “come scrivere un cattivo moderno”. Il loro bisticciare continuo sembra sempre finto, ben lungi da quella scintilla esplosiva che si vuole spacciare.
La chimica che dovrebbe incendiare lo schermo si rivela essere una debole fiammella, tant’è che l’occhio a un certo punto fissa più la barra di avanzamento dell’episodio che le loro espressioni. La sensazione è quella di aver già visto tutto questo, e fatto pure meglio, in decine di altri drama. Dell’idea fascinosa di una figura etichettata come cattiva dalla Storia e catapultata nel presente rimane giusto un vago alone sbiadito, una traccia leggera su un foglio di carta sul quale si sovrascrive tutt’altra storia. Tasto “stop” premuto definitivamente e senza alcun rimorso.

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Completed
Our Generation
2 people found this review helpful
by Lynnea
Aug 19, 2025
24 of 24 episodes seen
Completed 3
Overall 4.5
Story 4.0
Acting/Cast 6.0
Music 5.0
Rewatch Value 4.0

Drama senza i requisiti necessari per portare in scena una vicenda coerente, valida e sensata

Finito davvero a fatica, quasi droppato. L'idea a grandi linee è anche buona, nel dettaglio si risolve in una sceneggiatura improponibile.
La serie prende l'avvio con un grazioso primo episodio che vede i protagonisti da bambini: il primo incontro tra i due, la vivacità e sensibilità della piccola Ying Tao, il rapporto con gli amici di sempre, le dinamiche di gruppo. Su questa tavolozza colorata Qiao Xi si inserisce come una densa pennellata nera che, a poco a poco, va a mescolarsi con gli altri colori. Accettabile l'idea che nel giro di qualche mese possa nascere un buon legame tra i ragazzini. Da qui in avanti, pero, la coerenza finisce.
Il secondo episodio catapulta di colpo la storia negli anni dell'adolescenza: troviamo Ying Tao sola nel paesino d'origine, gli amici trasferiti in una scuola in città, la stessa frequentata da Qiao Xi che non ha mai fatto ritorno come aveva invece promesso (quindi non si sono più visti dall'età di nove anni). Questa premessa rende un po' assurdo l'attaccamento di Ying Tao nei suoi confronti, aspetto che tra alti e bassi diventerà il suo modus operandi per tutta la durata della serie. Avrei capito se fossero cresciuti insieme, un po' come accaduto nel coreano "A prefabricated family" (a sua volta remake del cinese "Go ahead"): in quel caso il legame profondo e persistente avrebbe sì avuto senso.
La nostra protagonista, purtroppo, viene destinata a un ruolo forzato e abbastanza insensato. Non va molto meglio con la controparte maschile: posso capire se l'idea è quella di un personaggio freddo, distaccato, che per una serie di n ragioni - da un vissuto particolare a un tratto caratteriale - si faccia perennemente inseguire dalla fanciulla di turno, andando a imbastire una relazione anche prepotente e un po' prevaricante. Non sono modelli da seguire nella vita reale, sia chiaro. Qui, però, anche fosse stato l'obiettivo del drama, non è stato comunque raggiunto: Qiao Xi manca di senso e coerenza, pur con tutte le motivazioni addotte il suo personaggio e le sue scelte non funzionano, questo al di là che siano rispettose o meno nei confronti della FL.
L'impressione generale è quella di una sovrastima delle capacità di chi sta dietro le quinte: non basta voler fare un buon drama per saperlo poi effettivamente fare. Per chi calca la scena, anche un livello di recitazione standard non può che risultare deludente, se tutto il resto non sta in piedi.
Tranquillamente evitabile.

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Completed
Lighter & Princess
2 people found this review helpful
by Lynnea
Dec 10, 2024
36 of 36 episodes seen
Completed 0
Overall 10
Story 10
Acting/Cast 10
Music 10
Rewatch Value 10
This review may contain spoilers

La serie numero uno in assoluto.

"Lighter and Princess" non solo entra a sorpresa nella mia top ten - popolata per il resto da drama coreani - ma si posiziona incredibilmente al primo posto. Davvero ineguagliabile.
Produzione di alta qualità, attenzione per i dettagli. La Cina quando vuole su questi aspetti sa distinguersi, ma poi si perde nello sviluppo delle trame. Qui invece no. Qui sforna una serie così reale che è impossibile non immedesimarsi: niente siparietti insulsi o ridicoli, nessuna conversazione artificiosa, nessuna banalità imbarazzante trattata al pari di una rivelazione fondamentale, nessun passaggio poco credibile e buttato lì sotto riflettori esagerati e giusto per far scena. C'è uno spaccato reale che cattura lo spettatore fin dal primo episodio...e non lo lascia più.
La storia racconta degli anni di università, e quelli subito dopo, che vedono al centro i due protagonisti, Li Xun e Zhu Yun, con un meccanismo del tipo: presente-lungo flashback nel passato- ritorno al presente.
L'ambientazione è quella della facoltà di informatica, tema che non solo caratterizza la maggior parte dei personaggi ma che viene portato avanti con attenzione e credibilità: si parla di codici, virus, programmi, giochi online, piattaforme, investimenti, aziende del settore, grafiche e via dicendo. Del resto questo fa parte della vita dei personaggi, è normale sia presente in modo costante: niente di troppo complesso da risultare ostico, ma neppure qualcosa di banalizzato e accennato solo di sfuggita, come inserito tanto per dare un senso agli studi dei personaggi o ai loro interessi. No, affatto. Qui ogni singola tematica è ben sviluppata, nella giusta misura.

In questo drama ho ritrovato quella che è ormai a pieno titolo la mia attrice cinese preferita, protagonista anche di un'altra serie (Fall in love) da me molto apprezzata. L'attrice, di una bellezza singolare - non ha forse i lineamenti fini di mille altre sue colleghe - ha un fascino magnetico e carismatico, grande espressività nella mimica facciale e nello sguardo. Come nell'altra serie che ho citato, interpreta un personaggio femminile che mostra una cieca e incrollabile fiducia nei confronti del protagonista. Salvo una situazione in cui viene praticamente portata, con tutti gli stratagemmi possibile, a prendere le distanze da lui, per il resto la sua fiducia e il suo amore sono praticamente incrollabili, ed è una cosa che ho apprezzato tantissimo, perchè invece che sottoporre lo spettatore a una serie di cliché infiniti di tira-e-molla e di assurdi fraintendimenti, qui si può ammirare lo sviluppo e la sinergia di coppia. Brava, brava, bravissima.

La punta di diamante della serie, però, è il protagonista maschile, Li Xun. Interpretato da un bravissimo attore che non conoscevo e che trovo semplicemente perfetto per il ruolo, capace di portare avanti con coerenza il carattere singolare del giovane protagonista, anticonformista e ribelle, asociale e geniale, intuitivo ed ermetico, ironico e distaccato, con un passato difficile alle spalle, un QI senza eguali, grandi ambizioni e la ferrea volontà di essere l'unico artefice del proprio destino. Semplicemente spettacolare. E Arthur Chen veste perfettamente i suoi panni, con gli sguardi impassibili ma che inchiodano, l'atteggiamento distaccato e freddo, le risposte concise e senza orpelli. Il fascino di questo attore è più nella sua espressione imperscrutabile che nel sorriso, che paradossalmente non mi fa impazzire. Esteticamente, inoltre, altro meritato 10 e lode, sia nella versione platino - singolare nelle serie asiatiche, ma qui la capigliatura anticonformista stava benissimo - sia nella versione poi tornata castana, sia nel taglio più corto e scuro (forse esteticamente quello che ho preferito di meno, ma che ammetto serve a conferirgli un'aspetto più maturo e autorevole).
Lui è la figura che più di tutti evolve nel corso del drama, rimanendo tuttavia fedele alla sua caratterizzazione. Non è ribelle nei confronti della giustizia, contrariamente a quanto si può pensare. La prima volta che viola la legalità, è palese che lo faccia a malincuore, spinto dal bisogno assoluto di pagare alla madre le cure di cui necessita. Non è però fiero di sé stesso, e quando si trova a dover assumersi la responsabilità del proprio gesto, lo fa con la consapevolezza che è giusto così (non va dalla madre di Zhu Yun a chiedere un trattamento di favore per sé stesso, e nonostante ciò che dice a Zhu Yun quando le prova tutte per allontanarla non è nemmeno vero che incolpa la madre di lei, è ben consapevole che la donna ha fatto semplicemente ciò che era giusto fare, ovvero espellerlo). La seconda volta che infrange la legge, è decisamente premeditata, inizia a prendere forma nella sua testa quando ancora nessuno può nemmeno immaginarlo: consapevolissimo di compiere una brutta azione - si preoccupa di allontanare da sé Zhu Yun in tutti i modi - per poi ripagare letteralmente "occhio per occhio" la persona odiosa che ha indirettamente causato la morte della sorella. Li Xun poteva trovare modi subdoli per sabotarlo, sfruttando le sue doti e senza farsi beccare. Invece compie un'azione plateale, consapevole delle conseguenze e accettandole pienamente in anticipo: autore del proprio destino, compie una scelta che è solo sua. La sua fermezza è costante ed è sicuramente il tratto che più lo caratterizza.

Ho adorato l'evoluzione della coppia: lui è incuriosito da lei, ma non lo vuole ammettere. Lei è affascinata da lui, ma insofferente ai suoi modi. Sono praticamente cane e gatto, e non perdono l'occasione per battibeccare, lanciarsi frecciatine, ironizzare, rispondere a un attacco con un contrattacco. E' una dinamica davvero bella da seguire, sembrano interagire con un codice tutto loro e molte scene apparentemente ordinarie sanno coinvolgere quanto i momenti romantici (e ce ne sono anche di quelli, complice una chimica davvero notevole tra i due). Questo a mio avviso il pregio maggiore della serie, ovvero che anche tolte le scene "da bacio" - e, ripeto, non mancano - ogni singolo episodio è saturo di momenti altrettanto emozionanti. Giusto per elencare qualche parola chiave, non tanto spoiler ma di immediata comprensione per chi ha visto la serie:

- il racconto di Zhu Yun sul golden retriver tinto
- la usb a forma di porcellino (e il virus a forma di maialino che manda in tilt più di un computer)
- la foto strappata e ricomposta
- l'accendino e la principessa
- gli aeroplani di carta
- la definizione di principessa
- i fiocchi di neve sul palmo della mano
- i massaggi a braccia e schiena
- la camicia di Li Xun
- le rose blu
- il biglietto con il quale Zhu Yun si impegna ad accontentare una qualsiasi richiesta di Li Xun (che trova uno splendido collegamento nell'episodio speciale della proposta di matrimonio)
- i fuochi d'artificio
- il vestito da principessa
- il solletico
- il re e il cavaliere
...e potrei continuare oltre. Proprio su questo ultimo riferimento - richiamato anche dalle parole della sigla di apertura - un appunto è dovuto, perchè esprime pienamente la relazione tra i due. Apparentemente può sembrare che Li Xun sia colui che comanda - lui è il "re" - e sicuramente le sua abilità e la sua capacità di intuizione fanno sì che sue siano le decisioni della strada da seguire. In questo senso sì, Zhu Yun obbedisce alle sue richieste e indicazioni, ma di fatto semplicemente si affida - come anche altri - a lui con la consapevolezza che nell'ambito professionale la sua lungimiranza è ineguagliabile. Ma è anche vero che la priorità di Li Xun è il benessere di Zhu Yun, per cui questo "re" utilizza il suo potere per dare al suo "cavaliere" ciò di cui ha bisogno. E lo fa a qualsiasi prezzo (quando capisce di non poter battere nella competizione Fang Zhijing perchè l'altro ha giocato sporco, piuttosto che deludere Zhu Yun trova comunque un modo - meno lecito e per il quale mette in conto di dover poi pagare un prezzo - pur di raggiungere l'obiettivo che si è prefissato). Obiettivo che nemmeno era suo, inizialmente. Ma lo diventa non appena si manifesta come bisogno i Zhu Yun. Tutto questo si evince anche dal suo commento alla frase che Zhu Yun posta sul social non appena si mettono assieme, dove lei dice di essere il cavaliere al servizio del proprio re, pronta a seguirlo, a battersi e a morire per lui. "Ipocrita" è il commento di Li Xun, che spiega in pieno il vero rapporto tra i due: lui è il re, ma il suo potere è di fatto al servizio di Zhu Yun, dal momento che la ragazza rappresenta la sua priorità.

La presenza di tutti questi riferimenti e dettagli no n può che derivare dal fatto che un adattamento televisivo di un romanzo. Le sceneggiature che nascono direttamente come serie spesso non hanno tutta questa attenzione e ricchezza di particolari, forse perchè si pensa erroneamente di giocarsi bene la carta dell'aspetto degli attori, della musica, delle inquadrature, e via dicendo. Un romanzo invece deve mettere sul piatto molto altro, per coinvolgere il lettore. Ed ecco che i tanti, piccoli, apparentemente banali dettagli si intrecciano tra loro come fili e trovano un senso nel corso della storia. La trasposizione penso sia stata molto fedele, e non può che essere stato un vantaggio enorme.

Una meritata menzione anche ai personaggi secondari, da Lao Gao e Xu Li Na, due personaggi rovinati dall'invidia e dal desiderio di ciò che è impossibile, a discapito di ciò che di buono invece posso avere ma che non vedono se non alla fine. In particolare modo Gao è un personaggio che sa farsi davvero odiare ma che, a conti fatti, non si può dire non abbia provato più volte a sottrarsi a quell'invidia deleterea che lo anima quando è al fiano - o meglio nell'ombra - di Li Xun. Una vita da eterno secondo, in amore e nel lavoro, dove anche il desiderio di voltare pagina e cercare una sua strada, anche lontano, pur di evitare la tossicità di una convivenza per lui malsana, sfuma tristemente condannandolo ancora una volta a quel ruolo che gli va stretto e che a un certo punto diventa per lui una sorta di ossessione.
Ben caratterizzata anche la squadra della Rete Cuore Alato, ogni membro ha un suo valore e nell'insieme rappresentano un valore positivo, quello che fa la differenza tra il modo di vivere di Li Xun prima e dopo il carcere, fino a portarlo finalmente ad ammettere che "non sta scalando la montagna da solo". Prima della prigione aveva concesso solo a Zhu Yun di stare al suo fianco, di entrare in quel suo piccolo spazio privato gelosamente e ostinatamente custodito, quasi negato. Quando dopo il lungo flashback si torna al presente, sembra piano piano lasciarsi circondare anche da altre figure, che verso la fine diventano una via di mezzo tra amici e famiglia.

Le canzoni che accompagnano la serie - dalla sigla a tutte le altre - sono di pari livello, a dir poco stupende. Non solo belle da sentire, ma calzanti nella scelta delle parole e dei riferimenti.

Dopo aver visto - e rivisto, e rivisto, e rivisto - questa serie, la tentazione di cercarne di simili era forte, e mi sono accodata a chi, dopo averla vista, aveva fatto lo stesso chiedendo consigli su vari siti...ma leggendo un po' i titoli suggeriti, devo concordare con chi ha affermato che è meglio non andare alla ricerca di una serie come "Lighter and Princess", semplicemente perchè non c'è alcuna serie che può definirsi simile e alla sua altezza (parole vere, purtroppo).


Concludo non consigliandone la visione, ma definendola proprio obbligatoria. Questa è una serie che va vista, non ci sono storie.

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Dropped 24/24
Stealing Heart
1 people found this review helpful
by Lynnea
Nov 17, 2025
24 of 24 episodes seen
Dropped 0
Overall 2.0
Story 2.0
Acting/Cast 4.0
Music 4.0
Rewatch Value 1.0

Drama scadente, appartenente a quella categoria di bassa qualità da saltare a piedi pari...

Solitamente mi tengo ben alla larga da questo genere di drama, un sottogruppo che definire di categoria C significa essere davvero generosi. Più diffuse di quanto purtroppo dovrebbero essere, questo tipo di serie si mescolano a volte a quelle che normalmente meritano, per cui può capitare di incapparci per sbaglio. In passato mi succedeva piuttosto spesso, col tempo ho sviluppato forse la capacità di riconoscerli in tempo e girare saggiamente al largo.
In questi casi c'è davvero poco o niente da recensire, non c'è qualcosa che è andato storto o dei difetti da sottolineare: a monte manca proprio la possibilità di ottenere un risultato decente. La qualità, su tutti i fronti, è a dir poco scadente.
Eppure di drama così in giro ce ne sono, e anche molti: che seguito possano avere resta per me un vero mistero. Sono accozzaglie insensate di momenti scollegati, mal gestiti, senza coerenza e totalmente privi di logica... Sceneggiature amatoriali di chi per assurdo pretende di essere un professionista del settore ma che si risolvono puntualmente in situazioni morbose, protagonisti dalle camicie puntualmente sbottonate, discorsi insensati e bruschi tagli tra una scena e l'altra, quasi peggio di una sequenza di spot pubblicitari.
La cosa che più mi spiace è che molte di queste serie - perlopiù romance - sono ambientate nell'era repubblicana cinese, periodo storico che trovo sempre interessante ma presente in pochissimi drama - di quelli degni di essere chiamati tali - quale ad esempio "Fall in love" (2021).
Detto questo, la ciofeca per l'anno in corso l'ho vista (metto la spunta virutale).

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Completed
Immortal Destiny
1 people found this review helpful
by Lynnea
Sep 19, 2025
24 of 24 episodes seen
Completed 0
Overall 4.0
Story 3.0
Acting/Cast 5.0
Music 6.0
Rewatch Value 1.0

Drama dalla sceneggiatura agghiacciante, si salva solo il potenziale dell'attore protagonista

Serie breve, con tanti episodi ma della durata di una decina di minuti l'uno. L'ambientazione può assomigliare a quella Wuxia/Xianxia ma in realtà ci troviamo di fronte a un fantasy ambientato in un mondo virtuale. C'è un brevissimo avvio nel mondo reale, dove con zero spiegazioni si viene catapultati, insieme alla protagonista, all'interno dell'ambiente virtuale, apparentemente a caccia dell'assassino del padre di lei e con l'obiettivo di individuare un microchip.
Affrettato e incredibilmente sbrigativo, questo drama non si prende la briga di fornire un'informazione che sia una, privando lo spettatore di quelle conoscenze necessarie a comprenderne la visione (chi è lei? chi era suo padre? chi gestisce il mondo virtuale? perchè lei ci si fionda mentre è seduta sul sedile di una macchina parcheggiata? ). La trama proprio non sta in piedi, fa acqua da tutte le parti, manca di senso, di passaggi logici, azioni e reazioni veramente un po' a casaccio, coerenza di una sceneggiatura che potrebbe essere stata scritta da un bambino delle elementari. I personaggi sono... Sei. Si parla di clan, di sette, di un re...ma in tutto sono sei. Come può avere senso?!?! Non mi dilungo oltre sulla qualità - generale del drama e dei suoi contenuti - perchè sarebbe davvero come sparare sulla Croce rossa...
Devo dire che la valutazione media e alcune recensioni mi avevano un po' preparata, ma la scelta di vedere questa serie è stata più dettata dalla curiosità nei confronti di un attore, Huang Xin, che per il drama in sè. Conosciuto di recente per il suo ruolo da protagonista psicopatico bipolare nella BL "ABO Desire", in questo drama ho avuto conferma che il ruolo del personaggio a sangue freddo, distaccato, stoico e imperturbabile gli calza davvero a pennello. In termini di recitazione, la sua prova è stata peraltro l'unica decente di questa serie, sebbene pesantemente penalizzata da una sceneggiatura a dir poco agghiacciante.
Concludo sconsigliandone caldamente la visione: personalmente ho quanto meno ho soddisfatto la mia curiosità e sono giunta alla conclusione che questo giovane attore abbia davvero un buon potenziale. Lo rivedrei più che volentieri, in un ruolo simile, in una produzione fatta come si deve.

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Completed
Seven Days: Friday - Sunday
1 people found this review helpful
by Lynnea
Jun 28, 2025
Completed 0
Overall 8.5
Story 9.0
Acting/Cast 8.5
Music 7.5
Rewatch Value 8.5

L'essenza del romanticismo nella scoperta reciproca di due figure complesse e complementari

Film diviso in due parti - la recensione vale per entrambe - che, come dal titolo, copre l'arco narrativo di circa una settimana.
Una vera chicca per gli amanti delle storie BL, a patto però di investire sulla qualità di una storia delicata, di un romanticismo alla vecchia maniera, senza puntare a scene esplicite fine a sè stesse e prive di sostanza. Se siete in cerca di queste ultime, consiglio una delle tante serie Tailandesi. Se volete andare oltre ed emozionarvi davanti alla nascita di una bella storia d'amore, allora la visione è davvero consigliata.
Come molte produzioni giapponesi, l'obiettivo è nudo al centro, privo di tutti i possibili contorni inutili. Il cast si compone di poche figure e quasi sempre la telecamera è puntata sui due protagonisti, tra momenti individuali e condivisi. Fondamentale la loro caratterizzazione, già che è il perno di questa pellicola: ci troviamo di fronte a due attori davvero capaci che hanno saputo cogliere l'essenza del loro personaggio, fornendo una caratterizzazione complessa ma al contempo estremamente realistica e naturale.
Caratterialmente parlando, i due protagonisti sono un po' agli antipodi: da una parte abbiamo Shino Yuzuru, popolare tra le ragazze per via del suo aspetto, fascino che cozza brutalmente con il suo carattere, dove il poco tatto fa naufragare costantemente ogni principio di relazione. Dall'altra abbiamo Seiryo, bello e distaccato, che cela una grande sensibilità e il desiderio di avviare una relazione sentita che gli permetta di voltare pagina rispetto al passato. Da qui nasce la sua abitudine di frequentare una ragazza diversa ogni settimana, a cominciare dalla confessione della ragazza di turno il lunedì - del resto c'è la fila per uscire con lui - e trascorrere i successivi 7 giorni con appuntamenti nella speranza che scatti la scintilla, cosa che puntualmente non accade e che lo porta, a fine settimana, a chiudere la relazione pur lasciando un bel ricordo del breve periodo trascorso.
Tra Shino e Seiryo la situazione evolve in principio in modo inaspettato: reduce dall'ennesima brutta esperienza Shino coglie l'occasione di proporsi a Seiryo, incuriosito dall'idea di una frequentazione diversa dal solito e con una tempistica scandita. Seiryo, pur essendo palesemente sorpreso dalla richiesta, resta fedele alle sue abitudini e accetta la frequentazione.
Questo per dire che non c'è nessun colpo di fulmine iniziale, nessuna scintilla al primo scambio di sguardi o cose simili. I giorni passano e i loro caratteri si rivelano sempre più complementari, un apprezzamento reciproco che emerge dalla naturalezza con la quale iniziano a scambiarsi opinioni e pensieri, confidenze che nella loro condivisione acquisiscono un valore importante. Trovano spazio preziosi momenti individuali di analisi dei propri sentimenti, riflessioni sull'altro e anche rispetto alla propria sessualità. L'unico disagio che emerge è il non sapere bene come porsi davanti alle domande invadenti delle compagne di scuola, per il resto salta invece all'occhio come, pur avendo appena iniziato a frequentarsi, pur trattandosi di due ragazzi, pur essendo caratterialmente estremamente diversi, i momenti condivisi siano vissuti da entrambi con una sensazione positiva, dove sono a proprio agio l'uno con l'altro. Se Seiryo è quello apparentemente più sensibile - lo vediamo spesso titubare e non sempre avere il coraggio di dire o fare quello che vorrebbe - sarà in realtà Yuzuru ad essere il più sorpreso, quando comprenderà di aver finalmente trovato una persona a cui piace semplicemente per quello che è.

I personaggi secondari sono solo comparse di contorno, non ci sono canzoni ma solo musiche strumentali, volutamente meno invadenti ma inserite nei momenti più opportuni: la coppia è al centro della scena, sempre e comunque, un fulcro tematico dal quale è impossibile distogliere lo sguardo o distrarsi con altro, insomma.

In conclusione davvero un bel film, non chiarissimo nelle conversazioni un po' come la maggior parte delle serie giapponesi, ma privo di banalità e ovvietà. Ogni dettaglio ha un senso, dalle parole agli sguardi alla gestualità alle azioni e reazioni, tutto concorre meticolosamente a rendere il quadro generale completo, bello e naturale.

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Completed
Dear My Secretary
1 people found this review helpful
by Lynnea
Jun 20, 2025
16 of 16 episodes seen
Completed 0
Overall 5.0
Story 4.0
Acting/Cast 6.0
Music 6.0
Rewatch Value 5.0

La brutta copia dell'originale...

Nuovo adattamento tailandese del famoso drama coreano di qualche anno fa. Il divario è evidente, salta proprio agli occhi.
Qualitativamente parlando la Thailandia ha ancora molta, molta strada da fare e per il resto si limita a sfornare un'infinità di BL che conquistano il pubblico insofferente alla censura coreana e, soprattutto, a quella cinese.
Proporre però dei remake di drama che hanno avuto successo senza avere i mezzi per raggiungere lo stesso livello equivale a garantire una brutta copia dell'originale. Questo mi aspettavo e questo ho trovato.
Riparametrando la valutazione rispetto agli standard tailandesi è una serie che avrebbe anche potuto strappare la sufficienza, ma l'aver optato per il riproporre un adattamento impossibile da eguagliare l'ha ulteriormente penalizzata, uscendone proprio male dal confronto.
Limitarsi quindi al noto "What's wrong with secretary Kim" coreano è indubbiamente la scelta migliore.

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