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Completed
The Haunted Palace
1 people found this review helpful
by Lynnea
Jun 10, 2025
16 of 16 episodes seen
Completed 0
Overall 7.0
Story 7.0
Acting/Cast 8.0
Music 6.0
Rewatch Value 7.0

Fantasy-storico-romance che parte col botto ma non riesce a mantenersi in quota

Drama la cui immagine di anteprima mi ispirava poco, il protagonista maschile aveva un’aria da ameba che non lasciava presagire nulla di buono. Aggiungiamoci il fatto che è difficilissimo farmi piacere un drama storico – io ci provo ma quelli che non hanno finito per annoiarmi li posso contare sulle dita di una mano – oltre al fatto che non ho volutamente letto nemmeno le due righe di trama… E otteniamo quindi un insolito salto nel buio. A posteriori la ritengo una mossa azzardata? Forse.
La serie inizia col botto. E col “botto” intendo dire che nella scena di apertura del primo episodio troviamo niente meno che Kim Young Kwang, splendido e affascinante come sempre. L’attrice protagonista appare subito interessante e carismatica, i loro rispettivi personaggi in netta contrapposizione, in uno di quei conflitti che posso solo definire “stimolanti”.
Poi compare l’ameba, e sa già di terzo e inutile incomodo. Ho temuto per un attimo che rivendicasse in pieno il ruolo di protagonista, ma alla fine del primo episodio ho compreso l’accettabile compromesso. Del resto, non credo sarei riuscita a farmelo piacere se Kim Young Kwang non avesse spianato la strada con la sua apparizione e l’idea di “quel” Gang Cheol iniziale ha permesso di traslare un po’ del fascino del personaggio nell’ex ameba.
I primi episodi sono davvero ma davvero ben fatti, l’idea originale, le basi apparentemente solide. Man mano che la serie avanza, però, sembra faticare a mantenere alto il livello, sia per quanto riguarda la trama, che diventa sempre più ricca ma in modo sempre più confuso e caotico, sia rispetto allo sviluppo del rapporto tra i due protagonisti, inizialmente accattivante ma che sembra incapace di andare oltre e continua ciclicamente a riproporre un po’ lo stesso schema. Tra i loro tira e molla e l’alternarsi per Khang Cheol di momenti buffi ed esilaranti – quasi tutti legati alla scoperta delle emozioni e sensazioni umane – a scene cupe e/o di combattimento (dove però il nostro povero Imugi ne esce come l’ombra di quello che era un tempo), il drama sembra finire impantanato in una sorta di circolo vizioso. Si giunge comunque dignitosamente a un finale, anche se è proprio il livello generale del drama ad essere ormai sceso di parecchie tacche, qualitativamente parlando.
Buona ma non particolarmente degna di nota la recitazione. Oltre ai protagonisti, sono diversi i personaggi più o meno secondari validi, dal Re a Bibi, passando per la madre dell’archivista e gli altri membri della famiglia reale. Però sembrano risentire anche loro del disorientamento che caratterizza la seconda parte del drama, risultando anch’essi un po’ sottotono.
Infine, due note particorlarmente dolenti sono quelle che riguardano le musiche e le scene romantiche (la recente “Dear Hongrang” in questo senso ha tutto da insegnare), elementi fondamentali per rendere incisive alcune scene e mostrare una chimica di coppia degna di un buon romance, già che a conti fatti il lato romantico sembra voler pesare quanto quello degli intrighi e misteri, in questa serie.

In conclusione un giudizio positivo, guadagnato quasi totalmente grazie alle premesse iniziali e alla prima metà degli episodi. Spiace che, dopo aver spiccato il volo così bene, sia seguita una lenta e inesorabile discesa fino a limitarsi a sorvolare in modo costante la quota dell’accettabilità.
Guardabile ma non memorabile.

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Completed
Beyond Evil
1 people found this review helpful
by Lynnea
Jun 2, 2025
16 of 16 episodes seen
Completed 0
Overall 8.5
Story 8.0
Acting/Cast 10
Music 8.0
Rewatch Value 8.0

Un thriller con la T maiuscola e un protagonista d'eccellenza

Un thriller nel vero senso della parola (finalmente!), dai risvolti imprevedibili e capace di far dubitare - a turno - di tutti quanti, in certi casi anche più volte. Si associano poi tinte particolarmente forti, nei riferimenti e nei dati di fatto - se siete sensibili alle dita mozzate non è il drama che fa per voi, insomma - a delineare una vicenda complessa e ricca di intrighi, dove fatti e persone non sono mai quelli che sembrano.
Non è il mio genere preferito, ma se fatto bene - come in questo caso - è sempre una visione molto gradita. Posso dire che ha catturato l'attenzione davvero dall'inizio alla fine, e non mi capitava da molto tempo.
Storia complessa, che va seguita con attenzione e che intreccia le vicende poliziesche del presente a indagini del passato, sempre in bilico tra quella che è la professione, la vita privata e le storie personali di un gruppo di conoscenti, abitanti di una cittadina dove il non detto aleggia costantemente e dove il nuovo arrivato si ritrova a fare i conti con molteplici e intricate realtà. Una serie davvero ben strutturata e ben ideata, insomma.
Molti i colpi di scena davvero imprevedibili e, di svolta inaspettata in svolta inaspettata ci si avvicina sempre di più alla verità, percorrendo una strada tortuosa che non pecca quasi mai nella coerenza, la cui conclusione devo ammettere non mi ha lasciata pienamente soddisfatta: con le aspettative caricate a mille episodio dopo episodio, arrivare finalmente al dunque non è stato appagante come pensavo, gli incastri funzionano ma potevano funzionare meglio e risultare davvero spettacolari.
Il vero punto di forza del drama è però il cast, dove spicca un Shin Ha Kyun fantastico come non mai: attore davvero ma davvero brillante e poliedrico, capace di costruire personaggi unici e indimenticabili. Il suo Lee Dong Sik è al contempo carismatico e inquietante, suscita solidarietà e comprensione, a volte compassione, ma al tempo stesso timore e inquietudine, con quei sorrisetti da soggetto psichiatrico, sguardi che sembrano scrutare oltre quello che gli altri vedono, azioni apparentemente sconclusionate, delle volte esagerate e folli, ma in realtà sempre ponderate. Abbiamo poi il nuovo arrivato, Han Joo Won, interpretato da un validissimo Yeo Jin Goo: una coppia ben equilibrata, che parte in netto contrasto e facendo scintille per sviluppare via via un rapporto di stima, comprensione e fiducia. Una Bromance di tutto rispetto, insomma.
Ben delineati, anche se non altrettanto strepitosi, i personaggi secondari (un plauso particolare agli interpreti di Yoo Jae Yi e Kang Jin Mook).
In conclusione, un thriller che merita - forse senza rewatch già che perderebbe tutto il fascino - e una prova di recitazione davvero eccellente del protagonista.

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Completed
My Stand-In
1 people found this review helpful
by Lynnea
Mar 16, 2025
12 of 12 episodes seen
Completed 0
Overall 7.5
Story 7.0
Acting/Cast 8.5
Music 7.0
Rewatch Value 7.0
This review may contain spoilers
BL tipicamente Thai, con scene di sesso esplicite (in questo caso anche riferimenti verbali a ruoli, posizioni, ecc.) e molto incentrata sui protagonisti, dove la storia tra i due è di fatto la storia del drama e non è prevista quindi una trama più ampia a parte.

Punti a favore:
- la recitazione - soprattutto quella dei protagonisti - più convincente rispetto alla media degli attori tailandesi
- l'attore che interpreta Joe: espressivo e affascinante
- la caratterizzazione dei personaggi: Ming è una figura sicuramente e volutamente non positiva, narcisistica ed egoista fino al midollo in tutta la prima parte. Il suo è un vero e proprio opportunismo, Joe è di fatto il rimpiazzo di Tong e la gelosia che lo coglie all'entrata in scena di Sol non è da correlare a un inaspettato innamoramento bensì a una mera possessività. La nota positiva è che la scomparsa di Joe promuove in lui un lento ma radicale cambiamento, senza però snaturare nel complesso i suoi tratti caratteriali. Migliora, notevolmente, pur rimanendo sempre Ming. Joe al contrario è colui che inizialmente è disposto a cedere su tutti i fronti, praticamente senza mai lo sforzo di un compromesso da parte di Ming. Anche lui evolve, per certi aspetti più di Ming, nel corso della storia: diventa meno arrendevole, scopre nuove priorità e, soprattutto, si ritrova di fronte all'ardua sfida di vivere la sua vecchia vita in modo nuovo e dentro un corpo diverso. Per quanto cambino, però, restano coerenti ai tratti base della loro caratterizzazione iniziale (nessuna snaturazione insensata e assurda alla Kinn/Porsche, per intenderci).

Punti a sfavore:
- il tema della reincarnazione, o meglio del trasferimento dell'anima del vecchio Joe nel corpo dell'altro Joe: non è un meccanismo che mi entusiasma particolarmente e l'idea del diverso aspetto nemmeno. Fortunatamente hanno ben pensato di mantenere, per lo spettatore, il Joe originale (quasi quasi avrei eliminato anche i pochi frangenti che mostravano come in realtà appariva agli occhi degli altri). Gli avrei almeno concesso la possibilità di riprendere possesso del proprio corpo verso la fine (niente di impossibile, bastava inventarsi che l'incidente era accaduto in una zona remota ed era stato soccorso da qualcuno della zona, rimasto in coma per tot tempo, la volontà della troupe di non creare scalpore in seguito alla sua scomparsa avrebbe giustificato anche delle ricerche brevi e approssimative).
- L'infatuazione vecchia di anni per il fidanzato della sorella è credibile, ma che poi si riveli essere tutta legata alla scena di un film in cui il presunto Tong si vede solo di spalle...anche no.
- Sol: la sua ricomparsa, anni dopo essersene andato, perchè tutto a un tratto nei suoi pensieri c'è Joe...Davvero senza senso. Serve farlo tornare? Ci si inventa una qualsiasi altra motivazione, anche professionale, dopodichè la vicinanza con Joe può anche portare alla nascita - o al rispolvero - di un interesse nei suoi confronti. Non serve uno sforzo megagalattico per rendere un passaggio coerente, ma a volte davvero la credibilità sembra proprio avere zero importanza e meritare zero investimento.
- I drammi familiari: dopo aver dedicato i tre quarti del drama al rapporto tra i due, alla questione della "controfigura" di Tong, al cambio di corpo di Joe... Ha davvero senso introdurre l'apparentemente insormontabile scoglio dell'opposizione dei genitori di Ming? Il tempo rimasto è poco, la risoluzione deve quindi essere forzatamente rapida e di conseguenza ancora una volta poco sensata: la madre passa dalla modalità "squalo" a quella "agnellino" alla velocità di un cambio d'abiti e il padre sostanzialmente disereda il figlio con l'obiettivo di minare il suo rapporto con Joe per evitare che possa soffrire di nuovo se lasciato solo. Logico, no?

In conclusione, un drama che - col metro delle BL thailandesi - si aggiudica una valutazione buona, per certi versi - cast e rceitazione - sopra la media. Spunti di miglioramento potevano essere la credibilità di alcuni passaggi, lo sviluppo di una trama più ampia e complessa e un maggior coinvolgimento emotivo (personalmente nessun batticuore, nessuna lacrimuccia di commozione, nessuna risata).

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Completed
My Unicorn Girl
1 people found this review helpful
by Lynnea
Nov 23, 2024
24 of 24 episodes seen
Completed 0
Overall 4.0
Story 4.0
Acting/Cast 4.0
Music 4.0
Rewatch Value 4.0

Non ci siamo...

Drama che ho messo in lista per via dell'alto punteggio e le molte recensioni positive. A visione terminata - parte della quale, lo ammetto, saltata a piedi pari - mi chiedo perchè.
La storia? Non c'è. Lo sviluppo dei personaggi? Nemmeno. I protagonisti sono insipidi, fin dal primo episodio gli attori principali non mi hanno convinta. I cliché non sono mai stati per me un problema, ma qui manca proprio il materiale di base per riproporli come si deve.
Non sono una fan delle identità nascoste, in particolare quando la protagonista si spaccia per un maschio, ma dovessi pensare a un titolo su questo tema, mi vengono in mente diversi altri drama decisamente migliori di questo.
Davvero, una serie nella quale non sono riuscita a trovare un elemento - e dico uno che sia uno -capace di suscitare un minimo di interesse. Non posso nemmeno dirmi delusa, a dire il vero, poiché non sono riuscita a coltivare nemmeno qualche aspettativa, nemmeno dopo i primi dieci minuti del primo episodio. Solo tanta perplessità, verso un prodotto che sento quasi non vale la fatica del commento.

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Completed
Start-Up
1 people found this review helpful
by Lynnea
Oct 15, 2024
16 of 16 episodes seen
Completed 5
Overall 7.0
Story 6.0
Acting/Cast 8.0
Music 7.5
Rewatch Value 6.0
This review may contain spoilers

Buon drama con un'impostazione iniziale fuorviante

Drama bello, ma non eccezionale. Ha il pregio di un ottimo cast e, di conseguenza, un livello di recitazione decisamente alto.
Altro pregio è che intreccia non una sola tematica, ma diverse, alcune delle quali - vedi il concetto di famiglia, tra mancanze e legami spezzati - fanno davvero emozionare (e a tratti anche qualche lacrima è scappata).
C'è una love story, con triangolo amoroso, ma per me è stata la nota dolente...Non ho potuto davvero apprezzarla. Questo perchè l'inizio della serie sembra far credere una cosa, salvo poi prendere una rotta diversa: purtroppo non si traduce in un inaspettato e apprezzabile effetto sorpresa. Di fatto il primo episodio è dedicato in parte a Dal-Mi ma soprattutto alla storia di Ji Pyeong: il "bravo ragazzo" orfano e con pochi mezzi ma volenteroso e di buon cuore. Impossibile non affezionarsi istantaneamente e sperare per lui in un futuro che non sia solo una realizzazione economica, ma che vada a colmare il vuoto lasciato da una famiglia mai avuta. Poco importa se Do-San è anche lui sostanzialmente un bravo ragazzo che merita a pieno titolo un lieto fine: la sensazione è che quel posto fosse ormai occupato e l'entrata in scena di un secondo protagonista maschile - perché così viene percepito - non può che sembrare scomoda. Quando poi, già prima della metà degli episodi, diventa palesemente chiaro che il secondo protagonista sarà in realtà "il" protagonista designato, un po' di amarezza è d'obbligo.

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Completed
Hit the Spot
1 people found this review helpful
by Lynnea
Sep 19, 2024
8 of 8 episodes seen
Completed 0
Overall 8.0
Story 8.0
Acting/Cast 8.0
Music 8.0
Rewatch Value 8.0
This review may contain spoilers

Serie sorprendentemente audace che affronta un tema tabù in modo originale e schietto

Drama corto, ma di contenuto. E sicuramente insolito nel suo genere, poiché ci troviamo di fronte a una serie coreana decisamente NC18, sia rispetto alle scene che agli argomenti trattati. Scene spinte, sì, ma non fine a sé stesse o tanto per rendere più "piccante" la love story di turno. Occorre davvero andare un po' oltre la mera apparenza. Sul piatto il tema - ancora molto tabù - della sessualità femminile e una riflessione inevitabile sugli stereotipi associati. Al centro della scena, le due protagoniste, amiche, con situazioni divergenti: una che vive liberamente e volutamente senza impegni la propria vita amorosa, l'altra bloccata in una relazione insoddisfacente e nella quale non può essere veramente sé stessa, palesando desideri e bisogni, ma adeguandosi a ciò che il fidanzato si aspetta nella routine ormai preimpostata. Il programma che si trovano a condurre assieme sul tema è l'elemento destabilizzante: da lì la situazione evolve in modo molto diverso rispetto al pregresso. La prima incontrerà un uomo che vive la vita esattamente come lei ma dal quale, poi, sentirà per la prima volta di volere qualcosa di più di un incontro occasionale; la seconda intraprenderà un viaggio più profondo, alla ricerca di sé stessa e questo la porterà a sperimentarsi liberamente - nel dire, fare, manifestare - con uno psicologo della materia che, per assurdo, s'innamorerà di lei. Ho trovato molto equilibrato e corretto il finale, dove al di là che tra le due coppie si sia instaurato un sincero sentimento, nel caso della prima si è tradotto come l'avvio di una relazione che entrambi - lui e lei - non avrebbero mai messo in conto, mentre per l'altra amica l'happy ending non è coinciso con la nascita di una nuova coppia, bensì con la nascita di una nuova sé stessa, più determinata, sicura e vera. Giusto un accenno sul finale a far intendere che, se anche quello non era il momento e i tempi ancora non maturi, la possibilità di una relazione futura tra i due non era da escludersi, anzi. Complessivamente una visione che mi sento di consigliare, certo distante anni luce da ciò a cui il mercato ci ha abituati, ma proprio per questo di grande valore.

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Completed
Whatcha Wearin'?
1 people found this review helpful
by Lynnea
Aug 3, 2024
Completed 0
Overall 8.0
Story 8.0
Acting/Cast 8.5
Music 7.5
Rewatch Value 8.0

Taglio insolitamente audace, contenuti presenti e cast (ML) di alto livello

Un film che si distanzia anni luce dai mille KDrama a cui sono ormai avvezza. L'unico elemento comune è forse la presenza del bravissimo Ji Sung, protagonista di molte serie che ho davvero apprezzato. Alle innumerevoli serie che toccano il picco glicemico con il classico bacio a stampo e dove le immancabili dita intrecciate delle mani pretendono di far saltare un battito, questo film risponde con scene esplicite e un linguaggio altrettanto diretto, devo dire senza mai scadere nella volgarità. Tolto il pesante velo della censura, c'è uno stralcio di vita reale, di discorsi e riferimenti che fanno parte del vissuto di tutti i giorni per la maggior parte delle persone. L'incipit del sesso telefonico, che poi è l'elemento che da il via all'intera vicenda, fa da miccia a una trama che in realtà va ben oltre qualche scena di nudo e due considerazioni sugli attributi maschili: emergono valori e sentimenti, scelte difficile, spaccati di vita, le difficoltà legate all'evoluzioni delle relazioni stesse tra le persone. Non manca l'ironia e nemmeno sorrisi strappati. Attori decisamente all'altezza, in primis il già citato Ji Sung che non finisce mai di stupirmi per la sua versatilità e la capacità di trasformarsi di volta in volta, con un'espressività forte ma mai uguale o stereotipata. Consigliato, non solo perchè diverso dal solito ma anche perchè merita in sè.

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Completed
Under the Gun
1 people found this review helpful
by Lynnea
Jun 2, 2024
6 of 6 episodes seen
Completed 0
Overall 8.0
Story 8.0
Acting/Cast 8.0
Music 8.0
Rewatch Value 8.0

Un mini-drama grazioso e ben fatto

Questa mini-serie è stata davvero una chicca inaspettata. Nonostante il tempo esiguo - tre ore complessive suddivise in sei episodi - ha saputo regalare una storia graziosa e ben confezionata. Sarò onesta, inizialmente ero un po' prevenuta, vuoi appunto per il numero esiguo di episodi vuoi per il protagonista maschile, che esteticamente non mi convinceva molto (dal naso troppo a punta alla forma un po' strana del lobo delle orecchie). Mi sono però ricreduta quasi subito, scoprendo un personaggio con un forte tratto caratteriale, espressivo e che non passa inosservato, complice anche la stazza non indifferente, benché poco loquace (ma anche qui, il tono di voce e il modo in cui si esprime rendono quelle poche parole più incisive di mille discorsi). Promosso, quindi. E promossa anche la protagonista femminile: attrice brava e bella che veste i panni di una singolare ragazza, per quello che è l'universo coreano: autonoma, decisa, spavalda. Sa quello che vuole e non ha paura di diro. Un personaggio davvero affascinante, che con il partner forma davvero una coppia vincente e interessante.
Nella storia trova spazio anche le vicissitudini che hanno condizionato - e condizionano - la vita di Gun: dalla sorella malata, al padre problematico, a Gun stesso, combattuto tra la necessità economica e i propri principi rispetto al gioco in cui, paradossalmente, eccelle. Ho apprezzato l'aver dedicato un tempo non eccessivo alla competizione, perchè non era di fatto l'obiettivo vero e proprio, semplicemente la conseguenza di una sua difficile scelta. Concludendo: una serie davvero breve ma di qualità. Consigliato? Direi proprio di sì.

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Completed
Last Twilight
1 people found this review helpful
by Lynnea
Mar 8, 2024
12 of 12 episodes seen
Completed 0
Overall 8.5
Story 8.5
Acting/Cast 9.0
Music 8.5
Rewatch Value 8.5

Una bella serie che tratta un tema inusuale in modo ben riuscito

Una serie sicuramente singolare, per via della disabilità data dalla cecità - quasi totale - di uno dei due protagonisti. Un tema delicato che viene trattato con inaspettato rispetto, e non come elemento decorativo della storia, inserito tanto per. Nella relazione tra i due e nella relazione tra Day e tutti gli altri si percepisce il senso del limite visivo, della difficoltà che comporta al di là della mancanza di immagini, colori e autonomia. La trama è coerente, rispetta i giusti tempi, l'evoluzione tra i due protagonisti - tra i vari personaggi in generale - risulta piacevolmente credibile (cosa purtroppo non scontata, in molti altri drama). Tutto non si riconduce alla love story tra i due, ma trovano spazio anche il rapporto tra Day e il fratello, Night, che ho trovato davvero interessante; il rapporto con i genitori dei due e per Mohk il senso di perdita della famiglia, sorella maggiore compresa. C'è delicatezza, emozione, tristezza, senso di impotenza, speranza, e trovano spazio anche momenti di divertente ilarità e ironia. Un mix ben dosato, grazie anche all'espressività recitativa dei vari attori, in primis l'interprete del ruolo di Day, davvero sublime nel rivestire i panni di un ragazzo impoverente. Forse l'unica figura che mi è risultata poco empatica è la madre di Day, il suo personaggio funziona da un punto di vista logico ma trasmette davvero poco a livello emotivo. I due protagonisti li avevo già visti in un'altra serie - Vice versa - che però non mi aveva minimamente colpita e, questa, forse, è stata una fortuna, perchè un limite che credo abbiano le serie che ripropongono le stesse coppie di attori sia quelli di non riuscire a creare una netta distinzione tra la serie più amata e quelle meno riuscite (effetto che temo ad esempio dovessi ritrovare Win/Team di Hemp Rope piuttosto che Pat/Pran di Bad Buddy...pur con una storia, un contesto e dei nomi diversi continuerei ad associarli alla coppia che impersonavano nella mia serie preferita). In questo senso, il mio scarso giudizio in Vice Versa ha fatto sostanzialmente la fortuna di Last Twilight. Altra cosa che ho apprezzato, e nella quale non ci speravo: la cecità di Day caratterizza praticamente tutta la serie. Davo per scontato, e non lo dico in modo positivo, che più o meno a metà serie ricevesse il trapianto di cornea e che quindi parte della storia sfruttasse la rimozione dell'ostacolo visivo come elemento di evoluzione della narrazione. E invece no, non è stata scelta la strada più scontata e facile, forse ad effetto, ma solo nell'immediato, preferendo invece una scelta più impegnativa e coerente. Se proprio proprio devo individuare un paio di pecche...il ritmo nella seconda parte rallenta un po', l'attenzione che non mi ha fatto perdere nemmeno un secondo dei primi episodi di tanto in tanto veniva un po' meno, ma si tratta davvero di poca cosa. L'altra critica è meramente estetica e rivolta a Mhok: l'accenno di baffetti al fanciullo proprio non dona.
In conclusione, una serie diversa dalle altre di cui mi sento di consigliarne la visione.

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Completed
Until We Meet Again
1 people found this review helpful
by Lynnea
Feb 16, 2024
17 of 17 episodes seen
Completed 0
Overall 9.5
Story 10
Acting/Cast 9.5
Music 9.5
Rewatch Value 9.5

Una rara BL di qualità!

Che dire... Splendido. Per tanti motivi.
Dopo una sfilza di BL Drama tristemente brevi, dove la media dei 6/8 episodi da 15/20 minuti l'uno non permette nemmeno la costruzione di una trama vera e propria e tutto si concentra sul rapporto tra i protagonisti, che con l'impostazione di una serie ma le tempistiche di un film devono conoscersi, frequentarsi, dichiararsi, scavalcare ostacoli e vivere per sempre felici e contenti (non necessariamente in questo ordine), spesso il resto della storia è inesistente, frettolosa, incongruente e in certi casi quasi imbarazzante.
"Until we meet again" è un altro pianeta, lontano anni luce. Partendo proprio dalla conformazione della serie: 17 episodi da 45 minuti l'uno.
La storia è ben strutturata, coerente, emozionante. Abbiamo a che fare non con una, non con due ma quasi con tre coppie. Quasi, perchè, oltre a Team e Win, abbiamo Pharm e Dean che si portano appresso la storia passata di Intouch e Korn. Il tema della reincarnazione è l'elemento centrale della serie. Reincarnazione e destino, aggiungerei. E con il destino una serie di coincidenze davvero un po' tanto mirate, ma che visto il risultato non fanno male. Il rating +15 non per scene esplicite o linguaggio volgare, quanto la presenza importante della tematica del suicidio. E qui devo dire che il drama mi ha proprio stupita, con scene molto forti fin dall'inizio, come non mi è mai capitato di vedere in nessun'altra serie, thailandese o coreana che sia. Un primo episodio che investe fin da subito con tutta la drammaticità del passato e tira i fili - è proprio il caso di dirlo - fino al presente, delineando un quadro di partenza nitido, dal quale la storia evolve in modo complesso ma senza passaggi confusi.
Quando prima dicevo che la serie è emozionante, intendevo con la E maiuscola: quella che ti porta a divorare un episodio dopo l'altro, incurante delle ore che passano fino a notte fonda e oltre; quella che ti va ridere, sorridere, sognare e versare fiumi di lacrime come se non ci fosse un domani. Delle tre coppie, quella a cui sono riuscita ad affezionarmi di meno è Korn/Intouch, forse perchè lì il lieto fine - se così lo si può chiamare - ha un retrogusto amaro, e l'emozione permeante è quella del rimpianto. Rispetto ai personaggi, ho trovato Korn un po' troppo distante - nel senso che non sempre riusciva a trasmettere emozioni - e Intouch a volte un po' asfissiante. Decisamente meglio la coppia Dean/Pharm, dove vedo in Dean l'upgrade del personaggio di Korn - tutti i pregi ma meno difetti - e un Pharm dolce quanto basta, ma mai eccessivo. Paradossalmente, la coppia che ho preferito è stata quella secondaria, che ha avuto molto meno spazio, vale a dire Win/Team. Win accattivante e carismatico - basta guardare il sorriso - e Team originale, nel suo essere a tratti quasi buffo, con l'ossessione per il cibo. Ho apprezzato il rapporto che si instaura tra i due perchè è particolare, privo dei soliti - per quanto a volte comunque sempre apprezzabili -clichè. So che a loro è dedicata la serie che fa da seguito, non posso che avere grandi aspettative in merito.
Colonna sonora perfetta per la serie, forse non la metterei tra le mie top OST, ma sicuramente di tutto rispetto.

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Completed
Love in the Air
1 people found this review helpful
by Lynnea
Feb 9, 2024
13 of 13 episodes seen
Completed 0
Overall 7.0
Story 5.5
Acting/Cast 7.5
Music 7.5
Rewatch Value 7.0

Promossa, limitatamente a quello che può e che vuole offrire

Difficile dare un giudizio obiettivo a questa serie...prima serie BL thai, prima thai in generale. La recitazione rispetto ai drama coreani è molto diversa, meno artefatta, più diretta. Oltre alla love story non c'è altro, questo deve essere chiaro. Non c'è un background, una trama vera e propria. Non aspettiamoci nulla in quel senso, dunque. Ma se ci poniamo come unico obiettivo la dinamica che evolve tra i protagonisti, mi sento di promuoverla. I personaggi principali sono quattro, ma per me contano solo i primi due, sui quali si concentra la prima parte della serie. E, tra i due, non ho potuto non apprezzare Phayu, mentre invece Rain l'ho a malapena tollerato (non so se a infastidirmi sia stato di più l'attore o il personaggio interpretato).
Arrivando dai drama coreani - anche BL - il cambio è d'impatto: la classificazione +18 a questa serie ci sta tutta.
Cosa ho apprezzato: il fatto che questi giovani attori siano alla serie d'esordio: per essere una prima prova, tutti promossi (si, anche Rain). In particolare l'attore che interpreta Phayu ha saputo calarsi bene nel personaggio interpretato, dando prova di una buona capacità di recitazione. Ho apprezzato tantissimo la colonna sonora, e sono rimasta davvero basita quando ho scoperto che le voci appartengono proprio ai due protagonisti (non solo attori, quindi, ma anche cantanti...chapeau!).
Cosa non ho apprezzato: scoprire che la storia tra Phayu e Rain termina sostanzialmente col settimo episodio, e scoprirlo quando dall'ottavo vedi che la scena si sposta tutta sugli altri due personaggi...beh, lascia un po' l'amaro in bocca. Sceneggiatura e riprese potrebbero fare un saltino di qualità, in alcuni momenti c'è un'aria proprio un po' spartana, da ripresa amatoriale. Anche l'audio che in certi passaggi si silenzia del tutto, suoni compresi, fa capire che c'è ancora molta strada da fare per pensare di poter competere con altre realtà sul mercato.

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Completed
At 25:00, in Akasaka Season 2
0 people found this review helpful
by Lynnea
Dec 19, 2025
10 of 10 episodes seen
Completed 0
Overall 7.5
Story 7.0
Acting/Cast 8.0
Music 7.0
Rewatch Value 7.0

Post "happy ending": apprezzabile - in parte - ma non così necessario.

Nelle serie asiatiche i sequel sono cosa piuttosto rara e, in questo caso, giustificato solo in parte.
Nonostante la prima stagione si fosse conclusa con quello che poteva a tutti gli effetti essere considerato un degno epilogo, la nuova stagione punta i riflettori sulla vita di coppia di Shirasaki e Hayama.
Gradevole? Direi proprio di sì. Necessaria? Forse anche no.
Sicuramente si ha modo di apprezzare un maggior numero di interazioni tra i due, e di natura più intima. L'intesa in questo senso non manca. Vederli ritagliarsi piccoli momenti di vita quotidiana, vissuta in totale riservatezza, sicuramente appaga i fan della coppia.
La recitazione, rispetto alla prima stagione, ha fatto anche un evidente passo in avanti. La caratterizzazione dei personaggi resta fedele, con Hayama che esterna solo una minuscola parte dell'infinità di emozioni che lo pervadono e Shirasaki spesso alle prese con nuove e vecchie insicurezze.
A conti fatti, però, pur in una relazione diversa - prima non erano una coppia, ora sì - le tematiche sul piatto sono un po' sempre quelle: Hayama che va interpretato e Shirasaki alle prese col suo complesso di inferiorità nei confronti dell'altro.
Certo lo affrontano in modo diverso, senza i tanti fraintendimenti della prima stagione. Ma di nuovo, tutto sommato, non c'è altro.
Se da una parte l'ho guardata con piacere, dall'altra a visione conclusa ho avuto l'impressione di non aver aggiunto alcun tassello mancante. Spesso i drama trovano l'epilogo nella dichiarazione che da il via alla love story ufficiale, e puntualmente si spera sempre in qualche manciata di minuti in più in coda all'epilogo, qualche scena extra che mostri il post happy ending che tutti vorremmo vedere, ma quasi sempre ciò non accade, la serie finisce e il resto sta all'immaginazione dello spettatore.
Potrei perdere il conto dei drama per quali avrei voluto, non appena giunta alla fine, avere anche una seconda stagione. Nel concreto mi chiedo se, appagato il desiderio di seguire le dinamiche quotidiane - e finalmente felici - del pairing di turno, in mancanza di altri contenuti nuovi e originali ad arricchire la vicenda motivando un secondo sviluppo, mi riterrei soddisfatta o meno della visione. Su due piedi direi di sì, ma in realtà probabilmente no. Un po' come in questo caso: è stato bello rivederli e seguirli nelle dinamiche di coppia ma, a conti fatti, andava bene anche senza. Forse, a volte, l'idea del sequel ha più fascino se rimane nell'immaginazione individuale piuttosto che portata in scena nel concreto.

Per chi ha apprezzato la prima stagione resta comunque un sequel che non fa male guardare.

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Blazing Elegance
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by Lynnea
Dec 13, 2025
24 of 24 episodes seen
Completed 0
Overall 4.0
Story 3.0
Acting/Cast 7.0
Music 6.0
Rewatch Value 2.0

Storia malsana che promuove atteggiamenti violenti e prevaricanti senza scusante alcuna

Dovessi dare una valutazione al messaggio che porta avanti questo breve drama, zero sarebbe sicuramente l'unico numero possibile.
Serie complessivamente breve, già che i 24 episodi durano circa un quarto d'ora l'uno. Come molti prodotti simili, l'investimento complessivo è abbastanza scarso e quello dedicato alla parte introduttiva praticamente nullo: non esiste un background, le scene entrano nel vivo nell'immediato di quello che vuole essere il passaggio saliente di turno. Tutto appare quindi un po' buttato lì, tanto per, e i collegamenti logici lasciati al caso.
I personaggi secondari sono stati giusto abbozzati, qualche spunto anche valido - se c'è stato - sicuramente non sfruttato o approfondito a dovere. Rispetto alla coppia principale, lei è l'emblema dell'incoerenza assoluta: pensa una cosa, ne dice un'altra e poi ne fa una terza diversa.
Il militare in carriera che qui veste i panni del protagonista maschile è una black flag di quelle difficili da eguagliare: animato da un "amore" ossessivo e malato, promuove una serie infinita di scene davvero vergognose, con uscite che non si possono sentire, atteggiamenti aggressivi - fisici e non - che sono di fatto abusi, modalità prevaricanti e violenti, nonché totalmente irragionevoli. E' il ritratto - centrato in pieno - della condannabile figura a cui si pensa quando quotidianamente si sente parlare di "femminicidio" in ambito domestico/relazionale. Una sceneggiatura che andava presa e buttata direttamente nel cestino.
Si salva qualcosa da questa visione? Qualcosina sì. L'ambientazione, tra le mie preferite ma - purtroppo - tra le meno diffuse, della prima metà del '900; la presenza del tema militare, altro aspetto che apprezzo, soprattutto se legato al sopracitato contesto storico; la recitazione dei protagonisti, a conti fatti non male, ma sicuramente penalizzata dai contenuti obbligati della trama. Ultima nota positiva, la voce del doppiatore del ML, un timbro interessante.
Tolte però queste minime considerazioni positive, irrisorie se valutate nel complesso, resta di fatto un drama malsano poco strutturato e voluto solo per promuovere scene intimo-aggressive e violenza di svariato genere.

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The Best of You in My Mind
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by Lynnea
Oct 23, 2025
24 of 24 episodes seen
Completed 0
Overall 7.0
Story 7.0
Acting/Cast 7.5
Music 6.0
Rewatch Value 6.5

La leggerezza quale freschezza di una visione piacevole ma anche molto disimpegnata

Commedia semplice e non particolarmente pretenziosa che propone un romance che si sviluppa da un'amicizia risalente all'infanzia. Conosciamo i protagonisti sul finire del liceo, in una piacevole relazione d'amicizia che li vede molto coinvolti ma sempre alle prese con sfide e scontri reciproci, un legame d'affetto che si esprime anche nella provocazione quotidiana. Sono scorci piacevoli e stimolanti, che si interrompono bruscamente per una frattura nel rapporto (in realtà più conseguenza di altro che causa in sè). La maggior parte della serie si svolge però nel contesto universitario, dove i due si ritrovano: il rapporto riprende, si sviluppa ulteriormente e sfocia infine in una relazione sentimentale.
La coppia principale funziona a dovere, la chimica è buona, quasi più nella naturalezza degli ordinari momenti quotidiani che nelle scene prettamente romantiche. Entrambi i personaggi sono ben caratterizzati: Xi Chi è una protagonista di tutto rispetto, interessante e che conferisce il giusto verve alle dinamiche proposte, pur con qualche sbavatura (; Xu Fang non è il classico ragazzo freddo e arrogante con un fascino da bad boy, bensì un giovane con palesi insicurezze e fragilità. L'averlo comunque saputo rendere interessante - una green flag realistica capace di conquistare - è sicuramente un punto di merito. Altro aspetto apprezzabile della serie è che pur essendo molto incentrata sul pairing, promuove al contempo anche la crescita personale dei due protagonisti: il legame che li porta a sostenersi a vicenda nei momenti difficili va di pari passo con l'acquisizione di una sempre maggior sicurezza e fiducia anche in sè stessi (questa evoluzione si nota soprattutto in Xu Fang).
La trama resta comunque non particolarmente impegnativa, riempie sufficientemente bene i 24 episodi proposti, pur con qualche momento un po' morto qua e là (a maggior ragione va detto che i classici 36 dei drama cinesi sarebbero stati oggettivamente troppi, col rischio di trascinare e allungare la vicenda rendendola facile preda della noia). Un punto a favore è l'assenza di rotture tirate per le lunghe - c'è una frattura ma di breve durata - oltre alla mancanza del triangolo quale classico cliché: c'è una sorta di accenno, ma il vertice che fa da terzo incomodo si eclissa quasi da solo nel corso della vicenda.

Ci sono però anche diversi aspetti negativi, o comunque svariati difetti. Tutta la vicenda famigliare di Xi Chi stride un po', per come posta e per come gestita e, per quanto promotrice di alcune vicende in stile causa-effetto sembra comunque fuori contesto rispetto ai toni volutamente leggeri che caratterizzano complessivamente il drama. Sui personaggi secondari non è stato fatto un grande lavoro, tanto da far risultare alcuni quasi superflui. Qualche dubbio sulla recitazione dell'attrice protagonista: il personaggio interpretato funziona più grazie a come è stato delineato dalla sceneggiatura che per quella che è la prova recitativa in sè. Reduce da altri drama simili l'attrice mostra comunque dei grandi limiti in termini di versatilità. Rispeto al protagonista maschile, mi ha un po' infastidita il doppiaggio, a tratti sembrava avesse le patate in bocca. Musiche pressoché inesistenti, in diversi punti se ne avverte proprio la mancanza (e fa capire quanto il supporto di una colonna sonora - meglio se di qualità - sia davvero rilevante in questo genere di produzioni).

In conclusione, un drama connotato dalla leggerezza in senso positivo - intesa come freschezza - ma anche negativo, già che si tratta complessivamente di una visione disimpegnata che si propone come piacevole ma non aspira volutamente a un maggiore spessore. Può funzionare se vista come una pausa di intermezzo tra drama di maggiore spessore, ma niente di più.

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Gunman in Joseon
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by Lynnea
Sep 29, 2025
22 of 22 episodes seen
Completed 0
Overall 5.0
Story 5.0
Acting/Cast 6.0
Music 5.0
Rewatch Value 3.5

Drama datato che difficilmente può riscuotere l'apprezzamento odierno

Forse, all'epoca della sua messa in onda - vale a dire una decina di anni fa - lo si sarebbe potuto ritenere un buon drama. Certo è che non ha superato la prova del tempo. Rispetto ad altre serie dello stesso periodo che sono tutto sommato ancora oggi godibili, "Gunman in Joseon" appare fin da subito appesantito dai limiti oggigiorno superati, rendendolo una visione faticosa e per nulla gratificante.
I tempi sono davvero lunghi, lunghissimi, con molti passaggi inutili che fungono da riempitivi. Si passa dalla noia totale di questi momenti alle scene accorate ed estremamente melodrammatiche caratterizzate da un'assurda ed eccessiva ricerca del pathos.
L'effetto "Soap opera", come lo chiamo io.
Tutti i clichè possibili immaginabili ci sono, e qualitativamente parlando direi che sono discutibili.
Luci, fotografia, regia...Bisogna proprio mettersi nell'ottica di accettare di vedere qualcosa che è ormai "superato". La scenografia, in particolare, davvero poco curata: l'ambientazione è quella del tardo Joseon, ma ciò che sarebbe potenzialmente potuto essere un piacere per gli occhi risulta invece scialbo e palesemente artificiale.
Qualche perplessità anche sulla coppia protagonista, nella realtà allora già 30enni e a mio avviso poco consoni a interpretare - nella prima parte - due giovani alle soglie dell'età adulta. In particolare, Lee Joon Gi, attore molto quotato che non è mai riuscito a convincermi appieno qui sembra davvero un pesce fuor d'acqua: ho trovato la sua recitazione poco credibile ed esteticamente parlando i suoi lineamenti singolari hanno sofferto decisamente le pettinature e i costumi dell'epoca, che davvero non gli hanno donato molto.

In conclusione, un drama molto apprezzato - e ci può stare - da chi l'ha visto nel periodo in cui è uscito, ma che non ha davvero senso rispolverare a distanza di tutti questi anni.

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