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10Dance japanese drama review
Completed
10Dance
0 people found this review helpful
by alis89
6 days ago
Completed
Overall 7.5
Story 7.5
Acting/Cast 8.0
Music 7.5
Rewatch Value 7.5
Shinya Sugiki è come il tango: elegante e raffinato.
Shinya Suzuki è come la rumba: passionale e sfacciato.
Non potrebbero essere più diversi, eppure sono due mondi destinati a incontrarsi e così facendo cambieranno per sempre le loro vite.

10DANCE è un live-action di produzione Netflix con Keita Machida e Ryoma Takeuchi protagonisti, tratto dall’omonimo manga di Satou Inoue. Nonostante sia un film sensuale e ipnotico, non è una pellicola priva di difetti.
La storia racconta di due ballerini, Sugiki secondo a livello mondiale nella categoria dei balli da sala e Suzuki campione giapponese dei balli latino-americani. Su idea di Sugiki, decidono di aiutarsi a vicenda per partecipare alla gara 10Dance dove i ballerini dovranno esibirsi in 10 tipi diversi di ballo.

Il film ha un ritmo lento e si prende i suoi tempi per far appassionare lo spettatore, ma la storia funziona fino a un certo punto.
Premettendo che non ho avuto la possibilità di leggere il manga, quindi non so se è un problema che si può riscontrare anche nel cartaceo, ciò che mi ha impedito di godermi appieno il film risulta come è stato caratterizzato il personaggio di Sugiki.
Lui si presenta come un ballerino rigido, che fatica a comunicare le sue emozioni e proprio per questo le due decisioni e la sua crescita personale non è chiara, anzi alcune volte è lasciata all’interpretazione dello spettatore che deve capire cosa sta provando o pensando. Le sue emozioni sono nascoste e vengono fuori in maniera inattesa, in modi impensabili. È un personaggio sfaccettato che probabilmente porta qualche cicatrice passata, ma nel film viene dato solo un assaggio: più che spiegazioni, vengono dati degli indizi con cui lo spettatore può ricostruire il puzzle.
Se Suzuki si plasma e smorsa i suoi difetti per adattarsi al ritmo, ai movimenti di ballo e al carattere di Sugiki, quest’ultimo sembra fare solo un passettino in avanti rispetto ai dieci fatti dall’altro, o comunque due passi avanti e uno indietro.
È Sugiki che guida, sempre. Proprio per questo la tensione emotiva, che è presente in tutto il film, è sempre composta e controllata. Come nel ballo, anche nella vita Suzuki dà importanza alla tecnica e ai risultati, mentre Sugiki cerca di insegnarli a seguire l’istinto e la passione.

La mancanza di un’esplosione emotiva, però, è proprio ciò che rende questa tensione così potente. I movimenti dei corpi durante il ballo sono il vero linguaggio dei sentimenti: sono i gesti a parlare.
In questo la regia esegue un lavoro magistrale seguendo da vicino i ballerini e mettendo in primo piano le mani che si muovono sul copro del proprio partner di ballo: una stretta più forte, le dita che scivolano poco più in basso del fianco o un tocco sulla schiena.

Lo scontro fra due mondi che sembrano non capirsi dà vita a un turbamento emotivo, fatto da frustrazione, ma soprattutto di attrazione. Le emozioni crescono ad ogni passo di ballo.
A sottolineare tutto ciò, si aggiungono i silenzi e gli sguardi evitati, oltre a quelli dati a debita distanza, solo quando uno è sicuro che l’altro non può vedere.
In questa danza di emozioni, in cui i personaggi ballano con i loro sentimenti in un tira e molla di passini, i due attori protagonisti sono impeccabili. I loro movimenti sono precisi, sensuali, ipnotici.
Il film funziona grazie all’interpretazione di Keita Machida e Ryoma Takeuchi, alla loro chimica palpabile e ai loro movimenti durante i balli che sono carichi di erotismo.
La parte dei balli è fortemente realistica, facendo solo intuire il lavoro che i due attori devono aver fatto per poter recitare in questa pellicola.

Tutto ciò, purtroppo, non è bastato a soddisfare le (forse troppo alte) aspettative: lo spettatore attende che la tensione emotiva raggiunga il suo culmine e che finalmente esploda e spera di vedere realizzata la passione e il desiderio dei protagonisti, ma si arriva con il fiato sospeso all’ultima scena rimanendo delusi.
La crescita di Sugiki è lenta, minima e ridotta agli ultimi minuti di visione, lasciando intendere che forse c’è molto altro da raccontare.
La storia d’amore sembra rimanere incompiuta, forse perché anche il manga è ancora in corso e tante vicende devono essere ancora affrontate, ma nella pellicola si sente la mancanza di qualcosa.
E non solo nel finale: anche nella parte raccontata nel film si ha la sensazione che qualcosa sia stato tolto, forse a causa di tempistiche ristrette dovute alla pellicola.
In conclusione, 10DANCE si fa guardare più per l’interpretazione degli attori che per la storia stessa che aveva un bel potenziale, ma non sfruttato a pieno.
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