Sicuramente è anche merito dei bravissimi attori che hanno interpretato i protagonisti: Yamazaki Kento aveva già recitato in ruoli simili, quindi non mi ha stupito più di tanto la sua bravura. Molto dolce e tenera è stata l'interpretazione di Kawaguchi Haruna, veramente azzeccata in questo ruolo!
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Oltre alla trama e agli effetti speciali neppure le attrici si salvano secondo me.
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Un giorno come un altro, al nostro protagonista viene diagnosticato un tumore al cervello: non ha molto da vivere ormai. La sera stessa gli appare il diavolo davanti, ma non è rosso con le corna e forcone, ma una versione un po' bizzarra di se stesso. Gli propone uno scambio: un giorno di vita in più in cambio di qualcosa da far scomparire. Cominciano così a scomparire i cinema, gli orologi, i telefoni, fino a ché il diavolo non gli propone di far scomparire i gatti...
Ma come sarà il mondo senza questi oggetti? Una bellissima riflessione sulla vita e sull'importanza di cose che sembrano all'apparenza insignificanti...
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I tagli per motivi di tempo forse sono un po' troppi e la trama si incentra particolarmente solo su i due personaggi principali.
Al contrario di molti, non ho amato l'interpretazione di Suzu Hirose: ho trovato questa Kaori un po' irritante, ma visto che sono in minoranza, penso che sia stata un'impressione mia.
Nemmeno Kento Yamazaki ha brillato in questo live-action: nonostante di solito mi piaccia, in questo film, l'ho trovato un po' piatto.
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Riuscire a riassumere una trama così lunga e piena di eventi importanti in un live-action di due ore, è veramente un'impresa quasi impossibile.
Il risultato è un film abbastanza godibile e discreto con attori anche molto bravi, ma ben lontano dall'opera originale del maestro Mitsuru Adachi di cui consiglio vivamente la lettura.
Comunque anche questo film risulta interessante e non mi sento di scoraggiarne la visione.
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Io invece l'ho adorata, anche perché dentro c'è veramente un po' di tutto con un mix perfetto: sport, amicizia, amore, scuola, gelosie, gare...
Il cast è veramente favoloso e anche se un po' tutti ai propri esordi, presenta vari attori che poi sono diventati famosi per molti drama e film: basti pensare a Kento Yamazaki e Yoshizawa Ryo (ne ho citati solo due, ma ce ne sarebbero altri da scrivere).
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La trama è sempre quella: Sumire, affascinante e apparentemente fredda donna in carriera, tornando a casa trova una scatola con dentro un giovane ragazzo che in cambio di vitto e alloggio accetterà di fare la parte del cucciolo.
Adoro questa storia e ho amato vedere vari rifacimenti anche diversi fra loro; ognuno di questi ha dei lati positivi che ho apprezzato. Questo drama essendo composto da sedici episodi ha dato ancora più spazio a tutte le avventure vissute da Sumire e Momo.
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“Un frammento della tua mente”, titolo con cui potete trovare questo drama sulla piattaforma Viki completamente gratuito e sottotitolato in italiano, nonostante sia un drama del 2020 racconta una storia alquanto attuale in quanto tratta di intelligenza artificiale.
Moon Ha-won, infatti, è un uomo all’avanguardia in questo campo e sta cercando di creare un dispositivo che utilizza l’intelligenza artificiale: caricando delle registrazioni audio di una determinata persona, questo apparecchio ha il fine di ricreare i sentimenti e le caratteristiche di quell’essere umano.
Di carattere mite, e sempre avvolto da un’aurea nostalgica, Ha-won testa il dispositivo in prima persona ricaricando delle registrazioni audio del suo primo amore, Ji-soo, verso il quale nutre rimorso e rimpianti.
La loro storia, infatti, è romantica e travagliata, ma a senso unico: Ji-soo è innamorata di un altro uomo, un pianista con cui si sposa.
L’unico modo che ha Ha-won per non pensare alle sue ferite amorose è quello di buttarsi a capofitto nel lavoro, ma diventa un po’ un circolo vizioso perché, grazie al suo dispositivo, è come se una parte di Ji-soo fosse sempre con lui.
Nel suo lavoro Ha-won viene aiutato da una donna che lavora nel campo della musica, Seo Woo-han, che usa il suo stesso studio di registrazione. Lei lo aiuterà con la registrazione del suono e creerà uno strano rapporto di amicizia con Ji-soo, o con quello che comunque è un frammento della sua mente.
Il destino di questi quattro personaggi si intreccia fra loro e passa dai vicoli della Corea alle montagne innevate della Norvegia, per tornare poi a Seul.
La fotografia è sempre impeccabile con paesaggi pieni di luci e colori chiari, tanto da rimanerne sempre incantati.
Tutto questo è accompagnato da musiche meravigliose, ricreando atmosfere quasi oniriche.
Certamente non è un drama dal ritmo ferrato, ma si prende i suoi tempi per esplorare l’intimo di ogni personaggio. Del resto Jung Hae-in, che interpreta il protagonista, e che spicca su tutto il cast per bravura e intensità, ci ha già abituato a ritmi più adagiati grazie ai suoi lavori precedenti.
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La storia parla di Na-bi, studentessa universitaria prossima alla laurea che ha appena chiuso una relazione con un uomo: nonostante lei abbia dato tutta se stessa per far funzionare questo rapporto, lui non solo l’ha sempre trattata con superficialità, ma l’ha anche tradita.
Il meccanismo della storia si mette in moto quando lei, delusa e sfiduciata, incontra Jae-eon, anche lui studente di arte, che non si è mai legato a una sola donna, ma a cui piace uscire con diverse ragazze, proprio come una farfalla che vola di fiore in fiore. Ed è proprio una farfalla, quasi "insetto-guida" della serie, che il protagonista ha tatuato addosso.
Se pensate che questo drama descriva una relazione tossica non è così: l’unica relazione malsana che abbiamo in questa serie è quella tra Na-bi e il suo ex, che facendo leva sui sentimenti di lei, cercava di controllarla in vari aspetti della sua vita.
Jae-eon, invece, è chiaro fin dall’inizio di quale tipo di rapporto vuole con lei, ovvero essere solamente “amici di letto”, e Na-bi, consapevolmente, accetta questo tipo di relazione.
“Nevertheless” risulta un drama realistico e crudo che ci descrive una storia d’amore diversa da quelle che siamo abituati a vedere nelle classiche rom-com.
È un percorso fra le emozioni e i sentimenti per imparare a riconoscerli e accettarli, percorso che fanno sia i protagonisti che lo spettatore.
E non solo, perché i personaggi dovranno imparare anche a volere bene a loro stessi.
È una descrizione fin troppo vera di come potrebbe essere una relazione ai giorni nostri: i personaggi hanno mille dubbi, su loro stessi e sugli altri, hanno paura di fidarsi e, soprattutto, di aprirsi.
Non manca, comunque, l’assaggio di relazione tipica dei drama coreani: se i sentimenti travagliati e incompresi sono regalati dal protagonista, la dolcezza ci viene donata da Do-hyeok, protagonista che ha fatto soffrire tutti della "sindrome del second lead". A lui non importa essere ricambiato o meno, l’importante è far comprendere i propri sentimenti e far star bene la persona che gli piace. E in questo l’attore che lo interpreta, Chae Jong-hyeop ha già dimostrato di essere bravissimo: come in “Eye love you”, con un bellissimo sorriso sulle labbra, cerca sempre di scaldare il cuore della sua amata con sorprese e cibi deliziosi.
Purtroppo il suo rivale altri non è che l’attore Song Kang che, con una performance magistrale, non lascia molto spazio a dubbi nel cuore protagonista. La sua recitazione risulta perfetta: se anche il suo personaggio agisce in una determinata maniera, che può risultare distaccata nei confronti di Na-bi, i suoi occhi dicono tutt’altro (oltretutto nello stesso anno, Song Kang ha interpretato un altro drama che aveva qualcosa a che fare con le farfalle: “Navillera”, in coreano “Nabillera”, che fa riferimento alla leggiadria delle farfalle, che in coreano si dice “nabi”, tipica dei ballerini di danza classica).
Il problema principale della loro relazione, in realtà, è molto semplice e, spesso e volentieri, è una difficoltà che incontrano molte coppie, ovvero la comunicazione. Entrambi sono personaggi riservati, con i loro trascorsi e le loro cicatrici, fanno fatica a fidarsi delle altre persone per i propri trascorsi, quindi non riescono ad esprimere a dovere i sentimenti che provano, preferendo tacere, o arrivando a esplodere con rabbia, e quindi non spiegando in modo appropriato il proprio punto di vista.
Comincia, così, un’altalena di emozioni in cui la protagonista cade e ricade continuamente, puntata dopo puntata, ma tutto ciò non fa altro che rendere la storia d'amore e i due amanti ancora più realistici e umani, perché, dopotutto, quando ci sono di mezzo i sentimenti, anche noi, spesso, siamo restii a capire.
Nonostante Na-bi, interpretata da Han So-hee, si abbandoni più volte a questa giostra di emozioni, non risulta una protagonista sottomessa, anzi, più volte mette dei paletti all’interno della relazione con Jae-eon, fattore che sconvolge piano piano il protagonista.
Non si fida di lui, eppure i sentimenti vincono ogni volta.
Non le piace la sensazione di dubbio che prova, eppure gli occhi di lui le trasmettono amore.
La bellezza del drama deriva anche dalla bravura dei due attori protagonisti, Song Kang e Han So-hee e alla loro palpabile chimica in ogni scena. La loro sintonia è evidente e possiamo vederla anche nei vari filmati dei backstage della serie. Ed è proprio in uno di questi che sorprendiamo i due attori protagonisti a continuare un focoso bacio, nonostante il regista abbia già stoppato le riprese: si sono talmente calati nei personaggi da faticare ad uscirne!
Han So-hee, d’altronde, è stata perfetta per questo ruolo: lei è stata l’unica del cast che non ha dovuto prendere lezioni di arte perché ha davvero frequentato un’università d’arte e alcune opere realizzate proprio da lei sono presenti all’interno della serie come oggetti di scena.
Molto interessante è anche il filo che unisce tutte le opere d’arte presenti nella serie.
La prima statua che raffigura la protagonista è quella realizzata ed esposta dal suo ex: è una scultura in una posa volgare, quasi come se Na-bi fosse soltanto un oggetto.
La seconda opera è quella che tenta di realizzare lei, lavorandoci giorno e notte, ma non trovando la forma finale che dovrebbe avere la scultura: è una ragazza con le ali, ma che fatica a prendere il volo, proprio come si sente la protagonista in quel momento della storia.
L’ultima statua esposta è, invece, significativa perché, dalla scultura precedente, distrutta per un incidente, rinasce un’opera meravigliosa che ha ali più grosse e che è staccata dal suolo, come se adesso potesse volare, lasciando a terra ciò che è rimasto dell’opera distrutta: è come se Na-bi avesse fatto la sua metamorfosi e si fosse trasformata in una persona più sicura che può andare incontro alla vita.
La complessità con cui viene rappresentato l’amore non riguarda solo la coppia principale: all’interno del drama sono presenti altre coppie con spunti davvero interessanti come Hye-ji e Min-gwi, migliori amici che non hanno mai superato la linea che divide amicizia e amore, e Ho-jung e Seo-a, due ragazze che non riescono a fare chiarezza nei loro sentimenti.
Lo spettatore ha, quindi, una molteplicità di personaggi in cui si può rivedere e rispecchiare.
Nel 2024 è uscito, sempre sulla piattaforma Netflix, un altro adattamento live-action del webtoon “Nevertheless”, questa volta giapponese, è arrivato da noi con il titolo in italiano “Eppure… Le forme dell’amore”.
Nonostante sia presente nel cast uno straordinario Ryusei Yokohama, il drama giapponese è come se avesse sempre il freno a mano tirato: ha edulcorato tanti aspetti interessanti presentati nel live-action coreano (innovativo e inusuale, per esempio, il fatto che venga affrontato un argomento come le mestruazioni) e dimezzando le tempistiche ha rinunciato a un’evoluzione adeguata dei personaggi.
Non lo vorrei dire, eppure il drama coreano è stato gestito meglio.
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