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  • Last Online: 3 hours ago
  • Gender: Female
  • Location: Florence, Italy
  • Contribution Points: 120 LV2
  • Birthday: May 01
  • Roles:
  • Join Date: May 13, 2017
Completed
The Match
0 people found this review helpful
by alis89
Apr 16, 2026
Completed 0
Overall 8.5
Story 8.5
Acting/Cast 9.0
Music 8.5
Rewatch Value 8.0
L’ultima partita di go era un film che attendevo da tempo, soprattutto per la presenza nel cast di Lee Byung-hun, uno dei miei attori preferiti. Il mio entusiasmo, però, ha dovuto fare i conti con un rinvio a data da destinarsi dovuto allo scandalo che ha coinvolto Yoo Ah-in, altro attore protagonista accusato di uso di sostanze stupefacenti: la sua immagine non viene mai usata nelle visual promozionali del film e persino il trailer è stato montato in modo da non mostrare mai il volto del suo personaggio.

Va fatta subito una piccola premessa: il film, pur ruotando attorno a un gioco così complesso e tradizionale come il go, è perfettamente fruibile anche da chi non ne conosce le regole, anzi, alla fine della visione ci si ritrova affascinati e incuriositi, tanto da avere il desiderio di saperne di più su questo gioco e sulle sue mosse.

L’ultima partita di go non è solo la storia della sfida fra due rivali, ma il racconto del profondo legame che lega i due protagonisti.
Ambientato tra gli anni ‘80 e ‘90, la storia racconta di Jo Hun-hyun, campione di go, che assistendo a una partita, scopre un piccolo talento, Lee Chang-ho: lui gioca a go solo da pochi mesi e nessuno gli ha mai insegnato le basi, ma in compenso ha un grande intuito e tanta ambizione. Hun-hyun decide di prenderlo sotto la sua ala protettrice e insegnargli tutto quello che sa. Per fare ciò Chang-ho si trasferisce a casa del maestro dove cresce sotto le cure di Hun-hyun e sua moglie.
Si percepisce fin da subito che il loro non sarà una semplice relazione tra maestro e allievo, bensì un legame più profondo che ricorda spesso quello tra un padre e un figlio.

La dimensione psicologica della storia è forse il suo elemento più interessante: conoscere l’affetto che lega i due protagonisti che sono destinati, tuttavia, a sfidarsi nel gioco -che comunque ha donato loro l’opportunità di incontrarsi- aggiunge una tensione emotiva che va oltre la competizione.
Il fatto che il film sia ispirato a una storia vera, infine, amplifica ulteriormente l’impatto emotivo.

Gli attori sono straordinari. Primo su tutti, proprio come mi aspettavo, Lee Byung-hun, che ci offre una performance intensa e piena di sfumature.
Sia lui che Yoo Ah-in, che interpreta Lee Chang-ho, riescono a trasmettere le emozioni provate dai protagonisti solo attraverso uno sguardo o un piccolo gesto, anche nelle scene di rigoroso silenzio. È così che, grazie alla bravura di questi due attori, si percepisce l’affetto e il rispetto che i loro personaggi provano l’uno per l’altro, la preoccupazione di vedere l’altro sconfitto, ma anche la voglia di scontrarsi nuovamente per vedere chi sarà il migliore nella prossima sfida.
Ma non sono solo loro due che mi hanno colpito per la loro bravura, infatti, sono rimasta affascinata anche dal giovane Kim Kang-hoon che veste i panni di Lee Chang-ho bambino: un piccolo talento in continua crescita che riesce ogni volta a sorprendere per le sue interpretazioni. Ha iniziato recitando il ruolo del bambino dei protagonisti in alcuni drama e di anno in anno si è ritagliato parti sempre più importanti.

Questo film si può vedere sulla piattaforma Netflix, sia con i sottotitoli in italiano, sia con il doppiaggio italiano, il quale ho trovato molto buono. In particolare è stato un piacere ritrovare Francesco De Francesco nel ruolo di doppiatore del personaggio di Lee Byung-hun, come già accaduto con il Front Man nel drama Squid Game.

L’ultima partita di go, in definitiva, è un film intenso che racconta di una partita che non si gioca solo sulla scacchiera contro un avversario, ma nella vita contro i propri limiti.

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Completed
Heesu in Class 2
0 people found this review helpful
by alis89
Apr 16, 2026
10 of 10 episodes seen
Completed 0
Overall 9.0
Story 9.0
Acting/Cast 9.0
Music 9.0
Rewatch Value 9.0
Definire Heesu in Class 2 un semplice Boys Love sarebbe estremamente riduttivo.
Questo drama, delicato e intenso al tempo stesso, è molto più di una storia d’amore: racconta, infatti, la complessità dell’adolescenza e ciò che significa crescere.

La serie tratta la vita di quattro studenti alle prese con le proprie insicurezze e i propri sentimenti che faticano a trovare le parole giuste per uscire fuori.
Al centro della storia troviamo Hee-su, un ragazzo che vive con tre sorelle eccentriche e che, ormai da un po’ di tempo, è innamorato del suo migliore amico, Chan-young, a cui non si è mai dichiarato per paura di perdere la sua amicizia.
Il loro rapporto entra comunque in crisi, anche senza la dichiarazione di Hee-su; fanno il suo ingresso in scena, infatti, la misteriosa e apparentemente imperturbabile Ji-yu e Seung-won, un ragazzo che sembra, fin da subito, avere un interesse per il protagonista.
L’arrivo di questi due personaggi innesca una serie di cambiamenti nei rapporti e nei cuori dei protagonisti.

Le vite di questi quattro adolescenti si intrecceranno fra loro in una vera e propria giostra di emozioni a cui anche lo spettatore è invitato a partecipare.

Uno degli aspetti più riusciti della serie è proprio la sua capacità di evocare ricordi nostalgici: il primo batticuore, le farfalle nello stomaco, la tensione di uno sfiorarsi di mani che vale più di mille baci. Emozioni semplici, ma potentissime, che la regia e gli attori sono riusciti a rendere tangibili senza eccessi o forzature.

Spicca fra tutti Ahn Ji-ho che, interpretando il protagonista Hee-su, dimostra ancora una volta la sua bravura.
Dopo averlo ammirato giocare a basket grazie al suo vivace ruolo nel film Rebound (2023), e dopo averlo visto ballare nei panni del suo complicato personaggio in BEGINS ≠ YOUTH (2024), qui Ahn Ji-ho dimostra ancora una volta la sua versatilità, dando vita a un protagonista tenero e impacciato, ma anche autentico: Hee-su risulta così, grazie ai suoi pregi e ai suoi difetti, alla sua grande generosità d’animo, ma anche ai suoi mille dubbi, un ragazzo estremamente realistico.
La passione per l’astronomia non è solo un lato del suo carattere che lo spettatore scopre puntata dopo puntata, ma un vero e proprio filo conduttore: i cambiamenti che avvengono nel rapporto fra i protagonisti e nei loro sentimenti, così come i titoli degli episodi stessi, sono associati a un aspetto dell’astronomia; amplificano così, grazie al paragone con fenomeni naturali, quello che succede nel cuore degli adolescenti nel pieno subbuglio delle loro emozioni.

Heesu in Class 2 è composto da 10 episodi di circa un’ora, disponibili con sottotitoli in italiano su Viki.
Un piccolo appunto, però, è doveroso: io, che ho apprezzato tantissimo il drama, non ho letto l’omonimo webtoon da cui è tratto, anche se ho tutta l’intenzione di farlo.
È giusto segnalare che la maggioranza di coloro che hanno letto prima il manhwa e poi guardato il live-action hanno espresso delusione per alcune scelte attuate nella trasposizione drama: molte parti della trama sono state tagliate, la storia d’amore è stata semplificata e alla coppia secondaria è stato concesso molto più spazio rispetto all’originale.

Eppure, da spettatrice che si è avvicinata alla storia solo tramite il live-action, ho trovato apprezzabile la scelta di dare risalto non tanto all’aspetto romantico in senso stretto, quanto al vortice emotivo dell’età adolescenziale, rappresentata sia dalla coppia principale, sia da quella secondaria.
La mancanza di contatto fisico, inoltre, non l’ho percepita come un difetto, ma come una scelta narrativa coerente: i sentimenti, dopotutto, si possono trasmettere anche grazie ad uno sguardo, un silenzio, o un gesto appena accennato.
In definitiva, Heesu in Class 2 è un piccolo gioiello che parla di amore, ma anche di amicizia e di crescita.

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Completed
ThamePo Heart That Skips a Beat
0 people found this review helpful
by alis89
Sep 27, 2025
13 of 13 episodes seen
Completed 0
Overall 9.5
Story 9.0
Acting/Cast 9.0
Music 9.5
Rewatch Value 9.5
Cosa succede quando un idol si innamora?
E se quella persona non fa parte del mondo dello spettacolo, e per di più è un ragazzo?

“ThamePo” non è di certo il primo progetto che parla di questo argomento, ma per qualche motivo mi ha particolarmente colpito.
Formata da 13 episodi da circa 45 minuti, questa serie non è giunta in Italia su piattaforme ufficiali, ma possiamo comunque guardarla facilmente grazie a diversi fansub amatoriali che hanno tradotte le varie puntate, settimana dopo settimana.

Il protagonista di questa storia è Po, un ragazzo che si è completamente azzerato per far in modo che il suo fidanzato, Earn, raggiunga il successo desiderato: lascia il suo lavoro da regista per cui ha studiato e lo aiuta ad aprire e avviare la sua attività. Solo che, quando le cose sembrano andare per il verso giusto, Earn decide di lasciare Po.
Con il cuore a pezzi, Po si rimbocca le maniche e cerca di fare più colloqui possibili per trovare un lavoro, ma inutilmente: tutti vanno a battere sullo stesso punto, ovvero il buco di tre anni in cui Po non ha lavorato.
In suo aiuto giunge Baifern, migliore amica di Po, nonché fan accanita del gruppo T-pop Mars, famosissimo in tutta la Thailandia: lei mette una buona parola per lui in modo che abbia un colloquio con la casa di produzione dei Mars, infatti, non è una semplice fan, ma la fondatrice del fan-club del gruppo.
Po vince il suo scetticismo e ottiene il lavoro, ma ben presto scopre che il video di cui si dovrà occupare non è una semplice clip che verrà trasmessa al prossimo evento dei Mars, bensì un video di addio che i membri dovranno girare e che sarà proiettato al loro ultimo concerto.
I Mars si stanno sciogliendo: i membri non vanno più d’accordo e il leader, Thame, ha deciso di firmare un contratto da solista in Corea, quindi presto si dovrà trasferire.

Il primo incontro fra Po e Thame non è dei migliori.
Po rivede nell’egoismo di Thame, che abbandona gli altri membri appena ha raggiunto il suo obiettivo, quello del suo ex.
Thame è convinto che Po sia un sasaeng (un fan tossico) che ha accettato il lavoro solo per scoprire qualche novità suoi vari membri del gruppo.
Dal loro scontro si crea, per fortuna, un dialogo che fa capire a Thame che Po non è un fan accanito, anzi, non è proprio un loro fan, conoscendo i Mars solo di rimando grazie a Fen. Po riflette sulle parole di Thame e arriva alla conclusione che anche chi va avanti e lascia qualcuno indietro soffre e non sempre lo fa per un suo volere.
Da cosa nasce cosa e arrivano ad una decisione, ovvero riunire i Mars.

L’obiettivo imposto non è semplice visto che hanno una casa discografica contro, il cui interesse è solamente quello di far soldi e la loro gallina dalle uova d’oro è proprio Thame, ma come solista.
Gli episodi risultano scorrevoli e ben bilanciati tra storia d’amore e focus sul gruppo.
Piano piano vengono presentati i vari membri dei Mars: il distaccato e attaccabrighe, almeno in apparenza, Jun; il freddo e arrabbiato Dyaln; il più piccolo e confuso ballerino del gruppo, Nano; il maturo Pepper che nasconde, però, un segreto.

La recitazione forse è il tallone d’Achille di questa serie poiché non sempre splende: ma è tutto giustificato dal fatto che nessuno dei protagonisti nasce come attore.
Po è interpretato da Est che ha già avuto qualche ruolo come attore secondario in qualche serie, ma non dimentichiamoci che lui è principalmente un nuotatore che fa parte della nazionale thailandese e che ha vinto diverse medaglie.
Nonostante questo, Est dà vita a un Po calmo e riflessivo, dal grande cuore, pronto ad aiutare gli altri, ma che non ha nessuna fiducia in se stesso e nelle proprie capacità.
Anche William è stato un protagonista bravissimo: all’apparenza distaccato e irruento, si rivela poi tutto l’opposto, grazie anche a sguardi dolcissimi e preoccupati verso Po e verso i suoi compagni.

I cinque ragazzi che interpretano i membri dei Mars sono un gruppo T-pop vero e proprio, i LYNK. William, Nut, Hong, Nano e Tui sono i finalisti del programma Project Alpha del 2023 in cui si sono dovuti sfidare con gli altri concorrenti a suon di canzoni e balli per conquistare l’occasione di poter debuttare. La recitazione, quindi, non era nelle prove che hanno dovuto superare, ma hanno dato comunque dimostrazione di essere bravi, con qualche miglioramento anche in quello.

Forse con questo si spiega anche un altro punto che non mi è piaciuto di questa serie, ossia come sono stati truccati i personaggi.
Non nego che all’inizio avevo bypassato la visione di “ThamePo” perché non attratta dalle visual dei protagonisti, troppo truccati e troppo artificiosi, con abiti improbabili, cominciando a vedere la serie solo dopo aver letto pareri positivi.
È un difetto che rimane durante le puntate, ma è un look molto simile a quello che hanno i LYKN sul palco. Certo che sotto i riflettori è un conto, in un drama, che dovrebbe rappresentare la vita reale, è un altro, considerando anche che questi ragazzi sono bellissimi "acqua e sapone".

Sicuramente il fatto di aver usato un gruppo già esistente per creare un gruppo fittizio ha agevolato molti fattori: nella serie più volte possiamo notare spezzoni di MV o immagini reali del gruppo LYKN.
Per l’uscita di “ThamePo” sono state realizzate, inoltre, delle canzoni apposite, rilasciate via via con gli episodi e che i ragazzi, come LYKN, continuano a cantare ai propri concerti.
La loro sinergia e energia, sul “finto” palco e dietro le telecamere risulta ben visibile e naturale, probabilmente dovuto al fatto che i membri si conoscono già da tempo e hanno padronanza del mondo dello spettacolo.

Non è solo la linea sottile che divide i Mars dai LYKN ad essere un fattore che ha aiutato nella promozione della serie. I produttori hanno usato anche un altro piccolo escamotage che ha fatto breccia sul cuore di molti: Est ha partecipato a quasi tutti gli ultimi concerti dei LYKN al grido dei fans che hanno così pensato “Thame e Po sono davvero reali!”

Non che ci fosse bisogno di così tanta pubblicità. In questo drama non manca niente: buona musica (personalmente ho sbloccato un nuovo livello, dopo il J-pop e il K-pop, è arrivato il T-pop), amicizia, sacrifici e duro lavoro, voglia di stare insieme e anche una tenera storia d’amore.

Il focus è ovviamente sullo stress che devono affrontare i ragazzi dovuto soprattutto alle aspettative, spesso egoistiche, da parte dell’agenzia, dei giornalisti e dei fans; riguardo quest’ultimi abbiamo una grande portavoce, Baifern, di cui più volte abbiamo modo di ascoltare il punto di vista.
Non è tutto oro ciò che luccica e anche in questo caso è così. I ragazzi devono spesso rinunciare a se stessi, a ciò che vorrebbero fare veramente, ai loro rapporti, per poter continuare la loro ascesa al successo.
Perché, quando sei un idol, non esiste differenza fra la vita privata e quella sotto i riflettori.
I Mars cercano di affrontare tutto questo insieme. Dopotutto si sono allontanati già una volta e non vogliono che risucceda. Lo capiamo benissimo dai primi piani presenti che raffigurano forti abbracci e membri che si tengono per mano.

Non sono solo gli idol, però, a dover intraprendere una strada verso la crescita personale.
Po dovrà affrontare una grossa sfida e prendere una decisione difficile.
Insicuro sul proprio potenziale, forse perché non riconosciuto dal suo ex nel momento di maggior successo, Po si domanda se è meglio realizzare i propri sogni o essere fedeli ai propri principi, perché, a volte, la vita ci porta a una scelta fra i due.
In una società dove l’apparire è la cosa fondamentale, Po si chiede se sia giusto arrivare al successo ed essere lodato, ma non essere più se stesso o se è meglio non essere nessuno, ma apprezzato dalle persone che contano davvero.
Chi aiuta a districare la nebbia di dubbi di Po è proprio suo zio, figura sempre presente per il nipote, che ammette di non aver mai avuto un sogno, eppure è cresciuto e invecchiato bene lo stesso.
E non solo lui, ma anche gli altri protagonisti faranno capire a Po che l’importante non è essere luminosi, ma brillare per le persone che abbiamo accanto.

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Completed
Navillera
0 people found this review helpful
by alis89
Sep 27, 2025
12 of 12 episodes seen
Completed 0
Overall 9.5
Story 9.5
Acting/Cast 9.5
Music 9.0
Rewatch Value 9.0
"Navillera", o meglio "Nabillera" come si pronuncia in coreano, fa riferimento alla grazia e all’eleganza con cui i ballerini di danza classica si muovono, molto simile a quelle di una farfalla (in coreano si dice, infatti, “nabi”).
Ed è proprio con grazia ed eleganza che questo drama coreano di otto episodi, live-action dell’omonimo webtoon, ci presenta le vite di alcuni personaggi che si intrecciano fra loro.

Raffinata è anche la cornice di questa storia. La fotografia e le luci sono attentamente studiate in ogni loro particolare e tutti gli oggetti di scena sono estremamente curati. Un occhio di riguardo è soprattutto per la sala da ballo, in cui la luce, entrando dolcemente dalle finestre, illumina esattamente dove deve andare l’attenzione dello spettatore.

In questo sottofondo onirico, accompagnato da musica classica, ci viene presentato il protagonista di questa storia, Deok-chul, un anziano dal cuore buono che ha dedicato tutta la sua vita alla famiglia e a mantenerla, lavorando sempre duramente. Adesso che è in pensione vorrebbe rispolverare il sogno di quando era un bambino, ovvero quello di fare danza classica, cerca una scuola e un’insegnante, ma non è così semplice praticare una disciplina così rigida come la danza con l’avanzare dell’età.
Ma Deok-chul non si dà per vinto: è ostinato a fare finalmente qualcosa per se stesso, a realizzare un desiderio nascosto in lui da sempre, perché non è mai troppo tardi per realizzare i proprio sogni.
O meglio, bisogna realizzarli prima che sia troppo tardi.
Questo personaggio è interpretato dal simpaticissimo Park In-hwa che si è messo in gioco a più di settant’anni indossando body e calzamaglia e facendo passi di danza difficilissimi.

Quello che sarà il suo insegnante è Chae-rok, un giovane ballerino. Se da una parte lui ha dovuto combattere per studiare danza classica, e tutt’ora sta combattendo tanto che è quasi scoraggiato nel proseguire con questa disciplina, dall’altra Chae-rok, grazie all’incontro con Deok-chul, capisce di essere fortunato: dopotutto è ancora giovane e ha tutto il tempo davanti per poter realizzare i propri sogni.
Ciò che nasce fra loro due è una strana amicizia che si potrebbe paragonare quasi a un rapporto tra padre e figlio: mentre Chae-rok cerca di realizzare il desiderio di Deok-chul, l’anziano fa conoscere al giovane cosa significa avere una famiglia e passare del tempo con questa, facendo piccole azioni quotidiane come guardare la TV e consumare un pasto insieme.
Chae-rok, d’altro canto, diventerà indispensabile per Deok-chul nel momento del bisogno e sarà come se fosse il terzo figlio di Deok-chul.
Il giovane ballerino è interpretato da Song Kang, il talentuoso “figlio di Netflix”, che anche in questo drama ci ha dimostrato tutta la sua bravura. Se qualcuno si stesse domandando se è proprio lui che balla nelle varie scene di danza classica: sì, è lui.
Song Kang, infatti, ha preso lezioni di danza classica per mesi per poter interpretare il personaggio di Chae-rok.

Presentando solo i due personaggi principali si capisce già che i temi affrontati sono molteplici e tutti interessanti. In realtà, dietro a "Navillera" si nasconde molto di più, ma è un percorso leggero ed elegante che lo spettatore deve fare accompagnato da piccoli passi di danza con i due protagonisti, quindi non aggiungerò altro.

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Completed
BL Metamorphosis
0 people found this review helpful
by alis89
Sep 27, 2025
Completed 0
Overall 9.0
Story 9.0
Acting/Cast 9.0
Music 8.5
Rewatch Value 9.0
“BL Metamorphosis” è un’ottima trasposizione live-action: ricorda benissimo l’atmosfera del manga e, anche se taglia alcune parti della storia per ovvie ragioni di tempistiche, lo spirito ne rimane inalterato.
Non vi fate scoraggiare dalla durata di quasi due ore, perché voleranno! Anche se è una storia semplice, io non ho smesso di sorridere dall’inizio alla fine di questo tenerissimo film.
La storia, infatti, parla di un’amicizia un po’ inusuale con una differenza di età di quasi 60 anni! Ma mentre la signora Ichinoi sprona Urara a crescere e fare quello che ama, Urara riesce a far riscoprire all’anziana signora l’adolescente che è in lei.
Ho apprezzato tanto il parallelismo fra la vita delle protagoniste e la storia del manga che leggono, e mi è piaciuto molto come lo hanno reso nell’inquadratura.
Strepitose le due attrici protagoniste: Mana Ashida, nel ruolo di Rara, e Nobuko Miyamoto, nel ruolo della signora Ichinoi. Non era semplice rendere quello che avevamo letto nel manga.

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Completed
KPop Demon Hunters
0 people found this review helpful
by alis89
Sep 27, 2025
Completed 0
Overall 9.0
Story 9.0
Acting/Cast 9.0
Music 9.5
Rewatch Value 9.0
KPop Demon Hunters domina le classifiche di Netflix e le sue canzoni quelle di Spotify. Eppure la sua trama, ad una prima occhiata, non sembra particolarmente originale: tre ragazze che usano la magia per combattere i demoni.
E allora perché sta facendo impazzire i social media? Qual è il suo segreto?
Probabilmente è la sua radicata connessione con la Corea del Sud. Il film, infatti, riesce a fondere k-pop e elementi culturali coreani.
Le nostre protagoniste Rumi, Zoey e Mira non sono semplice maghette, bensì le Huntrix, una delle più famose girl band k-pop in vetta a ogni classifica musicale. Acclamate idol che devono affrontare concerti sold-out e pazzesche coreografie, sono anche guerriere che combattono contro i demoni che minacciano l’umanità. E proprio dal popolo dei demoni arriveranno i loro principali nemici, sia sopra che sotto il palcoscenico, che complicheranno il lavoro di idol e cacciatrici: i Saja Boys, un gruppo k-pop formato da cinque bellissimi, muscolosissimi e talentuosissimi ragazzi, Jinu, Abby, Romance, Mystery e Baby Saja, che in realtà sono demoni che si nutrono delle anime dei fan.

Le eroine presentate sono molto distanti dall’essere perfette: Mira è definita come la “pecora nera” dalla sua famiglia; Zoey è sempre stata divisa tra due mondi, la Corea dove è nata e la California dove è cresciuta, non trovando il suo posto; Rumi nasconde (anche alle sue compagne) un grande segreto, ovvero che suo padre era un demone.
Jinu, d’altronde, non è il classico cattivo: è un demone, eppure è gentile con Rumi e con gli altri membri del suo gruppo; è un personaggio che si porta dentro una grande vergogna e per questo collabora con il re dei demoni.
Gli altri membri dei Saja Boys, invece, non sono altro che lo stereotipo della formazione dei gruppi k-pop: di solito è presente il membro muscoloso (Abby), uno più sentimentale (Romance), un altro più misterioso a cui non piace molto parlare (Mistery) e il più piccolo del gruppo, il makne, che spesso è dolce e carino, ma alcune volte si rivela essere quello con la voce più bassa (Baby Saja).
All'interno della storia si ironizza più volte sul mondo del k-pop, non solo attraverso questi personaggi, creando una critica molto velata e divertente al tempo stesso.

Già questo basterebbe per spiegare il successo virale che ha avuto questo film: le fan del k-pop (e non solo) stanno facendo a gara per scovare tutte le somiglianze tra i protagonisti e i loro beniamini.
In realtà, la regista Maggie Kang ha già dichiarato da quali stelle del k-pop ha preso ispirazione per i suoi personaggi: le Huntrix richiamano i gruppi femminili di maggior successo come ITZY, BLACKPINK e TWICE; i Saja Boys i gruppi maschili come i BTS, Stray Kids, ATEEZ, BIGBANG, TXT e Monsta X.
L’unico personaggio di cui Maggie Kang ha parlato con maggior chiarezza riguardo ai suoi modelli di riferimento è Jinu: dovendo dare l’impressione del tipico e bellissimo ragazzo coreano dai capelli neri, per lui sono stati presi come spunto il cantante e attore Cha Eun-woo (degli ASTRO) e l’attore Nam Joo-hyuk.
Per gli altri membri dei Saja Boys non ci sono riferimenti precisi, ma su Internet continuano a girare video e foto cercando somiglianze, moda a cui non riesco nemmeno io a sottrarmi: per me, potete dire quello che volete, ma Baby Saja, il rapper dalla voce bassa e dall’aria da cucciolo, è la fusione di Suga e Jimin dei BTS.
Tanti sono gli omaggi al k-pop: le TWICE (che cantano l’ultima canzone Takedown) sono presenti nella classifica anche di questo universo, e vediamo perfino un loro poster appeso.
Nella clinica del dottore, invece, è presente una fotografia che indubbiamente ritrae Lee Know, Felix e Hyunbin degli Stray Kids con l’outfit dell’MV di Thunderous.
Perfino l’entrata in scena stessa di uno dei membri dei Saja Boys, Abby, quando grazie ai suoi muscoli fa volare i bottoni della sua camicia, sembra un chiaro rimando a una scena avvenuta davvero: durante il terzo giorno di concerto Permission to Dance On Stage dei BTS è capitata una cosa simile al muscolo Jungkook, lasciando i suoi pettorali in bella vista; è stato l’unico momento in cui si sono sentite le voci degli Army - causa pandemia non era permesso urlare e applaudire -, reagendo proprio come hanno reagito le nostre protagoniste.

Le colonne sonore sono uno dei punti di forza di KPop Demon Hunters: non accompagnano solamente la storia, ma fanno parte della trama stessa (quindi, suggerisco di attivare i sottotitoli in italiano). Oltre alla già citata canzone finale interpretata dalle TWICE, o meglio da tre di loro, Jeongyeon, Jihyo e Chaeyoung, sono presenti numerosi altri brani realizzati ad hoc per il film, con tanto di coreografie complete, ormai diventate virali su TikTok. Golden delle Huntrex e Soda Pop dei Saja Boys sono probabilmente già entrate nella playlist di molti.
Tutto questo anche grazie all’impeccabile lavoro che hanno fatto i doppiatori, sia nelle parti parlate che in quelle cantate.
Una piccola curiosità sulle voci riguarda proprio l’antagonista del film, Gwi-ma, che è doppiato da Lee Byung-hun, attore che interpreta un altro famoso rivale, ovvero il Frontman di Squid Game: sicuramente i cattivi gli riescono egregiamente!

Non mancano neppure gli easter egg che riguardano i k-drama. Proprio nella scena già citata sopra, quando i Saja Boys compaiono per la prima volta, si può sentire in sottofondo la classica musica da rom-com, e in questo caso altri non è che la OST del famoso drama Business Proposal - in cui Ahn Hyo-seop, voce di Jinu, interpretava proprio il protagonista -, intitolata Love Maybe dei MeloMance.
I rimandi al mondo dei drama non finiscono qui, ma non volendo svelare troppo dico solo che è presente una scena che potrebbe ricordarne un’altra presente in My Demon (o anche Goblin o Cupido, Amore mio).

Il legame con la Corea è ovunque: nei costumi, nelle armi, nel cibo e persino nell’ambientazione.
I Saja Boys rimandano in tutto e per tutto, dal nome ai vestiti, ai cupi mietitori, ovvero le guide che portano i morti nell’aldilà secondo la tradizione coreana.
Saja significa leone, ma fa parte anche della parola Jeosung Saja, ovvero i tristi mietitori, e proprio come loro, i Saja Boys si vestono indossando hanbok - vestito tipico coreano - nero con il tipico cappello a tesa larga di nome gat.

Le armi che le Huntrix usano per sconfiggere i demoni non sono altro che oggetti cerimoniali usati per sconfiggere il male, ma rielaborati in chiave moderna: Rumi combatte con una spada chiamata Saingum; Zoey usa dei coltelli di nome Daesinkal; Mira utilizza il Weoldo, che somiglia molto al Guandao cinese.

Persino la città in cui è ambientato KPop Demon Hunters ha riferimenti ben precisi, sembrando in tutto e per tutto una Seoul alternativa: possiamo riconoscere la Torre di Seoul, l’Han River Park e il Villaggio Andong Hahoe.
Senza contare supermercati con distese di cup ramyeon! E non sono i soli cibi tipici coreani presenti, perché le nostre protagoniste si ingozzeranno (letteralmente!) con gimbap e seolleongtang che vi faranno venire l’acquolina in bocca.

Infine, anche la mitologia coreana entra in scena: le due mascotte e animaletti di Jinu sono una tigre e una gazzella, protagonisti di una celebre favola coreana in cui la gazzella riesce con l’astuzia a vincere sulla forza del felino; solo che qui sono rappresentati in modo più carino e tenero, e la tigre è addirittura più… imbranata!

In sostanza, KPop Demon Hunters crea un universo colorato, giocoso, simpatico e pieno di riferimenti alla cultura coreana che lo rendono irresistibile per ogni fan della Corea.
Ma c’è di più, perché riesce ad entrare nei cuori anche di chi è estraneo a questo mondo, grazie al suo messaggio chiaro e importante. Le voci con cui Gwi-ma riesce a controllare Jinu e gli altri demoni possono semplicemente essere interpretati come una metafora dei nostri pensieri negativi: sensi di colpa, sensazione di non essere all’altezza o di non essere abbastanza sono tutte preoccupazioni che ci schiacciano, ansie che possono portarci a sminuirci e, alcune volte, anche alla depressione.
L’unico modo per sconfiggere queste vocine che ci parlano e ci demoliscono mentalmente è accettare sé stessi per quello che si è e il passato che abbiamo alle spalle; grazie all’aiuto degli affetti che abbiamo scelto per accompagnarci in questo viaggio e alla musica che ci fa stare bene possiamo sconfiggere demoni ben più grandi di Gwi-ma.

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Completed
Nevertheless: The Shapes of Love
0 people found this review helpful
by alis89
Apr 15, 2025
8 of 8 episodes seen
Completed 0
Overall 6.0
Story 6.0
Acting/Cast 6.5
Music 6.0
Rewatch Value 6.0
“Eppure… le forme dell’amore” è un drama giapponese di otto episodi, di circa mezz’ora ciascuno, disponibile su Netflix con i sottotitoli in italiano.
Trasposizioni live-action del webtoon coreano “Nevertheless”, la storia parla di due giovani che hanno problemi a relazionarsi: lui, per motivi che verranno solo accennati nel corso degli episodi, ha difficoltà a legarsi ad una persona con una relazione seria; lei ha appena rotto un legame con un uomo che la trattava con sufficienza.
Il loro incontro darà vita a una storia non semplice da gestire, da parte di entrambi.

La serie giapponese risulta avere, fin da subito, qualche problema e per capire dove si trova l’intoppo, ho recuperato la trasposizione live-action coreana del 2021 intitolata, come il manhwa, “Nevertheless” e, notando da subito varie differenze tra le due serie, ho deciso di sfogliare alcune tavole del webtoon.
Premesso che la serie coreana risulta, almeno rispetto ai primi capitoli, molto fedele all’opera originale, oltre che molto bella e scorrevole, in “Eppure… le forme dell’amore” si evincono tre problemi principali.

Il primo sta nel fatto che hanno edulcorato molti aspetti e temi, sostituendo o tagliando di netto alcune scene che forse potevano risultare troppo forti per un pubblico giapponese.
Un esempio, senza andare molto oltre rischiando di svelare qualcosa di troppo, lo possiamo notare fin dai primi minuti: la statua che è stata realizzata da quello che poi diventerà l’ex-fidanzato della protagonista non è come quella del webtoon (e del drama coreano) che, invece, è molto più cattiva e d’impatto psicologico, tanto da scioccarla.

Paradossalmente, al contrario di alcuni argomenti che sono stati appiattiti, sono stati portati agli estremi i caratteri dei due protagonisti.
Lui, nella trasposizione coreana, si presenta come un ragazzo che ha paura di innamorarsi e per questo mette un muro fra sé e qualsiasi ragazza, preferendo quasi sedurre che cascare nella trappola dell’amore.
Nella trasposizione giapponese non notiamo che dietro a questa corazza c’è un uomo che in passato è stato ferito, ma semplicemente si presenta come una red flag da cui stare lontano. Certo, il fatto che sia interpretato da un magnifico Ryusei Yokohama lo rende una bellissima e seducente red flag ed è forse l’unico motivo per cui lo spettatore continua la visione, ma pur sempre una red flag rimane.
Lei, in questa trasposizione, è descritta senza amor proprio diventando un vero e proprio zerbino, aspetto non presente nella versione coreana dove la protagonista ha un orgoglio che le permette più volte di rispondere di no al partner e di mettere dei paletti nel loro rapporto.
In questa versione non sembra presente neanche una crescita caratteriale dei personaggi e tutto ciò può essere legato all’ultimo problema di questo drama: la ridotta durata.

Se il drama coreano ha il tempo per descrivere l’evoluzione di ogni personaggio, contando ben dieci episodi da un’ora ciascuno, nel drama giapponese, con meno della metà del minutaggio, non risulta possibile. Non c’è proprio il tempo materiale per approfondire e curare quest’aspetto, anche perché sono state mantenute due delle tre coppie secondarie: tagliarle, del resto, sarebbe stato uno spreco poiché portano sullo schermo storie davvero interessanti, realistiche e molto attuali.
Non ha spazio neanche il second-lead, ridotto quasi ad una semplice comparsa: un grandissimo peccato pensando a quanto mi è piaciuto il suo personaggio nella versione coreana.

La storia di per sé, quindi, non è il problema, ma lo è come è stata gestita.
Malgrado ciò, non è tutto da buttare: gli episodi si fanno guardare (anche se si capisce fin da subito che non tutto è spiegato come dovrebbe).
Sorge, però, un dubbio: se rimarranno impressi nella memoria dello spettatore dopo la visione, nel corso del tempo.
La cura della fotografia, dei colori e delle luci in “Eppure… le forme dell’amore” è davvero meravigliosa, ma del resto lo era anche in “Nevertheless”. In quest'ultimo, per di più, sono presenti opere d'arte magnifiche; non possiamo dire lo stesso per il drama giapponese.
Non bastano, in conclusione, questi pochi elementi positivi a salvarlo, preferendogli in tutto e per tutto la versione coreana.

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Completed
Newtopia
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by alis89
Apr 15, 2025
8 of 8 episodes seen
Completed 0
Overall 7.5
Story 7.0
Acting/Cast 7.5
Music 7.0
Rewatch Value 7.5
"Newtopia" è un drama coreano di otto episodi, da circa un’ora ciascuno, che è possibile vedere su Prime Video, sia con i sottotitoli, sia doppiato in italiano.

È incentrata su una storia d’amore durante un’apocalisse zombie, e ancora non mi è ben chiaro se è stata una genialità, o pura follia, aver fatto uscire questa serie proprio nel mese dell’amore, una settimana prima di San Valentino.
La trama è, infatti, incentrata su due giovani ragazzi, Yeong-ju e Jae-yun. La prima ha finito da poco l’università e sta entrando nel mondo del lavoro. Lui è partito per la leva obbligatoria, ma in realtà è rimasto sempre nella stessa città, facendo parte di un distaccamento dell’esercito che si occupa di possibili attacchi aerei e che ha base all’ultimo piano di un grattacielo nel bel mezzo di Seoul che ospita anche un hotel e un ristorante di lusso. Proprio per la sua posizione, i militari hanno provato solo in teoria quello che dovrebbero fare in caso di pericolo, non mettendolo mai in pratica: non hanno, quindi, grande dimestichezza con le armi.

Fidanzati ormai da anni, stanno affrontando una crisi di coppia: i cambiamenti nella sua vita e il fatto di non poter sentire o vedere il fidanzato quando vuole, portano Yeoung-ju a chiedere una pausa di riflessione, ma, appena prende questa decisione, la città comincia ad essere invasa da zombie.
La prima preoccupazione è proprio Jae-yun: non riuscendo a contattarlo vuole raggiungerlo, decisione appoggiata dalla madre (che riesce a sentire telefonicamente), la quale pensa che non ci sia posto più sicuro di una base militare.
Non sarà proprio così perché gli zombie hanno invaso anche l’hotel; mentre lei intraprenderà un viaggio per le strade di Seoul per raggiungere il grattacielo dove si trova l’amato, Jae-yun dovrà trovare il modo di scendere dall’ultimo piano del palazzo fino a terra.
In questo folle viaggio per ritrovarsi, i due protagonisti saranno accompagnati da personaggi stravaganti che vanno e vengono, ma ai quali ci si affeziona subito.

Palese, fin dal primo episodio, come i militari ritenuti meno adatti per la leva, tra cui anche il protagonista, siano, invece, i personaggi che in questa apocalisse aiutano maggiormente nella discesa verso il piano terra.
"Newtopia", infatti, nonostante sia un horror, è anche una commedia che porta con sé tanta ironia e tanto umorismo nero: molte le scene, che in teoria, dovrebbero essere tragiche, in cui, per come sono state girate e per come sono state rese, lo spettatore non può fare a meno di ridere, o almeno di sorridere.
Questo grazie anche alla bravura degli attori, primi fra tutti i due protagonisti.
Park Jung-min (che interpreta Jae-yun) lo avevo già visto in altri progetti, ma con personaggi più seri, a volte anche drammatici, alcuni bizzarri, ma forse non così folli; in questa veste comica mi ha davvero colpito.
La protagonista è interpretata da Jisoo che, ricordo, non è nata come attrice, essendo un membro delle Black Pink. Questa idol ci aveva già dimostrato di essere brava in questo campo con "Snowdrop", e qui ci conferma nuovamente il suo talento con espressioni che fanno ridere, nonostante la situazione.

Anche il doppiaggio è molto buono e scorrevole: le voci si adattano ai personaggi in modo che la serie sia godibile anche senza la lingua originale. Mi dispiace solo che Park Jung-min non sia stato doppiato nuovamente da Lorenzo Crisci, che gli aveva già dato la voce nel film "Miracle", ma inutile dire che Manuel Meli ha fatto un lavoro straordinario.

"Newtopia", nonostante abbia questa vena molto umoristica, resta comunque un horror che, quindi, non consiglio a tutti: la storia, dopotutto, parla di un’apocalisse zombie ed è normale trovare durante la visione scene truci o splatter con cervelli che fuoriescono dal cranio o budella che non stanno proprio dove dovrebbero stare.

Il finale è apprezzabile: non risponde a tutte le domande lasciando alcune piccole cose in sospeso, aprendo così la possibilità a una seconda stagione, ma chiude in modo esaustivo l’arco narrativo presentato.

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Completed
Frankenstein's Love
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by alis89
Feb 6, 2025
10 of 10 episodes seen
Completed 0
Overall 8.0
Story 8.5
Acting/Cast 9.0
Music 9.0
Rewatch Value 8.0
“Frankenstein no koi” è un drama giapponese di 10 puntate del 2017.
Il titolo fa ovviamente riferimento all’opera “Frankenstein” di Mary Shelley: anche qui, infatti, troviamo una Creatura che deve la sua vita ad un dottore.

Il mostro presente in questa serie televisiva è immortale e vive isolato nelle foreste, ama i rottami, ma soprattutto le vecchie radio e la musica. Vorrebbe più di ogni altra cosa al mondo avvicinarsi agli umani e conoscerli meglio, ma teme la propria forza e, più che altro, le proprie emozioni.

Questa Creatura, in effetti, non riesce a riconoscere le proprie emozioni e, soprattutto, a controllarle: ogni volta che prova qualcosa, espelle dal proprio corpo qualche elemento naturale, possono essere dei semplici, innocui e simpatici funghetti per le emozioni più lievi, fino ad arrivare a scorie velenose, o altro, quando prova paura e terrore.

Il suo isolamento finisce quando una studentessa e ricercatrice lo trova e cerca, piano piano, di fargli scoprire il mondo umano. Non sarà di certo semplice: la Creatura è affascinata, ma anche smarrita e spaventata allo stesso tempo.

Nel drama “Frankenstein no koi” non sono presenti azioni o colpi di scena, anzi, è un drama che si prende il suo tempo, e con il suo ritmo delicato indaga sulla difficoltà di riconoscere le proprie emozioni, di saperle accettare e gestire, e non sarà solo la Creatura a dover affrontare tutto questo percorso.
È una serie che parla di emozioni, ma che ne trasmette anche tante, e che vi farà sorridere e piangere episodio dopo episodio.

Il cast è straordinario, sono tutti magnifici nel proprio ruolo, a partire dai protagonisti con il bellissimo (nonostante ricopra i panni del mostro) Go Ayano e una giovane Fumi Nikaido che interpreta la studentessa, passando per tutti i personaggi secondari come quello interpretato dal bravissimo Yuya Yagira.
Il tutto è contornato da meravigliose musiche: “Bouningen” dei Radwimps e “Shiawase no Toki” di Uru.

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Completed
Old Fox
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by alis89
Sep 10, 2024
Completed 0
Overall 7.5
Story 7.5
Acting/Cast 8.0
Music 7.5
Rewatch Value 7.5
"Old Fox", ad un primo acchito, può sembrare un film lento. In realtà questo è il giusto ritmo della crescita del protagonista e dell'attesa: si aspetta il momento giusto, la felicità. Meta che è sempre rimandata. Ed è così che il vecchio padrone di casa, soprannominato appunto "Old Fox", si avvicina al piccolo protagonista, cercando di insegnargli che ci sono delle scorciatoie per arrivarci. Una storia che fa interrogare lo spettatore su cosa sia giusto e cosa sia sbagliato e fa riflettere sulle opportunità e le disuguaglianze all'interno della società. Bravissimi gli attori: ogni personaggio è reso in modo impeccabile, soprattutto il protagonista con il quale si ha quasi la sensazione di crescere durante la visione.

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Completed
Rookie
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by alis89
Sep 10, 2024
Completed 0
Overall 8.0
Story 8.0
Acting/Cast 8.0
Music 8.0
Rewatch Value 8.0
In una scuola cattolica in cui le suore non vogliono una squadra di basket femminile perché "questo sport rende le ragazze gay", una nuova studentessa si innamora di un nuovo sport, la pallavolo, e della sua compagna di squadra. Un film bellissimo che con delicatezza e in modo spensierato, mette sotto i riflettori temi importanti come le molestie sessuali e la chiusura mentale, ma senza mai diventare pesante grazie a momenti teneri e allegri che bilanciano il tutto. Grazie a questa miscela, lo spettatore non staccherà mai gli occhi dalla scena, sentendosi coinvolto in questo emozionante percorso di crescita che fa appassionare sia alla protagonista che a tutto il team.

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Completed
Ditto
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by alis89
Sep 10, 2024
Completed 0
Overall 8.5
Story 8.5
Acting/Cast 9.0
Music 8.5
Rewatch Value 8.5
Fra i vari film proposti al "Far East Film Festival" (FEFF) questo era l’unico, fra quelli che mi interessavano veramente, proposto anche online ed un po’ mi è dispiaciuto perché, fra quelli non inseriti e quelli con restrizioni di giorno e orario, la scelta non era vastissima sulla piattaforma digitale.
Ma almeno mi sono potuta godere questo bellissimo film, remake dell’omonimo film, sempre coreano, del 2000.
La storia parla di due ragazzi che riescono a comunicare tramite una radio, ma capiranno ben presto che lui vive nel 1999 e lei ai giorni nostri.
Ottimale la scelta della regista Eun-young Seo di usare tonalità di colore diverso per le due epoche, in modo da far comprendere al meglio lo spettatore.
Nella prima parte del film sembrerebbe proprio la classica storia tenera e delicata; ma a circa metà visione, succede l’inaspettato con uno straordinario colpo di scena. Il racconto conserverà la sua dolcezza, ma cambierà direzione.
Straordinario Jin-goo Yeo nel ruolo del protagonista che riesce a trasmettere tutte le emozioni provate dal suo personaggio: mi ha fatto commuovere tantissimo nella scena finale del film.

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Completed
Watashi no Naka no Kanojo
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by alis89
Sep 10, 2024
Completed 0
Overall 7.0
Story 7.0
Acting/Cast 7.5
Music 7.0
Rewatch Value 7.0
Un film che racchiude quattro storie al suo interno, tutte ambientate nel periodo del distanziamento sociale.

Ed è così che i protagonisti, come del resto abbiamo fatto noi nel periodo del "COVID", si inventano nuovi modi per fare una rimpatriata fra ex compagni di scuola, conoscere nuove persone, parlare con qualcuno, e anche truffare le persone.
Sono racconti che si soffermano soprattutto sull’impatto psicologico che ha avuto nelle persone questo virus, ma, più di tutto, il distanziamento sociale; perché, dopotutto, qualcuno si è ritrovato in completa solitudine ad affrontare tutto questo, qualcuno senza casa, qualcun altro senza lavoro. Sono storie che fanno riflettere su valori come amicizia, l’amore, la solidarietà e la necessità di contatto umano.
In tutte e quattro troviamo come protagonista la bravissima attrice Nahana che interpreta personaggi diversi, come a voler significare che ognuna di loro potremmo essere noi.

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Completed
We’re Both Grooms
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by alis89
Sep 10, 2024
1 of 1 episodes seen
Completed 0
Overall 7.5
Story 7.5
Acting/Cast 7.5
Music 7.5
Rewatch Value 7.5
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"Boku mo Aitsu mo Shinrodesu" è uno speciale di un’ora veramente dolcissimo: breve, leggero e scorrevole, ma comunque con una bella tematica dietro, ovvero l’accettazione dell’omosessualità da parte della famiglia e degli amici. Certo, il pretesto è un po’ impensabile perché Ryosuke organizza il matrimonio con Mizuki senza aver prima fatto coming-out con la propria famiglia. Provate solo a immaginale la faccia del padre quando capisce che non sposerà una donna!
Proprio quando sembra che non ci sia altra soluzione se non quella di annullare il matrimonio, l’aiuto di parenti e amici farà sì che emerga ciò che è veramente importante, ovvero l’amore che unisce i due protagonisti.
Bellissimo il discorso finale del padre di Ryosuke che sfrutta un parallelismo con il suo lavoro; infatti, in passato, si è occupato dell’inquinamento delle acque marine e ripulendole, il mare è diventato più blu, ma di un’unica tonalità. Ma erano proprio le sfumature a renderlo meraviglioso e così come per il mare, questo discorso vale anche per le persone di cui vanno accettate tutte le sfumature che le rendono uniche.
Questo speciale ha solo un piccolo difetto: è troppo corto! Avrei voluto vedere qualche flashback in più che mostrasse la storia dei due sposini!

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Completed
Given
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by alis89
Aug 14, 2024
6 of 6 episodes seen
Completed 0
Overall 7.5
Story 8.0
Acting/Cast 7.5
Music 8.0
Rewatch Value 7.5
Ormai Uenoyama riesce a suonare la chitarra alla perfezione: la sua tecnica è formidabile, ma non riesce più a divertirsi come un tempo. Non gli piace più nemmeno giocare a basket con i compagni di scuola, così, durante le pause scolastiche, dormicchia un po' in un posticino tranquillo che conosce solo lui... o almeno così credeva! Infatti proprio qui incontra Mafuyu che abbraccia una chitarra con le corde rotte. Uenoyama lo aiuta a cambiarle e Mafuyu ne rimane così affascinato che gli chiede di insegnargli a suonare.
La storia ricalca fedelmente il manga da cui è tratto, anche se per ragioni di tempistiche, la narrazione risulta più frettolosa, incentrandosi quasi interamente sulla coppia principale. Le parti fondamentali sono state però riportate con molta cura.
Gli attori sono riusciti a calarsi benissimo nei propri personaggi. Quello che mi ha convinto meno è stato Sanari, nel ruolo di Mafuyu, ma non è una cosa così negativa, anzi: sono riuscita a concentrarmi di più nel personaggio di Uenoyama, cogliendo così tutte le sfaccettature del suo carattere.
In definitiva un buon live-action, da non farsi sfuggire, soprattutto se si adora l'opera originale!

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