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Completed
I Miss You
1 people found this review helpful
by Lynnea
Sep 14, 2025
Completed 0
Overall 7.0
Story 7.0
Acting/Cast 8.5
Music 7.0
Rewatch Value 7.0

Romance dai richiami gotici e un omaggio - pur con poche risorse - ad Allan Poe

L'idea alla base del film è sicuramente particolare, un romance che richiama sfumature gotiche in un omaggio all'intramontabile Edgar Allan Poe.

Cosa mi è piaciuto del film:
- il fatto che i due protagonisti siano - appunto - appassionati lettori dei racconti di Allan Poe e che ne abbiano tratto spunto, lui nel disegno, lei nella scrittura.
- il tema della retinite pigmentosa, malattia congenita di cui molti ancora oggi ignorano l'esistenza e che con una diminuzione inesorabile e progressiva del campo visivo condanna nella maggior parte dei casi a una cecità totale.
- il non aver tergiversato a lungo sulla formazione della coppia, preferendo dedicare la maggior parte del tempo a mostrare come il rapporto tra i due venga messo alla prova dalle difficoltà quotidiane, con tutto il carico di insicurezza e responsabilità che comporta e dove una forte forza di volontà è strumento necessario per giungere all'epilogo.
- la caratterizzazione estetica della protagonista, una fantastica dark girl con tanto di outfit prevalentemente nero, smalto scuro, e un formidabile taglio a caschetto a frangia corta con tanto di forcina in stile gotico. Anche per quanto riguarda la recitazione, Zhang Jing Yi si dimostra ancora una volta un'attrice di talento (in questo film la prova migliore è indubbiamente la sua, mentre quella del protagonista maschile direi senza infamia e senza lode).

Cosa non ha funzionato:
- zero sviluppo dei personaggi secondari
- in generale, un approccio un po' "povero" in termini di regia, sceneggiatura, scenografia, fotografia e budget. Il film è l'adattamento di un romanzo, una storia con un grande potenziale per una trasposizione cinematografica, ma che è finita nelle mani di una produzione con tanta buona volontà ma risorse limitate.

Non è quindi un film che affascina per la qualità, ma sicuramente stupisce per la sua particolarità.

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Completed
Vagabond
1 people found this review helpful
by Lynnea
Aug 21, 2025
16 of 16 episodes seen
Completed 0
Overall 7.5
Story 7.0
Acting/Cast 9.0
Music 7.5
Rewatch Value 5.0

Un ottimo cast e una bella scenografia sprecati per una sceneggiatura commerciale e incompleta

Drama corposo, con i classici 16 episodi coreani in questo caso da un'ora abbondante l'uno e un ritmo tale da rendere ciascuno veramente denso di avvenimenti. Di certo i tempi morti latitano.
Serie che in quanto a genere spazia dall'azione al thriller e si da principalmente allo spionaggio, aspetto che predomina un po' su tutto: intrighi di governo, giochi di potere, servizi segreti, lobbismo e dinamiche politiche sono di fatto il pane quotidiano.
Forse anche troppo, e questa è la prima delle tre pecche che ho riscontrato nella serie. Davanti a un drama di questo tipo si mette subito in conto che tutto non sarà come inizialmente sembra: un personaggio apparentemente positivo può poi rivelarsi un criminale e chi sembrava invece sospetto può sorprendentemente finire nella schiera dei buoni. E' un meccanismo che può avere senso vedere una, due, anche tre volte... Ma poi basta. In "Vagabond" c'è davvero una quantità infinita di personaggi che a turno appaiono decisamente ambigui, dai vari direttori e comandanti dei servizi segreti alle figure più vicine al Presidente, passando per mercenari nordcoreani e assassini professionisti, includendo anche agenti speciali, giornalisti e figure ai vertici di importanti aziende. C'è davvero da fare la fila, insomma. Questo aspetto fa sì che i cambi di rotta - di pari passo con le verità via via svelate - siano praticamente continui, senza riuscire a vedere mai l'orizzonte ma con una sempre maggior impressione di aver perso la bussola e di girare all'infinito senza destinazione alcuna.
In questo contesto si inserisce la figura e la storia del protagonista: è chiaro fin da subito che il ritratto vuole essere quello dell'eroe e bisogna quindi accettare di buon grado alcune licenze poco realistiche ma tipiche delle imprese epiche: il nostro giovane stuntman, grazie a una buona conoscenza delle arti marziali e spinto dal dolore a un'inarrestabile ricerca di giustizia, si trasforma di punto in bianco in un esperto di lotte e inseguimenti, con un formidabile talento investigativo e capacità tali da diventare una seria minaccia per qualsiasi ordine o grado di potere (aboliamo i servizi segreti e diamo a lui l'incarico, mi verrebbe da dire, già che sembra possa da solo tenere sotto scacco tutti quanti). Tolti questi tratti volutamente esagerati, ciò che resta è un personaggio magistralmente interpretato da un sempre fantastico Lee Seung Gi: la sua capacità di farmi dimenticare che stia recitando mi affascina sempre, non so se dipenda da anni e anni di studio o da un talento innato. Probabilmente entrambe le cose. Sicuramente, oltre ad essere un cantante con una voce spettacolare, possiede anche un carisma che trapela non solo nelle seire ma anche nei programmi TV piuttosto che nelle interviste. Mostra delle emozioni così vivide da sembrare incredibilmente reali, che sia il senso di impotenza nell'essere un giovane zio che fatica a occuparsi del nipote come vorrebbe, piuttosto che la frustrazione nel dover abbandonare i sogni di gioventù, il dolore e la disperazione più profonda, lo sconforto, la rabbia, l'indignazione, ma anche il ritrovarsi di punto in bianco impacciato, quasi in imbarazzo. Tantissime situazioni, tutte diverse, ma che riesce a riportare in modo netto e credibile, grazie a un'espressività che difficilmente ho trovato altrove.
Al suo fianco troviamo la simpatica e sempre affascinante Suzy Bae, quale giovane agente dei servizi segreti. Un duo che si ritrova dopo il ben riuscito "Gu Family Book" di qualche anno prima e che mostra ancora una volta una grande sintonia di coppia, nonostante il romance sia talmente poco accennato da non poterlo nemmeno considerare tale. Il suo è un personaggio in bilico tra un'ottima prova recitativa e una caratterizzazione poco credibile, complice una sceneggiatura che affronta la questione dei servizi segreti con un approccio più da prodotto commerciale che da trasposizione reale. Ed eccoci quindi al secondo evidente difetto, ovvero la superficialità con la quale viene affrontato il contesto. Agenti dediti al pettegolezzo, la protagonista che si autoannuncia di continuo davanti ad estranei - quando va bene tira fuori anche il tesserino, manco fosse la carta fedeltà del supermercato, - conversazioni super segrete che avvengono nel bel mezzo di un affollato volo di linea, telefonate e invio di documenti digitali che anche un bambino saprebbe scovare o rintracciare, e via dicendo. Diciamo che agli sceneggiatori piaceva l'idea del fascino dei servizi segreti, che però nella realtà è ben altra cosa. Ci può stare se lo consideriamo un prodotto commerciale, con un investimento in termini di budget e di cast importanti, ma dove l'obiettivo non è sostanzialmente quello di offrire un vero spaccato credibili e realistico.
L'ultima pecca, quella che mi è andata davvero di traverso, riguarda il finale. Non mi si dica che è un finale aperto, non è un finale punto e basta. Mi pare evidente fosse stato pensato per avere una seconda stagione, davvero imprescindibile perchè altrimenti di fatto risulta palesemente incompleto. Non so cosa sia andato storto (mi viene da pensare al Covid, che può aver allungato i tempi, e poi ancora all'attore protagonista, sparito un po' dal panorama dei drama negli ultimi anni a seguito di alcune vicende personali, piuttosto che a un budget insostenibile o un riscontro sotto le aspettative), ma resta il fatto che è una cosa davvero spiacevole e ,a meno di un ostacolo seriamente insormontabile, sicuramente anche poco rispettosa. La maggior parte dei drama asiatici conta un'unica stagione e, date le circostanze, mi viene da dire che è forse un bene. A distanza ormai di otto anni dall'uscita di "Vagabond" la speranza di vederne una degna conclusione credo sia ormai effimera, ed è un vero peccato. Un dispiacere che avevo messo comunque in conto in partenza e che non mi porta a consigliarne la visione a meno che non si sia - come la sottoscritta - grandi fan di Lee Seung Gi.

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Completed
My Wife's Double Life
1 people found this review helpful
by Lynnea
Aug 16, 2025
24 of 24 episodes seen
Completed 0
Overall 7.5
Story 7.5
Acting/Cast 7.5
Music 6.5
Rewatch Value 7.0

Buon C-drama storico, tra romance, arti marziali e una coppia apparentemente improbabile.

Una premessa doverosa: ho iniziato questo drama quale "trattamento choc" dopo la conclusione di "Revenged Love" per voltare pagina rispetto ai due protagonisti ai quali mi ero davvero affezionata e interrompere il rischio di un rewatch continuo. Ergo, mi sono tuffata sul genere che solitamente rifuggo (drama cinese storico, wuxia o xanxia che sia) e dove, nonostante svariati tentativi anche con i titoli più quotati, non sono mai riuscita a portare a termine una visione che sia una, droppando quasi subito tra noia e disinteresse.
La trama di questo drama un po' mi incuriosiva, il cliché del matrimonio combinato lo rivedo sempre con piacere e Sabrina Zhuang nei panni della protagonista era un'altra nota positiva (attrice che apprezzo e che in alcune serie ha saputo interpretare fanciulle di carattere).
Ironia della sorte, l'attore protagonista - Tang Xiao Tian, che non conoscevo - è risultato assomigliare incredibilmente e avere la stessa voce (stesso doppiatore) di Tian Xu Ning, l'amato Chi Cheng protagonista del sopracitato "Revenged Love": una congiura, insomma!

Tornando al drama in questione, non ho modo di fare grandi paragoni con altre serie dello stesso genere, ma il fatto che sia la prima volta che riesco a concluderne una vorrà pur dire qualcosa. Il romance si mescola in modo equilibrato alle tecniche del Kung Fu, sebbene lo definirei un drama dove l'azione viaggia in parallelo con la love story ma complessivamente è un po' subordinata ad essa. Interessante la figura della giovane ladra, la Liu Rong di Sabrina Zhang è un personaggio indubbiamente di carattere e carismatico. Più ingessato invece Xu Mu Chen, dove l'atteggiamento distaccato e controllato sembra mancare dello charme necessario a fare di lui un protagonista apparentemente freddo ma affascinante. Risulta però piacevolmente agile, intelligente e intuitivo, mentre esteticamente non sono mancati make up con un incarnato da moribondo che non era propriamente il massimo. L'identità nascosta di lei permette di apprezzare l'insolita e improbabile coppia, dove lei è di fatto una ladra (ma di quelle buone e giuste) e lui un ispettore che deve riabilitare il nome della propria famiglia. La recitazione direi buona per entrambi, non una prova memorabile. Stesso discorso per i personaggi secondari, fanno il loro dovere ma nessuno rimane particolarmente impresso (eccetto forse il Duca, mentre al contrario il figlio è stato una sorta di fastidio cronico).
Le scene dei combattimenti molto ad effetto, soprattutto quando lottano tra di loro o quando uniscono le forze. Costumi e accessori molto belli e raffinati, ambientazione curata.
L'evoluzione del romance è lenta, aspetto che sicuramente dilunga l'attesa ma che conferisce anche credibilità, permettendo al duo inizialmente estraneo di imparare via via a conoscersi e poi ad apprezzarsi sempre più. L'affiatamento non è tra i migliori mai visti, ma sufficiente a rendere alcune scene emozionanti. Molti i cliché prevedibili inseriti nella vita quotidiana di coppia che aiutano ad alleggerire la vicenda con qualche momento simpatico e divertente.
Gli intrighi presenti e passati sono abbastanza fitti, alcuni più palesi di altri, ma a fronte del gomitolo aggrovigliato presentato in partenza sembra via via mancare la voglia e l'impegno necessari per dipanare la matassa come si deve: molti nodi vengono sciolti sul finire in modo un po' banale e semplicistico, altri persi un po' per strada. E' in questo senso che vedo la trama un po' piegata al romance.
Una nota di demerito riguarda la musica: un paio di canzoni, di qualità discutibile, che vengono riproposte all'infinito ma senza essere capaci di dare quel quid in più alla scena.

Per gli amanti del genere credo non sia un drama particolarmente eclatante o originale. A me complessivamente devo dire che è piaciuto, non finirà certo dritto nella mia top ten ma è stata comunque una visione apprezzata, che non mi sento di sconsigliare. Un approccio con aspettative medie e la consapevolezza di non avere tra le mani una perla rara dovrebbero garantire un giudizio comunque positivo.

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Completed
Be My Boyfriend
1 people found this review helpful
by Lynnea
Aug 8, 2025
15 of 15 episodes seen
Completed 0
Overall 5.5
Story 5.0
Acting/Cast 6.0
Music 6.0
Rewatch Value 5.0

Come bere un bicchiere d'acqua: non fa male, ma non sa di niente

Commediola banale e leggera incentrata su adolescenti e rivolta a giovani fan di idol drama.
Buoni sentimenti, scaramucce prevedibili, spessore inconsistente.
Una passeggiata veloce - quindici episodi fortunatamente non troppo lunghi o impegnativi - che portano in scena i più ovvii tira e molla tra liceali, senza rinunciare a nessun aspetto prevedibilmente abusato: la ragazza bella e popolare ammirata da tutti, le amiche fidate, l'amica invidiosa e gelosa, il ragazzo belloccio e sbruffone ma pronto a redimersi e il giovane bello e bravo, non popolare ma che si rivelerà un ragazzo d'oro. Aggiungiamoci un contratto di finta relazione, e il gioco - visto, già visto, stravisto - è fatto!
Recitazione standard, niente di importante da segnalare. Un po' come la storia, senza nemmeno uno spunto veramente apprezzabile che sia uno. Visione che può fare da riempitivo quando proprio non si sa cosa guardare, ma nulla più.

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Completed
A Calm Sea and Beautiful Days with You
1 people found this review helpful
by Lynnea
Aug 5, 2025
10 of 10 episodes seen
Completed 0
Overall 5.0
Story 5.0
Acting/Cast 5.0
Music 5.0
Rewatch Value 5.0

Un'ambientazione originale devastata da dieci episodi di balbettii e boccheggiamenti vari

Due gli elementi a favore di questo drama: il primo è che ripropone uno dei miei temi-clichè preferiti, quello del matrimonio combinato. L'altro è rappresentato dalla scelta del periodo storico: pochissime serie giapponesi degli ultimi anni sono ambientate nella prima metà del '900, ed è un contesto che ha il suo fascino oltre a potersi giocare la carta dell'originalità.
Il risultato, però, è stato quasi fin da subito deludente. Mi va bene che la storia d'amore sia delicata, che si prenda i suoi tempi, senza passaggi bruschi o affrettati a minarne la credibilità, ma così è un po' troppo, e diventa davvero poco credibile nel senso opposto.
Lui di poche parole, spesso impacciato, fatica a comprendere le reazioni di lei e ha costanti dubbi su come approcciarsi. Lei in panico totale, perennemente a disagio e timorosa di fare passi falsi, imbarazzata e timida. Nel concreto questo si traduce in una sequenza infinita di parole balbettate, momenti di un imbarazzo tragicomico, espressioni da pesce boccheggiante e annaspamenti vari. Dal primo fino praticamente all'ultimo episodio. Ho proseguito la visione - che mi deludeva episodio dopo episodio - un po' per inerzia, un po' nell'ormai vana speranza di un cambio di rotta e - se dobbiamo salvare il salvabile - per rispetto nei confronti del pairing secondario, un po' defilato ma indubbiamente meglio riuscito.
Mi piace l'idea e l'ambientazione, ma come drama sarebbe davvero tutto da rifare.

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Completed
The First Night with the Duke
1 people found this review helpful
by Lynnea
Jul 18, 2025
12 of 12 episodes seen
Completed 0
Overall 6.0
Story 5.5
Acting/Cast 7.0
Music 6.0
Rewatch Value 5.5

Una buona premessa che si risolve in una serie mediocre e che manca di identità

Incipit curioso, aspettative medie. Il primo episodio mi ha spiazzata, l’avvio decisamente migliore di quanto mi aspettassi. La protagonista che si ritrova a vivere all’interno del romanzo non è una novità – vedasi “Lost Romance”, anno 2020, tanto per citarne uno – ma la vera chicca è l’evoluzione rapida tra i due, una vera e propria partenza col botto, unita all’elemento – gestito in chiave simpatica e divertente – della prima notte…di lui, con il risveglio al mattino successivo che propone una scena a parti invertite rispetto al solito.
Uno spunto grazioso che andava alimentato e arricchito negli episodi a seguire, ma che va invece a disperdersi a favore di altre questioni non altrettanto accattivanti. Anche l’intesa di coppia che inizialmente prometteva tensione e romanticismo sembra subire un calo costante, la serie perde smalto man mano che procede, il focus passa a concentrarsi su tutta una serie di intrighi interessanti solo fino a un certo punto e introducendo una quantità eccessiva di personaggi secondari, spesso non necessari.
Rispetto ai protagonisti, buona ma non eccellente la prova di lui (già conosciuto e apprezzato nel ruolo di cattivo in “Vincenzo”. Lei invece convince davvero poco: a tratti sembra un po’ una macchietta mentre sul fronte estetico il make up è un vero scempio, col risultato che appare più vecchia di quello che è (anagraficamente l’attrice è anche più giovane rispetto al partner).
La fotografia risulta curata, le musiche apprezzabili, l’ambientazione storica resa con un certo fascino.
Trattandosi di una serie ispirata a un racconto, il risultato lascia però abbastanza a desiderare. Alla buona partenza segue un declino che poteva essere evitato: se da una parte c’è l’aiuto di una linea guida già che la vicenda non viene inventata da zero, dall’altra serve però un investimento imprescindibile per far si che la trasposizione mantenga alto l’interesse. Senza questa particolare attenzione, il prodotto finale non può che essere discutibile, come questo è il caso.
Il finale, inoltre, particolarmente deludente. Doveva essere nell’insieme un drama con uno spunto nuovo, si è rivelato un insieme di cose già viste e senza una vera e propria identità.
Mi fermo a una sufficienza stiracchiata, il contraccolpo della delusione dopo la premessa iniziale è stato peggio dell’affrontare un drama mediocre fin dall’inizio.

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Completed
Suspicious Partner
1 people found this review helpful
by Lynnea
Jul 16, 2025
12 of 12 episodes seen
Completed 0
Overall 5.0
Story 5.0
Acting/Cast 5.0
Music 5.0
Rewatch Value 5.0

Remake ristretto e piatto che non regge il confronto con l’originale

Questo è un remake di cui non si sentiva onestamente la mancanza. Partiamo col dire che l’originale coreano vanta un’ottima riuscita, un cast di primordine – il protagonista è “solo” Ji Chang Wook, tanto per dire – e una narrazione sicuramente complessa e completa. Proporre una rivisitazione che sia all’altezza sa già di impresa ardua in partenza, insomma.
Questa giapponese, di fatto, non ci prova nemmeno più di tanto: la vicenda è tremendamente confusa, vengono richiamati a spot dei passaggi in modo fedele ma tra l’uno e l’altro ci sono dei buchi notevoli, intere scene completamente eliminate che pur non essendo singolarmente fondamentali nell’insieme sono tutto fuorché superflue.
Qui mancano proprio, e il collage che rimane genera una storia insoddisfacente per chi ha già visto il drama originale, se non addirittura incoerente e confusa per chi – provo a immedesimarmi – dovesse approcciarsi a questo “Suspicious partner” per primo.
L’economia su durata e numero di episodi è quindi bocciata su tutta la linea.
Il cast è accettabile, ma niente di eclatante: bravina lei, poco convincente lui, perennemente ingessato a fronte di un protagonista che sì, conosciamo molto rigido e squadrato all’inizio, ma che si fa via via più interessante e mostra anche altri aspetti, oltre a evolvere di per sé nel corso della vicenda. Questo, quanto meno, è ciò che accadeva a Noh Ji Wook, procuratore protagonista del drama coreano. Il suo alter ego, Tateishi Haruto, resta un pezzo di gesso dall’inizio alla fine, i rari tentativi di mostrarsi più aperto, empatico e sciolto falliscono miseramente. Anche gli attori che interpretano i personaggi secondari risultano complessivamente poco performanti e non reggono minimamente il confronto con i corrispettivi coreani (basti ricordare il padre adottivo del procuratore, il mitico Lee Deok Hwa e Nam Ki Ae, bravissima attrice che veste i panni dell’eccentrica moglie di lui, figura che nella versione giapponese non è nemmeno contemplata).
La terza e grande falla di questo drama è data dalla capacità di coinvolgere e di emozionare, che qui latita veramente. Ci può essere una soggettività, certamente, ma la recitazione piatta e a tratti apatica non promuove sicuramente chissà quale turbine di emozioni.
C’è poco, molto poco rispetto all’originale, e quel poco è di un livello piuttosto scarso. Sarò sincera, l’ho portato a termine più per inerzia che per altro, quasi grata alla fine che fossero solo dodici episodi.
Per gli appassionati del genere, più che questo remake meglio allora propendere per un più valido rewatch del drama coreano.

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Completed
Game of True Love
1 people found this review helpful
by Lynnea
Jul 2, 2025
56 of 56 episodes seen
Completed 0
Overall 5.5
Story 5.0
Acting/Cast 6.5
Music 5.0
Rewatch Value 5.0
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Melodramma romantico stile soap opera di vent'anni fa...

Drama vecchio stile, non in termini di scenografia, montaggio e riprese - su queste nulla da dire, la qualità è decisamente buona - quanto sulla vicenda in sé, che si presenta come una sorta di polpettone di oltre cinquanta episodi degno di una soap opera di vent'anni fa.
C'è il romance, c'è il melodramma, ma uniti dalla pesantezza e spesso dall'insensatezza di situazioni trascinate a dismisura. Protagonisti ancora interessati l'uno all'altro ma che pretendono di odiarsi, sguardi di sfida e promesse di guerra aperta che sfumano in un battibaleno davanti all'evidente gelosia di lei e all'apprensione smisurata di lui nei suoi confronti, salvo poi tornare a recitare il ruolo di nemici giurati, e ricadere subito dopo in un'improbabile alleanza a supporto l'uno dell'altra.
Esagerato, eccessivo, poco credibile, così come i colpi di scena davvero abusati: maternità/paternità messa in dubbio una volta, poi un'altra, poi un'altra ancora...a turno sembra che tutti possano essere figli segreti di tutti. Manca proprio un po' il senso della misura, insomma.
Rispetto al cast, sicuramente la coppia funziona e la chimica è buona, ma a livello interpretativo la protagonista è tanta apparenza e poca sostanza (complice anche un trucco da femme fatale che non viene mai meno, nemmeno dopo un tuffo in piscina, nemmeno dopo una nottata d'amore, nemmeno dopo un rapimento...no, lei ha sempre un make up perfetto e per nulla discreto). Buona ma non eccellente la prova del protagonista, portato in scena da Fan Zhi Xin, attore che sto tenendo d'occhio da qualche tempo, al quale riconosco una bellezza che lo fa apparire anche più maturo della sua reale età e un fascino che si sposa bene con il ruolo del "apparentemente cattivo ma sotto sotto buono", scaltro e capace di sporcarsi le mani quando serve. Non un talento formidabile e non un attore poliedrico e versatile: questo è forse l'unico ruolo su misura per lui ma, anche qui, tolto lo sguardo da duro e i momenti di commozione - due aspetti che evidentemente ha ormai acquisito - dovrebbe lavorare sul resto per dare al personaggio, pur stereotipato, un po' di spessore. Diciamo che, pur nel suo piccolo, vedo per lui discreti margini di miglioramento.
Complessivamente un drama con qualche scena d'amore gradevole per quanto palesemente artefatta, una trama che via via si infittisce ma in modo estremamente disordinato e spesso senza il minimo buonsenso alla base di scelte, azioni e reazioni (ad esempio Tutto molto scenografico, a uso e consumo dello spettatore, ma senza la ricerca di un'identità tutta sua come obiettivo primario.
Evitabile ma non inguardabile.

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Completed
Numbers
1 people found this review helpful
by Lynnea
Jun 16, 2025
12 of 12 episodes seen
Completed 0
Overall 8.5
Story 8.0
Acting/Cast 9.0
Music 8.0
Rewatch Value 8.0
This review may contain spoilers

Valida serie tra numeri e revisori dei conti, oltre a un cattivo con gli attributi

Secondo kDrama che ho visto negli ultimi mesi incentrato sull'insolita figura dei revisori dei conti e per la seconda volta mi sono trovata davanti a una serie sorprendentemente meritevole. Aspetto singolare, già che l'ambientazione porterebbe a pensare a qualcosa di potenzialmente noioso e piatto. E invece ne esce una serie accattivante, così come successo con "The Auditors/Thank You". Forse, a fare la differenza, è proprio la consapevolezza di trattare un tema che necessita un'attenta valorizzazione e un impegno non trascurabile per agganciare l'interesse dello spettatore. Un'accortezza che - mi viene da pensare - è forse troppo spesso ritenuta non necessaria in quelle moltissime serie dagli spunti anche innovativi ma dove vi è quasi l'illusione che basti un'idea originale a garantire un buon risultato, quasi che una serie si costruisca e stia in piedi quasi da sola.
Tornando a "Numbers"...Come dice il titolo, i numeri qui la fanno da padrone. Numeri che sono si oggettivi e precisi, numeri ai quali non si scappa, ma numeri che possono essere interpretati da chi ha quindi il potere di decidere le sorti di intere aziende. Un ruolo difficile e insidioso, dove l'essere "giusti" non va sempre a braccetto col classico concetto di giustizia. Il drama ruota attorno alle figure principali di una famosa compagnia, la Taeil Accounting, che vede tra le new entry uno dei protagonisti, un giovane ragazzo animato dal proposito della vendetta e divenuto revisore proprio per far sì che il personaggio corrotto di turno paghi per le proprie malefatte. Questo ci porta dritti al nostro cattivo, e che cattivo! Un cattivo di prim'ordine, con un (come sempre) formidabile Choi Min Soo nei panni del vicedirettore commerciale Han Je Kyun. Un personaggio con gli attributi, avido e scaltro, disposto a tutto per soddisfare la sua brama di soldi e di potere. Elegante, autorevole nella sua compostezza, nei suoi sorrisetti taglienti e sguardi affilati che lancia da dietro le lenti di quegli occhiali che spesso rimette in posizione, in un gesto che - come molti altri - si impara presto a leggere. Poi abbiamo il figlio, interpretato da un sempre imponente, rigidamente affascinante Choi Jin Hyuk, che veste il ruolo di un revisore onesto e intelligente, tenuto sotto scacco da quel padre che ha imparato a detestare: cercherà in tutti i modi non solo di smarcarsi dalla sua ombra, ma intraprenderà una vera e propria guerra padre-figlio senza esclusione di colpi. Trova quindi spazio una simpatica Bromance tra lui e il nuovo giovane arrivato, sebbene le aspettative dei primissimi episodi non trovino una giusta evoluzione nel corso della serie, limitandosi a qualche simpatico richiamo del rapporto tra i due tra un episodio e l'altro. A entrambi viene poi fornita una donzella, per il primo un vecchio amore finito drasticamente e mai dimenticato, per il secondo una giovane impiegata che si rivelerà un'affidabile spalla e valido elemento della schiera dei buoni.
Se da una parte abbiamo quindi un cast eccellente (soprattutto i due Choi, nessuna parentela tra loro, per chi se lo stesse chiedendo), dall'altra non mancano però i difetti, in primis i riferimenti troppo specifici e dettagliati su indici, acquisizioni, liquidazioni e quant'altro, che si rivelano in certi momenti forse un po' troppo complessi da comprendere per chi non è ferrato di suo sull'argomento. Qualche intoppo poi su alcune dinamiche riguardanti gli altri personaggi, soprattutto Jang Ji Soo: la sua ricomparsa stride troppo con l'immagine con la quale era stata introdotta, abbiamo già il giovane revisore quale mente brillante capace di inventarsi revisore quasi dall'oggi al domani, che anche lei - sempre per propositi di vendetta - sia diventata nel giro di una manciata di anni una figura di prestigio di un'importante e potente azienda, sembra davvero poco credibile. Se sei arrabbiato, puoi trasformarti in breve tempo in una figura ad hoc, super competente, e mettere così i bastoni tra le ruote ai cattivi. Anche meno, grazie. Ji Soo rientra in scena fredda e distaccata come un ghiacciolo - anche troppo - per passare al lento disgelo man mano che comprende come sono andate veramente le cose. Il figlio segreto è forse l'elemento peggio gestito del drama: spunta fuori dal nulla, una carta sulla quale anche il vicedirettore farà ben poca leva. Anche la reazione di Seung Jo quando scopre di essere diventato padre è poco credibile: non fa domande, accantona la questione e insieme a Ji Soo continuano la lotta contro il vicepresidente mentre il bimbo in questione resta relegato chissà dove e con chissà chi.
Altri personaggi secondari invece sono invece stati delineati con maggiore precisione: elemento comune quasi a tutti è quello di non essere mai completamente del tutto innocenti, con errori passati per i quali giunge il momento di fare ammenda.
Per i fan dei romance come la sottoscritta, va' precisato che qui non c'è altro che un debole accenno... Ma va bene così: non è l'obiettivo del drama, che punta invece a farsi apprezzare per altro.
Il personaggio meglio riuscito e più carismatico è sorprendentemente il cattivo: il vicedirettore è davvero una figura complessa, che non si può non condannare ma al contempo che suscita curiosità e interesse. Singolare come non si accanisca sul proprio figlio, mentre questo fa di tutto per farlo finire in prigione. Emblematica in tal senso è la sua affermazione "la tua fortuna è essere mio figlio, la mia sfortuna è che tu sia mio figlio". Non c'è affetto o senso paterno, ma un'egoistica scelta di avere al proprio fianco il sangue del suo sangue (un concetto che si avvicina molto a quello di fitness darwiniana). La scena finale al parco giochi è un po' un colpo basso: mostra un inaspettato e unico momento di umanità, senza occhiali e senza maschera, mentre sta brevemente seduto su una panchina a osservare a distanza il nipote che non avrà mai modo di conoscere (e nemmeno l'interesse a farlo). Si tratta però di un minuscolo frangente, senza un vero rimpiante: subito dopo tornerà ad essere quello di sempre, di nuovo dedito ai suoi noti giochi di potere. Il male non vince sempre, ma sicuramente resta in agguato.
Concludendo, una serie che mi è piaciuta molto, pur con qualche difetto e tratto a volte eccessivamente pesante (in termini di dettagli su transazioni e resoconti vari) e che mi sento di consigliare a chi ha apprezzato altri drama simili quali il sopracitato "The Auditors/Thank You".

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Completed
Where the Lost Ones Go
1 people found this review helpful
by Lynnea
Jun 13, 2025
24 of 24 episodes seen
Completed 0
Overall 6.5
Story 6.0
Acting/Cast 7.0
Music 5.0
Rewatch Value 6.0

C-drama precursore di L&P, tra tanta buona volontà e pochi e scarsi risultati

Questa è una serie di cui ho compreso l'intento, l'obiettivo e alla quale riconosco l'impegno, al di là del mediocre risultato ottenuto di fatto.
C-drama che potrei definire precursore di L&P (Lighter & Princess, 2022), che presenta molti elementi comuni: due giovani si incontrano-scontrano ai tempi dell'università, i battibecchi iniziali lasciano posto all'instaurarsi della relazione amorosa, quindi un evento inaspettato crea un'improvvisa rottura, il protagonista finisce in prigione, i due si ritrovano anni dopo per fare i conti con una seconda chance che deve però gestire il non risolto del passato e i cambiamenti nel frattempo sopravvenuti.
Qualitativamente parlando, c'è un abisso profondo tra le due serie, al di là dei soli cinque anni che intercorrono tra loro.
Qui abbiamo una regia non molto competente, una fotografia spesso non all'altezza, attori buoni ma non eccellenti e soprattutto performanti solo fino a un certo punto (nulla contro le capacità dell'attore protagonista, ma avrei assegnato il ruolo a qualcuno di più indicato). La sceneggiatura non garantisce fluidità e linearità nel racconto della vicenda, c'è un grande e smisurato ricorso ai flashback - in L&P era un lungo e unico flashback della durata di metà della serie - che si inseriscono un po' senza preavviso, con un effetto a singhiozzo e non sempre in modo chiaro (capita che ci voglia un attimo per capire se la nuova scena sia nel presente o nel passato). Sorvolo sulle musiche, qualche brano sembrava uscito direttamente da una commedia americana dei primi anni '90, nulla a che vedere con i capolavori di Chen Xueran, compositore di buona parte delle musiche e canzoni di L&P.
Paradossalmente, in termini di significato, "Where the lost ones go" punta forse anche più in alto rispetto a L&P: entrambe forniscono dei validi spaccati di realtà, ma mentre il Li Xun di L&P resta per molti versi immutato, pur compiendo a modo suo una piccola evoluzione a livello affettivo/relazionale, Xiang Ze Yi subisce una drastica e profonda trasformazione, introducendo con maggiore serietà il tema del cambiamento, elemento importante che connoterà pesantemente la relazione tra i due protagonisti ritrovati e condizionerà anche i meccanismi che porteranno alla conclusione della vicenda.

Qualitativamente parlando, non mi sentirei di attribuirle la sufficienza: musiche che si interrompono bruscamente, fastidiosi rumori di fondo e disturbi vari spesso presenti, scene non ben collegate, passaggi troppo allungati a discapito di altri troppo affrettati (vedi sul finale). La lista delle pecche di natura tecnica - e non solo - sarebbe davvero lunga. Mi sento però di premiare l'intento: l'impressione è quella di un cast e una troupe di professionisti forse non davvero all'altezza e con un budget non particolarmente importante, ma desiderosi e volenterosi di fare del loro meglio per portare avanti la storia nel modo più dignitoso possibile.

In conclusione, apprezzabile per chi ha amato L&P, ma a patto di chiudere entrambi gli occhi sui moltissimi difetti.

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Completed
Pride and Prejudice
1 people found this review helpful
by Lynnea
May 15, 2025
21 of 21 episodes seen
Completed 0
Overall 8.0
Story 8.0
Acting/Cast 8.5
Music 7.5
Rewatch Value 7.5

Romance-legal drama più legal che romance: interessante e poco prevedibile, ma non senza pecche

All'avvio la serie si presenta come un romance inserito in un contesto legale: procuratori, avvocati, investigatori, testimoni, vittime, crimini, accuse e indizi sono quindi un po' il pane quotidiano.
Con l'avanzare degli episodi le vicende irrisolte del passato finiscono per intrecciarsi in modo sempre più complesso ai casi del presente, ingarbugliando la trama con sottili fili spesso invisibili che vengono via via scoperti e che collegano, in modi anche del tutto inaspettati, i vari personaggi sulla scena.
Sicuramente questo drama ha il pregio di non essere prevedibile, anzi, riesce anche a nascondere qualche bel trabocchetto. Di contro, la storia si infittisce davvero tanto e arrivati in fondo ci si rende un po' conto che non proprio tutti gli incastri hanno funzionato a dovere. Non mancano le coincidenze, in certi momenti davvero un po' abusate.
Per gli amanti delle love story occorre ridimensionare le aspettative, già che al di là delle premesse quanto si ottiene di fatto è giusto una "spolverata" di romance, e sicuramente non rappresenta il perno centrale della storia.

Cast indubbiamente valido, l'attrice protagonista - a me nuova - porta a casa una buona prova. All'attore protagonista - già conosciuto in "Gu family book" - riconosco più la presenza importante e un bel volto (pur con lineamenti piuttosto duri) rispetto a grandi capacità espressive (colpa dei lineamenti scolpiti o meno, di fatto mostra una sola ed unica espressione per tutto il drama, salvo qualche raro e non particolarmente affascinante sorrisetto).
Degli altri personaggi, alcuni più curati e ben riusciti, come Kang Soo e Jeong Chang Gi, altri un po meno, come il buffo ma non così interessante pairing secondario. Sopra tutti, coppia protagonista compresa, spicca però il personaggio di Moon Hee Man, il cui interprete offre al pubblico un ritratto davvero notevole: carismatico e di carattere, è una figura che sa davvero bucare lo schermo. Tremendamente ambiguo, ho davvero fatto fatica a inquadrarlo e, per quanto mi affascinasse, non capivo se alla fine si sarebbe rivelato parte della schiera dei buoni o dei cattivi. Gran bel personaggio, attore indiscutibilmente bravo, obiettivo centrato in pieno: solo lui vale una stellina di giudizio in più.

Rispetto alle note dolenti, una pesa sicuramente più delle altre: il finale. Se nei primi 20 episodi si va a sviscerare ogni pista, traccia, indizio e ricostruzione - a volte anche col rischio di annoiare i non appassionati di indagini & co. - il ventunesimo ed ultimo episodio eredita l'ingrato e arduo compito di chiudere in bellezza la vicenda. Peccato che le questioni rimaste aperte siano tante, troppe. Buona parte dell'episodio se ne va per sferrare il colpo di grazia a sorpresa in tribunale e dopo... Dopo non resta praticamente nulla. Una chiusura davvero frettolosa, che regala giusto una manciata di secondi nemmeno tanto edificanti alla coppia principale, lascia davvero perplessi e insoddisfatti rispetto al capo Moon e non degna di un epilogo nessun altro, Kang Soo e Jeong Chang Gi compresi. Uno scivolone che un po' spiace, arrivati praticamente alla fine di una buonissima produzione.

Infine, una perplessità: il titolo. Preso in prestito alla Austen davvero senza alcun motivo, già che anche a scervellarsi non riuscirei ad affibbiare le due caratteristiche a nessuno degli attori principali. Sicuramente l'attore protagonista non è né prevenuto né orgoglioso, lei inizialmente lo giudica in modo sbagliato, ma francamente ne ha tutti i validi motivi. Boh, mistero.

Resta però complessivamente una serie che mi sentirei di consigliare , più agli amanti del genere legal-thriller che agli appassionati del filone romantico. Sicuramente è una serie interessante e che incuriosisce parecchio, se si è disposti a perdonarle qualche errore qua e là.

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Completed
Business as Usual
1 people found this review helpful
by Lynnea
May 10, 2025
6 of 6 episodes seen
Completed 0
Overall 7.0
Story 6.5
Acting/Cast 7.5
Music 7.5
Rewatch Value 6.5

In linea con le BL coreane, graziosa ma non senza pecche.

Drama BL molto breve, sei episodi in tutto per un totale di tre ore scarse e incentrato sul tema della seconda chance dopo una rottura dovuta a un fraintendimento. Va da sé che tutto si concentra proprio su questo, ovvero come i due protagonisti, ritrovatisi dopo quasi un decennio da quella che era una relazione appena avviata quando erano ventenni e subito interrotta a causa di un malinteso, tornano a rapportarsi tra loro, inizialmente per questioni professionale e poi, tra dubbi, paure e speranze, anche dal punto di vista sentimentale.
Si tratta dell’adattamento del manhwa “Eul’s love” , dal quale differisce principalmente per il fatto che il manhwa dedica almeno un terzo dei capitoli alle scene NC18 – e/o riferimenti annessi – tra i due. La serie – in linea con le tipiche produzioni coreane – punta invece a dare risalto ai sentimenti, al confronto, alle emozioni, offrendo uno scenario breve ma credibile. Nonostante questo l’inizio parte decisamente col botto, aspetto che porterà immediata soddisfazione ai fan delle scene d’amore.
A scatola chiusa avrei detto che tra i due protagonisti il mio preferito sarebbe stato Jin Hwan, mentre invece a conti fatti ho trovato molto più realistico Kim Min Jun. I suoi pensieri e le motivazioni dietro le sue azioni sono chiari, dubbi e titubanze che lo affliggono anche. Jin Hwan ho fatto più fatica ad inquadrarlo, la sua caratterizzazione stride un po’ tra quello che dice e come si approccia, con un’espressione sorridente ma indecifrabile. Paradossalmente, è molto più espressivo quando non si trova con Kim Min Jun (vedi la serata di rimpatriata con i vecchi compagni di classe, dopo il matrimonio dell’amico). Che sia per caratterizzazione del personaggio o per livello di recitazione degli attori, Kim Min Jun batte Jin Hwan a occhi chiusi.
Ora, date le premesse e date la durata, oltre a chiarire il malinteso e ricostruire la relazione altro non c’è: il pregio di questa serie non è certo nei contenuti, tutt’altro che ricchi, ma nella modalità in cui un tema, per quanto circoscritto, viene portato in scena. L’avrei definita un “poco ma ben fatto”, cosa che personalmente non disdegno mai, ma l’ultimo episodio è stato davvero sotto tono: se la rottura da giovani era dovuta a un fraintendimento, la crisi che si profila nuovamente all’orizzonte si basa davvero sul nulla totale. Comprendo che i dubbi e le vecchie paure non siano così facili da accantonare, tanto da promuovere una sorta di circolo vizioso al primo, stupido, imprevisto… Ma era comunque necessario imbastire qualcosa di più credibile.
Riassumendo, tra i pregi metterei il personaggio di Kim Min Jun e la capacità di molte BL coreane di dare risalto ai sentimenti riuscendo a coinvolgere pur mantenendo un tono di compostezza.
Tra i contro, la caratterizzazione di Jin Hwan e la sua espressività nel corso della serie, oltre a un finale qualitativamente in calo e un po’ sbrigativo nelle ultime scene.
Una visione che di certo non lascia il segno ma che sa regalare comunque qualche ora piacevole.

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Completed
It Started with a Kiss
1 people found this review helpful
by Lynnea
Apr 13, 2025
20 of 20 episodes seen
Completed 0
Overall 8.0
Story 8.5
Acting/Cast 7.5
Music 7.5
Rewatch Value 8.0

Il secondo migliore adattamento del celebre manga "Itazura na kiss"

Questa recensione vale sia per la serie in oggetto che per il suo sequel (They kiss again, 2007).
Versione taiwanese, tra i primi adattamenti del noto manga “Itazura na kiss” di Kaoru Tada. Penso di aver visto ormai tutte le serie e i film ad esso riferiti e sebbene il drama giapponese del 2013 (Itazura na kiss: love in Tokyo, 2 stagioni) resti a tutti gli effetti il mio preferito, direi che questo strappa un più che dignitoso secondo posto.

Il pregio di entrambi gli adattamenti è di essere gli unici a coprire in giusta misura l’intero arco temporale del manga invece di terminare con il matrimonio o subito dopo (primi sei volumi), senza tralasciare quindi la parte a mio avviso più interessante, ovvero i restanti sei volumi dedicati alla vita di coppia da neo sposini nei primi anni a venire. Se la prima parte vede sostanzialmente la protagonista rincorrere strenuamente l’apparentemente irraggiungibile personaggio maschile fino ad arrivare faticosamente all’obiettivo, la seconda parte ha modo di concentrarsi su molteplici aspetti, seguendo l’evoluzione dei singoli personaggi nelle relazioni familiari, di coppia e professionali oltre a mostrare la crescita personale di ciascuno.

Nel confronto tra le due versioni, questa made in Taiwan la spunta su alcuni aspetti, in particolare:
- Il protagonista maschile, che risulta sì distaccato e poco socievole, ma non per questo completamente privo di empatia. Viene tratteggiato in modo un po’ più sano – più caratteriale e meno al limite del patologico – del suo corrispettivo giapponese.
- Le scene d’amore - soprattutto nel sequel - sono numerose, più lunghe e un po’ meno statiche rispetto al drama giapponese, sebbene lasci un po’ perplessi la fissa del protagonista per il collo di lei, manco fosse un vampiro famelico.

Di contro, conta alcune pecche che lo fanno scivolare al secondo posto:
- E’ palesemente più datato: la qualità delle riprese, del montaggio, della fotografia non possono essere messi sullo stesso piano della versione di una decade successiva. Soprattutto sul sonoro sono evidenti delle lacune, con lunghi momenti senza comunicazione verbale o musica che lasciano uno spazio troppo importante ai suoni di fondo (questo succede ad esempio ancora oggi in alcuni drama tailandesi).
- Gli attori protagonisti non sono sicuramente il top dal punto di vista estetico: decisamente più belli e più espressivi (soprattutto Kotoko, che è un concentrato di simpatia solo a vederla) gli interpreti giapponesi. Nonostante ciò, come coppia sembrano funzionare entrambe.
- La durata, forse eccessiva, se si conta che ogni stagione è composta da venti episodi e ciascuno ha una durata di oltre un’ora. Alcuni passaggi potevano tranquillamente essere un po’ più sintetizzati, la trama non ne avrebbe risentito, anzi, il ritmo non avrebbe conosciuto momenti di rallentamento e l'attenzione sarebbe stata sempre alta.
- Le musiche, se paragonate all’altra serie, non sono niente di speciale.
- I nomi: Paese che vai, nome che trovi. Ci sta. Ma per chi ha letto il manga, continueranno comunque ad essere Kotoko e Irie-kun.
- Il finale: l’autrice del manga scompare improvvisamente prima di portare a termine il manga, sebbene sembri lasciare intuire quella che avrebbe dovuto essere la direzione della conclusione. Il drama giapponese ricalca fedelmente l’anime, mentre in questo adattamento viene inserito un elemento a mio avviso forzato e che poco c’entra con i toni che caratterizzano l’intera storia. La conclusione finale può anche essere, in prospettiva, più o meno simile ma l’elemento aggiunto sembra stridere come una nota stonata.

In conclusione, una buona prova. Per chi non è un grandissimo fan del manga e vuole limitarsi a una sola visione, consiglio senza dubbio quello giapponese. Per chi, come me, si è affezionato alla storia e ama l’idea di vederla riproposta, tra tutti gli adattamenti in circolazione consiglio questo come seconda e valida scelta.

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Completed
Black Knight
1 people found this review helpful
by Lynnea
Apr 12, 2025
6 of 6 episodes seen
Completed 0
Overall 6.5
Story 6.0
Acting/Cast 8.0
Music 6.5
Rewatch Value 6.0

Serie distopica breve con una trama forse troppo concentrata

Drama distopico ambientato in un futuro smil-apocalittico. Durata breve, sei episodi da un'ora l'uno, potenzialmente congrui per sviluppare la trama proposta.

I PRO:
- l'attore protagonista, davvero azzeccato per il ruolo, è stato in grado di delineare un personaggio meno stereotipato del solito, dove l'essere un leader forte non si accompagna a tratti di prepotenza, immotivata freddezza o arroganza. L'ho trovato piacevolmente singolare, così come l'attore che lo interpreta, già visto in altre serie e che da sempre mi ha dato l'impressione di un'espressività particolare.
- lo scenario surreale, con l'umanità nettamente distinta in nuove classi sociali, la dipendenza da priorità diverse da quelle della vita pre-impatto del meteorite. Un'idea nuova, insomma.
- il personaggio del giovane corriere, rifugiato clandestino per anni nei settori generali. Non eccellente come 5-8, ma comunque di tutto rispetto.


I CONTRO:
- l'ambientazione monotona: polvere, grigiore, arredamenti ridotti all'osso. Per quanto sia coerente con la storia proposta, alla lunga tende ad appiattire l'interesse, visivamente parlando.
- il focus della storia, troppo concentrato. Sembra di assistere a uno dei passaggi di una storia che merita di avere un prima e un dopo, o comunque un'evoluzione più complessa. Tutto si concentra sul momento della grande svolta ma, per quanto possa essere stato pensato e curato e fatto bene, l'impressione è quella di aver letto solo una pagina del libro, per quanto scritta bene e interessante.
- I personaggi - di conseguenza - sono esigui e non molto approfonditi (anche la figura della sorella della militare, ad esempio, poteva essere sfruttata meglio).
- il cattivo di turno, davvero sottotono. E se manca un cattivo di prim'ordine, l'intera lotta dei buoni perde un po' di sapore, comunque ce la si vuole raccontare.

Concludendo: mi va bene averlo visto, l'inizio è stato promettente ma sono arrivata alla fine abbastanza insoddisfatta. Necessiterebbe di tutte le migliorie sopracitate per stimolare anche solo un rewatch.

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Completed
The Way Home
1 people found this review helpful
by Lynnea
Mar 28, 2025
16 of 16 episodes seen
Completed 0
Overall 9.0
Story 9.0
Acting/Cast 9.0
Music 8.5
Rewatch Value 8.5
This review may contain spoilers

Un amore fraterno bello, toccante e pulito, capace di smuovere il cuore e curare lo spirito

Bellissimo drama familiare, con un focus particolare sul legame tra fratelli. Preciso subito, non si tratta affatto di una BL, nemmeno mascherata da bromance, come spesso accade in molte serie cinesi proprio sul tema dei fratellastri non consanguinei.
Qui c'è davvero il solo, spettacolare, affetto fraterno, tra due cugini cresciuti insieme come fratelli e che a un certo punto della loro vita - il più grande adolescente, l'altro ancora un bambino - scoprono di non essere di fatto veramente imparentati.
Jia Shu si ritrova all'improvviso a dover fronteggiare la sbalorditiva scoperta di essere il frutto di una storia che la madre ha avuto con un altro uomo, mentre l'uomo ormai in fin di vita per una lunga malattia, da lui amato e creduto il suo vero padre, di fatto non lo è. Alla morte di questo viene cacciato, insieme alla madre, dalla famiglia He, nonostante non abbia alcuna colpa.
Durante gli otto anni di separazione il giovane Jia Hao vive un'adolescenza cupa e mostra i primi segni di una forte depressione che nessuno sembra cogliere: sente la mancanza del fratello (cugino), è isolato dai compagni e si sente schiacciato dalla pressione di un padre che sembra pretenderlo diverso da come in realtà è, condannando la sua passione per le lanterne e incalzandolo senza sosta per i buoni voti a scuola, oltre al gravoso peso di dover tenere alto il prestigioso nome della famiglia He.
Il ritorno di Jia Shu rimescola il tutto: se da una parte il legame tra i due fratelli torna via via a farsi più forte che mai, dall'altra devono fronteggiare tutta una serie di situazioni problematiche, alcune apparentemente insormontabili.
Ho apprezzato ogni singolo minuto dei sedici episodi di questo drama, mi sono spesso commossa fino alle lacrime e mi sono anche ritrovata a sorridere. C'è affetto, tenerezza, amore, dolore, perdita, abbandono, rabbia, frustrazione, tristezza, calore... Le emozioni che ruotano attorno a questa serie formano davvero un ventaglio impressionante e variopinto.
Ottima la prova recitativa, sia dei due protagonisti che del secondo fratello (padre di Jia Hao). Ne risultano tre personaggi davvero complessi e ben delineati: Jia Shu, bello e onesto, disposto per anni a farsi carico di una colpa non sua e, per quanto inizialmente cerchi di tenere a distanza Jia Hao, è più che evidente l'affetto nei suoi confronti, così come la nostalgia del defunto padre e il segreto desiderio di essere riaccolto in quella che lui sente essere - al di là del legame di sangue - la sua vera famiglia e i suoi veri affetti. Jia Hao mostra un adolescente davvero provato dalle circostanze, che tenta di nascondere i segnali della depressione, così come nasconde le sue passioni e la speranza - mai persa - di recuperare il rapporto con quel cugino/fratello che tanto adorava da piccolo. Hong Guang, il padre di Jia Hao, è contemporaneamente motore e vittima di tutte le travagliate vicende attorno alle quali ruota l'intera storia: appare come un padre oppressivo, più interessato al prestigio del nome di famiglia e alle apparenze piuttosto che alla felicità dei componenti della stessa. Un personaggio apparentemente cieco, ma che di fatto vive un conflitto interiore davvero importante, distrutto dalla scomparsa del fratello maggiore che per lui era come un padre e incapace di voltare pagina, tanto da escludere Jia Shu, un tempo amato nipote, dalla famiglia, rifiutandosi categoricamente di riaccoglierlo anche dopo anni. E' un fratello minore - anche se ormai adulto - che soffre una terribile perdita, tanto da portare avanti il suo ruolo di padre in un modo non funzionale, addirittura deleterio per il giovane Jin Hao, nonostante sia chiaro che gli voglia bene.

Gli altri personaggi secondari sono tutti - chi più e chi meno - apprezzabili: utili ad arricchire e completare la storia, ma singolarmente non determinanti.

Facendo mente locale, non riesco a ricordare un altro drama davvero dedicato al profondo legame tra fratelli. Ci sono drama dove il rapporto genitori-figli ha grande risalto, altri dove l'affetto fraterno fa da contorno a un genere diverso (thriller piuttosto che azione) oppure figura come elemento secondario in una serie incentrata sull'amore di coppia (BL mascherate da Bromance comprese). Questo non può che essere un valore aggiunto per questa serie: bella, toccante e pulita, capace di smuovere il cuore e curare lo spirito.
Un piccolo gioiello che purtroppo rischia di passare inosservato dal momento che non è reperibile sulle principali piattaforme. Ovviamente consigliato!

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