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Completed
Trapped in Osaka
1 people found this review helpful
by Lynnea
Dec 22, 2025
4 of 4 episodes seen
Completed 0
Overall 7.0
Story 6.5
Acting/Cast 7.5
Music 6.5
Rewatch Value 6.5
This review may contain spoilers

Short drama BL eccessivamente breve e un po' troppo ambizioso, ben riuscito ma non eccellente

Short drama BL interessante ma non eccellente. Con una durata così breve - è praticamente ridotta all'osso, quattro puntate di una decina di minuti l'una - riuscire a raccontare una storia che porti in sè un significato importante è davvero un'impresa ardua. In questo caso direi che l'obiettivo è riuscito solo in parte, il che comporta comunque un merito perchè come dicevo non è cosa facile.

ASPETTI POSITIVI:
- L'ambientazione: il Giappone sembra una scelta totalmente casuale, ma così non è. Le scene si svolgo quasi interamente al chiuso, nell'appartamento (con l 'eccezione della spiaggia e di quando escono a comprare l'acqua), per cui in teoria un Paese valeva l'altro. Invece la scelta dell'estero permette di sottolineare ulteriormente il senso di solitudine e di abbandono, uno stato di sofferente infelicità che li porterà a convergere l'uno verso l'altro.
- Gli attori protagonisti: poco conosciuti e senza grandi prove alle spalle, ma devo dire molto bravi, soprattutto Qin Jia Lin. Hanno fatto un buon lavoro a livello di espressività e hanno saputo catturare il senso di ogni momento e a trasmetterlo allo spettatore, alternando sguardi ironici, sorrisi divertiti, smorfie di disappunto, atteggiamenti di menefreghismo e provocatori, espressioni di dolore pur mascherato ma sincero.
- Bello il significato dietro alla sequenza delle scene. Un giovane disilluso, senza più ragione di vivere, che incontra uno strozzino che tutto sembra fuorché quello e dall'improbabile confronto, oltre al tempo trascorso insieme - per quanto breve - nasce un tenue raggio di luce che si fa lentamente strada in un mondo che sembrava ormai destinato alle tenebre. Processo comunque difficile, perchè per avere anche solo un bagliore di futuro occorre prima passare attraverso l'accettazione, passaggio tanto doloroso da spingere inizialmente Chen Xi a rifiutarlo e rifuggirlo, crogiolandosi nell'attesa di una morte risolutiva a tutte le sue sofferenze. Solo grazie alla presenza di Hao Yu troverà la forza per affrontare quella fase così dura ma così necessaria, e passare finalmente oltre.

ASPETTI NEGATIVI:
- La durata: esistono short drama ben più lunghi di 40 minuti complessivi. In questo senso si è puntato forse un po' troppo in alto: serve una regia, una sceneggiatura, una scenografia e un cast d'eccellenza per un progetto così ambizioso. Va da sè che se molte scene sono singolarmente ben fatte, nell'insieme qualche intoppo alla fluidità del racconto c'è, ed è anche piuttosto evidente. Tutto troppo precipitoso, in certi momenti al limite del surreale.
- La caratterizzazione di Hao Yu: bene la figura di uno strozzino che tale non è, ma si è un po' calcata la mano e finiti per esagerare, passando da lui che minaccia e urina provocatoriamente nel salotto ma che rivediamo, il giorno successivo, tutto buoni consigli e cuore aperto, con tanto di maglioncino bianco di lana e collanina di perle al collo. Va bene mostrare due spaccati diversi - ciò che sembra e ciò che è - ma tanti accenti non erano davvero necessari a sottolineare ciò che, se fatto bene, sarebbe già stato tranquillamente ovvio.
-Il finale: capisco che la trama non punti a raccontare una storia vera e propria ma a portare in scena un messaggio, ma si scade un po' nel banale e nella faciloneria.

Tirando le somme, per i 40 minuti che richiede è in ogni caso una visione che mi sento di consigliare. Particolare, di cui si comprende il senso, ma al cui risultato manca probabilmente qualcosa.

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Completed
Usokon
1 people found this review helpful
by Lynnea
Dec 7, 2025
12 of 12 episodes seen
Completed 0
Overall 5.5
Story 5.0
Acting/Cast 6.0
Music 6.5
Rewatch Value 4.5

Banale, poco riuscita e non necessaria riproposta di un clichè visto e rivisto

Storiella veloce e senza troppe pretese - che, se fatta bene, può però funzionare - sul classico cliché del finto matrimonio. Purtroppo la trama è palesemente non realistica, troppo forzata e sconclusionata: lei che non capisce ciò che anche un bambino di cinque anni capirebbe, lui che - ma chi ci crede? - non la vede da una vita ma è da sempre innamorato perso di lei. I pochi episodi scorrono rapidamente tra i banali e maldestri tentativi di lui di dichiararsi e l'imprevisto di turno che interrompe la scena, con la protagonista perennemente ignara di tutto.
Debole anche lo sforzo sulla caratterizzazione dei due: lui poco credibile, interpretato da un attore già incontrato in altri drama e difficilmente apprezzato; lei tutta bugie "gentili" che sanno di ridicolo e una frangia appiattita spalmata sugli occhi.
Mi aspettavo sinceramente poco da questo drama, ma comunque qualcosa di complessivamente piacevole... E invece è stato un po' come mandare giù una medicina dal sapore poco gradito.
Non l'ho droppato solo per via della sua scarsa durata. Della stessa tipologia - breve, giapponese e sul tema del matrimonio di convenienza - opterei piuttosto allora per "In-House Marriage Honey", decisamente di un altro livello.

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Completed
The Princess and the Werewolf
1 people found this review helpful
by Lynnea
Nov 25, 2025
30 of 30 episodes seen
Completed 0
Overall 6.5
Story 5.5
Acting/Cast 7.5
Music 6.5
Rewatch Value 4.0

Un'ambientazione fiabesca per una storia scarna e prolissa che viene presto a noia

"La principessa e il lupo mannaro" è un cDrama fantasy storico per certi versi un po' inusuale, in quanto pur richiamando la classica ambientazione tipica dei drama cinesi del genere wuxia/xianxia sembra voler ispirarsi - almeno parzialmente - alla favola di origine europea "La Bella e la Bestia". Ne deriva quindi una marcata atmosfera fiabesca, tant'è che gli abitanti del Regno delle Belve hanno tratti e caratteristiche che si rifanno a specifici animali. Complessivamente l'idea è quindi un po' particolare, ma di certo non manca di originalità.
Detto questo, la realizzazione della storia nel concreto presenta diversi aspetti che non hanno :
- la protagonista femminile proviene da un regno di una dimensione pseudoparallela sempre con ambientazione storica, eppure si comporta e si atteggia con delle modalità che sarebbero comprensibili solo se avesse fatto un viaggio nel tempo e provenisse dal mondo moderno.
- Costumi, trucco e parrucco discutibili, a volte perché fuori luogo e stridenti con il contesto, in altri casi perché poco credibili e palesemente posticci. In questo senso l'attenzione ai dettagli è stata davvero scarsa, portando a forzature ridicole se non addirittura imbarazzanti, quali ad esempio dover prendere per buono il fatto che la principessa non si renda conto che Kui Mu Lang e Li Xiong sono palesemente la stessa persona.
- il fraintendimento infinito: giusto e ovvio che nella parte iniziale ci si voglia giocare la carta di lei che non riconosce lui, aspetto scontato ma comunque comprensibile. Ciò che invece proprio non ci sta è il trascinarsi della situazione così a lungo, già che dopo i primi cinque o sei episodi il meccanismo viene inevitabilmente a noia.
- l'evoluzione dei personaggi principali è carente, così come lo spessore della vicenda: abbiamo dei protagonisti, abbiamo un contesto, ma lo sviluppo delle singole parti e dell'insieme pare davvero un po' alla deriva.
- ambientazione fantasy/fiabesca fin che si vuole, ma ciò non significa rinunciare necessariamente a un approccio serio/realistico: qui invece sono evidenti le forzature su personaggi e scene, troppo teatrali ed eccessivamente enfatizzate.

Per quanto riguarda il cast, buona ma di certo non eccellente la prova dei due protagonisti (non sono una grande fan di Chen Zhe Yuan, gli riconosco un livello di recitazione medio, curato ma poco espressivo... Trovo gli elogi sperticati nei suoi confronti sempre un po' troppo sovrastimati). L'attrice protagonista bravina, ma non particolarmente convincente, soprattutto nelle scene strappalacrime, dove più che altro imbarazzava un po'. Il romance c'è ma non è nulla di coinvolgente, figuriamoci travolgente. Mi sono però piaciuti alcuni personaggi secondari, in particolar modo Hong Xiu e Liu Jun, impegnati in un pairing secondario di tutto rispetto.

A visione conclusa, oltre alla noia e all'impressione che gli sviluppi scarni dei personaggi e della vicenda abbiano tratteggiato una storia complessivamente confusa e superficiale, rimane davvero poco altro sul piatto. Di sicuro non un rewatch.

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Completed
Blossom
1 people found this review helpful
by Lynnea
Nov 21, 2025
34 of 34 episodes seen
Completed 0
Overall 7.0
Story 6.5
Acting/Cast 7.0
Music 7.0
Rewatch Value 6.0

Una fioritura... Tardiva e stentata

Il vero problema, qui, è che il primo episodio è troppo bello. Si arriva alla fine caricati a mille in quanto aspettative: trama con intrighi non originali ma che sono comunque buone basi per una valida vicenda, due protagonisti interessanti ed esteticamente affascinanti - la chioma argentata di lui che lo mette in netto contrasto con qualsiasi altra figura presente - il tutto racchiuso in una cornice la cui atmosfera, grazie anche ad un sapiente contributo di luci, colori e fotografia, sa a dir poco rapire lo sguardo curioso dello spettatore. L'immediato riavvolgersi del nastro temporale carica l'avvenire di ulteriore mistero: la storia si ripeterà o il destino potrà essere cambiato? E' quindi con grande trepidazione che si affrontano gli episodi successivi.
Ahimè, la storia tra i due protagonisti e la storia d'intrigo/azione che è la vicenda generale tendono a separarsi fin da subito, come ci fosse l'incapacità di portarle avanti contemporaneamente in maniera uniforme e ben amalgamata. Ed ecco quindi che la prima metà del drama punta a mostrare tutti i conflitti, le alleanze, i giochi di potere e le strategie che caratterizzano lo scenario - dove un po' mi sono persa perchè svariati personaggi maschili che rappresentano la generazione più anziana si assomigliano esteticamente un po' tutti - mentre il romance, al pari di una fioritura tardiva, fatica a decollare. In questo senso si percepisce proprio una spiacevole sensazione di indecisione: nelle scene dedicate ai due protagonisti si insinua sempre la speranza di vedere - finalmente - una piccola evoluzione, un piccolo passo in avanti... Che puntualmente delude un po'. L'unica cosa che fiorisce, nella prima metà del drama, è la magnolia in cortile (perchè la sigla iniziale richiami costantemente il glicine e, di conseguenza, le tinte violette, rimarrà per me un mistero). Arrivati a metà serie di colpo ci si ricorda che - caspita! - il romance è fermo ancora ai blocchi di partenza: ecco quindi che la storia vira bruscamente su un cambio di rotta che sposta la vicenda in secondo piano e si focalizza sul pairing principale. Uno squilibrio che si percepisce e che non fa piacere, soprattutto perchè l'attenzione verso la coppia sa quasi di forzato (facciamo ammenda, già che l'abbiamo persa per strada). Se però vado a considerare il tema romantico di per sè, non mi ha comunque fatto impazzire, e qui la responsabilità non è più solo della sceneggiatura ma grava anche sulle spalle degli attori principali: belli, con personaggi dalla caratterizzazione interessante da interpretare... Ma tremendamente lontani, un po' come guardare un bel paesaggio col binocolo. La recitazione è buona, l'espressività molto meno, la sintonia tra i due ulteriormente limitata. Il nostro bel generale, in particolare, risulta troppo ingessato (composto va bene, ingessato no). Capisco - e condivido - il tentativo di preservare l'autorevolezza della figura e bene che non si dia alle grasse risate e - fortunatamente - nemmeno alle frasi melense, ma c'è tutto un vasto mondo nella comunicazione non verbale e para verbale che meritava di essere esplorato, e del quale invece è pervenuto poco o niente. L'attrice femminile se la cava un filo meglio, ma anche lì è evidente la fatica.
Finirlo è quasi d'obbligo, il salto temporale sembra aver aperto un cerchio che - a maggior ragione - ci si sente in dovere di chiudere. A un certo punto volevo solo vedere la parola fine e basta, cosa che è avvenuta con una chiusura abbastanza insipida ma che, viste le premesse, non poteva pretendere di più o risollevare il tenore di una serie abbassatosi già dopo i primi episodi. Spiace perchè tanti elementi ci sono e sono buoni ma, tra chi doveva essere coinvolgente e non lo è stato e chi dietro la macchina da ripresa doveva tirare i giusti fili e ha tirato quelli sbagliati, il risultato è un po' quello che è. Da vedere quando non si è a caccia del drama da aggiungere alla lista dei preferiti.

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Completed
Legend of Awakening
1 people found this review helpful
by Lynnea
Nov 15, 2025
48 of 48 episodes seen
Completed 0
Overall 6.0
Story 5.5
Acting/Cast 8.0
Music 6.0
Rewatch Value 5.0

Le leggenda di un risveglio... Che fa un po' addormentare.

Ultimo drama di Chen Fei Yu che mi mancava da vedere, con tanto di approccio titubante per via delle molte recensioni non particolarmente entusiaste e alle quali - a visione conclusa - non posso che accodarmi.
Classico fantasy dove spopolano le arti marziali e dove giovani discepoli puntano a sviluppare e acquisire gli enormi poteri dati dalle auree, ciascuna delle quali conferisce impressionanti capacità in un campo specifico (forza, manipolazione della mente, percezione del suono, ecc.). I grandi maestri riescono con fatica a padroneggiare fino a cinque auree e che qualcuno nasca con il talento per padroneggiarle tutte e sei è cosa più unica che rara, una figura alla quale viene dato il nome di "risvegliato". Ovviamente il protagonista sarà un risvegliato, un giovane con un passato doloroso alle spalle e le cui origini - sconosciute anche a lui stesso - resteranno avvolte per buona parte del drama nel mistero. L'altro elemento chiave della storia è una setta particolarmente feroce e sanguinaria che punta a distruggere tutti gli altri gruppi annientandoli a uno a uno con efferata violenza.
Lu Ping - il protagonista - viene presentato come un giovane scampato a un passato di torture insieme alla "sorella" minore non consanguinea: i due trovano rifugio in un'altra setta, diventando discepoli di un maestro decisamente bislacco. Lu Ping farà di tutto per spacciarsi per uno scansafatiche e nascondere così i suoi reali poteri, comunque bloccati da un sigillo impostogli da piccolo che - nonostante gli sforzi - non riuscirà a rimuovere. Le dinamiche inizieranno a farsi più complesse e il solitario Lu Ping stringerà amicizia con altri giovani - il primo discepolo della propria setta e un giovane aspirante assassino. Le vicende dell'improbabile quartetto - che conta anche la sorella Su Tang - coinvolgeranno anche il maestro Guo You Dao e una sua vecchia conoscenza, Chu Min, oltre a intrecciarsi con le dinamiche di alcuni personaggi di corte, in particolar modo la giovane e abile Qin Sang e la sua serva, Ling Zi Yan.
L'idea tutto sommato c'è, le capacità per costruirci sopra un drama di quasi cinquanta episodi direi proprio di no. La sceneggiatura è davvero troppo debole, prolissa in molti punti. Manca l'equilibrio tra i vari elementi, manca la capacità di sviluppare le varie tematiche in modo che risultino interessanti e coerenti, avvincenti e stimolanti. Sembra invece di annaspare nelle sabbie mobili - le stesse in cui Mo Lin cerca di far finire Lu Ping in uno dei primi episodi - con la differenza che il drama, al contrario del nostro protagonista - vi rimane invischiato per tutta la durata della serie.
Il fatto di poter padroneggiare una o addirittura più auree entra spesso in conflitto con la coerenza della vicenda: in possesso di tali abilità molte situazioni potrebbero essere risolte in un battibaleno, e svariati problemi od ostacoli non delinearsi in quanto tali. Invece c'è una sorta di dilungarsi continuo, dove la soluzione sembra sempre lì a portata di mano ma verso la quale i personaggi non sembrano voler puntare, limitandosi a girare in tondo. C'è proprio tanta inesperienza (o incompetenza) dietro a questa sceneggiatura, che promuove tra l'altro dei passaggi troppo bruschi tra i momenti più seri e quelli di maggiore leggerezza (non di rado capita che sul finire di un'intensa scena di scontro/combattimento, dove ci sono in gioco non solo le vite dei presenti e ma il futuro di intere popolazioni, ecco che - con il cattivo di turno messo in ginocchio e ormai alle strette - il clima si rassereni di colpo dando spazio a battute e commenti sciocchi vari tra i membri del quartetto. Fuori luogo, fuori momento, poco credibile.
Paradossalmente, nonostante la trama sia per molti versi discutibile, ci sono tanti personaggi che mi hanno colpita positivamente. Il maestro che si spaccia per un pigro ubriacone avido nasconde in realtà un animo saggio, che in realtà si intuisce quasi fin da subito, ma che agli occhi degli altri riesce a mascherare abbastanza bene grazie a un'atteggiamento a dir poco stravagante ed eccentrico, le cui modalità mi hanno ricordato molto il Jack Sparrow di Johnny Depp nella saga dei Pirati dei Caraibi. Sono quelle figure complesse capaci di dare tono e ritmo a una storia altrimenti fiacca e piatta. Sulla stessa scia anche Mo Lin, che al contrario nasconde ben poca saggezza ma che con il suo atteggiamento inusuale e sopra le righe aggiunge simpatica freschezza a molte scene. Su Tang, la sorella putativa di Lu Ping, è un'altra figura che riesce a trovare una sua precisa dimensione e caratterizzazione. Interessante anche il fratello del maestro, che entra in scena più avanti, così come Chu Min, personaggio la cui storia pregressa viene svelata man mano.
Bene anche la protagonista, ma non oltre: non so se per livello di recitazione o limiti legati alla caratterizzazione del personaggio, la sua figura non mi è sembrata sfruttata al meglio. Rispetto al pairing principale il personaggio meglio riuscito è sicuramente Lu Ping, del resto figura predominante e centrale della vicenda generale. Per Chen Fei Yu ci troviamo a due anni dalla sua prova in "Evernight" e, contemporaneamente, due anni prima del suo successo in "Lighter & Princess". La prova in questo drama ricorda molto la precedente, ancora parzialmente acerba, oltre al fatto che il ruolo richiama molto quello di Evernight (anche lì un fantasy storico, anche lì giovane solitario inizialmente solo contro il mondo ad eccezione di una sorellina non consanguinea, e che nel corso della vicenda acquisirà non solo potere ma intreccerà anche relazioni di amicizia/fratellanza. Si ricala quindi in un ruolo già testato, portando a casa un buon risultato.
Proprio il tema dell'amicizia/fratellanza è tra i tratti che più ho apprezzato di questa serie: tra Lu Ping, Mo Lin e Xi Fan parlerei quasi di bromance. Un legame che nasce da zero, lentamente, sostituendosi all'iniziale diffidenza e diventano via via un supporto reciproco fondamentale, anche dal punto di vista affettivo.

Se sul fronte di buoni abbiamo figure valide e interessanti, magari non sempre integerrime, capaci di sbagliare ma poi anche di fare ammenda, la schiera dei cattivi lascia un po' a desiderare. Si sente la mancanza di quel cattivo veramente cattivo, che è tale punto e basta senza mille giustificazioni sul perchè sia diventato quello che è.

Rispetto all'arco narrativo, se i primi trenta episodi sembrano già un po' troppi e allungati, gli ultimi dieci o quindici mettono duramente alla prova la forza di volontà dello spettatore, nonostante il romance - se così possiamo chiamarlo - riesca a ritagliarsi qualche scena dedicata. Proprio sul fronte della love story, c'è da dire che si è volato molto basso. Pochi baci - molto statici - e una parsimonia in generale di momenti romantici. Non c'è quella love story che fa battere il cuore e che ti viene voglia di andare a riguardare, in poche parole.

INIZIO SPOILER!!!
Arrivati con estrema fatica - ed estrema lentezza e noia - agli ultimi episodi, ecco l'ennesima delusione: delle tre coppie - la principale e due secondarie - una non è destinata al lieto fine. Spiacevolezza vuole che sia proprio il pairing principale, con una dipartita di lei che avviene nel penultimo episodio. Un addio non previsto, non strettamente necessario e gestito in modo piuttosto sbrigativo. Tanto per mettere la ciliegina sulla torta delle pecche, insomma.
FINE SPOILER!!!

Detto questo... Lo consiglierei? Probabilmente no. Facile che risulti una mezza delusione anche per i fan dei fantasy xianxia/wuxia, dei fan dei cDrama in generale, dei fan di Chen Fei Yu, dei fan di tutte e tre le cose messe insieme. Sufficienza strappata giusto per alcuni spunti validi e una buona caratterizzazione dei personaggi.

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Completed
Ever Night
1 people found this review helpful
by Lynnea
Nov 6, 2025
60 of 60 episodes seen
Completed 0
Overall 8.5
Story 8.5
Acting/Cast 8.5
Music 8.5
Rewatch Value 8.0
This review may contain spoilers

Fantasy epico inusuale e interessante... Ma anche impegnativo e imperfetto.

Drama inusuale, un fantasy epico ambientato in un mondo antico tra coltivazione, profezie e arti marziali, che affascina per certi versi ma che lascia abbastanza perplessi per altri.
Il ritmo risente certamente dell’estrema durata – 60 episodi a mio avviso sono davvero troppi, anche per la serie migliore del mondo, che non è sicuramente questa – per cui si alternano parti più interessanti e altre che risultano quasi superflue, dove la noia è inevitabilmente in agguato.
Le scene di combattimento sono davvero accattivanti e di grande effetto, soprattutto nella prima parte e nel finale. Scenografia e CGI molto curate, da questo punto di vista è stato fatto sicuramente un buon lavoro. Una menzione d’onore alla fotografia, davvero spettacolare.
La trama non è originalissima ma sufficientemente articolata e interessante, sebbene non manchino delle falle in termini di nessi logici. Ad arricchire le vicende ci sono scontri tra sette potenti, abili guerrieri, coltivatori, e profezie sinistre che presagiscono un futuro di buio e di totale caos. I personaggi sono davvero molti, ho apprezzato in particolar modo i “fratelli/sorelle” dell'accadeia, ma trovato abbastanza sotto tono i cattivi, tratteggiati in modo sbiadito e per nulla soddisfacente .
Passando ai protagonisti, Ning Que è un antieroe credibile, caratterizzato da una serie di difetti che lo rendono molto più realistico del classico protagonista da manuale, forte, bello, valoroso e senza alcuna sbavatura.
Lui no, lui è un sopravvissuto, con tutto il carico che un passato come il suo comporta. I suoi valori e i suoi metodi sono quelli di chi ha dovuto lottare costantemente per non soccombere. Scaltro e spavaldo, a tratti manipolatore, decisamente sfacciato, poco avvezzo al tatto, tenace e feroce – soprattutto se si pensa ai primi episodi - e diffidente nei confronti di tutti fatta eccezione di Sang Sang.
Sang Sang è una giovane ragazza abituata a rimboccarsi le maniche, cresciuta praticamente in simbiosi con il suo “Shao-Ye”: il loro è un prendersi cura a vicenda, ciascuno dei due mettendo a frutto le proprie capacità. In Sang Sang è evidente un affidarsi completamente a Ning Que, con una fiducia cieca.
E’ un pairing piuttosto particolare e di difficile definizione: il legame stretto che condividono fin dall’infanzia, un rapporto esclusivo che li ha visti affrontare fianco a fianco tutto il percorso di crescita e tutte le difficoltà incontrate nella vita viene affrontato da diverse angolazioni nel corso del drama. Andando oltre la scontata apparenza del rapporto serva-padrone, si evince un legame molto più profondo. Salvata quando era ancora in fasce da Ning Que quand'egli stesso era solo un bambino, viene di fatto cresciuta da lui al pari di una figlia di cui, nonostante la giovanissima età, si fa praticamente carico. Col passare degli anni il supporto diventa via via reciproco, il vivere assieme e la confidenza che caratterizza il loro rapporto ricorda molto il legame tra due amici o fratelli pur non essendo di fatto nè l'uno nè l'altro, con lui che lotta per la sopravvivenza di entrambi e lei che si prende cura di lui e gestisce le finanze. Solo ben dopo la metà della serie si affronterà il loro rapporto in termini di coppia, aspetto che non verrà mai promosso da un vero e proprio sentimento passionale o romantico ma più determinato da un profondo e platonico senso di appartenenza reciproca. Anche la semplice ma volutamente palese differenza di statura sembra entrare in contrasto con l’idea dei due come coppia.
Non c’è quindi il classico romance che caratterizza molti drama di questo genere e questo può essere al contempo una delusione e un valore aggiunto. Ning Que manifesterà inoltre un interesse anche nei confronti di altre figure femminili, prime fra tutte la Maniaca dei Libri. L’infatuazione nei suoi confronti lo porrà di fronte ad un arduo dilemma, e se da una parte promuoverà in lui la consapevolezza dell’appartenenza profonda e indissolubile che da sempre lo lega a Sang Sang – e che sempre lo legherà – già che il pensiero di separarsi da lei non era mai stato preso nemmeno in considerazione e quando si presenta la possibilità che accada scopre di non poterlo sopportare, dall’altra la decisione di scegliere in modo definitivo Sang Sang non è propriamente un momento di gioia, ma piuttosto una decisione dolceamara, che comporta anche il rimpianto di dover lasciar andare una donna – la Maniaca dei Libri – che gli piace indubbiamente molto. E' affascinato e intrigato da una, ma legato in modo profondo all'altra: a una può rinunciare - pur con rammarico - all'altra no. Per chi ama le storie d’amore non è certo un risvolto che si riesce ad apprezzare più di tanto, per quanto sia per assurdo forse più realistico delle innumerevoli love story dove il lui di turno ha occhi solo per lei (e viceversa) in un mondo perennemente tinteggiato di rosa.
In questo senso sono stata molto combattuta: per certi versi ho apprezzato l’originalità della situazione e il suo essere appunto molto realistica, ma a conti fatti le emozioni e le storie che si cercano in un drama spesso hanno lo scopo di permettere un momentaneo distacco dalla realtà e qualche sogno ad occhi aperti, quindi in questo senso è stato piuttosto deludente.
Una nota che può apparire un po' stonata è l’atteggiamento spesso rude di Ning Que nei confronti di Sang Sang, che, per quanto celi in realtà un profondo affetto, sembra davvero un po’ bistrattarla. Solo con un successivo rewatch ho colto delle sfumature che hanno attutito un po' questo effetto.

Parlando del cast, buona la prova recitativa, ma non eccellente. Non conoscevo Ireine Song, l’ho trovata brava anche se forse non ha saputo sfruttare completamente il potenziale legato al suo personaggio. A vestire i panni di Niang Que un giovanissimo Chen Fei Yu, attualmente uno dei miei attori cinesi preferiti e sulle cui orme sono giunta a questo titolo. Esteticamente ancora segnato dalle fattezze tipiche adolescenziali, i cui lineamenti sono diventati poi negli anni più sottili ed eleganti, si contraddistingue per una recitazione interessante ma ancora molto acerba e imperfetta. Un talento all’epoca ancora da raffinare, con una buona base espressiva dove manca però in termini di esperienza e di controllo, soprattutto per quanto riguarda la mimica facciale, ben lontana dall’eleganza che – al di là dei ruoli interpretati – ha acquisito col tempo e dato prova negli ultimi drama. Resta comunque una valutazione positiva se si considera che è il suo primo ruolo da protagonista di un drama della durata importante e che all’epoca era appena diciottenne. In generale, il resto del cast - decisamente numeroso - vanta delle prove di tutto rispetto.

Il finale cala il sipario dopo un passaggio forte e su una scena particolarmente intensa, che rimanda il prosieguo alla seconda stagione, alla quale ho buttato giusto un’occhiata veloce: la sostituzione dell’attore protagonista e un’altra sfilza interminabile di episodi hanno avuto effetto deterrente.

Complessivamente lo vedo come un progetto corposo e ambizioso, riuscito per la maggior parte, che regala una valida e un po’ atipica saga eroica, dei bei personaggi e una buona e apprezzabile recitazione. A distanza di tempo l'ho anche rivisto e, avendo nel frattempo qualche termine di paragone in più rispetto a drama dello stesso genere, lo metterei senza dubbio nell'elenco dei titoli consigliati.

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Youthful Glory
1 people found this review helpful
by Lynnea
Oct 4, 2025
30 of 30 episodes seen
Completed 0
Overall 6.5
Story 5.5
Acting/Cast 7.5
Music 7.0
Rewatch Value 5.0

Niente di nuovo, facile l'effetto "noia"...

Drama non più che modesto, che manca dei contenuti necessari a mantenere alto l'interesse. Nonostante le molte tematiche già viste e riviste innumerevoli volte, la storia poteva celare comunque buon potenziale. Nel concreto, invece, complice una sceneggiatura davvero scarna e limitata, sono venuti a mancare quegli spunti originali e necessari a dare un'identità alla serie e che avrebbero consentito di apprezzare una storia - seppur nella tipologia già vista - per la durata di oltre trenta episodi.
Per i temi trattati e l'approccio - in termini di spessore - degli stessi la metà degli episodi previsti sarebbe bastata (e avanzata).
La vicenda incappa più e più volte in fasi di stallo, con scene spesso banali e non necessarie. Questa cosa penalizza la serie fin dall'inizio: il ritmo è lento o comunque l'impressione è quella di una narrazione dispersiva. Durante i primi episodi ricordo di aver pensato più di una volta: "A che episodio siamo? Solo al secondo/terzo?". L'idea alla base del drama era abbastanza chiara ma sembrava proprio non voler decollare, e l'impressione è stata quella di un trascinarsi, di episodio in episodio, con poche scene salienti inframmezzate da personaggi e momenti utilizzati come mero riempitivo.
Interessante l'attore protagonista - già conosciuto e apprezzato in "Go Ahead" - che ben ha saputo calarsi nel ruolo del coraggioso e abile principe. Questo, almeno, nella prima parte del drama: dopo la metà c'è stato un vero e proprio stravolgimento del personaggio, errore che ho visto ripetersi un'infinità di volte nelle serie in cui il protagonista inizialmente dedito solo ai propri doveri sviluppa nel corso della storia un forte sentimento che si conferma poi essere un grande amore. Non ho mai capito il perchè di questo stravolgimento, che spesso sconfina - pesantemente - nell'OOC, dove del personaggio iniziale rimane giusto il volto.
L'attrice principale non mi ha fatta impazzire, la sua interpretazione del personaggi femminile - che poteva rivelarsi davvero interessante e singolare - è stata penalizzata da un'espressività ridotta.
I personaggi secondari incapaci di attecchire, orbitano sparsi in vicende anch'esse insipide. Belle - seppur ogni tanto un tantino esagerate - le scene di combattimento, mentre sul fronte del romance non ho trovato chissà quale chimica di coppia ma, al contrario, si sono davvero sprecate scene di inutili e sciocchi fraintendimenti, spesso poco credibili se riferiti al contesto.
Direi che la relazione che più mi ha emozionata è stata quella tra Ming Tan e il padre.
Passando alla colonna sonora, nulla di sconvolgente, a parte un brano la cui voce che mi ricordava inspiegabilmente una delle OST di "Suspicious Partner" (giusto una somiglianza, già che si tratta di un drama coreano e non cinese).

Tirando le somme, un C-drama storico decente ma non particolarmente degno di nota, facile promotore di un'effetto noia capace di far "skippare" intere scene a piedi pari. Poco interessante, poco coinvolgente, valido solo per un tiepido ripasso del solito "già visto".

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Immortal Destiny
1 people found this review helpful
by Lynnea
Sep 19, 2025
24 of 24 episodes seen
Completed 0
Overall 4.0
Story 3.0
Acting/Cast 5.0
Music 6.0
Rewatch Value 1.0

Drama dalla sceneggiatura agghiacciante, si salva solo il potenziale dell'attore protagonista

Serie breve, con tanti episodi ma della durata di una decina di minuti l'uno. L'ambientazione può assomigliare a quella Wuxia/Xianxia ma in realtà ci troviamo di fronte a un fantasy ambientato in un mondo virtuale. C'è un brevissimo avvio nel mondo reale, dove con zero spiegazioni si viene catapultati, insieme alla protagonista, all'interno dell'ambiente virtuale, apparentemente a caccia dell'assassino del padre di lei e con l'obiettivo di individuare un microchip.
Affrettato e incredibilmente sbrigativo, questo drama non si prende la briga di fornire un'informazione che sia una, privando lo spettatore di quelle conoscenze necessarie a comprenderne la visione (chi è lei? chi era suo padre? chi gestisce il mondo virtuale? perchè lei ci si fionda mentre è seduta sul sedile di una macchina parcheggiata? ). La trama proprio non sta in piedi, fa acqua da tutte le parti, manca di senso, di passaggi logici, azioni e reazioni veramente un po' a casaccio, coerenza di una sceneggiatura che potrebbe essere stata scritta da un bambino delle elementari. I personaggi sono... Sei. Si parla di clan, di sette, di un re...ma in tutto sono sei. Come può avere senso?!?! Non mi dilungo oltre sulla qualità - generale del drama e dei suoi contenuti - perchè sarebbe davvero come sparare sulla Croce rossa...
Devo dire che la valutazione media e alcune recensioni mi avevano un po' preparata, ma la scelta di vedere questa serie è stata più dettata dalla curiosità nei confronti di un attore, Huang Xin, che per il drama in sè. Conosciuto di recente per il suo ruolo da protagonista psicopatico bipolare nella BL "ABO Desire", in questo drama ho avuto conferma che il ruolo del personaggio a sangue freddo, distaccato, stoico e imperturbabile gli calza davvero a pennello. In termini di recitazione, la sua prova è stata peraltro l'unica decente di questa serie, sebbene pesantemente penalizzata da una sceneggiatura a dir poco agghiacciante.
Concludo sconsigliandone caldamente la visione: personalmente ho quanto meno ho soddisfatto la mia curiosità e sono giunta alla conclusione che questo giovane attore abbia davvero un buon potenziale. Lo rivedrei più che volentieri, in un ruolo simile, in una produzione fatta come si deve.

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Completed
Twelve Letters
1 people found this review helpful
by Lynnea
Sep 15, 2025
12 of 12 episodes seen
Completed 0
Overall 9.0
Story 9.5
Acting/Cast 9.0
Music 8.5
Rewatch Value 7.5

Vite sfortunate, resilienza e la possibilità di riscrivere la propria storia.

Con i suoi 12 episodi da tre quarti d’ora l’uno, “Twelve letters” porta in scena una storia di notevole spessore, capace di cogliere l’essenza della vita vera, non quella edulcorata dei sogni ad occhi aperti, dove una grande storia d’amore può annientare qualsiasi ostacolo. Twelve letters è un inno alla resilienza, all’amore nel senso più ampio del termine, che non spazza via le difficoltà della vita ma che però non smette nemmeno di resistere, pur nel dolore e nella sofferenza, e lotta per andare avanti, sempre e comunque.
Un drama serio, dove la spensieratezza non può essere che di passaggio, comparsa fugace di brevi momenti destinati ad essere un’eccezione in un quotidiano che appare spesso senza speranza.
Davvero tante le vite difficili narrate, dove talvolta sembra non esserci nemmeno un piccolo barlume di speranza all’orizzonte. I trascorsi dei due protagonisti sono tragici e strazianti, il loro vissuto attuale anche, le prospettive future pressoché inesistenti. Accanto a loro, altre vite spezzate, quelle di molti personaggi secondari a loro legati. Rispetto a molti altri drama che raccontano di vite difficili ma che sono più di nome che di fatto, in questa serie la violenza quotidiana la sofferenza esasperante ed esasperata emergono nitidamente. Chi venuto al mondo in situazioni difficili, chi incapace di risollevarsi, chi rassegnato a un destino che sembra già scritto.
E’ in questo scenario tutt’altro che idilliaco che si incontrano i protagonisti. Più che un incontro – il loro - è uno scontro iniziale che evolve poi in una graduale conoscenza e quindi in un supporto reciproco che sarà anche espressione concreta di un profondo sentimento. L’elemento fantasy delle lettere che arrivano da un futuro distante diverse decadi funge da catalizzatore di una serie di eventi a cascata che andranno a stravolgere la linearità della vicenda, offrendo inaspettate opportunità e nuove difficoltà e, di fatto, permettendo di riscrivere la storia. Ogni lettera determina una sorta di rivalutazione di quanto è già noto e nuove supposizioni su ciò che deve ancora avvenire. Nel presente, due personaggi altrettanto fondamentali ricostruiscono a piccoli pezzi la vita – passata e sconosciuta – dei loro cari. Qualche piccola incoerenza legata ai salti temporali emerge, cosa che però è abbastanza frequente quando si intrecciano fittamente eventi di epoche diverse… Qualcosa sfugge sempre. Giusto farlo presente, ma non ne farei un dramma. Complessivamente, la sostanza della serie non cambia.
Mi ha colpita la totale e voluta mancanza di romanticismo nella coppia protagonista: non un bacio, non un abbraccio, nessun camminare mano nella mano. Scelta davvero inusuale, ma carica di significato. A un certo punto della storia è chiaro che i due sono diventati a tutti gli effetti una coppia, ma non è l’“innamoramento” che questo drama vuole mostrare. L’amore, qui, è inteso nella sua accezione più vasta, che non si limita a quello tra un uomo e una donna, ma anche ad esempio a quello tra genitori e figli, consanguinei o meno. Il tema del sacrificio si ripropone in due importanti occasioni quale scelta consapevole per dare ad altri l’opportunità di una meritata vita migliore.
I sentimenti negativi, in Twelve letters, sono anch’essi altrettanti forti: c’è una crudeltà che viene perpetrata ciclicamente – a volte sembra quasi all’infinito – senza mai un’ombra di rimorso a farla vacillare. Coesistere passivamente, fuggire, tagliare i ponti…sono tutte opzioni che vengono vagliate di fronte alla disumanità di un padre che davvero non può essere definito tale. Le scelte che possono sembrare risolutive, si dimostrano fallimentari nel futuro, e questo rimette nuovamente tutto in gioco, andando a riscrivere, ancora una volta, la storia del passato.


Emotivamente parlando, il drama è davvero molto coinvolgente. Le lacrime sfuggono al controllo, ci si ritrova a immedesimarsi nei personaggi con estrema facilità. Questo grazie anche alla recitazione, davvero ottima. Wang Ying Lu, attrice da me da poco scoperta e apprezzata per un altro ruolo decisamente più allegro, qui dimostra di saper gestire un personaggio estremamente drammatico in modo credibile ed equilibrato, senza sbavature. Zhou Yi Ran interpreta un protagonista maschile con una caratterizzazione che gli è affine e che ha tratti comuni ad altri personaggi da lui interpretati in drama passati, sebbene qui mostri una profondità maggiore, credo una vera e propria maturazione positiva di questo giovane e promettente attore.
Prove altrettanto valide sono quelle degli attori che rivestono alcuni ruoli secondari: Shen Cheng, Tan Xin, Li Cha Dong, tanto per citarne alcuni.

SPOILER!!!
Qualche perplessità sul finale: nell’ultima scena ambientata nel futuro si vede un uomo di spalle seduto al tavolino che assomiglia incredibilmente a Shen Cheng. Mi sta bene lasciare intendere che potrebbe effettivamente essere lui, ma allora andava ritoccata la sua affermazione rispetto alla propria età, dove un mero calcolo matematico fa capire che non può essere figlio biologico di Hai Tang e Yi Xun. In alternativa, si sarebbe dovuto omettere il dato anagrafico e allora sì, il dubbio che Hai Tang si fosse sposata mentre già aspettava un bambino da Yi Xun sarebbe stato coerente col fatto che, nel futuro, anche cambiato il corso del destino, Shen Cheng ci sarebbe comunque stato.
FINE SPOILER!!!

Difficile il rewatch: questo è un drama di alto livello che però, per come pensato e impostato, poco si presta ad essere rivisto, non tanto perchè ormai consapevoli di come andrà a finire ma perchè tale consapevolezza non permette di percepire tutto lo svolgersi della vicenda con il giusto approccio, vincolato a una comprensione graduale degli elementi man mano inseriti.

Concludo consigliandone sicuramente la visione: un drama a grande impatto emotivo, capace di far soffrire ma anche di portare speranza. Equilibrato, ben fatto, ben recitato e qualitativamente davvero meritevole.


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Completed
I Miss You
1 people found this review helpful
by Lynnea
Sep 14, 2025
Completed 0
Overall 7.0
Story 7.0
Acting/Cast 8.5
Music 7.0
Rewatch Value 7.0

Romance dai richiami gotici e un omaggio - pur con poche risorse - ad Allan Poe

L'idea alla base del film è sicuramente particolare, un romance che richiama sfumature gotiche in un omaggio all'intramontabile Edgar Allan Poe.

Cosa mi è piaciuto del film:
- il fatto che i due protagonisti siano - appunto - appassionati lettori dei racconti di Allan Poe e che ne abbiano tratto spunto, lui nel disegno, lei nella scrittura.
- il tema della retinite pigmentosa, malattia congenita di cui molti ancora oggi ignorano l'esistenza e che con una diminuzione inesorabile e progressiva del campo visivo condanna nella maggior parte dei casi a una cecità totale.
- il non aver tergiversato a lungo sulla formazione della coppia, preferendo dedicare la maggior parte del tempo a mostrare come il rapporto tra i due venga messo alla prova dalle difficoltà quotidiane, con tutto il carico di insicurezza e responsabilità che comporta e dove una forte forza di volontà è strumento necessario per giungere all'epilogo.
- la caratterizzazione estetica della protagonista, una fantastica dark girl con tanto di outfit prevalentemente nero, smalto scuro, e un formidabile taglio a caschetto a frangia corta con tanto di forcina in stile gotico. Anche per quanto riguarda la recitazione, Zhang Jing Yi si dimostra ancora una volta un'attrice di talento (in questo film la prova migliore è indubbiamente la sua, mentre quella del protagonista maschile direi senza infamia e senza lode).

Cosa non ha funzionato:
- zero sviluppo dei personaggi secondari
- in generale, un approccio un po' "povero" in termini di regia, sceneggiatura, scenografia, fotografia e budget. Il film è l'adattamento di un romanzo, una storia con un grande potenziale per una trasposizione cinematografica, ma che è finita nelle mani di una produzione con tanta buona volontà ma risorse limitate.

Non è quindi un film che affascina per la qualità, ma sicuramente stupisce per la sua particolarità.

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Completed
Vagabond
1 people found this review helpful
by Lynnea
Aug 21, 2025
16 of 16 episodes seen
Completed 0
Overall 7.5
Story 7.0
Acting/Cast 9.0
Music 7.5
Rewatch Value 5.0

Un ottimo cast e una bella scenografia sprecati per una sceneggiatura commerciale e incompleta

Drama corposo, con i classici 16 episodi coreani in questo caso da un'ora abbondante l'uno e un ritmo tale da rendere ciascuno veramente denso di avvenimenti. Di certo i tempi morti latitano.
Serie che in quanto a genere spazia dall'azione al thriller e si da principalmente allo spionaggio, aspetto che predomina un po' su tutto: intrighi di governo, giochi di potere, servizi segreti, lobbismo e dinamiche politiche sono di fatto il pane quotidiano.
Forse anche troppo, e questa è la prima delle tre pecche che ho riscontrato nella serie. Davanti a un drama di questo tipo si mette subito in conto che tutto non sarà come inizialmente sembra: un personaggio apparentemente positivo può poi rivelarsi un criminale e chi sembrava invece sospetto può sorprendentemente finire nella schiera dei buoni. E' un meccanismo che può avere senso vedere una, due, anche tre volte... Ma poi basta. In "Vagabond" c'è davvero una quantità infinita di personaggi che a turno appaiono decisamente ambigui, dai vari direttori e comandanti dei servizi segreti alle figure più vicine al Presidente, passando per mercenari nordcoreani e assassini professionisti, includendo anche agenti speciali, giornalisti e figure ai vertici di importanti aziende. C'è davvero da fare la fila, insomma. Questo aspetto fa sì che i cambi di rotta - di pari passo con le verità via via svelate - siano praticamente continui, senza riuscire a vedere mai l'orizzonte ma con una sempre maggior impressione di aver perso la bussola e di girare all'infinito senza destinazione alcuna.
In questo contesto si inserisce la figura e la storia del protagonista: è chiaro fin da subito che il ritratto vuole essere quello dell'eroe e bisogna quindi accettare di buon grado alcune licenze poco realistiche ma tipiche delle imprese epiche: il nostro giovane stuntman, grazie a una buona conoscenza delle arti marziali e spinto dal dolore a un'inarrestabile ricerca di giustizia, si trasforma di punto in bianco in un esperto di lotte e inseguimenti, con un formidabile talento investigativo e capacità tali da diventare una seria minaccia per qualsiasi ordine o grado di potere (aboliamo i servizi segreti e diamo a lui l'incarico, mi verrebbe da dire, già che sembra possa da solo tenere sotto scacco tutti quanti). Tolti questi tratti volutamente esagerati, ciò che resta è un personaggio magistralmente interpretato da un sempre fantastico Lee Seung Gi: la sua capacità di farmi dimenticare che stia recitando mi affascina sempre, non so se dipenda da anni e anni di studio o da un talento innato. Probabilmente entrambe le cose. Sicuramente, oltre ad essere un cantante con una voce spettacolare, possiede anche un carisma che trapela non solo nelle seire ma anche nei programmi TV piuttosto che nelle interviste. Mostra delle emozioni così vivide da sembrare incredibilmente reali, che sia il senso di impotenza nell'essere un giovane zio che fatica a occuparsi del nipote come vorrebbe, piuttosto che la frustrazione nel dover abbandonare i sogni di gioventù, il dolore e la disperazione più profonda, lo sconforto, la rabbia, l'indignazione, ma anche il ritrovarsi di punto in bianco impacciato, quasi in imbarazzo. Tantissime situazioni, tutte diverse, ma che riesce a riportare in modo netto e credibile, grazie a un'espressività che difficilmente ho trovato altrove.
Al suo fianco troviamo la simpatica e sempre affascinante Suzy Bae, quale giovane agente dei servizi segreti. Un duo che si ritrova dopo il ben riuscito "Gu Family Book" di qualche anno prima e che mostra ancora una volta una grande sintonia di coppia, nonostante il romance sia talmente poco accennato da non poterlo nemmeno considerare tale. Il suo è un personaggio in bilico tra un'ottima prova recitativa e una caratterizzazione poco credibile, complice una sceneggiatura che affronta la questione dei servizi segreti con un approccio più da prodotto commerciale che da trasposizione reale. Ed eccoci quindi al secondo evidente difetto, ovvero la superficialità con la quale viene affrontato il contesto. Agenti dediti al pettegolezzo, la protagonista che si autoannuncia di continuo davanti ad estranei - quando va bene tira fuori anche il tesserino, manco fosse la carta fedeltà del supermercato, - conversazioni super segrete che avvengono nel bel mezzo di un affollato volo di linea, telefonate e invio di documenti digitali che anche un bambino saprebbe scovare o rintracciare, e via dicendo. Diciamo che agli sceneggiatori piaceva l'idea del fascino dei servizi segreti, che però nella realtà è ben altra cosa. Ci può stare se lo consideriamo un prodotto commerciale, con un investimento in termini di budget e di cast importanti, ma dove l'obiettivo non è sostanzialmente quello di offrire un vero spaccato credibili e realistico.
L'ultima pecca, quella che mi è andata davvero di traverso, riguarda il finale. Non mi si dica che è un finale aperto, non è un finale punto e basta. Mi pare evidente fosse stato pensato per avere una seconda stagione, davvero imprescindibile perchè altrimenti di fatto risulta palesemente incompleto. Non so cosa sia andato storto (mi viene da pensare al Covid, che può aver allungato i tempi, e poi ancora all'attore protagonista, sparito un po' dal panorama dei drama negli ultimi anni a seguito di alcune vicende personali, piuttosto che a un budget insostenibile o un riscontro sotto le aspettative), ma resta il fatto che è una cosa davvero spiacevole e ,a meno di un ostacolo seriamente insormontabile, sicuramente anche poco rispettosa. La maggior parte dei drama asiatici conta un'unica stagione e, date le circostanze, mi viene da dire che è forse un bene. A distanza ormai di otto anni dall'uscita di "Vagabond" la speranza di vederne una degna conclusione credo sia ormai effimera, ed è un vero peccato. Un dispiacere che avevo messo comunque in conto in partenza e che non mi porta a consigliarne la visione a meno che non si sia - come la sottoscritta - grandi fan di Lee Seung Gi.

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Completed
Fabricated City
1 people found this review helpful
by Lynnea
Aug 18, 2025
Completed 0
Overall 7.5
Story 7.0
Acting/Cast 8.0
Music 7.5
Rewatch Value 7.0

Film d'azione - ma poco altro - dell'epoca d'oro di Ji Chang Wook

L'azione, in Fabricated City, indubbiamente non manca. Con elementi presi in prestito dal thriller e dal poliziesco, le scene movimentate di inseguimenti, combattimenti, fughe e peripezie varie la fanno da padrone.
Il protagonista, Kwon Yoo, è un giovane ex atleta nazionale di Taekwondo che passa le giornate a giocare negli internet café insieme a un gruppo di amici virtuali. Accusato ingiustamente di un efferato crimine, si ritroverà catapultato in un carcere di massima sicurezza e subirà abusi e angherie di ogni genere, prima di riuscire ad evadere e a mettersi sulle tracce di chi l'ha incastrato. In suo aiuto accorreranno la squadra di amici, che da virtuali si paleseranno in carne ed ossa.
Pilastro portante dell'intero film è sicuramente Ji Chang Wook, che interpreta per l'appunto il protagonista. Siamo in quelli che io definisco i suoi "anni d'oro", ai tempi dei drama che più lo hanno reso famoso ("The K2" piuttosto che "Healer"). Tutte produzioni ad alto tasso d'azione e dove la sua figura di eroe coraggioso e agile nei combattimenti - con tanto di scene acrobatiche girate spesso senza controfigura – non poteva onestamente non affascinare. A differenza dei due drama citati, Fabricated City mostra tinte violente più forti ma non prevede però alcun romance. A dire il vero, tolte le scene d’azione, non prevede in realtà molto altro. Non c’è una storia a monte dei personaggi e nemmeno una profonda introspezione degli stessi. Ci sono dei colpevoli, più o meno insospettabili, ma la stessa ingiustizia subita da Kwon Yoo è di fatto praticamente casuale, quindi priva di un significato o collegamento più sensato o complesso. Con queste premesse, l’unico obiettivo che il film si può porre è quello di smascherare e fermare il cattivo e riabilitare il nome del giovane protagonista.
Diversi gli scivoloni presenti, dalla tecnologia esageratamente all’avanguardia a passaggi non propriamente coerenti (il rifugio della giovane viene utilizzato anche dopo il rinvenimento del localizzatore, Kwon Yoo passa giornate a prenderle di santa ragione in carcere prima di decidersi a rispolverare due mosse di Taekwondo per rimettere i detenuti cattivi al loro posto), fino a forzature davvero un po’ poco credibili (la ragazza sociopatica che si porta a casa l’amico virtuale ma che è a tutti gli effetti poco più di uno sconosciuto accusato di stupro e omicidio proprio non regge, così come il fatto che il giocare in squadra completando missioni tra combattimenti e sparatorie non presuppone il possesso di capacità simili anche nella vita reale, mentre il nostro Comandante sembra diventare magicamente un esperto anche nel mondo vero e proprio).
A tutto ciò si aggiungono dettagli un po’ lasciati al caso (perché l’avvocato abbia mezza faccia annerita e un occhio menomato rimarrà per me per sempre un mistero).
Tra i primissimi attori che mi hanno fatto amare i drama asiatici, Ji Chang Wook in questo film gioca sicuramente in casa, poiché veste i panni del personaggio che indubbiamente gli viene meglio (la sua comprensibile scelta di interrompere poi il filone degli action-drama, proprio per non restare legato a un solo genere, non l’ha purtroppo premiato, già che fatta eccezione per il successivo “Suspicious Partner” devo dire che grandi serie con grandi prove di versatilità non ce ne sono state). Pare però che Fabricated City sarà a breve oggetto di un remake, stavolta un drama, dove nei panni del protagonista ritroveremo proprio Ji Chang Wook, non so se agile come un tempo ma sicuramente esteticamente un po’ cambiato (a quasi una decade di distanza il fascino giovanile si è perso ma non è stato purtroppo sostituito da un fascino più maturo, complice forse anche il ricorso a qualche intervento plastico di troppo).
Un film adatto agli amanti del genere d’azione e/o ai fan che non disdegnano un tuffo nostalgico nel passato dell’apprezzatissimo Wookie.

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Completed
My Wife's Double Life
1 people found this review helpful
by Lynnea
Aug 16, 2025
24 of 24 episodes seen
Completed 0
Overall 7.5
Story 7.5
Acting/Cast 7.5
Music 6.5
Rewatch Value 7.0

Buon C-drama storico, tra romance, arti marziali e una coppia apparentemente improbabile.

Una premessa doverosa: ho iniziato questo drama quale "trattamento choc" dopo la conclusione di "Revenged Love" per voltare pagina rispetto ai due protagonisti ai quali mi ero davvero affezionata e interrompere il rischio di un rewatch continuo. Ergo, mi sono tuffata sul genere che solitamente rifuggo (drama cinese storico, wuxia o xanxia che sia) e dove, nonostante svariati tentativi anche con i titoli più quotati, non sono mai riuscita a portare a termine una visione che sia una, droppando quasi subito tra noia e disinteresse.
La trama di questo drama un po' mi incuriosiva, il cliché del matrimonio combinato lo rivedo sempre con piacere e Sabrina Zhuang nei panni della protagonista era un'altra nota positiva (attrice che apprezzo e che in alcune serie ha saputo interpretare fanciulle di carattere).
Ironia della sorte, l'attore protagonista - Tang Xiao Tian, che non conoscevo - è risultato assomigliare incredibilmente e avere la stessa voce (stesso doppiatore) di Tian Xu Ning, l'amato Chi Cheng protagonista del sopracitato "Revenged Love": una congiura, insomma!

Tornando al drama in questione, non ho modo di fare grandi paragoni con altre serie dello stesso genere, ma il fatto che sia la prima volta che riesco a concluderne una vorrà pur dire qualcosa. Il romance si mescola in modo equilibrato alle tecniche del Kung Fu, sebbene lo definirei un drama dove l'azione viaggia in parallelo con la love story ma complessivamente è un po' subordinata ad essa. Interessante la figura della giovane ladra, la Liu Rong di Sabrina Zhang è un personaggio indubbiamente di carattere e carismatico. Più ingessato invece Xu Mu Chen, dove l'atteggiamento distaccato e controllato sembra mancare dello charme necessario a fare di lui un protagonista apparentemente freddo ma affascinante. Risulta però piacevolmente agile, intelligente e intuitivo, mentre esteticamente non sono mancati make up con un incarnato da moribondo che non era propriamente il massimo. L'identità nascosta di lei permette di apprezzare l'insolita e improbabile coppia, dove lei è di fatto una ladra (ma di quelle buone e giuste) e lui un ispettore che deve riabilitare il nome della propria famiglia. La recitazione direi buona per entrambi, non una prova memorabile. Stesso discorso per i personaggi secondari, fanno il loro dovere ma nessuno rimane particolarmente impresso (eccetto forse il Duca, mentre al contrario il figlio è stato una sorta di fastidio cronico).
Le scene dei combattimenti molto ad effetto, soprattutto quando lottano tra di loro o quando uniscono le forze. Costumi e accessori molto belli e raffinati, ambientazione curata.
L'evoluzione del romance è lenta, aspetto che sicuramente dilunga l'attesa ma che conferisce anche credibilità, permettendo al duo inizialmente estraneo di imparare via via a conoscersi e poi ad apprezzarsi sempre più. L'affiatamento non è tra i migliori mai visti, ma sufficiente a rendere alcune scene emozionanti. Molti i cliché prevedibili inseriti nella vita quotidiana di coppia che aiutano ad alleggerire la vicenda con qualche momento simpatico e divertente.
Gli intrighi presenti e passati sono abbastanza fitti, alcuni più palesi di altri, ma a fronte del gomitolo aggrovigliato presentato in partenza sembra via via mancare la voglia e l'impegno necessari per dipanare la matassa come si deve: molti nodi vengono sciolti sul finire in modo un po' banale e semplicistico, altri persi un po' per strada. E' in questo senso che vedo la trama un po' piegata al romance.
Una nota di demerito riguarda la musica: un paio di canzoni, di qualità discutibile, che vengono riproposte all'infinito ma senza essere capaci di dare quel quid in più alla scena.

Per gli amanti del genere credo non sia un drama particolarmente eclatante o originale. A me complessivamente devo dire che è piaciuto, non finirà certo dritto nella mia top ten ma è stata comunque una visione apprezzata, che non mi sento di sconsigliare. Un approccio con aspettative medie e la consapevolezza di non avere tra le mani una perla rara dovrebbero garantire un giudizio comunque positivo.

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Completed
Be My Boyfriend
1 people found this review helpful
by Lynnea
Aug 8, 2025
15 of 15 episodes seen
Completed 0
Overall 5.5
Story 5.0
Acting/Cast 6.0
Music 6.0
Rewatch Value 5.0

Come bere un bicchiere d'acqua: non fa male, ma non sa di niente

Commediola banale e leggera incentrata su adolescenti e rivolta a giovani fan di idol drama.
Buoni sentimenti, scaramucce prevedibili, spessore inconsistente.
Una passeggiata veloce - quindici episodi fortunatamente non troppo lunghi o impegnativi - che portano in scena i più ovvii tira e molla tra liceali, senza rinunciare a nessun aspetto prevedibilmente abusato: la ragazza bella e popolare ammirata da tutti, le amiche fidate, l'amica invidiosa e gelosa, il ragazzo belloccio e sbruffone ma pronto a redimersi e il giovane bello e bravo, non popolare ma che si rivelerà un ragazzo d'oro. Aggiungiamoci un contratto di finta relazione, e il gioco - visto, già visto, stravisto - è fatto!
Recitazione standard, niente di importante da segnalare. Un po' come la storia, senza nemmeno uno spunto veramente apprezzabile che sia uno. Visione che può fare da riempitivo quando proprio non si sa cosa guardare, ma nulla più.

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Completed
A Calm Sea and Beautiful Days with You
1 people found this review helpful
by Lynnea
Aug 5, 2025
10 of 10 episodes seen
Completed 0
Overall 5.0
Story 5.0
Acting/Cast 5.0
Music 5.0
Rewatch Value 5.0

Un'ambientazione originale devastata da dieci episodi di balbettii e boccheggiamenti vari

Due gli elementi a favore di questo drama: il primo è che ripropone uno dei miei temi-clichè preferiti, quello del matrimonio combinato. L'altro è rappresentato dalla scelta del periodo storico: pochissime serie giapponesi degli ultimi anni sono ambientate nella prima metà del '900, ed è un contesto che ha il suo fascino oltre a potersi giocare la carta dell'originalità.
Il risultato, però, è stato quasi fin da subito deludente. Mi va bene che la storia d'amore sia delicata, che si prenda i suoi tempi, senza passaggi bruschi o affrettati a minarne la credibilità, ma così è un po' troppo, e diventa davvero poco credibile nel senso opposto.
Lui di poche parole, spesso impacciato, fatica a comprendere le reazioni di lei e ha costanti dubbi su come approcciarsi. Lei in panico totale, perennemente a disagio e timorosa di fare passi falsi, imbarazzata e timida. Nel concreto questo si traduce in una sequenza infinita di parole balbettate, momenti di un imbarazzo tragicomico, espressioni da pesce boccheggiante e annaspamenti vari. Dal primo fino praticamente all'ultimo episodio. Ho proseguito la visione - che mi deludeva episodio dopo episodio - un po' per inerzia, un po' nell'ormai vana speranza di un cambio di rotta e - se dobbiamo salvare il salvabile - per rispetto nei confronti del pairing secondario, un po' defilato ma indubbiamente meglio riuscito.
Mi piace l'idea e l'ambientazione, ma come drama sarebbe davvero tutto da rifare.

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