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  • Gender: Female
  • Location: The knee of the Boot
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Completed
City of Romance
2 people found this review helpful
by Lynnea
Jun 25, 2025
22 of 22 episodes seen
Completed 0
Overall 6.0
Story 6.0
Acting/Cast 6.5
Music 5.5
Rewatch Value 5.5

Romance standard che appiattisce i pochi spunti interessanti

Drama semplice, che cerca di mixare un approccio piuttosto superficiale a tematiche più profonde, ma - proprio per via del taglio - fallendo miseramente.
Classico romance made in Cina: aspettiamoci conversazioni infittite di riempitivi non necessari, talvolta con dinamiche e reazioni nemmeno tipiche della fascia adolescenziale ma più pre-adolescenziale, nonostante l'ambientazione sia paradossalmente quella universitaria. Tutto molto naif, insomma.
Lui passabile, un po' amorfo ma ne ho apprezzato il contegno, aspetto non scontato già che di protagonisti glicemici la rete ne è particolarmente satura. Lei decisamente fastidiosa, la sua caratterizzazione è legata sì al vissuto passato ma ne esce un ritrattato davvero esagerato e poco credibile.
Abbiamo poi il classico pairing secondario, come spesso accade non particolarmente degno di nota.

Cosa porta, a fatica, la serie a ottenere la sufficienza?
- la caratterizzazione del personaggio maschile, soprattutto nella prima parte della serie.
- la figura di Black, l'autore sconosciuto del popolare fumetto al centro della vicenda
- il tema della menzogna e di tutte le riflessioni che comporta, dalla condanna facile alla comprensione che, in un mondo che non è tutto bianco o nero, più che un difetto o una colpa o un tratto deprecabile possa essere a volte un sintomo di malessere, un po' come la febbre provocata dall'organismo stesso per fronteggiare un'infezione.

Questi elementi potevano davvero essere un plus, se gestiti bene. Purtroppo l'approccio - come sopra sottolineato - ha banalizzato un po' il tutto, portando a un risultato decisamente sottotono. In conclusione, si può guardare ma anche no, senza nessuna indicazione/controindicazione particolare.

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Completed
I'll Turn Back This Time
2 people found this review helpful
by Lynnea
Jun 5, 2025
6 of 6 episodes seen
Completed 0
Overall 5.0
Story 4.0
Acting/Cast 7.0
Music 6.0
Rewatch Value 5.0
This review may contain spoilers

L'ennesimo drama affossato dalla censura e dalla mentalità ristretta cinese

Le BL mascherate da Bromance con protagonisti due fratellastri non consanguinei sono un po' un tarlo fisso per la Cina, qualche rara volta con buoni risultati (vedi "Stay with me", 2023). Qualche speranza in partenza c'era, ma con aspettative molto contenute, insomma.
Già nel primo episodio succede praticamente di tutto: tanto, troppo, La serie è breve, ma le vicende andavano un po' diluite per dare linearità alla storia, mentre invece si susseguono passaggi così veloci da sembrare un po' slegati.
Il tempo, dicevo, è limitato, per cui sarebbe stato utile concentrarsi su un unico tema - la conoscenza e l'instaurarsi del rapportro tra i due - mentre invece viene inserito l'elemento del salto temporale all'indietro - non un flashback ma proprio un breve viaggio all'indietro nel passato - elemento che già di suo non mi fa impazzire ma che qui porta a dover ricostruire tutto da zero, dal primo incontro all'instaurarsi di un legame tra i due. Lo fai con un drama da 36 episodi, non con uno da 6 dove i minuti sono già più che contati.
Detto questo, pur non condividendo la linea di sviluppo della storia, mi sono sorpresa del fatto che si stesse via via rivelando una BL vera e propria: un passo avanti rispetto alla nota censura cinese?
Ovviamente - e purtroppo - no. Le poche serie cinesi che non trasformano BL in Bromance presentano solitamente due possibili e tristi risvolti: un amore malsano e aggressivo (Addicted Heroin, 2016, tanto per citarne uno) o un amore che viene "punito" con un finale triste, come è questo il caso. Per la Cina, insomma, la storia tra due protagonisti maschili può essere solo affetto fraterno, oppure un'attrazione malata oppure ancora un sentimento proibito da punire. Questo il sunto di come siamo messi nel 2025. Spiace perchè qualitativamente molte produzioni sono di medio-alto livello, ma continuo a non capire perchè fissarsi sul tema, con tutta la pesantezza della censura e del giudizio negativo, piuttosto che limitarsi ad altri generi.
Chiusa l'infelice parentesi, l'unica nota positiva a conti fatti è l'aver scoperto Kou Wei Long, giovane attore con un buon potenziale, qui alle prese con il suo primo ruolo da protagonista (Shen Nan) ma che spero di rivedere in altri drama in futuro.

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Completed
Grab Your Love
2 people found this review helpful
by Lynnea
May 16, 2025
24 of 24 episodes seen
Completed 0
Overall 5.0
Story 4.0
Acting/Cast 6.0
Music 5.0
Rewatch Value 5.0

Storiella senza pretese incapace di raggiungere anche solo gli obiettivi minimi

Ora, che non sia una serie particolarmente profonda lo si intuisce fin dai primi minuti del primo episodio. Ci troviamo di fronte a uno short drama di circa 6 ore fastidiosamente spezzettato di 24 episodi da un quarto d'ora scarso l'uno.
Storiella davvero senza pretese e con lo spessore di un foglio di carta, che va presa per quella che è e che al massimo può regalare una visione a tratti carina ma davvero molto ma molto disimpegnata.
Fatte queste premesse e pronti a ignorare un'infinità di difetti, possiamo dire che la prima parte della serie è anche accettabile: le scene sono esasperate, la coerenza non è quasi mai di casa, e ho qualche dubbio sul vero proprietario della matita per gli occhi con la quale Qin scrive sul braccio di Min Xi il numero di telefono, già che gli occhi di lui risultano più palesemente e pesantemente truccati rispetto a quelli di lei. Anche meno, grazie.
Però, qua e là, ci sono momenti tutto sommato carini e spunti che - con un investimento più importante su tutti i fronti - avrebbero potuto portare alla realizzazione di una buona storia. Mi è piaciuto molto l'idea del ruolo dell'istitutrice, mi ha richiamato alla mente alcuni romanzi inglesi dell'800, capolavori che non cito perchè fa rabbrividire anche solo pensare di paragonarli a una serie come questa. Mi è piaciuto molto il ragazzino, simpatico e capace di regalare dei bei momenti di leggerezza fatta bene. L'era repubblicana cinese è inoltre un periodo storico che nelle serie trovo sempre molto affascinante (peccato che l'investimento, anche per i costumi, sia stato davvero scarso). Ho apprezzato anche l'attrice protagonista, abbastanza espressiva. Meno invece il sig. Qin, che - con l'immancabile riga di matita ad accentuargli lo sguardo - sembrava più che altro il soggetto di riprese pubblicitarie che un personaggio fatto e finito, e dove il fascino del bel volto non riesce però a distogliere l'attenzione dello spettatore dalla sua caratterizzazione veramente priva di coerenza, già che passa dall'essere il "malvagio" duro e freddo dei primissimi episodi, violento e temibile, per trasformarsi poi in una pera cotta alle prese con mille siparietti ridicoli da bambinetto infatuato. La seconda parte della serie, infatti, deraglia del tutto: alle scene davvero infantili e melense - di quelle che più che emozionare imbarazzano - si affiancano intrecci e sviluppi di una credibilità e di una logica che tocca davvero i minimi storici. Il tutto condito con una teatralità grottesca, dove ad esempio mentre l'invidiosa rivale in amore sottrae un unguento dalla borsa della protagonista tutti i presenti - protagonista inclusa - sembrano forzatamente guardare altrove (non devono accorgersi, eh!). Ci manca poco che si mettano le mani sugli occhi e facciano la conta come a nascondino, per dire.
Concludendo, anche partendo con delle aspettative molto ma molto ridimensionate, il rischio di arrivare comunque perplessi alla fine c'è, proprio perchè chiusi entrambi gli occhi sulla prima metà degli episodi, non c'è un terzo occhio che si può chiudere ulteriormente sul disastro aggiuntivo che è la seconda parte. Qualcosa di salvabile - ma poco poco - qua e là c'è, ma francamente non abbastanza per raggiungere anche solo la sufficienza.

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Completed
Marry My Husband
2 people found this review helpful
by Lynnea
May 6, 2025
16 of 16 episodes seen
Completed 0
Overall 8.5
Story 9.0
Acting/Cast 8.5
Music 8.0
Rewatch Value 7.0

Commedia romantica che "sposa" i classici clichè a un taglio accattivante e originale

Il drama propone un romance ben riuscito, soprattutto perchè intrecciato a una trama non sempre prevedibile e con interessanti risvolti inaspettati, sviluppando una storia d'amore in modo insolito e originale.
Qualcosa di diverso dal solito, fatto bene e capace di catturare l'interesse fin da subito.

Per essere prevalentemente un romance, devo dire che la parte drammatica non è stata lasciata al caso: ci sono scene importanti che riescono a dipingere la vera cattiveria e crudeltà di cui alcune persone sono - purtroppo - capaci. Mi riferisco sicuramente all'episodio iniziale che, con il suo spaccato di forte tragicità, innesca il tuffo in quel passato tutto da rivivere e riscrivere, ma anche agli ultimi due episodi, inflessibili e nei quali non c'è spazio per nessuna possibilità di redenzione.
C'è coerenza nell'approccio, e questa cosa mi è piaciuta molto. Non ci sono sassolini spacciati per montagne e risoluzioni da buonismo diffuso.

Rispetto all'evoluzione della storia, qualche passaggio me l'aspettavo, altri devo dire mi hanno sorpresa. Ho apprezzato il solido legame tra i due protagonisti, anche prima di diventare a tutti gli effetti una coppia. Avrei eliminato anche il breve vacillamento seguito all'entrata in scena della fidanzata pazzoide (Yu Ra), forse l'unico passaggio che ho trovato forzato e a uso e consumo dell'effetto voluto, ovvero la crisi temporanea della coppia.
Per il resto i molteplici intrecci della vicenda sono davvero validi nonostante la complessità della situazione che mescola passato e presente da un parte e giochi di strategia dall'altra. L'attenzione rispetto alla linearità e coerenza del racconto c'è stata e si è vista.

Quanto ai protagonisti, Ji Won sicuramente è quella meglio riuscita: una figura positiva armata di un piano di salvezza che è di fatto anche un piano di vendetta, pur ben motivato. Non ci sono tentennamenti nè grandi rimorsi da parte sua, eppure riesce a mantenere lo spettatore schierato dalla sua parte per tutta la durata della serie. Ji Hyuk è un personaggio dalla buona caratterizzazione, la cui evoluzione è però decisamente minore rispetto Ji Won (al di là del cogliere una seconda chance per la loro storia, per lui tutto si concentra tra il vecchio sè, impegnato solo a lavorare e non a vivere, e il nuovo Ji Hyuk, capace di manifestare desideri ed emozioni). A dare spessore alla serie contribuiscono però anche tutta una serie di personaggi secondari ben studiati, dalla sorellastra di Ji Hyuk allo chef ex primo amore di Ji Won, passando per l'arrendevole signora Jang all'inizialmente ambiguo braccio destro della famiglia Yu, il sig. Lee. Anche la madre di Min Hwan e il sig. Kim trovano il loro perchè, nell'essere volutamente antipatici e fastidiosi. Rispetto ai cattivi, quella che meno mi ha convinto e della quale avrei potuto fare a meno - ma capisco che il drama sarebbe finito con tipo cinque episodi in anticipo - è la già sopracitata Yu Ra. Personaggio folle e sopra le righe, sbucato dal nulla (perchè niente nei ricordi del presente o del passato di JI Hyuk facevano immaginare una sua esistenza) ma che sembra entrare in relazione con tutti i personaggi chiave alla velocità della luce. Un cattivo in modalità "mordi e fuggi", insomma. Ho preferito quindi i due antagonisti che hanno accompagnato il drama dall'inizio alla fine.


INIZIO SPOILER!!!
Ho faticato inizialmente a decidere a chi dei due spettasse la medaglia d'oro del miglior cattivo della serie ma col passare degli episodi sono arrivata destinare il gradino più alto del podio a Park Min Hawn e, nell'ottica della pena del contrappasso, il finale della serie mi ha dato ragione. Lui e Su Min sono davvero perfidi, ma mentre in Su Min si fa sempre più evidente un disturbo psicologico che sfocia in un'invidia ossessivamente malsana nei confronti di Ji Won, Min Hawn mostra di essere nel profondo una brutta persona senza altra ragione alcuna, capace di nuocere pesantemente a chi gli sta intorno per fini meramente egoistici, indipendentemente dal soggetto sul quale andrà ad infierire. Ed ecco quindi che il destino più crudele e senza possibilità di appello sarà dunque il suo, mentre Su Min verrà confinata fisicamente ma potrà continuare ad annaspare tra i suoi deliri, paranoie e vaneggiamenti nei confronti di Ji Won.
FINE SPOILER!!!

Il tema della seconda chance, del tuffo nel passato e la possibilità, conseguente, di cambiare rimescolare le carte del destino lo accomuna alla serie "Perfect marriage revenge" del 2023, ma devo dire che "Marry my husband" è qualitativamente superiore e meglio curata.

Infine, due parole sul cast, soprattutto sugli attori protagonisti. Sarò sincera, l'aver letto i loro nomi è stato il solo motivo per cui ho temporeggiato molto prima di decidermi a guardare il drama. Da una parte Na In Woo, attore che ho conosciuto nel più recente "Motel California", dove la cui espressività recitativa non aveva certo lasciato il segno. Continuo a non trovarlo particolarmente incisivo e destinato a quanto pare a ricoprire ruoli un po' troppo a perenne supporto della protagonista femminile, ma posso riconoscergli che la sua prova in Marry My Husband è stata un gradino sopra l'altra. Poi abbiamo Park Min Young, attrice sulla soglia dei quaranta - tra lei e Na in Woo ci passa quasi una decade, anche se non si direbbe - il cui nome è ormai associato a grandi successi degli ultimi quindici anni (City Hunter, Healer, What's wrong with secretary Kim, ecc.). Attrice che ha avuto la fortuna di essere chiamata a recitare in drama romance quotati, ma al cui successo non so quanto di fatto abbia contribuito: una recitazione, la sua, un po' monotona. Carina la prima volta, va bene la seconda, dopodichè sembra un po' una macchietta che salta da un titolo ben riuscito all'altro. Devo però dire che pur non essendo riuscita nemmeno stavolta a smarcarsi da quello che il suo personaggio standard, ha dato comunque prova di essere riuscita a ricoprire e gestire un ruolo più complesso e impegnativo del solito (ma, nei momenti più leggeri e spensierati, tornava a confondersi con la protagonista di Healer piuttosto che con la segretaria Kim e molti altri).

Se devo trovare una pecca, a livello di emozioni è risultato un po' fiacco. Non ho perso un minuto dei sedici episodi, sia chiaro, ma l'interesse era dettato principalmente dalla curiosità di capire come sarebbe evoluta la vicenda. Sul fronte del coinvolgimento, quello vero, qualcosa non ha funzionato a dovere e non perchè siano mancate le occasioni: davvero molte le scene dai contenuti tristi, piuttosto che drammatici, piuttosto che felici. Ma nessuna capace di essere toccante nel tipo di emozione che doveva trasmettere. O, perlomeno, per me è stato così. Un drama che sono davvero contenta di aver visto ma che, placata la curiosità, non mi verrebbe da rivederlo di tanto in tanto.

In conclusione una serie che sa dosare con il giusto equilibrio la parte romantica con quella drammatica e ha l'indiscutibile pregio di porsi in modo davvero originale catturando l'interesse e la curiosità dello spettatore. Consigliato!

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Completed
Gyeongseong Creature
2 people found this review helpful
by Lynnea
Apr 27, 2025
10 of 10 episodes seen
Completed 0
Overall 6.5
Story 6.5
Acting/Cast 7.0
Music 7.0
Rewatch Value 6.5
Non essendo il mio genere di drama il rischio era di abbandonarlo dopo i primi episodi, c'era però una remota speranza mi sorprendesse rivelandosi davvero migliore di quanto pensassi, e una buona probabilità di apprezzarlo anche solo in parte.
Tra tutte, alla fine ha vinto l'ultima.

Tra i punti a favore, il fatto che fosse un drama storico ambientato nella prima metà del '900 (epoca che mi piace, anche se i drama di questo periodo sono per lo più cinesi). Come in Pachinko ho apprezzato invece l'ambientazione insolita di una Corea sotto il dominio del Giappone. Altro punto a favore era la presenza del romance, senza il quale il solo genere thriller alla lunga mi stanca.

Di contro, la presenza - nelle vesti peraltro di protagonista - di Park Seo Joon, attore da molti apprezzato ma che ho sempre faticato a tollerare: una recitazione, la sua, che spesso mi sa di artefatta, oltre a un'estetica che sarebbe onestamente ingiusto definire spiacevole ma che davvero non è nelle mie corde, il che rende particolarmente fastidioso ai miei occhi il suo atteggiarsi come se sprigionasse un'aura di fascino, quando lo charme è davvero ben altra cosa. L'attrice, più carismatica e già conosciuta nella non eccellente "Nevertheless" già mi ha convinta di più, soprattutto nella prima parte.
Anche il tema fantascientifico della sperimentazione sugli esseri umani non è tra i miei topic preferiti.

La pre-visione, quindi, era un po' un mix tra pro e contro messi in conto. Non ho abbandonato dopo i primi episodi ma sono giunta alla fine della prima stagione, anche se nella seconda l'interesse ha toccato davvero i minimi storici.
Se nella prima parte ho trovato un equilibrio accettabile tra mistero, thriller, vicende personali presenti/passate e romance, nella seconda c'è stato un susseguirsi di ripetitive scene d'azione buie, alla lunga tutte simili. Certo, nel frattempo la storia procedeva, ma un po' a spizzichi e bocconi, con alcune scelte non propriamente sensate e sviluppi della trama forse non tra i più azzeccati. Qualche forzatura nella storia c'è, si vede, e soprattutto a posteriori porta a chiedere "ma c'era davvero bisogno di...?". La risposta è "Sì, perchè altrimenti non si poteva andare verso dove la sceneggiatura aspirava ad andare", anche se non è certo un valido motivo.

La conclusione con finale aperto non mi ha convinta, vuoi che davvero la pazienza aveva raggiunto il limite, avrei gradito almeno una conclusione vera e propria. Ma capisco fosse necessaria nell'ottica di una seconda stagione, che mi sono limitata a sbirciare giusto a conferma che non era il caso di proseguire, che non sarebbe stato un valore aggiunto e che non mi sarebbe piaciuta, tanto che a quel punto sì, lo sforzo di arrivare in fondo sarebbe venuto a meno e l'avrei lasciata dopo i primi episodi.

Ogni tanto mi capita di dare una chance anche alle tipologie di drama e ai generi che solitamente non rientrano tra i miei preferiti, ed è capitato - di rado, va detto - di rimanerne piacevolmente sorpresa e soddisfatta. Non è stato però questo il caso.
Consigliata solo agli amanti del genere (e/o dell'attore protagonista).

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Completed
My Love Mix-Up!
2 people found this review helpful
by Lynnea
Apr 24, 2025
10 of 10 episodes seen
Completed 0
Overall 8.0
Story 8.0
Acting/Cast 8.0
Music 8.0
Rewatch Value 8.0

Una storia adolescenziale delicata e sana, coinvolgente e positiva

Adattamento ben riuscito dell'omonimo manga, questa serie si dimostra sana, genuina e piacevolmente diversa dalla moltitudine di BL in circolazione.
Non c'è una trama vera e propria, se non al servizio della storia tra i due protagonisti, ma è giusto così. Il pregio è proprio quello di aver portato in scena una relazione delicata ma bella, positiva, interessante e - soprattutto - priva dei soliti stereotipi o cliché.
In un romance - BL o meno - generalmente tendo a preferire sempre più un protagonista all'altro. In questo caso, invece, li ho amati davvero entrambi allo stesso modo: due caratteri completamente diversi, per molti aspetti complementari, entrambi tratteggiati con accuratezza e linearità.
La storia in sè è semplice, adolescenziale, ma la comunicazione e l'interazione tra i due sono di fatto il perno centrale del drama. Contrariamente alla maggior parte delle serie giapponesi estremamente criptiche ed ermetiche, qui l'aspetto comunicativo è più aperto e diretto. C'è un confronto spesso molto onesto tra i due, al di là dei dubbi e della confusione nella quale si muovono, tipica della reale fase adolescenziale.
Non ci sono drammi creati ad hoc per dare un senso "dovuto" al drama, ma la volontà di dare valore alla crescita personale dei due protagonisti e all'evoluzione del loro rapporto. Il tutto mantenendo quasi sempre una chiave leggera, spesso davvero tenera, a tratti anche divertente, ma non per questo superficiale.
Da una parte abbiamo Aoki, ragazzo genuino e sensibile, sinceramente confuso nel passare dalla cotta per una compagna di classe a quella - innescata per un malinteso - nei confronti di Ida. L'attore, che non conoscevo, si è dimostrato davvero molto espressivo e capace di alleggerire momenti significativi con una mimica davvero tenera e piacevole, capace di strappare un sorriso davati al suo essere "carino", come lo definisce a un certo punto anche Ida. Il personaggio di Ida, interpretato da Meguro Ren, attore che ho già avuto modo di vedere e apprezzare in altri drama - è decisamente più calmo e pacato. Un ragazzo educato, gentile, riservato, più dedito a prestare attenzione ai bisogni degli altri che a comprendere sè stesso. Il fraintendimento che sta alla base della storia lo mette nella condizione di iniziare a interrogarsi su aspetti mai presi in considerazione prima: non si tratta quindi di un cambio insensato dell'orientamento sessuale, bensì l'inizio della scoperta di sè stesso, che va a delineare un ragazzo ancora un po' acerbo nonostante sia nell'ultima fase dell'adolescenza.
Due personaggi indubbiamente positivi e validi che permettono di seguire una storia davvero sana, non artificiosamente drammatica ma sinceramente alle prese con normalissimi dubbi e titubanze.
In conclusione, una serie che dimostra come la capacità di far saltare un battito al cuore - cito sempre Ida - non sia necessariamente vincolata a chissà quali baci appassionati o scene intime. Consigliata a tutti, anche ai non amanti del genere.

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Completed
Hello, Nice to Meet You. Let's Get Divorced.
2 people found this review helpful
by Lynnea
Apr 21, 2025
8 of 8 episodes seen
Completed 0
Overall 3.5
Story 3.5
Acting/Cast 4.0
Music 4.5
Rewatch Value 3.0

Un buco nell'acqua. Su tutti i fronti.

Ci sta di riproporre commedie non particolarmente innovative. Se sono fatte bene e non puntano a entrare nella top ten dell'anno, sono sempre godibili e hanno il loro perchè (l'intrattenimento vuole anche la sua leggerezza, sarebbe pesante vivere solo di drama originali e/o impegnativi).
Ripeto il piccolo ma non trascurabile dettaglio: "se fatte bene".
Ecco, non è questo il caso.
Una trama senza capo ne coda, nemmeno nell'ottica di una storiella semplice e fine a sè stessa. Attori non affiatati e completamente sbagliati - nell'estetica, nel livello di recitazione, in tutto - per vestire i panni dei protagonisti. Antipatico lui, antipatica lei, presi insieme pure peggio.
A conti fatti, rimane solo un'accozzaglia di cliché che, buttati lì quasi a casaccio, oltre a rivelarsi delle prove meno che mediocri perdono anche la piacevolezza che talvolta sanno regalare, al di là di quanto siano già stati riproposti nelle centinaia di drama in circolazione.
Mi sfugge davvero il senso di promuovere un prodotto del genere, basta una breve ricerca per individuare altri titoli - giapponesi o non, di quest'anno o degli ultimi - simili nell'idea ma qualitativamente avanti anni luce.
Un buco nell'acqua, che sa distinguersi solo per il fatto di non avere davvero nulla di salvabile.

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Completed
Sudden Marriage
2 people found this review helpful
by Lynnea
Apr 3, 2025
12 of 12 episodes seen
Completed 0
Overall 6.0
Story 6.0
Acting/Cast 6.5
Music 6.0
Rewatch Value 6.0

Carina l'idea, discutibile il risultato

Una giovane impiegata, tradita dal collega che frequenta da un po', si ubriaca e finisce per sposare uno sconosciuto che, la mattina dopo, si rivela essere il suo nuovo e affascinante capo.
Sostanzialmente questo è il concept alla base della storia. Idea carina, non originale, ma sulla quale si può basare una commedia romantica carina e divertente.
Nel concreto, però, si è trattato di un tentativo non ben riuscito. Il protagonista, attore che sì, ha un fascino particolare (padre giapponese e madre spagnola) ma un'espressività pari a zero. Il personaggio che interpreta, in aggiunta, invece di essere incisivo sembra in balia degli eventi e l'unico punto sul quale risulta irremovibile è l'essersi innamorato di Mao praticamente a prima vista, interesse mantenuto grazie a una serie di brevissimi e insignificanti incontri più o meno fortuiti, di cui lei tranquillamente non ha nemmeno memoria.
Mao è già più apprezzabile, per quanto il cambio di bandiera avviene in modo un po' troppo affrettato: il cuore spezzato diventa un cuore sposato e quindi un cuore nuovamente innamorato. Sui personaggi secondari si è investito anche di meno, dal padre di lui al collega ex fidanzato di Mao fino alla collega rivale, passando per il cognato e la sorella di Ando.
Dialoghi poco argomentati, abbastanza tipici dei drama giapponesi, ma potevano comunque essere pensati meglio.
Tante migliorie da mettere in conto per un'idea che sulla carta poteva anche funzionare, ma che nel concreto andrebbe rivista da cima a fondo.

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Completed
Love Rain
2 people found this review helpful
by Lynnea
Mar 3, 2025
20 of 20 episodes seen
Completed 0
Overall 8.5
Story 8.0
Acting/Cast 8.5
Music 8.5
Rewatch Value 8.0

Commedia romantica che sa farsi apprezzare nonostante l'età e qualche cliché da soap opera

K-drama che inizia ad essere un po' datato - correva l'anno 2012 - e che propone una commedia romantica che segue le vicende di due coppie diverse. Non parlerei però di pairing principale e secondario, in quanto la storia vede l'intreccio dei due genitori e, successivamente, dei rispettivi due figli.
L'avvio è la parte che mi è piaciuta di meno: i primi quattro episodi sono ambientanti negli anni '70 (e già le chiome maschili mi davano sui nervi) con la mancata storia tra Seo In Ha e Kim Yoon He. Non parlerei proprio di storia, solo un accenno che finisce ancora prima di iniziare. L'interazione tra i due non è propriamente briosa e gli ostacoli che impediranno questo grande amore non sono poi così insormontabili, ma così la trama vuole per cui un po' per codardia, un po' per non ferire inizialmente l'amico invaghito della stessa ragazza, un po' per la salute precaria di lei, i due prendono strade diverse.
Il salto temporale a quel punto ci porta ai giorni nostri (2012), con Seo Jun quale figlio di lui e Jung Ha Na quale figlia di lei: ad interpretarli sono gli stessi attori che vestivano i panni dei loro genitori da giovani. Ovviamente l'incontro è casuale e sono del tutto ignari del collegamento che c'è tra loro, pur consapevoli del matrimonio infelice dei rispettivi genitori causa un primo amore mai dimenticato. L'interazione tra i due è decisamente più frizzante se paragonata a quella dei genitori da giovani, il rapporto che passa dall'odio all'amore non è certo una novità, ma sicuramente piacevole da guardare. Lui in particolare risulta carismatico e spigliato, molto diverso dal padre da giovane che si era autodefinito un codardo; anche lei più sprintosa della madre (e ci vuole poco), portata in scena da un'attrice che apprezzo fin dalla visione di "King the Land", uno dei miei primissimi kdrama. I personaggi secondari, genitori a parte, non trovano grande spazio o caratterizzazione.

*** INIZIO SPOILER***
Mentre una coppia - quella giovane - va formandosi, l'altra - quella dei genitori - si ritrova e sembra voler puntare a tutti i costi al tanto atteso lieto fine, mettendo di fatto i bastoni tra le ruote ai figli, che da neo innamorati si ritrovano a un passo dal diventare fratellastri. La consapevolezza di chi sta con chi e chi è figlio di chi avviene a turno, partendo da Seo Jun, quindi Ha Na, segue poi il padre di lui quando ormai sta per convolare a nozze e per ultima la madre di lei dopo che le nozze sono state annullate. L'amore per i figli prevale sulla love story avviata trent'anni prima e non vissuta, e la giovane coppia non dovrà sacrificare il primo e grande amore guadagnando così l'happy ending (che vuole comunque esserlo, in modo diverso, un po' per tutti).
*** FINE SPOILER***

Se devo trovare delle pecche, di sicuro il fatto che la giovane coppia era più interessante nella prima parte, dove regnavano scontri e battibecchi; la leggerezza di quegli episodi lascia poi il posto alla vena drammatica, dove i tentativi di sopprimere il sentimento per via della particolare situazione in cui si vengono a trovare si caricano di un'atmosfera da soap opera che dura a lungo. Del resto, dicevo, la serie risale a oltre una decade fa, più o meno nel periodo in cui i drama in pieno stile telenovela iniziavano a lasciare - fortunatamente - spazio a quelli in stile più contemporaneo, ma qualche traccia appunto vi era ancora.

Concludendo, un drama che mi sento di consigliare - a mia volta visto grazie al suggerimento di un altro membro (grazie, Cris!) - a chi cerca una visione disimpegnata ma che sa comunque emozionare e farsi apprezzare. Ha la sua età, per cui tende a finire un po' nel dimenticatoio, soprattutto per chi si approccia ora al mondo dei kdrama: diamole una chance, non è un capolavoro ma fa quello che deve.

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Semantic Error
2 people found this review helpful
by Lynnea
Feb 5, 2025
8 of 8 episodes seen
Completed 0
Overall 8.5
Story 7.5
Acting/Cast 8.5
Music 8.0
Rewatch Value 8.5
This review may contain spoilers

BL coreana sugli antipodi complementari da non sottovalutare

Avevo visto questa serie lo scorso anno e l'avevo archiviata giudicandola semplicemente carina. Mi è capitato di rivederla di recente...e di rivalutarla. Ha la struttura delle tipiche BL coreane (mi vengono in mente ad esempio "Cherry blossoms after winter" e "Jun & Jun"), che si distinguono dalle Bromance cinesi, dalle BL tailandesi esplicite ma spesso fini a sé stesse e dalle ermetiche BL giapponesi. Qui abbiamo una storia (quella d'amore) dentro la storia (trama e contesto), la presentazione dei personaggi è accurata e la loro evoluzione lineare e credibile, la chimica tra i due palpabile al di là delle scene intime che sono - come in tutte le BL coreane - molto delicate ma non per questo poco emozionanti.
I protagonisti sono due personaggi agli antipodi, ma che si riveleranno sorprendentemente complementari. Da una parte Jang Jae Yeong, estroverso e carismatico, intraprendente e per nulla timido, appariscente, provocatorio e capace di infastidire come una mosca sorprendentemente tenace lo schivo Sang Woo che, al contrario, si presenta come un ragazzo asociale e introverso, estremamente razionale e per nulla interessato a dare nell'occhio. Anche il loro campo di studi li descrive pienamente, artistico-grafico quello di Jae Yeong e informatico quello di Sang Woo, dove nella programmazione i numeri sono una costante certezza e non contemplano variabili emotive. In realtà, la loro caratterizzazione è ben più complessa: nel corso della storia la sicurezza di Jae Yaong si rivelerà più di facciata, mentre l'apparente tranquillità di Sang Woo cela un'inaspettata fermezza (quando ad esempio si rifiuta irremovibilmente di bere al bar nonostante l'insistenza del suo superiore).
Le lezioni universitarie e la loro collaborazione nel progetto di Sang Woo sono il collante che fornisce loro lo spazio per interagire, permettendo al loro rapporto - lentamente - di evolversi. Se da una parte Jae Yeong si metterà alla prova nel cercare una relazione seria - a differenza delle storie disimpegnate del passato - dall'altra Sang Woo dovrà trovare il giusto equilibrio tra "testa" e "cuore".
Una storia tenera e piacevole, consigliata forse anche per i non amanti del genere BL (che siano due ragazzi è un aspetto che non viene fatto oggetti di attenzione nella storia - a differenza invece di "Cherry blossoms after winter" ad esempio - perchè il fulcro del drama non è tanto sul genere ma sull'apparente incompatibilità di due personaggi caratterialmente agli antipodi.

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Completed
Kangchi, the Beginning
2 people found this review helpful
by Lynnea
Jan 20, 2025
24 of 24 episodes seen
Completed 0
Overall 9.0
Story 9.0
Acting/Cast 9.5
Music 9.0
Rewatch Value 9.0

Un kdrama storico-fantasy meritevole anche per i non amanti del genere!

Serve una premessa doverosa: io sono decisamente refrattaria alle serie cinesi del genere wuxia e xianxia, non fanno proprio per me. Anche i kdrama storici (dinastia Joseon se non più indietro) non sono nelle mie corde, e i pochi tentativi di guardarli sono finiti tutti droppati (fa eccezione "My Dearest", ma perchè lì parliamo di un capolavoro lontano anni luce dalla maggior parte dei drama in circolazione, storici o moderni che siano).

Fatta questa premessa, si può capire come "Gu family book" non fosse propriamente il titolo più adatto alla sottoscritta. Da grande estimatrice di Lee Seung Gi avevo passato a setaccio tutte le serie/film da lui interpretati, saltando però a piedi pari questa. Complice la scarsa produttività del fanciullo sopracitato, il cui ultimo drama risale ormai a tre anni fa, mi sono convinta - non senza svariati dubbi - a dare a "Gu family book" una chance. E sono rimasta di stucco.

Drama davvero molto ma molto bello (ricordo che non amo i drama storici, ancor meno se fantasy), estremamente godibile e per nulla noioso come invece purtroppo mi succede sempre con questa categoria di prodotti.
C'è una bella storia, che evolve in modi spesso del tutto inaspettati e accompagna lo spettatore in un viaggio curioso e affascinante.
Siamo davanti a una serie che ha ormai più di dieci anni ma a dire il vero proprio non li dimostra. Il cast è di alto livello: oltre a Lee Seung Gi ho trovato molti altri attori decisamente validi. Molto buona - ma non perfetta - l'interpretazione della protagonista femminile (non so se mancava all'epoca di esperienza, ma in alcuni punti era evidente che stesse recitando); Yoo Yeon Seok, recentemente sotto i riflettori per via del popolare drama "When the phone rings", porta in scena un Tae Seo equilibrato, inizialmente debole e in balia degli eventi, sviluppa poi una maggiore sicurezza di sè e dei propri punti di forza; Gon Yi, interpretato da Sun Joon (attore interessante, sembra sempre un po' defilato ma tratteggia un personaggio al quale ci si affeziona e del quale non ci si stanca mai); il maestro Gong Dal, saggio e lungimirante, ma capace di stemperare i momenti altresì troppo seri con passaggi al tempo stesso astuti ma divertenti. E potrei proseguire con un'altra decina di nomi, perchè sono davvero molti i personaggi (e i loro interpreti) che mi hanno colpita positivamente.
Ovviamente, però, la colonna portante del drama è il protagonista maschile, Choi Kang Chi, interpretato da un sublime Lee Seung Gi. Non c'è storia, questo attore è di una bravura impressionante. Tra i suoi punti di forza c'è sicuramente il carisma: bello ma non bellissimo (se paragonato ad esempio al prestante attore che nel drama interpreta il padre, Gu Wol Ryung), possiede il fascino di chi sa conquistare semplicemente con il calore di un sorriso. Solare e divertente, capace di emozionare "da vicino", perchè è tutto fuorché insipido e distante. Non ha bisogno di lineamenti perfetti o di un'aura elegante per catturare l'attenzione, al contrario: molti dei personaggi da lui interpretati trasmettono una piacevole sensazione di informalità. Credo sia proprio questo suo pregio ad aver reso questo drama storico così apprezzabile ai miei occhi e così distante dalle serie esageratamente artefatte, ingessate e fin troppo composte che mi è capitato di vedere (e, prontamente, di abbandonare).
Molti sono gli attori capaci di apparire splendidi mentre fanno i duri, vestiti impeccabilmente, calati in ruoli autorevoli e sfoggiando temperamenti gelidi. Lee Seung Gi ci riesce con addosso camicie di seta dai colori sgargianti sotto a pellicce a dir poco voluminose e tagli di capelli improbabili (A Korean Odyessey), piuttosto che passando in rassegna le più strambe tonalità di tute in acetato (The Law Cafè), o ancora qui, in questo drama, dove il suo personaggio non sa nemmeno dove stia di casa la compostezza, perchè quello che emerge è sempre un protagonista vero e genuino, naturale ed espressivo proprio come lo è la sua recitazione.

Ho apprezzato che non ci siano stati inutili tiri e molla nella storia, lo sviluppo tra i personaggi è un crescendo continuo senza veri e propri triangoli o altri poligoni che tanto m'infastidiscono. Paradossalmente, laddove pensavo di aver individuato un classico clichè mi sono ritrovata anche a dovermi piacevolmente ricredere, perchè la scena che sembrava dovesse creare una frattura magari si risolveva all'istante, o al contrario la questione apparentemente banale andava velocemente trasformandosi in un qualcosa di più complesso. Tanto per fare un esempio...uno lo sa, che la questione dell'aracnofobia citata all'inizio prima o poi dovrà tornare e portare con sè il tema dei vecchi ricordi...ma non avrei mai indovinato il come e il quando). Pur non essendo una trama originalissima, sa comunque sorprendere nei modi e nei tempi, insomma.

Se poi vogliamo andare oltre alla storia quale susseguirsi degli eventi in sè, si arriva a quella che poi è la tematica principale, ovvero l'accettazione del diverso. Tentativo fallito per il padre di Kang Chi, ma obiettivo che anche per lui si rivela davvero un'impresa, perchè non c'è una netta separazione tra chi lo accetta e chi no: nel mezzo, con una miriade di sfumature, risiedono la maggior parte dei legami sorretti da una fiducia che è davvero precaria, pronta a crollare davanti al primo dubbio, al primo sospetto. L'essere davvero accettato per ciò che è, per davvero, significa avere la fiducia incondizionata anche nei momenti meno chiari e più critici, pena il rischio di un tradimento che, sotto sotto, resta sempre in agguato.

INIZIO SPOILER!!!
INIZIO SPOILER!!!
Chi ha già letto altre mie recensioni ormai sarà abituato a sentirmelo dire ma... Resto una fan del lieto fine. Ergo, ci ho davvero sperato. Non posso dire che la scelta fatta sia stata sbagliata, anzi, è stata molto coerente e non penalizza la serie (ma, il mio giudizio, proprio a causa di quell'egoistico desiderio, fa fatica a cedere l'ultima stellina). Il piccolo premio di consolazione degli ultimi minuti un po' attenua la sensazione, ma sebbene i volti siano gli stessi parliamo comunque di persone diverse, perciò non particolarmente gratificante, per quanto tuttavia anche simpatico. Un finale che all'epoca credo sia stato pensato come un finale aperto in previsione di un possibile sequel che però poi, purtroppo, non è andato in porto. Peccato.
FINE SPOILER!!!!
FINE SPOILER!!!!

Concludo consigliando la serie a tutti gli amanti del genere di sicuro, ma anche ai non (come la sottoscritta). Che abbia dovuto fare un salto all'indietro nel 2013 per trovare un piccolo gioiello come questo a fronte di un panorama di serie odierne sempre più numerose e con tutte le potenzialità della tecnologia moderna... beh, mi da molto a cui pensare...

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Completed
Snowdrop
2 people found this review helpful
by Lynnea
Jan 16, 2025
16 of 16 episodes seen
Completed 0
Overall 9.0
Story 9.0
Acting/Cast 9.0
Music 9.0
Rewatch Value 9.0
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Una storia d'amore genuina tra giochi di potere e spionaggio nella Corea degli anni '80

Drama impegnativo, in termini di durata - non sono i canonici 16 episodi delle serie coreane, già che ciascuno dura circa un'ora e mezza - e in termini di coinvolgimento e attenzione. Ma ne vale la pena.

Il contesto è quello degli anni delle manifestazioni studentesche, 1987 e giù di lì. Non sono una fan del periodo storico-recente, generalmente preferisco drama ambientati al giorno d'oggi o, se in contesto storico, nella prima metà del '900, ma devo dire che tutto sommato mi è piaciuto lo stesso, e proprio non lo avrei detto.
Sorvolo sui dibattiti che so ci sono stati relativi alla scelta del contesto (nel drama si parla di rivoluzioni studentesche, di spie nord coreane, simpatizzanti comunisti e gruppi anti comunisti). Francamente, non mi interessa leggerci dell'altro oltre all'intrattenimento. E' una serie che va intesa come un'opera di fantasia e non come un tentativo di riscrivere la storia. Per la serie: fine delle polemiche, non interessano, grazie.

E' una serie che può piacere, o non piacere affatto. Le vie di mezzo non credo funzionino, non esiste la possibilità di skippare dei pezzi se ci si annoia perchè si perde il filo conduttore nell'evoluzione della trama. Non era il mio problema, mi ha coinvolta così tanto che l'ho guardato dal primo minuto all'ultimo.
In primo piano abbiamo la storia d'amore - elemento inaspettato e genuino - tra la giovane universitaria e la spia nordcoreana in missione segreta. Per la maggiora parte del tempo la serie è ambientata nel dormitorio femminile dell'università, mastodontica dimora dalle finiture antiche e squisite che quanto a fascino e dimensioni potrebbe fare invidia alla potteriana Hogwarts.
Anche i tempi sono molto concentrati, poichè il drama ricopre - in tutta la sua trama - solo una manciata di giorni (due settimane a dire tanto). Va da sè che lo sviluppo è un continuo meccanismo causa-effetto, dove praticamente quasi a ogni ora accade qualcosa. Non ci sono tempi morti, il susseguirsi degli eventi è concatenato e inarrestabile.
Al tema romance si affianca ovviamente anche quello politico, dove sparatorie, giochi di potere, lotte, alleanze e tradimenti sono un po' il pane quotidiano.

Rispetto ai personaggi, ho apprezzato indubbiamente i protagonisti: lui non può non piacere, è il ritratto dell'eroe (attore che avevo già intravisto in altri drama ma che non mi aveva catturata particolarmente...a questo punto è doverosa una seconda chance!). E' un eroe senza armatura scintillante, non un esempio da seguire ma la cui bontà d'animo è comunque evidente, con un passato sfortunato alle spalle, scelte imposte anche se non condivisibili, ma determinato e senza paura, con principi saldi e pronto a lottare per ciò che gli sta a cuore. Lei al confronto sembra più un pulcino spaurito, soprattutto dopo i primi episodi, quando i toni si fanno più pesanti, e spesso il suo massimo contributo è la sola presenza, quasi a non volersi togliere dai piedi. Ci può stare, se si tiene bene a mente che si tratta di una giovane, ingenua e innocente studentessa che finisce in una situazione davvero molto ma molto più grande di lei: in questo senso il suo semplice "starci dentro" assume un valore decisamente non indifferente. Per lui, cresciuto in modo diverso e con un bagaglio di esperienze ben differenti alle spalle, ha anche senso che sia tra i due quello più maturo, più incisivo, attivo e anche consapevole.
Ho apprezzato molto anche diversi personaggi secondari, dal detective Lee, coerente e interessante, proprio ben caratterizzato, alla sua collega ed ex fidanzata Han Na, che nella prima parte della serie devo dire mi risultava un po' antipatica, troppo sopra le righe, alla temibile direttrice del dormitorio, la signorina Pi, personaggio apparentemente acido ma che incuriosisce allo stesso tempo. Bene anche le amiche di Young Ro, anche se devo dire che potevano essere portate avanti meglio mentre sono andate via via intiepidendosi. Ho invece apprezzato di più i compagni di Soo Ho, ognuno caratterizzato in modo molto diverso dagli altri, per storia passata, carattere, approccio e scelte, ma tutti che lasciano davvero qualcosa.
Sul fronte esterno, non mi hanno fatta impazzire i tre politici: attori di notevole spessore - da me apprezzati anche in altri drama - ma più che la recitazione è stata proprio la caratterizzazione dei personaggi ad avere qualche falla. Troppi siparietti tragi-comici al limite del ridicolo, che fanno sembrare tutto un po' una farsa (a differenza degli esponenti di spicco della Corea del Nord, ritratti in maniera decisamente più seria e credibile). Se il trio dei politici che cercando quotidianamente di farsi le scarpe in vista delle imminenti elezioni di Seul hanno - dicevo - dei tratti un po' bislacchi, l'apice lo raggiungono le loro rispettive consorti, il trio delle arpie che di fatto altro non sono che oche starnazzanti e nullafacenti, impegnate in una guerra da salotto tra loro per determinare a chi spetterà il titolo tanto ambito di First Lady, ma che di fatto si risolve puntualmente in liti sterili, frecciatine inutili quanto le decisioni prese in base al responso di un divinatore (ecco, tutta questa parte non porta lustro alla serie, va detto). Tornando all'interno del dormitorio, c'è un personaggio secondario che più di molti altri merita: proprio lei, "Ghiribizzo", l'insoddisfatta centralinista del dormitorio, una povera ragazza invidiosa marcia delle studentesse, poco trasparente e spesso subdola, convinta di essere decisamente più furba e scaltra di quanto nella realtà poi non lo sia. Personaggio fastidioso, davvero ben interpretato: lei è un sassolino nella scarpa, che non si leva mai. Non deve stare simpatica, nè suscitare empatia, e ci riesce alla perfezione, perchè anche quando si rischia di intravvedere una nota positiva e valutare di spezzare una lancia in suo favore, vuoi per il suo passato, per il suo complesso d'inferiorità, ecc.....subito riesce a farsi detestare nuovamente. Di questo da prova di sè stessa innumerevoli volte, complicando situazioni, sabotando piani, spesso nemmeno pienamente consapevole delle vere conseguenze delle proprie azioni ma, coerentemente con la sua caratterizzazione, di fatto mai pentita del suo operato.

Rispetto alla coerenza e credibilità, tralasciando i personaggi a volte un po' sopra le righe (le tre arpie e a tratti anche i rispettivi mariti), occorre mettere in conto una serie di coincidenze ad hoc, indispensabili perchè la storia possa evolversi come deve. Certo avevo messo i conto che non tutto era come sembrava all'inizio dello scontro ma - anche lì - la quantità un po' esagerata di spie e controspie tutte concentrate magicamente nello stesso spazio poteva magari essere ridotta un poco.

Dal punto di vista emotivo non si può dire che la serie non coinvolga, i fazzoletti alla mano servono, soprattutto in alcune scene.
In primis, rispetto alla coppia principale, ma anche alcune vicende legate ai personaggi secondari fanno davvero emozionare. In questo senso "Snowdrop" non è solo un bucaneve, fiore capace di bucare il gelo...ma anche di bucare lo schermo e arrivare dritta allo spettatore.


INIZIO SPOILER!!!!!
La mia valutazione si ferma a 9 perchè per quanto sia un gran bel drama con una bella storia d'amore... Io rinuncio sempre malvolentieri al lieto fine. Anche quando, come in questo caso, capisco che non si potesse fare diversamente (ed è chiaro fin da subito anche a Soo Ho che il suo futuro non è contemplato). E' un amore che non dura una vita intera, ma nella sua brevità la trasforma per sempre: alla fine Joung Ro non sarà più la stessa ragazzina dell'inizio e l'esperienza vissuta cambierà anche il modo in cui vivrà la propria vita mentre per quanto riguarda lui il valore della storia d'amore è l'essere riuscito a provare un sentimento genuino dopo una vita costruita su un binario che aveva percorso la direzione opposta, pur consapevole di non poter più tornare indietro ed essere ormai avviato verso un punto morto.
Avrei voluto che almeno uno dei due compagni di Soo Ho si salvasse, e di sapere in chiusura cosa ne era stato della dottoressa Kang (personaggio che era partito ispirandomi antipatia come Han Na, ma che poi evolve in modo inaspettato e apprezzabile)
Avrei evitato la scoperta dell'ennesima spia - l'anziano guardiano - proprio perchè di rivelazioni sul piatto ne erano già state messe abbastanza e non è stato certo un valore aggiunto. Bene la scena finale del detective che - pare - sia tornato con Han Na, rivedendo le sue priorità, bene anche Joung Ro che ascolta il messaggio lasciatole da Soo Ho, davvero commovente. I rispettivi fratelli sono stati delle menzioni un po' sprecate, alla fin fine ridotti a una collanina e una sciarpa, che nel finale non si sa più nemmeno che fine fanno. Un po' forzata la scena del dormitorio ripristinato, con a capo sempre la signorina Pi e Ghiribizzo al seguito: se la giovane sembra quanto meno finalmente maturata, resta un po' poco credibile l'idea che la signorina Pi non sia stata sollevata dall'incarico dopo la scoperta della sua camera segreta di intercettazione.
FINE SPOILER!!!!


Concludendo, una serie coinvolgente, alla quale apporterei modifiche e migliorie per farla diventare la serie dei miei sogni, ma che accettandola per come è stata pensata e sviluppata, resta indubbiamente una visione meritevole.

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Completed
Kimi to Nara Koi wo Shite Mite mo
2 people found this review helpful
by Lynnea
Jan 13, 2025
5 of 5 episodes seen
Completed 0
Overall 8.0
Story 8.0
Acting/Cast 8.0
Music 8.0
Rewatch Value 8.0

Short drama per gli amanti delle BL e in cerca di una delicata, bella, ventata di freschezza

Della durata più simile a un film che a una serie, questo short drama composto da 5 episodi di 25 minuti circa l'uno porta in scena una storia dolce, pulita e delicata. Nel panorama delle BL, dove quelle tailandesi puntano alle scene fisiche, quelle cinesi si travestono da BRomance per via della censura e quelle giapponesi sembrano sempre un po' caratterizzate da una conversazione ridotta all'osso, questo drama mostra la voglia di parlare, di parlare dei sentimenti.
Paradossalmente, l'unico accenno - sottinteso - all'aspetto sessuale è in apertura, quasi a rimarcare che per Amane non rappresenta in sè un problema. La sua difficoltà è legata alle emozioni, ai sentimenti, al timore di non essere accettato, paura legata a un vissuto che lo porta a reagire quasi al contrario, dichiarando apertamente a Ryuji di essere interessato ai ragazzi, ma facendolo con una disinvoltura, quasi una superficialità, che è solo di facciata: se si tratta una questione come fosse di poco conto, non si rischia di esserne feriti.
Amane infatti non era alla ricerca di un sentimento, limitare tutto al piano fisico è ciò che ha sempre fatto "perchè più semplice per lui". Poi però inizia a provare un sentimento genuino nei confronti di Ryuji, sentimento che cresce e che lo spiazza, perchè si sente come se stesse camminando su un terreno minato.
Dall'altro canto, Ryuji ha sempre vissuto dando la priorità alle questioni di famiglia, quasi annullando la sua individualità. Quando Amane si dichiara interessato a lui, non lo incoraggia nè lo respinge, quasi davvero non si fosse mai nemmeno posto la questione dell'innamorarsi in vita sua. Se Amane non ha il coraggio di amare, Ryuji non si è mai concesso di amare qualcuno, di prendere del tempo per sè stesso. Il suo personaggio è quello che evolve maggiormente, poichè alla riscoperta di un'identità - orientamento sessuale compreso - che era rimasta latente, in secondo piano. In tutto questo, la comunicazione tra i due non viene meno, le confidenze sono preziose ed è come vederli appoggiarsi l'uno all'altro mentre ciascuno di loro percorre il proprio sentiero, superando ostacoli più o meno noti, ciascuno con i propri tempi e le proprie difficoltà, verso un punto che - forse - troverà congiunzione tra questi due viaggi individuali ma non in solitudine.

INIZIO SPOILER!
Ovviamente il punto di convergenza sul finale c'è, nei giusti tempi - il lasso temporale aiuta la credibilità - e con un accenno di effusioni di una dolcezza e delicatezza estrema.
FINE SPOILER!

Una precisazione: non ci sono sostanzialmente personaggi secondari o altri sviluppi di trama paralleli, il cast - un po' come in "My personal weatherman" è davvero ridotto all'osso, per cui quasi tutte le scene sono dedicate a uno dei due o ad entrambi. Gli altri attori sono poco più che delle comparse.
Se proprio devo muovere una piccola critica, sono rimasta un poco infastidita da molte esternazioni stupite di Amame, più simili a delle grida che a delle esclamazioni.

Concludendo, un drama breve ma di valore, consigliato a tutti gli amanti del genere BL che non disdegnano una sana ventata di freschezza.

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Completed
L.U.C.A.: The Beginning
2 people found this review helpful
by Lynnea
Nov 25, 2024
12 of 12 episodes seen
Completed 0
Overall 7.5
Story 7.0
Acting/Cast 7.5
Music 7.5
Rewatch Value 7.0
This review may contain spoilers
Mi aspettavo un drama tra azione, thriller e - se ero fortunata - un pizzico di romance. L'inizio parte col piede giusto, il ritmo è incalzante, la tematica della sperimentazione genetica sulla specie umana sembra rivelarsi una carta vincente. Il protagonista è un personaggio interessante, a livello di caratterizzazione. Sull'interpretazione, avrei scelto un attore diverso, non dico il classico giovane belloccio ma un attore che - anche se non canonicamente "bellissimo" - avesse comunque un suo fascino. In questo, Kim Rae Won non si può dire sia stato all'altezza: insipido a livello di espressività, esteticamente anonimo, con un taglio di capelli che non fa che peggiorare la situazione. Lee Da Hee, al contrario, regala - come sempre - una buona prova. E' un'attrice che apprezzo particolarmente e che per una volta tanto ho visto in panni un po' diversi dal solito. Altri attori meritevoli tra il cast sono sicuramente il caposquadra della polizia e lo scienziato ricercatore "padre" di Ji Ho.
Tornando alla storia, viene sviluppata molto bene nella prima parte; a un certo punto trova spazio anche il romance, anche più del "pizzico" che mi aspettavo, e questa è stata sicuramente un'altra nota positiva. Poi, però, nell'ultimo terzo della serie, qualcosa va storto. I protagonisti iniziano a comportarsi e ad agire in modo non lineare, le situazioni - affrontate in un certo modo fin dall'inizio - vengono risolte/gestite come non ci si aspetterebbe (e no, non parlo di effetto sorpresa, ma intendo proprio la mancanza di apprezzabile buonsenso), per arrivare a una conclusione che, boh, non si capisce bene da che parte sia saltata fuori. Il personaggio di Ji Ho negli ultimi episodi è poco credibile e coerente, le motivazioni date non stanno francamente in piedi. Anche Gu Reum subisce un po' la stessa sorte, e ciò che è stato importante e fondamentale per due terzi della serie viene messo quasi da parte. Gli ultimissimi minuti mi hanno fatto inevitabilmente pensare a un finale un po' aperto, dove una seconda stagione potrebbe ricollegarsi senza problemi. Non vedo però all'orizzonte un sequel nell'elenco dei futuri lavori dei personaggi principali, per cui, se così fosse, si tratterebbe di un finale un po' raffazzonato. Concludendo, una serie con un buon potenziale, che parte bene ma deraglia verso la fine.

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Completed
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2 people found this review helpful
by Lynnea
Nov 24, 2024
16 of 16 episodes seen
Completed 0
Overall 6.0
Story 6.0
Acting/Cast 6.0
Music 6.0
Rewatch Value 6.0
Drama qualitativamente ben confezionato, nulla da dire su regia e cast. La storia, per come presentata, potrebbe anche essere interessante, peccato che già dai primi episodi si rivela un po' senz'anima. Questo il principale difetto della serie, dove l'originale tema della raccolta dati dei motori di ricerca si risolve in una mera competizione a livello professionale che vede in primo piano figure tutte al femminile. La logica nella catena azione-reazione che segue gli eventi c'è, ma per il resto la sensazione principale è quella di sterilità: manca lo sviluppo dei personaggi, o meglio ancora delle interazioni tra di loro - al di là delle mosse strategiche nella corsa al primo posto - ed è un vuoto che oltre ad andare via via aumentando sembra fagocitare, al pari di un buco nero, tutto ciò che di buono c'è o poteva esserci intorno.
L'inserimento di Park Morgan appare del tutto sensato, inizialmente, come a voler mettere un elemento per sviluppare anche la tematica della relazione umana, oltre a quella professionale predominante il drama, ma è quasi peggio che averlo omesso del tutto, perchè è più che palese che non c'è evoluzione, non porta a niente, e l'impressione è che sia quasi voluto.
Un effetto boomerang di cui si poteva fare a meno, insomma. Una serie zoppicante, alla quale sembra venga data l'illusione di una stampella, per poi sottrarla brutalmente e farla precipitare a terra. Bypassabile...

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