Niente è come sembra- Il caos del sensazionalismo
Mouse è un thriller psicologico e poliziesco, con elementi fantascientici, coreano del 2021, composto da 20 episodi da 77 minuti ciascuno, circa. Tratta tanti, forse troppi argomenti: genetica, psicopatia, perdono, neuroscienze- neurochirurgia, biotica, religione e rapporto con la cristianità, varie tipologie di killer seriali ( organizzati, missionari, edonistici, dominatori), fanatismo e l'ingerenza delle associazioni governative con scopi utopici a discapito di poveri civili.La trama si sviluppa tutta sulla ricerca di un assassino psicopatico nel quartiere di Mojiin, un quartiere di Seoul in un arco di tempo che abbraccia 26 anni :1995-2021.
Il montaggio è appositamente studiato per "incasinare" tutto e mostrare l'ambivalenza tra buoni vs cattivi e il ruolo del pregiudizio. Se prestate attenzione l'assassino ce l'avrete sotto agli occhi tutto il tempo, ci sono alcuni importanti indizi che lo svelano in modo intelligente già dal primo episodio e la prima scena del serpente e il topo riflette simbolicamente il lavoro. Il titolo spiega praticamente tutto il lavoro, la cui logica sarà chiara negli ultimi episodi mentre tutto il percorso mostra un po' i detective e i reporter impegnati nella caccia al più grande psicocopatico del secolo che si diverte a fare Dio, distribuendo punizioni letali ai trasgressori secondo una logica contorta, una caccia che riprende un po' quella del gatto che caccia il topo.
Il finale è karmico: con la nemesi da parte delle vittime e il riscatto da parte del protagonista principale. La redenzione è piena.
Considerazioni personali: il mio rapporto nei riguardi di questo spettacolo è stato ambivalente e molto discontinuo, inizialmente l'ho trovato noioso e inutilmente confuso e prolisso, alcune puntate mi hanno invece catturata e avvinta per la genialità nella scrittura sebbene alcuni aspetti mi ricordino alcuni thriller di successo americani come Seven o Mindhunter, quindi certi espedienti non sono proprio originalissimi tuttavia il prodotto è davvero una chicca nel suo genere. Ci ho messo due settimane a finirlo con pause di alcuni giorni perché ogni puntata va seguita con la massima attenzione ed episodi così lunghi sono molto stancanti. Inoltre ho compreso quasi subito chi fosse l'assassino, già al terzo episodio, pertanto mi rimanevano ben poche curiosità, ignorando che il grosso doveva ancora accadere. Alcuni episodi mi hanno stressata, esempio dall'11 al 14, una quantità infinita di nomi da ricordare e volti da associare, il ritmo e veloce e non frena per nessuno.
Dal quindicesimo l'ho letteralmente divorato per i colpi di scena e i pezzi del puzzle che andavano disvelandosi a poco a poco. Il finale poi mi ha letteralmente stregata e mi ha appassionato vedere come questo serial killer inizi a collaborare con la giustizia uccidendo altri predatori e ripulendo la società.
Regia: La regia di Choi Joon-bae e Kang Cheol-woo è una delle colonne portanti ma anche poco elaborata o innovativa, alternando piani stretti e claustrofobici durante le scene di tensione a campi lunghi e panoramiche per costruire respiro narrativo. Ho trovato alcune riprese troppo scure, talmente scure da faticare a capire cosa stesse accadendo.
Il montaggio è serrato nelle sequenze investigative e di azione, ma si prende il tempo di soffermarsi sui dettagli espressivi dei personaggi nei momenti emotivi.
Le inquadrature sono oblique e le composizioni sbilanciate per generare instabilità psicologica nello spettatore.
Sfrutta particolarmente il flashback per ricreare la linea temporale.
Il linguaggio visivo resta lineare e “pulito, senza stratagemmi di forte impatto ottico. Questo mantiene una fruizione chiara e accessibile, senza distrarre lo spettatore con tecniche vistose, d'altro canto può risultare meno memorabile dal punto di vista registico, perché non lascia una "firma più personale" come altri lavori, specialmente quelli di produzione americana.
Qualche effetto più innovativo lo potrete vedere sul finale, quando il detective scopre l'assassino, c'è una sequenza di zoom d'impatto mentre la camera va allontanandosi, che ricorda vagamente un dolly zoom effect ma non lo è.
Interpretazioni: i due protagonisti, insieme al Decapitatore, offrono una performance solida, credibile e variegata. Specialmente il Detective Moo Chi mi ha dato i brividi nelle scene di acting aggressivo e in quelle di profondo dolore traumatico. La sua prestazione non avrei problemi a valutarla con un bel 9. 8.5 per l'aiuto detective , il poliziotto Jung Ba-reum (il giusto, non a caso XD) e il neurochirurgo pazzo che gioca con i cervelli, in pieno delirio di onnipotenza.
Meno solide le interpretazioni di tutti i rimanenti personaggi, specialmente il cast femminile, che come sempre fa una figura zerbina in questo drama, insieme alla polizia che davvero ti chiedi come facciano le selezioni in Corea, un mix di letargiche connessioni sinaptiche stanche.
Scenografia: il drama spazia tra quartieri periferici, stazioni di polizia, luoghi isolati di campagna e spazi urbani anonimi. Ogni location è coerente con la narrazione e contribuisce all’atmosfera cupa.
Gli interni sono spesso carichi di oggetti e dettagli che riflettono la personalità dei personaggi, stanze in disordine e abbandonate a se stesse per individui instabili e irrisolti, ambienti puliti e ordinati per figure di autorità o con rigore morale.
Cosa manca a questo lavoro?
- Una regia più moderna e briosa;
- troppi intrecci, eventi introdotti e lasciati a metà, e poca chiarezza narrativa possono estenuare lo spettatore;
- alcune incongruenze logiche — ad esempio, il topo che viene inviato a Daniel Lee appare prima che il padre venga incarcerato ma si vede dopo l'incarcerazione, oppure la risoluzione di scene o personaggi lasciata in sospeso;
- troppi espedienti narrativi improbabili per puro sensazionalismo;
- elementi sci-fi o sovrannaturali rendono questo thriller psicologico a tratti quasi un fanta thriller con complotti governativi, venti psicopatici in una stessa città, leggi sull’aborto… troppo, tutto insieme;
- alcune riflessioni approfondiscono il tema del "gene del psicopatico" e ne criticano la scientificità, oltre all’insistenza narrativamente forzata ;
-sorprende ma è spesso imprevedibile a discapito della coerenza;
- messaggio assolutamente privo di ogni fondamento scientifico che la psicopatia sia legata solo a fattori genetici trascurando il peso delle esperienze di accudimento, dello stile genitoriale e delle esperienze di vita della persona (se analizziamo la storia sappiamo che ogni serial killer che si rispetti ha un passato di abusi e negligenze genitoriali alle spalle);
- colonna sonora solo strumentale e troppo scarna;
- mi sarebbe piaciuto vedere le vite delle persone invece 25 ore sono tutte dedicate alle investigazioni, alle spettacolarizzazioni del crimine, al profiling e poco si vede delle vite dietro le ricerche.
- registri registici differenti tra personaggi principali e secondari, a quest'ultimi è stato richiesto davvero poco in termini di interpretazione.
Per concludere, Mouse si impone come uno dei thriller coreani più ambiziosi e stratificati degli ultimi anni, capace di intrecciare in modo magistrale crime, psicologia e filosofia morale. La scrittura, pur complessa e densa di colpi di scena, mantiene un filo logico che accompagna lo spettatore in un labirinto narrativo dove nulla è mai come sembra. Ogni svolta ridefinisce retroattivamente ciò che credevamo di sapere, costringendoci a mettere in discussione non solo i personaggi, ma anche la nostra percezione di giusto e sbagliato. La costruzione dei misteri, l’uso di false piste e la precisione con cui vengono dosati indizi e rivelazioni dimostrano una padronanza rara della sceneggiatura, sebbene fantasiosa e priva di logica in alcuni passaggi.
Il finale si concentra su un valore più alto: restituire un senso etico e umano alle vittime. In un genere spesso dominato dalla vendetta e dal cinismo, Mouse sceglie di chiudere con una riflessione sulla colpa, la responsabilità e la possibilità di redenzione. È un epilogo che non cancella il dolore, ma lo sublima, suggerendo che il vero coraggio sta nell’assumersi il peso delle proprie azioni. Così, dopo un percorso narrativo intricato e mentalmente impegnativo, la serie lascia allo spettatore non solo il gusto di un enigma risolto ma anche una domanda aperta sul significato stesso dell’umanità.
LA MIGLIORE SCELTA per chi è disposto a guardare davvero
👉👉👉👉👉👉👉👉 Il mio voto reale è 7,7 !É stata davvero la migliore scelta di sempre decidere di vedere questo drama familiare nonostante le inique valutazioni, peraltro inattendibili (come sempre). Ah, i drama asiatici!
Sì, perché questo lavoro osa – attenzione, osa davvero – mettere al centro la trama, la crescita dei personaggi, le dinamiche familiari, persino la fotografia! Ma che importa, in fondo? Se dopo l’episodio X lui non l’ha ancora baciata con tanto di slow motion con zoom in emotivo e colonna sonora strappalacrime, allora niente, "manca la chimica", "noiosa", "troppo lenta". Voto: 1 stella. E giù recensioni indignate come se avessero pagato il biglietto per un concerto e avessero scoperto che il cantante ha osato cantare.
E non parliamo dell'assenza di scene hot. Che delusione, eh? Ore e ore di costruzione narrativa, tensione emotiva, simbolismi sottili... tutto vanificato dall’orrenda realtà: nessuno si è spogliato. Incredibile! Ma che cos’è questo? Una serie pensata per raccontare qualcosa? Che scempio!
E così, in questo clima da "Romcom delusion", ogni volta che un drama osa proporre contenuti che vanno oltre il cliché della coppietta e del triangolo amoroso da manuale, ecco che partono le crociate digitali. "Non l’ho capito", "Mi sono annoiata", "Tutti brutti". Un tripudio di analisi critiche degne di una chat di ragazzini sognanti, castrati nelle aspettative.
Forse, solo forse, non tutti i drama esistono per offrire la dose settimanale di ormoni confezionati. Forse alcuni provano a raccontare qualcosa che va oltre. Ma eh, che ne sanno alcune spettatrici? Loro vogliono il bacio. Vogliono il letto (che poi manco quello vi danno nei paesi dove esiste ancora la censura). Vogliono l’illusione lo stesso! E guai a chi osa presentare loro un prodotto che non si piega a questa logica.
Ma dài, alla fine è colpa della regia. O degli attori. O di chiunque tranne l’occhio di chi guarda.
Questo drama propone le dinamiche famigliari di una famiglia di Shangai appartenente alla medio bassa borghesia, alle prese con le difficoltà economiche e le aspirazioni castrate nei riguardi dei figli, illustrando il divario generazionale tra i valori di eredità confuciana che cozzano con quelli originati dalla modernità, rappresentando un po' la Cina dei giorni nostri.
il conflitto tra i valori tradizionali e quelli moderni, soprattutto nel rapporto tra genitori e figli, è una vera rappresentazione della Cina contemporanea, in continua tensione tra tradizione e modernità. Al centro dell'opera il rapporto madre-figli, questa madre goffa, poco sveglia, ingombrante, chiassosa che risulta fastidiosa ma ama i suoi figli, sopra ogni cosa, difendendoli quando verranno diffamati e disposta a farsi da parte e a farsi calpestare per non rovinare il sogno d'amore della figlia.
É una donna complessa nella sua apparente semplicità, va compresa esattamente come il lavoro, apparentemente semplice nella resa e nel "confezionamento" ma pregno di significati e messaggi da afferrare in silenzio.
Questo senso di colpa e di insoddisfazione per una vita che ognuno di noi ambisce sempre ad essere migliore di quella effettiva e la frustrazione, di ogni genitore, di non dare ai propri figli quello che non si è ottenuto per se stessi. E i figli lo comprendono, con rassegnata tenerezza, i figli meravigliosi di questa donna, fratelli maturi, resilienti, tenaci mutualmente supportivi, sempre disposti a incontrarsi per parlare quando sorge un problema, che si accompagnano anche a distanza con lo sguardo nelle loro passeggiate solitarie mentre una Shangai sontuosa, moderna e opulenta li osserva da lontano, in silenzio. É questa la vera "storia d'amore " che Best choice of ever offre. Una storia d'amore avrebbe tolto forza al messaggio e avrebbe decentrato l'intera opera, ma alla "mediowoman inappagata" di turno non è andata a genio, perché voleva vedere Xu Kai all'azione , immaginandosi nei panni della protagonista (che spreco!).
Questo drama è anche un business drama od office drama se vogliamo, che ha per tema le strutture ricettive (alberghi e appartamenti di lusso) , e proporrà spesso conflitti e dissonanze tra gli aspetti famigliari e legati alla realizzazione professionale, affrontando il tanto amato tema del matrimonio (visto ancora, come da tradizione, unico vero scopo per la vita di una donna, "una donna può fiorire solo in cucina o in giardino").
La regia di Best Choice, tra delicatezza e rigore, è un esempio perfetto di come si possa ottenere potenza emotiva attraverso la sottrazione, poiché come affermo sovente "less is more". Il regista, con una mano ferma e uno sguardo profondamente empatico ,rinuncia agli eccessi melodrammatici tipici del genere per costruire un racconto intimista, dove ogni inquadratura è una finestra aperta su un momento reale della vita.
Il ritmo è volutamente lento, ma non statico: è contemplativo. Le scene sono costruite con attenzione ai gesti minimi, alle espressioni trattenute, agli spazi vuoti tra le parole. Il silenzio ha un ruolo attivo nella narrazione, e il regista lo sfrutta con maestria per comunicare tensione, rimpianto o affetto, senza mai forzare la mano.
Anche le scelte registiche più semplici, come una lunga inquadratura fissa su una tavola da pranzo silenziosa o una sequenza girata in controluce al tramonto , diventano strumenti narrativi, più che decorativi.
La sceneggiatura è il vero cuore pulsante della serie. Sottile, credibile, autentica e profondamente esistenziale non si affida a colpi di scena eclatanti né a rivelazioni sconvolgenti: punta tutto sulla credibilità e sulla stratificazione psicologica dei personaggi. Le dinamiche familiari sono complesse e verosimili, trattate con una maturità rara nel panorama televisivo odierno.
Ogni dialogo sembra uscito da una conversazione vera ma è cesellato con attenzione quasi letteraria. I conflitti sono realistici: non esplodono in urla e pianti isterici ma si insinuano lentamente tra le pieghe della quotidianità. Le scelte dei personaggi non sono mai scontate o dettate dal bisogno di “far andare avanti la trama”, ma coerenti con le loro paure, desideri, limiti.
La narrazione affronta il tema della tradizione e del senso del dovere, ma senza cadere nella retorica. C'è un rispetto implicito per il passato ma anche un’esplorazione lucida del suo peso sulle scelte individuali.
La 💞 ROMANCE è sobria, emotiva, anti-spettacolare (nel modo giusto), priva di spettacolarismi, al servizio della sceneggiatura (e non viceversa come nei rom com che amate tanto). Chi cerca il classico slow burn condito da baci frequenti e dichiarazioni strappacuore... resterà deluso, ma se apprezzate lo sviluppo di un sentimento basato su gesti piccoli, sguardi rubati e conflitti interiori troverete in Best Choice una delle rappresentazioni romantiche più raffinate e delicate degli ultimi anni.
Il romance qui è una trama secondaria ma essenziale. Non invade la narrazione, la accompagna. La chimica sussurra, non urla. I personaggi si avvicinano non perché “devono” stare insieme o si sono incontrati da piccoli, segno inconfutabile del destino, ma perché condividono valori, silenzi, ferite. Non c’è fanservice né edulcorazione. Solo due adulti alle prese con i propri limiti, che imparano, molto lentamente, con realismo a riconoscere l’amore non come salvezza, ma come scelta consapevole e concepiscono la relazione come risorsa.
La fotografia illustra la quotidianità con delicatezza sfociando in poesia visiva in alcune riprese. I toni caldi e neutri dominano l’intera serie, contribuendo a un’estetica coerente che richiama l’intimità domestica e la memoria. Ogni ambiente, dalla cucina modesta ma vissuta, al cortile interno della casa di famiglia, ai vicoli, è curato nei minimi dettagli per trasmettere un senso di “vissuto”, mai artificiale.
Le inquadrature tendono a valorizzare gli spazi stretti, le luci naturali, i contrasti morbidi. C’è una chiara intenzione simbolica in molte scelte visive: ad esempio, i corridoi lunghi e le porte socchiuse diventano metafore del non detto, dei rapporti sospesi, dei passaggi generazionali.
I costumi e le ambientazioni sono sobri, realistici, privi di orpelli: anche qui, tutto punta a raccontare la verità delle cose, senza il filtro glamour di molte produzioni contemporane.
Shanghai non è solo uno sfondo, ma una presenza viva, quasi un personaggio silenzioso, che interagisce con i protagonisti, li sfida, li accoglie, li giudica.
É un vero e proprio personaggio che trasmette innumerevoli messaggi, innanzitutto, il doppio volto della modernità, da un lato c’è la città verticale, frenetica, iper-moderna: skyline scintillanti, uffici asettici, ritmi serrati. È il volto della Cina che corre, che cambia, che pretende. È lo spazio dei figli, dei giovani adulti che devono affermarsi, fare scelte, spesso rinnegare o riformulare le radici familiari.
Dall’altro lato del fiume, tra vicoli, mercati e palazzi bassi, c’è ancora la Shanghai umana, lenta, intrisa di memoria. È la città delle madri, dei padri, dei nonni. Una città che sembra voler ricordare ai protagonisti chi sono e da dove vengono. I due fratelli spesso guardano la città nella sua modernità, al di là del fiume-barriera, come metafora visiva di un accesso negato, a cui aspirano ma di cui non sono ancora pronti a fare parte, perché non hanno ancora risolto i loro conflitti interiori, in perfetto stile Buridano.
Questa tensione tra passato e presente si riflette costantemente nelle scelte visive della regia: ogni passaggio di scena dai grattacieli alla casa di famiglia non è solo uno spostamento fisico ma un vero cambio di linguaggio emotivo e valoriale.
Attraverso inquadrature simboliche, Shanghai è spesso ripresa dal basso verso l’alto (quando il personaggio si sente schiacciato dal futuro) o in piani larghi, vuoti, quando si esplora il tema della solitudine urbana.
Contrasti sonori: il rumore costante del traffico è spesso accostato al silenzio ovattato della casa dei genitori, come se due città convivessero, ma parlassero lingue diverse.
Abbondante uso di metafore visive: la città viene anche narrata attraverso oggetti : la metropolitana (ritmo), il ponte (passaggio generazionale), il cibo di strada (identità), i grattacieli riflettenti (alienazione).
Ecco perché, alla fine, Shanghai non fa da cornice ma da specchio. E un giudice ma al tempo stesso una madre surrogata.
Non la si può amare o odiare del tutto, proprio come un personaggio ben scritto.
Cosa non ho apprezzato?
Nonostante sia un prodotto curato e di spessore, non lo definirei un capolavoro, alcuni aspetti inoltre non mi hanno convinta:
- Xu kai, in questo lavoro mi è sembrato, forse volutamente, sottotono, avrebbe dovuto manifestare meglio e più marcatamente quelli che erano i suoi stati emotivi, inoltre non c'è un passaggio graduale dall'indifferenza diffidente nei riguardi della FL al sentimento che nutre per lei. Dopo la concretizzazione del legame il loro rapporto diventa un po' uno sfondo non troppo ben reso, è come se fossero una coppia sposata da 10 anni e lui viene fagocitato da questa famiglia, comprendo benissimo che si sia sentito accolto e il focus non sia la storia d'amore ma non ha avuto senso svilupparla e poi lasciarla senza un'adeguata chiusura come accade per tutte le altre sottotrame.
-Finale fiacchissimo, caldo, emotivo, con la famiglia riunita ma di 3 minuti cronometrati e molto sottotono.
- Questo lavoro avrebbe potuto chiudersi prima, diciamo al 34°, c'è uno sviluppo inutilmente drammatico, troppo trascinato con una chiusura affrettata e molto approssimativa di un problema di salute molto serio e gravissimo; finisce come una barzelletta 10 minuti prima del finale dopo essersela trascinata per tipo 3 ore. Bellissimi i dialoghi, la fotografia, stupendo il discorso sui sogni e le aspirazioni dei figli, sulla vita che non si esaurisce nell'essere soltanto genitori ma che deve avere uno scopo di per sé ma è stato tutto troppo lento e trascinato.
-Le interpretazioni non sono state tutte buone, tanto che, tutto quello che riguarda la famiglia Xin, mi sembra sganciato dal lavoro, come qualità complessiva, sembra quasi uno spaccato di un altro drama perché sono traballanti nella interpretazione e cambia ritmo e stile. Escludo da questo discorso l'attore che interpreta Xin Liang, il fidanzato della protagonista. In certe scene mi è arrivato più di Xu Kai.
-Yang Zi, molto brava come sempre ma qui personalmente non ha brillato come al solito, nonostante rispetto a molte colleghe rimanga sempre una spanna sopra, io davvero mi dimentico che reciti. Tuttavia trovo che dia poca caratterizzazione ai personaggi, ci sono sfumature diverse tra tutte le parti femminili che ho visto di lei ma non vedo grosse differenze sostanziali. A malincuore è un limite.
In conclusione Best Choice ever non è una serie per tutti. Non fa sconti, non cerca l’applauso facile né la commozione istantanea. È una narrazione pensata per chi sa apprezzare le sfumature, le omissioni, i conflitti morali che non si risolvono con un abbraccio finale ma con confronti onesti che possono ferire. È un prodotto maturo, raffinato, lontano anni luce dalle logiche commerciali del “piace o non piace”.
Una “migliore scelta”, sì. Ma solo per chi è disposto a guardare davvero OLTRE! Consiglio la visione fino al 28 o al massimo 34° episodio.
Si corre .... tra ambizioni narrative e povertà sostanziali
Serie tv di tipo arthouse (indie) del 2021, genere coming of a age (racconto di formazione)/ slice of life (spaccato di vita) e self healing che vanta un folto cast di attori con palmares di tutto rispetto: Im Si Wan è uno degli attori di squid game 2 e 3, summer strike e ha ricevuto da poco un premio per Boyhood 2024. Lei è la FL del Re e la Spia; Sooyoung è una cantante e attrice sudcoreana, ex membro delle Girls' Generation; Kang Tae-oh è stato il ML di Avvocata Woo, Potato Lab e figura anche nel cast di Doom at you service.A parte loro figurano anche altri attori di un certo spessore, tra cui Kim Seon-ho con un cameo nell'ultimo episodio.
Nonostante l'impiego di un cast di comprovata fama le interpretazioni sono state più che sufficienti ma niente di memorabile o all'altezza delle loro reali possibilità, specialmente per il personaggio principale (che mi dicono essere bravissimo), il quale ha mostrato poca variabilità emotiva, risultando rigido e con pochi spazi di libertà.
Il lavoro parla della maturazione e realizzazione professionale di alcuni ragazzi e tratta tematiche come il nonnnismo nell'atletica, gestione delle dinamiche famigliari, il mondo dello sport e delle agenzie degli idol, quello del cinema e dell'interpretariato. Non ci sono grossi drammi o tragedie, è più un percorso di formazione , riscoperta e riallineamento ai propri obiettivi e valori di vita.
C'è l'abusatissimo tropo del genitore "piovra" che considera i figli come protesi di se stesso e usa la famiglia per sostenere la carriera, pertanto scoraggia relazioni tra ceti sociali differenti imponendo matrimoni.
Il lavoro è piuttosto gradevole, si segue con difficoltà per via dei vergognosi dialoghi non revisionati e non adattati (grazie netflix!) e timing sottotitoli scadente, è noioso a tratti, non ha un ritmo, lo definirei lento.
Non è un romance anche se ci sono delle storie d'amore, tutto si concentra sulla carriera e sul superamento dei propri limiti personali.
Il protagonista principale, l'atleta Ki Seon gyeom, è un uomo apparentemente eccentrico e sui generis ma in realtà soffre di una profonda forma di alienazione personale, legata al dover corrispondere alle elevatissime aspettative genitoriali e varie forme di incuria emotiva, lasciato solo e abbandonato a se stesso è abituato a prendersi cura degli altri, trascurando se stesso, ignora i propri bisogni e le proprie necessità. Quando un compagno di squadra viene ripetutamente picchiato dai compagni scatta in lui una profonda crisi personale che lo costringe e rivalutare la sua stessa esistenza e i propri bisogni. Verrà accompagnato nel suo percorso di riscoperta da una traduttrice in bolletta che ha buone abilità interpersonali e riuscirà a indirizzarlo bene, sembra una storia d'amore, e in effetti c'è, ma visti dall'esterno questi due mi hanno ricordato un rapporto asimmetrico madre- figlio; lei è più una figura materna vicaria che una donna desiderabile per lui. Lei lo considera un bambino e glielo dirà spesso. Pochissime le interazioni fisiche (un bacio) e poca chimica tra di loro.
Run-on è un dramma che è stato decantato spesso per i suoi dialoghi ma ....personalmente li ho trovati pseudo filosofici e privi di sostanza (a parte un paio di frasi), non hanno lasciato segni dentro di me né mi hanno portato ad avviare riflessioni profonde.
Paradossalmente si parla del mondo dei traduttori e sottotitolatori di film e la traduzione di questo lavoro è pessima, priva di adattamento e con timing sballato , assurdo! LOL
Ci sono delle inesattezze quando viene costruito il set e lei non sembra un'interprete ma più un'assistente alla regia. Si parla di film ma i dialoghi sul cinema sono limitati a poche riflessioni, non bene spiegate tra l'altro. Si parla di arte ma non viene approfondito alcun senso sui significati e significanti del linguaggio pittorico.
Si parla di tante cose senza svilupparne adeguatamente nessuna, si toccano solo alcuni temi interessanti che potevano rendere questo drama un vero "arthouse" ma risulta essere incompleto e confuso.
É un drama delicato (approssimativo) e introspettivo ma senza spessore perché:
- è eccessivamente riflessivo, con lunghi dialoghi pseudo filosofici che rallentano l’azione; poco dinamico per il tema sportivo, si parla di corsa ma il ritmo narrativo si muove a malapena (LOL). Inutilmente contemplativo (di cosa poi).
- dialoghi forzatamente profondi o "pseudo-intellettuali", poco naturali e alcuni hanno davvero poco senso nel progresso delle relazioni, e non vengono sviluppati alcuni punti cruciali (la relazione tra il pittore e Seo Dan -ah non si capisce perché si sviluppa, qual è il collante, cosa vede lei nei suoi quadri "vedo te, vedo il tempo che ci dedichi".... in che modo questo dovrebbe scuotermi o colpirmi).
- manca di un vero conflitto centrale che faccia da motore alla storia e si affida troppo a interazioni quotidiane e leggere, che risultano poco coinvolgenti; i conflitti secondari poco sviluppati, anche a livello emotivo e spesso si risolvono troppo in fretta o dal nulla viene mostrata la vita di queste persone dopo la loro risoluzione, il personaggio di Wo-sik poco sviluppato nel suo tormento interiore e nella conseguente riconquista del successo, stessa cosa il rapporto tra Da- An e il pittore, o la sua famiglia.
- finale tiepidissimo, privo di impatto e sottotono per le storie d'amore che si erano sviluppate;
- musica basic, lenta e lagnosa, in pendant con il drama;
- regia e montaggio statici, con frequente uso di elissi e flashback inseriti un po' a caso.
Premio la fotografia , le scene all'aperto hanno un color grading interessante che fa respirare l'occhio, soprattutto le riprese dall'alto dei moli sul mare.
In conclusione, Run On è stato da molti apprezzato per la sua atmosfera pacata, i dialoghi introspettivi e l'attenzione alla crescita personale, ma personalmente l'ho trovato lento, eccessivamente verboso e inutilmente prolisso, con poca tensione drammatica e una gestione discontinua delle sottotrame secondarie.
Le evoluzioni ci sono ma non sono giustificate dal percorso che si vede, non basta scrivere un diario in cui annoti quello che fai o una donna che crede in te per guarire, nei confronti della quale poi sviluppi attaccamento materno scambiandolo per sentimento.
Nonostante una bella fotografia, il ritmo registico e il montaggio sono statici. Niente di “cinematografico” o innovativo come si trova in altri k-drama più recenti.
Vi avviso , dato che nessuno lo ha capito, che il personaggio principale ha un disagio psicologico molto marcato quindi consideratelo come un bambino che impara a muoversi nel mondo.
A Handbook of Fake Emotions for Confused Teenagers
A story that aims to be moving… but failsThe film follows the usual tropes of the romantic teen drama: two young protagonists slowly grow closer through small everyday moments, meaningful silences, and a shared diary meant to serve as an emotional catalyst. Sadly, the screenplay is far too formulaic and lacks originality, recycling every possible cliché from Japanese school dramas: the shy yet deep boy, the cheerful girl hiding emotional wounds, rain during dramatic moments, and love confessions written instead of spoken aloud.
The film desperately tries to be intense and poetic, but lacks both psychological depth and the narrative courage to explore real emotional complexity. The result is an atmosphere that wants to be artistic but ends up feeling artificial — almost like a parody of a “sensitive Japanese drama.”
Strengths: clean aesthetics and a delicate tone
To its credit, the cinematography is well-composed, with soft lighting, carefully framed shots, and an intimate, natural look. The soundtrack, subtle and well-matched, supports the scenes without overpowering them. The chemistry between the two leads, while not electric, has a quiet charm. Their performances aren't groundbreaking, but there’s an honest simplicity in their gestures and expressions. Overall, the film is never unpleasant, and might appeal to very young audiences or those looking for something light and inoffensive.
Weaknesses: weak plot, prefab emotions, flat pacing
The main issues lie in the inconsistent storyline and shallow, uninspired dialogue. Everything is treated with an overly serious tone that isn’t backed by real substance. It’s as if the film wants to be profound without actually having anything profound to say. The pacing is extremely slow, and instead of building tension or emotion, it often drags. Supporting characters are forgettable, and even the central romantic arc lacks natural progression or meaningful conflict.
When drama does appear, it feels forced, as if inserted out of obligation rather than growing organically from the characters. The ending offers a neat resolution but with no real emotional payoff ,it simply arrives, more out of narrative fatigue than climax.
Conclusion
"Our Secret Diary" tries hard to be moving and poetic, but gets lost in its own aesthetic ambitions and emotional shallowness. Rather than a secret diary, it feels more like a notebook filled with generic inspirational quotes. Pretty to look at, sometimes sweet, but ultimately forgettable and empty beneath the surface.
"OCCHIO PER OCCHIO, DENTE PER DENTE". REVENGE DRAMA INVERTITO.
Mi chiedo come questo cult del cinema mondiale possa avere le stesse valutazioni se non più basse di tante minchiate che avete valutato generosamente tipo love like the galaxy con sceneggiatura scolapasta o lovely runner, un collage di scopiazzature varie ed eventuali di 5 drama di successo.Questa è una sceneggiatura originale, talmente geniale da meritare l'attenzione degli americani tanto che quel mostro sacro di Spike LEE ci ha fatto un remake.
É UN CAPOLAVORO ICONICO E DISTURBANTE, terribilmente psicologico e carico di simbolismi, che tratta una moltitudine di temi "scomodi": lotte di classe, solitudine, vendetta, incesto, omertà, lotta tra pulsioni distruttive, regressioni, follia, deliri, paranoia, suicidio e lo shit storm che determina conseguenze nefaste nella società coreana.
La trama: il protagonista è Oh Dae-su, un uomo qualunque che viene misteriosamente rapito e rinchiuso in una stanza senza finestre per 15 lunghi anni, senza un apparente motivo. Quando viene improvvisamente rilasciato, scopre che la sua prigionia è solo l'inizio di un gioco perverso, architettato da qualcuno che vuole fargli pagare un debito del passato. Da qui inizia un viaggio allucinato attraverso la violenza, la paranoia e la verità, in un crescendo di colpi di scena che culminano in uno dei finali più sconvolgenti della storia del cinema.
La regia : utilizzo di inquadrature simmetriche, piani sequenza, uso simbolico del colore( nero-vendetta, rosso-regressione agli istinti primordiali e vendetta e viola-lutto che segue la vendetta)
e, sequenze d’azione iper-coreografate, come la leggendaria scena del corridoio.
La fotografia alterna tra toni freddi e saturazioni improvvise, sottolineando l’instabilità emotiva del protagonista e la distorsione della realtà che vive.
Il film esplora la relatività morale, il ruolo della memoria nella formazione dell'identità e la perdita dell’innocenza come condizione irreversibile dell’esistenza umana.
La sceneggiatura dosa con cura i silenzi, i flashback e i momenti di pura tensione psicologica.
I dialoghi hanno prodotto delle frasi iconiche su cui riflettero per i prossimi anni, sconvolgenti nella loro illuminante e lucida capacità di svelare scomode verità che riguarda tutti gli esseri umani.
PROTAGONISTI (10 & LODE) : Oh Dae-su , interpretato da un indimenticabile Choi Min suk offre una performance viscerale, a tratti animalesca, con primi piani desaturati, acconciature primitive e fuori controllo, sorriso che ricorda quasi una scimmia deumanizzata, mescola rabbia, smarrimento e struggente vulnerabilità. Al suo fianco, un villain, altrettanto indimenticabile, il cui casting è stato uno dei più azzeccati nella storia del cinema: un fascino ambiguo, elegante, glaciale che incarna il lato oscuro della vendetta, quello lucido, metodico, implacabile.
Il plot twist finale sarà uno dei più sconvolgenti della mia stessa esistenza e dei 1000 film che ho visto in tutta la mia vita, includendo produzioni turche, giapponesi, cinesi, svedesi, americane, italiane, spagnole e maestri del cinema quali Bergman, Sorrentino, Cuckor, Fellini, Anderson, Lynch, Von Trier, Kubrik, Tarantino, Nolan, Cameron, Del Toro... etc. etc.
Il tema della vendetta è qui esplorato con toni rabbiosi ma anche disperati, rivelando la sua inutilità dopo l'immediato e fugace appagamento (GENIALE).
Simbolismo: il pezzo forte di questo lavoro è l'utilizzo di simboli sapientemente selezionati e inseriti nel set che danno forza, intensità e messaggi interessanti e complementari al lavoro, caricandolo di significati profondi, sostenendo la narrazione prima claustrofobica, poi altrettanto perché anche se sei evaso "sei solo in una gabbia più grande".
Il film di Park Chan-wook è ricco di simbolismi profondi che riguardano temi come la vendetta, la prigionia, la sofferenza e la ricerca di senso nella vita. Ecco alcuni dei simboli principali:
- Il nome del protagonista Oh Dae-su in coreano può essere interpretato come "arrangiarsi un giorno alla volta", simbolo della sua capacità di sopravvivere e trovare una via in una situazione disperata.
- Il martello: usato da Oh Dae-su come arma, rappresenta come messaggio il proletariato che lotta contro un sistema crudele e oppressivo.
- La scena del corridoio: la magnifica ripresa del lungo piano sequenza in cui Oh Dae-su combatte numerosi nemici, di cui si vedono solo le sagome, rappresenta un nemico astratto, non persone reali, e la scena rappresenta metaforicamente la lotta interiore, la fatica e la solitudine della vita stessa.
- Il piatto di sannakji (polpi vivi): ordinato da Oh Dae-su subito dopo la liberazione, simboleggia la sua condizione di essere ancora "vivo" ma in una situazione di forte disagio e straniamento, come una creatura che si dibatte senza controllo. Il protagonista, vegetariano e buddista ha dovuto mangiare cinque polpi vivi, ho letto, per girare quella scena.
La scena in cui Oh Dae-su mangia un polpo vivo in Oldboy è una delle più emblematiche e simboliche del film di Park Chan-wook. Il polpo rappresenta pulsioni profonde, viscide e oscure, ma anche aspetti erotici e afrodisiaci dell’animo umano, come a dare informazioni allo spettatore del tipo di legame che intratterrà con la donna che gli prepara il piatto. Mangiare il polpo vivo simboleggia la discesa del protagonista verso la sua natura bestiale e la lotta con le sue pulsioni più intime, non un atto di dominio su di esse!
Dal punto di vista culturale, in Corea del Sud mangiare polpi vivi è una pratica reale, anche se solitamente i polpi vengono preparati in modo particolare prima di essere consumati.
Il polpo, nella storia dell’arte e della letteratura, è spesso simbolo di ossimori: è un animale che vive in profondità misteriose, metà solido e metà liquido, con connotazioni sia maschili (tentacoli) che femminili (bocca). È associato a immagini di mostruosità e oppressione sociale (come il Kraken di Jules Verne), ma anche a pulsioni erotiche e afrodisiache, come nelle opere di Hokusai o Picasso.
In sintesi, la simbologia del polpo in Oldboy unisce il senso di oppressione, istinto primordiale, erotismo e brutalità, riflettendo il tormento interiore di Dae-su e la natura viscerale della sua vendetta.
-L'utilizzo delle scale che collegano dimensioni differenti , in questo caso dell'animo umano, tra lecito e socialmente condannabile, riprendendo esher in senso metaforico per il senso di disorientamento, e la perdita del senso logico e reale, reso col disorientamento percettivo delle riprese che si focalizzano su queste scale che i protagonisti salgono con prospettive differenti, con sfondo bianco (purezza) e strisce rosse (simbolo di una purezza violata).
Quando Dae-su sale le scale mentre la verità prende forma, non sale verso la salvezza, ma sprofonda nella consapevolezza, in un paradosso visivo che sembra ricalcare la logica escheriana: ogni gradino è un passo in più verso l’abisso, non verso l’uscita.
- La frase ricorrente "Ridi e il mondo riderà con te. Piangi e piangerai da solo": è un simbolo chiave che riassume il tema della solitudine e dell'isolamento emotivo del protagonista, nonché la sua lotta per mantenere la sanità mentale.
- Tematiche taoiste e tragiche: il film riflette anche influenze della saggezza orientale, come il taoismo, e richiama concetti di trasformazione, divenire e accettazione della sofferenza come parte della vita.
CONSIGLIO? VI INVITO CALDAMENTE A VEDERLO E NON DATE MENO DI 9,5 , PERCHE' NULLA DEL MONDO DEI DRAMA HA QUESTA QUALITA' IN TERMINI DI SCENEGGIATURA, MESSAGGI, STORIA E LA REGIA É CURATISSIMA ( e siamo nel 2003).
Maestra Alfa rieduca un AD "Ormonato"
1% of Something è il remake di un drama del 2003, vintage, che però merita ben più dell’1% della nostra attenzione. É un romcom di tipo business con il solito tropo dell'amore a contratto per assecondare i desideri di un nonno (tipo business proposal) dove i contraenti finiscono per innamorarsi davvero.Sono 16 episodi di 40 minuti, circa. Aspetto che ho apprezzato moltissimo perché i drama coreani antichi normalmente sono di 76/80 minuti e ho dei fisiologici crolli di attenzione, questo l'ho seguito scorrevolmente.
La trama ruota attorno a Kim Da-hyun, un’insegnante di scuola gentile e altruista ma con la risposta pronta, e Lee Jae-in, un giovane e arrogante CEO (il vero cocky prince). Il nonno di Jae-in, impressionato dalla gentilezza di Da-hyun, decide di includerla nel testamento e obbliga il nipote a frequentarla per sei mesi se vuole ereditare l’azienda. Quello che inizia come un contratto forzato (un tropo molto caro ai coreani) si trasforma lentamente in una relazione autentica, costellata da dialoghi sinceri, situazioni quotidiane e una chimica scoppiettante.
Ho scoperto per caso questo drama molto ben nascosto e non blasonato, sottovalutato ma con ottime valutazioni (almeno su viki) e sono contenta di averlo fatto perché ero stanca di vedere i soliti cliché abusati e le solite dinamiche ipocritamente edulcorate e patinate, del tutto prive di una componente fisica o triangoli, tragedie e assurdità infilate a forza, qui per fortuna a parte qualche cliché c'è molto altro e non è inutilmente tragico o con triangoli (o quadrangoli) spesso inutili.
"1% of Something" non ha goduto di una distribuzione mainstream né di un budget da produzione netflix ma ciò che perde in clamore lo recupera in onestà narrativa. È un drama che non cerca di "reinventare la ruota", ma funziona bene proprio per la sua semplicità ben calibrata. È quasi un piccolo gioiellino vintage, con un’atmosfera familiare e confortante.
Nonostante un'atmosfera vintage che si riflette nei set e nei costumi di scena (osceni) ho ritrovato innumerevoli punti di forza:
I punti di forza
Chimica autentica tra i protagonisti: i protagonisti danno vita a un rapporto credibile, dove le dinamiche da commedia romantica sono dosate con naturalezza. La tensione evolutiva è ben costruita.
Dialoghi maturi e rispettosi: a differenza di molti drama che si affidano a incomprensioni forzate o drammi eccessivi, qui i protagonisti comunicano, si confrontano, crescono. È sorprendentemente raro.
Formato breve ma efficace: episodi più brevi che scorrono via leggeri, ideali per chi cerca una visione piacevole senza il carico emotivo dei drama più intensi.
Assenza di tragedie inutili: bella la scena, ripresa sapientemente con una prospettiva d'effetto dal valore simbolico, del protagonista bambino sotto al tavolo che vede la madre adottiva piangere e disperarsi, il messaggio elegante, è come se volesse comunicarci l'intimità del dolore da una prospettiva capovolta (come quando ti cade il mondo addosso).
Protagonista maschile non bello né rifatto ma virile, fisico, autentico, che ogni tanto mostra un lato puerile a motivo di un'infanzia negatagli, con lei si mostra dapprima oppositivo, poi tenerissimo ma anche molto fisico quando vuole. Geloso come Otello e sempre bisognoso di attenzioni.
Finale: non affrettato, sbrigativo ma molto ben approfondito e illustrate le dinamiche di questa coppia improbabile che si forma naturalmente e spontaneamente, in un modo comune , senza fronzoli e tragedie.
Dialoghi di buona qualità, alcuni molto spassosi altri più approfonditi.
Interpretazioni: buone quelle dei protagonisti principali, meno brillanti quelle dei personaggi secondari, il ML si distingue per avere connotato il personaggio di interessanti e convincenti sfumature, arrogante anche nelle gesture e i movimenti del corpo, naturale con una microespressività facciale mai calcata o eccessiva, mi ha convinto quasi sempre ma non del tutto. La protagonista è stata brava, espressiva, non eccezionale ma rispetto a tante altre facce ingessate percepivo sempre lo stato d'animo e l'emozione. Molto naturali.
Io penso che sia stato un apripista per i romcom che conosciamo oggi: molte scene sono state "riprese" e impiegate in my dearest nemesis (camminata intorno all'edificio, l'acquisto dei vestiti casual per lui per uscire insieme, l'ascolto della musica con gli auricolari....) e il bacio improvviso ponendo la donna contro il muro ( Lee Su-Ho in True beauty).
Cosa non ha funzionato:
Musiche non all'altezza , poco curate, banali e con poca scelta.
Scenografia poco curata, regia molto BASIC: a livello visivo non ha l’opulenza di drama di successo come Crash Landing on You o Goblin, ma la regia è pulita e funzionale. Nessun fronzolo, nessuna sbavatura.
Seconda parte troppo trascinata e inutilmente triste. Ho preferito decisamente la prima parte comprensiva dei primi 7 episodi, poi diventa un po' lento, ripetitivo.
Qualche taglio a volte rende forzata o inspiegabile la narrazione, esempio fine ep. 14, inizio 15° episodio.
Cliché della competitor pazza furiosa e priva di scrupoli sempre presente ma il personaggio è noioso e manca di credibilità.
Finale in picchiata libera. LO SFACELO!
Voto effettivo : 7,76.Questa seconda parte è risultata INIZIALMENTE più interessante e coinvolgente rispetto alla prima, con un ritmo più sostenuto, molte situazioni vanno sistemandosi, alcuni errori della prima versione corretti ( come l'interpretazione del ML che risulta più convincente e calato nel personaggio, le arpie della prima trovano finalmente giusta punizione per le loro malefatte ma viene chiarita anche la loro storia e l'origine del loro risentimento, sebbene sia non sense , le scene fan service sono lievemente ridotte e vengono presentate relazioni più naturali e autentiche, meno patinate, più sentite, si sente qualche dialogo più interessante e maturo).
Il ritmo fino all'ep. 40 è stato il dato di pregio di questo drama, la sceneggiatura è complessivamente molto buona, in una serie così lunga, il rischio di annoiare o risultare lenti è abbastanza alto, peccato che dal 40 inizi una lenta caduta verso il basso.... .
La seconda parte di 月升沧海 ( titolo cinese: La luna sorge sull'oceano) è più cupa, psicologica, con Shaoshang che lotta per aprire il suo cuore e la sua mente, mentre i segreti e i demoni interiori di Ling Buyi vengono svelati. La loro storia d'amore si svolge in seno alla famiglia reale, dove Shaoshang sboccia sotto l'affetto e la tutela dell'imperatrice Xuan. Questo sottopone la coppia a invidia e intrighi politici.
Non ci sono cattivi ben congegnati in questo drama: sono dei sempliciotti avidi e non particolarmente ostici da sconfiggere, finalmente vedremo il Marchese Yue da cui mi aspettavo qualcosa in più come ingegno e cinismo.
Shaoshang della prima parte è sorprendentemente troppo empatica e simpatica, Shaoshang della seconda parte è immatura e frustrante al punto da risultare antipatica, sul finale è imbarazzantemente stupida, dopo 50 episodi di ingegni si mette in situazioni che puzzano di pericolo anche allo spettatore più inesperto.
Questo perché gli sceneggiatori non hanno saputo pensare a nulla di più interessante per riavvicinarla al Ling Buyi . Il loro malinteso poggia su basi molto poco plausibili. Ok la menzogna ma il tema dell'abbandono ripetuto per 5 episodi quando ERA TUTELA, NON ABBANDONO, la messa in croce di questo povero cristo che non comprende nessuno.
Davvero insostenibile la FL, lei e il suo irragionevole egocentrismo, e appesantisce lo spettatore la sua evoluzione: da spensierata a giovane donna spenta, quasi depressa.
DI buono c'è che finalmente l'Imperatore non si occupa più solo di fare il sensale ma in questa parte anche di questioni di stato, il fatto che sia un inetto e non abbia alcuna autorevolezza è un altro discorso ma comunque le scene più comiche sono a lui riservate, questa è una novità che mi ha divertita e intrattenuta.
Interessanti le storie della Imperatrice e della Consorte Yue ( per la prima volta ho visto una donna con savoir faire, polso, risolutezza e grande onestà intellettuale e morale, chapeau). É stata una boccata di aria fresca nel novero delle pazze o passive zerbine avallate dal confucianesimo, non solo per quanto riguarda questo drama ma un po' la produzione orientale.
Gli intrighi sono interessanti e ben congegnati, i personaggi ben sviluppati e ricevono finalmente le attenzioni e le punizioni necessarie e meritate.
Wu Lei è migliore in questa parte, bravo nelle scene da combattimento e abbastanza spigliato nella scena del qin, per la prima volta vediamo un attore suonare realmente, e questo gli vale tanti applausi per come si è messo in gioco. Nonostante la sua microespressività migliori molto rispetto alla prima parte , soprattutto nelle scene con la coprotagonista femminile, modulando tono della voce e sguardo, con alcune scene molto belle e tenere di avvicinamento tra i due che mi hanno emozionato, rimango del parere che non abbia dato il giusto spessore e profondità al personaggio. Non ha quel dissidio e turbamento interiore che dovrebbe avere per quello che fa, pensa e agisce.
Il personaggio di Niao Niao, interpretato da Zhao Lusi ritrova qui una maturità e una consapevolezza di cui era priva nella stagione 1 , la sua evoluzione è stata da lei ben rappresentata, la sua interpretazione è stata buona ma non eccezionale . Il casting è azzeccato perché ha un fascino spensierato e fresco che plausibilmente si sposa con la quindicenne che dovrebbe rappresentare ma non ha dato un'interpretazione indimenticabile al personaggio, in alcune scene è stata molto brava, in altre ha avuto delle cadute (ep. 45) che mi hanno delusa. Non posso dare più di 7,5 alla sua interpretazione . Senza fare confronti, se vi sembra assurdo quando scrivo pensate alle interpretazioni di Li Yfei, Yang Zi, Zou Tong, Li Qin e Wu Jinyan....e confrontatele con la recitazione distaccata, a volte stentata , traballante , calcata di Zhao.
In termini di narrazione, proprio come la Parte 1, la Parte 2 impiega molto tempo con troppe donne deliranti e che cospirano e si sofferma nuovamente, per troppi episodi sulla famiglia Lou. Questo va a discapito della narrazione, che verso la FINE SOFFRE DI PESANTI TAGLI E DI UN MONTAGGIO APPROSSIMATIVO. Di conseguenza, personaggi come Lou Ben e Tian Shuo non sono adeguatamente sviluppati e non mi sono sentito coinvolta né negli archi narrativi di Peng Kun né in quelli del Villaggio GuO.
Non apprezzo affatto questo tipo di rappresentazione misogina e cinica del genere femminile ma compensa con le eroine di questo racconto, la consorte Yue mi ripaga di tutto.
Finale soddisfacente MA UN PO' FIACCO E AFFRETTATO (4 MINUTI) , poteva essere migliore? Sì, dato che ci sono molte scene fanservice perché non regalare un finale più "affettuoso" e sereno della vita che i nostri due protagonisti si sono faticosamente conquistati. Dal loro ricongiungimento ci sono davvero pochissime scene, il ritrovarsi non è stato PER NULLA RAPPRESENTATO. É mancata l'emozione.
Tutto sommato, ho apprezzato la scrittura di questo lavoro che sul finale rovina in picchiata.
Trovo la Parte 2 leggermente migliore della Parte 1, non riesco a dare un 8 perché le interpretazioni di quasi tutti e alcuni archi narrativi deboli, il taglio di alcune scene essenziali, il finale sbrigativo, non lo rendono un lavoro con uno spessore e una profondità tali da aspirare a qualcosa di meglio.
Farei un torto a lavori migliori.
Una Galassia di Stronze
Gradevole drama a sfondo storico, ispirato probabilmente alla dinastia Han (206 a.c/226 d.C.), a tema politico, tratto dal romanzo di Guan Xin Ze Luan, "Xing Han Can Lan, Shang Lu".Il contesto storico precisamente dovrebbe essere alto l'Han Orientale (25-220 d.C.),durante il regno dell'imperatore Guangwu (25-57 d.C.; ciò non è esplicitamente dichiarato e i nomi sono stati modificati). Come l'imperatore Guangwu, anche l'imperatore di questa storia è un imperatore fondatore che non uccide ed è benevolo con i suoi suddit
Narra della protagonista, la quindicenne Shao Shao (NiaoNiao), cresciuta senza cure genitoriali, in quanto figlia di due generali impegnati in una guerra al fronte.
Nonostante una sceneggiatura interessante che mostra il percorso evolutivo, quasi un racconto di formazione, della giovane Shaoshang (corda di cetra), interpretata abbastanza bene da Zhao Lusi, e nonostante la regia sia abbastanza curata (con momenti molto buoni e qualche falla), alcuni aspetti hanno penalizzato la mia valutazione "tirata":
- spreca troppo tempo con troppe donne deliranti e ossessionate dal ML. Questo va a discapito della narrazione.
- Wu Lei è risultato sufficiente nella interpretazione ma è mancata completamente la profondità e l'intensità che il personaggio dovrebbe avere, se lo confronto con Wang Xing Yue, di 2 anni più piccolo, ne esce pietosamente e amaramente sconfitto; stessa cosa dico della madre della FL, l'ho trovata poco performante per il ruolo sebbene inizialmente io l'abbia compresa nei suoi intenti.
- Elementi comici e tragici non sempre fusi bene insieme, danno un tono grottesco al lavoro.
- Una sceneggiatura e una regia che calcano troppo alcune scene romantiche, rendendole patinate, edulcorate, finte, a scopo fan service (esempio proposte di matrimonio plateali, senza aver creato alcunché a livello di rapporto per giustificare una mossa avventata, a poca distanza da un fidanzamento revocato, FL e ML che girano insieme roteando, mentre si fissano, il cliché della caduta abusato , tipo 5 volte su 10 incontri).
Personaggi troppo caricaturali per risultare credibili (Imperatore che si occupa di gossip e rumors, non c'è un solo discorso politico o a sostegno della nazione. Mi ha divertito ma quanto può essere credibile).
Un aspetto che non mi ha convinta a livello di scrittura : Niao Niao era stata abbandonata dai genitori, rimanendo con una nonna malata (disturbo psichiatrico), e una zia rancorosa e cinicamente sadica, non aveva appreso nulla di quello che serve per inserirsi nella società di quei tempi ,eppure, forse per sopravvivenza ,era diventata moralmente integra, con competenze architettoniche e ingegneristiche (che si basano al 60% sulla matematica). Io Boh!
Altro aspetto non convincente era il modo di rappresentare la malattia della madre del protagonista maschile, aveva sicuramente un DSPT con sintomi dissociativi regressivi: a volte sembrava in contratto con la realtà , e altre no ma in modo diverso, all'inizio la vediamo proprio in un mondo tutto suo, poi presente nel momento ma disconnessa per brevi attimi, poi presente e infine di nuovo distaccata.
Da clinico direi che c'è molta confusione sul modo di rappresentare il disturbo, NON DICO SI DEBBA ESSERE PERFETTI IN TUTTO ma dato che lo valutate 10 mi aspetto uno studio prima di caratterizzare i personaggi afflitti da disturbi psichiatrici. Lo fanno i turchi, gli americani... e credo anche noi italiani che abbiamo una recitazione penosa.
Le stronze con cui si relaziona avevano ricevuto la migliore educazione, alcune da tutori imperiali, eppure erano stronze, manipolatrici e inviperite. Questa dicotomia forse serve a dare spessore e lustro al personaggio principale ma se non mostri l'evoluzione delle stronze diventa una velata misoginia nei confronti delle donne, dipinte tutte come fredde, meschine, vendicative, ciniche, svalutanti, manipolative, alcune sadiche.
Cosa mi è piaciuto invece:
- il rapporto con la madre, conflittuale e molto ingiusto da principio si ammorbidisce e avvia delle mutuali riflessioni, la madre inoltre quando la ragazza subirà qualche torto saprà difenderla in modo aggressivo.
- il personaggio principale è intelligente, resiliente e pieno di sfumature, umano e abbastanza rancoroso.
- l'evoluzione di Niao Niao, da ragazzina ferita e pestifera all'inizio, a quasi donna matura e riflessiva alla fine. La crescita è palpabile e apprezzabile, molto ben resa.
- il rapporto con i fratelli, sebbene venga mostrato poco, gli uomini della famiglia Cheng sono tutti meravigliosi, a parte il simpatico padre che manca totalmente di spina dorsale e autorevolezza.
- il personaggio timido e remissivo di A'Yao è stato ben interpretato, e la sua dolcezza inizia a sciogliere una inaccessibile (da principio) ShaoShao.
- regia, in alcune riprese molto suggestive e caratteristiche, bellissima la introduzione nella prima puntata e l'incontro nel giardino dei Lu, l'uso delle luci e la scenografia;
- sceneggiatura interessante che non perde mai il ritmo e non annoia.
Bella idea non sviluppata nel suo potenziale...
La mia recensione (UNICA IN ITALIANO) evidenzia un punto di vista sicuramente meno entusiasta rispetto alla media ma più obiettivo e veritiero, sottolineando che questo medical drama ha un bellissimo topic e sicuramente le migliori intenzioni nel dare spazio alla malattia mentale, superando lo stigma che una società ipocrita come quella coreana impone a chi soffre un disturbo psichiatrico. Tuttavia, lo stile episodico risulta dispersivo, irrealistico e poco coinvolgente. La narrazione si concentra più sull’esposizione che sull’evoluzione dei personaggi, portando a una perdita di profondità emotiva e a una risoluzione troppo rapida di malattie serissime e non mostrando, spesso, la sofferenza che ci sta dietro. In particolare, l’arco narrativo della protagonista femminile viene trascurato nella seconda metà della serie, arrivando ad una conclusione poco soddisfacente e priva di impatto.C'è una storia d'amore inusuale che non c'entrava nulla.
I metodi di cura del ML non li ho capiti, posso essere d'accordo sulla terapia occupazionale e sui metodi della compassione ma parla di psicoanalisi e non vediamo una sola seduta col metodo psicoanalitico, buone capacità diagnostiche ma poi il trattamento era molto comportamentale. Questo solo per citare un esempio di discrepanza, come tante ne vediamo.
Hanno voluto parlare di un argomento delicato senza portarlo fino in fondo e senza svilupparne la cura con serietà.
CONTRO
**Personaggi principali: Ben interpretati ma poco approfonditi**
Han Woo Joo, interpretata da Jung So Min, viene lodata per la sua performance intensa e credibile, concordo sulla sua bravura, specialmente nelle crisi di rabbia. Anche il personaggio del Dr. Lee Shi Joon, interpretato da Shin Ha Kyun, è carismatico ma alcune sue dinamiche (come il trauma con l’ex paziente) vengono sviluppate un po' troppo approssimativamente. Ho apprezzato il casting del ML, son contenta di vedere un attore e non un belloccio e mi dispiace che qualche ignorante nelle recensioni su viki lo abbia penalizzato per l'età. A certe persone andrebbe tolto pc e connessione internet.
**Personaggi di supporto: Troppi e poco rilevanti**
Il cast di supporto risulta numeroso e poco sviluppato, con scene che finiscono per essere riempitive e non aggiungono valore alla trama principale. Non ho davvero gradito il rapporto tra i tre colleghi psichiatri, specialmente la dottoressa andrebbe radiata. Si doveva parlare della malattia mentale ma hanno avuto la meglio le dinamiche da bar e gli intrallazzi tra loro e a farne le spese è stata l'ex paziente del ML. Questa parte abbassa la mia valutazione di molto.
**Romance: Sano ma sbilanciato**
Il rapporto tra i protagonisti è descritto come sano, ma inizialmente segnato da uno squilibrio di potere, data la asimmetria del rapporto terapeutico medico-paziente. Sebbene la protagonista riesca in parte a riequilibrare la relazione, la sua crescita personale e la realizzazione personale restano poco approfonditi, lasciando un senso di incompletezza. Non era davvero necessario inserire un rapporto d'amore confuso ai fini della progressione della storia, nonché antideontologico, tra i protagonisti. Non solo, poi non si è riusciti a mostrarlo, a portarlo fino in fondo. Non proseguo per non spoilerare.
Aspetti tecnici:
Fix you ha avuto ambientazioni realistiche e sobrie, in linea con il tono medical e umano della serie. I colori sono neutri, con dettagli caldi che trasmettono accoglienza e sicurezza, riflettendo l’approccio empatico dei medici verso i pazienti. La scelta di non rendere l’ambiente freddo o asettico è funzionale a creare un’atmosfera di fiducia.
Le riprese in esterna mostrano una Seoul quotidiana, senza eccessivi virtuosismi, per mantenere il focus sulle emozioni dei personaggi.
La scenografia è funzionale, mai invadente, e contribuisce a creare un senso di realtà e intimità. L’uso della luce naturale e dei colori caldi aiuta a stemperare i temi delicati trattati dal drama.
OST
La colonna sonora accompagna le scene con discrezione, sottolineando i momenti emotivi senza mai risultare invadente. I brani strumentali sono spesso soft, con pianoforte e archi, e servono a enfatizzare la delicatezza dei temi trattati (traumi, guarigione, relazioni).
La soundtrack è ben equilibrata, mai eccessiva, e sostiene il racconto. La scelta di non strafare con effetti sonori o melodie troppo marcate è coerente con il tono "realistico" della serie.
Le canzoni sono per lo più ballad o mid-tempo, con testi che parlano di speranza, guarigione, comprensione e sostegno reciproco.
Dal punto di vista tecnico, Soul Mechanic si distingue per una scenografia curata ma misurata, una colonna sonora raffinata e un’OST che valorizza i momenti emotivi senza mai sovrastare la narrazione. Tutti questi elementi lavorano insieme per creare un’atmosfera accogliente e autentica, che accompagna lo spettatore nel viaggio di guarigione dei protagonisti.
**Considerazioni finali**
Consiglio la serie ma ti consiglio anche di non prenderla troppo sul serio o pensare che le malattie mentali vengono curate con i metodi che vedi (e per fortuna perché alcuni sono persino iatrogeni) . Interessante la rappresentazione e l'evoluzione del rapporto padre-figlio. Finale poco positivo ma troppo edulcorato e più da villaggio vacanze che da comunità terapeutica assistita.
WILD ACTING- di Selvaggio c'è solo l'interpretazione.
"Chasing in the Wild" è una serie drammatica filippina del 2024, adattata dal terzo romanzo web della "University Series" di Gwy Saludes, gli altri due romanzi sono stati già sviluppati e sono presenti su viki.La storia parla di Sevi Camero, capitano della squadra di basket proveniente da una famiglia di bassa estrazione, la madre è la segretaria di un CEO , padre di Elyse, una cheerleader ricca e viziata ma di buon cuore.
La serie è interpretata da Gab Lagman nel ruolo di Sevi e Hyacinth Callado alla sua prima, PENOSA ESPERIENZA COME ATTRICE PRINCIPALE, che interpreta Elyse, con il supporto di attori come Wilbert Ross, Heaven Peralejo e Dominic Ochoa. La regia è di Thop Nazareno, mentre la produzione è guidata da Kiko Abrillo e altri. La fotografia e la regia sono state quasi sufficienti ma molto lineari e senza proposizioni moderne. Anzi è forte l'influsso telenovelas anni '80, con la differenza che gli attori allora erano molto più bravi.
Come tutti penso che l’adattamento è meno profondo rispetto al romanzo originale, con temi come l’abuso e i problemi familiari per nulla sviluppati mentre poi viene rappresentato un po' dopo metà serie un risvolto tragico che sembra totalmente fuori luogo rispetto a quanto era stato finora visto, mentre è una conseguenza naturale delle dinamiche rappresentate nel romanzo. Il personaggio del padre di Elyse è stato rappresentato diversamente rispetto al libro, e alcune scene romantiche sono state imbarazzanti (primi baci).
Sul finale da casti che erano diventano tutti volgari e spinti nel linguaggio. Boh!
Anche la recitazione nelle scene più intense è mediocre.
Come interpretazione salvo solo IL ML, con la sufficienza.
I personaggi secondari senza una vita e uno scopo: vivono solo per parlare della storia d'amore dei due protagonisti. Ridicolmente presentati. Ognuno di loro ha avuto uno spazio nei lavori precedenti: Rain to Espana e Safe Skies, Archer. Gli sviluppi si ritrovano in questo lavoro ma molto abbozzati, molto poco approfonditi.
Finale soddisfacente.
I momenti tra Ely e Sevi sono stati i più riusciti, probabilmente la parte migliore della serie, anche se la recitazione generale lascia a desiderare. Il ritmo dei dialoghi è spesso lento e innaturale, con Ely che allunga ogni sillaba senza motivo apparente. Il pianto è risultato poco convincente, quasi comico, con lacrime che sembravano eccessive. Anche i pensieri di Ely, spesso narrati, suonavano come battute di copione lette a voce alta, poco spontanee.
In sintesi, la storia d’amore è carina, accompagnata da una colonna sonora rilassante ma che alla fine viene a noia. Purtroppo, tutto il resto risulta poco convincente o addirittura deludente.
Crescere insieme e sostenersi per superare gli ostacoli della vita
Se potessi riassumere i valori e il messaggio di questa storia sarebbe quello espresso nel titolo perché si parla di legami famigliari ma anche di un legame d'amore che diventa risorsa per entrambi i partner, trasformandosi e diventando reciprocamente punto di riferimento l'uno per l'altro.The Oath of Love è basato sul romanzo "Affido a te il resto della mia vita a te" o "Dammi molti insegnamenti" se vogliamo tradurre letteralmente, (余生,请多指教) di Bo Lin Shi Jiang (柏林石匠).
Questo drama è incentrato su una storia d'amore mutualmente formativa tra un chirurgo addominale, gastroenterologo e una violoncellista in erba (22 anni). É la tipica rom-com, nonostante sia un prodotto cinese, ho notato molti influssi da K-drama sia nelle modalità con cui nasce la storia, sia nel problema che li avvicina, sia nella gestione delle emozioni da parte di lui e la presenza di rivali e scene di gelosia.
La sinossi su Viki è parzialmente sbagliata: Lin Zhi Xiao (Yang Zi), la protagonista femminile, è una studentessa universitaria al terzo anno di violoncello. È energica, positiva sebbene impulsiva e spesso arrabbiata, dispersiva con i propri obiettivi, spesso distratta da altro. Ha un rapporto molto conflittuale col padre, un ex preside che la tratta come una scolaretta indisciplinata e che viene chiamato per nome , non Papà. Il percorso porterà un avvicinamento, una comprensione e una comune dimostrazione d'affetto.
L'amore della famiglia è insostituibile nella vita di una persona. Questa è un'importante lezione di vita che questo drama ci insegna. Le situazioni difficili possono renderci più maturi in tutti gli aspetti della vita. Questo è ciò che Lin Zhi Xiao e la sua storia ci insegnano.
Gu Wei (Xiao Zhan), il protagonista maschile è un medico molto capace, rigido, coartato, vive per il lavoro, pertanto vive i problemi e le battute d'arresto come fallimenti personali con conseguenti problemi d'ansia. Alla fine, dopo aver incontrato la nostra protagonista, impara a guardare i problemi da un'altra prospettiva ed a imparare da questi.
Gu Wei ha una personalità fredda e distaccata, ma in realtà è molto premuroso e disponibile verso i pazienti, vive per loro. Lin Zhi Xiao, d'altra parte, è apparentemente irruenta ed infantile ma sotto sotto è tenera e matura. Lo sviluppo del personaggio di Lin Zhi Xiao è uno dei più marcati nella serie mente, per quanto riguarda Gu Wei, che ha una differenza di età di circa 9 anni con la protagonista (31 anni), non cresce ma si ammorbidirà nel suo modo di vivere i rapporti e modificherà l'approccio ai problemi e la visione delle relazioni.
Le loro personalità sono molto distinte ma il loro modo di incastrarsi e di apportare un genuino contributo l'uno nella vita dell'altra sono l'aspetto affascinante del loro rapporto.
La storia d'amore presentata in questo drama è sana e consensuale: nessuno si impone sull'altro e dichiarano i propri sentimenti reciprocamente, già questo fa intendere il tipo di rapporto che avranno: simmetrico, tra pari.
Nonostante i 9 anni di differenza d'età tra i personaggi, lo sviluppo romantico della trama è molto naturale: lui si adatta al suo modo di vivere e la storia e procede al suo ritmo inesperto, rispettandone tempi e desideri.
Parallelamente, viene illustrato il rapporto dei nostri protagonisti con le famiglie: mentre una ha una famiglia supportiva , calda, sebbene il padre sia apparentemente distaccato e squalificante, l'altro ha una famiglia fredda e asettica di medici alle spalle, che si trattano come colleghi e intimano al ML le scelte da compiere, professionali e sentimentali senza supportare e aiutare veramente il protagonista.
Entrambi i percorsi subiranno delle evoluzioni, soprattutto nel rapporto che la nostra FL intratterrà col padre, un rapporto intimo e molto sofferto che viene illustrato con grande delicatezza e sofferenza in modo composto e intenso. La scena di lei in macchina che piange in silenzio sulla spalla del padre è di una bellezza disarmante. Solo Yang Zhi avrebbe potuto renderla con quella forza disperata che mostra affetto ma anche compassione per il loro rapporto e la salute del paziente. Questa famiglia che mette da parte i problemi e si riscopre unita quando la vita li pone di fronte alla morte.. .
Gli amici invece non li ho apprezzati, oltre a essere infantili e dare pessimi consigli propongono un ideale di relazione tossica e invischiata che non aiuta la relazione tra i protagonisti. I rivali , maschili e femminili, sono fastidiosi ma non troppo, sapranno mettersi da parte evitando di cadere troppo in basso, nonostante la SL illustra un tipo di donna fastidiosa, in quanto manchevole di elegante dignità, contrapposta ad un aspetto impeccabile (fortuna che si toglie di mezzo intorno al 16°). Purtroppo i cinesi propongono sempre questa tipologia di bitches a motivo del loro sessismo che disvela una malcelata misoginia. Se ci fate caso i rivali maschili non sono mai illustrati in modo meschino, misero e cinico. Capiscono che se non vengono scelti il motivo non è la presenza di un altro ma è legato a loro stessi.
Recitazione: Sia Xiao Zhan che Yang Zi offrono interpretazioni eccellenti, soprattutto nelle scene intime e di confronto. Hanno capacità interpretative molto buone, eccellenti per YG ,alla cui interpretazione darei 9. Xiao Zhan non è altrettanto bravo e versatile, secondo me, ma lo preferisco in questa parte che in altri lavori dove tende a fare il gigione, ossia a calcare la recitazione in senso innaturale.
La loro alchimia era comunque molto buona e e le loro interazioni erano cute da guardare, il che, unito alla naturalezza del loro rapporto mostra una coppia realistica come tante ne possiamo vedere in giro. É mancata totalmente la passione in questo loro rapporto, ma questo lo imputo alla giovanissima età della protagonista e al divario d'eta tra di loro; lo spettacolo inoltre ha un messaggio preciso e lo rimarca spesso: l'amore concreto è quello che unisce due anime che scelgono di condividere la vita, è quello che resta dopo la passione, è la bellezza di "una coppia anziana che cammina nel parco" dopo tanti anni, ancora uniti e insieme.
Del resto, tutto, sia la musica che il trucco e l'abbigliamento della protagonista (vestita prevalentemente di bianco e con colori tenui, color pastello) fanno pensare ad una storia "delicata" e "bianca" (attenzionate che non c'è mai un accessorio rosso a parte il rossetto, lei vestirà di rosso solo dopo il matrimonio, a motivo di un "upgrade" che ora le viene concesso, l'accesso alla sessualità). Io penso che un tocco di passione in più non avrebbe guastato, a completezza del rapporto, nonostante ci sia una scena di loro che si risvegliano con abiti differenti, e fa pensare che forse sia successo qualcosa, lasciando il dubbio e mai la conferma.
Adorabili i siparietti romantici alla fine di quasi tutti gli episodi: servono a smorzare la tristezza degli episodi tristi e a connotare di tenerezza e humour la relazione tra i protagonisti.
Colonna sonora buona ma non indimenticabile: crea un'atmosfera delicata, tenera, di grande tepore con molta semplicità come il rapporto tra i due protagonisti. Nessuno dei protagonisti è stato doppiato e loro stessi hanno prodotto tre canzoni della OST (Yang zhi lo fa sempre):
- "The Oath of Love (余生,请多指教)" (Sigla) di Xiao Zhan e Yang Zi (È stata incredibile per la combinazione delle loro voci, ed è la mia preferita).
- "The Greatest Fortune (最幸福的幸运))" di Xiao Zhan
- "Somebody Liking Someone (一个人喜欢一个人))" di Yang Zi.
Il pezzo forte di questo lavoro è la sceneggiatura che non diventa mai incoerente, costruisce dei personaggi abbastanza credibili, certo ha delle falle logiche di cui voi stessi vi rendete conto ma non è mai brutalmente drammatica, mostra la vita e le relazioni con i suoi alti e bassi e la qualità dei dialoghi è davvero molto buona.
Del resto YZ non accetta sceneggiature a caso!Dove c'è lei hai certezza di un lavoro di qualità, ben scritto e ben diretto. La regia è semplice e molto lineare ma questo ordine serve a rendere una semplicità della vita, senza personaggi troppo complicati e complessi, io penso.
COSA NON MI É PIACIUTO:
1) Assenza di fluidità tra le parti in cui la FL mostra una maturità inconsueta per i suoi anni, e le parti in cui è solare e spensierata in cui quasi subisce una regressione, a livello comportamentale.
2) Rapporto troppo platonico tra i due, anche dopo aver concretizzato e stabilizzato la relazione, ok lei è giovane ma lui ha 31 anni e delle sue necessità. Se la relazione è simmetrica devono trovare un punto di incontro anche su questo punto, non lui che si adegua sempre alle sue necessità (ma capisco che l'utenza è femminile e il QI sia basso, pertanto confezionano l'immagine di un principe azzurro paziente, con gli ormoni di un cane morto).
3) casting, non ho mai avuto percezione dei 9 anni di differenza dei protagonisti, lui non mi sembra così grande e lei così piccola, visivamente sembrano due coetanei, il team trucco doveva fare qualcosa in più, o lui ingrassare un po' per avere un fisico più pesante e maturo, dare quella percezione di solidità austera che ti viene con l'età, e non solo con la professione. Lei non subisce una evoluzione estetica marcata, avrei dato mezzo punto in più se alla fine lei diventava quella che è oggi, capelli neri e un fisico più asciutto, un trucco più maturo.
4) Questa è una mia preferenza: mi sarebbe piaciuta una storia meno lenta nell'avvicinamento e nella formazione del legame, sono due impediti, teneri ma impediti. Una volta messi insieme avrei voluto vederli più complici e impegnati in confronti esistenziali come all'inizio, invece quel rapporto si perde, parlano di stupidaggini e quando il tono diventa più serio è lui a rassicurarla e ad aiutarla , si perde quell'aspetto di negoziazione mutuale dei significati e della realtà, e quando si recupera lei è troppo brusca e concentrata sui suoi sentimenti feriti. Ma questa parte io l'avrei proprio evitata: nel senso, lui avrebbe dovuto informare lei di quanto gli stava accadendo e lei scuoterlo in quel momento lì, aiutandolo come poi ha effettivamente fatto. Apprezzabile tuttavia che non sia una donna che se ne sta con le mani in mano come tante protagoniste di cdrama che purtroppo VENGONO mostrate.
Nonostante i suoi difetti, è una serie molto buona che mi sento di premiare con una valutazione più generosa nel complesso, rispetto a molti altri modern cinesi è di un gradino sopra per regia, abilità interpretative, sceneggiatura. É in grado di trasmettere messaggi senza diventare mai eccessivamente deprimente.
In conclusione, "Oath of Love" è un cdrama che consiglio a chi ama storie romantiche con un tocco di realismo e profondità emotiva. È una serie che invita a riflettere sui valori dell'amore e della resilienza, lasciando un'impressione positiva durevole negli spettatori.
ennesimo palace harem, ma fantasy!
La particolarità del lavoro è nel presentare un contesto che è quello delle concubine-mogli legittime dei vari principi in modo totalmente opposto rispetto a quanto siamo abituati a vedere, qui infatti non c'è meschinità e competizione ma amicizia e solidarietà anche tra concubina e moglie legittima dello stesso principe.E' un elogio della femminilità e dell'intelligenza femminile.
Un drama carico di positività, umorismo, bella sismance, scene esilaranti e amicizie nel vero e proprio senso del termine con un cast quasi esclusivamente al femminile.
Trattasi di una commedia esagerata e farsesca, molto calcata in certi momenti ma tutto sommato mi ha dato dei momenti di respiro dalla visione di scene drammatiche negli ultimi lavori che ho seguito nonostante il ritmo per me non sia sempre buono,mi sono annoiata in alcuni momenti e in altri mi distraevo staccando spesso perché nonostante l'idea sia buona la resa non è stata troppo coinvolgente, forse perché il lavoro manca di serietà laddove ci sarebbe dovuta essere perdendo di intensità.
"New Life Begins" è più uno spaccato di vita che una storia d'amore, CHIARIAMO. La storia d'amore principale è strutturata male, ci sono i primi 8 episodi di avvicinamento e poi a parte qualche sporadica interazione tra i protagonisti questa si svilupperà 2 anni dopo (dall' ep. 32). Nonostante i protagonisti siano una coppia che si ama da molto tempo si comporteranno come amiconi per la maggior parte del lavoro e questo ha tolto molta intensità e interesse almeno personalmente che non sono riuscita a concentrarmi solo sulle dinamiche femminili, forse perché avevo appena visto flourished peony che parla di emancipazione femminile con un altra qualità e serietà, quindi per me era come gustare la stessa ricetta ma insipida.
La trama non propone nulla di nuova rispetto ai drama a tema storico cinese. Due principi combattono per l'attenzione del re e per il trono, il re è un padre inutile che cerca di bilanciare il potere di tutti i principi e il man lead è stato abbandonato e poco considerato dai genitori.
L'elemento di novità è appunto l'amicizia che riescono a stringere tutte le concubine e le mogli dei principi, ogni donna con una personalità e un tipo di legame matrimoniale diverso : l'indipendente, la dipendente, la donna pacata e introversa, la calcolatrice, la vivace e appassionata protagonista (con dipendenza da carboidrati complessi e zuccheri semplici), la viziata principessa adottiva che compirà un'evoluzione marcata, le 24 concubine del terzo principe insieme alla moglie legittima, femministe, libere, forti, intraprendenti e anticonformiste.
Il tema non è solo l'amicizia assoluta e il sostegno ma le iniziative che questo gruppo decide di portare avanti a favore delle donne e la loro intraprendenza imprenditoriale, non si contentano infatti di gestire le residenze bensì vogliono realizzarsi anche nel privato, affrontando le vessazioni e i pregiudizi beceri della loro epoca storica: verranno trattati temi attuali come il divorzio, la depressione post partum, la condivisione del marito con altre donne, la mancata accettazione da parte dei suoceri con atteggiamenti di esclusione e di evitamento.
La recitazione è piuttosto buona, soprattutto per la FL, e anche la donna che propone non è fastidiosa sebbene all'inizio l'abbia un po' avuta in antipatia per la sua ingenua quasi stupidità dopo si è riscattata ai miei occhi per un fare sicuro e ottime abilità comunicative. Il ML è stato un po' deludente, non so se è stato diretto male ma l'attore quando c'è da mostrare gioia o disperazione non spinge con l'espressività, ed interpreta un marito gentile, corretto e irreprensibile ma questo è quanto, non ha nulla di carismatico o affascinante, non ha quel quid che lo rende riconoscibile e indimenticabile.
Sceneggiatura buona e ottima scenografia e utilizzo del colore, sia nella caratterizzazione dei personaggi sia nelle riprese degli interni, belle alcune riprese degli esterni con le sagome che camminano in controluce e alcune inquadrature dei dettagli. Costumi , parrucche e carrozze molto buone.
Molto sereno, disteso e positivo il finale, non sbrigativo ma dispiegato negli ultimi due episodi.
La vita matrimoniale è molto ben illustrata anche nel loro viversi fisicamente.
Cosa non mi è piaciuto:
1) Come hanno raccontato il percorso di questa storia d'amore, non è ben distribuita nel racconto ma concentrata all'inizio e alla fine ,perdendosi al centro; alla fine lo spettatore, annoiato, non si immedesima più di tanto. C'è tempo per ogni cosa, se una coppia si lascia andare dopo due anni di matrimonio, quanto è credibile che la passione e il batticuore siano quelli del principio?!?
Il risultato? Una riunione tiepida e non credibile!
2) La recitazione è stata sempre sul lato umoristico, finendo per peccare di intensità e credibilità in alcune scene che meritavano qualcosa in più (fa eccezione la seconda moglie e il secondo marito, quest'ultimo più bravo del man lead secondo me) per provocare un trasporto emotivo nello spettatore, invece mi son ritrovata a seguire con divertito distacco e altalenante interesse le vicende proposte.
3) Fantasy che manca di totale attendibilità storica, l'utilizzo di alcuni oggetti di scena non è possibile essere del periodo.
4) Eccesso di temi trattati senza approfondirne nessuno anzi banalizzandone alcuni molto delicati come la depressione post partum.
Questo è un drama perfetto da guardare come pausa quando hai visto troppi lavori drammatici. Niente è troppo serio o angosciante, con molto umorismo. Non ci sono scene troppo impegnative da guardare o problemi che si trascinano a lungo. L' idea era molto buona, bisognava solo dare un po' di serietà in più in alcuni momenti e pretendere di più dalle interpretazioni dei protagonisti, infine montare la storia d'amore nella parte centrale.
UNA SCOPIAZZATURA LOW BUDGET CON ALCUNI STRAVOLGIMENTI (ma quelli sbagliati)
English version: I didn't think they would ever be able to give a distribution license to this work which seems to have been shot by kids with a cell phone. The actors are mediocre, poorly dressed and the environments are very modest, the same goes for the photography and the set design.The acting is stunted, very slow, devoid of emotional components. The female protagonist makes such grotesque and caricatural expressions that you can see her acting a thousand kilometers away.
The only one less mediocre than the others is the grandmother.
The plot follows the original one slavishly, there was no rewriting work. Korn is even dressed in the striped sweater like Nam Do San and the business card with slightly darker and horizontal primary colors, not arranged vertically (this is the degree of freedom that the director allowed himself).
The three engineer friends in this version lack the weight and initiative they had in the Korean version, where they almost become protagonists in some episodes, here they are supporters who give ideas and have no weight in the story.
Let's tal about the love story between the protagonists which is the strong point of the Korean version: here there is no love story, the drama starts in an almost identical, but badly done way, as the protagonists.
The actress is interested finding her childhood love again but she isn't in love with it as Bae Suzy. The male protagonist had already noticed her many times (and this is the only difference that I personally appreciated compared to the Korean version). Well, this series is all about entrepreneurial success, there will be no emotional dialogues, apart from the phrase "sailing without a map", the same dialogues but with the romantic parts cut out or lasting a few seconds.
THE FEMALE PROTAGONIST WILL NOT CHOOSE ANYONE. SHE WILL NOT HAVE A LOVE AFFAIR WITH ANYONE. NOT EVEN A KISS. The only semi-romantic scene is the head resting on the shoulder. END.
A work that lacks intensity, credibility, conviction, coherence. ONE WORD... TERRIBLE! I wouldn't even have welcomed him on a streaming platform.
Non pensavo che avrebbero mai potuto dare una licenza di distribuzione a questo lavoro che sembra girato da ragazzi con un telefonino. Gli attori sono mediocri, mal vestiti e gli ambienti sono molto modesti, idem la fotografia, la scenografia.
La recitazione è stentata, molto rallentata , priva di componenti emotivi. La protagonista fa delle espressioni così grottesche e caricaturali che si vede lontano un migliaio di km che recita.
L'unica meno mediocre degli altri è la nonna,.
La trama segue pedissequamente quella originale, non c'è stato nessun lavoro di riscrittura. Korn additittura vestito col maglione a righe comeNam Do San e il biglietto da visita con i colori primari un po' più scuri e orizzontali, non disposti verticalmente (questo è il grado di libertà che la regia si è concessa).
I tre amici ingegneri in questa versione mancano del peso e dell'iniziativa che avevano nella versione coreana, dove diventano quasi dei protagonisti in alcuni episodi, qui sono dei supporter che danno idee e non hanno peso nella storia.
Veniamo alla storia d'amore tra i protagonisti che è il punto forte della versione coreana: qui non c'è nessuna storia d'amore, il drama parte in maniera pressocche identica, ma fatta male, dei protagonisti.
L'attrice è interessata a ritrovare l'amico di infanzia ma non è presa come Bae Suzy, Il protagonista maschile invece l'aveva già notata molte volte ( e questa è l'unica differenza che personalmente ho apprezzato rispetto alla versione coreana). Ebbene questa serie è tutta incentrata sul successo imprenditoriale, non ci saranno dialoghi emotivi, a parte la frase "sailing without a map", dialoghi uguali ma con le parti romantiche tagliate o che durano qualche secondo.
LA PROTAGONISTA NON SCEGLIERA' NESSUNO. NON AVRA' UNA STORIA D'AMORE CON NESSUNO. NEMMENO UN BACIO. L'unica scena semi romantica è la testa poggiata sulla spalla.FINE.
Un lavoro che manca di intensità, credibilità, convinzione, coerenza. UNA SOLA PAROLA... TERRIBILE! Non lo avrei neanche accolto su una piattaforma streaming.
L' AMORE TRA LA FATA E IL DIAVOLO CHE DIVENTA MARTIRE (per amore della fata).
Un bel fantasy ( per me non è nè uno xianxia né un wuxia) ispirato alle classiche leggende orientali che valorizza il ruolo della donna (uno dei pochi) e tratta riflessioni sull’amore, sulle emozioni e e sull’inutilità delle guerre, sul pregiudizio tra i popoli. Apprezzabile che non ci siano malintesi continui e problemi di comunicazione che normalmente affollano questo genere di drama storici.Ci sono sentimenti feriti, rimpianti, sacrifici, amori non corrisposti, gelosie , evoluzioni e crescite talmente estreme da risultare improbabili, ok the power of love ma non puoi stravolgere la personalità di una divinità millenaria.
La storia d’amore poteva essere più vissuta e approfondita sul finale, per questo non do 10!
L'inizio è spensierato come in ogni drama, gli scenari sono ben fatti e sono fiabeschi, certe illustrazioni delle sigle mi ricordano le carte del DIXIT, ottima fotografia e scenografia, ottima OST.
Un po' noiose le avventure nel regno mortale, ma questo è soggettivo, ogni arco narrativo dura in media circa 7 episodi, e il drama va diventando sempre più impegnativo , serio, drammatico.
Questi due si innamorano quasi subito ma necessiteranno di più di mezzo drama per capirlo e accettarlo, dopo essersi promessi invece di mostrare felicità e trasporto sembrano cupi e molto spenti per la quantità di difficoltà e prove a cui vengono continuamente sottoposti. La parte più bella infatti è rappresentata nei primi 9 episodi e in quelli che vanno dal 26 al 28., dal 28 è una tragedia continua.
Finora ho letto solo recensioni positive. Le persone sono soddisfatte della recitazione e della storia, ma ci sono molti aspetti che vorrei sottolineare e che hanno penalizzato la valutazione.
RECITAZIONE: Sia i protagonisti principali che i secondi protagonisti sono stati abbastanza credibili nei loro personaggi e i principali sono stati divertenti e abili nello scambio di ruoli (Dylan Wang meno bravo di Ester in questo aspetto).
Lo show è molto basato sulle emozioni, sia dei personaggi che del pubblico, e questa è la motivazione di una valutazione così alta ed entusiasta che porta a trascurare le criticità .
Non c'è stata molta cura nella caratterizzazione dei personaggi: il dio celeste, subdolo, manipolativo e uno stratega ingenuo,ambizioso e privo di emotività , ho visto imperatori migliori. Qui compie delle scelte che spesso non hanno senso , ed è del tutto privo di capacità oratorie. Perdona in un nano secondo quando fino a pochi secondi prima stava per condannare a morte appena si verifica un risvolto che può utilizzare per ottenere dei benefici, senza provare a manipolare la corte dei suoi sudditi che manca del tutto di pensiero critico e si inchina e ripete le sue parole con fare ossequioso.
Penso che sia l'opera che più ha dipinto gli abitanti del regno celeste come delle amebe STUPIDE E prive di personale iniziativa , nessuno escluso. Forse la fata Dayin è l'unica che salvo da questo discorso e il Nobile Ronghao che è stato il migliore in quanto a intensità e recitazione ma non è del tutto appartenente al regno celeste.... quindi lo escludo dal discorso.
Il Dio della Guerra che avrebbe dovuto essere il dio più potente poteva essere facilmente sconfitto da chiunque. Non ha mai vinto nessun combattimento. Aveva un potere sigillato dal fratello che però aspettava il matrimonio con la dea per liberarlo. Che senso ha??? Perché farne il dio della guerra???
Nel suo arco umano poi perde ogni qualità che aveva diventando ingenuo, pigro, indolente, stupido. Generalmente le divinità quando vanno a fare le tribolazioni mantengono un'aura , delle qualità superiori.
Effettivamente se penso ad Eternal Love mi rendo conto che anche l'alta dea diventa una donna stupida nella tribolazione mortale ma era del tutto stupida, beona e annoiata anche come divinità.
Il dragone nero è stato caratterizzato come il personaggio più stupido mai visto, ed avrebbe dovuto essere il consigliere e protettore del più POTENTE CATTIVO esistente nei tre regni. Non ho capito perchè raccontava segreti importanti al fratello del protagonista.Non protegge nessuno nei momenti importanti! È stato mostrato abbastanza potente e incredibilmente maestoso nella sua forma di drago ma solo UNA VOLTA!
Una bella delusione devo dire. La sua storia con Jeili è stata dipinta stupida al punto da non provare neanche tenerezza per questa coppia che mi è risultata noiosa da seguire. Lei era piuttosto avida e manipolatrice e la loro storia segue delle evoluzioni incomprensibili, che non vengono mostrate, viene solo mostrato il risultato finale e allo spettatore tocca immaginare o provare a indovinare cosa sia successo per determinare quel risultato.
Dongfang Qincang è il Nobile Supremo, possiede un potere sconfinato mostrato superbamente con gli effetti speciali, ha un'immensa potenza ma rispetto a molti altri personaggi meno potenti visti in altri drama è anche il meno sveglio. Normalmente quando sono potenti sono anche molto scaltri, intuitivi, capaci , lui è solo potente! Non è colto come ci si aspetterebbe da parte del NOBILE SUPREMO , che ha vissuto centinaia di migliaia di anni e che dovrebbe avere un'altissima comprensione e conoscenza del reale dato che padroneggia superbamente l'arte magica. Come fa a non rendersi conto di tante cose... dell'aura della protagonista per esempio, o ha bisogno di manuali antichi per capire come prendersi cura di una pianta... . Come fa a non togliere immediatamente la maschera al cattivo della serie se con uno schiocco di dita può distruggere un regno?!?
Il personaggio di Donfang INOLTRE compie un'evoluzione troppo estrema per la brevità del drama, da demonio a martire... non c'è un' evoluzione poi nel modo in cui dimostra il suo amore a livello di espressione facciale rispetto ai primi episodi, mentre caratterialmente diventa un'altra persona, forse perché privato dei propri poteri e quindi fragile ,oltre ad aver recuperato un'emotività di cui comunque manifestava molte tracce nei suoi primi scambi con la protagonista, a livello di espressività facciale di uomo innamorato non ha saputo manifestare un coinvolgimento pieno e travolgente quando deve baciarla o quando la guarda, bravissimo invece nel manifestare gelosia, possesso, insofferenza e disperazione della perdita.
Come ogni divinità può scomparire e riapparire in qualsiasi angolo però quando riesce a coltivare una pianta sul finire del drama , che diventa altro... quando vede la trasformazione a distanza si mette a correre invece di utilizzare il potere e andare a controllare immediatamente=
Aveva bisogno di un artigiano di giada per ricopiare la sala siming mentre nello Xian, detto fatto, sotto suggerimento di Shanqe la prepara in men che non si dica. E come ? Magia ?Ma se ha molto meno potere rispetto a prima... .
Nei suoi sogni lui è sposato con la fata da 500 anni ma non si vede l'ombra di un bambino... per 500 anni quest'uomo avrà un rapporto solo platonico con lei?!?
ASPETTI CHE HO APPREZZATO: Ho adorato il modo in cui hanno mostrato le emozioni tutti i personaggi in modo così plausibile da giustificarne le azioni. Non c'è dubbio che tutte le scene siano state sempre caratterizzate in senso emotivo.
Ho apprezzato il cambio di ruoli, mi appassiona questo topic, lo scambio dei corpi, sebbene sia molto breve , io pensavo che durasse diversi episodi, invece solo uno nella parte quasi centrale, e 6 minuti all'inizio.
I costumi dei protagonisti mi sono piaciuti immensamente, più che in qualsiasi drama finora visto perchè sono su base storica ma con molte libertà e sperimentazioni fantasy.
Stessa cosa per le ambientazioni e i panorama. Soprattutto albe, tramonti, sfondi lunari e la sala siming.
FINALE VERAMENTE AFFETTATO: Questo è uno dei tanti drama con finale breve, io penso che questa volta abbiano davvero estremizzato il tempo di chiusura. Dura 15 secondi davvero, senza se e senza ma.
C'erano 36 episodi e non 40 come normalmente nelle altre serie però si potevano modificare alcune scene di flashback o accorciarne altre che riguardano personaggi secondari e aumentare il tempo destinato ai protagonisti principali. ALTRO TALLONE D'ACHILLE E' IL MONTAGGIO DI QUESTA SERIE.
Per concludere, vale la pena guardarlo sia per le risate che per vedere qualcosa di diverso rispetto ai classici xianxia, non è troppo drammatico ed è adorabile per i personaggi. I due protagonisti nella vita reale sono molto amici e forse questo ha penalizzato un po' la chimica tra loro, nel senso di risultare poco coinvolti e credibili nei baci (brevi e poco intensi, lei con le labbra quasi serrate) e nei contatti fisici.
UN DRAMA TIEPIDO CON ATTORI CHE NON CONVINCONO
Si tratta di un winxia di continui intrighi e CORRUZIONE nella corte imperiale con attori e soluzioni POCO CONVINCENTI (wunxia).La protagonista, a seguito di un incidente, prevede il futuro e cerca di evitare di sposare il protagonista maschile di cui ha visto la fine, convinta porti sfortuna (già questo incipit fa capire quanto il lavoro sia un surrogato di cliché e di soluzioni narrative già viste e abusate).
La storia inizia bene , con ritmo serrato, belle le iniziali interazioni tra i due e il corteggiamento inusuale di lui, l'egocentrismo di lei. Ovviamente come in ogni drama cinese la protagonista è immatura e infantile e maturerà nel corso degli eventi.
Il tema della premonizione onirica che pensavo sarebbe stata centrale nel drama (citata persino in sinossi) occupa davvero pochissimo spazio, è più presente agli inizi e in un episodio, prima della parte centrale. Poi si eclissa fino a scomparire, non dando possibilità allo spettatore di capire cosa accada perché questa donna smetta di sognare il futuro.
La sceneggiatura e i dialoghi non mi hanno completamente convinto, la colonna sonora è gradevole, anche certe riprese con i chiaroscuri durante i combattimenti sono molto belle. I combattimenti molto scenici e di impatto, quelli mi hanno convinto sebbene i voli verso l'alto nell'appoggio dei piedi sono un po' ridicoli (quando fanno il passetto su una scala a pioli o quando camminano sull'acqua).
La storia è molto ingarbugliata con una quantità incredibile di nemici, da ogni parte, alcuni di loro si alleano e mai, come in questo lavoro, una parte di loro è rappresentata da gente stupidissima, così stupida da risultare fastidiosa (la cugina del protagonista penso abbia qualche disagio intellettivo viceversa non si spiega, il fidanzato promesso della protagonista è chiaramente un soggetto psichiatrico con un disturbo serio della personalità).
I protagonisti che su carta dovrebbero essere svegli e intelligenti, forse se li raffronto a quelli del precedente drama seguito, mi sembrano addormentati e molto ingenui , lenti di comprendonio, tanto da non cautelarsi e subire spesso le angherie dei nemici e non disvelare immediatamente alle identità dei loro persecutori ( perché una maschera non nasconde l'identità, parliamoci chiaro).
Uno dei cattivi (IL PRINCIPALE) non mi ha completamente convinto, è diciamo il personaggio peggio caratterizzato di tanti lavori finora visti, come al solito è innamorato della protagonista ma sembra più che altro bloccato nel passato, che ansioso di viverla nel presente, egli non ha emotività e sfumature che lo rendano interessante e non è totalmente entrato nel personaggio, inoltre fa ripetutamente del male alla protagonista che non ha mai desiderio di ucciderlo (INVEROSIMILE).
Ci sono molti buchi narrativi in questo lavoro, gente che si salva miracolosamente e viene spiegato in un modo poco credibile, intrighi che non hanno alcuna base per riuscire, soluzioni e suggerimenti che non hanno senso e di cui non si intravede lo scopo. DEVO DIRE FATTO MALE MALE MALE, tradotto anche maluccio in lingua italiana.
Come in molti cdrama questa storia origina da un grosso malinteso, e penso che i cinesi, almeno storicamente, siano il popolo più incapace di comunicare della storia, in modo chiaro, onesto ed efficente.
Anche la storia d'amore riflette questo problema , inizialmente anche nella seconda coppia, e la cosa veramente triste di questo lavoro , forse perché è la più realistica è che nessun personaggio subirà un'evoluzione di crescita. Rimarranno sempre incapaci di comunicare, di fidarsi e di affidarsi continuando a commettere gli stessi errori.
La protagonista femminile è una ragazza infantile, poco sveglia, irresponsabile ma di buon cuore, e sempre concentrata sulla salvezza degli altri (della famiglia prima, della sua maestra poi, del padiglione alla fine). E' molto orgogliosa e in pochi momenti aprirà davvero il suo cuore facendoci capire cosa prova dalle azioni, anche estreme che compie.
Anche quando ritroverà il protagonista maschile, l'amore della sua vita, dopo averlo disprezzato e abbandonato, non gli aprirà il suo cuore, dichiarando i propri sentimenti, farà come nulla fosse, con il benestare tacito di lui che non impara nulla sulla necessità della comunicazione ed è privo di dignità e di orgoglio.
L'unica cosa che sa fare bene è farsi tagliuzzare a carne viva piuttosto che parlare apertamente, e l'espressione con gli occhi sgranati mi sembra sempre innaturale e caricaturale.
Il protagonista è super innamorato ma privo di qualsiasi espansività, capirete dai gesti il suo folle amore ma non avrete mai confessioni o confronti sentiti. Non è un attore particolarmente espressivo, io sospetto che sia un cantante prestato al cinema, perché in quanto a microespressività facciale e trasporto non c'è sempre.
Mentre ,da principio, davo per scontato che fosse normale il suo corteggiamento dato il personaggio, col proseguire degli episodi la coppia principale mi ha deluso enormemente perché non vedrete della fisicità piena, del desiderio vissuto tra i due: a parte prenderla in braccio o poggiarle le labbra ad occhi aperti non c'è il minimo di chimica e di passione, o di trasporto in questa coppia, né mai ci sarà. Anche quando si ritroveranno, sarebbe stato bello vedere lo slancio per rinfrancare lo spettatore di tutti i dramma vissuti e che questi attori hanno dovuto subire.
Poco meglio fa la seconda coppia.
Ho capito sul finale, facendo una ricerca che questa attrice non bacia ,in nessun drama. Quindi forse la colpa non è solo dell'attore principale, ma è proprio l'attrice che pone dei limiti a quanto un attore possa fare con lei, motivo per cui non vedrò più nulla con lei, perchè se ti poni dei limiti per me non sei all'altezza di fare questo mestiere, anche perché si parla di un limite importante.
La interpretazione di tutti non mi ha soddisfatto (unico escluso WANG YOSHUO) non mi è sembrata soddisfacente e non sempre si capisce come le vicende si risolvano, questo potrebbe essere anche colpa della traduzione italiana che in questo lavoro non è ottimale, buona al 70%. Mi dispiace dirlo ma il team di traduzione , che io rispetto perché fatto di volontari, non ha fatto un buon lavoro.
Comprendo che fare qualcosa per gli altri senza ricavarne un compenso sia mortificante e spesso demotivante però perché non provare a fare qualcosa al meglio delle proprie possibilità per noi stessi e gli altri?
La seconda coppia è molto gradevole e sicuramente meno problematica e con un amore meno tormentato della prima ma l'attrice è piatta e monodimensionale.
Consiglio? NI, c'è molto altro da vedere.

