Questa recensione può contenere spoiler
Non una semplice storia d’amore
Quando ho iniziato Lin Jiang Xian, mi aspettavo un fantasy romantico con reincarnazioni, conflitti e un pizzico di tragedia. Quello che non mi aspettavo era di trovarmi davanti a una storia che parla così profondamente di identità, equilibrio e relazioni, usando il fantasy come linguaggio e non come fine.Questo drama non racconta semplicemente se due persone riusciranno a stare insieme.
Racconta cosa succede quando due forze opposte esistono separate, si attraggono inevitabilmente, ma non sanno ancora coesistere.
Fuoco e ghiaccio, Yin e Yang
Lei è fuoco.
Lui è ghiaccio / acqua.
Non solo a livello caratteriale, ma a livello ontologico: sono nati come manifestazioni separate di Yin e Yang. Per questo si cercano, per questo si scontrano, per questo si feriscono. Il loro legame non è una scelta romantica, è una necessità cosmica, e proprio per questo è così doloroso.
Il drama è molto chiaro su un punto:
gli opposti non si distruggono perché sono diversi, ma perché cercano di esistere senza equilibrio, tentando di prevalere l’uno sull’altro.
Ogni reincarnazione, ogni linea temporale, ogni possibilità mostra una variazione dello stesso errore.
Da spettatrice occidentale, mi aspettavo che il “ritorno indietro nel tempo” servisse a cambiare il destino di tutti, a correggere il mondo. Invece FEUD sceglie una strada completamente diversa.
Qui il tempo non è lineare e non è un meccanismo da manipolare.
È memoria karmica.
Quando lei torna indietro:
non cancella ciò che è accaduto
non annulla le vite precedenti
non crea un’unica timeline corretta
Crea una nuova possibilità, che si somma alle vite già vissute senza sostituirle. Il passato continua a esistere. Il dolore continua a esistere. Ma cambia la consapevolezza con cui si sceglie.
Ogni personaggio e la propria traiettoria
Un altro aspetto che ho apprezzato moltissimo è che il cambiamento non è collettivo. Ogni personaggio riceve un’occasione diversa, non una salvezza automatica.
Chi riesce a scegliere in modo diverso evolve.
Chi persiste nelle stesse scelte resta intrappolato nel ciclo.
Il drama è molto netto su questo punto:
non è l’errore a condannare, ma l’attaccamento all’errore.
Nemmeno un immortale è al sicuro se rifiuta l’evoluzione: l’immortalità è solo tempo in più per comprendere, non una garanzia.
Uno degli aspetti più forti e attuali del drama è il modo in cui affronta il tema della relazione.
Il fatto che, quando uno dei due si indebolisce, la forza dell’altro aumenti, mostra chiaramente come la perdita di equilibrio tra Yin e Yang generi solo caos e sofferenza. L’armonia non nasce quando uno dei due prende tutto il peso o tutto il potere, ma quando nessuno sovrasta l’altro.
Il gesto di lui che la sigilla sulla Terra per dieci anni, decidendo da solo “per proteggerla”, è emblematico. Anche un amore assoluto, se accompagnato dal controllo e dalla negazione della libertà dell’altro, diventa distruttivo. Il drama è lucidissimo nel mostrare che nemmeno il sacrificio e la punizione cancellano la responsabilità delle scelte.
Ed è per questo che lei non lo perdona, anche quando lui subisce una punizione persino più dura della sua. Il dolore non rende giuste le decisioni prese. Il perdono non è dovuto.
In questo senso Lin Jiang Xian diventa quasi un prontuario sulle relazioni, sorprendentemente in linea con il tema dell’amore malato che vediamo spesso anche nella nostra società: protezione che diventa controllo, sacrificio che diventa annullamento.
Il finale: nuova vita o liberazione?
Il finale è uno dei punti più delicati del drama.
Lei torna all’inizio del loro tempo, ma non si tratta di un reset ingenuo. Lui non è una versione vuota o inconsapevole. Non ricordano tutto come memoria umana, ma ricordano come anime.
Le ultime scene non rappresentano una timeline alternativa o una correzione del destino. Rappresentano la fine della tribolazione. Il tempo non viene riavviato: viene trasceso.
Non devono più distruggersi per esistere.
Non devono più soffrire per amarsi.
Colonna sonora
La OST è una delle più belle e coerenti che abbia mai ascoltato in un drama fantasy. Non è mai invasiva, ma accompagna ogni scena con una delicatezza incredibile, amplificando silenzi, attese e dolore. Riascoltarla significa tornare immediatamente alle emozioni del drama.
FEUD non è semplicemente una storia d’amore.
È la storia di due forze che imparano a smettere di combattersi.
E forse ci tocca così profondamente perché fuoco e ghiaccio vivono anche dentro di noi.
un appunto che mi sento di fare in generale sulla "lunghezza dei drama" riferito non a questo drama in particolare ma a tutto il genere.
Spesso si sente dire che i drama sono lunghi e quindi noiosi, ma credo sia un luogo comune fuorviante. In realtà, per trasmettere concetti così profondi e complessi — soprattutto per uno spettatore occidentale — una narrazione lunga non è un difetto, ma una necessità. Temi come il karma, l’equilibrio tra Yin e Yang, la responsabilità delle scelte e l’evoluzione dell’anima non possono essere compressi senza perdere significato. Anzi, a volte questi drama risultano persino troppo brevi rispetto a ciò che vogliono raccontare. Quando si smette di guardarli come semplice intrattenimento e si inizia davvero a comprenderne il linguaggio, diventano estremamente affascinanti e capaci di far riflettere in profondità — qualcosa che, purtroppo, le serie occidentali contemporanee riescono a fare sempre più raramente.
Questa recensione ti è stata utile?
Where Your Eyes Linger
0 persone hanno trovato utile questa recensione
Questa recensione ti è stata utile?
Peso piuma ma molto carino
Peso piuma per la lunghezza e per l'argomento trattato. Sono solo 5 episodi, si guarda tutto d'un fiato, senza momenti di noia, e questo è importante. La storia fila via liscia, per molti versi prevedibile, ma l'originalità, dopo tanti secoli di letteratura, è una merce scarsa.Sono arrivata qui per Ding Yuxi e non sono rimasta delusa: è un bravissimo attore, anche se col tempo è migliorato ancora. Sempre una festa per gli occhi! L'attrice protagonista è stata anche lei molto brava, e anche gli attori di contorno si difendono bene.
Non è una gran produzione, è evidente, ma offre qualche ora di onesto intrattenimento. Non si poteva proprio chiedere di più. Soddisfatta.
Questa recensione ti è stata utile?
Questa recensione può contenere spoiler
Inizialmente si ride ma poi la sceneggiatura si perde
Un titolo che si è rivelato un po' una delusione. Insufficiente no, perché per la prima metà mi ha divertito abbastanza, ma di sicuro non mi sento di assegnare un punteggio altissimo. Parte inizialmente scoppiettando, una commedia degli equivoci in cui c’è la solita donna che si traveste da uomo per studiare medicina e potersi infiltrare nella casa della famiglia dove le hanno ucciso i genitori, per vendicare il torto subito. Ricordiamo che travestirsi da uomo, in queste circostanze, è passibile della pena di morte. Invariabilmente, i due personaggi principali si innamoreranno, con l’aggravante che il povero comandante darà di matto al pensiero di provare strani sentimenti per quello che crede essere un uomo.La storia si svolge nella casa di famiglia di un rinomato comandante dell’esercito che, ovviamente, è assurto ad alti gradi da giovanissimo ed è, altrettanto naturalmente, severo e soprattutto bellissimo. Nella prima parte del drama si ride abbastanza, sia pur senza vedere nulla di strepitoso, ma già a metà si comincia a scalpitare perché la farsa dell’identità nascosta della protagonista viene protratta troppo, e stufa. Quando finalmente la verità viene parzialmente rivelata, a due terzi del cammino, il giocattolo purtroppo si rompe del tutto: partono diverse puntate di noia, per arrivare poi ad un finale affrettato e talmente telefonato da gridare vendetta.
Nel contempo gli attori principali sembrano aver dimenticato, se pure mai l’han saputo, come si faccia a recitare. Le espressioni in qualche modo esagerate della commedia o della farsa dovrebbero lasciare il posto ad altre più misurate per gli episodi più drammatici ma, a maggior ragione, più espressive. Ciò purtroppo non accade. Il protagonista maschile pare reggere da solo, con la sua sola bellezza, non certo con la sua bravura, l’ultimo terzo della serie. Sun Qian si barcamena senza infamia e senza lode. Gli altri? In un modo o nell’altro, poco o del tutto non pervenuti. Fanno eccezione l’attendente del comandante e il dottore/mentore della protagonista. Soprattutto quest’ultimo è un eccellente caratterista, visto con la stessa bravura in Joy of life. Sinceramente qui pare quasi sprecato.
La sceneggiatura fa acqua da tutte le parti. Per tutta la serie qualcuno viene mandato a “indagare” da qualcun altro. Come, dove e con chi non è dato sapere. Diverse cose vengono lasciate in sospeso o si glissa con l’equivalente di “con l’imperatore me la vedo io”, specie per quanto riguarda il grave crimine del travestimento della dottoressa. Si sta sull’orlo della sedia per tutto il tempo aspettando l’irruzione delle guardie dell’imperatore, invano. Sarebbe stato forse più interessante vedere qualche minaccia esterna che non fosse strettamente legata agli avvenimenti del passato: il cattivo di turno, che era al corrente della mascherata, non sfrutta la cosa per nuocere alla famiglia del comandante, che odia, preferendo scegliere altre strade più “coreografiche”, ma meno sicure. La sua eliminazione, e la sua identità si era indovinata già da almeno una dozzina di episodi, non ha un briciolo di pathos, è troppo affrettata. Ci si aspetta già cosa accadrà e, in ogni caso, non viene spiegato come si sia arrivati a quel punto: come è stato scoperto costui?
Aggiungiamoci poi che non tutti i cattivi vengono adeguatamente puniti: un messaggio non proprio edificante. La crescita caratteriale dei personaggi a tratti non è molto credibile, i loro conflitti interiori generano spesso più moti di fastidio che di comprensione. Il fratello del comandante, cui è assegnato il canonico ruolo di disturbo della coppia principale, è tutto fuorché verosimile. I due cugini servono solo a farci provare dei moti di stizza per il tempo che ci fanno perdere quando sono sullo schermo. Buono il commento musicale, con alcune canzoni godibili e dei buoni pezzi strumentali, ma è un po’ poco per risollevare le sorti di questo titolo. A tratti, pare davvero che si regga sul bel faccino di Huang Jun Jie. Intendiamoci, un bel faccino che, quando sormonta i bei costumi della serie (belli ma pochi), magari con armatura e spada, smuoverebbe le montagne. E in regia lo sanno bene, visto che spesso possiamo godere di primissimi piani. Ma le sue doti di attore purtroppo non paiono, almeno in questo titolo, all’altezza del suo magnifico aspetto esteriore.
Le ultime puntate sono di una pesantezza estrema, la corsa al finale viene gestita in modo proprio pedestre, ho continuato a guardare solo perché erano proprio le ultime quattro e volevo vedere come andasse a finire. Quando un titolo ti diverte e appassiona, vorresti che non finisse mai. Se non vedi l’ora che finisca per passare ad altro vuol dire che c’è qualcosa che non va.
Questa recensione ti è stata utile?
Questa recensione può contenere spoiler
Mi dispiace dirlo però questo drama l’ho trovato proprio orribile, sia nella recitazione sia nella trama, l’idea poteva essere interessante ma come è stata sviluppata è veramente deludente. La storia d’amore è senza emozioni, non ho sentito nulla. Avevo valutato l’attore principale abbastanza bravo (senza lode) su un altro drama, però alla fine in questo ruolo non è stato un granché. Gli ambienti sono terribili come la trama e per finire in bellezza la fine..... ma che razza di fine è????!!!!! Potevano almeno risparmiare il tecnico amico del personaggio principale. Una totale delusione.
Questa recensione ti è stata utile?
Guardabile ma nulla di stupefacente
Una serie dolce e guardabile in poco tempo.Trovo che l'idea sia interessante e la storia scalda il cuore ma si sarebbe potuta fare molto meglio, approfondire in maggior modo la storia dei protagonisti che è veramente minima e i personaggi secondari sono molto abbozzati. Sarei stata molto interessata a capire di più il loro passato e il loro presente.
Sicuramente carina da guardare quando non si ha altro da vedere ma bisogna chiudere un occhio su molti dettagli mancanti.
--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Questa recensione ti è stata utile?
Because This is My First Life
0 persone hanno trovato utile questa recensione
Quel tipo di dramma che parte lentamente e sembra quasi noioso ma poi invece farà innamorare.
Un lui un po' strano sembra freddo sistematico e di sicuro non pronto ad innamorarsi e soprattutto non di una ragazza un po' svampita sempre alla ricerca di se stessa e di una stabilità.I classici due opposti che si innamorano e si scoprano simili per certi versi e che fanno nascere un amore memorabile che scioglie tutto.
Vi consiglio sicuramente la visione se amate le storie d'amore abbastanza classiche ma che fanno innamorare pian piano tutti.
Questa recensione ti è stata utile?
Per me avrebbe dovuto giocare con quello che avevano, così sarebbe venuto un prodotto decisamente migliore perchè sì è carino, ma è anche un qualcosa di facilmente dimenticabile. Proverò a guardare la seconda stagione ma non ci spero molto. Cmq rimane qualcosa di carino senza impegno che per perdere poco più di un'ora si può affrontare. Mi ha sorpresa scoprire che da qui è nato Be My Boyfriend, un drama che ho amato e che spesso rivedo.. Me l'avessero detto non ci avrei mai creduto perchè non si somigliano di striscio.
Questa recensione ti è stata utile?
Watashi no Otto to Kekkon Shite
0 persone hanno trovato utile questa recensione
Lo consiglierei a chi ama le storie di rivincita con cuore e carattere.
Questa recensione ti è stata utile?
Fa parte del gruppetto dei 10 che amo rivedere.
The Crowned Clown è una di quelle serie rare che riescono ad avere tutto: una storia scritta benissimo, personaggi profondi, tensione continua e un coinvolgimento emotivo che non cala mai.
Gli attori sono semplicemente bravissimi, in particolare Yeo Jin-goo, impressionante nel doppio ruolo: riesce a far percepire due persone completamente diverse pur avendo lo stesso volto.
Anche la regia è davvero di altissimo livello: elegante, intensa e capace di valorizzare ogni scena senza mai risultare eccessiva. La fotografia è stupenda, con luci, colori e inquadrature che rendono il palazzo reale quasi vivo e contribuiscono tantissimo all’atmosfera della serie.
Il ritmo è perfetto: non ci sono episodi inutili, scene tirate per le lunghe o momenti noiosi. Ogni puntata aggiunge qualcosa e ti spinge a guardare quella successiva. Politica, emozioni, romance e suspense sono bilanciati alla perfezione.
Ma la cosa migliore è quanto riesca a coinvolgere dall’inizio alla fine. Ti affezioni ai personaggi, soffri con loro, speri per loro. E quando una serie riesce a farti provare tutto questo senza perdere qualità neanche per un attimo, vuol dire che ha davvero fatto centro.
Per me: top!
Questa recensione ti è stata utile?
Questa recensione può contenere spoiler
Una serie che cattura l'attenzione nonostante un inaspettato effetto "montagne russe"
Devo dire che questo drama mi ha davvero sorpresa. Più volte ho pensato di aver inquadrato la situazione, di aver capito dove volesse andare a parare la trama, e più volte mi sono dovuta ricredere, con punta di dispiacere perchè ovviamente avrei preferito seguisse l'idea che andava via via delineandosi nella mia mente. Detta così si traduce in una serie di delusioni, e sì, ci sono state, ma di breve durata, perchè nonostante tutto l'interesse - sorprendentemente - non è mai venuto meno. E' proprio questo che mi ha stupita di queste serie: aver continuato a seguirla con interesse anche se in diversi punti mi lasciava l'amaro in bocca perchè non procedeva come mi aspettavo.Ma partiamo dall'inizio. Il primo episodio sembra porre le basi per un meccanismo "enemies to lovers": l'attrito tra i due è spettacolare, Mark fastidioso e dalla risposta pronta, Vee impulsivo e senza mezzi termini. Purtroppo il meccanismo volge al termine già con la prima puntata, perché dal secondo episodio l'approccio cambia. Peccato. Sempre nel primo episodio ci scappa la notte assieme, e lì partono le mie congetture: Vee tradisce la propria ragazza senza il mezzo senso di colpa, oppure c'è dietro un motivo spiega il suo gesto? A farmi optare per la seconda ipotesi è il fatto di scene affettuose/intime con Ploy non c'è la minima traccia e anche tutto il discorso che fa al tizio che minaccia Mark con il coltello sembra voler far capire che c'era già a monte un interesse e - ho aggiunto io - probabilmente la sua storia con la fidanzata è solo di facciata di comodo per entrambi per motivi non ancora resi noti. Ciò faceva guadagnare qualche punto in più a Ploy, personaggio altrimenti veramente insopportabile. E invece no, quando viene a galla il tradimento di Ploy, ci troviamo alle prese con un Vee davvero affranto, ergo: Ploy è davvero il personaggio egoista ed egocentrico che appare, Vee succube come uno zerbino ma - incoerentemente - capacissimo di tradirla a sua volta senza farsi troppi problemi. Da lì poi, Vee passa buona parte della serie tenendo il piede in due scarpe, incapace di chiudere con quella che lo ha tradito e che si ricorda di lui solo quando le conviene, paradossalmente più incapace di curarsi dei sentimenti di Mark, con il quale sta costruendo una relazione positiva. Anche qui, il meccanismo a mio avviso non è proprio lineare, ma nonostante ciò la curiosità di sapere cosa sarebbe accaduto dopo non mi ha fatta desistere. La storia, come è ovvio aspettarsi, si conclude con un happy ending. A conclusione, posso dire che i personaggi mi sono piaciuti, ma è mancato un po' l'equilibrio: Vee colleziona un errore dopo l'altro, le volte in cui si scusa nemmeno si contano più, mentre Mark sembra passare tutta la serie dalla parte della ragione, e questo secondo me stona un po'. Detto questo, bravi gli attori, buona chimica tra i protagonisti, e per quanto riguarda Mark ho apprezzato che fino all'ultimo - vedi quando fa finire Vee in piscina - è refrattario alle smancerie. Non la mia serie preferita o nella top 10, ma è comunque valsa la pena vederla.
Questa recensione ti è stata utile?
Arthdal Chronicles Part 1: The Children of Prophecy
0 persone hanno trovato utile questa recensione
Questa suddivisione in tre parti – ma su Netflix ci sono tutte le 18 puntate in fila – ad alcuni può essere risultata sgradevole, ma per chi si approcci al titolo solo ora è un discorso senza alcun valore.
La storia è ambientata nell’età del bronzo, e prende più di uno spunto dalla mitologia coreana. I Naeanthal, una razza di super umani che vive in armonia con la natura, dagli occhi e sangue di un azzurro vividissimo, vengono sterminati fino all’ultimo dai Saram, gli umani che sono posseduti dalla smania di possedere terre, ricchezze e potere. Rimangono alcuni Igutu, mezzosangue umano/Naeanthal, che hanno il sangue viola e capacità superiori, a cui viene data una caccia spietata.
Eunseom è uno di questi Igutu, che non sa d’esserlo, e viene accolto in una tribù che vive isolata, ma sarà ben presto aggredita dalle truppe dei Saram, guidate dal fortissimo Tagon. La lotta di Eunseom per salvare quel che resta della sua gente occuperà buona parte di questo primo corso, sullo sfondo di intricatissimi intrighi e lotte intestine, anche fra padri e figli – e figlie. Ma, alla fine, continuare a parlare della “tribù” Wahan diventa un po’ ridicolo: i sopravvissuti sono sì e no una dozzina.
C’è chi si lamenta che non sia stato spiegato abbastanza degli usi e costumi di questo mondo inventato. Personalmente, non mi sono trovata spaesata e, dopo un po’ di difficoltà, che trovo comunque guardando tutti i drama orientali, sono riuscita a districarmi fra le varie tribù/fazioni.
Quel che ho trovato, in abbondanza, è una grande cura per l’impatto visivo delle varie scene. Le ambientazioni sono varie e, quando occorre, relativamente ricche. Molti inseguimenti sono stati filmati in modo tale che mi trovavo ad ansimare con gli inseguiti. Trucco e parrucco sono veramente ammirevoli: specie nella tribù Wahan, quella di Eunseom, hanno fatto un lavoro egregio, anche nei costumi. Ho trovato molto gradevoli, ma forse poco coerenti, i costumi “cittadini” e degli eserciti, forse un pelino troppo moderni per il periodo che si vuole rappresentare. Ma, siccome si tratta pur sempre di un mondo di fantasia, tutto ci può stare. Il commento musicale non è forse molto vario, ma adeguato a quel che passa sullo schermo. Non indimenticabile, ma nemmeno disprezzabile.
Song Joong Ki, nella parte di Eunseom, è stato veramente perfetto, e d’altronde è un grande attore, che ha consegnato l’ottima interpretazione che da lui ci si aspettava. Kim Ji Won è stata la brillante interprete di Tanya, la discepola della Grande Madre della tribù Wahan, la Lupa Bianca. Come Eunseom, è nata sotto il segno di una profezia e la sua crescita interiore, la sua affermazione come Grande Madre, la riuscita nel comunicare col mondo degli spiriti avranno grande importanza ai fini della storia.
Tagon è l’eroe guerriero di Arthdal. Eroe solo per la sua gente, perché in realtà si comporta come i colonialisti europei di qualche secolo fa, se non peggio. E’ un uomo fortissimo e intelligentissimo, sin da bambino disprezzato e temuto dal padre, che è il capo dell’Unione delle tribù Saram. Anche questo conflitto sarà basilare per le vicende.
Cosa non mi è piaciuto? In realtà c’è stato un momento in cui mi sono sentita un po’ stranita: in una scena, un personaggio si atteggia a divinità scesa in terra, con un vestito bianco, capelli castani sciolti, barba… Momento piuttosto cringe. Ma passa in fretta.
In definitiva, esperienza in generale molto più che positiva, per quanto monca. Per fortuna posso saltare subito alla seconda parte. Corro!
Questa recensione ti è stata utile?
Non pensavo che questo drama mi sarebbe piaciuto cosi tanto.
Una bella storia d'amore, senza patemi e sofferenze. In questo mondo che va a rotoli, abbiamo bisogno di distrarci e guardare cose belle che ci fanno passare qualche ora in serenità, e questo drama assolve a questo compito egregiamente.Dilraba sempre bella come una stella, sta migliorando nella sua recitazione, riesce ad essere simpatica e molto accattivante, è una gioia guardarla. Lui è talmente bello che uno non fa neanche caso a come recita, ma recita molto bene!
Mi è piaciuta molto la contrapposizione dei due mondi di lavoro dei protagonisti. Senza che nessuno dei due togliesse qualcosa all'altro. Sempre uniti con amore e rispetto.
Ho molto apprezzato la qualità della fotografia, perfetta!
E che dire delle musiche che hanno accompagnato il drama grazie all'eccellente Xueran Chen? Un gioiello!
Ho apprezzato il lieto fine, non affrettato e arrivato al punto giusto.
Grazie come sempre ai preziosi traduttori italiani .
Un drama per chi ama star bene :-)
Questa recensione ti è stata utile?
Questa recensione ti è stata utile?
Sia ML che FL mi sono molto piaciuti e sono molto contenta di averli conosciuti; mi hanno fatto molto ridere ma anche dato tanta forza e qualche lacrimuccia. C'è una parte del drama in cui dovrebbe esserci il terzo incomodo che vengono rese davvero odiose, perchè sceme. Anche questa è un'altra cosa che mi ha fatto storcere il naso. So che spesso gli storici romantici cinesi nascondono questo lato ma codesto mi ha ingannata perchè per la prima metà non se ne vedeva l'ombra!
Questa recensione ti è stata utile?




