Storia molto carina.
Non ne vedo molti BL per mancanza di tempo ma questo così corto mi incuriosiva e ho fatto bene a vederlo,mi vedrò subito anche la seconda stagione.Drama corto ma molto ben fatto,carina la storia della superstar/idol e il ragazzo un po' freddo.Molto carino loro due come attori e alla fine ne viene fuori una bella intesa,piacevole da vedere.Molto divertenti i altri personaggi soprattutto l'AD con quella faccia da duro ma che poi così divertente.
Mi è piaciuto abbastanza anche se forse avrei preferito delle puntate più lunghe.
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In principio mi sono trovata molto confusa da tutti i vari personaggi che facevo molta difficoltà a differenziare e quando questo accade e cominci a raccapezzarti fra i vari attori soltanto intorno a metà drama, la piacevolezza della visione sparisce un po'.
Non amo particolarmente neppure i personaggi troppo caricaturali, quale può essere Zon, per troppe, veramente troppe puntate.
Quella che invece ho trovato veramente fuori da ogni scala è la chimica tra Fight e Tutor: questi due insieme potrebbero incendiare un oceano e ci hanno regalato scene al calor bianco.
Per quanto possano essere di secondaria importanza ci sono stati inserimenti di canzoni abbastanza piacevoli.
La trama in sé potrebbe anche essere piacevole, però non so se a causa della presunta giovinezza dei ragazzi, dell'ambientazione scolastica, di situazioni non molto chiarite lasciate in sospeso, come quella finanziaria di Tutor per esempio, le vicende mi hanno lasciato un po' con un senso di incompiuto, di non finito, di non abbastanza accurato.
Sinceramente non mi è piaciuto molto neanche l'inserimento di una terza e addirittura di una quarta coppia non funzionali alla storia e francamente eccessive anche perché assolutamente non sviluppate, messe lì quasi per far numero.
D'accordo che il pretesto è una ragazzina scrittrice assatanata per le coppie BL, ma per la mia personale percezione le cose avrebbero potuto essere sviluppate in maniera migliore.
Un titolo che si lascia guardare, senza opporre troppa resistenza, ma che sicuramente non assurgerà nell'olimpo dei miei drama preferiti.
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alla fine preparatevi a piangere ?
è bellissimo, stupendo nulla da dire. non pensavo keensea a essere fatto altri BL oltre head 2 head, quando l'ho visto mi sono innamorata subito. Keen: è bellissimo,canta da dio, balla bene e le sue espressioni facciali ti ammazzano dalla bellezza ❤️, bravo a recitare e perfetto per questo ruolo. Sea: in 1 anno è cambiato moltissimo, specialmente di bellezza. si sono decisi all' ultimo episodio di conciarli quei maledetti capelli 😂, bravo,bello, nulla da dire. serie: la trama è bellissima finalmente qualcosa che non riguarda la scuola. gli ultimi episodi ho pianto nell 11 episodio, quindi preparatevi i fazzoletti 😂❤️. gli do 9.50 pk bello, mi ha appassionato ma il mio cuore non mi fa dare 10. non vedo l'ora di vedere weirdo 101 per capire cosa può fare Keen sottoforma di nerd.Questa recensione ti è stata utile?
La coppia Yoko e Faye non brilla sullo schermo a causa della loro mancanza di chimica, ma anche per la loro inesperienza come attrici. Faye è sicuramente quella che ha portato hype alla serie grazie alla sua bellezza e al suo carisma.
La regia e la sceneggiatura non sono particolarmente riuscite nella prima stagione, mentre nella seconda sono più profonde e raffinate.
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Light on Series: The Bad Kids
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The bad kids, il thriller pedagogico
Dopo aver visto diverse serie televisive cinesi con l’intento principale di studiare la lingua in maniera piacevole, nonchè comprendere meglio la società di questo affascinante Paese/Continente, mi sono imbattuto in una serie tv di una certa qualità cinematografica.“The Bad Kids”, titolo originale della serie: 隐蔽的角落 - Yǐnbì de jiǎo luò (tradotto: L’angolo nascosto), narra attraverso la cifra stilistica del thriller la storia di due ragazzini fuggiti da un orfanatrofio che tornano nel paesino natale di uno dei due con un misterioso intento, prendere in prestito una ingente somma di denaro per un nobile scopo (la motivazione si scoprirà durante lo sviluppo della serie).
Qui incontrano un vecchio amico che li aiuterà nelle prime necessità da fuggiaschi e, durante una gita in un sito turistico della cittadina, i tre registreranno accidentalmente un omicidio.
Questo sarà l’evento scatenante della narrazione, seguiranno poi: omicidi, morti accidentali, bugie e depistaggi a scandire lo scorrere degli eventi narrati in “solo” 12 puntate (i fan delle serie cinesi sanno bene che lo standard è solitamente intorno ai 40 episodi).
In questa serie tratta dal romanzo《坏小孩》Huài xiǎo hái (tradotto "I cattivi ragazzi", a cui fa riferimento dunque la traduzione inglese del titolo della serie) male e bene sono inesorabilmente intrecciati, si susseguono ciclicamente e ininterrottamente durante tutto lo sviluppo degli eventi. Qui non siamo in un western o in un qualunque film di supereroi con i buoni da una parte e cattivi dall’altra. L’influenza del taoismo sommersa nell’anima della cultura cinese, emerge in questa serie in maniera dirompente.
Qui, dunque, non ci sono buoni e cattivi ma è il vissuto di ognuno, l’ambiente circostante e, soprattutto, le storie familiari, che disegnano i destini di ciascuno e li guidano nelle loro azioni.
Non è tutto, chi viene guidato dal destino nel percorso del cattivo non si sottrarrà a nobili azioni anche nei confronti dei propri rivali, mentre i tre ragazzini, veri protagonisti della serie e vittime di genitori egoisti, famiglie divise o assenti, per sopravvivere ed “educare” i propri genitori dovranno mentire, nascondere e depistare.
E dunque dietro la ruvida corteccia del thriller si nasconde una certa morale o critica sociale se vogliamo, un esortamento ad aver cura dei propri figli!
La mia modesta esperienza in Cina mi porta a pensare che la morale provenga tanto dalla società stessa che si trova ad affrontare tumultuosi cambiamenti legati al rapido sviluppo economico sociale, quanto dalle istituzioni e al loro tentativo di guidare i cambiamenti.
E in effetti la serie mi ha ricordato una scritta vista alla stazione dei treni di Xi’an, al ritorno da un viaggio nel Deserto dei Gobi.
孩子是您的一面镜子
文明是您最美的样子
I figli sono il vostro specchio
L’educazione la vostra migliore espressione
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A Business Proposal
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Simpatica storia romantica
Una simpatica e rocambolesca storia romantica che si fa piacevolmente vedere ed è perfetta per passare un po' di tempo. La combinazione dei 4 personaggi principali è molto interessante e non lascia troppi buchi nella trama, cosa che avviene in altre serie del genere. Niente di eclatante o Wow ma riesce a mantenere sempre un buon livello di patos che non annoia. Ci sono dei cliché ma non troppi e quindi non risulta pesante, anzi. Potrebbe dare di più sì, soprattutto nel finale, ma rimane una buona serie. Voto 7,5Questa recensione ti è stata utile?
Poong, the Joseon Psychiatrist Season 2
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In questo caso, confermo che la serie è gradevole alla prima visione, molto gradevole, (l'avevo quotata 10) alla seconda visione se ne evidenziano le lungaggini, le ingenuità nel raccontare una storia d'amore tra i due protagonisti, che sembrano due pre-adolescenti (in senso positivo) piuttosto che due medici adulti e di alto spessore professionale.
E molte scene tirate in lungo in modo eccessivo ... forse conveniva tagliare via scene non necessarie e compattare in 16 episodi le 2 due stagioni.
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Una pessima madre ideale
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Strappalacrime ma con cuore: lenta all’inizio, salvata da due bambini strepitosi
Il cuore del racconto ruota attorno a ingiustizie, violenze e sopraffazioni subite da chi non ha voce né mezzi per difendersi dal potere della magistratura e del denaro. In questo scenario cupo, arriva l’eroe senza macchia e senza paura, sostenuto da una madre straordinaria, pronta a tutto pur di salvarlo prima da una sorte già segnata, e poi a ricostruirlo quando i potenti di turno abbattono su di lui la loro mannaia.A fare da cornice, una piccola comunità di paese solidale e fraterna, che diventa la forza silenziosa ma determinante nella lotta contro le ingiustizie.
Il cast è nel complesso convincente: alcuni interpreti talvolta un po’ sopra le righe, ma resi perdonabili da due bambini incredibilmente bravi. La loro naturalezza e intensità elevano l’intera produzione, portando il giudizio sugli attori a un meritato 10. Complimenti anche al regista per aver saputo guidare così bene i più piccoli.
La serie però non è esente da difetti: i primi quattro episodi risultano lenti, prolissi e troppo mirati a strappare lacrime, tanto da spingere a metterli momentaneamente da parte. Tuttavia, superato questo avvio, la narrazione prende corpo e restituisce il senso profondo dell’opera.
Il messaggio è chiaro e potente: la madre, il padre, la famiglia e la comunità sono risorse preziosissime. È questo il vero valore che la serie riesce a trasmettere, e che resta impresso anche dopo la visione.
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A tratti… Vegas e Kinn
Allora, non so come fare la recensione a questa storia. Perché parti mi sono piaciute molto e altre… insomma. Posso dividerlo in tre parti: la prima, dove mi hanno irritato ogni singolo personaggio, la seconda (o luna di miele) che è carina e la terza che dovrebbe essere una specie di Kinn e Porsche light. Insomma overall non è male, consigliata e gli attori sono bravi e hanno molta chimica (addirittura ho rivalutato di parecchio anche Perth, che non mi aveva mai convinto fino in fondo). A parte le musiche che, non so per quale ragione mi cringiavano leggermente in inglese devo dire ben eseguito. Solo… il filtro seppia veramente? Il problema si pone perché io sono passata da ViceVersa che è pieno di colori a Never Let Me Go che sembra un film ambientato nel Messico dei peggio spacciatori… non so, quei toni anche soft erano perfetti per la parte luna di miele, ma avrei voluto qualcosa di più intenso nelle altre scene (anche se ho apprezzato le scene dove i grandi enti erano sul viola/rosa). Ecco, si capisce vero che la mia recensione è fatta un po’ così, però… consiglio.Questa recensione ti è stata utile?
Un gran bello fumetto
Storia appassionante anche se si estende su 60 puntate lunghe più di un'ora ciascuna. Io preferisco le serie corte.Sono da complimentare lo sceneggiatore e il regista. I dialoghi sono consistenti e il concatenamento delle vicende è fluido con scene e atmosfere diversificate : umorismo, tragicità, commozione, romanticismo, cospirazione, amabilità, bullismo , solidarietà , combattimenti colpi di scena. C'è di tutto, insomma e mai banale.
Il regista ha saputo mirabilmente rappresentare le scene con ambientazioni che rendono vivide le diverse realtà . La vita stentata degli indifesi e deboli nei tuguri, la vita esclusiva ed extra lussuosa nella reggia. L'idea della sorte ineluttabile spettante in base alla famiglia di nascita che pur viene smentita. Nonostante le scene crude c'è sempre un messaggio di positività e lieto fine. La giustizia trionfa come l'amore e le buone intenzioni. L'abbigliamento, l'arredo, la maniera di viaggiare, i costumi e gli usi dell'epoca e del luogo sono di un realismo notabile.
Gli attori danno il tono a dialoghi e vicende con una rappresentazione ammirevole anche nei piccoli gesti , nella mimica raffinata, negli sguardi capaci di cambiamento repentino.
La musica è piacevole anche se non notevole, a parte la sigla finale dell'ultima puntata.
Si impara molto della storia e civiltà della Corea nel seicento: le classi sociali, l'etichetta di corte, i ranghi di nobiltà e servitù.
Ho dato un voto più basso al rewatch perché una serie lunga così non la guarderò più. Comunque, se non danno fastidio le storie lunghe, questa merita di essere guardata. E' piacevole davvero e accattivante.
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Potato Research Center
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Recensito da: Jade IG: _Dramalia_Avendo io soprannominato Kang Tae-oh “Patato” ovviamente non potevo esimermi dal guardare un drama che parla di patate. Era un obbligo a tutti gli effetti e quindi, nonostante avessi sentito solo recensioni poco entusiaste, ho comunque affrontato il mio dovere. Me ne sono pentita? Non proprio. Le mie aspettative erano ai minimi storici, non credevo neanche di riuscire a finirlo per la verità, e certamente l'ho fatto unicamente per Patato, il quale mi aveva regalato molte gioie prima della leva da cui mi è tornato decisamente in forma smagliante. Avrei preferito una seconda stagione di “Avvocata Woo”? Palese. Sono rimasta anche infastidita e delusa dal fatto che non ci sia stato un immediato reclutamento per riportare in auge tale capolavoro, ma non ho odiato neanche “The Potato Lab” per quanto ci fossero tutte le premesse. Lo sapete che la sottoscritta non è un'amante dei romantici, né tanto meno sopporta personaggi fastidiosi e macchiettistici esasperati all'inverosimile solo per far ridere, eppure, forse aiutata dalle mie inesistenti aspettative in merito, sono riuscita a farlo scivolare via abbastanza bene. Ho solo una domanda in merito: come può venire in mente a Netflix di creare un drama sulle patate? Perché? Non c'erano sceneggiature migliori da sottoporre al nostro Patatone Nazionale? A volte mi domando chi diamine sia colui che approva tali scemenze per farle produrre e vorrei andare a schiaffeggiarlo con del kimchi, in pieno stile telenovela coreana della mattina. Ma questo ci è toccato, perciò bando alle ciance e tuffiamoci di testa nel mondo delle patate! Urla entusiaste dal pubblico di sottofondo...
So Baek-ho è un robot che lavora per un'azienda enorme che acquisisce aziende piccole, le sventra all'osso e fa in modo di ottimizzare i costi, licenziando in tronco tutti i lavoratori superflui. È freddo, calcolatore e il suo unico Dio è la logica. Sembra quasi Sheldon Cooper (se non avete colto la citazione, siete pregati di andare a riguardare Big Bang Theory, brutte capre), ma in versione sexy da paura. Chiaramente, essendo un bellone in giacca e cravatta dal cuore di ghiaccio, viene tenuto in altissima considerazione dalle donne capo dell'azienda malvagia, ma diciamo che i suoi colleghi non sono proprio entusiasti di averlo intorno. Essendo lui socialmente impedito, rigido all'inverosimile, non mi è difficile capire perché. Viene dunque spedito in missione, per comprendere e decidere la sorte del Potato Lab, un vero e proprio laboratorio di sviluppo e ricerca sulle patate in campagna nel niente. Dalle sue indagini e decisioni dipende dunque l'esistenza di questo piccolissimo e ameno ammasso di folli, all'interno del quale lavora la nostra protagonista: Kim Mi-kyeong, una pazza scatenata interpretata da Lee Sun-bin, con evidenti problemi di gestione della rabbia e affettivi. La nostra ragazza vive in una specie di enorme Guesthouse (che non so bene come faccia ad andare avanti visto che non hanno clienti) con suo fratello e la migliore amica, una persona odiosa, fastidiosa che mi ha fatto saltare i nervi una puntata sì e l'altra pure con la sua voce acuta, il suo modo di fare sempre troppo oltre le righe fino a diventare un personaggio sgradevole e inverosimile. Se avessi un'amica del genere penso che la butterei dal balcone per puro caso. Comunque il nostro Patato si trasferisce proprio alla Guesthouse e inizia a incutere timore e devastazione nella vita di questa tranquilla comunità. L'inizio è alquanto difficile. Lui non è un tipo malleabile e inizia a licenziare gente a destra e a manca, compresa Mi-Kyeong, per gli amici MK. Lei non la prende benissimo e i due iniziano col piede sbagliato il loro rapporto. Dire che si detestano è dire poco. La natura dell'altro è estranea completamente ad entrambi; non si comprendono, non riescono a comunicare e sono due testardi cronici. Perciò inizia una vera e propria lotta senza quartiere tra di loro, che coinvolge anche gli abitanti del villaggio in alcune scene davvero divertenti che mi hanno fatta sorridere. Finché una sera, i due ubriachissimi, non finiscono per baciarsi. Sarebbe meglio dire che MK bacia Patato, ma il succo è che lui, vista la sua natura tremendamente logica, le chiede di uscire il giorno dopo. Nella sua testa più o meno è accaduto questo: ci siamo baciati, ma solo le coppie si baciano, noi non lo siamo, urge dunque porre rimedio! Praticamente un processore Windows 98 in piena regola, sì perchè è decisamente rimasto ai tempi della pietra. Lei ovviamente lo respinge, perché per quanto lo trovi attraente, e fidatevi il drama vale la pena solo per lui, è comunque il suo odiato capo che l'ha licenziata. Lui promette quindi di fare in modo che lei lo accetti e dovrebbe quanto meno iniziare a corteggiarla, in realtà non è molto portato per la cosa, visto che è un robot e i robot non capiscono il romanticismo. Per sua fortuna però è anche un Patato in piena regola, fedele, intelligente, ligio, comprensivo e tremendamente testardo, perciò i due passano insieme moltissimo tempo, sia a lavoro che fuori. Lentamente, come in ogni drama che si rispetti, i ghiacciai iniziano a sciogliersi e le asce di guerra ad essere sotterrate. MK però si porta dietro un passato doloroso, fatto di ferite profonde non ancora del tutto guarite. Sappiamo infatti che il capo di Patato, nonché genero della CEO dell'azienda, è il suo ex e che lo stronzetto l'ha tradita talmente tanto che un cervo a primavera in confronto è senza corna. Il simpaticone, non contento, ha avuto anche il coraggio di mollarla portandole la partecipazione di nozze con l'amante. Roba che io lo avrei preso per il collo e strozzato come un pollo, come minimo! Ma come ti può venire anche solo in mente una roba del genere? Ma poi così dal niente, dopo sei anni di relazione e dico sei! Se lei lo avesse ucciso, le avrebbero dato le attenuanti. In Italia forse anche una medaglia al valore. Invece in Corea, visto che lavoravano insieme e lui si è sposato con la figlia della boss, che hanno fatto? L'hanno bullizzata e isolata sul lavoro, finchè non si è licenziata, mollato tutto e ritirata in campagna a leccarsi le ferite e coltivare patate. Roba da manicomio. Ovviamente poi il suo piccolo laboratorio viene acquisito proprio dalla società dell'ex e i due finiscono col vedersi anche troppo spesso, riportando a galla dolori e ferite ancora non del tutto rimarginati. In tutto ciò Patato si dimostra una green flag con i contro fiocchi, di una dolcezza infinita e con un cuore immenso. Diventano una coppia, anche se devo dire che mi domando come due persone così diverse possano coesistere senza sgozzarsi a vicenda, e la loro storia d'amore è molto carina, fatta di molti momenti dolci ma non stucchevoli e di molti sorrisi. Diciamo che la trama è tutta qui, a grosse linee, perciò potete capire che sia impossibile per me dare un voto alto. Non c'è contenuto profondo, non c'è una struttura vera e propria e non succede praticamente niente. È semplicemente una struttura vuota, uno di quei drama che se fossero in italiano, li metteremo come sottofondo per altre attività, regala sporadici sorrisi e nulla più. Tae-oh si carica letteralmente tutti sulle spalle e se li porta alla fine, con una fatica immensa e una classe unica. Non è però in grado di salvarmi dall'odio profondo e viscerale per la migliore amica di lei, né della maggior parte dei personaggi secondari, che in un modo o nell'altro sono stati tutti trasformati in pagliacci e caricature di veri esseri umani. Alcuni più di altri, ovviamente, ma comunque abbassano di moltissimo la valutazione, insieme alla trama claudicante. Unico applauso dunque al nostro Patato, in splendida forma, carismatico, divertente, affascinante, bellissimo, capace di interpretare personaggi differenti l'uno dall'altro con una grande maestria, nonostante questo drama fosse nettamente al di sotto delle sue capacità. Spero che lo abbiano pagato profumatamente e che adesso si impegni in progetti che esaltino la sua recitazione a dovere e non lo costringano in un pantano come questo.
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Vita, amicizia e amore tra cinque giovani avvocati
La serie si distingue per ottimi attori e una trama piacevole, con episodi che scorrono fluidamente senza complicazioni eccessive o intrighi di potere. Racconta semplicemente la vita di cinque giovani avvocati che si sostengono a vicenda, si confrontano e cercano di perseguire ideali di vita che spesso devono rivedere. L’amicizia e l’amore tra loro diventano la forza per affrontare le sfide quotidiane: dall’accettazione della maternità, alla rinuncia a un lavoro meglio retribuito per fare l’insegnante, fino a lasciare un posto sicuro dominato da avidità e cinismo per costruire una professione in linea con i valori del cuore.Mi è piaciuta molto, la consiglio e probabilmente la riguarderò. Ricorda per certi versi Hospital Playlist, anche se quest’ultima affronta temi e contenuti a un livello più profondo.
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Un romantico giusto, sia nella durata che nella trama!
Recensito da: Effe IG: _Dramalia_“Serendipity Embrace” è uno di quei drama che io definirei “giusti”. E’ giusto nella sua durata, appena 8 episodi che raccontano una bella storia d’amore in modo completo e senza appesantirla con clichè, storie secondarie inutili, sottotrame campate per aria all’ultimo o con l’espediente di familiari troppo invadenti che farebbero saltare la pazienza anche ad un Santo. E’ giusto nel suo genere, è un romantico nudo e crudo che non viene tirato per le lunghe e riesce così ad esprimere la sua essenza in modo estremamente piacevole e coinvolgente. E’ giusto anche negli attori utilizzati che sono in questo caso 2 volti noti al pubblico, Kim So-hyun e Chae Jeong-hyeop, che dimostrano una bella chimica e appassionano in fretta il telespettatore. E’ giusto nella tipologia di trama che racconta, proponendo una narrazione completa che si interfaccia egregiamente con dei flashback ad hoc davvero apprezzati. Ed infine è giusto nello spazio che dedica ai personaggi secondari, che non vengono più utilizzati come tappabuchi ma semplicemente come arricchimento del racconto.
La storia è quella di Lee Hong-ju, che conosciamo come aspirante produttrice di cartoni animati, e Kang Hu-yeong, un genio della matematica che lavora per una grossa società in America.
I due si incontrano durante il periodo scolastico, mentre Hu-yeong è il miglior studente della scuola e si destreggia tra premi e apprezzamenti, Hong-ju, accompagnata dall’amica bruttina Hye-ji, è la scavezzacollo della scuola. Indisciplinata, entusiasta, sempre attiva, scopre che l’amica ha una cotta per Hu-yeong e, per aiutarla, inizia a inseguire il ragazzo consegnandogli di volta in volta delle lettere d’amore da parte di Hye-ji. Questo però fa avvicinare i due che iniziano ad affrontare delle avventure insieme, una delle quali vede Hu-yeong seguire Hong-ju durante una fuga dalla scuola per andare a consegnare un regalo romantico al ragazzo, arruolato, di cui è innamorata. I vari momenti insieme portano i due inesorabilmente a creare un legame prima d'amicizia e poi forse d’amore, forse perché improvvisamente Hu-yeong viene trascinato dalla madre in America. Passano 10 anni e i due si incontrano di nuovo in modo casuale quando, Hong-ju, erroneamente, scambia in un bar Hu-yeong per il suo appuntamento al buio. I contatti tra loro si riallacciano e si riaccende anche la scintilla di un tempo. Hong-ju però deve fare i conti con ben due problematiche: da una parte il trauma dell'abbandono che l’accompagna sin da bambina, dall’altra l’ex fidanzato che riappare dal nulla dopo essere sparito 3 anni prima. Hong-ju deve quindi comprendere se i sentimenti che prova per Hu-yeong sono davvero d’amore e se quel sentimento che ha provato per il suo ex per più di 10 anni, è finalmente sparito. Dal canto suo Hu-yeong invece è perfettamente certo di essere innamorato della giovane, così come del resto lo è sempre stato, scopriamo infatti che Hong-ju è stata il suo primo vero, grande amore. Ovviamente di contorno abbiamo gli amici dei due: Hye-ji in primis che ritroviamo anni dopo la scuola trasformata in una professoressa bellissima, il suo amore per Hu-yeong ha resistito nel tempo ma, appena si accorge che il ragazzo in realtà è innamorato dell’amica, ed è anche corrisposto, non ci mette nemmeno un secondo a decidere di farsi da parte; impossibile non nominare Baek wook, lo zio di Hu-yeong, la quota indiscutibilmente comica di questo drama che rende alcuni momenti incredibilmente esilaranti, personaggio irrinunciabile; e poi c’è Sang Pil, il cui ruolo è solo apparentemente marginale, lui è l’amico dei tempi della scuola di Hu-yeong che, dopo la sparizione di quest’ultimo, ha sofferto la sua assenza e si è attaccato a Hong-ju e Hye-ji, andando a costituire un trio molto dolce di amici. Sang Pil è l’unico che sembra non avere un interesse amoroso, appare infatti interessato solo al suo ristorante e al rapporto di amicizia che coltiva con gli altri protagonisti, in realtà però, durante una scena finale, condivide con noi telespettatori (e solo con noi, cosa molto particolare e apprezzata) una piccola rivelazione non detta che non ci stupisce poi così tanto: il suo primo amore sembra essere stata proprio Hye-ji, e questo fatto, non banale, aggiunge un certo spessore alla trama. In questa narrazione infatti ho colto qualcosa in più di quello che in apparenza sembra trasparire dagli episodi che, di fatto, raccontano una favoletta romantica. In 8 puntate viene raccontato, in modo molto soft ma pur sempre chiaro e con varie sfaccettature, il concetto di “amore”. “Serendipity Embrace”, nei suoi minuti, ci racconta di tanti tipi di amore: il primo amore che si concretizza, il primo amore che scompare per lasciare il posto ad un altro, il primo amore che semplicemente non viene ricambiato. Ma anche l’amore abbandonato, vinto dalla paura o forse semplicemente non così forte come avremmo potuto pensare. L’amore sofferto, l’amore vissuto, l’amore ritrovato, l’amore mai sopito. E poi l’amore successivo, maturo, nuovo, quello che può anche dimostrarsi più forte e determinato del primo. E’ un drama piccolo, ma che da tanto. Una visione leggera, piacevole e godibile per delle serate in tranquillità, ma con anche qualche significato nascosto che io amo sempre ricercare e trovare, e che mi porta a quelle riflessioni che mi lasciano sempre un qualcosa in più del classico e canonico “carino”e basta.
Per me è un bel drama e vi consiglio assolutamente la visione.
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Fantasy ambientato in un mondo apocalittico!
Ero curiosa e poi il cast mi piace e mi è piaciuto molto e ho deciso che anche se non è il mio genere dovevo provare a vederlo.Sinceramente non sapevo niente ne della trama ne che fosse tratto da un web ton pero si capisce da subito che è quel genere. Non mi è dispiaciuto la visione.La storia è ambientata in un mondo post apocalittico dove soltanto il 1% della popolazione è sopravvissuto e ci sono delle divisioni ben distinte dove i ricchi sopravvivono bene e ci sono poi i rifugiati.Una storia fantasy dove i corrieri diventano le persone importanti e salvatori .C'è il 58 che è una specie di supereroe poi tra i rifugiati c'è un gruppo di strambi simpatici e buffi è un ragazzo speciale che farà l'impossibile per diventare un corriere.C'è il cattivo senza scrupoli.
È un action drama abbastanza sanguinolento.
Cast fantastico e interpretazione fantastica di tutti.
Anche se non amate il genere vale la pena vederlo diverso ma bello e poi la visione e coinvolgente e score veloce.
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Solita storia ma comunque un bel drama.
Partendo che già avevo visto la versione cinese meteor garden mi aspettavo che alla fine mi avrebbe annoiato ma invece mi è piaciuto,anche più del previsto.La base della storia è sempre quella del ragazzo ricco bello e arrogante che si innamorerà della ragazza comune povera e sfortunata di turno che per un cavillo viene a studiare nella scuola da ricchi. C'è il gruppo dei F4 quatto fantastici ragazzi ricchi e belli che fanno girare il mondo scolastico e non solo.C'è pure il triangolo amoroso e sinceramente ho fatto il tifo per il second lead fino alla fine,qui a differenza di meteor garden la storia e più intensa che ti porta a sperare a un lieto fine anche per lui.
C'è la madre che è veramente una strega e poi un sacco di personaggi che fanno il tifo per i ragazzi.
Bella storia simpatica e molto piacevole da vedere.
Consiglio vivamente.
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