E Mo Shao Ye Bie Wen Wo
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Mini drama povero e inconsistente
Miniserie che apparentemente vanta un buon numero di episodi (24) ma che, a conti fatti, tra la durata ridotta di ciascuno e le chilometriche chiusure di coda si riducono a una decina di minuti netti l'uno.C'è ben poco da dire...e questa parola, "poco", è davvero calzante per questo drama, in tutte le sue accezioni. Poco investimento in termini di budget, ma anche di voglia e impegno; poca l'attenzione per la trama, piatta e banale, tirata insieme incollando pezzi a casaccio e collegandoli pure male; un cast poco professionale, una recitazione di poco conto per un drama che offre ben pochi contenuti. Poca coerenza, poca credibilità, poca qualità. Non c'è stato davvero il desiderio di fare qualcosa di valido, un drama che prende vita, boh, per capriccio. A livello di sviluppo, contenuti e qualità, siamo poco distanti da una recita scolastica.
La non visione si traduce sicuramente in tempo risparmiato.
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The Sun in the Dark
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Noioso, già visto un milione di volte
Non sempre ripercorrere il successo di script meglio articolati è garanzia di pari successo. Io non so se la storia sia tratta da un romanzo. A questo punto due sono le cose: o il racconto/romanzo da cui è tratto è banale e ripetitivo, oppure la sceneggiatura ha fatto un torto all'autore originale. La storia è noiosa e quando gli sceneggiatori se ne rendono conto, danno un' accelerata, risolvendo in fretta e furia punti cruciali della storia. Noia mortale, non vedevo l'ora che finisse.I personaggi, che dire, male leads zerbino, female leads che si sviluppano da portatrici di stupidaggine congenita, a tigri dagli artigli mozzate da un onicotecnico improvvisato, ovvero cattivone promettenti che perdono la verve per strada.
Alla fine si risolve con un "pizza e birra" e amici come prima così... di punto in bianco e... forse un giorno... suona familiare?
Questo script è un'ingiustizia verso gli attori, tutti molto professionali e bravi nel cercare di rendere passabile una sceneggiatura tanto banale quanto la famiglia del Mulino Bianco.
Rivoglio i vecchi Wuxia di una volta! Yu, Wang, Dilraba, Ying, ecc... che hanno avuto la fortuna di partecipare a progetti indimenticabili ne sanno qualcosa.
Non credo che ripeterò mai l'esperienza.
Salvo solo la recitazione. Qualora non si fosse capito. 🤭
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La storia si snoda lungo l’arco temporale di dieci anni, viaggiando fra vari paesi: Giappone, Corea e Germania.
È proprio a Berlino che i due protagonisti si incontrano: Ryu, interpretato da Hayato Isomura, entra in una chiesa e rischia di morire in un incendio. Viene salvato da Johan Hwang, interpretato dall’attore e idol Taecyeon, un pugile sudcoreano presente anche lui all’interno dell’edificio.
Quest’ultimo non crede nel destino e non vuole nemmeno conoscere il nome di Ryu, ma ben presto i due si rincontreranno.
Johan parla giapponese, lingua che ha imparato leggendo i manga, tra cui La Fenice di Osamu Tezuka; Ryu prova più volte ad avvicinarlo anche tentando di pronunciare qualche parola in coreano.
Comincerà così un’amicizia che durerà nonostante la distanza e il tempo.
Già prima della sua uscita si discuteva animatamente se definire la serie bromance o boys’ love. Perfino Netflix, che lo aveva presentato come un progetto bromance, è poi passata al termine boys’ love.
Soul Mate non è niente di tutto ciò e, allo stesso tempo, è molto di più.
Il drama, infatti, gira attorno a due anime affini che portano dentro di sé grandi ferite, ma grazie al loro incontro riescono in qualche modo a guarirsi a vicenda.
Non sono personaggi perfetti: hanno le loro fragilità e i loro scheletri nell’armadio.
I protagonisti si riconoscono perché vedono qualcosa l’un l’altro che il resto del mondo ignora o non comprende. Nonostante cerchino di nascondere il dolore, il loro legame diventa sempre più solido.
In Soul Mate, l’amore non nasce dall’attrazione, ma dalla comprensione e dal supporto reciproco.
In un mondo iperconnesso, si può sentire la solitudine anche quando si è circondati da persone. Ed è raro trovare qualcuno capace di farci sentire meno soli.
Lo stesso attore protagonista Taecyeon, in un’intervista, ammette che il punto focale della storia non è la componente fisica o sessuale. L’intera serie parla di affetto, di diversi tipi di amore e di come possa essere espresso in modi differenti, mostrando tutte le sfaccettature attraverso cui questo sentimento può manifestarsi.
L’amore, infatti, può assumere molte forme e a volte non può essere racchiuso in una definizione precisa.
E in questo la serie ha centrato il punto: non ci sono baci o effusioni; i protagonisti diventano casa l’uno per l’altro. Si capisce da come si sostengono nelle difficoltà che fra loro non c’è un semplice rapporto di amicizia.
Ma se questo è il suo punto di forza, è anche il suo limite.
Durante la visione, quando la storia è già entrata nel vivo, avviene una discussione fra Ryu e Johan che rappresenta uno snodo fondamentale.
Tutto, però, avrebbe avuto un impatto maggiore se prima ci fosse stato un qualsiasi avvicinamento fra i due. Non si tratta di un bacio o di qualcosa di fisico, ma di un fattore emotivo: non c’è un gesto, uno sguardo o neppure un discorso — anche solo platonico — che richiami a una componente romantica.
Per questo motivo, le parole che Johan pronuncia sembrano quasi perdere valore.
L’attore Hayato Isomura ha dichiarato che ci sono tante serie boys’ love con baci e scene d’amore e Soul Mate voleva offrire qualcosa di differente; nonostante la chimica dei personaggi, che si guardano con uno sguardo tenero e d’intesa, rimane però la sensazione che qualcosa manchi.
Proprio questa ambiguità ha portato parte del pubblico ad accusare la serie di queerbaiting.
La serie sembra voler tenere il piede in due scarpe: il titolo definisce Ryu e Johan anime gemelle per attirare il pubblico amante delle serie boys’ love, ma non ha il coraggio di raccontare davvero fino in fondo la loro storia d’amore.
Un altro difetto è la trama frammentata: seguendo la storia dei due protagonisti per dieci anni vengono presentate, in soli otto episodi, tantissime vicende e personaggi, con il risultato che alcuni passaggi risultano troppo frettolosi.
Le storie secondarie sono molto commoventi, donano un ritmo pacato, offrono uno squarcio di vita di una famiglia atipica e danno spunto per parlare di diverse tematiche.
È tenero vedere la migliore amica di Ryu che sorride ammirando il ritratto che Johan ha realizzato dell’altro, o i genitori di Ryu che accettano Johan come se fosse un altro figlio, tanto che quest’ultimo li chiama "eomeoni" e "abeoji", ovvero “mamma” e “papà” in coreano.
Durante la visione, tuttavia, si avverte il desiderio che la narrazione si focalizzi soltanto su Ryu e Johan e sulla loro intimità.
Le vicende non presentano i soliti cliché delle serie boys’ love degli ultimi anni; anzi, ne prendono le distanze, essendo un prodotto totalmente diverso.
Non mancano, però, gli stereotipi legati al tag drammatico, per cui i protagonisti dovranno affrontare numerosi momenti tragici, forse anche troppi.
Si passa sopra a questi piccoli difetti grazie alla bravura dei due attori protagonisti.
Spicca fra tutti Taecyeon. È vero che conosceva già la lingua giapponese, ma recitare in una lingua che non è la propria non è sempre semplice; lui ci è riuscito in maniera impeccabile, ricorrendo comunque al coreano nelle scene emotivamente più forti: dopotutto, è proprio quando una persona è a pezzi che torna a parlare nella propria lingua madre.
Inoltre, il suo personaggio ha richiesto una perdita di peso, un rigoroso controllo della forma fisica e un intenso allenamento nel pugilato.
Hayato Isomura, invece, ha dovuto trasformarsi in un giocatore di hockey, sport in cui non aveva alcuna esperienza e per il quale si è dovuto esercitare ogni giorno così da rendere i movimenti più fluidi possibile.
In ogni scena è stato talmente eccezionale da essere all’altezza dell’altro protagonista, senza mai sovrastarlo, anzi lasciandolo sempre brillare.
Anche gli attori secondari sono stati straordinari: basti pensare a Kenshi Okada nei panni di Arata, amico e compagno di squadra di Ryu, che pur avendo uno spazio limitato ha rubato il cuore di molti spettatori.
Dal punto di vista estetico, Soul Mate ha tutto ciò a cui i drama asiatici ci hanno abituati: una splendida fotografia e luci soffuse.
La regia di Shunki Hashizume, regista anche del drama live-action More than Words, privilegia i momenti di quiete e le emozioni trattenute, lasciando spesso che siano gli sguardi e i silenzi a raccontare ciò che i personaggi non riescono a esprimere a parole.
Il tutto è accompagnato da musiche che enfatizzano ogni momento della storia.
Soul Mate è disponibile su Netflix sia sottotitolato che con il doppiaggio in italiano.
Hayato Isomura, che in Alice in Borderland era doppiato da Dario Sansalone, qui ha la voce del bravissimo Manuel Meli, che ho trovato particolarmente adeguato al personaggio.
Flavio Aquilone, nei panni di Johan, ha una voce molto diversa da quella dell’attore originale, ma lo aveva già doppiato in precedenza nel drama Vincenzo.
Non condivisibile è la scelta di doppiare qualsiasi dialogo, ad eccezione di qualche parola isolata, che si tratti di giapponese, coreano o inglese, un po’ come era già successo in Come si dice "Amore"?: in questo modo non si percepisce quando un personaggio passa da una lingua all’altra.
Purtroppo è un problema che ritroviamo anche nei sottotitoli, tutti uguali per font e colore, nonostante le lingue siano diverse; per un orecchio non particolarmente allenato può risultare difficile capire quando un personaggio cambia lingua.
Da questo punto di vista, Pachinko su Apple TV+ rimane ancora oggi uno degli esempi migliori di gestione del multilinguismo: i sottotitoli cambiano colore a seconda della lingua parlata dai personaggi — bianco per l’inglese, blu per il giapponese e giallo per il coreano.
Soul Mate è una serie imperfetta e forse troppo timida nel definire la natura del rapporto tra i suoi protagonisti, suggerita soltanto nel finale e della quale il titolo stesso rappresenta un indizio.
“Anima” è una parola che ritorna spesso durante la visione e diventa un filo conduttore all’interno del drama: Ryu e Johan sono due persone che stanno cercando di proteggere la propria anima e, per farlo, tentano anche di nasconderla.
In realtà, il modo più semplice di salvarla è donarla all’altro.
Soul Mate riesce a lasciare il segno grazie alla sensibilità con cui racconta la solitudine, il dolore e il bisogno di comprensione.
Al di là delle etichette con cui possiamo definire questo drama, ciò che resta è la storia di due persone che si trovano in un momento buio della loro vita e diventano salvezza l’una per l’altra.
Per l’appunto, anime gemelle.
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ho pianto tutta me stessa ma ugualmente da vedere
Ricordo ancora quando decisi di guardarlo per la prima volta, una mia amica a distanza me lo consigliò, facendomi conoscere Off e Gun, due eccezionali attori, sono fantastici.Sinceramente non avevo programmato di fare un rewatch ma ultimamente mi erano usciti tanti edit su tik tok che mi hanno fatto venire voglia di riguardarlo.
Così l'ho iniziato a guardare, all'inizio pensavo fosse una scelta un po' sbagliata in quanto ricordavo fosse un bl molto triste ma alla fine veramente mi ha fatto piacere poter riguardare questa serie.
Devo dire che la storia non la ricordavo molto bene, infatti molte cose non le ricordavo bene, per esempio la storia di Two e Un, ma alla fine tutto ok.
Prima di parlare di Third e Khai devo appuntare una cosa: quando guardo una serie TV la cosa che odio di più è quando i protagonisti si fidanzano all'ultimo episodio… eppure devo dire che in questa serie nonostante loro si fidanzino ufficialmente all'ultimo episodio, questa cosa non mi ha pesato. Ceh non mi ha dato veramente fastidio e non me l'ha fatto neanche pesare, per esempio quando ho guardato Cupid’s last wish o A tale of thousand stars ero arrabbiata del fatto che i protagonisti si fossero fidanzati all'ultimo episodio e non ce la facevo più ad aspettare che loro si fidanzassero, invece qui è tutto diverso, la cosa non mi è pesata in quanto tra parentesi c'è una situazione molto difficile fra i protagonisti cosa che non manca in Cupid last wish o A tale of thousand stars però veramente non mi è pesata.
Ovviamente queste serie nominate sono solo per fare degli esempi in quanto bl visti recentemente.
Parlando di Third devo dire che all'inizio mi rattristava molto il fatto che lui piangesse per Khai ogni episodio, da lui ho imparato il piangere sotto la doccia che è veramente qualcosa di utile infatti quando sei triste, hai bisogno comunque di qualcuno che ti tiri su di morale però non hai una persona che possa farlo (in quanto Third non può parlare del suo amore segreto per Khai agli altri) allora in queste situazioni buttandoti sotto la doccia sfoghi la tua rabbia e la tua tristezza con l'acqua che ti scorre addosso e l'acqua è come se ti stesse abbracciando, dandoti un po' più di forza e aiuta molto effettivamente; l'ho provata aiuta molto.
Comunque all’inizio ero schierata dalla sua parte in quanto Khai era veramente un idiota, non sapeva trattarlo decentemente neanche come amico, inutile dire che ho odiato quando l’ha trattato bene solo per vedere se Third fosse innamorato di lui…è stata una delle cose per cui sono stata dalla parte di Third al 100%
Il problema è venuto quando Third ha superato la questione, in quel periodo lo abbiamo visto molto distaccato dal gruppo di amici e soprattutto da Khai, cosa che capisco benissimo in quanto non puoi cercare di dimenticare una persona se poi gli stai ogni giorno vicino, infatti poi dopo il problema è venuto dopo questo, quando Kai ha capito i suoi sentimenti per Third.
In quest'altro periodo ho visto Third molto cattivo, duro con Khai cosa che mi ci ha fatto rimanere un po', Khai nonostante tutto non si meritava questa rabbia infatti aveva appena capito i suoi sentimenti per Third e che doveva cambiare in quanto non era una buona persona e stava migliorando, trattava bene Third quindi non si meritava quel tipo di comportamento da parte di Third stesso.
Alla fine l’ho odiato un po', soprattutto dopo che si era ammorbidito e aveva accettato il fatto che Khai lo amasse, infatti lì l'ho visto più morbido con Khai però continuava a rifiutare il fidanzamento, cosa che capisco benissimo in quanto ormai non c'era più la fiducia di prima da parte di Third però allo stesso tempo dopo tutte quelle volte in cui gli ha detto di no aveva visto che Khai stava provando a fare di tutto cioè letteralmente pareva che Khai fosse un suo servo o robe del genere infatti in quel momento era anche troppo buono con Third per quanto mi riguarda, menomale che alla fine comunque ce la fanno.
Khai è quel tipo di personaggio che alla fine non è cattivo, deve solo trovare la persona che riesce a far uscire la sua parte migliore.
All'inizio lo abbiamo visto playboy con molta fiducia in sé, che usciva solo con le ragazze trattandole come degli oggetti alla tipo una sveltina e via, andava a letto con molte ragazze cosa che faceva rattristare Third e lo faceva stare molto male.
Poi dopo aver capito i suoi sentimenti e l'amore stesso è diventato una persona migliore, il suo problema era non aver ancora trovato una persona che gli facesse capire cos'era l'amore, com'era amare qualcuno e poi si accorse che era Third, semplicemente.
La loro storia alla fine è stato un insieme di alti e bassi soprattutto bassi ma mi è piaciuto molto quando si sono proprio fidanzati all'ultimo episodio con la scena del palco infatti ho pianto, mi sono emozionata veramente tanto, finalmente Khai era riuscito a far capire bene quello che poteva offrire e quello che provava per Third, il suo più sincero amore.
Parlando invece di Two e Un per me è stato un casino in quanto non ricordavo bene la loro storia infatti ricordavo che tipo Two andasse a finire con Lynn o roba del genere e ricordavo magari che Un fosse innamorato di Third, cosa assolutamente non vera.
Poi vabbè guardando gli episodi mi sono ricordata man mano cosa succedeva e alla fine devo dire che la loro storia è stata abbastanza complicata in quanto Two era innamorato di Lynn e Un veniva shippato con chiunque ma alla fine aveva una cotta segreta per Two, fantastico. Sono contenta che le cose siano andate a finire bene per loro.
Parlando invece di Bone devo dire che si meritava un po' di più, so che non è il meglio innamorarsi della propria professoressa cosa che all'inizio lui non sapeva e ha scoperto solo in seguito quando la sua cotta si era ben sviluppata, il problema poi è iniziato sapendo che la professoressa era fidanzata e addirittura si doveva sposare, Bone deve aver sofferto molto.
Però nonostante tutta questa situazione devo dire che abbiamo visto il grande cuore di Bone, nonostante la sua cotta si dovesse sposare ha accettato di fare il video e addirittura ha risolto le questioni fra di loro prima che si sposassero, è stata una cosa alquanto triste. Fortunatamente alla fine hanno dato a Bone una fine decente facendolo fidanzare con una ragazza anche se è stato un po' tutto di fretta ma vabbè quello era giusto per aggiustare un po' tutto quello che era successo negli episodi prima.
Ho scritto già molte cose quindi come ultima cosa dico che questa serie nonostante tutte le difficoltà rimane una serie veramente molto bella, assolutamente da guardare. Devo fare i miei complimenti a Off e Gun per la loro fantastica recitazione e anche ovviamente a tutti gli altri attori; per quanto mi riguarda non ci sono nessun tipo di carenze, è stato dato il giusto spazio a tutte le coppie e a tutte le situazioni e le vicende e abbiamo visto anche la bellissima amicizia di lavoro quattro uniti per la passione e il sogno di realizzare una casa discografica insieme.
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Love in Translation
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belli i due protagonisti, ma la storia è un disastro
questa serie purtroppo è un vero disastro, tra buchi di trama, incongruenze, comportamenti assurdi dei personaggi, cose spiegate male o spiegate nel momento sbagliato, cambi di tono decisamente poco riusciti. Il primo episodio ho fatto fatica a finirlo, con i vari personaggi che si comportano in maniera estremamente immatura e inverosimile. Ho deciso comunque di proseguire la visione e devo dire che tra il secondo e il sesto episodio c'è stato un certo miglioramento: pur tra clichè e incongruenze varie ci sono anche molte scene belle riguardanti il progressivo avvicinamento di Yang e Phumjai che mi hanno fatto apprezzare abbastanza la parte centrale della serie. Gli ultimi due episodi invece sono in caduta libera, non ho apprezzato per niente tutta la faccenda del creditore malavitoso, il cambio di tono non è riuscito affatto, e le incongruenze e le cose spiegate male o in ritardo diventano veramente troppe per poterle continuare ad ignorareQuesta recensione ti è stata utile?
Sparkling Watermelon
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Dramma davvero bello!
Uno dei miglior dramma visti con una storia non originalissima perché di viaggi nel tempo ne abbiamo visti tanti però raccontata bene è bello con un cast davvero bravo.Ambientato nel mondo della musica su sfondo scolastico nei anni novanta. Una bella idea quella del mondo del sordo muto e la rinascita nonostante questo.La storia veramente bella,coinvolge e commuove. Attori troppo bravi.
Merita sicuramente di essere visto!
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Inquietante e doloroso
Un thriller sviluppato in tre archi narrativi, che condensa in 12 puntate i 62 episodi del popolare webtoon di VANZIUN. Una serie per stomaci forti, con un livello di truculenza pari a "Squid Game".Assistiamo all'ascesa e alla caduta della protagonista, Baek Ah Jin, che affronta il suo dolore avviando una spirale distruttiva soprattutto per i due personaggi che la supportano, gli unici ad amarla davvero: li manipola, senza remore, per raggiungere i propri scopi. E si vendica, senza pietà, nei confronti di chi la ostacola o le fa del male. Per questo, mantiene fino alla fine la dicotomia tra trauma e desiderio di riscatto, costi quel che costi. Suscita, allo stesso tempo, empatia e orrore.
Kim Yoo Jung dà vita ad una performance incredibile, mostrando ancora una volta il suo talento. Così come Hong Jong Hyun che troviamo solo negli ultimi episodi; forse il suo personaggio avrebbe meritato maggiore approfondimento.
La violenza domestica è rappresentata in tutto la sua crudeltà e permea soprattutto il primo arco narrativo che si conclude con una sequenza davvero disturbante.
Il finale sembra un po' affrettato, nonostante la sontuosità della messa in scena degli ultimi episodi, con una sequenza inverosimile e illogica, per quanto intrisa di simbolismo.
E un domanda resta aperta: é mai possibile un futuro di redenzione e speranza per questa anima perduta?
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Nai Hia Bok Mai Chop Dek
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One of the best chemistry between characters
First things first: anyone who thinks this is porn has probably never watched any. I'm referring to some of the reviewers here 😉The chemistry between the main characters is out of this world, as is that between the supporting characters. The acting is superb, there's nothing wrong with it.
The story isn't new, but it's well executed.
Let's move on to the NC scenes, some of which have been described here as porn: What particularly impressed me in the special episodes was: seriously... fingers, lube, and condoms? Wow!!! I'm so damn glad to see how it's done right.For those who find this too hardcore... Check out the college series, where you girls get everything you want.
So... Please don't watch this if you want to see rose-tinted sex.Great performance by the actors. Keep it up 😉
Translated with DeepL.com (free version)
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The Princess is A Cat
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Commedia leggerissima, bisogna guardare la seconda stagione
Come da titolo, si tratta di un drama peso piuma, leggerissimo, che non ha pretese né aspirazioni, e va preso per quello che è: puro intrattenimento con un po' di romanticismo. E, trattandosi di una prima stagione, per sapere come va a finire bisognerà guardare anche la seconda. Rimaniamo in sospeso su tutte le questioni, ma tanto ormai è già disponibile il sequel, per cui è tutto a posto.Bisogna ammetterlo: non è che sia una commedia particolarmente brillante. Non si ride a crepapelle, ma ci sono diversi momenti e situazioni divertenti. La storia in sé è abbastanza carina, pur se zeppa dei soliti cliché a cui ormai siamo talmente abituati che non vale neanche più la pena di citarli. Ciononostante, la trama non è del tutto immediatamente prevedibile ed è abbastanza godibile. Piuttosto frequenti, rispetto ad altri drama, le scene di bacio fra i due protagonisti, che hanno una notevole chimica.
La musica è sufficiente e costumi e ambientazioni, trattandosi palesemente di un prodotto a basso budget, sono anche passabili. Pure il trucco e soprattutto il parrucco sono migliori di tanti scempi visti in produzioni più blasonate. Posso contare sulle dita di una mano le volte che ho notato qualche segno sui visi. E anche questo, in una produzione in costume, ha un bel peso.
I personaggi sono piuttosto normali per il genere. In questa prima serie il ML è diviso tra la necessità di obbedire agli ordini dell'imperatore (chissà chi è e dov'è?), salvarsi la pellaccia e conquistare e tenersi la donna che ama. Una buona prova, parlando della sua recitazione. Il SML è spesso piuttosto caricaturale nella resa del suo personaggio (presumo per ordini di regia), che parte come antagonista ma non è detto lo rimanga fino alla fine. Un personaggio ambiguo, ma inaspettatamente umano, che potrebbe essere ulteriormente sviluppato nella seconda stagione.
La FL offre una buona interpretazione piuttosto scoppiettante, ma non mancano le scene tristi e, specie nei primi episodi, le sue trasformazioni in gatto. Diciamocelo: un orribile gattaccio più brutto di Garfield, reso con una CGI da urlo (di dolore). Che, oltretutto, cammina su due zampe portando qua e là un corpo chiaramente sovrappeso e un muso che nulla ha di femminile e poco anche di felino... Talmente orribile da risultare tenero!
I personaggi di contorno, specie la servitù, sono nella norma del genere. Colpisce sfavorevolmente per l'irritazione che risveglia la SFL, una rompiscatole appiccicosa, ruolo che ricopre alla perfezione, riuscendo a rendere il suo personaggio piacevole come uno sciame di zanzare alla cena in spiaggia. Ottima interpretazione!
In definitiva, nulla di cui scrivere a casa, ma un buon prodotto per passare qualche ora in compagnia di una storia accettabile. E non dimenticate di guardare le scenette di fine puntata: molto carine e spesso divertenti.
E ora scusatemi, devo andare a cominciare la seconda serie.
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mi ha lasciato un segno
QUESTA è LA SERIE PIù BELLA CHE ABBIA MAI VISTO.è UN FOTTUTO CAPOLAVORO.
La trama di base è qualcosa di geniale e super realistico, gli argomenti trattati vengono affrontati in maniera rispettosa e approfondendo le cose.
Ho notato come in ogni episodio ci sia un passaggio dai momenti tristissimi alla piccola risata e trovo questa cosa veramente figa, infatti lo amo proprio per questo.
Ogni storia è stata trattata nei minimi dettagli e in maniera originale, ho pianto e mi sono sentita con un nodo alla gola ogni episodio ma è stato tutto ricompensato con le belle parole che i tristi mietitori dicevano.
Guardando questa serie ho potuto aprire di più la mia mente, apprendere concetti e capire come alcune cose non vadano trattate con leggerezza.
Parlando di Choi Joon Woong ho capito sin da molto presto fosse come una salvezza lì dentro, sembra fatto apposta per far parte del team Gestione Rischi e ha fatto un ottimo lavoro, per me lui è lo standard, è un ragazzo stupendo.
Inoltre riguardo il team Gestione Rischi, l’ho amato sin dallinizio, infatti non ho mai concordato con il tizio a capo del team di Scorta, per me era vergognoso dire che il suicidio è un omicidio a se stessi e che quindi doveva essere punito con l’inferno, proprio per questo ho sempre concordato con le sagge parole di Gu Ryeon.
Alla fine non mi aspettavo che questi due fossero addirittura sposati nella loro vita passata, ceh avevo capito che le loro vite fossero intrecciate ma proprio come marito e moglie non me l’aspettavo, la loro storia sin dall’inizio era un gran casino e non la capivo ma poi quando hanno fatto l’ep apposito, ho capito tutto e mi si è spezzato il cuore, entrambi si amavano molto.
La fine l’ho amata, molto semplice anche se volevo non cancellassero la memoria a Choi Joon Woong, tanto non avrebbe mai detto nulla di quel mondo.
Ho amato questa serie così tanto che spero in una seconda stagione, veramente è quel tipo di serie che non mi stancherei mai di vedere, so che è impossibile sperare in una seconda stagione ma merita veramente un botto.
La stra consiglio a tutti, anche per coloro che pensano al suicidio, in quanto queste parole possono far riflettere e personalmente ho riflettuto e appreso da tutto ciò che è stato detto. IMPECCABILE.
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A Business Proposal
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storia leggera e carina
semplicemente STUPENDO.Mi ha fatto morire dalle risate e allo stesso tempo ci sono stati molti momenti tristi. Solitamente non piango per delle le scene in cui si baciano ma la prima volta che si sono baciati seriamente, quello sul ponte, mi ha fatto morire dal pianto, ero così esausta del fatto che lei si facesse troppe illusioni negative che la portavano a pensare che non fosse la scelta giusta accettare il suo amore.
Per quanto riguarda il cuoco sono veramente arrabbiata con lui, Ha ri ha sempre avuto una cotta per lui e anche lui ricambiava peccato che abbia sempre pensato ad uscire con altre poi quando Ha ri ci è veramente passata su e stava con un altro invece di supportare, come lei aveva sempre fatto, l'ha scoraggiata ancora di più e questa cosa mi ha fatto veramente arrabbiare.
Parlando della migliore amica di Ha ri, è letteralmente un amore, la adoro tantissimo, tutti si meriterebbero un amica come lei, stesso discorso per Sung Hoon, stupendi entrambi.
Infine devo dire che ho amato anche il team 1, quando Ha ri è andata a finire in quello scandalo pensavo che le avrebbero solo voltato le spalle invece si sono rivelati migliori di quel che credevo, ho amato come l'hanno protetta pur non sapendo se i pettegolezzi fossero veri o meno.
Questo drama fa capire molto bene i temi di cui parla: come le famiglie ricche non accettino il matrimonio con persone "normali", come la gente pensa solo a se stessa e se pensa agli altri è perchè deve sparlare alla meglio peggio e su come il giudizio degli altri importi e possa pesare sulle persone che non hanno fatto nulla di sbagliato.
All'inizio ero un pò perplessa di come la trama fosse molto simile al drama "The Secret Life of my Secretary" ma alla fine si è rivelato molto diverso, solo all'inizio la trama è stata simile poi col passare degli episodi lo scenario è cambiato notevolmente.
Mi è piaciuto molto il finale, lo immaginavo diverso ma è molto meglio così. Immaginavo che questo drama si chiudesse col matrimonio dato che se n'è parlato molto ma è innovativo come l'hanno chiuso, mi piace, non hanno allargato troppo la situazione dei personaggi secondari così come i primari alla fine ma penso sia giusto. ADORATOOO
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Perdutamente Innamorata
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Good But I Expected More
I had heard a lot about this drama, and while I did enjoy it, I think I was expecting a little more.The story is good, and the chemistry between the main characters works well. However, there were moments when I found some parts confusing, and it also felt like certain plot points were introduced but never really explored again.
I didn’t think the ending was rushed or disappointing, but considering the overall story, I expected something a bit more impactful.
As for the OST, only two songs really stood out to me and stayed in my head. The rest wasn’t particularly memorable.
Overall, this drama didn’t leave a huge impression on me, but I still enjoyed it, and I think it was worth watching. I’m glad I gave it a chance.
8/10
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La trama procede con ritmo, alternando mistero, indagini e tensione giudiziaria senza mai diventare pesante, e riesce a mantenere vivo l’interesse anche quando si conoscono già gli snodi principali. Segno che, al di là della sorpresa, funziona la costruzione dei personaggi e l’atmosfera generale.
Pur non essendo una serie “perfetta” né particolarmente rivoluzionaria, ha qualcosa che la rende coinvolgente e facilmente rivedibile. Alla fine resta quella sensazione difficile da razionalizzare, ma molto chiara: non so bene come mai, ma mi è piaciuta. E mi è piaciuta di nuovo.
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Incomprensibile
L ho seguito ma mi ha deluso mi aspettavo altro.Alla fine c è un pazzo omicida che spia tutto il palazzo facendo uscire di testa con i rumori che in realtà sono trasmessi perchè vuole portare alla luce episodi di corruzione.
Nessuna tensione solo un accozzaglia di fatti delusione cocente, seppur il cast è ottimo con un ottima recitazione.
Mi aspettavo davvero di più
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Wol Soo Geum Hwa Mok To
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Park Min-Young, che generale mi piace (ho iniziato a guardare questa serie per la sua presenza) è qui veramente troppo magra....dà l'idea di essere malata! Mi veniva voglia di portarle un panino doppio strato.
Lui, invece, l'ho adorato, sia come personaggio che come attore: non l'ho visto in altre serie ma mi è sembrato così perfetto nell'incarnare il suo personaggio goffo, introverso (persino nel modo in cui sta seduto!) ma anche forte nonostante la coscienza dei propri limiti, che mi sono chiesta se sappia impersonare anche ruoli diverso. È troppo perfetto in questo! Non riesco ad immaginarmelo...che so...in un personaggio spavaldo. Aumento a 8 il voto generale solo per lui, l'attore d il personaggio.
A parte lui, peró, e a parte le prime puntate, non lo riguarderò: già è stata una tortura finirlo, mi applaudo da sola...
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