KPop Demon Hunters
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E allora perché sta facendo impazzire i social media? Qual è il suo segreto?
Probabilmente è la sua radicata connessione con la Corea del Sud. Il film, infatti, riesce a fondere k-pop e elementi culturali coreani.
Le nostre protagoniste Rumi, Zoey e Mira non sono semplice maghette, bensì le Huntrix, una delle più famose girl band k-pop in vetta a ogni classifica musicale. Acclamate idol che devono affrontare concerti sold-out e pazzesche coreografie, sono anche guerriere che combattono contro i demoni che minacciano l’umanità. E proprio dal popolo dei demoni arriveranno i loro principali nemici, sia sopra che sotto il palcoscenico, che complicheranno il lavoro di idol e cacciatrici: i Saja Boys, un gruppo k-pop formato da cinque bellissimi, muscolosissimi e talentuosissimi ragazzi, Jinu, Abby, Romance, Mystery e Baby Saja, che in realtà sono demoni che si nutrono delle anime dei fan.
Le eroine presentate sono molto distanti dall’essere perfette: Mira è definita come la “pecora nera” dalla sua famiglia; Zoey è sempre stata divisa tra due mondi, la Corea dove è nata e la California dove è cresciuta, non trovando il suo posto; Rumi nasconde (anche alle sue compagne) un grande segreto, ovvero che suo padre era un demone.
Jinu, d’altronde, non è il classico cattivo: è un demone, eppure è gentile con Rumi e con gli altri membri del suo gruppo; è un personaggio che si porta dentro una grande vergogna e per questo collabora con il re dei demoni.
Gli altri membri dei Saja Boys, invece, non sono altro che lo stereotipo della formazione dei gruppi k-pop: di solito è presente il membro muscoloso (Abby), uno più sentimentale (Romance), un altro più misterioso a cui non piace molto parlare (Mistery) e il più piccolo del gruppo, il makne, che spesso è dolce e carino, ma alcune volte si rivela essere quello con la voce più bassa (Baby Saja).
All'interno della storia si ironizza più volte sul mondo del k-pop, non solo attraverso questi personaggi, creando una critica molto velata e divertente al tempo stesso.
Già questo basterebbe per spiegare il successo virale che ha avuto questo film: le fan del k-pop (e non solo) stanno facendo a gara per scovare tutte le somiglianze tra i protagonisti e i loro beniamini.
In realtà, la regista Maggie Kang ha già dichiarato da quali stelle del k-pop ha preso ispirazione per i suoi personaggi: le Huntrix richiamano i gruppi femminili di maggior successo come ITZY, BLACKPINK e TWICE; i Saja Boys i gruppi maschili come i BTS, Stray Kids, ATEEZ, BIGBANG, TXT e Monsta X.
L’unico personaggio di cui Maggie Kang ha parlato con maggior chiarezza riguardo ai suoi modelli di riferimento è Jinu: dovendo dare l’impressione del tipico e bellissimo ragazzo coreano dai capelli neri, per lui sono stati presi come spunto il cantante e attore Cha Eun-woo (degli ASTRO) e l’attore Nam Joo-hyuk.
Per gli altri membri dei Saja Boys non ci sono riferimenti precisi, ma su Internet continuano a girare video e foto cercando somiglianze, moda a cui non riesco nemmeno io a sottrarmi: per me, potete dire quello che volete, ma Baby Saja, il rapper dalla voce bassa e dall’aria da cucciolo, è la fusione di Suga e Jimin dei BTS.
Tanti sono gli omaggi al k-pop: le TWICE (che cantano l’ultima canzone Takedown) sono presenti nella classifica anche di questo universo, e vediamo perfino un loro poster appeso.
Nella clinica del dottore, invece, è presente una fotografia che indubbiamente ritrae Lee Know, Felix e Hyunbin degli Stray Kids con l’outfit dell’MV di Thunderous.
Perfino l’entrata in scena stessa di uno dei membri dei Saja Boys, Abby, quando grazie ai suoi muscoli fa volare i bottoni della sua camicia, sembra un chiaro rimando a una scena avvenuta davvero: durante il terzo giorno di concerto Permission to Dance On Stage dei BTS è capitata una cosa simile al muscolo Jungkook, lasciando i suoi pettorali in bella vista; è stato l’unico momento in cui si sono sentite le voci degli Army - causa pandemia non era permesso urlare e applaudire -, reagendo proprio come hanno reagito le nostre protagoniste.
Le colonne sonore sono uno dei punti di forza di KPop Demon Hunters: non accompagnano solamente la storia, ma fanno parte della trama stessa (quindi, suggerisco di attivare i sottotitoli in italiano). Oltre alla già citata canzone finale interpretata dalle TWICE, o meglio da tre di loro, Jeongyeon, Jihyo e Chaeyoung, sono presenti numerosi altri brani realizzati ad hoc per il film, con tanto di coreografie complete, ormai diventate virali su TikTok. Golden delle Huntrex e Soda Pop dei Saja Boys sono probabilmente già entrate nella playlist di molti.
Tutto questo anche grazie all’impeccabile lavoro che hanno fatto i doppiatori, sia nelle parti parlate che in quelle cantate.
Una piccola curiosità sulle voci riguarda proprio l’antagonista del film, Gwi-ma, che è doppiato da Lee Byung-hun, attore che interpreta un altro famoso rivale, ovvero il Frontman di Squid Game: sicuramente i cattivi gli riescono egregiamente!
Non mancano neppure gli easter egg che riguardano i k-drama. Proprio nella scena già citata sopra, quando i Saja Boys compaiono per la prima volta, si può sentire in sottofondo la classica musica da rom-com, e in questo caso altri non è che la OST del famoso drama Business Proposal - in cui Ahn Hyo-seop, voce di Jinu, interpretava proprio il protagonista -, intitolata Love Maybe dei MeloMance.
I rimandi al mondo dei drama non finiscono qui, ma non volendo svelare troppo dico solo che è presente una scena che potrebbe ricordarne un’altra presente in My Demon (o anche Goblin o Cupido, Amore mio).
Il legame con la Corea è ovunque: nei costumi, nelle armi, nel cibo e persino nell’ambientazione.
I Saja Boys rimandano in tutto e per tutto, dal nome ai vestiti, ai cupi mietitori, ovvero le guide che portano i morti nell’aldilà secondo la tradizione coreana.
Saja significa leone, ma fa parte anche della parola Jeosung Saja, ovvero i tristi mietitori, e proprio come loro, i Saja Boys si vestono indossando hanbok - vestito tipico coreano - nero con il tipico cappello a tesa larga di nome gat.
Le armi che le Huntrix usano per sconfiggere i demoni non sono altro che oggetti cerimoniali usati per sconfiggere il male, ma rielaborati in chiave moderna: Rumi combatte con una spada chiamata Saingum; Zoey usa dei coltelli di nome Daesinkal; Mira utilizza il Weoldo, che somiglia molto al Guandao cinese.
Persino la città in cui è ambientato KPop Demon Hunters ha riferimenti ben precisi, sembrando in tutto e per tutto una Seoul alternativa: possiamo riconoscere la Torre di Seoul, l’Han River Park e il Villaggio Andong Hahoe.
Senza contare supermercati con distese di cup ramyeon! E non sono i soli cibi tipici coreani presenti, perché le nostre protagoniste si ingozzeranno (letteralmente!) con gimbap e seolleongtang che vi faranno venire l’acquolina in bocca.
Infine, anche la mitologia coreana entra in scena: le due mascotte e animaletti di Jinu sono una tigre e una gazzella, protagonisti di una celebre favola coreana in cui la gazzella riesce con l’astuzia a vincere sulla forza del felino; solo che qui sono rappresentati in modo più carino e tenero, e la tigre è addirittura più… imbranata!
In sostanza, KPop Demon Hunters crea un universo colorato, giocoso, simpatico e pieno di riferimenti alla cultura coreana che lo rendono irresistibile per ogni fan della Corea.
Ma c’è di più, perché riesce ad entrare nei cuori anche di chi è estraneo a questo mondo, grazie al suo messaggio chiaro e importante. Le voci con cui Gwi-ma riesce a controllare Jinu e gli altri demoni possono semplicemente essere interpretati come una metafora dei nostri pensieri negativi: sensi di colpa, sensazione di non essere all’altezza o di non essere abbastanza sono tutte preoccupazioni che ci schiacciano, ansie che possono portarci a sminuirci e, alcune volte, anche alla depressione.
L’unico modo per sconfiggere queste vocine che ci parlano e ci demoliscono mentalmente è accettare sé stessi per quello che si è e il passato che abbiamo alle spalle; grazie all’aiuto degli affetti che abbiamo scelto per accompagnarci in questo viaggio e alla musica che ci fa stare bene possiamo sconfiggere demoni ben più grandi di Gwi-ma.
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Fall Into Our Passion
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Se non sai cosa vedere e non cerchi nulla
Sinceramente, arrivata all'ep 18 non sapevo cosa poteva darmi di più o di diverso e in effetti non succede nulla da lì in poi. In verità, nulla nel drama accade. Una banale storia romantica dove le parti romantiche vengono tagliate male sul "più bello" o cmq su quella parte che dovrebbe trasmettere la connessione dei protagonisti e dove essi non mi hanno dato pressochè nulla. Mi sono approcciata a questa storia perchè stavo passando un periodo brutto e mi serviva un qualcosa di semplice e coccoloso all'inizio sembrava il prodotto perfetto ma verso la fine mi sono resa conto che non c'è nulla da ricordare. Tutto quello che poteva dare quel qualcosa in più è stato dimenticato nel mentre e la fase della second chance dura due secondi praticamente (sarebbe stato meglio se lo stacco fosse stato più lungo e non appena di un paio di mesi).La chimica tra ML e FL non mi ha molto entusiasmata: entrambi ho potuto apprezzarli in altri drama ma insieme non stanno bene. Inoltre debbo ammettere che non ho sopportato per mezzo secondo la migliore amica della protagonista. Negli ultimi 4 ep ho skippato abbastanza a schifo.
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Senza coesione
Partiamo dicendo subito che si tratta di un buon titolo, ma che sarebbe difficile definirne il genere. Non si può dire che sia un drama di azione, né un poliziesco, né che sia particolarmente psicologico, e certamente non umoristico. Vogliamo dire che è drammatico? Ma solo fino a un certo punto.Abbiamo questa strana agenzia che si occupa di cancellare i dati dai dispositivi elettronici delle persone che decidono di far scomparire alcune informazioni alla loro morte. Già qui, se vogliamo, si inizia a capire che la storia in sé pecca di plausibilità. Chi mai pagherebbe per fare una cosa del genere? E perché attendere la propria morte, quando se vuoi cancellare qualcosa puoi farlo in qualsiasi momento? La nostra agenzia è formata inizialmente solo da un disabile in sedia a rotelle, cui poi si aggiunge un giovane che vive di espedienti. Da quel momento i file, invece di essere cancellati, vengono praticamente sempre indagati per capire cosa ci sia sotto e aggiustare dei torti, tanto che alla fine le cose volgeranno in malo modo, almeno relativamente.
Otto episodi possono essere pochi o tantissimi, dipende da cosa ti fanno vedere. In questo caso assistiamo a una serie di casi, anche umani, completamente slegati fra di loro e tenuti insieme solo da un filo sottilissimo che è l'idea dell'agenzia di dele.life, che si occupa appunto di cancellare informazioni scomode su richiesta dei proprietari al verificarsi di certe condizioni.
D'accordo, assistiamo durante gli episodi al crescere del rapporto tra il titolare e il ragazzo tuttofare che viene assunto per aiutarlo. Il rapporto che diventa col tempo di reciproco rispetto e amicizia mentre entrambi si aprono l'uno verso l'altro potrebbe essere considerato il filo conduttore di tutto il drama, ma è un po' poco.
Quella che poi è veramente anomala è la qualità della cinematografia, veramente altissima, che sinceramente appare quasi sprecata per il tipo di serie che descrive.
Anche la performance di alcuni attori è di ottimo livello. Suda Masaki, già visto nella parte del cattivo in MIU 404, rende qui con molta efficacia l'interpretazione di un personaggio completamente diverso: è il ragazzo tuttofare che viene assunto per indagare se i clienti dell'agenzia siano o meno defunti. Yamada Takayuki, che interpreta il titolare invalido dell'agenzia, non mi ha però entusiasmato più di tanto, anche perché l suo personaggio è introverso e poco dimostrativo. Aso Kumiko, la sorella del titolare, chiude degnamente il trio degli attori principali, ma anche tutto il cast secondario, che recita in un solo episodio, si è fatto ben valere.
I misteri da risolvere sono a volte fin troppo prevedibili, ma ci sono alcune scene di azione molto ben girate, e non solo dal giovincello, ma anche dal titolare in carrozzella che riesce a insegnare a fior di bulli che un invalido non è necessariamente impotente, anzi.
La colonna sonora è molto varia e spazia per una moltitudine di generi musicali ben sottolineando l'azione.
Si tratta in sunto di un prodotto anomalo e, per quanto mi riguarda, riuscito soltanto a metà. Il fatto che manchi completamente una storia che faccia da filo conduttore alle vicende e che si rimanga alla fine dell'ultima puntata praticamente in sospeso, non riesce a dare allo spettatore o quantomeno a me un'idea di conclusione e di aver guardato qualcosa di significativo. È veramente un peccato, perché in realtà gli episodi visti uno per uno sono molto gradevoli e a volte anche molto profondi, ma rimane alla fine questo senso di insoddisfazione profonda per cui ci si sente quasi presi in giro.
Bella musica, bella cinematografia bravi gli attori, otto vicende e alla fine? L'aereo rolla e rolla sulla pista, si guarda fuori dal finestrino aspettando di decollare e partire, finalmente, i motori si scaldano e rombano e poi... si spengono. Fine del viaggio. Eh, no, diavolo!
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The success of the year. For those seeking normality
Hidden Love is a good modern product. It's a love story, with 25 episodes, without plot holes. It almost seems more like a Korean product than a Chinese one. There are no stupid friends, kidnappings, rains, falls down stairs or trips and catching on the fly. Ok, these things are also in Korean products. For half the drama there is actually a crazy psychologist, there is a bit of snow falling because it always suits us, and some parents who are a little too apprehensive, you have known this boy all his life, he has always been respectful, kind and perfect , the son-in-law that every mother-in-law would like, but what are you bothering about!. But the clichés stop there. There is fun, comedy, sadness but also understanding, maturity and growth. The story as mentioned is linear and runs which is wonderful. There are no major upheavals, and no villains who break plans. There is the growth of a relationship, two guys who communicate and clarify misunderstandings, there are no subterfuges, just normal problems, the iterations that change between the protagonists, a brother that everyone would like as an older brother and I'm not talking about the lead. There is maturity, knowing what you want and achieving a common goal for a better life. When in a drama do two people decide to stay apart for two years to lay the foundations for a better future for both without tears, hysteria, upheavals? Only note to the costume designer. But why is the protagonist always dressed nice, while poor Jianxu is always dressed 2 sizes too big and wearing hideous jackets. Armocromia move away! Is it a masterpiece that deserves to be at the top of the charts? No. In 2023, dramas with more complex, detailed stories were released. But it is enjoyable, light, sentimental and romantic.Questa recensione ti è stata utile?
Una serie a forte rischio abbandono...
Decisamente no.Leggendo la trama mi ha ricordato pari pari un'altra serie coreana (Beauty inside), decisamente meglio riuscita. L'elemento insolito che dovrebbe essere caratterizzante - ovvero l'incapacità patologica del ML di riconoscere i volti - qui viene messo da parte dopo le prime puntate e trattato al pari di un accessorio opzionale, mentre invece era stata una carta che l'altro drama aveva saputo giocarsi davvero bene.
Anche perchè, tolto questo aspetto, la serie non presenta contenuti particolarmente originali, quindi è stata davvero una mossa infelice.
Tutta la vicenda del passato e il fraintendimento sull'identità della FL l'ho trovata estremamente noiosa (ma capisco che se si toglieva anche quello davvero non restava nient'altro sul piatto di cui parlare). La pecca più grande è per me anche una critica abbastanza insolita, ovvero la caratterizzazione del ML (che generalmente apprezzo sempre più rispetto alle protagoniste): qui il personaggio proprio non funziona, è antipatico dall'inizio alla fine della serie, offensivo, viziato, egocentrico, presuntuoso...aggettivi che posso aver associato anche in modo positivo ad altri ML in altre serie, ma dove c'è una certa caratterizzazione dietro e significato. Qui invece prevale il fastidio e l'antipatia. Poche volte un protagonista mi ha suscitato una tale insofferenza. Inutile dire che la seconda parte l'ho guardata saltando diverse scene a piedi pari: o così, o non sarei mai riuscita ad arrivare in fondo. C'è molto altro di più meritevole da vedere, senza fare grandi ricerche o grossi sforzi.
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The Front Line , La linea di frontiera
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Le guerre hanno senso per chi le intraprende e sono assurde per chi le deve combattere.
Questo è il filo conduttore del film: la gente muore a miglia per combattere una guerra della quale non afferra il senso.L'assurdità di uccidere e morire uccisi per gli ordini gerarchicamente superiori . Chi lancia la guerra lo fa per interessi che conosce ma alla gente che è strappata ai propri affetti , alla propria vita civile la vive come assurdità dovute.
Gli attori sono abili . Uno fra i protagonisti è pure affascinate anche per le use belle fattezze meno per il suo carattere nel ruolo che interpreta.
I tempi e gli spazi sono ben ritmati. Le scene rappresentano bene i momenti dell'azione e seguono il tono delle rappresentazioni.
C'è poca musica durante il film ma la colonna sonora finale è piacevole e ben accordata alla storia e al suo epilogo.
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ladri che rubano ai ladri
Bellissimo cast..ladri che rubano a ladri...nessuno si fida di nessuno...conti che devono essere regolati, ha un mix di adrenalina, divertimento e azione che non annoia nonostante lunghezza del movie.Racconta la storia di un gruppo di ladri sud coreano che si unisce a hong kong insieme a dei compari cinesi, per rubare un diamante da 20 milioni di dollari.
Logicamente ognuno cercherà di tessere le fila per il suo tornaconto personale, ma c'è una storia che unisce tre personaggi, Macao - pepsee e Popie. Loro tre avevano lavorato precedentemente a un altro colpo, avevano robato 8 milioni di lingotti d'oro, ma uno dei tre tradisce il gruppo ....questo porterà a malintesi e rancori profondi, ma che nel movie verranno tutti ben spiegati e ogni cosa tornerà al posto giusto.
Bellissime le scene d'azione per essere un movie di 12 anni fa ben fatto!!
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The Edge of Metamorphosis
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Non vi fate scoraggiare dalla durata di quasi due ore, perché voleranno! Anche se è una storia semplice, io non ho smesso di sorridere dall’inizio alla fine di questo tenerissimo film.
La storia, infatti, parla di un’amicizia un po’ inusuale con una differenza di età di quasi 60 anni! Ma mentre la signora Ichinoi sprona Urara a crescere e fare quello che ama, Urara riesce a far riscoprire all’anziana signora l’adolescente che è in lei.
Ho apprezzato tanto il parallelismo fra la vita delle protagoniste e la storia del manga che leggono, e mi è piaciuto molto come lo hanno reso nell’inquadratura.
Strepitose le due attrici protagoniste: Mana Ashida, nel ruolo di Rara, e Nobuko Miyamoto, nel ruolo della signora Ichinoi. Non era semplice rendere quello che avevamo letto nel manga.
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Forse per sbirciare un Seo In Guk alle prime armi con quella frangetta compatta fino al naso con la quale le serie coreane ci indicano che il protagonista è molto giovane.
A metà della prima puntata volevo già abbandonare. Troppo ignoti e incomprensibili i riferimenti ad un amarcord esclusivamente coreano; piuttosto complicata la struttura temporale che salta rapidamente e continuamente avanti e indietro nel tempo, dal presente (2012) all’adolescenza dei protagonisti (1997-1998) alla loro prima giovinezza (2005), con scivolate addirittura nell’ infanzia (anni ’80); un po’ troppo sopra le righe i rapporti conflittuali intergenerazionali (nonostante la magnifica recitazione della coppia di genitori); un po' piatta e vecchio stile la parte cinematografica.
Ma poi…
Nel presente (2012), alla tavolata degli ex-liceali del 1997 una voce fuori campo ci avvisa che, durante la cena, due delle persone presenti annunceranno il loro matrimonio. Una piccola curiosità di vedere chi sono e poi basta, ho pensato.
Ma da quel momento e per quasi tutte le restanti puntate (come spesso accade le ultime tre/quattro calano di tono) sono stata trascinata nel ritmo della narrazione dall'abilità degli sceneggiatori di tenere in sospeso lo scioglimento della storia a fronte di un inizialmente prevedibile sviluppo delle vicende amorose del gruppo.
L’adolescenza e la prima giovinezza di (quasi) tutti i protagonisti, fatte della consueta mescolanza di amori, dolori, scoperte, risate sono state intrecciate, puntata dopo puntata, in modo lineare, abbastanza prevedibile, già visto: non così le intercalate sequenze del presente.
Nel ricorrente ritorno alla cena del 2012 indizi ambigui vengono seminati di continuo per tenere in sospeso lo spettatore, per più di dieci puntate, su come è andata a finire. Si spera e si teme a seconda delle simpatie.
Dopo averne viste a tre cifre è difficile che le serie mi tengano con il fiato sospeso e quando riescono a farlo, per me è il massimo del divertimento. Questa ci è riuscita in pieno e nonostante non sia uno spettacolo perfetto il voto premia questo risultato. Settembre 2025
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The Forbidden Flower
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Un po' una delusione!
Ero curiosa di questo c-dramma valutato così bello però sinceramente sono rimasta delusa. La storia è profonda e un po' diversa ma lento lento da matti questo dramma ho fatto fatica ad arrivare alla fine che poi mi ha deluso moltissimo.Loro carini tra alti e bassi, lei una ragazzina malata ma con uno spirito e volglia di vivere notevoli lui più adulto e più riservato ma alla fine si innamorano e questo è bello ma poi si lasciano poi tornano insieme e poi il finale triste. Molti momenti belli ma poi si conclude tutto così.Dopo la lentezza del racconto avrei voluto un finale degno.Poi la storia parallela della madre di lei avrei voluto forse vedere di più già che c'era ma niente anche lì.
Li do un buon voto solo perché la storia è profonda e l'ambientazione, fotografia,scenografia è davvero notevole.Anche gli attori sono stati bravi.
Se dovessi raccomandarlo lo farei solo a chi ha voglia di una storia di vita un po' triste ma sinceramente non credo lo rivedrei.
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The Legend of the Blue Sea
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Bella fiaba, simpatica e romantica
Non conoscevo l'attrice Jun Ji Hyun, sono rimasto incantato dal suo viso e sguardo, e stranamente anche dalla sua voce fuori dal comune, bassa, profonda e penetrante, diversa dalle voci femminili coreane abituato a sentire; quindi i miei commenti saranno di parte per forza. Comunque non posso che consigliare questa serie, se vi piace il genere. Commedia fantasy ( dopotutto la protagonista è una sirena ) molto romantica, allegra e divertente. Nulla di nuovo o speciale, ma personalmente tutto funziona bene. Anche la colonna sonora è carina.Questa recensione ti è stata utile?
e alla fine dice “ e quindi?”
The Silent Sea ha tutto per brillare: cast top (Gong Yoo e Bae Doona 🖤), atmosfera lunare cupa e intrigante, e un mistero che all’inizio cattura. Poi però… boh. La tensione cala, i buchi di trama si allineano come crateri lunari, e quando partono i titoli di coda ti chiedi: “E quindi??” 🤨Non è brutto, anzi: il potenziale c’era e anche tanto. Ma senza una seconda stagione, resta un bel caos interstellare lasciato a metà 🚀.
Voto: 6.5/10 – Bello, ma finisce ad cazzum. Guardabile, ma con riserva
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Forse il mio interesse è calato nell'ultimo ep e mezzo ma per il resto avevo i brividi ogni volta che i due protagonisti erano insieme: gli attori hanno fatto un ottimo lavoro a riguardo, poi sono così ben approfonditi, anche se incarnano i tipici stereotipi: il nerd introverso dei computer e il figo di turno fa tutto il duro ma...
In verità sono una nuova adepta del mondo bl dei drama quindi le mie opinioni al riguardo sono come lo sguardo di un pulcino al nuovo mondo: mi brillano gli occhi anche per poco XD Ma loro due mi sono piaciuti davvero molto e non è impossibile che un giorno li riguardi. Mi hanno fatto battere il cuore.
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Da guardare
Film del genere ce ne sono parecchi ma questo è , a mio parere , semplicemente formidabile.Meravigliosi Cinesi.
Quando un film è bello lo si sente fin dall'inizio perché accattiva da subito.
Quello che più mi è piaciuto sono i primi piani che raccontano più delle parole accompagnati poi dalla musica e dai silenzi che la dicono lunga.
E' coinvolgente dall'inizio alla fine .
Sembra di stare sull'aero insieme a tutti loro . Si hanno un susseguire di emozioni che vanno dalla sospensione d'animo, alla paura , alla tensione- attenzione massima, al sollievo, alla gioa e all' ammirazione e gratitudine.
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Nigeru wa Haji da ga Yaku ni Tatsu
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Un po' di tutto
Bizzarra, un po' folle, simpatica, delicata, divertente.Lei si definisce presuntuosa, anche se me ne è rimasto oscuro il motivo; lui è un impacciatissimo insicuro cronico (attore bravissimo).
La musica fino ad almeno metà episodi richiama la fisarmonica della classica commedia francese: una idea interessante. In effetti ricorda (sia la musica che le scelte di regia), "Il meraviglioso mondo di Amelie".
I temi affrontati sono numerosi, tutti riguardanti la relazione uomo-donna. La storia dell' "abbraccio del martedì" ci ricorda l'importanza del rito, che un certo mondo occidentale un po' snob tratta ormai superficialmente: nell'ultima puntata se ne dà, invece, la valida ragione.
Talvolta non ho capito il senso dei dialoghi, forse perché frutto della cultura e mentalità giapponese.
Nel complesso, comunque, l'ho guardata con piacere, 11 puntate sono un numero adeguato: certe serie per tirarle avanti fino alle 16° diventano grottesce.
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