Rispetto al manga e al movie, il drama è molto meno roseo e spensierato, ma è molto più realistico, che non per forza deve essere una critica, anzi... il messaggio arriva più diretto!
Non poche sono le differenze rispetto al cartaceo, ma non incidono molto nella storia; fanno in modo che l'episodi scorrano in maniera migliore e che uno tiri l'altro.
Matsuzaka Tori è veramente una garanzia e ha saputo interpretare al meglio il suo personaggio.
Perdono il fatto che abbiano trasformato Chako in un cane solo perchè è pucciosissimo, anche se non capisco come un adorabile piccolo cagnetto con le zampe da funko POP potesse uscire dalla finestra del bagno, per quanto bassa potesse essere.
Il drama non copre comunque tutto l'arco narrativo del manga, quindi consiglio comunque l'acquisto del cartaceo.
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primo drama visto
Riguardando la mia lista dei drama visti, mi sono resa conto che questo è stato il primo che ho voluto guardare per curiosità...e ormai sono passati quasi 2 anni 🤩Ripensandoci, quando ho cominciato a guardarlo ho faticato un po' visto che era sottotitolato ma poi ho seguito la storia con molta curiosità e piacere, il tutto era molto scorrevole e dolce.
Al tempo conoscevo poco della cultura orientale, fosse giapponese o cinese o koreana, ma mi sono subito fatta trasportare e coinvolgere da questo mondo e continuo a voler scoprire sempre di più!
Parlando un pochino di questo drama, la dolcezza e semplicità dei sentimenti reciproci dei protagonisti è così disarmante che non si può fare a meno di voler sapere come finisce la storia.
Poco dopo ho ritrovato la protagonista femminile Minami Sara recitare nel drama "nevertheless: the shapes of love", totalmente diverso, più "adulto" e più intenso...una bella scoperta, lei molto brava e emozionante.
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Uno spot noiosissimo e fastidioso
sul mondo della moda com'è (ma è veramente così?) percepito in Corea.Avete presente "il diavolo veste Prada"? Ecco ... distanza siderale ... è una serie in cui gli sceneggiatori hanno acceso il pilota automatico, usato bella fotografia e attori noti e bravi, per far loro girare una sceneggiata sul mondo della moda, in cui tutti i protagonisti sono scritti in modo grottesco, la storia d'amore e di amicizia del gruppetto centrale è quanto di più banale e noioso ci possa essere, non capisci perché si cerchino e stiano insieme, sembrano naufraghi nella tempesta della vita, che stanno insieme a furia di bevute, pacche sulle spalle, drogati da una un lavoro che di più di pubblicizzare marchi di moda e stilisti e influencer non fanno ... tristezza ... lo sconsiglio, è tempo perso.
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Recensione di My PS Partner
My PS Partner è stato un comedy-drama piacevole. I due protagonisti si incontrano telefonicamente per caso e, dopo l'incomprensione iniziale, nasce una bella amicizia che si trasforma piano piano in amore… un po’ sofferto e atteso, fino all’ultimo momento. Le loro conversazioni telefoniche, oneste e senza filtri, diventano l’antidoto per guarire dai rispettivi ex (o quasi ex), da relazioni basate più sull’abitudine che sull’amore vero.Io ora sono in crash per Ji Sung e devo recuperare i suoi drama ❤️❤️❤️
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Trama trita e inconsistente, finale ridicolo
The Blessed BrideEcco un titolo che proprio non mi sento di consigliare. Si tratta di una commedia romantica in costume, i cui unici pregi sono la recitazione decente del duo protagonista e la loro interazione, abbastanza fluida e non forzata.
Per il resto, le situazioni comiche sono straviste e riviste innumerevoli volte; costumi, ambientazioni, OST e versacci umoristici sono proprio al minimo edittale.
Questa serie nasce per essere trasmessa in 24 episodi da 10 minuti, e si vede anche quando viene proposta in 6 episodi da 25 minuti circa.
Una ragazza viene costretta dal fratello adottivo a sposare un uomo suo rivale in affari, del quale ha sempre detto che sarebbe responsabile della morte dei loro genitori, allo scopo di spiarlo e distruggerlo. Lei però non è molto convinta e, ovviamente, le cose non stanno proprio come sembra. Naturalmente, i due si innamoreranno.
Da dove cominciare? La trama è totalmente trita e abusata e, soprattutto, procede a balzi caotici, lasciando in sospeso mille questioni, senza spiegare nulla e demandando allo spettatore il compito di collegare una serie di fatti più o meno slegati per farsi un quadro mentale di ciò che potrebbe essere successo. In questo contesto, il colpo di scena dell’ultimo episodio più che stupire, irrita e, ancora di più, il finale degli ultimi 5 secondi, che non viene adeguatamente preannunciato, e men che mai spiegato. Lo spettatore rimane a guardare i titoli di coda boccheggiando come un pesce fuor d’acqua.
Insomma, è una breve opera da guardare col cervello in rigorosa posizione off, fidandosi di quello che appare sullo schermo, perché se solo ci si ponesse qualche domanda si tirerebbe una ciabatta al video, buona come riempitivo per rilassarsi fra due opere corpose di ben diverso spessore. Tempo abbastanza perso, c’è di molto meglio, in giro.
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un bello spot per l'aeroporto di Seul Incheon
La serie racconta di una fantascientifica applicazione che permette a un ragazzo invalido di riprendere la propria vita normale con un braccio e una gamba elettronici applicati direttamente sugli arti che aveva distrutto in un incidente d'auto.E' una storia d'amore tra due persone agli antipodi, all'inizio il personaggio femminile è descritto come una perfetta imbecille, infatti si fa fatica a credere che il ragazzo, intelligentissimo e sveglio, sia veramente innamorato di una tale perdente, oltretutto lagnosa e polemica. I vari siparietti che danno modo a tutta una serie di attori di entrare in scena molto spesso sono banali e poco credibili ... cmq ... perché guardarlo? Perché l'attore principale è carismatico anche in un ruolo così strano ... credo sia proprio lui il motivo per cui alla fine si arriva a vedere tutti i 32 episodi ... ci sono poi altri personaggi interessanti, la cosa che mi lascia perplessa è il ruolo dei genitori di questi ragazzi, che abbandonano i propri figli e si prendono a cuore perfetti sconosciuti ... ecco storia e sceneggiatura sono appena sufficienti.
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The Gentleman and the Lady
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Un’occasione parzialmente sprecata
Park Jung Woo, un pubblico ministero di Seul, un bel giorno si sveglia in prigione, condannato a morte, senza sapere come ci sia arrivato perché soffre di amnesia. Comincia una lotta contro il tempo e contro nemici onnipresenti e letali per recuperare la memoria e scagionarsi da accuse terribili: avrebbe ucciso l’amatissima moglie e la figlia, e non se ne ricorda.L’inizio di questo drama è veramente scoppiettante: nel primo episodio succede di tutto e di più, l’adrenalina si spreca, è un’enorme promessa che fin da subito si teme sarà faticoso mantenere. Infatti, già negli episodi successivi, il ritmo cala, e tanto. Troppo. Non sarebbe grave, in fondo alla mia età il rischio infarto aumenta… Il problema è la ripetitività delle situazioni. E non solo quella: in questa serie assistiamo ad una sproporzione assurda, ancor più del solito, fra il potere attribuito ai cattivi e quello esercitabile dai buoni.
Per la stragrande maggioranza del tempo, il nostro carcerato e i pochi che lo appoggiano si dibattono senza sapere che pesci prendere. Il cattivo della situazione, lo psicopatico Cha Min Ho, sotto le spoglie del gemello Cha Sun Ho da lui ucciso, presidente di una importante compagnia commerciale, sembra padrone assoluto di ogni situazione e si diverte a fare il gatto che gioca col topo, ammazzando nel contempo qua e là buona parte di quelli che sanno della sua appropriazione di identità. Ad un certo punto questo folle si attribuisce un omicidio stradale commesso dalla moglie (del fratello) per farsi incarcerare nella stessa cella del protagonista. E poi ne uscirà. Che diavolo, succede tutti i giorni!
Pubblici ministeri, giudici, capintesta della prigione, poliziotti, tutti da lui sono corrotti e usati, insieme alle sue squadracce, contro Park Jung Woo e i suoi pochi amici. Perché tanto accanimento? Perché Park Jung Woo gli stava dando la caccia come assassino del fratello e di una serie di donne. Ma questo presidentucolo da strapazzo non è il presidente della Corea ma solo di una società, e il potere che pare smuovere è completamente sproporzionato alla sua persona. Sembra quasi che invece che in Seul l’azione si svolga in un terrario.
Le cose non migliorano quando si tratta di organizzare la fuga dalla prigione in cui Park Jung Woo è rinchiuso assieme ai suoi compagni di cella. La rocambolesca fuga, lungamente progettata e ripetutamente provata ogni notte dal nostro protagonista, è qualcosa di semplicemente assurdo. La cosa dura diversi giorni e nessuno o quasi si accorge mai di niente, i secondini non vedono o al momento decisivo decidono di non parlare per pararsi il posteriore, e così via.
Il nostro povero protagonista però deve soffrire fino alla fine e soffre veramente bene: Ji Sung è un attore maturo e splendido, che ben si presta alle scene di disperazione, anche se forse la regia l’ha spinto a gridare un po’ troppo. Si perdona molto al drama per via della sua interpretazione, veramente sentita, a volte addirittura troppo sentita, che arriva dritta al cuore dello spettatore. Non è solo disperato, è stranito, dubbioso, deciso, furioso, innamorato… Tutto l’intero spettro delle emozioni umane più probabilmente qualcuna che ha inventato da sé. Anche la figlia, interpretata da un’ottima Park Ha Yun, è veramente toccante. Quest’attrice in erba (classe 2009) è già in grado di dare molti punti a professioniste adulte. E d’altronde, sia pur senza aver mai recitato in ruoli da prima protagonista femminile, a causa dell’età, ha comunque già al suo attivo almeno una trentina di titoli. Si farà.
Uhm Ki Joon, che ha interpretato i due gemelli, è un altro attore navigato, che ha saputo rendere al meglio la follia del big boss, ma anche la sua tristezza e solitudine di fronte al suo essere sempre una seconda scelta rispetto al fratello maggiore. A questo proposito, ho trovato veramente eccessiva la figura del padre, che scopriamo averlo sempre picchiato (addirittura con mazze dal golf!) [i]per il suo bene,[/i] anche se non si capisce bene come potesse essere possibile la cosa. La tesi del drama è che sarebbero questi ripetuti maltrattamenti ad averlo trasformato in uno psicopatico, non a caso la mazza da golf sembra essere una delle sue armi preferite. Un [i] villain [/i]tormentato e tormentatore, che si ama odiare e si odia amare.
Di solito si parla delle scintille fra la coppia principale. Qui la coppia non è romantica, ma le scintille ci sono, eccome! Si avverte immediatamente la tensione quando i due protagonisti entrano nella stessa stanza. Le riprese ravvicinate sono da brivido, sguardi e espressioni parlano di istinti omicidi, sfide e promesse di vendetta. Standing ovation.
Sul fronte degli attori secondari, menzione d’onore va fatta per il gruppo dei compagni di cella del protagonista, che sono spesso il collante che tiene insieme delle vicende carcerarie piuttosto lunghe, ripetitive e noiose. Le interazioni del simpatico mucchio ci regalano qualche sorriso, necessario come l’aria in mezzo a tanta, spesso inutile, angoscia.
Molto meno bene, per quanto mi riguarda, il comparto femminile che, a parte la bambina già citata, vede principalmente l’avvocata Kwon Yu Ri, praticamente inutile ai fine della trama, e la moglie di Cha Sun Ho, che sembra provvista di un’unica espressione per tutto il drama, ma che almeno ha un suo perché.
Lo stesso appunto di mancanza di espressività si può addebitare a Oh Chang Seok, che interpreta Kang Joon Hyuk, pubblico ministero amico di Park Jung Woo. Proprio vero che con certi amici non c’è bisogno di nemici.
Occorre poi notare come, dopo tante angosce e peripezie, la sconfitta del big boss avvenga in modo poco soddisfacente, decisamente piatto. Ci si aspettavano scoppiettanti fuochi d’artificio e invece si finisce con un petardo bagnato. Finale lieto, ma decisamente brutto. Ottimo però il comparto musicale, con diverse canzoni gradevoli ma, soprattutto, con la sua indimenticabile sigla iniziale strumentale [i]Till the end[/i] di SAN E. E menzione d’onore per le riprese, veramente eccellenti.
Per tirare le fila, un’interpretazione magistrale da parte degli attori principali, che mi ha tenuta incollata davanti allo schermo anche quando la ripetitività di alcuni frangenti e, soprattutto, la richiesta di sospensione dell’incredulità davanti a certe situazioni esacerbate e assurde si facevano eccessive. Una storia elefantiaca, a volte tirata troppo per i capelli, ma ben girata e recitata, con un ottimo commento musicale. Ma una storia di uomini, non venite qui a cercare personaggi femminili di rilievo, perché non ne trovereste. Si guarda, e si guarda con piacere, ma ci si domanda quale capolavoro avrebbe potuto essere se solo non si fosse voluto spingere troppo il pedale su certe situazioni e si fosse tagliato su altre. Peccato.
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I Told Sunset About You Part 2
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la serie non mi è piaciuta, ma Krit è sempre meraviglioso
La serie purtroppo, come già la prima stagione, continua a non piacermi. Quest soprattutto a causa della recitazione e del personaggio di Putthipong.Per quanto riguarda la recitazione, non mi piacciono la sua gestualità e le sue espressioni facciali, quando sorride, quando piange, sembra sempre tutto forzato.
Come personaggio ancora peggio: nella prima stagione è stato veramente stressante e snervante seguire la sua indecisione per tutta la serie in merito ai suoi sentimenti per Oh Aew, in questa stagione Teh è di nuovo confuso e di nuovo fa e dice cose senza senso per la maggior parte del tempo.
Teh è un personaggio egoista, immaturo, incapace di capire e controllare le proprie emozioni e le proprie azioni.
E' grave che abbia tradito e ferito Oh, ed è grave il come e il perchè lo abbia fatto. Il come: facendo pochissimi sforzi per passare del tempo con Oh, umiliandolo davanti ai suoi amici dicendo frasi del tutto inopportune e anche cattive, nascondendogli il diario, e infine e soprattutto arrivando addirittura a flirtare apertamente con Jai davanti ad Oh Aew e davanti a tutti. Il perchè: perchè gli altri, Oh ma anche Khim, non possono e non devono cambiare e prendere proprie decisioni che non siano quelle che vuole lui, perchè questo lo destabilizza, perchè questo evidentemente fa venire meno la sua folle prospettiva che il mondo giri tutto intorno a lui.
Come già nella prima stagione, dove avevo tifato spudoratamente per la coppia Oh Aew - Bas, pur sapendo ovviamente che non sarebbe andata a finire cosi, anche in questa stagione, pur sapendo che ci sarebbe stata la riconciliazione a causa delle regole non scritte dei bl, ho tifato fino all'ultimo che non andasse così, per il bene di Oh, che può trovare sicuramente di molto meglio (ad esempio Bas nella prima stagione e Q in questa). Inutile dire che se in una serie BL si tifa affinchè i protagonisti si lascino, è chiaro che la serie decisamente non ha raggiunto il suo scopo.
Devo dire che nonostante la riconciliazione, che comunque era scontata, l'episodio che mi è piaciuto di più è stato proprio il quinto. Il quinto episodio è quello che ha avuto le situazioni e i dialoghi migliori, realistici, coinvolgenti, emozionanti, con il ritmo giusto e le giuste atmosfere.
In definitiva la serie è sicuramente realizzata bene e di qualità, le musiche sono ottime, Krit è stupendo, il quinto episodio è davvero ben fatto, ma di contro non mi piace nè l'attore e nè il personaggio di Teh, e per la maggior parte del tempo mi sono sentito a disagio nell'assistere ai suoi comportamenti tossici, immaturi e al limite dell'inverosimile, e come già alla fine della prima stagione, sono sempre e ancora più convinto che Oh meriti decisamente di meglio.
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La domanda è nei tuoi occhi
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"Your Eyes Tell" è un remake giapponese del film coreano "Always", del 2011.
Non è sicuramente semplice fare un remake, figuriamoci di questo famoso movie.
La versione giapponese risulta meno drammatica, più pacata, ma non per questo meno intensa, anzi.
Il merito va anche ai due bravissimi attori, Yokohama Ryusei e Yoshitaka Yuriko.
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Non è un capolavoro
Ma, sostenuto dalla indubbia bravura di Nam Goong Min (che personalmente preferisco in altri ruoli) è un drama godibile che con umorismo racconta di storie d'amore, di seconde possibilità.E' una commedia romantica che alterna personaggi alla ricerca dell'anima gemella, con garbo, umorismo e sensibilità.
Non mi ha troppo convinto l'attrice protagonista che, soprattutto all'inizio, recita sopra le righe, urlando e usando la sua voce in modo irritante. Inoltre mi disturba (come in tanti altri suoi colleghi e colleghe orientali e occidentali) l'abuso di chirurgia plastica che in lei è purtroppo evidente (SIC!) ...
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Miss Undercover Boss
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Premettendo ciò, andiamo avanti.
Solo perchè non arriva ai livelli di Mouse, non vuol dire che sono cieca (scusate il gioco) ai prodotti buoni. Però questo non è nemmeno questo o almeno non totalmente. Fino all'episodio 5 non stavo capendo un tubo di dove volesse andare a parare e sono stata tentata di mollarlo, ma per fortuna la perseveranza mi ha ripagato perchè poi da quel momento sono rimasta incollata alla visione fino agli ultimi episodi che per me hanno rovinato tutto. No faccio spoiler, giuro. Ve la metto come l'ho raccontata ad una mia amica.
Nel drama accadono delle cose, degli omicidi molto cruenti okay? E questo non è spoiler perchè è alla base della storia. Uno dei personaggi legati a questi eventi alla fine della storia, a cui affibbiano un determinato ruolo, non sembra fatto per esso. Gli va stretto come un maglione infeltrito. E lo so che potreste dirmi "eh, ma è per quell'altro", ma a me non basta. Come si comporta, come risponde delle azioni: non riconosci le crudeltà? Ti capisco, comprendo ma non giustifico, perchè hai voluto prendere certe strade, ma collidono terribilmente con quello che è successo.
Non so, non mi ha convinta appieno nonostante rimanga un buon intrattenimento.
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Would You Marry Me
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Simple but Enjoyable
I really enjoyed the story. The main couple doesn’t have explosive chemistry in my opinion, but they still have good chemistry that fits the story well and makes their relationship believable.The OST, unfortunately, didn’t stand out to me. None of the songs really left an impression, which was a bit disappointing.
There are a few minor flaws here and there, but overall, it’s a solid romantic comedy.
Honestly, I don’t really understand why the overall rating is so low. Of course, everyone has different tastes, but I didn’t find it that different from other rom-coms that became much more popular. Maybe that’s just my impression, but I think this drama deserves more credit than it gets.
Overall, I found it enjoyable, with a satisfying ending that wrapped up the story nicely.
If you’re looking for something light and easy to watch, this drama is a good choice. It may not be unforgettable, but if you just want to relax and enjoy a fun rom-com without expecting too much, it’s definitely worth giving it a try.
8/10
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Dear Military Uniform
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Il 2021 è stato un buon anno per i Drama cinesi
E questo titolo lo dimostra appieno. 40 puntate non noiose e ripetitive, tanta azione, storia d'amore giusta e non ingombrante e sopratutto personaggi abbastanza realistici. La storia ha un filone principale che segue i due personaggi principali, una dottoressa militare e un capitano delle forze speciali dell'esercito. Si incontrano in un giorno qualsiasi, lei diventa ostaggio dei terroristi e lui fa parte del team che deve liberare l'ospedale e tutti i suoi occupanti. Poi per alterne vicende si trovano a condividere lo stesso appartamento. Poi ci sono i filoni secondari che seguono le vicende dei ruoli di supporto che non sono affatto da meno della storia principale con cui si intrecciano e che aiutano ad andare avanti in momenti che potrebbero invece essere stagnanti. È una bella storia e avvincente? sì Lo consiglierei? Sì a tutte quelle come me che amano guardare intrecci complessi, in questo caso il contrasto di traffici internazionali, che vogliono anche un po' conoscere la Cina attraverso il rispetto, i rapporti familiari e anche lavorativi, e che vogliono vedere qualcosa che sia anche stimolante, i protagonisti di queste storie hanno tutti lavorato duramente per occupare i posti che occupano ma non disdegnano anche l'andare oltre le rigide regole se necessario salvare vite o trovare soluzioni innovative. Insomma c'è un po' di tutto e a me è piaciuto molto, al punto tale che, non essendo una da drama troppo lunghi, queste quaranta puntate, invece, me le sono godute tutte!Questa recensione ti è stata utile?



