cosa ne penso?
la recitazione è stupenda,i baci idem e specialmente quando si cambiano i corpi le personalità cambiano è riescono a farlo bene. però i primi episodi fino al 5 tipo non sono molto interessanti per ciò gli ho dato solo 7 e mezzo. lo consiglio è bellissimo peccato per i primi episodi. spero di vederle in un nuovo gl❤️❤️. print è bellissima idem rei e gli ost sono bellissimi li ho nella mia playlist, cantano così beneeeee, non sono una fan dei gl sono una che segue i bl ma per essere il primo che vedo per intero è stato belloQuesta recensione ti è stata utile?
I Told Sunset About You Part 2
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Una serie che sa trasmettere forti emozioni, ma solo nelle scene drammaticamente struggenti
Lascio un riscontro unico che comprende sia prequel che sequel. Se il primo è la storia di un rapporto da costruire, il secondo riguarda una storia da mantenere. In entrambi, è evidente l'evoluzione dei personaggi principali. I Teh e Oh dei primi episodi di "I told sunset about you" non sono gli stessi che troviamo nel finale, e quelli che ritroviamo all' inizio di "I promised you the moon" non sono gli stessi con i quali terminerà la serie.Una vera storia alle spalle, devo dire, non c'è. La trama si costruisce attorno a loro, mentre avrei preferito si inserissero in una contesto strutturato al di là della loro relazione.
Molto bravi i due attori: sebbene il personaggio di Teh nella prima serie non mi aveva del tutto convinta, devo ammettere che il livello di recitazione ed espressività è davvero molto elevato: sono molte le scene in cui trasmette emozioni senza nemmeno dover ricorrere a gesti o parole, semplicemente con lo sguardo.
E qui arriviamo a quello che trovo sia contemporaneamente il punto di forza e la debolezza di questo drama: la capacità di trasmettere emozioni. Sarò sincera, ho avvertito più e più volte una stretta al cuore, quasi un magone. Dovessi dare un voto per quanto ha saputo essere struggente, darei un 10 e lode. Ma avrei voluto provare anche altre emozioni, altrettanto intense, però positive. Le scene emotivamente strazianti sono molte, e quelle hanno davvero un impatto fortissimo. Minori i momenti di sereni o di rappacificazione, che però non mi hanno trasmesso quanto speravo. Per me una serie davvero emozionante è una serie che deve farmi stringere il cuore nei momenti drammatici, ma anche sorridere e magari ridere in altri, o sognare ad occhi aperti, commuovermi, entusiasmarmi. Il ventaglio delle emozioni è davvero vasto, ma questa serie è riuscita a trasmettermene solo una. Intensissima, per carità, ma solo quella. Va da sé, quindi, che non la riguarderei, nonostante le riconosca tutti i pregi sopraelencati.
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Drama un po' fantasy molto romantico.
Questo drama anche visto dopo più di 10 anni dal uscita é una bella visione.Leggendo la trama si può pensare fosse un fantasy ma è soprattutto una commedia romantica.La parte fantasy veramente si poteva anche evitare sinceramente,rende solo la storia un po' più comica,però mette in mostra la bravura dei attori che si dimostrano fantastici.La storia di per se niente di speciale la solita lui ricco snob e con qualche fissazione oltre che una mamma insopportabile lei invece bruttina povera ma speciale.Si incontrano per un equivoco e lui non si sa bene per quale motivo inizia a sentirsi attratto da questa ragazza così fuori dai suoi standard.
Mille avventure più o meno divertenti e nasce un amore fantastico,nonostante tutta la difficoltà.
Molti attori degni di nota.
Bella storia e anche piuttosto emozionate.
Un bel drama da veder!
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Bossam-Stealing Destiny
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The Princess, played by Kwon Yoo Ri, truly stands out as a strong and radiant woman who supports those around her. Thanks to her, the male lead (Jung Il Woo) undergoes real growth and self-awareness. She embodies a Woman with a capital W — apparently fragile, yet able to bring positive change to her loved ones, her family, and even the political world.
A heartfelt thanks to the team who provided the Italian translation.
in Italiano:
Non capisco il giudizio così basso dato a questa serie. A me è piaciuta moltissimo: gli attori principali hanno interpretato i loro ruoli in modo convincente e intenso. La storia è allo stesso tempo bella e dolorosa, con un percorso lungo e complesso in cui alla fine l’amore e l’amicizia riescono a trionfare su tutto.
Riguardandola per la seconda volta, ho notato ancora di più la forza del personaggio della Principessa, interpretata da Kwon Yoo Ri. È una figura luminosa, coraggiosa e capace di sostenere e supportare le persone che la circondano. Grazie a lei, il protagonista maschile (Jung Il Woo) intraprende un vero percorso di crescita e maturazione personale, che altrimenti sarebbe stato impossibile.
La Principessa rappresenta una Donna con la D maiuscola: apparentemente fragile e prigioniera delle circostanze, ma in realtà determinante per la vita delle persone che ama, per la sua famiglia e, in ultima istanza, persino per gli equilibri della corte e della politica, dominata da personaggi senza scrupoli e assetati di potere.
Un grazie speciale anche al team che ha reso possibile la visione in italiano con la traduzione.
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Suspicious Partner
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Bello
Drama molto carino, con una trama avvincente anche se sul finale si dilunga un po' troppo. Ji Chang Wook è sempre perfetto e un drama con lui come protagonista va sempre guardato. Mi sono piaciuti molto tutti i personaggi che insieme hanno dato vita ad un drama completo, in cui i vari generi si amalgamano alla perfezione.Una cosa che mi ha dato particolarmente fastidio è la scelta del poster. Per un legal crime in cui i protagonisti devono affrontare un serial killer, non avrei mai scelto una locandina così da commedia. È vero c’è la parte romantica ma è amalgamata bene alla storia e quindi avrei scelto un altro tipo di poster.
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Ritmo serrato dalla prima all'ultima puntata. Ottima Zhao jin mai.
Una ragazza salendo su un autobus rimane intrappolata in un loop temporale e per poterne uscire dovrà svelare un intricato e misterioso enigma. La protagonista trascinerà involontariamente con sé nel loop un ragazzo e, ovviamente, tra i due nascerà una relazione sentimentale.L’autobus esplode circa mezz’ora dal momento in cui la protagonista Li Shi Qing (Zhao jin mai 赵今麦) sale sul pullman ma l’esplosione non sancisce la fine della sua esistenza come quella degli altri passeggeri del pullman bensì il ritorno al punto di inizio della vicenda: lei che si sveglia sul pullman in marcia verso l’ennesima esplosione.
A nulla servirà scendere in una o nell’altra maniera dall’automezzo, i due giovani capiscono ben presto che dovranno trovare in pochi minuti la ragione dell’esplosione del pullman e riuscire a disinnescarla prima che sia troppo tardi ed il loop inizi di nuovo da capo.
“Solo” 12 episodi (incredibile per lo standard dei drama cinesi che si aggira di media intorno alle 30/40 puntate) per questa serie a metà tra il thriller, l’azione e la fantascienza con qualche pizzico di romanticismo. Una serie che non annoia mai, tiene lo spettatore costantemente col fiato sospeso grazie ad un ritmo serrato.
La protagonista Zhào Jīn Mài (赵今麦) per una volta esce dalla sua classica parte della scolaretta o giovane donna in carriera ribelle ma se la cava molto bene, risultando, come al solito, spontanea e diretta.
Godibile, da vedere.
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Romcom femminista
Romcom pseudostorica in 24 episodi da circa 30 minuti, che racconta le vicende dei regnanti di due città in lotta da generazioni. Il governante di Muxi ha avuto solo una figlia, Ye Zhao Nan, e l’ha spacciata per maschio, riuscendo a farle ereditare il trono alla sua morte. Ma le trame del generale per ottenere il potere la spingono letteralmente fra le braccia di Liu Xuan Ming, il signore della nemica città di Xuanyue. La caduta da un dirupo le fa perdere la memoria e un trio di improbabili spie la battezza Sanmei spacciandosi per la sua famiglia, con l’intento di farsi aiutare da lei a uccidere Liu Xuan Ming. Va da sé che, essendo i due i protagonisti della storia, invece di uccidersi a vicenda si innamoreranno.Già da questa brevissima sinossi si comprende che la storia è composta in buona parte da cliché del genere: città nemiche, ragazze travestite da maschio, dirupi, perdite di memoria… Poco di nuovo sotto il sole. Il drama tuttavia si lascia guardare senza opporre troppa resistenza, perché, a patto di essere di bocca buona, è denso di situazioni divertenti, con toni spesso farseschi. Non mancano effetti sonori come miagolii, latrati e ruggiti. Bisogna però, lo ribadisco, essere di bocca buona: la comicità verte a volte su argomenti corporali, peti e in un caso escrementi volano da tutte le parti. C’è perfino un arco narrativo che dura per più di un episodio in cui assistiamo a humor sugli olezzi che provengono da una bara, e nientemeno ci mangiano sopra. Insomma, siete avvisati. Eppure, nonostante questi minus disgustosi, ma tutto sommato non troppo frequenti, la comicità e le situazioni oltre il limite dell’assurdo contribuisco al successo dell’operazione.
Da notare la scarsa presenza di fanservice per gli uomini, mentre assistiamo invece a molti “momenti torso nudo” maschili, anche a sproposito. E se il povero Yan Zi Xian, protagonista maschile, riesce spesso ad interpretare con successo una sua personalissima versione di uno spaventapasseri, Parker Mao, interprete del generale ribelle, esprime una fisicità decisamente più consistente e molto più attraente agli occhi. Peccato che spesso lo abbiano unto troppo, distruggendo parte del risultato.
Ora, dobbiamo dirlo chiaro: la logica in questo drama è pressoché inesistente, bisogna prendere le cose come sono, senza cercarvi chissà quale verosimiglianza. E’ una serie messa lì per farci ridere. In apparenza. Perché invece, e senza neppure camuffarlo troppo, viene portato avanti un discorso femminista forte: la protagonista dimostra a ogni piè sospinto di essere perfettamente in grado di fare quello che farebbe un uomo. E’ forte nel corpo, nello spirito e nell’intelletto, senza sentire bisogno di dimostrare la propria forza aggredendo qualcuno. Si difende, quando serve, senza malignità ma con decisione, e lo fa in proprio, senza tema di sporcarsi le mani. E in quanto a strategia, non ha rivali. Nel contempo, ci ammanniscono anche più di un discorsetto sui gloriosi benefici del comunismo (ovviamente senza nominarlo). Ma tant’è. Quante volte abbiamo sentito la tiritera del grande sogno americano e dell’immensa bontà degli USA che difendono la libertà del mondo? Non rispondetemi, era una domanda retorica.
Gli attori sono stati molto bravi. Specialmente la protagonista, Zhang Yue Nan, ha saputo interpretare il suo ruolo con una mimica facciale decisamente accattivante e un portamento potente. Un vero mastino, trasudante autorità e determinazione: nessuno potrebbe non riconoscerla come padrona del suo destino, ma anche nelle parti più dolci o dolorose ha saputo centrare l’obiettivo. Yan Zi Xian, protagonista maschile, si è difeso molto bene, ma senza essere all’altezza della sua compagna, non per demerito suo, ma perché il ruolo femminile era decisamente più interessante. Parker Mao, il generale ribelle, ha reso il suo personaggio con grande fisicità. Peccato gli abbiano imposto delle terribili risate, come spesso accade in questo tipo di drama. Stesso destino prescritto a Fan Wei, che interpreta magistralmente due gemelle psicopatiche, fin quando si affida ad una mimica facciale decisamente inquietante, ma che distrugge l’ottimo effetto appena è costretta a prodursi in risate raccapriccianti… e non per l’orrore. Il cast in generale ha recitato molto bene, tenuto conto che si tratta di una commedia, e del tipo di commedia che è: se alcune parti sono esageratamente calcate, possiamo tranquillamente ritenere che sia una scelta registica, e non ci sta neppure male.
Nonostante non si tratti di un drama ad alto budget, costumi e ambientazioni sono più che dignitosi e, per quanto non numerosi, sono comunque sufficienti a dare una buona impressione. Il commento musicale fa il suo dovere, pur senza brillare. Insomma, in generale si tratta di una produzione gradevole, adatta a qualche ora di svago senza troppe pretese. A volte è meglio uno spettacolo dichiaratamente sciocco rispetto a uno che si prende troppo sul serio e non centra l’obiettivo.
Da segnalare che, dopo i titoli di coda, ci lasciano intendere che potrebbe esserci un sequel. Il condizionale è d’obbligo, considerato quante serie necessiterebbero di una continuazione, senza mai ottenerla. Ad ogni modo, la storia è finita, e bene, anche così com’è. Ignorate gli ultimi secondi, e andrà bene così.
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Cinderella At 2 AM
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Un vero e proprio strazio...
Serie dal nome che attrae...e nient'altro. Fin dal primo episodio manca qualcosa, la capacità di coinvolgere e dare una direzione precisa alla storia. I protagonisti assolutamente insopportabili, presi da un tira e molla sconclusionato e insipido come una minestra riscaldata. La differenza di età tra i due - nel drama e nella vita reale - eccessiva: lui è un bambinone cresciuto, poco espressivo, poco incisivo (avevo già visto questo attore in "Impossible marriage", altra serie pessima e da dimenticare). Continuo a ritenerlo un attore mediocre in drama che creano aspettative ma che fin quasi dall'inizio si rivelano dei flop tremendi.Con rammarico - poiché non è cosa che mi piace fare - mi arrendo dopo il supplizio di sei episodi e metto la serie tra i droppati. Unica nota positiva, il pairing secondario costituito dal matrimonio combinato tra il fratello di lui e la cognata che ricompare dall'estero, dando il via a sprazzi interessanti sulla convivenza di due coniugi che mai avevano vissuto sotto lo stesso tetto. Ma è poco, davvero troppo poco, per potermi indurre a continuare una serie che, per quanto mi riguarda, è già nel dimenticatoio.
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Non migliore di molti altra drama
Di solito non scrivo recensioni di drama che non mi colpiscono particolarmente nel bene o nel male, come in questo caso, ma viste le lodi sperticate che leggo in giro riguardo a questo titolo mi sembrava giusto cercare di presentare un'opinione leggermente più obbiettiva spero. E visto che tanto scrivo in italiano, la leggeranno in pochi e nessuno mi lincerà per questo. Questo drama a mio avviso non è niente di straordinario, meglio di altri BL, ma peggiore di altri Bl per certi aspetti, o in media con altri drama dello stesso tipo. La trama non è nulla di nuovo sotto il sole, anzi la trama di Blueming mi aveva dato qualcosa di più in termini di coerenza e novità con l'insrimento dell'argomento cinematografia. In fondo eighth sense a livello di storia si può riassumere in tre parole: un ragazzo di campagna che arriva in città per frequentare il primo anno di università maturerà grazie all'incontro con un ragazzo dell'ultimo anno con un sacco di problemi di cui si innamorerà. Tutto qui. I personaggi principali sono abbastanza approfonditi e interessanti in particolare Seo jae won, e hanno abbastanza chimica. e tratti distintivi ma già il passato di Kim Ji non è che venga approfondito... ed entrambi i protagonisti sono vittima della malattia del protagonista riscontrabile in migliaia di altri drama: tutti li vogliono. Tutti vogliono essere loro amici o morosi. Ae rin che viene tanto lodata come amica del ragzzo di campagna e che praticamente gli impone la sua amicizia, si capisce perchè vuole a tutti i costi essere sua amica? No. O perchè l'ex del senior vuole tornare con lui anche se sembra che non lo ami poi molto e nemmmeno le piaccia? Per orgoglio? Perchè lui è ricco? Non viene adtto. Tutti li vogliono e basta. E vogliamo parlare delle infinite puntate dove il senior non è mai sobrio per più di 5 minuti? O del montaggio veramente scadente? Certe scene seguenti non hanno legami tra di loro oppure sono girate in modo strano. Ora io non sono un regista nè un critico cinematografico ma se un personaggio sta parlando in quel momento o gli sta succedendo qualcosa di rilevante direi che sarebbe il caso di inquadrarlo no? Invece più e più volte questo non succede e tu non capisci neanche la scena dopo perchè non hai visto cos'è successo prima. Tipo nelle prime lezioni di surf di Seo a Kim, Kim non viene inquadrato mente parlano, solo Seo, e vediamo sempre solo Seo anche quando Kim va sott'acqua e dopo Seo che sembra allarmato, ma non vediamo la scena di Kim che quasi annega benchè il trauma con l'acqua ce l'abbia lui non Seo! E anche le lodi che altri spettaori scrivono al drama per la presenza della psicologa e per il fatto che finalmente un drama fa vedere un personaggio in terapia....per carità bella cosa (che poteva essere fatta meglio visivamente parlando, inserendo le scene con la psicologa in modo più logico, ma tralasciamo) , ma altri drama l'hanno già fatto e anni orsono, tipo Weightlifting Fairy Kim Bok Joo ancora nel 2016. Quindi per favore non urliamo al miracolo. The eight sense è un drama carino, ma non straordinario, piuttosto prolisso e lento, in media con altri prodotti dello stesso tipo e migliore di alcuni di loro per contenuti, non dico di no, ma anche con velleità artistiche che non si può permettere secondo me. Buona la chimica tra i protagonisti che innalza il livello del drama a cui altrimenti avrei dato forse l'insufficienza per quanto mi riguarda.Questa recensione ti è stata utile?
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Sopravvalutato? Sì. Ha importanza? Dipende.
Scrivo due righe di recensioni perché ho visto il finale di KinnPorsche un paio di minuti fa ed è una merda, e nonostante: la stanchezza, la luminosità dello schermo del cellulare che brucia i miei bulbi, i caratteri piccoli della tastiera, ho BISOGNO di scrivere un paio di parole perché “questa serie è la MIGLIOR serie BL del 2022” e mi sento di dissentire pesantemente.Hanno avuto la brillante idea di creare una serie che non fosse incentrata sull’università di ingegneria e inciuci tra twinks, *bene,* perché non sfruttare il setting MOB per qualcosa di figo? Paradossalmente l’unica violenza che mostrano è durante i primi due episodi, l’episodio 7 (dopo il quale ho perso l’interesse iniziale per la serie) e l’ultimo episodio. Non è possibile che due famiglie potenti di natura mafiosa non abbiano screzi con qualche gang per tutta la durata della serie… ma gli unici pizzichi vengono scambiati tra le famiglie. Che poi, è tutto inconsistente e ingiustificato.
Mi sono inorridita quando hanno gettato come un petardo una vena incestuosa -- meno male che si sia tutto risolto nell’ultimo episodio, dicendo che la madre di Porsche fosse la sorella adottiva del padre di Kinn, stavo veramente per sboccare all’idea che tale pratica venisse giustificata in altre maniere.
Che poi, ma sul serio? Kinn e Porsche si incontrano CASUALMENTE la prima volta… e mi volete spacciare il fatto che “in realtà era tutto un piano del padre per prendersi cura del figlio della sua sorella adottiva sin dall’inizio”? Se voleva aiutarlo poteva farlo non dandogli debiti da estinguere, acconsentendo a Chay di ottenere una borsa di studio (anche in forma anonima), e di permettere a Porsche di continuare gli studi, invece di fargli sbarcare il lunario con i combattimenti clandestini. E poi… quando Kinn osserva Porsche dal tablet – per le telecamere di sorveglianza – in quel momento crede che il suo nome sia Jom (dato che Porsche gli ha mentito sulla sua identità) ma… il padre non poteva dire qualcosa? Bho, mi sembra tutto così buttato a caso che neppure mi preoccupo. Sono cazzatine, sorvoliamo.
E poi, non c’è un vero villain in questa storia. Ken non ha avuto il minimo squarcio di azione durante la storia, ma era un traditore… ma mostrare qualche sua malefatta in un flashback? O magari inquadrare uno sgherro che ha fatto per far sì di aver tradito la famiglia principale? No, dovevano mandarlo via così, sacrificando anche un altro membro, Big, facendolo uscire di scena con una “redenzione” ridicola: fa da scudo umano a Porsche solo perché “il suo capo lo ama e quindi doveva proteggerlo”… cosa che non mi ha emozionato affatto.
Paradossalmente poteva uscire qualcosa di più completo se avessero allungato la storia con Tawan, invece di scrollarsela dopo due episodi. È un personaggio negativo che ha portato caos solo per dei MALINTESI e non per fatti succosi, e a mio avviso non è stato sfruttato al meglio.
Al seguito di ciò, apro una parentesi sul fatto che poteva uscire una storia più avvincente se avessero creato un triangolo scemo tra Kinn Porsche e Vegas, ma è tutto bruciato dall’inizio perché Porsche ha 0 interesse romantico/sessuale/fisico per quest’ultimo… dato che, come dal romanzo, Porsche è attratto solo dall’uccello di Kinn e guai mai. Cioè, lecito avere preferenze, dico solo che POTEVA essere un espediente narrativo più suggestivo – o forse no, chi lo sa.
Faccio parte di quella rara razza di viewer che non ha apprezzato l’arco narrativo della VegasPete. È noioso e campato per aria, foraggiato solo perché la VP ha avuto un sacco di successo nella novel, adorando la dinamica dom/sub psicologica, fisica, mentale e sessuale che hanno, e personalmente mi ha fatto ribrezzo durante la lettura, ma si tratta di gusto personale.
Vegas è un personaggio con del potenziale e azzeccato: ha carisma, la cazzimma e sa essere un manipolatore, pure sadico… lo volevano dipingere come un apatico dei nobili sentimenti e adora il conflitto -- ricordo che la prima mossa di merda che attua è un tentato stupro di Porsche, ma la gente sembra scordarlo perché aLLA fINE sI iNNAMORERÀ dEL sOLO e uNICO vERO aMORE. Pete sembra sempre spaventato in sua presenza, ma stranamente DOPO essere stato rapito e torturato ha deciso di mostrare questa sua vena sadica che mi sembra ingiustificata, anche perché, Pete e Vegas prima del suo ratto non hanno MAI avuto un dialogo che possa far crescere radici tali da farli innamorare… e caso vuole che si siano innamorati? Bho. Nonsense.
Ma il comportamento che ho trovato OOC è quando Vegas metabolizza la morte del padre: quel padre che lo disprezza, che lo picchia, che non lo gratifica… ripetiamo, Vegas dovrebbe essere uno che non ha sentimenti positivi, non //può// provare quell’amore per il padre TALE da decidere la strada del suicidio perché “non ho più uno scopo/non c’è più nessuno per cui lottare”… pazzia. Volevano fare drama? Poteva decidere di VENDICARSI piuttosto che piangere e puntarsi la pistola in gola.
Inoltre, l’ultima scena mi ha fatto veramente amareggiare. Non voglio suscitare pietismo o altro, ma in quanto orfana di entrambi i genitori, questa scena non l’ho sentita mia: immaginate la gioia di poter rivedere un genitore che pensavi fosse morto: alcuni potrebbero sognarla, me compresa, alcuni non potrebbero neppure immaginare la sensazione di ritrovarsi davanti la propria madre morta… ma la reazione di entrambi i fratelli Porsche & Chay la trovo macchinosa e irrealistica. Nonostante la giustificazione sul fatto che la madre non ricorda dopo l’incidente per via di una amnesia, l’abbraccio finale risulta cringe; non è neppure una scena irrequieta, l’ho trovata imbarazzante e la sua mimica facciale non mi ha fatto pietà, ma solo dire: “Cioè? Finisce così? Ma sul serio?”
Avevano preannunciato che si sarebbe trattato di un finale “ambiguo/aperto” ma non posso dire di essere soddisfatta… perché non è stata narrata una storia.
Mi spiego:
la narrazione poteva iniziare sulla dinamica “x obbliga y a diventare la sua guardia del corpo” (che poi… richiedono il servizio di Porsche per via della sua conoscenza del taekwondo e per la sua fedeltà ma… non c’è alcun conflitto durante la storia, e non verrà mai sfruttato oops.) e poi i due si innamorano e blah blah blah
e invece…
dovevano complicare con side stories che partono a metà storia.
Per me la narrazione era più che discreta fino alla fine dell’episodio 7, dove c’era AZIONE e movimento. Ma poi… è diventato un allungare il brodo con episodi filler, fino alla fine, dove esce fuori un conflitto tra le due famiglie.
Kinn dice spesso “tutti mi vogliono morto” ma… chi sarebbero questi tutti? “Chi mente merita di morire.” Non hanno fatto MAI un attentato alla sua vita, e alla fine si scopre che Gun, lo zio di Kinn e il fratello di Korn, neppure ambiva al loro potere… ma voleva solamente attuare una “ripicca” su Korn per la madre di Porsche alla quale… ha… esercitato… violenza… sessuale…? Come inserire lo stupro quando non era necessario, bho.
Per me poteva essere una storia più che discreta, e non parlo di scene di intimità sessuale, ma proprio a livello di trama. Sono contenta abbiano abbandonato l’idea iniziale della novel di mantenere una relazione tossica, ma è un peccato che Kinn e Porsche abbiano perso un po’ di scintilla dopo l’esposizione della loro relazione.
Mi dispiace che alcuni personaggi si perdono durante la storia, tipo Yok, Macau, Pol, banalmente la signora Erika (che fa il suo debutto praticamente alla fine) oppure Jom e la situazione TayTimeTem citata solo una volta e mai più ripresa.
Ultima bomba prima di eclissarmi: il personaggio di Kim poteva anche non palesarsi, e la storia sarebbe filata in modo simile… certo, è il love interest di Chay, ma gli autori non sono riusciti neppure a inserirlo nel contesto familiare, non mi sorprende come abbiano trattato questa coppia – finale trattato all’acqua di rose, bastava che Chay non bloccasse il suo numero e ascoltasse le sue motivazioni prima di mandarlo direttamente a ‘fanculo.
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La Regina delle Lacrime
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La ricetta imperfetta: quantità invece che qualità
Dalle premesse doveva trattarsi del capolavoro dell'anno. Dal cast stellare alla produzione, sceneggiatura, regia e via dicendo.L'incipit è interessante: una coppia sposata - sposata per amore - ma che ormai porta avanti un matrimonio di facciata. Le carte non vengono svelate subito, qualche flashback ci mostra l'esordio della loro relazione ma resta quel misterioso gap nel mezzo, che porta lo spettatore a chiedersi come si sia giunti alla situazione presente.
Rispetto ai protagonisti, ho trovato davvero calzante la scelta di Kim Ji Won nel ruolo di Hae In: l'attrice giusta nel ruolo giusto. Una prova performante, la sua, che mi ha ricordato molto anche il personaggio che aveva interpretato in "I discendenti del sole": schietta, tagliente, carismatica, indubbiamente incisiva e affascinante. Se da una parte, ripeto, l'ho trovata perfetta per il ruolo, dall'altra mi chiedo se non manchi di versatilità (un conto è ricoprire bene un certo ruolo, un altro è saper interpretare bene solo quello). Non ho invece apprezzato il protagonista maschile: sono consapevole che sia uno degli attori tra i più acclamati, ma personalmente non sono mai riuscita ad apprezzarlo. Indubbiamente bello - come viene riconosciuto anche al personaggio che interpreta - ma sembra davvero che il suo unico punto di forza sia solo quello. Una bellezza fine a sè stessa, che manca di fascino, di espressività, di carattere e spessore. Se non sai bucare lo schermo, resti solo uno dei tanti bei volti che si perdono nella massa. Due, sostanzialmente, le sue espressioni: sorriso a 32 denti e smorfia da pianto disperato. Manca davvero una vasta gamma di emozioni che non è in grado di esprimere nè suscitare. L'altra nota dolente della serie, è aver voluto troppo. Se gli ingredienti sono di buona qualità, una ricetta ben riuscita non è quella che ne conta il numero maggiore. Tutte le tematiche possibili sono state inserite nella storia, dal fatto che si fossero già conosciuti in tenera età e che quindi si siano ritrovati, dagli spaccati accademici di quando erano adolescenti, il tema dell'amore-odio-amore, del matrimonio di apparenza, dei fraintendimenti e del non detto, del divario delle classi sociali di appartenenza, la malattia terminale, la perdita di memoria... Davvero, il troppo che stroppia. Scorrendo l'elenco delle guest star, sembra di ricalcare la stessa linea: tante, troppe comparse importanti, sempre seguendo la filosofia che "più è, meglio è". Alla lunga, l'attenzione cala, il coinvolgimento scema e non c'è più un vero elemento di traino, solo tante tematiche che si susseguono, mentre i tira e molla diventano tanti, troppi, le cartucce sono già state tutte sparate ed è sempre più difficile riagganciare l'attenzione dello spettatore. Mi aspettavo davvero una serie meritevole, durante la visione ho ridimensionato le aspettative e confidato di poterle dare almeno un 8, ma arrivata in fondo sono riuscita ad attribuirle a fatica un voto discreto, che supera la sufficienza solo grazie all'aiuto di un'ottima colonna sonora e un cameo davvero notevole, la breve incursione di Song Joong Ki nei panni di Vincenzo Cassano (e una menzione agli altri ruoli di rilievo da lui interpretati, già che viene presentato come un personaggio misterioso che forse è stato un militare delle forze speciali - Discendenti del sole - forse un erede di un conglomerato - Reborn Rich - e molto probabilmente un avvocato appartenente alla mafia, Vincenzo, appunto). Nei pochi minuti nei quali hanno condiviso la scena, il protagonista davvero è diventato il nulla cosmico rispetto alla presenza di Song Joong Ki, molto più espressivo lui in quelle poche inquadrature che l'altro in tutti i 16 episodi messi assieme. Non lo sconsiglierei, ma con un approccio cauto e non troppo carico di aspettative.
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Hua Jian Ti Hu Fang Da Chu
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Comincia benino ma alla fine è insopportabile
Lo scambio di spose è un espediente abbastanza usato. La cuoca, che viene rapita per sposare un signorino di pessima reputazione al posto di una ragazza di buona famiglia, accetta praticamente di buon grado lo scambio e viene perfino accolta nella famiglia del suo sposo come se niente fosse. Ma che mentalità aperta!Detto signorino, che è molto meglio di quanto la sua nomea lasci supporre, anche già prima dell'intervento risolutore della sua novella sposa, viene costretto dalla regia ad assumere per l'intero drama un'espressione da deficiente, pur non essendolo affatto. Quel che è peggio, lo fanno stare in piedi e muovere per l'intera serie come se fosse un orango. Stucchevole e irritante, alla lunga. Si sarebbe potuto supporre che, al migliorare della sua fama e col progredire del rapporto con la moglie, anche la sua postura sarebbe migliorata. Niente di tutto ciò, purtroppo.
Già molte volte ebbi a dire che i drama a basso budget non sono il male di per sé, e che ce ne sono diversi che, nonostante i mezzi limitati, sono gradevolissimi e colgono nel segno. Non questo.
Se inizialmente la commedia è abbastanza divertente e frizzante, pur senza far sganasciare, rimanendo su un registro di piacevole gradevolezza, col proseguire delle vicende il giocattolo si consuma e rompe irreparabilmente.
La signorina di buona famiglia che è stata sostituita dalla cuoca come sposa del giovanotto e, vistolo non così indesiderabile, prova a riprenderselo, è irritante oltremodo. Non si aspetta altro che sparisca dalla scena per continuare la storia.
Le cosiddette indagini delle malefatte, che vengono portate avanti dalla famiglia dello sposo, sono piuttosto piatte e spesso protratte in modo noioso. E che dire dell'infinita sequela di piatti che vediamo cucinare (e mangiare!) nella prima metà del drama? Mai visto degli attori ingozzarsi così tanto. Un po' va bene, ma poi diventa stucchevole.
Ma il peggio doveva ancora venire. Era a malapena passabile finché si trattava delle schermaglie fra moglie e marito (che comunque sono durate troppo a lungo). Ma poi ci si sposta a palazzo e la storia diventa completamente assurda e fuor da ogni logica. E noiosa, pure. Tanto noiosa che mollo alla fine dell'episodio 33, con soli altri 3 da vedere, perché non mi interessa nemmeno più sapere come vada a finire. Drop.
Inutile parlare dei costumi (pochi e passabili) delle ambientazioni (anonime) o della musica (scialba, sia pur con un paio di canzoni orecchiabili).
La performance degli attori è quella che è. La migliore del gruppo è certamente la protagonista Michelle Jiang, seguita a ruota dal protagonista maschile, Lei Mu, che si è ben adattato ad una parte poco esaltante. Tutti gli altri seguono a ruota, interpretando senza infamia e senza lode una sceneggiatura scialba e sciocchina.
Forse, se fossero rimasti su 24 episodi e avessero evitato la parte a palazzo, il titolo in generale ne avrebbe guadagnato. Invece, avendo voluto aggiungere l'inevitabile (per un drama) passato misterioso con identità nascoste e tragedie da vendicare, il tutto è scaduto in una farsa noiosa, senza suspense e senza più umorismo. Piatta.
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Romance of a Twin Flower
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Seconda metà infinita e esasperante
Sono approdata a questo titolo con mille aspettative, perché adoro Ding Yu Xi. Mi piace come attore e, naturalmente, anche come aspetto. Certo, non tutte le parti sono nelle sue corde, ma la commedia romantica con qualche risvolto drammatico non molto pesante gli si addice molto. Anche Peng Xiao Ran, che interpretava la FL, ha lavorato molto bene.Inizialmente il drama mi aveva preso moltissimo: era molto gradevole, con la giusta dose di mistero, suspense, fraintendimenti, ingiustizie. Quando la coppia principale ha cominciato a intendersi, le cose sono migliorate ulteriormente: i loro scambi di battute mi hanno intrattenuta parecchio. Sul fronte dei personaggi di spalla, se il “fratello Yuan” di Yi Da Qian lasciava parecchio a desiderare, per fortuna la guardia del corpo Gu Bai, magistralmente interpretata da He Chang Xi, ha interagito con tutti con la sua peculiare forma di umorismo. Le sue occhiate parlanti non le dimenticherò facilmente!
Quella che invece vorrei dimenticare in fretta è la delusione che è via via montata a partire dalla seconda metà della serie in avanti, per diventare irritazione ed esasperazione man mano che ci si avvicinava alla conclusione. Gli episodi dal trentesimo circa in avanti li ho affrontati con stoicismo, col solo intento di arrivare alla fine ma, a metà del trentaquattresimo, ho dovuto gettare la spugna a pochi metri dal traguardo, per così dire.
38 episodi sono veramente troppi per questo titolo. L’hanno tirata troppo per le lunghe, inventandosi ostacoli apparentemente insormontabili per la coppia principale e un lunghissimo e inutile torneo per diventare fornitori di corte, stiracchiando oltre ogni limite l’equivoco dell’identità della FL, un segreto di pulcinella praticamente gridato ai quattro venti, ma che viene tradito dalla persona più improbabile per la motivazione più stupida. Proprio questo tradimento assurdo mi ha convinta ad abbandonare la visione sulla dirittura d’arrivo. Ho perso qualsivoglia motivazione per continuare, mi basta sapere che alla fine tutti i santi finiranno in gloria e i cattivi saranno puniti, e lo so perché fa parte del genere.
Se, mentre stai finendo un titolo, invece di guardarlo vai a cercarne altri da vedere, c’è qualcosa, molto, che non va. Sono veramente sconfortata: aspettavo questo drama da mesi e vederlo affondare così mi ha davvero delusa. Immagino che molti non saranno d’accordo, ma il mondo è bello perché vario. In questo caso, però, è avariato. Peccato.
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Love in the Big City
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Questa recensione può contenere spoiler
Meravigliosa!
"Love in the Big City" è una serie che cattura l’essenza dell’amore in una metropoli frenetica e vibrante. La serie esplora le sfide, le gioie e i dolori delle relazioni in una città che sembra non dormire mai.Ciò che colpisce di "Love in the Big City" è il modo in cui riesce a bilanciare momenti di profonda riflessione e sentimenti con situazioni divertenti e scene che fanno sorridere, offrendo allo spettatore un’esperienza emotiva completa. Il gruppo dei quattro amici è veramente fantastico.
Le interpretazioni degli attori sono assolutamente notevoli: ognuno porta una naturalezza e una sincerità che rendono i personaggi credibili, soprattutto quella di Nam Yoon Su è stata superba.
Nam Yoon Su riesce a portare sullo schermo una profondità emotiva rara, mescolando vulnerabilità e carisma in un modo che cattura immediatamente lo spettatore. La sua capacità di esprimere le sfumature dell’amore, della confusione e della crescita personale è impressionante, rendendo il suo personaggio incredibilmente realistico e facile da amare. In ogni scena, l’attore dimostra una presenza magnetica che mantiene alta l’attenzione, sia nei momenti più romantici che in quelli di introspezione.
Uno degli aspetti che rendono "Love in the Big City" davvero speciale è la sua capacità di rappresentare l’amore in tutte le sue sfumature: passione, tenerezza, incomprensioni, tristezza, mancanza...
PS
Questa serie è meraviglia! È stata una continua onda di emozioni.
Le mie altissime aspettative sono state superate. L'ho guardato tutto di un fiato.
Nan Yoon Su è stato superlativo nella sua interpretazione. Ho adorato il rapporto d'amicizia fra quei 4.
La relazione che ho amato di più è quella con Gyu Ho, quella di meno con quel bacchettone di un filosofo...grrrr
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