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Penso sia la serie perfetta da vedersi tutta d'un fiato la sera per trovare quella dolcezza che magari ci manca un po'.
Tutti i protagonisti sono interessanti, l'amicizia tra i due personaggi secondari è bellissima ed è quella che chiunque vorrebbe.
Consigliata
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Qualcosa non ha funzionato
Non conoscevo gli attori protagonisti, o meglio, prima di guardare "Never let me go" avevo notato Phuwin in "The wrap effect", tuttavia ho notato che la sua recitazione manca di qualcosa, ogni espressione, positiva o negativa che sia sembra forzata.La recitazione di Pond è decisamente migliore, ma anche lui a volte piuttosto che sembrare finto mostrava espressioni che c'entravano poco con la situazione nelle quali avvenivano.
La trama non ha senso.
Piena di situazioni a caso, forzate e come qualcuno ha già detto che calcano l'onda della più famosa serie BL a sfondo mafioso (si, sto parlando di KinnPorsche), che però non seguono un filo logico.
ALLERTA SPOILER
Non capisco che senso abbia il continuo tira e molla fra Palm e Nuengdiao. Noioso specialmente se avviene di continuo.
Non capisco le motivazioni dietro i comportamenti di Chopper. Non si può definire nemmeno di dubbia moralità, passa dalla gelosia per il cugino, al non poter accettare i comportamenti del padre così velocemente che mi è girava la testa.
Non capisco Ben, ma era il cliché che non poteva mancare per una seconda coppia.
(Wow, forse la serie è stupenda e sono io che non capisco una mazza)
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Tra abbandoni e ritorni smielati, scene che dovrebbero fare emozionare senza successo, innumerevoli scene in ospedale abbracci senza una parvenza di chimica, discorsi che nessuno farebbe mai, ecco quello che definirei un disastro.
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Unico nel suo genere
Eternal love, o meglio 三生三世十里桃花 - tre vite, tre mondi e un'infinita distesa di fiori di pesco (che in Cina simboleggiano appunto l'amore), è un drama fantastico!Fantastico perché la storia è molto complessa e fa innumerevoli richiami al mondo di immortali della tradizione cinese, e fantastico perché è davvero bello!
Poco dopo aver visto il drama ho cominciato la lettura del romanzo di Tang Qi, e devo dire che mentre leggo mi immagino i vari attori, le loro voci, le loro battute. Ho più tempo per immergermi con la fantasia in quel mondo stupendo fatto di Verdi colline e Nove cieli. Ho la possibilità di conoscere meglio Zhe Yan, o Migu, o la stessa Bai Qian.
Ma non critico l'interpretazione di questo o quell'attore perché non mi aspetto mai totale fedeltà tra un romanzo e il suo drama.
L'unica curiosità è che il romanzo comincia da metà, ha uno sviluppo temporale della storia molto diverso dal drama e la cosa mi incuriosisce.
Il cast scelto secondo me è stato eccezionale! Yang Mi ha una bellezza così dolce e delicata nei panni di Bai Qian, ma ha anche un portamento ed una fierezza nello sguardo che la rendono a tutti gli effetti una Alta Dea. Mark Chao interpreta il protagonista maschile Ye Hua in maniera così amabile che riesce perfino a mettere in secondo piano il suo rivale Zhang Binbin (per me il sorriso più bello di Cina).
Io ho amato Delireba perchè è una ragazza fantastica e i panni di Feng Jiu le vestono a pennello, credo anche che la sua interpretazione così sbarazzina abbia saputo far risaltare maggiormente la figura di Dong Hua. Non che Gao Vengao non sia un grande attore, ma il suo personaggio all'inizio l'ho trovato piuttosto apatico, e penso che l'ingresso in scena di Feng Jiu lo abbia rilanciato.
Insieme a Feng Jiu non si può non amare la coppia più pazza del drama formata da Si Ming e il Terzo principe, adorabili entrambe.
Scriverei per ore di questo drama che rimane il mio preferito tra i drama Fantasy che ho finora visto, e sarà molto difficile eguagliarlo. Impossibile superarlo!
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Dramma molto bello e sofferto!
A vedere questo dramma dopo anni dal uscita già sai che ti aspetta ma è uno di quei drama che vale la pena vedere.Racconta di una Corea alla fine dei anni 80 tra un bellissimo e timidissimo amore giovane tra una studentessa e una spia della corea del nord, spionaggio e politica corrotta che farà male a tutti i personaggi. Ma nonostante la sofferta storia tra i protagonisti e lo spoiler sul finale vuoi continuare a vedere.
Sono molti più i personaggi negativi che positivi e non ci sarà molto spazio per l'amore ma loro sono innamorati e quei pochi momenti di tenerezza sono commoventi.
Purtroppo man mano che la storia prosegue ti rendi conto che non potrà finire bene e in effetti bene non andrà ma sarà un finale coerente con la storia e molto sofferto.
Non vi scoraggiate se già vi è stato spoglierato questo dramma è un piccolo gioiello che merita sicuramente la visione. Per me 9 solo perché avrei preferito un altro finale.
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Le prime 2 puntate un po' troppo cupe, fanno venire voglia di abbandonare la visione, gli ultimi episodi da metà 14 al tutto il 15 e una parte del 16 tirati per le lunghe ... andavano compattati, io odio che un dialogo di 2 minuti sia rarefatto e occupi 25 minuti ...
L'ho rivisto a distanza di tempo e mi è piaciuto ancora molto, ho capito meglio alcuni personaggi.
Il padre/presidente della Jangga è un po' troppo cattivo, neanche davanti alla sua propria fine/morte ... neanche davanti alla possibile morte del figlio minore per opera del primo figlio, smette di esercitare un potere tossico/diabolico/ossessivo ... beh : fumettisticamente parlando regge, come letteratura o cinema un po' meno.
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The Legend of Shen Li
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Il titolo di questo drama dovrebbe essere "il Dio ribelle"
Il vero protagonista di questo drama non è come suggerisce il titolo, Shen Li, il generale supremo del regno dei demoni immortali, ma Il Divino Signore, l'Ultimo antico Dio: Xing Zhi. Perché è proprio a causa del suo cuore umano che la storia dei 3 regni cambia! D'altra parte la sua nascita si contraddistingue da una mancanza precisa di scopo rispetto a tutti gli altri antichi dèi che lo hanno preceduto. Capiremo alla fine del drama, che grazie al libero arbitrio, l'Ultimo Antico Dio ha cambiato davvero la storia del mondo.La storia tutto sommato è semplice e lineare- Fino all'episodio 22 quasi ci si addormenta, fino a che durante l'episodio 23 succede il primo cataclisma! E meno male!
Purtroppo è caratterizzato da tempi morti, dove uno sguardo dura anche venti secondi se non trenta, e da ricordi su ricordi che diluiscono la storia e bisogna andare avanti veloce altrimenti si perde il gusto di guardarlo.
Comunque è un drama piacevole, piuttosto ben fatto, con alcune alcune lacune che si possono perdonare. C'è carenza di dialogo in generale, bisogna andare di fantasia in alcune scene.
Il personaggio di lei, Shen Li è un personaggio rude e deciso, coraggiosissimo e molto potente sebbene sia una donna, ma d'altra parte non è il Generale supremo dell'esercito del regno dei demoni per niente. Considerando poi che è la figlia del Re dei Chimei! Sono fenici, con immensi poteri. L'attrice è bellissima e molto femminile, la sua recitazione è carente di espressioni, spesso sembra imbambolata e ci si chiede se in testa ha il vuoto o qualche pensiero.
L'Antico Dio è un essere distante dai comuni immortali, ha poteri sovrannaturali, regge i tre regni, quello immortale, il + basso, quello dei demoni immortali, l'intermedio e il regno dei celesti immortali, quello superiore a tutti che però si caratterizza da immortali sfaccendati e incompetenti a partire dal controverso sovrano, che tutto ciò che sa fare, anziché armare il suo regno con un esercito degno del regno, gioca con i suoi ninnoli, Solo nel finale tira fuori un pò di dignità da re! Il trucco e parrucco di questo attore è ridicolo, a volte pare una scimmia con baffoni e barba!
L'Antico Dio è splendidamente impersonato dall'attore Lin Gen Xin, il quale riesce a conferire al suo personaggio un'aura di distacco e di forza interiore. Mai un gesto o una parola fuori posto. Esprime potere e volontà con un solo sguardo, Un applauso alla recitazione! E' un personaggio che si interroga sul suo ruolo al mondo, che si ribella per i limiti imposti dalla Legge della Natura la quale gli dà immensi poteri, ma gli poni vincoli insormontabili come l' amore e la compassione- Si rivela un Dio risoluto a combattere contro tutto e tutti per amore pur salvaguardando i regni, fino all'estremo sacrificio. E' un Dio ma anche e soprattutto un Uomo il quale rivendica l'essere uomo.
Non ci sono storie secondarie degne di nota, ma ci sono alcuni attori secondari veramente simpatici ed accattivanti quali i nipoti del sovrano, il Principe Fu rong promesso sposo di Shen Li e sua sorella. Nella storia saranno decisivi.
E che dire del bel generale Mo Fang. Anche a lui l'amore ha giocato un brutto scherzo fino alla morte.
Alcune scene, fotograficamente parlando sono degne di nota, bellissime composizioni. Gli effetti speciali ben realizzati e in abbondanza.
La ost invece secondo me, è mediocre, a parte alcuni brani strumentali, le altre canzoni sono comuni ed una in particolare, quella della sigla di apertura dei video, fastidiosa.
I costumi belli, cosi come le acconciature. Le locations non sono molte, ma non ci si fa caso più di tanto.
Buona la traduzione dell'ottimo team di traduttori italiani che sempre ringrazio di cuore.
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Grande delusione
Avevo sentito parlare benissimo di questo drama e guardandolo sono rimasta molto delusa, specialmente nella prima parte del drama.TRAMA
La trama partiva con buone premesse ma poi è andata perdendosi in tante scene no-sense, allungamenti di brodo inutili e dispersivi che hanno tolto attenzione dalla parte davvero interessante che è stata gestita malamente. Per la maggior parte del drama mi son trovata a pensare "ma di questa cosa perché dovrebbe interessarmi?"
Nella parte finale poi troviamo un plot twist interessante che però... finisce e si risolve nel giro di poco buttando così una splendida occasione
PERSONAGGI
I personaggi sono incredibilmente incoerenti. Partono in un modo, si presentano con certe caratteristiche e poi si comportando in modo totalmente opposto. Gli attori sono molto bravi ma non riescono a salvare dei personaggi scritti molto male. Park Seo Joon, che ho molto apprezzato in altri drama, qua l'ho trovato nella maggior parte delle scene spento, fatta eccezione per le scene drammatiche dove ha fatto brillare le sue capacità. Ho invece molto apprezzato Park Hyung Sik che credo sia riuscito a dare più spessore al suo personaggio (che ho amato ma che avrebbero potuto gestire meglio).
I personaggi secondari sono anch'essi nati con ottime premesse ma poi gestiti malissimo. Esempio d'eccezione Suk Han Sung che hanno prima rilegato a macchietta comica, poi gli hanno dato una storia molto bella e profonda per poi... concludere in quattro e quattr'otto.
STORIA D'AMORE
Che dire... I personaggi partono sapendo una cosa per certa, poi se ne scordano e poi SORPRESA! Non ho apprezzato la gestione del triangolo e anche il personaggio protagonista femminile non l'ho trovato davvero non all'altezza, ho infatti preferito di gran lunga la coppia secondaria (che ovviamente è stata tirata via).
È una recensione arrabbiata? sì. Detesto quando una storia con buone premesse presenta queste problematiche che compromettono l'esperienza della visione.
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è tutto così cute e bello per essere vero
Mi sono innamorata di questa serie sin da quando uscii il primo trailer, era una di quelle che aspettavo più di tutte e sapevo che mi sarebbe sicuramente piaciuta.Inutile dire che quando poi è uscito il trailer ufficiale mi sono sentita morire dalla felicità e non vedevo l’ora.
Only Boo ha tutto: una buona trama, ottima chimica e pure le ost erano davvero belle.
La trama è veramente carina e mi piaceva l’idea di portare sullo schermo una storia che rappresenti una realtà che non sempre viene vista come normale e per questo sentivo che sarebbe stato veramente difficile arrivati a un certo punto della storia. Purtroppo una delle cose che succedono spesso è questo pensare che cantanti e attori siano delle bambole che devono agire come il pubblico vuole, ma non è così e mi fa pena che le persone non possano voler esprimere la loro vena artistica e il loro talento come vogliono perché devono rinunciare a tanto per poterlo finalmente fare, e anche una volta raggiunto il traguardo (o appunto a tema della serie, il loro “Everest”) hanno inevitabilmente dei problemi perché spesso sono costretti a seguire la volontà del pubblico pure in merito al loro lavoro e a quello che offrono.
Si comprende che questo è un campo veramente difficile e una delle cose più controverse per gli artisti è proprio quella della vita privata e amorosa; tutti i fan pretendono di vedere l’artista come un angioletto che mo è nato e nel contempo pretendono che l’artista in questione debba stare solo con loro, è puro egoismo e mostra la vera natura dei fatti, ossia che ai fan non importa veramente di quello che l’artista offre in ambito lavorativo, ma solo di poterlo controllare a piacimento.
È assurdo pensare come non si riesca a sradicare questa abitudine e “tradizione”, e non ho molta fiducia nel fatto che si possano fare passi avanti in materia.
Partendo dall’inizio posso dire che Kang e Moo mi hanno fatto uscire pazza sin da subito: mi piaceva molto come Kang abbia aiutato Moo in tutto e per tutto senza pretendere nulla ed è questo che più mi è piaciuto di lui, era inevitabile che con tale trattamento e personalità Moo non si innamorasse di lui.
Da un lato all’inizio mi rompeva che la madre di Moo pareva non vedesse l’impegno che lui metteva nel suo sogno ma è anche vero che lei stessa capiva che Moo non poteva sacrificare lo studio per il suo sogno, o metteva impegno in entrambi o vedeva di cambiare; nonostante ciò è anche vero che è stato brutto da parte sua mandarlo lontano da casa, in ogni caso menomale che così è stato perchè non solo Moo ha potuto incontrare Kang, ma è anche cambiato molto, non tanto di personalità ma è maturato sicuramente.
In realtà penso che sin dall’inizio lui sia stato sempre molto più maturo di quanto sembrasse, nonostante fosse sempre così attivo, giocoso e diretto, comunque nei momenti seri era più che maturo. Per esempio quando è successo che Moo e Kang hanno litigato per il tablet, perchè Moo non sapeva che il padre di Kang fosse morto proprio quando stava tornando a casa dopo averglielo comprato, dopo quel litigio mi ha fatto morire come Moo prima abbia detto con se stesso che non gli avrebbe più parlato, poi nel bel mezzo della notte si è appostato fuori dal ristorante per parlargli. Questa cosa l’ho amata molto in primis perchè Moo in quel momento non sapeva neanche le motivazioni della rabbia di Kang ma ci ha tenuto lo stesso a chiedere scusa per essere stato insistente, questa cosa può sembrare una cosa proprio di base ma non sempre è così e non tutti sono abbastanza maturi da accettare e comprendere che, se non tutta, almeno una minima parte di colpa ce l’hanno, per questo Moo è stato decisamente maturo. Allo stesso modo ho amato pure come Kang ci abbia pensato su e abbia capito che non era giusto arrabbiarsi con Moo dato che lui non sapeva nulla delle sue motivazioni e che in ogni caso la sua reazione era esagerata. Posso dire che è stato da quel momento che li ho incominciati ad amare con tutto il cuore.
Se devo dire la verità Moo mi è sempre piaciuto e in generale ho amato come non gli ci sia voluto molto per capire che era innamorato di Kang, ma cosa più importante ho amato come abbiano rappresentato un personaggio che non si sia fatto mezzo problema sul fatto di essere innamorato di un ragazzo. Non ci è stata quella solita crisi alla tipo “Mi piacciono i ragazzi? È giusto o non è giusto?....”etc….non che non sia normale, è lecito chiedersi e farsi problemi in queste situazioni (io stessa sono la prima ad avermi fatto queste domande e a piangere come una disperata l’anno scorso quando mi sono inspiegabilmente innamorata di una ragazza ma non ero proprio capace di capire me stessa), solo che in generale la figura di una persona che non si fa problemi e non ha fatica a capire se stessa non è un tipo di figura che viene spesso mostrata, solitamente si pensa a mettere in mezzo queste tipo di domande e in effetti ci sono pure qui, ma nella seconda coppia.
Quindi penso si sia capito che intendo proprio che amo il modo in cui abbiano deciso di rappresentare un tipo di sentimento che non vedo spesso.
A Moo proprio non interessava nulla se non infastidire carinamente Kang, stare con lui e conquistarlo; ho amato anche come non abbia esitato a dire a sua madre che ci stava provando con lui mostrandoglielo pure in chiamata. Amo i tipi così diretti.
D’altra parte Kang è stato un pò più complicato da leggere; è iniziato tutto con una delle sue gentilezze ma ben presto si è capito che pur essendo una persona gentile, con Moo era un tipo di attenzione differente, era qualcosa di più.
In effetti Kang è veramente altruista e gentile e mi ha scioccato come questa sua caratteristica abbia fatto innamorare Moo, solitamente questa caratteristica porta a litigi perchè non si capisce se il personaggio tratti in quel modo una persona per gentilezza o per amore, ma qui è stato tutto diverso e amo sta cosa; Moo si è innamorato della sua gentilezza e non si è mai posto domande, giuro che lo amo. BASTA NON NE POSSO PIÙ, REGALATEMI UN MOO NELLA VITA.
A differenza di Moo, per Kang l’innamoramento è stato un pò più complicato: si è visto che Kang fosse innamorato già da tanto di Moo ma se n’è reso conto tanto dopo, si vede che lui diciamo negasse questo suo amore e in generale capisco molto come non volesse che la madre fosse preoccupata o delusa da questa cosa, infatti il suo coming out è stato di fondamentale importanza non tanto per noi spettatori, ma per lui come personaggio è stato un vero e proprio segnale per poter iniziare ad essere totalmente se stesso dopo tanti anni passati a nascondere parti di sé, non dal punto di vista amoroso ma parlo proprio del suo “Everest” e di quello che poi ha scoperto di nuovo in sé stesso.
Da lì tutto in salita, erano così dannatamente carini, li ho amati con tutta me stessa.
Il regalo di Moo mi ha ricordato tanto 2gether per quel codice segreto e si vedeva che loro due erano così affiatati. Devo dire che tutti gli episodi fino al nono sono stati un vero e proprio sogno per il loro amore così vivo che mai, il modo in cui Moo abbia dedicato due canzoni a Kang e di come sia stato iconico il fatto che pur di fargliela sentire, Moo si sia intrufolato nella stanza di registrazione dichiarando così il suo amore per Kang a tutta la scuola, si è sempre visto che i suoi sentimenti erano così seri, vivi e brillanti, ma soprattutto sinceri. Si sono pure dati tanto coraggio per il raggiungimento del proprio “Everest”, con un primato alla comunicazione e al rimanere costanti e con i piedi a terra, sottolineo questo perché, per esempio, per il fatto della Nuova Zelanda, se Moo non l’avesse detto a Kang ci sarebbe stato uno stress generale + litigi, e non meno importante, una volta detto, se Kang avesse reagito in maniera assurda non sarebbero stati in pace con sé stessi e con l’altro; ho amato proprio il modo in cui hanno dato priorità alla comunicazione e al loro amore, perché anche quando sta per venire la fine del mondo l’importante è godersi gli ultimi momenti vicini, come se fossero la cosa più preziosa al mondo, una cosa da proteggere con tutto il loro cuore.
LA RECENSIONE NON CI ENTRA TUTTA QUINDI LA DIVIDO IN DUE PARTI
link recensione: https://docs.google.com/document/d/1DVMdpqk32xnaHGjenvpbXvlE1iMIi-8t-5FxfXug7nY/edit?usp=sharing
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Love in the Big City
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Storie di amori gay in una società ancora non pronta per gli amori gay alla luce del sole. Bella l'amicizia tra il protagonista e i suoi amici e pure l'amicizia etero anche se non approfondita.
Sicuramente è un dramma fatto bene racconta tutto in modo molto realistico tra momenti belli e brutti, separazioni e sofferenze varie.
La sua storia tormentata e sofferta commuove molto e il finale non mi ha convinto per niente.
Consiglio la visione perché diverso dai soliti bl.
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Molta gente getta via i suoi tesori e rischia la vita per proteggere ciò che vuole nascondere…
Per la sceneggiatura delle Hong Sisters (Hong Jung Eun e Hong Mi Ran), autrici tra l’altro di Alchemy of Souls, e per la regia di Oh Choong Hwan, che ha diretto While You Were Sleeping e Big Mouth, solo per citarne un paio, questa serie si apre con una scelta musicale piuttosto particolare, per un drama coreano: Sonata al chiaro di luna, di Ludwig Van Beethoven. Capiremo presto che, nell’economia della storia, la luna ha un posto rilevante.
Protagonista indiscussa di Hotel del Luna è Jang Man Wol, la proprietaria dell’albergo, interpretata da una splendida IU. Ma non dobbiamo pensare a questo hotel come ad un normale esercizio commerciale: normalmente è nascosto ai vivi e i suoi clienti, tutti fantasmi, vengono da lei per abbandonare le preoccupazioni terrene, risolvere situazioni lasciate in sospeso, liberarsi di vecchi rancori e così via, allo scopo di poter serenamente lasciare questo mondo e passare nell’aldilà. Anche tutti i dipendenti dell’hotel sono fantasmi, ognuno con la propria storia, la propria motivazione a rimanere lì, a volte per centinaia di anni. Tutti fantasmi, dicevamo, tranne uno: il manager, che si occupa delle questioni finanziarie, è sempre una persona viva.
A ricoprire questa carica, che trova ben poco attraente, viene chiamato Goo Chan Sung (Yeo Jin Goo), un giovane e brillantissimo vicedirettore in una catena multinazionale di hotel, che viene costretto ad abbandonare una promettente carriera e obbligato ad occuparsi del Del Luna, perché suo padre fece un patto con Man Wol quando lui era bambino: avrebbe salvato il padre, a condizione che le cedesse il figlio dopo 20 anni. Da qui si comprende come, almeno all’apparenza, la proprietaria dell’albergo non sia una persona pietosa e gentile. Con questi echi alla ‘Il Bello e la Bestia’, le prime interazioni fra i due non saranno molto pacifiche.
Le vicende dell’hotel si svolgono sostanzialmente in due direzioni: da una parte, abbiamo il millennio e fischia della storia di Man Wol, che veniamo scoprendo a poco a poco mentre, inevitabilmente, finisce per innamorarsi, ricambiata, del suo manager. Dall’altra parte, abbiamo tutta una serie di accadimenti che riguardano un nutrito numero di personaggi, più o meno secondari, che formano sostanzialmente l’ossatura del drama, perché in realtà ‘rubano’ la maggior parte della scena. Tutto non è sempre come sembra: rapinando il motto a Labyrinth, molte delle storie delle anime in transito si riveleranno essere diverse da come apparisse in principio. E sono storie spesso molto commoventi, che mettono a dura prova la nostra riserva di empatia, aiutate da un commento musicale azzeccato e da una cinematografia spesso geniale, anche se, per contro, a volte ci sono scene in cui la telecamera balla. Il tutto è sempre così curato che sarei portata a credere che questo effetto, a volte anche un po’ fastidioso, possa essere voluto.
Ma vogliamo parlare della CGI? Per una volta, non la nominiamo per riderne o lamentarcene: nei primi episodi ci sono delle scene in cui si vede un credibilissimo serpente e, addirittura, una splendida tigre. Ma splendida davvero, altro che il gatto di ‘I m a Pet At Dali Temple’, che mi ha segnato a vita…
Hotel del Luna è un drama in cui non si è badato a spese. Ambientazioni, effetti speciali, trucco, parrucco e costumi sono di prima qualità. Anzi, incredibilmente IU cambia più abiti di Zhang Zi Yi in ‘The Rebel Princess’ e forse non saranno altrettanto sontuosi, ma sono comunque bellissimi, e le stanno da dio. Credo sia la prima volta in cui sono rimasta affascinata dalla protagonista invece che dalla controparte maschile. IU è un’attrice che sa costringerti a guardarla e, una volta ottenuta la tua attenzione, sa comunicarti il messaggio. Una grande, anche considerato che il suo personaggio non è, per molto tempo, dei più simpatici. Per contro, il protagonista maschile non è altrettanto affascinante. Complici una caratterizzazione meno interessante e forse anche un’interpretazione un pelino meno magistrale, il manager di Yeo Jin Goo non appare così avvincente. In aggiunta, non incontra del tutto nemmeno i miei canoni estetici, ma siamo proprio nel reame delle preferenze personali.
In realtà, in linea generale, il cast ha fatto un lavoro egregio. Praticamente tutti e sì, anche Yeo Jin Goo, hanno interpretato alla grande i vari personaggi, spesso dolenti, che popolano la serie: è solo che IU, qui, sta un palmo sopra. La sua Man Wol, bloccata da molti secoli nell’hotel perché non sa liberarsi del rancore per un tradimento subito, riesce nel tempo a conquistare la nostra simpatia. Le sue abitudini spendaccione, che Chan Sung è costretto ad arginare per rimediare alle catastrofiche finanze dell’hotel, hanno delle motivazioni e contribuiscono a renderla più umana, nonostante la sua lunghissima esistenza e i suoi poteri soprannaturali.
Devo confessare che inizialmente ero piuttosto risentita di come fossero presentate le vicende: che diamine, in un periodo in cui pullulavano soldati sanguinari e banditi assassini, perché la sola punita con l’essere incatenata all’Hotel del Luna per espiare doveva essere l’unica donna così abile da battere gli uomini? Ma tale destino non è solo una punizione: anche Man Wol ha molto risentimento da abbandonare prima di poter passare all’aldilà e, se alcuni fantasmi ci mettono poco, altri impiegano anche secoli. Solo che lei li batte tutti! La sua esistenza terrena è legata ad un albero spoglio che la trattiene all’hotel e, quando sarà fiorito e i fiori saranno appassiti, la libererà e le permetterà di trapassare. Inutile specificare chi sarà a far fiorire quell’albero, mettendo in fibrillazione lo staff dell’albergo.
A mente un po’ più fredda, si potrebbe argomentare che fin troppo tempo, nell’economia del drama, sia dedicato alle vicende dei personaggi secondari, alle anime dolenti che devono riuscire a liberarsi di ciò che le trattiene in terra per poter serenamente trapassare e, chissà, magari reincarnarsi. A volte ci si scopre ad aspettare con impazienza il ritorno in scena della coppia principale o, almeno, di uno dei due. Però, in compenso, la narrazione di queste storie è molto avvincente e commovente, regalando spesso perle di saggezza e momenti di lirismo. Non secondariamente, molti personaggi vengono caratterialmente approfonditi. La serie è strutturata in modo da non offrire molte occasioni di allegria: quando finalmente un’anima risolve i suoi problemi e si avvia in auto lungo il tunnel che porta all’aldilà, salutata dallo staff dell’albergo, quello che prova lo spettatore non è gioia per il successo del fantasma, ma dolore per la separazione e la perdita definitiva del personaggio ai fini del racconto, sentimenti tanto più accentuati quanto più è stata importante la sua presenza all’interno del drama.
Nonostante ci siano comunque molte situazioni divertenti, l’aria che si respira è cupa, drammatica: le storie dei defunti sono spesso tragiche, e lo stesso destino di Man Wol è dolceamaro: il suo scopo è lasciare l’albergo, trapassare, ma ora è innamorata di Chan Sung, come andrà a finire? E lo stesso Chan Sung, che fine farà?
L’ultimo episodio è una lunga agonia. Preparate i fazzoletti e non siate avari. Ci sono, come già visto in altri drama (uno fra tutti: Legend of Yun Xi) delle scene post crediti che lascerebbero intendere in qualche modo un epilogo diverso da quello appena presentato, ma sono posticce, oscure e, a mio personalissimo parere, non spiegano nulla. Per me il drama termina senza incomprensibili contentini. Se poi dovessero mai fare una seconda serie, con un altro padrone di casa, gli darò certamente una possibilità.
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Love Affairs in the Afternoon
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Il drama è raccontato dal loro punto di vista, molto diverso da quello della società che invece li giudica e non pensa che il loro sia amore, ma solo una tresca. Uno spaccato di società veramente diverso da quello presentato di solito nei k-drama. Non posso che consigliarlo!
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Bellissima e divertente storia d'amore
Su cui si innesta la vicenda di un re che è il padre del protagonista.Questo re mi ha ricordato il "Don Giovanni" di Mozart, che come lui, fino alla fine, ha tutte le possibilità per correggere la sua brama/ossessione per il possesso del trono (potere massimo e indiscusso su tutti e su tutto), che potrebbe condurlo all'Inferno e dare valore alle persone che ha intorno, dal figlio ritrovato, agli amici che gliel'hanno preservato, alla moglie che era annichilita dalla perdita del figlio.
E invece NO, come il don Giovanni, alla fine, anche lui, sprofonderà nell'inferno che ha creato con le sue scelte e le sue azioni malvage.
In parallelo c'è la vicenda del figlio, che avrebbe dovuto essere eliminato, e della di lui morosa che procede con gag e tempi comici molto belli: l'attore principale è veramente divertente e carismatico, riesce a far ridere e a dare un senso di leggerezza a una storia d'amore in cui si gioca fino in fondo.
E' supportato dall'attrice principale, che con la sua faccina tonda, ma molto espressiva, è un'ottima spalla.
Tutti gli altri interpreti sono simpatici e bravi. Il cattivo di turno, innamorato della stessa donna del protagonista, è un attore bellissimo, più del ML, ma le ragioni del cuore sono misteriose e la FL sceglie quello meno bello, ma decisamente più simpatico.
A me è piaciuta e certo è tra quelle che vorrei rivedere, perché, alla fine, la storia racconta che chi fa il bene si salva e chi fa il male si danna. E nella realtà è proprio così.
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Sungkyunkwan Scandal
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è sempre una gioia vedere kdrama scritti, recitati e con attori tutti centratissimi nella loro parte, così ben fatti.Mette al centro una storia d'amore e di amicizia con radici profonde, che nasce dalla stima e dal desiderio del bene per la vita e il destino dell'alto.
Spesso riguardando kdrama che mi erano piaciuti, ne ho notato i limiti, qui non c'è nulla che non mi convinca.
Naturalmente è una commedia, ma descrive la bellezza di quei giovani che spendono la loro vita per ideali, impegnandosi seriamente nello studio, nel discernimento e nelle scelte di vita difficili, senza farsi sconti.
Descrive la nascita di un vero amore che non è solo attrazione chimica, ma incontro tra due menti, tra due anime con il loro vissuto, i drammi e le ferite che la storia ha inferto nelle loro famiglie.
Gli attori sono uno spettacolo, sia per la recitazione, sia per la loro bellezza. In particolare il quartetto centrale.
La protagonista sembra Nefertiti, il rettore dell'Università è uguale al nostro Francesco Pannofino ... consigliata caldamente, TOP!
P.S. Mancano pezzi di traduzione, ma si capisce tutto cmq
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