The Forbidden Flower
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Il film più bello
ieri me lo sono visto da quando l'ho letto tutto in una sola volta senza interruzioni. Ho finito stanotte non potevo smettere 🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣Confermo. Storia come ne capitano poche. Bellissima. Le lacrime si sprecano. Il personaggio dell'amico d'infanzia l'ho adorato ogni sua entrata in scena ridevo da sola. Un comico nato forse non lo sa nemmeno lui. Ma quando c'è stata la scena all'ospedale senza spoiler me la devo rivedere perché troppo 🔝.
Il ragazzo designer... Bello come pochi...il vero bello della trama per me. Anche lo zio. Chi ha scritto i personaggi merita una lode perché sono tutti molto intensi.
Qualcuna ha parlato della fotografia... Tutte e 24 le puntate sono una cartolina. Uno screensaver... Come se ti accompagnassero con le immagini.
Per ultimo ma non ultimo i suoni e le musiche.
🔝🔝🔝 Perfette. Perfetta la musica classica perfetto il pianoforte in sottofondo e Perfette le musiche locali.
Non c'è nulla di sbagliato forse avrei voluto vedere lei in America con le cure ma immagino sia stata una scelta dello sceneggiatore 🩵
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It's Okay to Not Be Okay
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Ti entra dritto nel cuore per non uscire più
Ho guardato questo drama così tante volte che quasi mi stupisce come non mi sia ancora stufato. Racconta una delle più belle storie d'amore racchiusa in un contesto esterno che affronta tematiche molto, ma molto importanti. Tematiche che sono state trattate con così tanta delicatezza e professionalità da permettere di immedesimarsi in ognuno dei personaggi. Abbiamo Go Moon Young, una donna dal carattere forte, imperturbabile, che non ha bisogno di nessuno se non di sè stessa, attratta visibilmente da tutti i beni materiali, tanto da oggettificare addirittura qualsiasi persona le si presenti davanti. O almeno, questo è quello che ha sempre fatto trasparire fino all'arrivo di Moon Kang Tae, altra colonna portante del drama. Un uomo completamente distrutto dalla vita che è stata forse un po' troppo crudele con lui, lasciandogli la responsabilità, già da bambino, di accudire il fratello maggiore affetto da autismo. E da allora, questa sua responsabilità è diventata una gabbia per lui, che gli proibisce di esternare tutti quei bisogni primordiali che ormai nemmeno si ricorda più. Ed è proprio fargli ritornare in mente tutti questi bisogni nascosti in lui e farglieli soddisfare che la protagonista, Go Moon Young, prende come missione primaria. Insieme riscoprono i loro bambini interiori, da un lato, una bambina che aveva semplicemente bisogno di essere amata, protetta e libera di essere chi voleva, dall'altro, un bambino che voleva essere visto dalla madre, oppresso dall'ombra che la malattia del fratello gli cuciva addosso. Una storia d'amore viva, ricca di passione, crescita personale e voglia di sperare ancora in un futuro pieno di colori in contrasto con un presente completamente in bianco e nero. Perchè a volte, bisogna semplicemente ammettere che "è okay non essere okay", ci si può sempre permettere di fermarsi e capire che non ci si deve vergognare di stare male, anzi, lo si deve riconoscere e affrontare di petto. Ed è proprio questo che "it's okay to not be okay" insegna. Per sempre inciso nel mio cuore.Questa recensione ti è stata utile?
So I Married an Anti-Fan
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Comedia romantica davvero molto carina.
Ha tutti i classici ingredienti delle comedie romantiche con una bella storia d'amore che nascerà pian piano e diventerà tenera e romantica. Lui un bellissimo ragazzo,un idol famoso e molto amato dal publico lei invece una ragazza modesta che lavora come giornalista.Per una serie di eventi s'incontrano e scontrano inizialmente così lei diventerà l'anti fan di lui e durante un reality show scocca la scintilla e lui così orgoglioso e complicato riesce a demolire il pregiudizio di lei innamorandosi l'uno del altra.In mezzo un bel po di problemi ma che alla fine avrai il lieto fine che si deve,forse uno dei più carini mai visti.Consiglio la visione se avete voglia di un dramma bello e divertente.
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genere misto
senza infamia e senza lode, anche se lui, Jung-han-in , è uno dei miei attori preferiti , a tratti mi ha fatto anche emozionare ( versato qualche lacrima),ma sono mancate le farfalle nello stomaco.Alcune scene poi un po’ sopra le righe, tipo il ballo al matrimonio.molto bravo l’attore che impersonava il boss/padre.
nell’insieme si fa guardare ma lontano anni luce da un’ something in the rain’o da un’one spring Night’🙂🙂🙂🙂🙂🙂🙂🙂🙂🙂🙂🙂🙂🙂🙂🙂🙂🙂🙂🙂🙂🙂🙂🙂🙂🙂🙂🙂🙂🙂🙂🙂🙂🙂🙂🙂🙂
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From Now On, Showtime!
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Un mix di spunti azzeccati e cliché non necessari
Drama curioso, il cui avvio non solo promette bene ma mostra qualcosa di un po' diverso dal solito. Piace il tema della magia, il valore aggiunto sono ovviamente i fantasmi assunti come dipendenti del protagonista, e il protagonista stesso che risulta ben caratterizzato e portato in scena da un attore che ho avuto modo di apprezzare anche in altri lavori in passato (Man to Man)E' una serie che sa strappare sorrisi, alternando momenti più profondi e anche qualche scena commovente. Un buon mix e un buon equilibrio per portare avanti una commedia dalle molteplici sfaccettature, capaci di alternarsi ripetutamente evitando il rischio dell'effetto noia.
Questo, almeno, è quanto accade nella parte iniziale. Purtroppo, pur avendo promosso un avvio insolito e originale, la sceneggiatura è incappata in un clichè molto diffuso, quello del tuffo nel passato: non ho trovato particolarmente necessario delineare un collegamento pregresso, dedicandogli addirittura un lungo flashback che spezza la storia in corso e occupando alcuni episodi. Se il valore aggiunto non si è visto, si è percepito invece l'effetto contrario: la briosità della storia viene smorzata da una maggiore pesantezza e lentezza, l'attenzione - mantenuta viva fino a quel momento - inizia a vedere alti e bassi.
Sicuramente il vero punto di forza non è stato sviluppato a dovere, ovvero i tre fantasmi che accompagnano il protagonista: ben caratterizzati e capaci di produrre un effetti sinergico con le loro interazioni, avrebbero meritato più spazio: l'intera serie ne avrebbe certamente giovato.
Verso la fine il drama si riprende, ma mai completamente e mai raggiungendo il picco di qualità con il quale era partito.
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Weather Forecast Love
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stra cute!!
È da molto tempo che non guardavo un BL coreano, siccome avevo scoperto quelli tailandesi, per molto tempo ho guardato solo quelli, ma oggi avevo voglia di riconnettermi con con le prime esperienze bl che ho avuto.La storia è molto semplice, e 8 episodi da circa 15 minuti diciamo che è una serie molto corta, (forse per questo avevo iniziato a vedere solo quelli thai, perché sono più lunghi). Sinceramente ne ho viste di migliori di serie coreane, però anche questa è molto carina, mi ha ricordato un sacco "a shoulder to cry on" lo stesso Kim Jae Han degli Omega X mi ha ricordato Shin Jeong You, protagonista di questa serie.
I due attori insieme mi sono piaciuti veramente tanto, sono molto carini, so anche che hanno fatto un’altro bl proprio quest’anno, sicuramente passerò a guardarlo!
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enemies to lovers
allora sono troppo triste che questa serie sia finita😭 io amo le serie fatte da seakeen, per il momento ho visto solo only Boo e head 2 head è non mi hanno ancora deluso. Sea: ragazzo che può vedere il futuro, bulletto ma che si rivela dolcissimo ❤️. sono super contenta che ami keen e di come si prende cura di lui fuori e dentro le serie. keen: lo amo, canta benissimo, balla benissimo è guardarlo mi fa venire il sorriso pk il suo è bellissimo. è molto solare si vede❤️. seakeen mi fanno venire il diabete ogni volta ❤️(non lo ho, lo uso per scherzare). jajasurf: dolcissimi anche loro mi fanno venire il diabete, però loro sono un po' più hard di Sea keen. Java: play boy che poi capisce che l amore è solo uno e lo tratta bene ❤️. surf: sottone, troppo, rischia di farsi male, però molto dolce e non ti tradirà mai pk è vero.in complesso la consiglio a tutti quelli che amano lo sdolcinato e un hard ma non troppo o chi ama i bl in generaleQuesta recensione ti è stata utile?
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CARINO MA...
Fino all'ottava puntata ero convinta che quesra serie si meritasse un 8 e mezzo. Storia carina, semplice, niente drammi, niente sussulti, un antagonista maschile migliore del protagonista...ma cosa è successo nella nona puntata da farmi decidere per un voto più basso? Come scritto da tanti commentatori sull'app, la motivazione assurda per cui ML e FL si debbano lasciare: siccome un'altra donna sente i pensieri degli altri come FL e il suo ragazzo è morto, allora CERTAMENTE anche ML morirà se continua a stare con FL. Su quali basi? Non si sa; solo perché lo dice l'altra tizia, che é convinta della correlazione tra potere e morte dell'amato. Bastava una spiegazione, anche favolistica, e lo avremmo accettato, tanto di favolistico c'è molto in questa serie. E invece no, niente.Peccato, perché come serie strappa diversi sorrisi (non risate, ma sorrisi sí).
Comunque va vista anche solo per l'antagonista maschile...
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Decisamente un bel fantasy romantico.
Bella storia, bravi attori, belle immagini, buona colonna sonora, buoni sentimenti. Il sorriso della protagonista decisamente accattivante è la ciliegina sulla torta. Ma non perfetto, dalla media voto e recensioni, pensavo di trovarmi davanti ad un Top, invece lo reputo solo una ottima serie. Se lo confronto ad altre serie commedie, romantiche, drammatiche, che ho visto, il mio coinvolgimento emotivo ( intrigo, ridere e piangere ) non è stato inferiore ad altre serie anche più sempliciotte. E la coppia secondaria Lee Dong Wook e Yoo In Na che ho adorato in Touch your Heart, qui è troppo secondaria e sottotono. Nelle puntate finali, quando la storia prende una certa piega, ci sono stati 2 momenti sicuramente emozionanti, soprattutto sul pianto disperato della protagonista.Sia chiaro, è il pelo nell'uovo. E' decisamente una bella serie, che si potrebbe anche rivedere volendo ( ma chi ne ha il tempo?..)
Consigliata.
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L’importanza dell’essere
Ho dato 10 a questo drama che, a mio parere, è uno dei migliori coreani recentemente prodotti. E’ un drama con una trama molto ben organizzata, con un ritmo costante, che mette in campo numerose tematiche piuttosto complesse. Difficile categorizzarlo, potrebbe essere un healing, ma non è solo quello. Il romance c’è, ma non è affatto il fulcro della vicenda, e si sviluppa piuttosto velocemente, senza troppi colpi di scena. La tematica centrale è l’identità, il riconoscimento di sé. Cosa ci identifica veramente? Quello che siamo diventati? Le nostre azioni? Le nostre intenzioni? Siamo ciò che siamo ora, in questo momento, o siamo ancora i bambini che eravamo?
Intorno ai protagonisti, con un’attrice sdoppiata, con recitazione molto convincente, e un attore che fa quel che deve e lo fa bene, tutta una galleria di personaggi che non solo solo di contorno, ma che reggono tutto l’intreccio della trama. E finalmente abbiamo due ritratti di maternità coinvolgenti e autentici che spezzano gli stereotipi delle madri isteriche e despote che sono tipici dei drama coreani. Ho anche apprezzato che finalmente si sia fatto uso di attori più giovani per le scene adolescenziali e non ci sia limitati a vestire da collegiali attori adulti.
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You Are the Apple of My Eye
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L'happy ending è passato di moda?
Recensito da: Effe IG: _Dramalia_A questo drama potrei dare numerose definizioni.
E’ un po’ come il palo dell’attraversamento pedonale che spunta a sorpresa mentre siete in bicicletta con la musica sparate nelle cuffiette (non fatelo, è pericoloso!). E’ come il panettone (lo specifico per Jade che evidentemente ha trovato la patente nelle patatine: quel coso tondo solitamente giallo e in cemento, chiamato anche dissuasore stradale, che viene messo in determinate aree per evitare accessi o soste delle auto) che appare all’improvviso dietro il vostro paraurti mentre ingranate la retromarcia. E’ come il comodino alle 3.00 di notte quando vi svegliate con l’arsura in bocca manco foste stati un giorno intero in mezzo al Sahara, lo stesso comodino che mentre assonnati vi dirigete al frigorifero vi colpisce dritti sul mignolino. Sempre il mignolino, solo lui. E’ anche un po’ come quando dopo una giornata infernale sai che l’unica consolazione è un dannato cucchiaio di Nutella ma, non appena ti accingi ad affacciarti al mobiletto delle meraviglie, l’assenza del barattolo che hai opportunamente buttato nella differenziata una settimana prima ti travolge e ti sconvolge come uno schiaffo in pieno volto. Più doloroso della ciabatta di tua madre, del cucchiaio di tua nonna e della consapevolezza che l’età avanza perché sì, l’hai proprio scordato mentre facevi la spesa.
Insomma, per farvela breve, il finale è disastroso. Il punto è che non te lo aspetti, ma proprio no. Per niente. E questo è ancora più fastidioso.
"You are the apple of my eye” si presenta come un drama soft, con premesse romanticose e un'aura sognante, tipica dei drama teen. L’ultimo che si era presentato allo stesso modo era stato “20th century girl", maledetta me che ci casco sempre e mi faccio infinocchiare da premesse fasulle. No, tranquilli, stavolta almeno non ci scappa il morto, gli unici a rischiare un collasso sarete voi, ma nulla che dei sali non possano sistemare per tempo, quindi, armatevene.
La trama è semplice: Seon-ah è la classica studentessa modello: bravissima, intelligentissima, bellissima, altissima, purissima e levissima. Ovviamente è l’irraggiungibile che tutti desiderano, la cotta di ogni studente maschio etero e non, il futuro della nazione intera e bla bla bla. L’unico apparentemente immune al fascino della donzella è Jin-woo, un suo coetaneo molto carino, non il classico bulletto ma piuttosto un mezzo genio totalmente svogliato e abbastanza belloccio. A lui di lei interessa poco, anzi si chiede perché tutti i suoi amici sbavino letteralmente su di lei, questo finché un giorno Seon-ah gli si avvicina decidendo non si sa bene perché di aiutarlo. Oddio, “non si sa perché” no, è chiaro che sia attratta da lui. Quando poi Jin-woo inizia ad avere ottimi risultati a scuola grazie al suo aiuto, la cotta di lei diventa ancora più evidente e pure Jin-woo ci casca con tutte le scarpe. Sicché i giorni tra i banchi passano, gli anni pure e loro si diplomano ma succede un fattaccio. Jin-woo, grazie ai miglioramenti ottenuti, finisce a studiare a Seoul in una grande e prestigiosa università, l’infallibile Seon-ah invece fallisce proprio l’ultimo esame, il più importante, e viene scartata ovunque, tranne che in una università di provincia. Cambiano quindi sogni e prospettive dei due che in ogni caso si scambiano il braccialetto dell’ammmore e finiscono insieme (no, niente baci, né ora né mai, mettetevi l’anima in pace. Tragedia nella tragedia). I due dunque si separano e la lontananza non aiuta la relazione. Seon-ah inizia ad essere infastidita da tutto mentre Jin-woo, dal canto suo, sviluppa nuove passioni e interessi come lo sport da combattimento, cosa che però, non si capisce bene come mai, a Seon-ah sta letteralmente sulle palle, emozione che non tenta nemmeno di nascondere davanti a lui. Insomma i due, l’unica volta che Jin-woo reagisce e tenta di ribellarsi, finiscono per litigare e si mollano. Qui intervengono gli amici che più o meno simpaticamente cercano di conquistare lei ma nada, non c’è storia, quindi alla fine consolano lui. Passano gli anni, Jin-woo sta svolgendo il servizio militare, una perturbazione meteorologica si scaglia sul paese e colpisce la zona dove sta Seon-ah, lui quindi dopo anni di silenzio stampa trova il modo di chiamarla e, nonostante il telefono di lei si scarichi, i due si confessano reciprocamente ancora i loro sentimenti mai sopiti. E noi felici perché ormai ci avviamo al finale e si prospetta una bella conclusione molto happy. Passa del tempo (sì, ancora, non l’ho mica scritto io il drama, non prendetevela con me), Jin-woo è al lavoro e gli arriva una chiamata, è Seon-ah che lo attende fremente. Cambio dell’inquadratura. Sala matrimoniale. Entra Seon-ah in abito bianco, siamo a 3 minuti dalla fine.
Frase finale: “Se un uomo ama davvero una donna, le augura la felicità quando trova qualcuno che la ama.”
Jin-woo entra nella sala ricevimenti e si siede tra gli invitati mentre Seon-ah prosegue verso lo sposo.
Fine.
Allora, io non sono conosciuta per essere una persona calma, anzi. Quindi non so quale Santo sia intervenuto e mi abbia fermato dal lanciare pc e piattaforma raffreddante (sì, quella per evitare che i portatili si surriscaldino) fuori dalla finestra. Chiunque sia, io, il mio portafoglio, il mio pc e la piattaforma ringraziamo sentitamente. Però non ho potuto trattenere una sequela di parolacce. Io lo so che di questo drama andrebbe apprezzata l’atmosfera fine anni 90 inizio 2000, perfetta per i nostalgici di natura come me, so anche che le scene sull'amicizia dei personaggi sono bellissime, anche queste studiate ad hoc per suscitare nel telespettatore ricordi di un’adolescenza volata via troppo in fretta, riconosco persino che l’idea della rappresentazione che il proprio primo amore non debba necessariamente essere anche l’ultimo è davvero interessante, così come il fatto che nella vita sia importante andare oltre, crescere e maturare, non arenarsi sulle prime impressioni o le prime emozioni. Che poi è una regola fondamentale della vita, no? Ebbene, io da semi-adulta coscienziosa tutte queste cose le so, le comprendo ma rimango comunque e dignitosamente un essere semplice. L'happy ending per me è come la cioccolata a fine giornata, come il piumoncino in una notte di pioggia, come il mio cane che si accoccola accanto a me quando mi viene da piangere, come il tramonto d’estate…ma che vuol dire che questa tizia mi sposa un altro così, all’ultimo secondo? Ma in che senso? Ma perché? Ma chi è sto qua? Cos’è successo dal “ho sempre amato solo te” per arrivare al “ehi, sposo un altro!” perdindirindina?! Ha preso una botta in testa la fanciulla? E’ stata minacciata? Non si capisce.
Amare è lasciare andare, amare è libertà propria e altrui. Urliamolo pure perché è sacrosanto. Ma santa pazienza non siamo mica davanti a “It end with us”, questo è uno stramaledetto film coreano per teenager, fate sposare sti due disgraziati e lasciate in pace i miei nervi!.
In tutto ciò mi sono resa conto che c’è un’emozione mancante all’interno di “Inside Out”. Io pensavo di essere gestita dalla cara vecchia “Ansia” e invece no, manca la mia emozione capo: ESAURITA.
Questi drama mi esauriscono.
Io e i film coreani non andiamo d’accordo. Proprio no.
Siete avvisati, occhio al finale! Non venite a lamentarvi con me poi eh…
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I soldi del diavolo
Molto inquietante questa storia sulle diverse sfaccettature dell'abiezione umana per ottenere soldi ma c'è anche una forte nota di riscatto e redenzione altruista.Chi cade nel giro dell'usura, sia come usuraio che come usurato, gioca, in questo ambiente, senza esclusione di colpi.
Si arriva a vedere scene di decadimento morale come in una discesa all'inferno: quanti massacri, quante vite eliminate , quanti dolori fisici e psicologici, quanta sofferenza e quanto cinismo ma anche quante belle scene di compassione, di solidarietà e sollecitudine per altrui a dispetto tutto il cinismo possibile.
Ho messo 8 alla storia per le brutture esposte e per gli ambienti surreali che , fortunatamente, non esistono in questa maniera tanto spinta nella realtà. Ma la trama è ben costruita per la coerenza nel concatenamento dei fatti e degli effetti.
La sceneggiatura è scritta bene : consentono allo spettatore di entrare nelle situazioni e negli ambienti; i dialoghi sono costruiti con le battute che danno il tono della personalità di ciascuno personaggio: semplicità, eleganza, freddezza, bullismo, volgarità, calore umano, disprezzo e insensibilità.
La regia ha dimostrato maestria nelle riprese: commentano bene le situazioni, gli ambienti , le sospensioni dell'animo,le crudeltà reciproche e l'empatia reciproca e pure la tenerezza che compare a sprazzi . Le riprese hanno un giusto livello di lunghezza : ne troppo lente, non si attardano sulle situazioni ed espressioni delle emozioni, ne troppo veloci danno il tempo allo spettatore di immedesimarsi .
Gli attori sono coinvolgenti, come solitamente lo sono gli attori coreani: belle inflessioni di voci, bel rendimento paralinguistico e nel linguaggio del corpo. Ciascuno si cala magistralmente nel ruolo restituendolo effettivo e tangibile trascinando lo spettatore nel vissuto del personaggio.
Sulla musica non saprei dire gran che: non mi ha disturbata me neanche mi ha lasciato tracce di entusiasmo per il bello che me la fa ricordare, come mi è successo in altri drammi.
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Quando inizio una recensione con un pistolotto a favore dell’attore di turno, normalmente è perché ho trovato dei difetti altrove. Questa non è un’eccezione.
Ma andiamo con ordine. Lawless lawyer è un drama sudcoreano di durata canonica: 16 episodi da circa un’ora ciascuno, per la regia di Kim Jin Min (Extracurricular e My name) e la sceneggiatura di Yoon Hyun Ho (Military Prosecutor Doberman).
L’avvocato Bong Sang Pil (Lee Joon Gi) torna a Gisung, la sua città natale, dopo esserne stato lontano 18 anni. All’epoca, la madre avvocata era stata assassinata davanti ai suoi occhi di bambino e solo rocambolescamente era riuscito a fuggire ai malviventi che volevano ucciderlo e a raggiungere lo zio, a capo di una gang di Seul, che lo aveva cresciuto ed educato alla lotta ed alla legge. Ora, con l’aiuto di un’altra avvocata, Ha Jae Yi (Seo Yea Ji), la cui madre fotografa scomparve lo stesso giorno della morte della sua, cercherà di vendicarsi e di consegnare alla legge la cricca dei malviventi che, dietro una facciata di perbenismo, spadroneggia nella città, sotto la direzione della giudice Cha Moon Sook (Lee Hye Young) e del gangster Ahn Oh Joo (Choi Min Soo), che si atteggia a presidente di una società immobiliare.
Come spesso accade, la prima metà della serie è godibilissima. La tensione è spesso palpabile, si costruisce una solida impalcatura di misteri stratificati, in cui gli accadimenti del passato riverberano nel presente. Le schermaglie fra i due protagonisti sono molto godibili. La faccia da simpatico mascalzone di Lee Joon Gi ben si appaia alla bellissima (e brava) Seo Yea Ji e i due sviluppano sullo schermo una relazione molto gradevole e credibile, anche se la sezione romantica del loro rapporto ha uno spazio ridotto. La giudice che tira le fila di tutti i complotti è algida e feroce come un ragno nel centro della sua ragnatela e il gangster è doverosamente odioso, forse troppo. La caratterizzazione che ne fa Choi Min Soo è veramente sgradevole: manierismi da incivile e pesante accento dialettale, protratti per tutta la serie, alla fine lo rendono abbastanza repellente (per quanto questa mia opinione non sia condivisa da una buona parte dei commentatori di Viki).
Passati i due terzi del drama, però, la corsa al redde rationem finale diventa più spettacolarizzata e meno logica e verosimile. Si avverte chiaramente che alcune cose accadono per esigenze di trama, alcuni personaggi si comportano in maniera illogica, se non stupida, mentre si assiste a salvataggi poco plausibili. L’apoteosi dell’assurdo avviene nel processo finale, che tutto è tranne un’udienza di tribunale. La sconfitta dei vari cattivi ha luogo in maniera piuttosto affrettata e lascia un po’ di amaro in bocca, ma gli ultimi minuti ci lasciano sperare in una seconda stagione, o danno comunque un’impronta molto ottimistica di quello che sarà il futuro dei due avocati.
Il fatto che in Corea, almeno nominalmente, le armi da fuoco non siano di reperimento comune, giustifica diverse scene di scazzottature di gruppo, molto energiche e appassionanti, ottimamente coreografate e magistralmente eseguite, fra gli altri, dal nostro protagonista, uno scricciolo d’uomo, particolarmente in questa serie, che lo vede molto dimagrito, ma sempre in ottima forma nell’eseguire diverse vigorose evoluzioni. Da notare che Lee Joon Gi, per quanto possibile, evita di fare uso di stuntman, ed esegue personalmente la maggior parte delle scene. Sicuramente la sua conoscenza di diverse arti marziali lo aiuta.
E’ piacevole vedere il percorso di crescita caratteriale di diversi personaggi, che acquistano spessore. Se la coppia principale viene abbondantemente seguita, al gangster viene riservato diverso tempo, che ci porta a conoscenza del suo passato e delle sue motivazioni, così pure come alla “maggiordoma” della giudice, una sgradevolissima e sguaiata supponente, che si fa forte del suo rapporto con lei. Purtroppo non altrettanto generosamente viene trattata la gang dei teppistelli che nominalmente aiuta Bong Sang Pil ma che, di fatto, serve esclusivamente a farci fare qualche risatina e non produce alcun effetto nel proseguire della trama. Paradossalmente, è poco sviluppata anche la psicologia della burattinaia che manovra i fili: avida, spietata, affamata di potere e riconoscimenti, ma piuttosto piatta e monocorde.
Al netto dell’interpretazione di Choi Min Soo, che può piacere o meno, ma che comunque denota uno studio caratteriale del personaggio (gangster) straordinario e un'esecuzione favolosa, tutto il cast ha recitato in maniera impeccabile: la coppia principale ha fatto letteralmente faville, ma tutti i personaggi di contorno, fino alle comparse, hanno fatto un lavoro eccelso. La colonna sonora, pur non essendo eccezionale, ha accompagnato piacevolmente l’azione e la cinematografia non ha lesinato inquadrature particolari e scene costruite gradevolmente.
Se solo non ci fosse stato qualche scivolone di troppo nel fluire delle vicende alla fine, avrei dato anche un mezzo punto in più. Peccato. Resta comunque un ottimo titolo thriller d’azione, che mi sento di raccomandare a chi non si arrabbi troppo se alla fine le cose vanno un po’… come le fanno andare.
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Ciascuno forgia il proprio destino.
Se uno vuole imparare come rovinare la propria vita con i sensi di colpa e un atteggiamento masochista , qui troverà tanti spunti.Non sopporto le situazioni di chi cade e si fa male ma non si rialza e si piange addosso. Per buona parte delle puntate , in questo dramma , si assiste a questa situazione.
Questa commedia ha molta tristezza e affanno in sé ; per fortuna il finale può dirsi positivo.
Non mi piacciono le storie tristi, ciò non toglie che si tratta un lavoro fatto bene sia come regia che come recita.
La scenografia lascia a tratti a desiderare per la costante altalena nel carattere dei personaggi e del loro dialogo oltre che del comportamento. Alcuni personaggi sono presentati con incoerenza, sopratutto quella del padre che è persona quando ottusa e intransigente e trasportato dall'emotività e quando invece empatico e comprensivo, pacato , saggio, lungimirante e concessivo. Poi c'è discrepanza anche nel carattere di qualche amico : fedeli che stimano e sono affidabili e solidali e poi senza sostanziali motivi recriminano, rigettano , disistimano e abbandonano ritornando poi , incoerentemente ad essere amici fidati per gli stessi motivi per cui si erano allontanati. . La cosa che più mi ha disturbata in questo dramma è l'altalena dei discorsi e dell'intreccio : duri aspri e dolci e amorevoli non solo nello stesso personaggio ma in alternativamente fra i personaggi.
Gli attori principali sono ammirevoli. Hyun Bin è eccellente : addirittura ha postura accasciata e schiena curva quando rappresenta il costante mortificato Han Deuk Goo, poi la postura diventa eretta , le spalle più larghe e la testa più alta quando ridiventa il rinato Han Tae Woong che riprende in mano la sua vita e si dà dei traguardi.
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Nel complesso un drama bello.
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