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Essendo il mio primo BL e, in generale, la mia prima produzione thailandese in assoluto (provenendo dal mondo dei K-drama), l'approccio a KinPorsche è stato una novità totale. Nel complesso l'esperienza è stata positiva, anche se con diversi alti e bassi strutturali.Dal punto di vista della storia d'amore principale, purtroppo la coppia Kinn-Porsche non mi ha catturato come speravo. Ho trovato l'attore che interpreta Kinn poco adatto al ruolo e non mi ha convinto la sua interpretazione del personaggio. Di conseguenza, anche le dinamiche e le sottotrame nate tra di loro non sono riuscite a coinvolgermi o a trasportarmi emotivamente. Devo dire, però, che le scene di bacio e quelle più spicy meritano una promozione assoluta: sono state girate molto bene e le ho trovate decisamente intense.
La vera spinta a continuare la visione è arrivata dalle coppie secondarie: le storie tra Kim e Porchay, e soprattutto quella tra Vegas e Pete, mi sono piaciute tantissimo. La curiosità di scoprire come si sarebbero evoluti i loro legami è stata la vera motivazione che mi ha tenuto incollata allo schermo.
Il vero punto debole della serie, a mio avviso, si concentra negli ultimi due episodi. C'è stato un sovraccarico di colpi di scena sulla vera storia dei genitori di Porsche: troppe rivelazioni concentrate in pochissimo tempo, tanto da arrivare al finale esausti. Gestire questi cambiamenti distribuendoli su più puntate avrebbe sicuramente giovato al ritmo. Inoltre, ho trovato decisamente forzata la scelta narrativa della madre sopravvissuta e affetta da amnesia a soli trenta minuti dalla fine del drama. Questa fretta complessiva ha reso la riconciliazione familiare poco naturale, rendendo difficile per lo spettatore empatizzare davvero con il vissuto dei personaggi, proprio perché tutto viene svelato troppo a ridosso dei titoli di coda.
In conclusione, è un drama che intrattiene e che si fa guardare, ma che soffre di una gestione del ritmo poco bilanciata nel finale. Un 7/7.5 pieno principalmente per le coppie secondarie e l'ottima chimica nelle scene più intense.
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Story of Kunning Palace
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Passione e forza, l'amore che tutto muove
Uno dei pochi drama dove il feeling, la chimica fra i due attori protagonisti, si tocca con mano! C'è passione, eros, più che amore e va bene cosi, i drama cinesi cadono sempre nel romanticismo sdolcinato, nei soliti cliché degli sguardi sfuggenti, casti baci sulla fronte. Qui l'uomo è uomo e lei è la femminilità fatta persona.Lei fredda e spietata, lui bellissimo ed oscuro, altrettanto spietato.
La storia è intrigante, ben delineata, senza buchi di narrazione. Molto coinvolgente.
Uno dei drama dove il passato viene rimodellato nel presente senza cadere nell'ovvio e nel banale.
Bellissime ambientazioni, trucco, vestiti.
La musica accompagna senza essere invadente ogni arco narrativo della storia.
La recitazione è ottima per quasi tutto il cast.
I due leaders non hanno deluso le aspettative. L'unico punto debole al quale avrei dato più carattere, è all'antagonista del protagonista maschile. Non si capisce perché una figura rappresentata in modo cosi scialbo, possa competere con Xie Wei che trasuda passione e volontà da tutti i pori. Peccato, perché l'attore, Zhang Zhe benché sia giovane, è bravo e gli si doveva dare più spazio per meglio interpretare la sua parte di uomo integerrimo ed onesto.
Un drama da vedere e rivedere.
Ottima traduzione dei sottotitoli italiani. Grazie come sempre allo staff.
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During the Snowstorm
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Dramma romantico bello e sentimentale.
Una storia romantica nata tra le palle da biliardo a livello agonistico con tornei e competizioni.Un semplice ragazzo con una vita e un passato difficile conosce una campionessa ed è amore a prima vista.
Ci saranno momenti belli e momenti difficili ma insieme supereranno tutto dal amore a distanza a il disaccordo con colleghi e genitori. La parte delle competizioni non è troppo invadente e anche le relazioni di contorno non sono invadenti.
Attori con una bella chimica.
Un bel finale.
Per me merita la visione.
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Cinderella At 2 AM
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Niente da fare, una perdita di tempo
Finalmente è finito. Un drama di una noia mortale. L'unica nota positiva era il numero degli episodi: 12. Il primo episodio è quello migliore, crea aspettative che risultano poi troppo alte. Dopo crolla tutto. Gli attori principali non sanno di niente, recitazione blanda e insapore. Il ML è un mammalucco noioso. La FL un personaggio che dovrebbe avere un certo spessore ma è sottotono e monotona. Si salvano: la seconda coppia e il pittore con le sue espressioni carine. Un buco nell'acqua.Questa recensione ti è stata utile?
Something About 1 Percent
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un amore a contratto dolce, passionale e divertente!
Una perla di drama che rientra ufficialmente nella mia lista drama confort...una storia divertente e leggera ma ben bilanciata con un inizio e una fine chiara..un main sexy, testardo, super geloso con un sorriso da bambolotto e che cerca in ogni occasione propizia di baciare la sua donna, al contrario qui una main dolce come il miele che persino i suoi occhi esprimono gentilezza, non di meno poteva essere una fantastica maestra buona e altruista. Una coppia perfettamente bilanciata che rispecchia il proprio ruolo perfettamente.. sorrisi e sguardi sinceri accompagnano questo drama, la recitazione non è mai forzata ma segue un flusso naturale che immedesima perfettamente lo spettatore nella storia. Mi ha sorpreso ancor più in un drama ormai un po datato la presenza di tanti bellissimi baci!!! Una nota ancor più positiva alla storia e il cercare di risolvere ogni problema sul nascere, non ha prezzo! Non perdi episodi interi nella speranza che un equivoco si risolva!!!Pertanto se volete qualcosa di leggero, divertente, dolce e appassionato con baci che non deludono, questa perla di cui si parla poco merita di essere scoperta!
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Love Between Fairy and Devil
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Drama fantasy wuxia per raccontare un amore immortale.
Un genere di drama che non conosco bene ma che mi piace e inizio ad amare sempre di più.Un wuxia fantasy tratto da un romanzo è rappresentato in drama è diventato un capolavoro.
Di questi drama non si può non amare l'ambientazione,i costumi e le musiche e in questo è tutto molto originale e bellissimo.
La storia di un amore tra una fata che riporta in vita il demone più potente ma che nonostante le diversità si innamorano di un amore così grande e potente che non potrà distringere nemmeno la morte.
Mi è piaciuta tantissimo la storia di per se oltre che al loro amore e credo che gli attori siano stati fantastici.Dylan Wang meraviglioso, con la capacità di interpretare un diavolo freddo e duro ma anche un innamorato dolce e premuroso e pure un imbranato.Lei dolce fatina proprio ma capace di una forza e un amore infinito.
Un po' deludente il finale ma comunque un happy ending.
Sembra lungo sono 36 puntate da circa 40 minuti ma veramente scorrevole che nemmeno te ne accorgi.
Lo consiglio se piace il genere ma anche se si vuole vedere qualcosa di diverso.
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Una storia d’amore e di guarigione
Recensito da: Effe IG:_Dramalia_Non so se siete pronti per questa rivelazione ma prima o poi doveva accadere: mi sono follemente innamorata di un drama cinese e non me ne vergogno nemmeno un po’.
Sì, proprio io che fatico a sopportare anche solo il suono della lingua, che ho sempre manifestato quanto diverso sia il loro modo di scrivere, recitare e narrare una storia, io che mi lamento perennemente di quanto assurde siano certe scene, di quanto insopportabili siano i parenti, di quanto inutili siano i coprotagonisti e di quanto superfluo sia il perenne “allungamento di brodo” che tanto piace a loro, avvezzi a serie da 40 e passa episodi. Proprio io oggi cambio idea e sono pronta ad ammettere la mia resa. Almeno per quanto riguarda questo c-drama.
E’ doverosa una breve premessa, dedicata soprattutto ai miei simili poco affini alle produzioni cinesi. Questo drama nasce da una costola del nominatissimo e amatissimo “Hidden love”, infatti in “The First Frost” viene sviscerata la storia del fratello della protagonista di “Hidden Love”. E’ necessario recuperare il drama originale dunque per comprendere questo? No, per due motivi: il primo è che in nessuno dei due drama viene in qualche modo affrontata la storia dell’altro, sono due narrazioni sostanzialmente parallele, l’unica cosa che condividono è la parentela tra i due protagonisti; il secondo motivo è che nemmeno gli attori sono gli stessi, sia in “Hidden Love” che in “The First Frost” coloro i quali danno il volto ai fratelli Sang e non solo, cambiano. Quindi la connessione tra i due drama rimane più che altro una mera curiosità. Anche la tipologia narrativa stessa in realtà differisce tra i due, “Hidden Love” infatti è un drama prevalentemente adolescenziale e post-adolescenziale, mentre “The First Frost” è decisamente più adulto, sebbene conservi al suo interno dei flashback dell’era scolastica essenziali per comprendere meglio la storia della protagonista femminile. Sono comunque dei momenti minimi, con un minutaggio ridotto e rilegati generalmente all’inizio di ogni episodio, quindi rimane un drama assolutamente più attinente alla sfera adulta. E questo, se posso, è davvero un gran vantaggio.
Wen Yifan, interpretata da una strepitosa Zhang Ruonan, è una giovane donna che tenta costantemente di sopravvivere ad un passato di abusi e molestie che sono nati e si sono sviluppati all’interno di un contesto familiare che definire disfunzionale è un complimento. Yifan è una ragazza delicata, silenziosa, introversa che porta sulle spalle il peso di un’esistenza dura fatta di ricordi strazianti e ferite dolorose. La sua storia è davvero complessa, scopriamo infatti che alla morte dell’amato padre, la madre, pronta a rifarsi una vita, per non contraddire la figlia del nuovo compagno che detestava Yifan, decise di lasciare la ragazza prima con l’anziana nonna e poi con la zia. La nonna però si ammalò presto e Yifan venne raccattata dagli zii che iniziarono a maltrattarla costringendola a dormire in uno sgabuzzino tra scaffali e cartoni con solo un materasso per terra. Ma questi abusi sono solo una goccia nel mare, quando il fratello della zia si trasferì con loro, iniziarono le vere molestie che Yifan dovette sopportare. Il tutto culminato in un vero e proprio tentativo di violenza sessuale al quale lei riuscì a fuggire lanciandosi con l’uomo dal secondo piano, cosa che le costò una caviglia e il sogno di diventare una ballerina. Emblematico è il flashback in cui lei, ferita e terrorizzata davanti alla polizia accorsa sul luogo dell’incidente, si ritrova la madre di fronte, totalmente disinteressata a ciò che le è accaduto ma focalizzata solo sul non far aspettare troppo il compagno in auto, il tutto mentre la zia le chiede di ritirare la denuncia tentando di farle pensare che l’abominevole comportamente dello zio fosse stato solo travisato. Una scena aberrante, atroce, orribile che però porta Yifan fuori da quella casa, in custodia ad una famiglia fino all’ingresso nell’università della città di Yihe, scelta come luogo di fuga così da mettere più spazio possibile tra lei e la sua famiglia. Nel presente la narrazione parte proprio dalla città di Yihe dove, dopo la laurea, lavora in un giornale fino allo scoppiare di uno scandalo che la coinvolge. Il capo del giornale dove lei lavora infatti tenta degli approcci fisici nei suoi confronti e le voci su una loro presunta relazione si diffondono nell’ufficio sino a giungere alle orecchie della moglie dell’uomo che, in maniera totalmente insensata, l’addita come una traditrice e le mette le mani addosso. Questo episodio la porta ad abbandonare il lavoro per tornare nella sua città d’origine dove inizia a lavorare per un altro giornale della zona come reporter. A corto di denaro, si trasferisce quindi in una stanza sudicia all’interno di un appartamento che cade a pezzi, luogo che condivide con altre persone con le quali cerca di limitare al minimo le interazioni, traumatizzata da qualunque contatto con qualsiasi essere umano. Un giorno, dopo il lavoro, si reca con un’amica in un locale molto di moda dove incontra per la prima volta dopo anni Sang Yan, il suo primo amore dai tempi del liceo, lo stesso che all’improvviso, decisa a fuggire a Yihe dopo il tentativo di violenza da parte dello zio, aveva abbandonato malamente spezzando il cuore di entrambi, senza chiaramente mai rivelare quanto accaduto realmente. I due si ritrovano e sebbene all’inizio fingano entrambi di non riconoscersi, in verità per entrambi è un vero colpo al cuore. Riallacciare i rapporti dopo anni e dopo aver sofferto così tanto non è semplice, ma Sang Yan, da vera green flag quale è, si predispone subito ad un riavvicinamento con la ragazza. Yifan intanto, siccome sembra che la vita non sia ancora stufa di farla soffrire, subisce un nuovo tentativo di violenza da parte di uno dei suoi coinquilini, a cui, grazie all’intervento tempestivo di Sang Yan, riesce a scappare. Questo fatto però porta il ragazzo a vedere con i suoi occhi per la prima volta le condizioni di vita disastrose in cui verte la ragazza e, complice un incendio che investe il suo appartamento, finisce per un caso del destino a vivere con lei in un altro appartamento dove si ritrovano inconsapevolmente coinquilini. Yifan, dopo un momento di rifiuto iniziale, si abitua alla presenza in casa di San Yan e il loro rapporto si ricostruisce, iniziando nel contempo anche a curare ferite che il giovane scopre man mano nella ragazza. Il suo passato disastroso ha lasciato in lei degli strascichi enormi, come ad esempio il sonnambulismo. Yifan ogni volta che affronta un momento difficile durante la giornata, la notte poi si ritrova in preda a questo disturbo mentre vaga per la casa in modo sconclusionato, urtando oggetti e mobili con il rischio di ferirsi. Sang Yan quindi inizia a prendersi seriamente cura di lei, dall'accollarsi la maggior parte delle spese a riempire la casa di paraspigoli, mentre imperterrito scava nel suo passato alla ricerca di quella verità così dolorosa per la ragazza. Diventa quindi col tempo un vero e proprio punto di sostegno che lei, soprattutto nei momenti inconsci, inizia a cercare costantemente. Tenerissimi sono i momenti in cui Yifan, vagando per casa puntualmente in lacrime durante gli attacchi di sonnambulismo, raggiunge il letto di Sang Yan dove si accoccola e addormenta serenamente, abbandonandosi a quella sensazione di protezione che tutti avrebbero il diritto di conoscere nella propria vita. Sang Yan è un vero e proprio porto sicuro per lei, un punto fermo, un’ancora e un salvagente, uno scudo e una spada allo stesso tempo. E’ la sua forza, la sua armatura e il suo coraggio.
La bellezza di “The First Frost” è che affronta sostanzialmente una storia d’amore e di guarigione, e lo fa con un tono delicato, profondo e intenso che per un c-drama è qualcosa di davvero inusuale. La narrazione è totalmente immersiva, così come la recitazione degli attori. La loro introspezione è sublime, la bravura di Zhang Ruonan nel diversificare in maniera sottile ma chiara i momenti di sonnambulismo e di normalità è encomiabile. Le sue lacrime, la sua espressività, la sua dolcezza, la fragilità che riesce ad esprimere sono un viaggio meraviglioso che questa attrice ci dona. Bai Jingting non è da meno nella sua interpretazione di un Sang Yan totalmente green. Un uomo protettivo, paziente, deciso, accogliente, accudente, una vera cura per un animo dilaniato e un cuore spezzato. La loro storia è costituita da un’evoluzione lenta, molto introspettiva, fatta spesso di silenzi, sguardi, lacrime e gesti. Azioni che urlano più di mille parole tutte insieme. Questo drama mi ha profondamente colpito e catturato, mi ha sorpreso dall’inizio alla fine e mi ha tenuta letteralmente incollata allo schermo mentre ogni cosa, ogni fatto veniva sviscerato e raccontato. In questo caso la tipica calma dei cinesi, con i loro tanti episodi, è stata un enorme vantaggio. Non ho percepito un solo attimo di noia o di insoddisfazione, tutti i tasselli di un puzzle che sembrava completamente rovinato, alla fine sono tornati al loro posto e le ferite, seppur cicatrizzate, sono guarite davanti ai miei occhi che si sono riempiti dei personaggi e delle loro storie. Ottima anche la gestione delle figure secondarie che non sono state utilizzate come tappabuchi, ma bensì hanno semplicemente accompagnato la narrazione arricchendola. Una critica però ce l’ho, e verte sulla parte che racconta la permanenza di Yifan a Hong Kong in un momento in cui lei, braccata nuovamente dallo zio, per salvare Sang Yan decide di scappare. Ecco, tutto il passaggio in cui loro si cercano senza trovarsi non dico che l’avrei evitato ma avrei semplicemente fatto sì che Sang Yan riuscisse a scovarla da solo alla fine. Il fatto che a trovarla siano gli amici e che lei in un baleno, dopo mesi di silenzio assoluto, contatti Sang Yan e lo faccia andare da lei, è stato un po’ insensato. Una forzatura in una trama perfetta che ha stonato lievemente e che si sarebbe potuta serenamente evitare. Per il resto, questo è un drama che va assolutamente visto e che vi consiglio sia se siete amanti dei c-drama ma soprattutto se non lo siete affatto, perchè con questo titolo rimetterete in gioco molte certezze.
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Dalla serie A ai dilettanti: come rovinare un bel potenziale
Voto: 4 / 10 (e salvo solo i ragazzi della squadra, altrimenti sarebbe stato un 2 pieno)Devo ammettere che ero partita un po’ prevenuta. Un drama incentrato sul calcio, per quanto scolastico, non è esattamente il mio genere, e temevo si trasformasse in un mattone o in un trattato tecnico infinito. Invece, nella prima parte mi ha davvero sorpreso: lo sport era usato semplicemente come pretesto per la crescita personale dei personaggi, senza mai risultare pesante. Anche la coppia protagonista mi piaceva molto, c’era una bella chimica e non vedevo l’ora che si avvicinassero ufficialmente. Poteva tranquillamente diventare un ottimo comfort drama da rewatch... e invece, a metà percorso, si è perso completamente.
I problemi veri sono iniziati quando si dovevano finalmente sciogliere i nodi della trama. Tematiche e traumi importanti sono stati liquidati con una superficialità e una fretta disarmanti. Il passato di Wang Fa viene risolto in un batter d’occhio, ma la gestione della protagonista è stata persino peggiore: viene accusata ingiustamente di aver avuto una relazione con un suo professore e nessuno le crede, dando subito per scontata la sua colpevolezza solo perché donna, bella e solare. Quando poi si scopre che era tutta una vendetta architettata da uno spasimante rifiutato, l'intera questione viene liquidata nel giro di un solo episodio. Ma come si fa a trattare un argomento così delicato con questa fretta? Per non parlare di quando la voce si sparge nella nuova scuola: invece di affrontare la cosa con al fianco il protagonista e la sua migliore amica, lei decide di scappare, lasciandoli nel panico col timore che possa tentare nuovamente il suicidio. Avevano ancora parecchie puntate a disposizione, era una dinamica che andava approfondita, non liquidata così.
E sugli ultimi episodi... stendiamo un velo pietoso. Una sequenza di immagini montate senza un reale filo logico, nel disperato tentativo di mostrare una complicità di coppia che ormai non c'era più. Non ho problemi con le scene romantiche o i baci verso il finale, ma qui non ci siamo: il primo bacio arriva tardissimo e non trasmette assolutamente nulla. Erano freddi, distaccati, dava l'idea che lo facessero solo perché scritto sul copione. La scena del "quasi-sesso", poi, è stata decisamente cringe e imbarazzante: davvero dobbiamo ancora ricorrere al solito cliché di "lei ubriaca e lui cavaliere"? Parliamo di due adulti fatti e finiti, con un lavoro e una casa, non di due ragazzini.
Se nella prima metà avevo sorvolato su alcune imperfezioni narrative e su come venivano gestiti i ruoli dell'allenatore e della psicologa, nella seconda parte gli errori tecnici mi saltavano all'occhio da soli. In primis quelli calcistici: ma come si fa a concepire una squadra composta da soli 11 giocatori, senza nemmeno una riserva in panchina?! 🤦🏻♀️
L'unica nota positiva?
I ragazzi della squadra. Ho adorato il senso di profonda amicizia che sono riusciti a trasmettere, il modo in cui il calcio li ha aiutati a trovare la propria strada e la certezza che il loro legame continuerà anche dopo la scuola. Mi sarebbe piaciuto approfondire le storie di ciascuno di loro e non solo di due o tre, ma è la parte che ho apprezzato di più.
In conclusione:
Un vero peccato. Ero felicissima di vedere Esther Yu in un ruolo diverso dal solito, e anche Chen Jingke come protagonista maschile,che non conoscevo, non mi è dispiaciuto, pur senza farmi scattare una vera scintilla (anche se per giudicarlo al meglio dovrò vederlo in altri ruoli). Purtroppo la sceneggiatura è crollata rovinosamente nei soliti cliché gestiti male. Un grande potenziale sprecato.
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Insuperabile.
Premetto che non sono un'amante del genere fantasy/storico.Non potendo tralasciare il fatto che fosse recensito talmente bene, ho deciso di iniziarlo, non conoscendo la storia e soprattutto il fatto che fosse basato su una famosa BL novel.
All'inizio ammetto di aver faticato per comprendere personaggi, legami familiari e storia in generale, tuttavia la narrazione man mano che veniva a svilupparsi è stata resa sempre più chiara, per non dire travolgente.
Gli effetti speciali nonostante si lascino un po' a desiderare passano subito in secondo piano, in favore di un'interpretazione dei personaggi, soprattutto quella dei due protagonisti, eccellente a dir poco, che ti permette di perdonare qualsiasi altro difetto della serie. Sean Xiao e Wang Yi Bo hanno portato a termine un lavoro fenomenale, perfetti nei loro ruoli.
Le musiche... che dire, sono spettacolari ad accendere qualsiasi tipo di scena e valorizzarla al meglio. Ogni OST aiuta inoltre lo spettatore a vivere quel rollercoaster di emozioni di cui è caratterizzato l'intero drama e quando parlo di "intero", intendo ogni singolo episodio, poiché non vi è stato un solo momento di noia, nonostante si parli di 50 episodi da 40 minuti circa.
Dirò di più, a fine serie, non avendone abbastanza, ho guardato tutte le special clip, i bts, l'edizione speciale da 20 episodi, letto addirittura la novel e riniziato subito il drama. Un adattamento che, a mio avviso, è davvero ben fatto e si aggiudica di conseguenza il #1 nella mia top10 di tutti i drama mai visti.
Anche adesso a distanza di 8 mesi dalla prima visione, posso dire di aver aspettato abbastanza e di essere pronta ad un rewatch completo ed è stato proprio questo che mi ha spinta a scrivere la mia prima recensione su MDL.
10/10 in tutto e per tutto.
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Koi wa Tsuzuku yo Doko Made mo
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in anime trasportato in drama
se cerchi la classica storia da anime dove la lei si turno si innamora ed insegue il bello e impossibile hai trovato la storia giusta, soprattutto x il protagonista maschile 🥰x il resto la storia (?) fa acqua da tutte le parti x quanto inverosimile. Lei odiosa e stupida, lui bellissimo ma insipido. Credo l’unico drama che mi son pentita di aver visto… Peccato xchè amo molto i drama e la recitazioni nipponica in generale. Se proprio devi guardati un anime e le trame sono sempre così, la bruttina di turno che conquista il belloccio con la sua personalitàQuesta recensione ti è stata utile?
Forse per adolescenti
Purtroppo una delusione. Sarebbe potuto essere tutto "di più e meglio". La storia non è così tanto originale e proprio per questo avrebbero dovuto renderla più particolare, incisiva, complessa o profonda. L'ho trovato di una banalità estenuante, tanto che, nonostante fossi partita con le migliori intenzioni, subito dopo le prime puntate già l'interesse, l'aspettativa son crollati inesorabilmente, facendomi saltare interi pezzi. Nessuno dei protagonisti ha brillato di gran recitazione, soprattutto lui che non ho trovato assolutamente adatto a un ruolo che sarebbe dovuto essere più incisivo, profondo e di carattere, risultandone invece una recitazione molto insulsa, senza espressione. Lo definirei un drama giusto per adolescenti puri e niente più.Questa recensione ti è stata utile?
Che magnifica sorpresa!
È stato il primo teen drama che ho visto e anche se ero scettica, dopo averne sentito parlare solo bene, ho deciso di iniziarlo. Bè che dire se non che me ne sono innamorata! La storia mi ha completamente catturata e me lo sono divorato in pochissimi giorni.Cha Eun Woo (il protagonista) è uno spettacolo da guardare anche se in fatto di recitazione deve crescere molto. Moon Ga Young è stata bravissima, mi ha fatto morire dal ridere e credo sia stata perfetta nella parte. Il second, Hwang In Yeob, è davvero dolce e puccioso e mi è dispiaciuto tantissimo per lui.
Il drama tratta tempi importanti ma con tatto e leggerezza, senza rendere mai la visione pesante.
Un teen drama da guardare assolutamente!!!
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Vuoi sposare mio marito?
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Film peggiore mai visto
Sconsiglio di guardare questo film per vari motivi. La qualità delle riprese è scarsa, con una regia che lascia molto a desiderare. Le scene sembrano essere assemblate senza logica, risultando insensate e fuori luogo nel contesto della trama. La narrazione è frammentata e manca di coerenza, il che rende difficile seguire la storia o sentirsi coinvolti dai personaggi. La mancanza di cura nei dettagli e nelle scelte stilistiche fa emergere quanto il film sia stato realizzato in modo approssimativo. In sintesi, questo film non riesce a raggiungere uno standard accettabile di qualità cinematografica e rischia di lasciare lo spettatore deluso e frustrato.Questa recensione ti è stata utile?
Tutto sommato, un'ottima serie
Ci sono dei riferimenti alla serie, ma sono out of context, quindi non li reputo veri e propri spoiler, dato che non svelerò nulla di importante per la trama.Storia: Davvero bella, se non fosse per alcuni errori che io ho trovato piuttosto grossolani, definirei di cero questa serie un capolavoro (come lo è il libro). Complessa e profonda, ma a tratti anche leggera e divertente. Peccato per alcune scelte di trama che mi hanno fatto storcere il naso non poco (Soprattutto una cosa alla fine della serie).
Personaggi: Li ho amati tutti, per lo meno quelli ben caratterizzati, alcuni entrano troppo in una caricatura stereotipata, cosa che non ho sopportato (Wen Ruo Han soprattutto). Ho amato follemente Meng Yao, ma questo grazie alla fantastica interpretazione di Zhu Zan Jin, a mani basse l'attore migliore della serie. I due protagonisti ci hanno dato un'ottima interpretazione dei loro personaggi, soprattutto Wei WuXian, anche perché purtroppo, a mio parere, hanno lasciato troppo poco spazio a Lan Zhan.
Monologhi: Una delle cose che più ho apprezzato nella serie, sono i monologhi. Oltre a quelli di Meng Yao, che mi hanno fatto letteralmente venire i brividi, abbiamo anche quello di Jiang Chen, che invece mi ha fatto riempire la casa di lacrime.
PARTE SPOILER: COSE CHE NON HO SOPPORTATO
1. Addossare tutta la colpa ad un altro personaggio per lasciare il protagonista impunito. Una delle cose belle del libro, era proprio il fatto che il protagonista non era l'eroe perfetto, puro, immacolato, bensì un essere umano che aveva commesso sbagli anche molto gravi. Nella serie invece fanno di tutto per mantenerlo immacolato, davvero irritante, e toglie molto al personaggio.
2. Xue Yang: Il perché fare in modo che "ci sia del buono in lui e che sia palesemente innamorato di Xiao Xing Chen" proprio non lo capisco, fa schifo e non ha senso. Con lui si attua una depenalizzazione del carnefice disarmante del tipo "Certo, ha fatto questo, ma era per salvare Xiao Xing Chen" cosa mai esistita nella vita, e inoltre pure insensate, visto le cose terribili che gli fa fare. Sarebbe stato molto più sensato lasciarlo come era nel libro, soprattutto perché così il personaggio risultava più coerente.
3. Lan Zhan. A quanto pare a fine serie hanno deciso di abbandonarlo completamente. All'inizio c'erano anche molte parti anche carine con Wei Wuxian (nel libro si mettono insieme a fine libro), ma poi il personaggio si perde per strada, non viene praticamente più mostrato, ED È IL PROTAGONISTA MISERIACCIA.
4. Molte cose, anche piuttosto importanti per comprendere il rapporto fra i vari personaggi (Meng Yao con la madre, Nie Huaisang con il fratello) sono state totalmente tagliate, scelta che non ho per niente apprezzato.
CONSIDERAZIONI FINALI
Questa serie ha alti e bassi, ma nonostante questo mi è piaciuta e mi ha intrattenuto, do un voto piuttosto alto grazie soprattutto all'interpretazione di alcuni dei personaggi, che ho trovato davvero formidabile (date un oscar a Zhu Zan Jin, vi prego), anche se ci sono stati molti errori e scelte che non ho apprezzato.
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