Un'opera che di credibile ha solo la locandina
In questo Drama ci sono una caterva di eventi non credibili che buttano alle ortiche una storia che poteva anche essere bella. Due ragazze identiche che vivono nello stesso posto e non si sono mai incontrate. Tra l'altro la sosia povera lavora nel centro commerciale di uno dei protagonisti. Senza contare che la sosia ricca è figlia di un politico, per cui è abbastanza in vista, eppure nessuno si è accorto che è la fotocopia dell'altra. Nemmeno gli amici, i colleghi e i parenti se ne sono mai accorti. Ma dove vivono in un bunker? Va bè.Qualche sprazzo di follia senza spoiler:
Incidente da una scogliera, arriva Mich di beaywatc che salva la ragazza (ma da dove è sbucato fuori da un sottomarino????). Poi c'è il medico che pratica l'ipnosi, il cattivo di turno che pare 007 con videocamere piazzate ovunque che può addirittura congelare i conti a nome di altri, la sorella del protagonista che in abito viola si volta e magicamente nessuno la vede (è uno struzzo evidentemente). E dulcis in fundo, 3 coppie sposate che vivono tutti nella stessa casa e vanno a dormire in camicia e pantaloni eleganti. Eddai datemi tregua!!
Datemi la possibilità di guardare una serie senza dovermi chiedere in continuazione: com'è possibile?
Passiamo ai personaggi:
Di 007 abbiamo già parlato. È dio in terra, il classico cattivo che non né sbaglia una. Anche quando sembra cadere sotto c'è il materasso. Se ci fosse un'esplosione lui ne uscirebbe con gli abiti intatti che non puzzano nemmeno di fumo.
Il protagonista, sarà il ruolo da piangina, ma ha perennemente la faccia da triglia e scatti d'ira incontrollati. Diciamo che non è proprio il personaggio per cui fai il tifo.
La sorella di lui, oltre ad avere la sindrome di Stoccolma, è il sesamo sul panino fino a metà serie: se c'è o non c'è non te ne accorgi. Poi diventa un pungitopo, continua a non servire a niente ma è pericolosa.
La protagonista è quella che salva un po' la baracca con una buona interpretazione delle due sosia, perché di fatto è sempre lei. L'unica luce in una stanza buia ma è oggettivamente troppo poco.
Il risultato finale è robetta da 4 soldi in stile soap che non lascia molto. E tra l'altro 20 episodi sono troppi. Non mi sento però di bocciarla in toto perché la storia c'era. È stata gestita male ecco, per cui voto 6,5.
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Heroine Disqualified
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La protagonista è Hatori, una ragazza che è cresciuta con la convinzione di essere la “protagonista” della propria vita e, come ogni “eroina” che si rispetti, ha sempre creduto che fosse destinata a vivere la storia d’amore perfetta con il suo amico d’infanzia Rita. Tuttavia, la vita non va sempre come ci si aspetta e Rita si fidanza con un’altra ragazza. Ed è qui che entra in gioco anche un altro ragazzo, Kosuke.
Nonostante la storia sembri il classico triangolo amoroso tipico dei manga shoujo, “No Longer Heroine” ha qualcosa che affascina lo spettatore e lo tiene incollato allo schermo.
Uno dei motivi si può ritrovare nei personaggi stessi: sia Hatori che Rita sono ben lontani dall’essere i protagonisti perfetti tipici delle commedie romantiche, rivelandosi molto realistici. In fin dei conti sono solo ragazzi insicuri che si stanno affacciando all’età adulta.
La delusione amorosa di Hatori la porterà ad avere un’inevitabile crescita personale. Quest’ultima non ci viene presentata in modo drammatico, ma con la leggerezza e l’umorismo che caratterizzano la ragazza fin dai primi minuti del film.
Durante la visione è presente un forte equilibrio fra scene comiche e momenti di introspezione, oltre a una grande cura della fotografia nelle scene romantiche (forse oggi sarebbe considerata un po’ mediocre, ma ricordiamoci che il film ha ben dieci anni alle spalle). Il triangolo amoroso, inoltre, è gestito così bene che lo spettatore non sa proprio se tifare per Rita o per il second lead.
Il cast è decisamente straordinario: i protagonisti sono interpretati da Mirei Kiritani, Kento Yamazaki e Kentaro Sakaguchi che, nonostante all’epoca del film fossero giovanissimi, dimostrano fin da subito di essere dei grandi talenti.
La ciliegina sulla torta è rappresentata dalla frizzante colonna sonora cantata da Kana Nishino.
“No Longer Heroine”, in conclusione, diverte e fa riflettere: forse, per essere l’“eroina” della propria vita, non serve che sia tutto perfettamente come lo immaginavamo.
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non sono d' accordo con i commenti delle altre persone
la storia non sarà delle migliori però non fa schifo come dicono gli altri utentimi è piaciuta l' idea dell' app.
Basta non ho altro da dire solo che sono stupita dalle recensioni altrui
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Our Beloved Summer
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Rom comedy che racconta la storia una rottura!
Comedia romantica un po dolce amara mă comunque una storia davvero carina.Piu che il racconto di un amore l'ho visto come la storia di una rottura perché si parte praticamente da quello. Forse un drama un po' lento in certi momenti però una cosa che comunque ti porta a voler vedere puntata dopo puntata. Momenti dolci sentimentali e strappacuore non mancano e pure risate.
I protagonisti sono bravissimi lei apparentemente fredda e tosta ma sotto fragile lui bravissimo in tutte le sfaccettature fa una tenerezza infinita, per me una gran scoperta come attore.
Il contorno delle altre storie un po' banali ma non invadenti.
Sicuramente un drama da vedere se amanti del genere romantico!
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The Game: Towards Zero
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Trama interessante, la realizzazione poteva essere meglio
Premetto, dopo aver visto Vincenzo ed aver apprezzato la recitazione di Ok Taec Yeon, volevo vedere qualche cos'altro di suo, quindi ho cercato sulla sua filmografia e mi sono imbattuta in questo drama che sulla carta sembrava avere una trama interessante.Storia
in complessione mi è piaciuta, ho trovato nella prima parte uno sviluppo narrativo migliore rispetto alla seconda parte, dove i passaggi di tempo sono più frequenti e ci sono alcune cadute di stile sulla trama che potevano essere modificate, un po' più di ritmo non avrebbe guastato.
Mi sono piaciute alcune tematiche trattate e ho apprezzato molto il comparto tecnico e la fotografia, ma se da un lato questo mi ha fatto dare di punti in più, dall'altro ho storto un po' il naso riguardo a qualche location scelta, mi riferisco soprattutto alla casa di Tae Pyeong che nella realtà doveva essere una sorta di galleria d'arte o similare, ottima per le riprese e i giochi di luce, ma per gli intramezzi "casalinghi" non è stata per niente funzionale, una casa enorme e tutto ruota attorno alla camera da letto o al massimo al soggiorno.
Cast
Il trio protagonista è stato interessante, avrei dato un po' più di spessore e sfaccettature alla protagonista Seo Joon Young che non mi ha convinto del tutto, non so se sia stata solo una problematica di scrittura del personaggio oppure è stata l'attrice ad avermi trasmesso poco, ho trovato anche poca chimica tra lei e Taec Yeon.
Obbiettivamente il personaggio di Goo Do Kyung è quello scritto meglio, ma nello sviluppo delle narrazione ho trovato sin troppo ridondante la sua unica motivazione sui vari crimini commessi.
Mi sarebbe piaciuto sapere se la visione della morte di Tae Pyong fosse cambiata o meno alla fine.
Colonna sonora varia, ma nessuna delle musiche mi ha colpito più delle altre.
Solitamente non faccio rewatch di drama o serie e quando li faccio rivedo solo i miei episodi preferiti, ecco perchè il mio voto è basso.
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Minato Shouji Coin Laundry
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Carino ma troppo lento
Carino, e con bravi attori, ma la storia è veramente troppo troppo semplice per riempire dodici puntate anche se brevi. Il tutto si sarebbe dovuto tagliare e con 5 puntate al massimo, si sarebbe ottenuto un prodotto veramente piacevole e leggero. Invece tutto è stato allungato, diverse scene si ripetono molto simili o sono del tutto inutili ed è un vero peccato. Perchè invece la trama è legera e dolce nella sua semplicità e sarebbe stato un drama da vedere e rivedere velocemente per tirarsi su il morale.Questa recensione ti è stata utile?
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Ji sung è un dio, ma gli sceneggiatori no
Ji Sung come attore è un dio, forse il migliore che ci sia in Corea (e anche altrove). Magnifico nel viso e carismatico più da quarantenne che quando aveva trent’anni, dotato di una mimica dell’intero corpo che riesce a trasmettere l’impossibile, recita però spesso in drama estremi, che si prendono troppo sul serio e pretendono un’eccessiva sospensione dell’incredulità da parte dello spettatore. Se in Kill me, heal me le sette personalità da lui straordinariamente interpretate erano a volte terribilmente sopra le righe, il tutto era stemperato dall’essere il drama una commedia scanzonata. Ma, per esempio, in Defendant, ed ora con questo Dottor John, la musica cambia. Vogliono essere seri, drammatici, stupirci. E a volte esagerano. Per fortuna, in questo Doctor John l’estrema spettacolarizzazione dei primi episodi ha per contraltare un argomento pesantissimo, un vero macigno: l’etica dei trattamenti medici e dell’eutanasia.Da questo punto di vista si tratta di una serie coraggiosa, che affronta problemi scomodissimi. Se e come questi argomenti siano stati affrontati nella maniera migliore, è decisione che deve necessariamente essere lasciata alla personale percezione di ognuno. Il problema di fondo di questo drama, però, è lo sviluppo della trama e, in parte, la caratterizzazione dei personaggi.
Il protagonista, Cha Yo Han, è un medico specializzato in anestesiologia e trattamento del dolore, brillantissimo diagnostico, che nasconde però di essere affetto da una malattia grave, che potrebbe causarne la morte in qualsiasi momento. Condannato per aver praticato l’eutanasia ad un paziente terminale, si è fatto tre anni di galera. Ciononostante, continua ad essere comprensivo oltre ogni limite, anche con chi lo perseguita… Il troppo è troppo.
La protagonista Kang Shi Young, specializzanda anche lei in anestesiologia, ha subito un trauma che l’ha lasciata insicura e scossa, e passa metà del tempo a piangere. Lee Se Young la interpreta benissimo, ma resta il fatto che la sua caratterizzazione sia spesso terribilmente debole e piagnucolosa. Successivamente, diventa assillante, sembra risollevarsi, ma solo per comportarsi sul finire senza un briciolo di amor proprio.
Una nutrita serie di personaggi di spalla e contorno offre ampie opportunità di situazioni sia tragiche che umoristiche.
Gli autori a tratti non hanno fatto un gran lavoro con la sceneggiatura. Diversi episodi sono strutturati un po’ come polizieschi, dove la ricerca della causa del dolore, molto interessante, diviene una caccia al colpevole, però a volte la risoluzione del problema non viene completamente mostrata. Purtroppo, specie verso la fine, diversi argomenti vengono lasciati appesi, oppure risolti con due parole a distanza di anni. C’è una cospirazione criminale che mira a fornire illegalmente un medicinale per il suicidio assistito ai richiedenti e non sappiamo se i colpevoli siano stati catturati o meno. Soprattutto, non è chiaramente spiegata la conversione sulla via di Damasco di un personaggio in precedenza invasato: viene domato dalla gentilezza del buon dottore? Mah! Vederlo sorridere dolcemente è cosa da brividi, e ci si domanda a che titolo si trovi, alla fine, in una specie di comitato etico…
Ad ogni modo, fra molti alti e pochi bassi, il drama si svolge, almeno per la mia personale percezione, in maniera molto soddisfacente. Tutto cambia, però, a pochi episodi dalla fine, quando assistiamo al solito abusato cliché della separazione. Siamo abituati a vedere la protagonista femminile fare i capricci, invece stavolta è la parte maschile a dimostrare una mancanza totale di considerazione nei confronti della sua partner. Non ci si comporta così con la ragazza che hai baciato all’aeroporto, proprio no. Il lieto fine non era così scontato, durante la visione, ma sicuramente ci si sarebbe potuti arrivare in un modo che non rovinasse così il personaggio, che risulta veramente svilito da un comportamento inaccettabile sotto ogni punto di vista.
In sunto, un ottimo drama medico, interpretato splendidamente da tutto il cast, con l’eccezione di Ji Sung che, come sempre, è fuori scala, ma con diverse pecche nella trama, un finale debole e una caratterizzazione dei personaggi non proprio perfetta. Peccato, perché avrebbe potuto essere un capolavoro. Così, è solo molto, molto buono.
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Meraviglioso. Grande recitazione e storia top
Finalmente una serie che non si perde in cliché banali e che affronta per altro un tema delicato con grande rispetto. È ovvio che un po' dev'essere romanzata però tutto è credibile e non annoia mai. I due protagonisti sono spettacolari e la storia è molto interessante. Ogni puntata ti fa vivere nuove emozioni e non vedi l'ora di vedere la prossima. Le vicende degli avvocati sono sapientemente mixati con la storia romantica e tutto scorre bene. Quando arrivi alla fine vorresti andare avanti e infatti molti fan so che hanno chiesto la seconda stagione. Spero ci sarà e nel frattempo 10 e lode.Questa recensione ti è stata utile?
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Avrei voluto morire insieme a ML e FL per non sentire tutto questo dolore e disperazione. 😭💔 Un drama che mi ha lasciato una profonda cicatrice sul cuore che non dimenticherò mai e non credo che avrò mai più coraggio di rivederlo. A parte tutta la storia è stato recitato così bene e veritiero che mi è entrato nelle ossa. Dopo questo drama RJL è diventato la punta fra i miei attori preferiti e ho visto tutti i suoi dramma in costume che potevo trovare con la traduzione in italiano. Dal alto lato Bai Lu che ho adorato la sua innocenza. Un drama così triste, le persone sensibili magari dovrebbero evitare perché sarà molto difficile uscire dal dolore che ti lascia dopo 💔Questa recensione ti è stata utile?
Mei Fu Ren Chong Fu Ri Chang
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Non quello che mi aspettavo
Ho iniziato questo drama con l'impressione che sarebbe stato pieno di combattimenti, scene cariche di tensione e anche un po' di comicità, così come ci è stato venduto dal trailer. Insomma.Per la maggiore il drama mi è piaciuto ma quello che ha fatto in modo che accadesse non è la stata la storia ma i personaggi, o almeno alcuni. Taluni figuri spiccano per la loro crescita e presenza, personaggi di cui avrei voluto di più o di cui cmq avrei voluto almeno vedere un finale decente perchè se lo meritavano. Alcuni rapporti tra l'altro sono stati veramente belli da accompagnare nella loro trasformazione, vederli dare forma a qualcosa di concreto su cui prima non avrei fatto affidamento. Mi sono piaciute anche le poche (purtroppo) scene di combattimento e quelle con l'uso della magia. Lo sguardo e il portamento di FL sono stati magnetici: sembrava proprio una gatta.
Di contro, col tipo di storia e per come è stata portata avanti, questo prodotto sarebbe dovuto durare di più. Invece abbiamo cose chiuse a caso, con personaggi che avrei voluto vedere ammoniti e invece nisba. Oppure la questione del grande cattivo che viene risolta in quattro e quatr'otto con un finale che sinceramente mi ha lasciato molti dubbi. Tutto quello che penso a riguardo sono mie teorie e forse è davvero così, ma nessuno ha messo un punto alla cosa: nessuno davvero ce lo spiega.
Nel complesso è un drama che si fa vedere, di compagnia, che consiglierei sicuramente per i personaggi e alcune dinamiche ma poteva essere molto, ma molto meglio.
p.s. Xu Kai non mi ha fatta entusiasmare, sorry.
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Khun Chai Taratorn
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Barbie passione archologa
Bene, bentornati. Anno nuovo si ricomincia con la visione delle storie del mondo Dhevaprom/Jutathep e ovviamente cominciano con Khun Chai Yai, il primo dei nostri adorati cinque leoni. Come sempre, spoiler alert e mi sento quasi in obbligo di mettere un TW, sia alla serie (per una scena) sia per questa recensione perché citerò questa scena. Come sempre partiamo da una premessa: mi vanto del fatto che sono una persona che riesce a vedere le cose con prospettiva, nel senso che se una serie è ambientata nel 1957 (come questa), alcuni commenti che ad un certo punto vengono fatti nella storia io riesco ad apprezzarli come un modo per descrivere il periodo, se però non siete in grado di fare questa separazione (come può essere) o questi commenti toccano la vostra sensibilità (come è legittimo) allora leggete prima questa recensione e poi decidete se voler vedere la serie.Partiamo con un breve recap: siamo nel 1957 e i nostri cinque leoni Jutathep si sono appena ritrovati dopo che i fratelli minori erano stati all’estero o per studiare o per varie vacanze e praticamente la storia parte già con il fatto che ALMENO uno di loro deve sposarsi con una delle sorelle Dhevaprom e la scelta, in maniera molto da fratello maggiore di Yai è quella di sacrificarsi per i suoi fratelli, anche perché la sua promessa sposa Dhevaprom è di quelle tre la più a modo (nel senso letterale del termine, ma ci torneremo sull’argomento), anche se nel suo cuore sembra esserci posto per almeno un’altra persona: un’amica di famiglia (che ora è sua studentessa all’università e il cui padre da quelle che ho capito è il suo mentore) che per anni ha visto come una sorella minore, ma che ora sembra essere diventata qualcosa di più. Per varie ragioni lui, la sua promessa Dhevaprom, Maprang e l’altro protagonista (il suo amico professore e figlio di una ricchissima famiglia, non nobile, ma che lavora con l’oro)si ritrovano in mezzo alle montagne a sventare, fra le altre cose il tentativo di un ricco “straniero” (Mr Edwards, del cui attore ad un certo punto, quando fa una risata malvagia, si vedono le otturazioni ai denti)di rubare tesori della storia tailandese. Non so perché mi sono sentita in dovere di scrivere questo piccolo riassunto della trama, ma mi pareva sensasata come cosa.
Bene ora passiamo alle cose che mi sono piaciute, poi parlerò dei TW (perché mi sono accorata che ce ne è un altro) e poi di alcune cose che non è che non mi sono piaciute, ma che mi piacerebbe diciamo “point out”.
Bene, le cose che mi sono piaciute:
1. La prima è una cosa che piace a ME e nessun altro è obbligato a farsela piacere, però io adoro le age gap stories (e ricordo che finché lui non la ha vista all’università (anzi forse proprio finché non è arrivato quel viaggio) lui non ha mai pensato a lei se non come la sua Nong) e un altro trope che adoro è il teacher/student relationship. Come ho detto, non devono piacere a nessuno, a me però piacciono quindi mi è piaciuta la storia.
2. Essendo ambientata negli anni ‘50 (appunto nel ‘57) è bello vedere questo mondo di estravanganza, balli e vestiti letteralmente di un’altra epoca. Non conosco come fosse la società tailandese dell’epoca, ma credo sia una buona rappresentazione dell’epoca, o al più dei ricchi, perché in questo caso sia Kate che Maprang sono M.L. quindi hanno il titolo nobiliare (e quindi siamo proprio in mezzo alla ricchezza della società aristocratica dell’epoca).
3. Parliamo un po’ dei personaggi che mi sono piaciuti: Kate. Lei è l’unica Dhevaprom normale. Nel senso letterale del termine. Quando scrivevo le recensioni dei figli ho detto (e mi ricordo di averlo fatto) che forse vedere la storia dei padri e delle Dhevaprom che si sono viste togliere il loro “promesso” mi avrebbe fatto provare un pelo di empatia per loro, beh spoiler, per questo primo installement almeno non è così (tranne ovviamente per Kate, la cui storia è molto bella e toccante, il personaggio empatico sia con Laor, che con le sue sorelle, che con le sue figlie che ho conosciuto in Dhevaprom si ritrova qua, infatti a differenza di altri personaggi, di cui parlo dopo, la Kate di questa parte è la Kate di Dhevaprom e vince il premio di migliore Dhevaprom di tutte), perché (e non siamo nemmeno nella loro storia) Rumpa e Maratee sono quasi peggio. Nel senso che quello che vedi nella storie dei cugini sono letteralmente delle verisioni a cui sono stati smussati gli angoli di loro: Maratee che praticamente è un genio del male che prende sotto la sua ala malvagia anche Rumpa e che decidono di quasi portare Kate alla rovina solo perché, se lei non si sposa con Yai, loro possono obbligare Chat o Phee a sposarle. Insomma, se pensavo che queste storie avrebbero potuto aiutarmi a renderle più tollerabili e magari a farmi provare un po’ di empatia per loro, questo è poco ma sicuro che non succederà mai. Con la storia di Kate non si può non parlare della sua storia d’amore con Chinnakorn: la loro storia d’amore mi è piaciuta molto, quasi quanto la storia di Jack ed Annie (ovviamente non così tanto, ma devo essere sincera loro saranno la coppia secondaria preferita di questo gruppo di storie).
4. Bene, se a qualcuno piacciono le gender swap stories (nel senso che Maprang e Kate di vestono da uomini ad una certa) troveranno questa storia per loro, visto che non solo viene fatta bene, ma è anche ilare (non ilare, sto troppo tempo su TikTok). Tutta la parte al sito archeologico è divertente, romantica e anche profonda quando parlano dell’importanza degli artefatti per la popolazione tailandese e la loro storia. Insomma si è capito che questa storia forse non è la miglio storia che io abbia mai visto, ma la me soggettiva vi dice che ha amato tutto di questa storia.
5. Allora, i genitori di Yai e dei fratelli sono morti. E voi direte e questa è una cosa che ti è piaciuta? No, la cosa che mi è piaciuta non è che i genitori sono morti, solo che per quel poco che si vedono le loro dinamiche mi sono piaciute. Il padre di Yai ha tre mogli, cosa non strana all’epoca (infatti anche Yai una certa alcuni pensavano avrebbe preso due mogli), ma le tre mogli, per quel poco che si vedono (perché è solo un flashback) sembrano non odiarsi e non aver creato animosità fra i loro figli (perché Yai e Phee sono figli di una, Chat e Lek di un’altra e Ruj di una terza) e non sembrava (ripeto da questo piccolo flashback che vediamo) che si odiassero (magari scopriremo differentemente nella prossimo stagione ma spero di no). Perché questo è il trope che più odio nei lankorn: madri che mettono zizzania fra i loro figli e che fanno tutte queste cose strane come svelare segreti e roba varia. No. Credo che nessuno dei genitori dei fratelli sia stato fatto vivere rispetto a quell’incidente d’auto perché così almeno le due nonne possono prendere veramente le redini della famiglia, cosa che non credo sarebbe stata possibile se ci fossero stati i genitori ancora in vita.
6. Se pensavo che i 6 cugini fossero legati è perché non avevo ancora visto il legame che lega i fratelli. Come ci sono l’uno per l’altro, come si aiutano, come Yai decide di sacrificarsi, anche se non ama Kate, solo perché sa che i suoi fratelli morirebbero se fossero obbligati a sposare le altre Dhevaprom e come i fratelli decidono comunque di lottare con lui per il suo amore anche se sanno che se lui non sposa l’unica Dhevaprom che non vuole il lusso dei Jutathep loro saranno obbligati a sposare una delle altre due. Insomma il loro rapporto è molto bello e toccante e spero possa essere sviluppato di più nei prossimi installment.
Bene passiamo ora ad una cosa che mi ha dato leggermente fastidio, ma non di questa serie, della serie del figlio di Yai: non mi piace come abbiano cambiato il carattere di Maprang rendendola una madre che continua a spingere suo figlio a sposarsi con Lisa come se non fosse successo un mega putiferio 35 anni prima con il loro matrimonio. Maprang è un così bel personaggio in questo installment e non capisco veramente perché sia stata cambiata.
Ora arriviamo ai due TW: come ho già detto ricordiamo che questa serie è ambientata nell’aristocrazia degli anni ‘50 della Tailandia (non nello stesso periodo in luoghi come la Germani dell’ovest, ok?). Quando Kate va al sito archeologico e sta con Korn (l’altro professore che chiamerò appunto Korn, perché è più corto) Korn comincia a provare dei sentimenti anche per Kate vestita da uomo ed ad una certa glielo dice, dicendole/gli che si è innamorato e che diciamo che accetta la cosa. Quando poi scopre che è Kate dice la frase “sono normale” (o almeno i sottotitoli la hanno tradotta così), indicando cosa: che amare gli uomini non è normale? Non credo, perché era abbastanza d’accordo qualche minuto prima. Quello che indentendeva credo sia più che altro associato al fatto che la società ha delle aspettative per una persona del suo ruolo, del suo rango e della sua disponibilità economica. Quello che voglio dirvi è che se sentite che la vostra sensibilità possa essere toccata da una scena del genere ovviamente non vedetelo, ma se riuscite un po’ ad inserire la situazione nel contesto socio economico del periodo, credo che quella frase sia solo un qualcosa che riflette la società e il pensiero del periodo. Io almeno cerco di interpretare così le due scene, visto che l’amico è stato un ally quando pensava che fosse Yai gay e poi era aperto alla possibilità di mettersi con Kong (Kate vestita da uomo). L’altro TW è meno sottile, visto che Kate passa una notte in mezzo alla foresta con un uomo (anche Maprang, ma non si sa perché lei meno)viene additata come una poco di buono, una donna “macchiata”. Ovviamente non lo è solo che capisco che le ultime due puntate, quando succede tutta la cosa in mezzo al bosco e quello che viene detto da alcuni personaggi possa toccare la sensibilità di qualcuno. Come sempre spero che vediate questa parte come una rappresentazione della società dell’epoca e non che qualcuno pensi che passare la notte con un uomo automaticamente ti “macchi” o che amare persone dello stesso sesso sia qualcosa di “anormale”.
Spero di essermi spiegata al meglio delle mio possibilità su questi due TW (cosa che mi ricordo era successa che con Chat).
Bene, one down, four to go. Al prossimo, Pawornruj
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Perfetto per gli amanti del genere ma poteva essere di più
Premetto che il drama mi è piaciuto molto e lo trovo perfetto per chi ama il genere romantico.Ho trovato stupendi i due protagonisti. Ottima interpretazione e chimica e secondo me anche la loro storia e caratterizzazione era davvero coinvolgente e diversa dal solito. In realtà è un drama molto classico, con dinamiche viste e riviste, questa è la cosa che critico di più, ed ecco perché il voto non troppo alto... ma i due protagonisti non cadono tanto nel cliché magari alcune dinamiche si ma poi vengono ribaltate. Ad esempio lei ha carattere, prende spesso l'iniziativa, c'è dialogo e lui non ha atteggiamenti tossici che a volte presentano i protagonisti in questo tipo di storie.
I due protagonisti secondo me sono quelli che reggono tutto il drama, proprio perché sono bellissimi e non puoi farne a meno di vedere come va avanti la loro storia o semplicemente vederli insieme, però il resto è molto banale ed è questo che mi ha deluso parecchio. La dinamica familiare è banalissima con tutti quegli intrighi, sono cose che ho visto in tantissimi drama e non solo, sinceramente sono stanca e ormai sono dinamiche che personalmente non mi piacciono molto se gestite così. Gli ultimi episodi poi hanno tutto quel dramma sempre banale e prevedibile e anche per me surreale che mi hanno fatto storcere molto il naso.
L'elemento più originale del drama è il gioco, bellissime scene dal punto di vista della regia e anche ben scritte secondo me, ed è un peccato che non l'hanno sfruttato molto come tematica nella trama.
C'è anche una storia secondaria con la migliore amica della protagonista, molto interessante e matura ma secondo me verso la fine potevano gestirla meglio, perché alcuni passaggi li ho trovati affrettati ma è stato bello vedere qualcosa di diverso e realistico.
Concludo spendendo due parole per la regia che secondo me ha fatto un ottimo lavoro, soprattuto come ho già detto nelle scene del gioco.
Un drama che comunque ho apprezzato, mi ha tenuto incollata allo schermo è molto coinvolgente e che mi sento di consigliare soprattutto se amate il genere probabilmente vi piacerà.
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Flower Boy Ramen Shop
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Il film scorre leggero grazie a un buon equilibrio tra umorismo tipicamente giapponese e delicatezza nel raccontare il complicato rapporto fra madre e figlia. Come cornice a questa storia di famiglia possiamo riconoscere l’isola di Hachiojima che, nonostante faccia parte di Tokyo, non fa sentire i protagonisti come cittadini della metropoli.
Tutti i personaggi sono piacevoli e ben caratterizzati, anche quelli secondari.
Il focus della storia si concentra sulla difficoltà dei genitori single e sul grande impegno necessario per riuscire a mantenere un dialogo con i figli.
Dopo una prima parte di film particolarmente frizzante, il ritmo rallenta nella seconda metà: abbiamo una parte un po’ più lenta e a tratti melodrammatica, in cui la madre quasi si annienta e sacrifica se stessa per la felicità della figlia; un tema più vicino e radicato alla cultura giapponese rispetto alla nostra, e che forse può risultare eccessivo per lo spettatore occidentale. Forse un minutaggio ridotto e un equilibrio maggiore tra la prima e la seconda metà del film avrebbe giovato alla visione, ma “Bento Harassment” resta comunque una pellicola che strappa un sorriso grazie alla spontaneità e alla tenerezza con cui è raccontata questa famiglia.
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E' andata bene che questa roba fantasy non abbia intaccato per nulla il drama che ci racconta una storia un po' diversa ma anche già sentita, con dei personaggi ben scritti e dei risvolti accettabili, seppur qualcuno con qualche riserva. Ho a dir poco adorato quel personaggio che di solito si svela essere la donna cattiva di turno, invece qui è di una simpatia unica e tutta la suia evoluzione è una gioia per gli occhi. Anche il finale non mi è dispiaciuto seppur aperto ma anche chiuso (ahahahahahah).
Più ci ripenso e più mi sento felice di averlo visto, anche perchè della cerchia che seguo/frequento, nessuno ne ha parlato e la cosa da una parte mi rattrista perchè merita una possibilità ma allo stesso tempo non ho avuto alcun tipo di spoiler xD
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