Completo
Ciao Mr. Gu
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nov 11, 2022
30 di 30 episodi visti
Completo 0
Generale 7.5
Storia 7.5
Acting/Cast 9.0
Musica 8.0
Valutazione del Rewatch 6.0

Tanti cliché, moderatamente divertente

Hello Mr Gu è una commedia romantica in 30 episodi di circa 35 minuti ciascuno, comprese le sigle.

Il lato positivo di questo drama è che si tratta di una commediola fresca e moderatamente divertente, molto ben recitata dalla coppia principale e con dei personaggi di contorno che, pur non essendo esattamente all’altezza dei protagonisti, lavorano comunque al di sopra del minimo edittale.

Il lato meno positivo è che si va avanti quasi esclusivamente per cliché triti e ritriti e tutto, compresi i rari colpi di scena, è sempre molto prevedibile. Si potrebbe soprassedere, se non fosse che, verso la fine, le cose cominciano a trascinarsi stancamente, mentre assistiamo al solito, indispensabile periodo di litigio e separazione che ammorba tante produzioni. Poteva essere questa l’eccezione? Certo che no! E, mentre i capricci e i comportamenti illogici dei protagonisti si moltiplicano a livello esponenziale, portando l’arte del malinteso a vette tali da svergognare l’Everest, diverse situazioni vengono lasciate appese senza alcuna conclusione, fino a convergere verso l’obbligatorio lieto fine.

Che dire… non è una brutta serie, affatto, al netto degli ultimi episodi un po’ tirati per i capelli. In realtà, l’intero drama poggia su situazioni al limite della credibilità e oltre, ma lo si accetta perché fa parte del genere. Certo, giunti alle ultime puntate, stanchezza e saturazione prendono un po’ il sopravvento.

L’abusato cliché del CEO ricco, scontroso e problematico, ma dal cuore d’oro, che si innamora della ragazza povera, viene sviscerato abbastanza bene. Tutto sommato le difficoltà che il nostro protagonista incontra per ottenere i finanziamenti necessari al suo progetto sono abbastanza realistici da non farci tirare i pomodori allo schermo, e la coppia principale ha una notevole affinità, nelle scene romantiche.

Allora perché, pur avendo guardato la serie con piacere, provo questo senso di insoddisfazione?

Forse perché i protagonisti principali sono caratterizzati un po’ troppo come macchiette. Lui ha una morbosa paura dei luoghi affollati, è pieno di sé, puntiglioso, meticoloso e maniaco del controllo, ma anche generoso e gentile. Lei è la tipica ragazzina dai mille problemi economici che farebbe (quasi) qualsiasi cosa per fare un po’ di soldi. Comprensibile, dato che è piena di debiti. Ma la sua caratterizzazione è decisamente troppo infantile per essere una laureanda. Queste donne di più di vent’anni che vengono fatte vestire e comportare come se ne avessero sedici alla fine diventano stucchevoli.

E così, anche se si ride, anche se la coppia principale ha una notevole affinità e le canzoncine sono gradevoli, quella che resta alla fine è la sensazione di aver sciupato un po’ il mio tempo.

Poi, però, ripensando all’ottima prova di Chen Jing Ke, che davvero riesce a farti dimenticare che sta recitando, non posso proprio bocciare questo lavoro, e quel che mi viene da pensare è che forse si tratti più che altro di un problema di target. Avendo quasi sessant’anni, l’amore dei ragazzini è un argomento che a volte mi lascia un po’ indifferente. Avessi quarant’anni di meno, probabilmente avrei dato il massimo dei voti.

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Koi wa Tsuzuku yo Doko Made mo
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set 13, 2024
10 di 10 episodi visti
Completo 0
Generale 8.5
Storia 8.0
Acting/Cast 9.0
Musica 8.0
Valutazione del Rewatch 6.0
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storiella d'amore simpatica

e tutto sommato possibile anche nella realtà.
L'incipit è un po' strano, una ragazza che chiede a un "dio micio" di aiutarla a trovare l'anima gemella ...
Ma ho visto in Cina accendere incensi davanti ad immagini di dei stranissimi a forma di animali o di mostri immaginari ... quindi forse anche in Giappone è possibile che si rivolgano a questi idoli per chiedere aiuto ... chissà ...
Cmq la ragazza, più che tonta, è una sempliciotta, molto coerente con il programma che si è data anche se continuamente respinta, osteggiata dai suoi limiti e al di sotto dello standard. Si impegna per conquistare la stima e l'affetto del suo principe azzurro con la determinazione e l'attitudine di un soldatino Giapponese, che di fronte a ogni domanda del suo generale risponde sempre di si, ma solo a lui, che non le chiede mai cose che vadano contro alla morale o a proprio vantaggio, ma ne coltiva le qualità che intravede sotto la patina di persona che a prima vista sembra non centrare nulla con lui.
Conquista, senza volerlo, la stima e l'affetto di chi incontra, per la positività, la generosità e l'umiltà con cui affronta ogni situazione.
E' una storia carina, gradevole, con lieto fine.

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Gui Fei Qi Ju Zhu
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gen 26, 2026
24 di 24 episodi visti
Completo 0
Generale 8.0
Storia 9.0
Acting/Cast 9.0
Musica 8.0
Valutazione del Rewatch 6.0
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Finale schifoso.

Il peggior finale che abbia visto. Ero così contenta dall’inizio. Troppe scene al buio , troppo tecniche cinematografiche. Per delle puntate brevi.
Ho apprezzato lo zio imperiale. Voglio vederlo in altri programmi. Lei divertente e basta. Ho notato anche delle mancanze di collegamento. Forse con i sottotitoli perdiamo un po’…
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Khun Chai Puttipat
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mar 7, 2025
10 di 10 episodi visti
Completo 0
Generale 9.0
Storia 8.5
Acting/Cast 10
Musica 8.0
Valutazione del Rewatch 6.0
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Sono così scioccata che non so nemmeno che titolo dare

Finalmente dopo una cosa come 3 settimane e infiniti delay sono riuscita a finire questa parte e vi devo dire… sia lodato che per esse che la ho finita. Partiamo da un presupposto, delle 3 parti che ho visto questo è quello che sembra più un vecchio lakorn a differenza degli altri due che sembrano comunque avere delle vibes moderne anche se hanno almeno 10 anni. Forse è anche per questo che non mi ha fatto impazzire, nonostante la storia di suo figlio sia quella che mi è piaciuta di più paradossalmente la sua è quella che mi è piaciuta meno di tutte. Parto col dire che se ad uno piacciono storie di mistress, uomini che cercano in ogni modo di mettersi (in senso biblico) con ragazza più giovani di loro e familiari irritanti questa è la storia che fa per voi. Sarò sincera a me queste cose non piacciono troppo quindi, non ho potuto apprezzarla.
Ora invece che fare il mio elenchetto solito farò una cosa un po’ diversa e mi metterò a fare una recensione come quelle dei tempi antichi, perché c’è molto da disquisire sull’argomento e su un personaggio in particolare, ovviamente lei. Ovviamente Maratee.
Partiamo da una piccola digressione: da un lato sono contenta di aver visto le serie dei figli prima di quelle dei genitori perché sono riuscita ad apprezzare (almeno in piccola parte) i personaggi di Maratee, Rumpa e della Grandma Oon, perché se avessi visto prima la storia dei padri io veramente non avrei capito il perché fanno tutte ste scenate dove sono loro che devono chiedere scusa a Maratee e Rumpa quando queste qua due sono due personaggi veramente, veramente cattivi. Oppure perché tutti stanno appresso alla grandma Oon come se per tutta la sua vita non avesse trattato praticamente chiunque come degli stracci, per non usare parole volgari. Sarò sincera continuo a non capire il perché di queste scelte, o meglio le capisco, ma non le voglio accettare, perché dopo quello che ha fatto Maratee (e quando ci arriveremo Rumpa) è lei che deve chiedere ed implorare il perdono di sti qui, non il contrario. Per la grandma non ci posso fare nulla, perché bisogna rispettare gli anziani.
Allora, passiamo all’ ambientazione un momento. La serie è ambientata nell’ambiente medico, come alla fine quella di Phat e da studente di medicina devo dire, non è male, se non fosse che c’è una cosa che odio nei medical, quelli che cercano di rendere gli ospedali il loro personale parco giochi (sia in positivo che in negativo), quindi vedere parsone come Maratee, il generale o anche la stessa Keaw che sembra usino l’ospedale come il loro personale playground un po’ mi irrita. Detto ciò questo è un vezzo di forma mio alla fine, quindi non è una vera problematica alla fine. Detto ciò una cosa che finalmente ho notato qui e che mi è veramente piaciuta è quanti riferimenti ci sono nella serie dei figli alla serie dei padri. Ora non so se il generale sia anche il padre di Tai, perché non coincidono gli anni (a meno che lui non abbia ricominciato a divertirsi con Maratee dopo che quella santa donna di sua moglie lo ha perdonato per la centesima volta) però sarebbe carina come idea.
Parliamo un po’ dei due protagonisti: ora l’idea era carina, e James è Bella hanno una discreta chimica, ma primo loro non sembrano avere l’age gap che invece dovrebbero avere (e visto che Bella è anche più vecchia di James (di qualche anno) si vede la differenza. O meglio si vede che sono almeno coetanei. Poi passando ai personaggi che interpretano ho cento e più problemi con loro: primo, Chat, il personaggio è uno di quelli che non parla nemmeno sotto tortura, quindi ti meriti quello che ti viene dato, Maratee. La tipa ha più o meno le stesse vibes, non parla, non si confronta se non quando ci problemi dilagano. Insomma, i due si sono sono trovati. La serie diventa interessante a metà dell’episodio 8 solo perché questi due cominciano finalmente a rispondere male alle persone. Ora io capisco tutto, ma grandma Oon ha letteralmente insultato Keaw dal primo momento (dimenticandosi che ha la bellezza di due nipoti che si divertono ad andare ai concorsi di bellezza) che la ha vista, se non ti sta bene quello che sta dicendo non aspettare la fine per risponderle. Da questo punto di vista sarò sincera, preferisco l’altra grandma, perché almeno lei è di più larghe vedute (e non me ne frega nulla del trauma di Oon, considerando che già la volta questa sua superiorità le si è ritorta contro). Prima di passare all’argomento clou di questa serie parliamo un momento di una delle scene più belle della serie, quando la grandma Eid ha detto “voi Juthateph siete dei gentiluomini” per poi scordarsi che i primi due si sono accasati (parzialmente) in un bosco, uno ci ha proprio dormito assieme (stavolta non in senso biblico) e l’altro diciamo nella stessa baita nei boschi. E as I said, i boschi ci sonno anche qua. Onestamente è tipo un me tra “dormire nei boschi” per la parte dei padri.
E ora parliamo di lei, il personaggio più ben riuscito della serie, ovvero quel personaggio che odierete dall’inizio alla fine della storia, che vi chiederete come mai la devo permanere nella storia dei figli, ovvero: MARATEE. Maratee è il personaggio più ben riuscito della storia perché ovviamente è quello che ha più spessore. Lo spessore di un super cattivo? Ovviamente, però uno spessore. Molto spesso. Lei è cattiva, falsa, pianificatrice… insomma tutto quello che noi vorremmo essere quando messe davanti a questa situazione, perché diciamocelo, nessuno è così generoso da essere un santo in questa situazione anche se vorremmo (e sicuramente nessuno di noi verserebbe dell’acido sulla sua rivale, questo è poco ma sicuro). Insomma, anche se il personaggio lo si odia in maniera viscerale, credo sia l’unico con un po’ di spice (almeno un pelo). Detto ciò passiamo ad alcune scene clou della serie di Maratee: primo mi è piaciuto molto vedere il suo downfall, nel senso che lei parte come la figlia di un tizio ricco, futura promessa sposa di un altro tizio ricco eppure ecco che per delle sue scelte (perché è vero che Yos la porta in quel locale, ma è lei che decide di restarci da sola e di accettare il drink) questa storia diventa la sua rovina, però siamo onesti, non è sicuramente colpa di Chat e di Keaw. Parliamo un momento del suo rapporto con Yas, da un lato mi sarebbe piaciuto si fossero messi assieme (un po’ come i miei tesori JackAnnie nella storia di Jak), però credo sia per il tipo di storie che venivano scritte del 2013, sia per il fatto che comunque la storia non è scritta per andare in quel verso, sono contenta che non siano spuntati assieme alla fine. Ora però ammetto una cosa, piuttosto che con Maratee io il mio nipote lo preferirei orizzontale, e questo prima di diventare la mistress dell’altro, perché quello probabilmente è il minore di tutti i problemi (almeno guardando la serie con un occhio occidentale). La scena comunque più bella di tutta la serie resterà sempre il nonno che dice “ah no, Maratee io non la voglio come nipote in law”, dopo che aveva passato anni a costruire una perfetta immegine davanti alle vecchie.
Bene, ora, a parte una Kate sporadica che come sempre è una santa, direi che possiamo finalmente passare alla prossima parte.

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Finnish Papa
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apr 29, 2025
6 di 6 episodi visti
Completo 0
Generale 5.0
Storia 4.0
Acting/Cast 8.0
Musica 6.0
Valutazione del Rewatch 1.0

Non mi ha convinto

Storia lentissima e abbastanza superficiale/melensa su dinamiche familiari in crisi e rimedi per poter sopravvivere a solitudine, sensi di colpa, errori propri e/o di altri. Non mi ha convinto né la storia, né il ritmo, né la protagonista principale che ha sempre e solo la stessa espressione di donnina infilzata ... l'ho guardata fino in fondo perché (per fortuna) dura poco, ma non la riguarderei.
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Loving, Never Forgetting
0 persone hanno trovato utile questa recensione
mag 30, 2022
34 di 34 episodi visti
Completo 0
Generale 10
Storia 10
Acting/Cast 10
Musica 9.5
Valutazione del Rewatch 10

Le diverse facce dell'amore famigliare

Questa storia è intessuta talmente bene che si può paragone a un lampasso il cui sfondo è il mondo agguerrito degli affari su cui si intrecciano amori incondizionati , amori negati e rudezza affettiva, di profondi attaccamenti e risentimenti figliali , di maternità colorate da abnegazione o irrigidite da rivincite, di rivalità fra fratelli senza esclusioni di colpi e di faide famigliari che alla fine fanno sortire un disegno variopinto da cui risalta la pacificazione, la tenerezza, la solidarietà, la capacità di perdono e l'armonia nell'anima.
Dalla prima fino all'ultima punta puntata, scorrono tutte attrattive e ben concatenate con ritmo fluido senza inutili ne pesanti ritorni, senza salti in avanti che creano buchi di azione e ciascuna puntata suscita quantità di sentimenti ed emozioni variegate: rabbia, tenerezza, indignazione, ammirazione, benevolenza, disprezzo, stima, solidarietà perché gli attori recitano in maniera alquanto coinvolgente e sono adatti al ruolo che ricoprono sia per aspetto fisico che per carattere.
Magistrale è il ruolo del protagonista maschio, Lee Zongmu, la cui voce oltretutto è grave e pacata allo stesso tempo anche nei momenti più tesi e risentiti sa esprimere calma ed emana il carisma del leader fra fredda razionalità e distacco spietato da una parte e intenso coinvolgimento emotivo misurato e vigorosa affettività dall'altra . Adoro la voce bassa penetrante e carezzevole del padre Xian Yi e il suo sguardo benevolo. La protagonista, Wu Tong ha una voce suadente e un comportamento grandemente benevolo, perfino troppo remissiva sopratutto all'inizio dove prova eccessiva soggezione verso l'implacabile Zongmu di cui è innamorata da sempre a cui è grata per averle dato quel figlio che adora e che è il suo intero mondo proprio perché è l'unico filo che la collega a Zonghmu. . La madre e nonna , Li Zhining, è tanto tagliente e repulsiva con la voce quanto invece amorevole nello sguardo. Inacidita dal suo amore disatteso, non ha mai smesso comunque cullarlo in cuor suo.
Non ho trovato un solo attore spiacevole da guardare, sono tutti seducenti.
Ho guardato questa serie su Dramacool e le canzoni di inizio e fine puntate sono adatte al tema e piacevoli ma mancano nel mezzo delle puntate dove si leggono solo le parole delle canzoni; ciò non inficia però il piacere di guardare le scene e, inoltre ci sono musiche di pianoforte e strumentali che accompagnano le scene e le arricchiscono di emozioni.
Raramente do un alto punteggio al rewatch perché non mi piace ripercorrere una storia che conosco, ma qui sì, perché mi ha talmente attratta e coinvolta questa serie ricca di eventi e stati d'animo che ho desiderato riguardarne alcuni pezzi e varie puntate provando sempre la stessa piacevolezza. Una sola pecca è la poca verosimiglianza del risveglio dal coma di Xian Jun incompatibile con la realtà: rimanere fintamente nel come in ospedale senza che i medici se ne accorgano è impossibile.

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An Oriental Odyssey
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giu 2, 2022
50 di 50 episodi visti
Completo 0
Generale 6.5
Storia 5.5
Acting/Cast 8.0
Musica 7.0
Valutazione del Rewatch 6.0

Comincia bene ma poi si perde

Classico esempio di qualcosa che comincia bene e finisce malissimo, anche perché non è del tutto chiaro come vada realmente a finire, e perché. Per conto mio, sono rimasta col dubbio. Se avete già visto Legend of YunXi potete capire cosa intendo.

La prima metà della serie è molto gradevole: c’è intrigo, mistero, lo sbocciare di amori contrastati. I due protagonisti maschili principali sono molto piacevoli alla vista, anche se Zheng Ye Cheng è decisamente di categoria superiore, specie perché sanno perfettamente come vestirlo e acconciarlo per farlo rendere al meglio. Gli attori sono abbastanza convincenti, i costumi sono gradevoli, le musiche e le canzoni orecchiabili.

Il giocattolo però si rompe quando l’azione si sposta nel secondo regno. Se prima c’era stato qualche peccatuccio di incoerenza, tutto sommato scusabile, nella seconda parte dell’opera si assiste al più completo sfacelo. La trama diventa una noiosa, lunghissima, infinita ammucchiata di mille assurdità assortite, a partire dalle bestie magiche per arrivare ai viaggi nel tempo, passando per perdite di memoria selettive, mentre tutti i personaggi cominciano (o continuano) a comportarsi in maniera assurda, spesso macchiettistica.

Ho perso il conto delle volte che qualcuno si è infiltrato in “sorvegliatissimo” territorio nemico senza essere visto né tanto meno fermato. Persone di rango, che dovrebbero essere accompagnate da una scorta, si cacciano da sole in situazioni pericolose, e così via… Molto carino, però, e per una volta non telefonato, il colpo di scena finale. Quello mi è piaciuto.

Aggiungo che alla protagonista principale è stato affidato un personaggio non troppo simpatico. Accade spesso, in questi drama: la protagonista è un’egoista capricciosa e infantile, che si comporta male col protagonista maschile per 9/10 dell’opera. Stancante. Anche il povero ufficiale Zhang Yu Jian è stato decisamente trascurato nella seconda metà dell’opera: il suo personaggio, che prima era carismatico, acquista improvvisamente il fascino e l’incisività di un pesce mal lesso, specie perché i nuovi costumi, che stanno tanto bene al protagonista, su di lui sono semplicemente ridicoli. Fossi in lui, farei causa alla produzione…

Ad ogni modo, drama che rimane sulla sufficienza solo per la prima parte, perché la seconda trascina terribilmente i piedi. Ho fatto una fatica terribile a finirlo e, come detto in principio, non sono nemmeno certa di come sia realmente finito!

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I'm Real Song Joong Ki
0 persone hanno trovato utile questa recensione
giu 4, 2023
2 di 2 episodi visti
Completo 0
Generale 7.0
Storia 8.0
Acting/Cast 9.0
Musica 6.0
Valutazione del Rewatch 2.0

Simpatico, guardare Song Joong Ki è sempre un piacere!

Simpatico show, da vedere quando si hanno un paio di orette scarse in cui scollegare il cervello e guardare qualche carineria.

Song Joong Ki va a Tokyo da solo (beh, in realtà con almeno mezza dozzina di personale di staff!) per visitare diversi luoghi ma, soprattutto, per mangiare e farci vedere i vari cibi proposti in loco. Passiamo così per omurice, udon, sushi, sake, uova cotte nell’acqua sulfurea e varie altre prelibatezze.

Nel contempo, ci offrono delle mini interviste, in cui Song Joong Ki ci parla di famiglia, ricordi, carriera, benché all’epoca (2010) fosse praticamente solo agli inizi.

L’idea che ci facciamo di questo ragazzo, all’epoca ventiseienne, è di una persona molto dolce e simpatica, cortese con tutti e soprattutto col suo staff. E, non conoscendolo affatto, non si può fare a meno di chiedersi se sia così davvero o se sia tutta scena… Ad ogni modo, il suo sorriso è veramente contagioso!

Certo, non è uno show da rivedere: di bellezze paesaggistiche si vede veramente poco, e anche vederlo mangiare, dopo un po’ perde fascino. Ma, per i fan di questo attore, può essere sicuramente un modo soddisfacente di completare un percorso e poter dire: Ho visto tutto di lui, ma proprio tutto!

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Love by Chance
0 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
apr 26, 2024
14 di 14 episodi visti
Completo 0
Generale 6.5
Storia 6.5
Acting/Cast 7.5
Musica 7.0
Valutazione del Rewatch 6.0
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Valutazione e recensione valgono sia per la serie che per il suo sequel. Una BL dalla classica impostazione accademica, con una pairing principale che funziona per metà: la metà valida è data dal personaggio di Ae, davvero ben costruito nella parte iniziale della serie. Interessante l'evoluzione del suo personaggio e come viva il suo rapporto con Pete e il graduale processo di comprensione dei propri sentimenti nei confronti dell'altro ragazzo. Caratterialmente non viene stravolto, ed è una cosa che ho davvero molto apprezzato. Anche Pete, suo malgrado, resta coerente dall'inizio alla fine...ma lo dico in modo negativo, perchè l'ho trovato un personaggio davvero piatto e inconsistente, al limite dell'irritante: una piantina grassa che non ha un pensiero suo, non prende una posizione che sia una. Oltre alla coppia principale, c'è poi un pairing secondario, che nella prima serie per certi versi mi aveva affascinata più dei protagonisti. Trattasi di Tin e Can, insoliti ma accattivanti, che lontanamente - ma molto, molto lontanamente - un po' mi ricordavano uno dei miei pairing preferiti (Win/Team di UWMA e protagonisti del sequel Hemp Rope/Between Us). Peccato per il sequel, sì dedicato a loro, ma che per i primi 7 episodi ripercorre quanto già accaduto nella prima serie, cercando di offrire angolazioni diverse ma creando non poche discrepanze con le scene originali, e i restanti 7 episodi vedono tutti i lati positivi del duo disperdersi piano piano per terminare nella coppietta degna del più classico e melenso cliché. Un'opportunità persa, dunque. Concludendo, una serie che tra le basi qualcosa aveva azzeccato (il personaggio di Ae e il match Tin/Can) ma che oltre a non sfruttare il potenziale finisce anche per perderlo per strada. Peccato.

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Twenty Five Twenty One
0 persone hanno trovato utile questa recensione
ago 11, 2022
16 di 16 episodi visti
Completo 0
Generale 8.5
Storia 8.5
Acting/Cast 8.5
Musica 7.0
Valutazione del Rewatch 5.0

Storia di amicizia e primo amore!

Fin dal inizio mi aspettavo una storia d'amore e così è ma è molto di più.La storia racconta più l'amicizia quella vera e innocente pronta ad affrontare tutto e superare ogni avversità.Racconta la vita dietro uno sport come la scherma,i sacrifici,le gioie e i dolori che provano gli atleti.Le due schermartici si odia e si amano e lottano per raggiungere i loro obiettivi.
Poi c'è la storia d'amore che ci mette tanto a nascere nel vero senso e comunque non lo trovata proprio come storia principale.Lei e piccola lui un po' più grande ma la vita l'ha fatto diventare presto adulto,lei è sola con una mamma assente e lui pure tutto solo con la famiglia separata.Si conoscono ,si sostengono prima come amici e poi come coppia ma l'amore non basta quando si allontanano.La loro storia la racconta i diari di lei letti dalla figlia.Sono belli insieme e gli attori sono stati bravissimi.
C'è anche una storia d'amore secondaria molto dolce che avrà un bel happy ending e che ho adorato.
Un drama molto nostalgico che farà sicuramente ricordare a tutti qualche estate di quando si era giovani e ci ha segnati in qualche modo.
Drama commovente e motivante,una piacevole visione.

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Law School
0 persone hanno trovato utile questa recensione
set 24, 2022
16 di 16 episodi visti
Completo 1
Generale 10
Storia 10
Acting/Cast 9.5
Musica 10
Valutazione del Rewatch 10
Raramente ho trovato una drama di stampo legale così interessante e ben fatto. Law School è una produzione Netflix, e forse per questo si spiega l’impostazione dell’opera che, ai miei occhi di profana, è parsa di stampo molto occidentale.
So che c’è stato chi si è lamentato della complessità della trama, che alcuni trovano inutilmente intricata. L’unica cosa che posso dire è che non è una serie che si possa guardare col cervello scollegato, perché esige tutta, o almeno la maggior parte della nostra attenzione. Solo allora si potranno apprezzare le sottigliezze della trama, dei colpi di scena, spesso preparati con molto anticipo, e la deliziosa complessità dei rapporti interpersonali. E’ vero, come dice uno dei personaggi, che l’ambiente legale è tutto sommato ristretto, almeno in questo drama. Chissà se è vero che intere famiglie in Corea si dedicano alla professione forense, ma non vedo perché no, visto che esistono dinastie simili anche in Italia. Con queste premesse, è facile che in una università legale si concentrino studenti e professori provenienti dalla stessa cerchia o addirittura dalla stessa famiglia.
Quella che inizia con un omicidio all’università di giurisprudenza si rivela ben presto una vicenda molto più intricata del previsto, con radici molto profonde e lontane nel tempo. La sceneggiatura sapiente ci porta per mano alla scoperta di varie verità, più o meno vere, più o meno false. I professori, ma soprattutto gli studenti della scuola, avranno il loro da fare per scoprire i retroscena di situazioni sempre più difficili e pericolose, tra accuse di omicidio e di crimini vari e assortiti, passando per frequenti minacce alla propria libertà e financo alla propria vita. In questi scenari i rapporti di amicizia e familiari verranno messi a durissima prova.
Le trame sono fitte e a volte chi pareva tirare le fila dei giochi si rivela essere in realtà nient’altro che una pedina. I buoni della situazione dovranno fare squadra per salvare la situazione e la pelle, ma fortunatamente la produzione ha ritenuto di concederci un lieto fine, senza lasciare troppi fili appesi. Soprattutto, il ritmo delle vicende è ben strutturato e se, arrivati alla fine, sembra che manchi qualcosa, è solo perché in questo universo si sta così bene che si sarebbe voluti restarci dentro molto più a lungo e già guardando la sigla finale ci si sente in crisi d’astinenza. Spero proprio che ne facciano una seconda serie, con gli stessi attori. Purtroppo, pur avendo avuto una buona accoglienza, quest’opera non ha ricevuto il massimo dei voti, che meriterebbe molto più di altre simili, ma non allo stesso livello.
Già, gli attori. Sia i principali che i secondari hanno fatto generalmente un buon lavoro, anche se alcuni personaggi, come la madre di Kang Sol (B), il malvivente Lee Man Ho interpretato da Jo Jae Ryong, o il politico Ko Hyeong Soo, interpretato da Jung Won Joong, sono forse un pelino troppo caricati. Specialmente riguardo al collerico politico, ci si domanda come possa essere arrivato così in alto, vista la sua completa mancanza di diplomazia, la tendenza agli scoppi di rabbia e all’esagitazione. Però come malvagio della situazione bisogna riconoscere che ha fatto un buon lavoro: lo si odia veramente.
Ma, soprattutto, l’attore principale Kim Myung Min (professor Yang Jong Hoon), ha saputo ben interpretare un personaggio inizialmente molto respingente, esigente, duro oltre i limiti della maleducazione e, francamente, molto pieno di sé. Ma sarebbe molto riduttivo fermarsi alla prima impressione e, infatti, ben presto il nostro rivela di essere un burbero benefico quasi da manuale. I suoi metodi, per quanto poco accomodanti, hanno lo scopo e l’effetto di costringere gli interlocutori, e specialmente gli studenti, a pensare, cercare soluzioni alternative, linee di pensiero diverse dall’ordinario. E, dallo svolgersi dei fatti, possiamo dire che, almeno ai fini del drama, i suoi metodi non convenzionali funzionano.
La protagonista Kang Sol (A), interpretata dalla bravissima Ryu Hye Young, ci viene presentata inizialmente come una studentessa mediocre, una completa outsider dell’ambiente, provenendo da una famiglia povera. Nonostante le difficoltà e i complessi che comparativamente la sua situazione genera, si riscatterà mettendo in campo acume e impegno, risolvendo più di una situazione. Kim Eun Sook, la sua professoressa di diritto civile interpretata dall’ottima Lee Jung Eun, ci riserverà più di una sorpresa. Sono sempre quelle insospettabili…
Diversi personaggi sono accuratamente approfonditi, ne conosciamo progressivamente i pensieri e i retroscena, e anche di alcuni dei delinquenti più incalliti vengono forniti particolari che li rendono, se non simpatici, almeno temporaneamente meno disprezzabili.
Mentre si dipanano le fila di un [i]whodunit[/i] da manuale, l’opera porta avanti una spietata critica del sistema sociale e giudiziario coreani. Siamo in una scuola di giurisprudenza, le citazioni di leggi e sentenze si sprecano, ma gli autori ci guidano all’interno di questi labirinti portandoci per mano a scoprire le intricatezze legali senza mai annoiare, anzi, lasciandoci la distinta impressione di aver imparato qualcosa.
L’azione è supportata da un comparto musicale veramente azzeccato. I crescendo che sottolineano le sequenze più tese e le musiche che accompagnano ricerche e scoperte sono da manuale, spesso sottilmente inquietanti, e ci sono diversi titoli molto gradevoli, come [i]X[/i] di Safira.K., [i]We are[/i] cantata da Lee Seung Yoon o, ancora, [i]Monitus[/i] e [i]Justitia[/i]. In realtà, tutto il comparto musicale è altamente suggestivo e dovrei citare ogni singolo pezzo musicale, non solo quelli cantati. Vengono utilizzati molti strumenti, come violini o, addirittura, quella che pare essere una spinetta.
Occorre poi citare la magnifica cinematografia che, con l’uso sapiente delle inquadrature, delle transizioni, dei movimenti della macchina da presa, dei colori, ha saputo creare un prodotto non solo intelligente, ma anche molto gradevole agli occhi.
In sunto, un’opera che mi sento di raccomandare a tutti coloro che non disdegnino di impegnare nella visione di un drama qualcosa di più del minimo cervello indispensabile. Se quello che cercate è una serie intelligente, che faccia pensare, gradevole da guardare e da ascoltare, non andate altrove: è qua.

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Completo
Sh**ting Star
0 persone hanno trovato utile questa recensione
da weirde
feb 12, 2023
16 di 16 episodi visti
Completo 0
Generale 6.5
Storia 6.0
Acting/Cast 7.0
Musica 5.5
Valutazione del Rewatch 5.5
Questa recensione può contenere spoiler

Carino, ma non sa decidere cosa vuole essere

Il drama è carino e i personaggi presi singolarmente sarebbero pure molto simpatici. Il problema è che questo drama non ha una trama, ha solo dei filoni narrativi piuttosto semplici e a volte fin troppo sintetici, che non hanno una vera e proprio direzione chiara verso un certo tipo di finale. La coppia principale è quella che funziona di meno, perchè in teoria il loro rappprto dovrebbe partire come conflittuale e poi risolversi in amore, ma in realtà mancando un vero conflitto motivato in modo serio all'inizio e palesato da entrambi i personaggi (solo lei è veramente fredda lui le sbava dietro fin da subito solo la stuzzica un po) tutto il resto decade e non funziona come dovrebbe. Tutti credono già che stiano insieme, lui è chiaramente cotto di lei e la freddezza di lei non viene spiegata se non dopo parecchie puntate con un motivo piuttosto futile (che tra l'altro comporta che lei avesse dovuto ammettere a se stessa di amarlo quindi come può non rendersene conto ora?) che viene liquidato con tre parole di lui ed è subito idillio. Ok. Quindi per il resto dele puntate si porta avanti il filone narrativo di questa coppia infilandoci due stalker veramente scarsi come stalker, un amico morto, una madre malata terminale con ciu lui è in super conflitto e il problema manteniamo segreto il nostro rapporto perchè sono famoso e tu potresti cadere vittima dei miei fan, motivo che nel finale viene poi liquidato senza spiegazione. I filoni narrativi delle coppie secondarie sono molto più corerenti e funzionano di più, ma anche lì, sì carini ma non travolgenti.

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ClaireBell
0 persone hanno trovato utile questa recensione
gen 11, 2026
8 di 8 episodi visti
Completo 0
Generale 9.0
Storia 8.5
Acting/Cast 9.0
Musica 9.0
Valutazione del Rewatch 9.0
Una serie da cinema. Spettacolo puro e costruito con intelligenza. La fotografia è stupenda, la sceneggiatura ben studiato e i dialoghi...i dialoghi, finalmente ci sono dialoghi sensati.

E´ doveroso però dire anche che ci sono delle storpiature e delle brutture. Alcune scene sono davvero cringe, come quelle in cui ci sono le guardie carcerarie che sembrano dei pupazzi alla mercé della prigione.
Alcuni escamotage come quello del luogo abbandonato all´interno della prigione per permettere alle due protagoniste di avere momenti intimi sono un po´ una forzatura, ma abbastanza comprensibile.

Le scene romantiche sono ben fatte: sono grintose, audaci e sporche (in senso buono). La chimica delle due protagoniste rispecchia un po´ questo modus.

Questa serie ha portato su un altro piano le serie GL.
E sarà difficile d´ora in avanti vedere tutte quelle serie GL mediocri che escono a fiotti.

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Ningen Hyohon
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mar 1, 2026
5 di 5 episodi visti
Completo 0
Generale 10
Storia 9.0
Acting/Cast 10
Musica 10
Valutazione del Rewatch 10

Arte vs Follia: dove finisce la poetica dell’artista e inizia la psicosi dell’omicida

Nel primo episodio c’è stata quella crisi di sopraffazione estetica, quel senso di dissolvimento dell’io che Stendhal descrisse davanti alla bellezza che ti sovrasta e ti smonta, un’esperienza che qui ha attraversato il confine tra schermo e inconscio.
È come se qualcuno avesse camminato nella mia testa, fosse entrato in un incubo e l’avesse trasformato in una installazione artistica.
Quindi, per me, la serie ha smesso di essere intrattenimento ed è diventata un’intrusione sconvolgente.
Tra tutte le farfalle che ho scoperto nell’arco narrativo, la Red-Bodied Swallowtail, la “rossa velenosa” che le altre swallowtail, innocue, ne copiano l’aspetto, è il pretesto per raccontare il fulcro relazionale che lega tutti i personaggi in un ciclo di imitazione tossica, solo per sentirsi riconosciuti.
In fondo, tutti inseguono lo sguardo dell’altro per amore o per riconoscimento, ma quello sguardo è sempre mediato dall’arte, fredda, ideale, immortale, e mai dall’umanità calda, imperfetta e amorevole.
Uno dei migliori thriller che ho mai visto: disturbante, triste e doloroso, in cui la bellezza non è un velo sull’orrore ma è l’orrore stesso che si traveste da arte. Ed è crudele e inutile perché avvelena, provocando un conflitto interno tra disgusto morale e fascinazione estetica che ti spacca il cuore e ti lascia con la nausea, il tutto condito con una colonna sonora che ti scava nel cervello.
Mi piacerebbe leggere il libro per saperne di più ma purtroppo non lo trovo.

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I'll Find You on a Beautiful Day
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da alis89
24 giorni fa
16 di 16 episodi visti
Completo 0
Generale 8.5
Storia 8.5
Acting/Cast 8.5
Musica 8.5
Valutazione del Rewatch 8.5

Una pausa con una tazza di tè caldo in una giornata d’inverno

In un piccolo villaggio di campagna, dove tutto è coperto dalla neve, esiste una graziosa e accogliente libreria il cui proprietario è Eun-seob. È proprio in questo paesino che Hae-won fa ritorno: lei suona il violoncello e abita a Seoul, ma stanca del forsennato modo di vivere di città, si rifugia nella sua vecchia casa di famiglia.
L’incontro con Eun-seob, che assapora le giornate con ritmi molto più lenti rispetto a quelli frenetici degli abitanti della capitale, fra una tazza di caffè e la lettura di un libro, comincia a far riflettere Hae-won sulla direzione che ha preso la sua vita.
Proprio come la protagonista, questo drama vi farà rallentare dai vostri mille impegni quotidiani.
E nonostante il paesaggio completamente bianco, vi scalderà il cuore con le sue puntate.
Insomma, è come una pausa con una tazza di tè caldo in una giornata d’inverno.

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