Hostage thriller & satira politica. Oltre la romance: vi spiego quello che nessuno ha scritto.
Snowdrop IN VERITA' è un hostage thriller, una satira politica e un laboratorio del potere. Oserei dire che la componente romantica è fortemente sbilanciata, presente ma al 30%.Come serie tv è probabilmente uno dei drama che mi ha fatto cambiare idea più volte durante la visione. Sono partita pensando di trovarmi davanti a una delle tante storie romantiche idol-centriche osannate dal fandom e, nei primi episodi, ero persino tentata di abbandonarlo. Il romance non mi coinvolgeva, la chimica tra i protagonisti mi sembrava debole e il ritmo era estremamente dilatato.
Eppure, episodio dopo episodio, ho iniziato a rendermi conto che stavo guardando la serie dalla prospettiva sbagliata, perchè Snowdrop* non è semplicemente una storia d'amore (o avrei droppato al quarto).
È un hostage thriller costruito su un impianto politico, con una forte componente di satira del potere, alla maniera dei grandi registi moderni.
Ed è questo l'aspetto che, a mio avviso, merita davvero attenzione.
Il vero protagonista è il potere, o meglio, il modo in cui la serie rappresenta il potere: ogni personaggio cerca continuamente di dominare qualcuno e, nello stesso tempo, subisce il dominio di qualcun altro.
È una dinamica che si ripete ossessivamente a tutti i livelli delle varie gerarchie sociali rappresentate.
Sul piano internazionale assistiamo allo scontro tra Corea del Nord e Corea del Sud, che utilizzano gli esseri umani come semplici pedine sacrificabili. All'interno dell'ANSP i superiori schiacciano gli inferiori, salvo poi vedere questi ultimi trasformarsi, una volta ottenuta una promozione, in copie dei loro stessi oppressori (rappresentate in modo volutamente grottesco e caricaturale). Il personaggio di An è emblematico: da uomo quasi ridicolo e servile assume progressivamente atteggiamenti sempre più autoritari, cambia linguaggio, postura, modo di relazionarsi con gli altri.
Lo stesso meccanismo si ripete tra i politici, che si tradiscono, si ricattano e si usano reciprocamente. Persino le mogli dei politici riproducono una gerarchia ferocissima: la " ape regina" domina le altre, ma appena perde potere viene immediatamente aggredita da chi fino al giorno prima le era sottomessa.
La dinamica continua persino nel dormitorio: la cantante esercita il proprio potere sociale su Bun-ok, la centralinista. Bun-ok, appena intravede una possibilità di rivalsa, inizia a bullizzare Young-ro e la stessa cantante. È un ciclo continuo di sopraffazione.
Per questo motivo considero Snowdrop quasi un piccolo laboratorio psicologico sul potere.
La serie mostra con grande lucidità come chi viene umiliato non diventi necessariamente più empatico. Molto spesso, appena ne ha l'occasione, riproduce sugli altri lo stesso schema di dominio che ha subito. Questa è probabilmente la riflessione più interessante dell'intera opera ed è il motivo della mia alta valutazione nonostante tutte le falle.
La satira politica che funziona 👌🏼
Molti personaggi politici sono volutamente caricaturali. All'inizio questo mi aveva infastidita, ma andando avanti ho capito che quella scelta non nasceva da incapacità, bensì da una precisa volontà satirica.I politici discutono continuamente di consenso, elezioni, prestigio personale e lotte interne mentre decine di ostaggi rischiano la vita. Le mogli credono agli indovini, si convincono di assurde profezie sulle "tredici vergini" e prendono decisioni completamente scollegate dalla realtà.
Sono scene volutamente grottesche, e molte finali ricordano un po' i codici teatrali del teatro dell'assurdo.
La serie sembra suggerire che il vero potere non sia solo crudele, ma anche profondamente ridicolo. È una satira feroce dell'élite politica.
La sceneggiatura ambiziosa 📓
Ho apprezzato molto l'idea generale. L'intreccio politico è decisamente più ambizioso della media dei drama romantici. Le alleanze cambiano continuamente, nessuno è realmente innocente e tutti sembrano disposti a sacrificare qualcun altro pur di sopravvivere. Mi è piaciuto anche il modo in cui alcuni dettagli vengono seminati con largo anticipo.
Ad esempio il custode apparentemente innocuo, mostra fin dai primi episodi elementi che fanno sospettare un ruolo molto più importante. Sono piccoli indizi che invitano lo spettatore più attento a formulare ipotesi.
Dove la sceneggiatura perde credibilità 🙂↕️
Nonostante l'ottima idea di fondo, la serie presenta alcune scelte narrative che mi hanno convinta poco.
La prima riguarda il rapimento del professor Han. Successivamente viene rivelato che Su-ho conosce già la situazione del figlio del professore e può usare questa informazione per convincerlo a collaborare. Questo rende il precedente tentativo di rapimento molto meno convincente, perché il ricatto psicologico appare una strategia decisamente più efficace e meno rischiosa rispetto a un'operazione armata con morti e feriti.
Un altro punto debole riguarda Tae-dong.
Nel momento in cui decide di tornare in Corea del Nord per salvare la sorella, il ragionamento mi è sembrato poco coerente.Sa perfettamente che gli agenti falliti vengono eliminati e conosce troppi segreti per essere lasciato vivere. La serie aveva già spiegato che, morendo come martire durante la missione, la sua famiglia sarebbe stata protetta. Di conseguenza il suo ritorno appare una scelta meno logica e meno sicura rispetto al sacrificio immediato.
E tanti altre soluzioni mi sono sembrate logicamente poco plausibili. Ci sono poi alcuni momenti in cui il realismo fisico viene completamente sacrificato. Ferite gravissime vengono superate con una facilità difficilmente credibile, personaggi in condizioni disperate continuano a combattere come se nulla fosse e alcune scene sembrano appartenere più al melodramma che al thriller.
Il romance è la parte meno riuscita 🖤
È proprio qui che la serie, secondo me, mostra il suo limite principale. Non sono riuscita a percepire una reale chimica tra i protagonisti. Il problema non è tanto l'idea dell'amore impossibile, quanto la sua costruzione. Molte svolte emotive mi sono sembrate poco preparate, senza un percorso reale che porti da A a C, si salta il passaggio intermedio.
Il rapporto tra Su-ho e Young-ro viene spesso raccontato attraverso rallenty, primi piani, musica romantica e lunghe sequenze contemplative, ma raramente ho avuto la sensazione che il loro legame poggiasse su qualcosa. Paradossalmente ho trovato molto più profondo e di spessore il legame con la Dottoressa Kang.
È come se la regia cercasse continuamente di suggerire emozioni che la sceneggiatura avrebbe dovuto costruire con maggiore gradualità.
Interpretazioni 🎭
Anche il cast mi ha lasciato impressioni contrastanti. Jung Hae-in funziona molto meglio nelle scene thriller che in quelle romantiche, è questa la sua cifra ora l'ho capito.
Il suo personaggio acquista spessore quando emergono il conflitto morale, il senso del dovere e la tensione politica. Tra le interpretazioni migliori metto anche Joo, Kang Cheong-ya e Bun-ok ( non è un'attrice di livello ma ho toccato con mano la sua bravura più qui che in lovely runner e altre scempiaggini rom com dove è sempre la stessa). Pur essendo uno dei personaggi che ho detestato di più, è interpretata con sufficiente credibilità da risultare realmente irritante.
Al contrario, molte interpretazioni secondarie mi sono sembrate eccessivamente enfatiche. Politici, mogli e diversi personaggi istituzionali finiscono spesso per sfiorare la caricatura. Per quanto riguarda Jisoo, ho trovato convincente la leggerezza iniziale del personaggio, la tempra, la sua agency, ma decisamente meno efficace la gestione delle scene più drammatiche.
Una storia con un simile peso emotivo avrebbe probabilmente beneficiato di un'interprete con maggiore esperienza. Non ha dato al suo personaggio spessore, agency, credibilità, plausibilità, ha solo, purtroppo devo dare ragione alle varie recensioni qui dentro, PIANTO. Quando apprende di notizie traumatiche piange e corre, pessima, non doveva iniziare con un ruolo così difficile e la regia doveva chiederle qualcosa in più.
ASPETTI TECNICI ( NESSUNO LI HA SPIEGATI, TE LO SPIEGO IO) 🎞️ 🎥
Dal punto di vista tecnico, è una serie di buon livello, ma non sempre la regia riesce a valorizzare il materiale narrativo.La fotografia è elegante e la ricostruzione degli anni Ottanta è molto curata. Gli interni del dormitorio, gli uffici dell'ANSP e gli ambienti istituzionali restituiscono un'estetica coerente e riconoscibile, contribuendo a creare un'identità visiva forte.
La regia alterna con efficacia le sequenze di tensione a momenti più intimi, ma mostra anche alcuni limiti stilistici. In particolare fa un uso molto frequente di primi piani, rallenty e inquadrature estremamente ravvicinate degli occhi e dei volti. In alcuni casi questa scelta funziona e amplifica il conflitto interiore dei personaggi; in altri, invece, appare più come un esercizio di stile che come una reale esigenza narrativa. Alcune inquadrature sembrano ricercare l'impatto estetico senza aggiungere nuove informazioni.
Quando invece si passa ai momenti passati dei personaggi il formato pellicola cambia, fateci caso.
Se vi chiedete perché vi sono tre ragioni plausibili per la modifica del rapporto d'aspetto (aspect ratio): l'immagine si restringe lateralmente, dando la sensazione di diventare più "quadrata". Inoltre cambia anche la resa dell'immagine, che appare leggermente più morbida e con una grana diversa.
Lo scopo è segnalare immediatamente allo spettatore che siamo in un altro tempo narrativo, senza bisogno di didascalie tipo "tre anni prima". È un linguaggio cinematografico: appena cambia il formato, il cervello capisce che è un ricordo o un evento passato.
Il secondo scopo , secondo me, è evocare la memoria. Un formato più stretto richiama inconsciamente fotografie, vecchie pellicole, filmati d'epoca. Dà ai ricordi un carattere più intimo e "chiuso", quasi come se fossero incorniciati.
Il terzo riguarda il significato psicologico. Il presente, girato in widescreen, appare più aperto e caotico; il passato, invece, è più ristretto, come se il personaggio fosse imprigionato nel ricordo. È una metafora visiva piuttosto elegante.
Paradossalmente, a volte, nelle scene in cui sarebbe stato utile soffermarsi maggiormente sulle espressioni degli attori, la regia sceglie spesso di non farlo, lasciando alcune emozioni soltanto suggerite invece che realmente vissute. Molte scene riprendono il personaggio visto di spalle o da angolature particolari, questo corrisponde ad una scelta estetica e ad un sottotesto: guardarsi le spalle, il personaggio è minaccioso , ambiguo, non ha buone intenzioni.
Anche il montaggio risente della durata complessiva della serie. Molte sequenze risultano dilatate oltre il necessario e alcune trattative si protraggono per diversi episodi, con una fisiologica perdita di tensione narrativa. Personalmente ritengo che un hostage thriller di questo tipo avrebbe tratto beneficio da una durata più contenuta.
La colonna sonora accompagna con discrezione la narrazione senza risultare particolarmente memorabile. I brani orchestrali utilizzati durante le fasi thriller funzionano e sostengono efficacemente la suspense.
Nel complesso assegno alla regia 8/10: elegante dal punto di vista visivo e tecnicamente solida, ma talvolta troppo compiaciuta nella forma e poco incisiva nel raccontare le emozioni.
Nel complesso ho deciso generosamente , nonostante i difetti, di dare un 8/10
Non perché lo consideri un capolavoro privo di difetti. Anzi. E' eccessivamente lungo , diluito e la visione mi è risultata spesso faticosa, non l'ho divorato e alcuni episodi mi hanno annoiata, ho persino premuto il tasto avanti nelle scene romantiche, mi sono sembrate un voltafaccia improvviso. Il problema di questo lavoro è che segue troppo la sceneggiatura: riesci proprio a vedere che ogni personaggio ha una funzione anche se le evoluzioni non vengono mostrate e la protagonista non ne ha nessuna. Quello che intendo dire è che gli eventi sono messi lì anche se non sono plausibili o scelte credibili in quel momento, deve accadere e basta e va bene così. E' un limite grosso per una serie che mostra dei buoni valori di produzione: una scenografia molto fedele e curata al periodo storico cui si riferisce.
Il romance non mi ha coinvolta, alcune motivazioni narrative mi sono sembrate deboli e diverse interpretazioni avrebbero potuto essere molto più incisive.
Eppure credo che il valore dell'opera stia altrove. Nella rappresentazione del potere. Nella satira politica.
Nel modo in cui ogni personaggio, dal presidente fino alla centralinista del dormitorio, tenta continuamente di imporsi su qualcuno più debole.
È questa la vera intuizione del lavoro, ed è proprio questa intuizione, più della storia d'amore, ad avermi convinta ad alzare il voto finale.
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Molto divertente
Ok gente, lo dicono tutti quindi sarà pure un parziale remake del coreano What’s wrong with Secretary Kim. E allora? Magari poi mi vado a vedere pure quello. Ora però parliamo di quest’opera.E’ una commedia brillante, non priva di elementi drammatici. La trama è abbastanza fluente e brilla per l’assenza di lunghe storie dedicate ai personaggi secondari. Non abbiamo il tempo di rimpiangere la coppia principale, i due protagonisti sono quasi sempre in scena. Ed è’ chiarissimo fin da subito che c’è una, e una sola coppia possibile.
Se al secondo protagonista maschile è affidata una parte granitica e una mimica facciale poco espressiva, la protagonista femminile è molto gradevole come aspetto e recitazione, ma chi veramente regge l’intera opera sulle spalle è Fiction Guo. La sua interpretazione del signorino narcisista, vanesio e prepotente, così sicuro delle proprie abilità e del proprio aspetto da essere ridicolo e insopportabile oltre ogni dire, è veramente perfetta.
Il fatto è che, a prima vista, questo ragazzo non sembrerebbe adatto per la parte. Diavolo, ha un paio di orecchie a sventola che svergognerebbe Dumbo: come potrebbe essere così avvenente? Ma, ben presto, ci si rende conto che il suo viso è veramente piacevole e delicato e, soprattutto, si viene conquistati dai suoi manierismi. Alla fine, è proprio questo difetto a renderlo più attraente. In un mare di ragazzi perfezionati dalla chirurgia plastica, forse ha fatto bene a non aggiustare questo suo tratto distintivo.
Ad ogni modo, è una commedia che scorre in maniera interessante, senza trascinare troppo le vicende. Ci sono diversi momenti molto divertenti e, pur senza gridare al miracolo, la visione è tutto sommato molto piacevole. Non sono purtroppo assenti dei momenti in cui la trama viene fatta progredire aggiustando certe situazioni non si sa bene come. Non sono assenti coincidenze e deux ex machina, e troviamo gli onnipresenti cliché del tipo vecchi amici d’infanzia dimenticati, antiche stragi e vendette e così via, ma tutto sommato a mio parere il lavoro è abbondantemente promosso. Il fatto che si tratti di soli 24 episodi di durata inferiore al normale (circa 30 minuti di spettacolo) aiuta a mantenere scorrevole il tutto.
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Strong Woman Do Bong Soon
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Lo adoro
Forse ad oggi il mio drama preferito, perfettamente bilanciato in ogni sua parte. Ok, ammetto che la protanista femminile l'ho amata meno del protagonista maschile (MinMin), ma lui l'ho adorato così tanto che da solo bastava a mettere in cima questo drama. Lo rivedo spesso e lo trovo sempre bello. C'è commedia, azione, un pizzico di soprannaturale, diverse trame che si intrecciano nel modo migliore, un triangolo amoroso per niente fastidioso (cosa rarissima), la coppia principale è adorabile e il loro raporto di dipana nel modo giusto, e anche i personaggi secondari hanno i loro momenti in cui brillare. Veramente uno dei drama che amo di più, è proprio ciò che cerco in un drama, ha veramente tutto ciò che mi piace.Questa recensione ti è stata utile?
Che sia un BL è secondario
Due gemelli con una potente (forse troppo?) connessione reciproca vengono divisi da bambini quando si separano i genitori: il forte e deciso Black resta con la madre, che è una giudice, e White, un po' più timido e remissivo, va col padre diplomatico in Russia. Dopo diversi anni, White torna in Thailandia per iniziare la carriera, solo per scoprire che il fratello Black è in coma all'ospedale dopo un pestaggio. Consigliato dall'amico Todd, si sostituirà al gemello, infiltrandosi nella sua gang per cercare di scoprire chi l'abbia ridotto così. Ma, se pur uguali nell'aspetto, caratterialmente i due non potrebbero essere piùopposti, e i sospetti non tardano a fiorire.
Ci sono opere che trascendono da ogni definizione. Definire Not me un BL sarebbe, oltre che restrittivo, anche fuorviante. Quest'opera è fuori dal coro per molti aspetti.
Il gioco dei gemelli, dei quali uno prende il posto dell'altro, è condotto veramente molto bene, anche per la stellare interpretazione di Gun. Questo splendido attore, che neanche nei suoi giorni peggiori dimostra i 27/28 anni che probabilmente aveva quando ha girato questo drama, ha saputo interpretare con infinite sfumature due personaggi così uguali nell'apparenza ma così lontani nel carattere, in modo tale che, anche con abiti simili, si capiva immediatamente se si trattasse di Black o del suo gemello White.
Togliamoci subito il sassolino dalla scarpa, per poi continuare a tessere le lodi di questo drama: la visione sociologica presentata e le teorie sposate dai ragazzi (e quindi dagli autori) sono forse un pelino troppo semplicistiche e infantili; alcune situazioni e soluzioni sono effettivamente un po' troppo accomodanti nei confronti del lieto fine desiderato, lieto fine che, ad ogni modo, rimane per un certo verso piuttosto sospeso. La situazione familiare di White e la sua carriera nel mondo della diplomazia scompaiono presto dal radar, si ha l'impressione che la maggior parte di questi ragazzi viva un po' in una bolla, come accade ai personaggi di tanti anime. Anche i cattivi sono abbastanza blandi e vengono sconfitti un po' troppo facilmente, ma l'impressione che si ha è che siano un pretesto per avere un qualcosa contro cui battersi allo scopo di mostrare il mutare dei rapporti fra i ragazzi e di presentare una determinata situazione sociale.
Se in un drama cercate completa coerenza e mancanza di fili appesi, forse Not me non farà per voi.
Né pensate di trovare una sequela infinita di baci e situazioni erotiche, perché non è il caso: pochi i baci, e forse una scena di letto piuttosto edulcorata. In realtà non si è sentita affatto la mancanza o la necessità di qualcosa di più spinto perché c'era talmente tanta carne al fuoco di qualità superiore che non è stato necessario farsi distrarre.
Non sono al corrente della situazione socio-politica thailandese ma, se viene presentata in questo modo, un fondo almeno di verità dovrà esserci.
Ci troviamo sostanzialmente all'interno di un gruppo di rivoluzionari che cerca di abbattere con le proprie azioni un losco figuro, industriale monopolista e neanche tanto segreto signore della droga. Esistono continui e pesanti riferimenti alla corruzione e al marciume imperante, contrapposti alle fatiche e ai dolori della classe proletaria. Non ci si ferma qui: vi è anche una pesante critica verso la discriminazione nei confronti dei disabili e dei rapporti non etero.
Non mancano alcuni momenti divertenti, ma Not me si sviluppa su diversi livelli, spaziando da quello di protesta sociale passando per i vari temi dell'amore, in tutte le sue forme, dell'amicizia, del cameratismo, dell' espiazione, dell'assunzione delle proprie responsabilità e probabilmente di qualcos'altro che ora mi sfugge.
Né si può dire che l'opera non sia stata girata con dovizia di accorgimenti tecnici e artistici. Molte scene colpiscono con forza sotto la cintura e non solo per l'ottima interpretazione dell'intero cast, ma anche per l'uso sapiente di luce, ambientazioni, inquadrature. Difficilmente dimenticherò la scena del rapimento nel retro del van. Una parte importante viene assunta anche da alcune scene di danza e da diversi dipinti e graffiti, che sottolineano i concetti di protesta sociale portati avanti dall'opera. Anche la colonna sonora vanta tracce molto piacevoli.
Ho gradito particolarmente la presenza di un personaggio trans non relegato a ruolo umoristico e la presenza di coppie etero, che hanno evitato l'assurdo effetto che fanno molti drama del genere, in cui sembra che ogni e qualsiasi maschio che cammini su questa Terra debba essere per forza gay. I personaggi femminili in quest'opera hanno una valenza personale che non è relegata ad azione di disturbo nei confronti della coppia principale omosessuale.
E' un'opera che a mio personale parere rappresenta una perla rara non solo nel panorama dei BL ma in quello generale dei drama Thai. Nulla da dire contro i BL ambientati nelle scuole (che comunque appaiono di sfuggita anche qui), ma uno scenario diverso dal solito, con argomenti e dichiarazioni pesanti come macigni, per quanto mi riguarda è il benvenuto.
Dopo aver doverosamente parlato di Gun, è giusto anche tessere le lodi di Off, uno splendido Sean, e di First, un ottimo Yok, ma tutto il cast maschile e femminile ha dato veramente il massimo e ha contribuito al successo di quest'opera, il cui unico difetto vero, ai miei occhi, è di non avere altri 14 episodi. Purtroppo pare non sia previsto un sequel.
Ho orecchiato qua e là che le puntate siano state tagliate in corso d'opera, passando da 16 a 14, e questa può essere una delle cause che hanno determinato l'abbandono di alcune situazioni in corsa, e alcuni dei problemi che ho citato prima.
Non abbasserò la mia votazione per questo. Sono manchevolezze che si notano ripensandoci in seconda battuta: mentre guardi il drama la prima volta, la tensione e l'immedesimazione ti agganciano come un rampino da arrembaggio. Personalmente mi sento un po' come un mercantile saccheggiato dai pirati: la serie è finita e sapere di non avere un nuovo episodio da guardare, e di dover abbandonare quelli che sono diventati i miei beniamini, mi riempie di una gran sensazione di vuoto.
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Non ho capito il motivo, ma so solo che la nuova versione ha rovinato e stravolto la storia originale.
Le due attrici sono bravine e hanno una buona chimica, ma la scelta di regia e di sceneggiatura rendono la serie un po´ raffazzonata. Il minutaggio e il low budget rendono evidenti i difetti tecnici.
Tuttavia la trama è carina, leggera e il personaggio testardo e pragmatico di Mook è una novità nel panorama GL.
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Al inizio questo drama mi ha letteralmente sconcertato. Vedere un Rene Jialun in un drama storico in veste da cattivo era totale novità per me. Poi man a mano la storia si sviluppa e le cose diventano chiare. Sicuramente un drama nelle mie corde, la storia, recitazione, sceneggiatura, le musiche!! Le musiche... le ho amato profondamente ❤️Il finale.... un altro drama che non si dimentica 💔😭
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Jaa, Anta ga Tsukutte Miro yo
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Carino e realistico, ma non posso immedesimarmi in loro
Drama carino, molto realistico, sui rapporti di coppia, codipendenza, indipendenza, preconcetti, maturazione di se stessi. Talmente realistico da mettere quasi tristezza perchè non edulcora nulla. La vita di coppia e la vita da single sono entrambe complicate così come la ricerca della propria felicità o capire i propri sentimenti. Dove finisce l'amore e inizia l'abutudine? Dove l'affetto diventa amore o l'amore si ristrasforma in affetto? Tutte domande che ci siamo posti e a cui il drama in fondo non da alcuna risposta si limita a mostrare come navigano questi dubbi due persone in particolare, ma ognuno di noi è diverso e ognuno di noi deve cercare di trovare le sue risposte. Uno slice of lice drama ben fatto, ma che non mi nè sorpreso nè intrattenuto, nè ha trattato questi temi con occhio diverso da quello di altri drama, telefilm o film simili. Anzi lo fa in modo molto calmo e razionale, forse fin troppo. Quests è uno di quei casi in cui il gap culturale tra occidente e oriente si sente molto. Noi italiani avremmo vissuto le stesse situazioni modo molto diverso.Questa recensione ti è stata utile?
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Un k drama di ottima qualita', affronta il tema dell'autismo con realismo, delicatezza, chiarezza e un pizzico di comicita'. La storia d'amore che coinvolge la protagonista non e' centrale ma di contorno. Ritmo ne alto ne basso, adeguato alla narrazione, alcuni elementi possiamo guidicarli come prevedibili ma nel contesto stanno bene e non annoiano troppo. Personaggi secondari potevano essere approfonditi di piu'. Un ottimo prodotto a cui manca qualche cosa per essere eccelso. Attendo con ansia la 2 stagione che dovrebbe uscire nel 2027. Questa recensione ti è stata utile?
Squid Game Season 2
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Era necessaria una seconda stagione?
Recensito da: Jade IG: _dramalia_“Qualcuno mi salvi dalle seconde stagioni!”
È più o meno quello che ho pensato alla fine di Squid Game 1. Secondo me non c'era bisogno di avventurarsi su un terreno impervio come quello di creare una seconda stagione per un prodotto che era stato rivoluzionario e magnifico, appassionando centinaia di migliaia di spettatori da tutto il mondo. Perchè? Prima di tutto perché di solito la prima è sempre la migliore ed eguagliare un prodotto già quasi perfetto è davvero difficile. Secondo perché lo sceneggiatore Hwang Dong-hyuk non aveva previsto alcun seguito e non ha partecipato allo script successivo. Netflix glielo ha chiesto, lui ha voluto un sacco di soldi e loro hanno detto: “sì, ma col cazzo. Abbiamo i diritti bello, ciaone!” (I dialoghi sono frutto di immaginazione.) Perciò, senza il creatore originale, pensavo che sarebbe stato tutto un gran minestrone e in parte avevo ragione. “Squid Game 2” parte lento e noioso, non appassiona e fa fatica a ingranare, complice anche la brevità dei suoi sette episodi contro i nove della prima. Tutto ciò perché? Ovviamente perché Netflix vuole lucrare, impaccarsi di soldi, creando un hype per la seconda parte, che da parte mia non è così attesa come si può pensare. Certo, non ho disdegnato, ma non sono neanche andata in brodo di giuggiole come tanta gente. Prima di tutto bisogna partire col dire che era tutto finito con Gi-hun (il vincitore dei giochi) che promette vendetta agli organizzatori del gioco. Ora lo ritroviamo praticamente trincerato in un bunker, alla ricerca di quello che è il reclutatore (Gong Yoo per gli amici), colui che lo spedì sull'isola maledetta. Per farlo impiega una considerevole parte delle sue vincite e una banda di malviventi dal cuore d'oro. Personalmente sarei andata alle Maldive a godermela, ma i gusti sono gusti. Ci dicono che sono anni che va avanti la ricerca e che non ha mai dato i suoi frutti. Insieme a lui anche il poliziotto (Wi Ha-joon) quasi morto è sulle sue tracce, ma nessuno dei due ha mai avuto successo. La situazione si sblocca quando due malviventi avvistano il reclutatore, una figura di cui non si sapeva niente, che fa una brevissima apparizione nella prima, ma qui ci regala alcuni minuti di tensione da cardiopalma. Gong Yoo è infatti un attore incredibile, espressivo e intenso oltre ogni limite e io lo amo profondamente, anche quando fa il pazzo. La sua performance durante la roulette russa è qualcosa di incredibile, che gli dovrebbe valere un premio. Ma lasciamo perdere le mie preferenze. Il giocatore 456, viene ributtato nei giochi come richiesto, pensando di poter fregare tutti installando un gps in un dente finto, ma non ha fatto i conti con i cattivoni. Lo beccano subito, glielo tolgono e lo buttano in una vasca per esche, attirando i suoi collaboratori lontani dal punto prestabilito. Così, senza la sua scialuppa di salvataggio, lo vediamo nuovamente intento ad affrontare i giochi. Avevo paura che fossero gli stessi, di dovermi sorbire più o meno le medesime dinamiche, invece mi hanno piacevolmente sorpresa, tirando fuori nuove prove sempre cattivissime, ma mai viste. In tutto ciò hanno dovuto inserire anche un cast nuovo di zecca. Sono fioccate polemiche in ogni direzione per la scelta degli interpreti. Da una parte TOP accusato di possesso e uso di droga, ex membro dei Big Bang, fa essenzialmente se stesso: un rapper squattrinato mal visto dalla società che si droga di nome Thanos (ha le unghie dipinte come le gemme dell’infinito!). Un individuo meschino, drogato e assolutamente odioso, che si spera subito crepi dal minuto zero, ma che ci dobbiamo portare dietro per un pezzo. E dall'altra il transgender. Ora, per interpretare Jo Hyeon-ju, non è stato preso un vero trans, ma un attore con i controcazzi come Park Sung-hoon (ha fatto una quantità di roba assurda, se non sapete chi è andate subito a cercarlo, capre!). L'uomo che ha reso il personaggio egregiamente, rendendolo uno dei più amati della serie, è stato ampiamente criticato. Lo sappiamo tutti che in Corea non sono proprio aperti di mente su questo genere di cose, ma ragazzi se lui è stato bravo! È uno dei pochi a cui mi sono affezionata. Oltre alle critiche mosse agli attori, abbiamo anche le critiche di Jade. Pensavate di esservela scampata eh? Vi sbagliavate. Ebbene sì, ho trovato la scelta di tagliare a sette puntate davvero sbagliata per la continuità del drama. Non si riesce ad affezionarsi ai personaggi, la loro caratterizzazione è sommaria e non ci vengono regalati bellissimi flashback delle loro vite disagiate, ma sommi racconti raffazzonati. Mi meritavo decisamente di più, anche perchè così non posso disperarmi quando muoiono nei giochi. In tutto ciò ovviamente c'è sempre l'infiltrato. Se nella prima era il vecchio, ma si scopriva solo alla fine, qui abbiamo il Frontman che s'insinua dal primo momento come giocatore 1. Già solo l'opposizione dei numeri dovrebbe far riflettere. Lee Byung-hun è un grandissimo attore, che qui, in coppia con Lee Jung-jae, ci regala una performance davvero strabiliante. Si sono proprio frugati per questo cast, non posso dire niente. I due instaurano una sorta di alleanza e noi, che sappiamo chi si nasconde dietro la faccia sorridente di giocatore 1, passiamo le sette puntate in tensione costante del tradimento. Vi giuro, io avevo l'ansia a un certo punto, ma è il bello del gioco. Con le storie secondarie della nonnetta cazzuta, della ragazza incinta con l'ex lì, e l'aggiunta di una regola bastardissima che apre lo scenario a giochi mentali e violenza gratuita, “Squid Game” è nel complesso un ottimo prodotto. Regge il confronto con la prima? Non del tutto. Ho aspettative per le altre puntate? Ovviamente. Sono ansiosa di vederle? Non molto. Ho paura che rovineranno tutto nel finale e che non contenti, ci piazzino una terza stagione solo per portarsi a casa un malloppo di soldi da capogiro. Si sa che sono avidi, esattamente come i protagonisti del secondo gioco più cattivo di sempre. Fatevene una ragione, il primo rimane “Alice in Borderland” e per me è e sarà sempre migliore di “Squid Game”, uno due e diecimila che siano.
Non mi avrete mai!
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Leggero e intrigante, divertente ed appassionante!
Gran bel drama che mai ha annoiato, soprattutto dalla ventesima puntata in poi, è un crescendo di situazioni che presto si risolvono fino ad arrivare al clou delle ultime puntate, che già potevamo intuire.Gli attori sono stati davvero bravi, ci sono state scene di grande recitazione come quella della disperazione della zia di Jian Si quando viene smascherata e della Principessa Reale quando poi morirà, bravissime attrici.
La coppia non l'ho trovata particolarmente affiata, non ho percepito il feeling che a volte c'è fra due attori che si intendono in scena, peccato perché è una gran bella storia d'amore.
Zhang Wan Yi l'avevo già conosciuto in Lost you forever 1 e 2, dove ho apprezzato moltissimo il suo modo di recitare, la sua voce vellutata, il suo modo di muoversi e guardare le persone a seconda del momento, molto personale. si è rivelato un attore di ottimo livello.
Jing Tian l'ho percepita ad un livello inferiore rispetto a Zhang Wan Yi sebbene sia stata molto brava, ma qualcosa non mi ha convinto.
La storia nel suo complesso è convincente, presenta qualche buco, ma si può perdonare perché alla fine ogni puntata fa venire la voglia di vedere la successiva.
I costumi sono bellissimi, cosi come le locations, le musiche carine ma non indimenticabili.
Cosa importante, il finale è assolutamente soddisfacente! Ed è una rarità per i drama cinesi che, se anche finiscono bene, risolvono il finale in pochi secondi a meno che non lo lascino aperto, cosa che non mi piace.
E' un drama da vedere perché non è pesante e appassiona.
Come sempre un grande grazie alla traduzione del team italiano!
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Sicuramente domani
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da vedere
Come nel tempo e nelle difficoltà si costruisce un rapporto profondo. Come, delle volte, nel corso della nostra vita prendiamo decisioni anche se non avremmo voluto e delle quali poi ci pentiamo, ma che ci fanno crescere.MI è piaciuto particolarmente, e ringrazio di non essere venuto a leggere prima le recensioni altrimenti non lo avrei visto.
Mi ha coinvolto, facendomi fare una gran bella maratona :D
Consiglio di vederlo per tutti i romantici, assolutamente.
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Le mie oppinioni della parte finale sulla seconda coppia.
Allora bello dall'inizio alla fine, le 2 coppie sono state fantasia. Oea però parliano della seconda coppia, il finale di merda, io speravo in qualcosa del tipo che si riconciliavano, che andassero a vivere insieme con il bambino, non che appena si contrano l'alpha abbraccia soltanto l'omega e non fanno vedere cosa accade dopo, potrebbe essere successo quello che ho scritto ma perché non farlo vedere. Io sperò che facciano uno speciale per far vedere il matrimonio della prima coppia e la riconciliazione della seconda coppia.Questa recensione ti è stata utile?
I rapporti interpersonali al centro
Già mi pare di sentirvi: Oh, no, un altro di quei drama dove la ragazza si traveste da uomo per vendicare la famiglia! Ed è proprio così, e la cosa sarà fonte di guai e risate, ma è solo una piccola parte di quello che è questa piccola perla di drama, ingiustamente sottovalutato.Se vi piacciono crimini e misteri, indagini e scoperte, complotti e colpi di scena, non potete esimervi dal dare una possibilità a questa serie. Costumi e ambientazioni sono consoni alla storia, ma gli attori sono magnifici.
La coppia principale, ma anche le spalle, sono veramente belli e, soprattutto molto bravi. Ma questo sarebbe nulla, se non interpretassero personaggi di spessore. E invece, non possiamo fare a meno di amare, per esempio, il principe che cerca di convivere coi problemi causatigli dal suo shock post traumatico, nascondendosi dietro una falsa nomea di innocuo dongiovanni per sopravvivere agli intrighi di corte.
E’ una storia che narra sì anche l’evolversi di rapporti di coppia, ma che verte molto anche su legami fraterni, grandi amicizie e rapporti di fiducia reciproca. Nel frattempo, si svolge una vicenda ricca di suspense e copi di scena. La lunghezza è media, perciò non siamo costretti ad assistere a circonvolute e noiose vicende relative a personaggi poco interessanti che stanno lì solo per allungare il brodo. La storia procede relativamente spedita, tenendoci incollati alla sedia in un crescendo continuo fino al soddisfacente finale.
Una serie da guardare. Davvero.
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Storia fantasiosa carina e piacevole.
Drama corto ma molto carino.Un drama fantasy che parla di streghe buone che vivono nel nostro mondo e che per proteggersi non si mischiano con gli umani.
Ma chiaramente capita che la steghetta più giovane si innamora proprio di un umano ma non è un umano qualsiasi e la loro storia non sarà facile ma e dolce e loro sono carini e simpatici,più lei perché lui a tratti è insopportabile e imbranato ma in fondo è un bravo ragazzo.
Le nonnine della storia sono tropo buffa ma la loro presenza rende tutto più interessante.
Sicuramente un drama da vedere per stancare tra una visione e latta di drami più drammatici e per farsi qualche risata.
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Non è una storia d'amore
Anche se all'inizio può ricordare un rom-com, è tutto fuorchè una storia d'amore. Il perno su cui tutto ruota è il risollevamento di un'azienda di videogiochi che è andata in bancarotta. Punto. L'argomento più trattato è sicuramente il lavoro: la ricerca di esso, la difficoltà di sapersi imporre all'interno di questo ambiente, cosa vuol dire ritrovarsi di punto in bianco senza lavoro, il fatto di ritrovarsi in una seconda famiglia data dal gruppo di lavoro, etc.La storia a me è piaciuta molto. Ho trovato molto interessante l'argomento trattato e come è stato affrontato: in alcuni punti mi sono ritrovata molto quindi diciamo che il lavoro su questo drama è stato fatto abbastanza bene.
Consigliato, sì ma ATTENZIONE, NON è UNA STORIA D'AMORE XD
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