Completo
Hyde, Jekyll, Me
2 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
mar 11, 2024
20 di 20 episodi visti
Completo 1
Generale 7.0
Storia 6.5
Acting/Cast 7.5
Musica 7.0
Valutazione del Rewatch 7.0
Questa recensione può contenere spoiler

Quando il troppo stroppia e i pregi diventano difetti

L'idea alla base della serie non è nuova - come dice il titolo si ispira al noto Dr.Jekyll e Mr. Hyde - ma la chiave di lettura sembra avere un buon potenziale di partenza: un Jekyll freddo, cinico, egoista e per nulla empatico e al contrario un Hyde che invece di essere un alter ego malvagio viene dipinto come un eroe, un salvatore, costantemente permeato da sorrisi e buone intenzioni.
Un meccanismo rovesciato che mi ha incuriosita e che già dopo i primi episodi mostra un ulteriore inversione: Seo Jin non è poi così freddo e calcolatore come si sforza di apparire e d'altro canto l'altruismo di Robin non è proprio così smisurato. Un doppio flip che sembra voler rimettere tutto in discussione, gettando l'idea che "la verità non è quella che appare". In realtà, alla fine, la verità si troverà un po' nel mezzo.
A condire la storia ci sono dei buoni temi a supporto: la psicanalisi, i ricordi del rapimento durante l'infanzia, con tematica poliziesca annessa.
Tanti aspetti positivi, insomma. Eppure...c'è mancato poco che non la terminassi. Il ritmo - non dico incalzante, ma quanto meno coinvolgente - dei primi episodi rallenta a una velocità da crociera. Il giro di boa l'abbiamo a metà serie, con la protagonista che finalmente fa 2+2 e scopre che non esiste alcun gemello, ma sia prima che dopo i tempi sono davvero troppo dilatati, parliamo di 20 episodi che potevano benissimo essere riassunti in poco più della metà. E poiché il troppo stroppia, tutti gli aspetti positivi sopracitati diventano delle zavorre: la questione dell'avvicendarsi dei due sembra voler proseguire all'infinito, la storia del rapimento e del recupero dei ricordi sembra la saga della "storia infinita", la dottoressa segregata, le sedute ipnotiche, ecc... a una certa viene da dire "ok, abbiamo capito, ora però andiamo avanti!". Sostanzialmente è proprio questo dilungarsi esasperante che affossa una serie dalle premesse più che buone. Anche il triangolo amoroso viene trascinato fin quasi alla fine e risolto con un ricongiungimento che non ha il tempo di essere percepito come tale (più che un protagonista che alla fine è sia Robin che Seo Jin, la spiacevole impressione è che lei si sia sposata con Robin per poi trascorrere la vita con Seo Jin). Poteva essere gestito meglio, insomma. In ultimo, c'è davvero un eccessivo buonismo: il dualismo bene/male di Jekyll/Hyde sparisce, e vogliamo far risultare buoni entrambi. Non contenti, anche al padre di Seo Jin viene condonato molto e, perchè no, pure l'amico d'infanzia, che ha fatto da antagonista per buona parte della serie, entra nella squadra dei buoni redenti. Alla fin fine, i cattivi sono tutti spariti, insomma.
Per quanto riguarda i due attori protagonisti, non conoscevo l'attrice ma l'ho apprezzata molto. L'attore che interpreta il Presidente l'ho già visto in altri drama - in primis Suspicious Partner - e lo trovo sempre una valore aggiunto. Quanto a Hyun Bin, servono due parole a parte: l'ho conosciuto nel più acclamato "Crash landini on you", che è stato anche il mio prima k-drama in assoluto, e che ha fatto da apripista a tutte le serie asiatiche che ho visto successivamente. Non avendo termini di paragone, all'epoca, l'avevo trovato ineccepibile - pur nei panni di un personaggio non particolarmente scattante, va detto - ma molti degli altri suoi drama ero finita poi per abbandonarli, ridimensionando la sua bravura a una triste monotonia interpretativa. Con questa serie, invece, si riscatta decisamente: non solo perchè ricopre ruoli diametralmente opposti ma perchè emerge in entrambi tutta quell'energia che mi era sembrata sopita persino nella sua sopracitata serie di maggior successo. Consiglierei questa serie? I primi episodi valgono la pena, ma mettete in conto di non arrivare alla fine.

Leggi di Più

Questa recensione ti è stata utile?
Completo
Mr. Plankton
2 persone hanno trovato utile questa recensione
nov 14, 2024
10 di 10 episodi visti
Completo 0
Generale 10
Storia 10
Acting/Cast 10
Musica 9.5
Valutazione del Rewatch 10
Questa recensione può contenere spoiler

Il coraggio di sopravvivere

Questo drama mi ha acchiappata e trattenuta dai primi fotogrammi e dalle prime battute (ottimo regista e ottima sceneggiatrice, la stessa di It's ok not to be ok) stranamente il triste finale non mi ha fatto piacere meno questo dramma, forse perché l'autrice ce lo propone fin da subito abituandoci così ad accettarlo e valutando il viaggio per quello che è la ricerca e scoperta che l'amore vero esiste e che a volte è la meta la cosa sbagliata che ci impedisce di essere felici. Alla fine è  decisamente un grande WOW .
Questa recensione ti è stata utile?
Completo
The Contact
2 persone hanno trovato utile questa recensione
mar 2, 2025
Completo 0
Generale 8.0
Storia 9.0
Acting/Cast 10
Musica 10
Valutazione del Rewatch 2.0

Visto su piattaforma MYmovies On

Film sotto molti punti di vista splendido, ma non esente da pecche narrative di colore eccessivamente descrittivo e drammatico, quindi può sembrare a tratti stancante, scontato e confuso.
Impreziosito non solo dal miglior cast possibile ma anche da una colonna sonora classicamente da intenditori.
Questa recensione ti è stata utile?
Completo
Kieta Hatsukoi
2 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
apr 24, 2025
10 di 10 episodi visti
Completo 0
Generale 8.0
Storia 8.0
Acting/Cast 8.0
Musica 8.0
Valutazione del Rewatch 8.0

Una storia adolescenziale delicata e sana, coinvolgente e positiva

Adattamento ben riuscito dell'omonimo manga, questa serie si dimostra sana, genuina e piacevolmente diversa dalla moltitudine di BL in circolazione.
Non c'è una trama vera e propria, se non al servizio della storia tra i due protagonisti, ma è giusto così. Il pregio è proprio quello di aver portato in scena una relazione delicata ma bella, positiva, interessante e - soprattutto - priva dei soliti stereotipi o cliché.
In un romance - BL o meno - generalmente tendo a preferire sempre più un protagonista all'altro. In questo caso, invece, li ho amati davvero entrambi allo stesso modo: due caratteri completamente diversi, per molti aspetti complementari, entrambi tratteggiati con accuratezza e linearità.
La storia in sè è semplice, adolescenziale, ma la comunicazione e l'interazione tra i due sono di fatto il perno centrale del drama. Contrariamente alla maggior parte delle serie giapponesi estremamente criptiche ed ermetiche, qui l'aspetto comunicativo è più aperto e diretto. C'è un confronto spesso molto onesto tra i due, al di là dei dubbi e della confusione nella quale si muovono, tipica della reale fase adolescenziale.
Non ci sono drammi creati ad hoc per dare un senso "dovuto" al drama, ma la volontà di dare valore alla crescita personale dei due protagonisti e all'evoluzione del loro rapporto. Il tutto mantenendo quasi sempre una chiave leggera, spesso davvero tenera, a tratti anche divertente, ma non per questo superficiale.
Da una parte abbiamo Aoki, ragazzo genuino e sensibile, sinceramente confuso nel passare dalla cotta per una compagna di classe a quella - innescata per un malinteso - nei confronti di Ida. L'attore, che non conoscevo, si è dimostrato davvero molto espressivo e capace di alleggerire momenti significativi con una mimica davvero tenera e piacevole, capace di strappare un sorriso davati al suo essere "carino", come lo definisce a un certo punto anche Ida. Il personaggio di Ida, interpretato da Meguro Ren, attore che ho già avuto modo di vedere e apprezzare in altri drama - è decisamente più calmo e pacato. Un ragazzo educato, gentile, riservato, più dedito a prestare attenzione ai bisogni degli altri che a comprendere sè stesso. Il fraintendimento che sta alla base della storia lo mette nella condizione di iniziare a interrogarsi su aspetti mai presi in considerazione prima: non si tratta quindi di un cambio insensato dell'orientamento sessuale, bensì l'inizio della scoperta di sè stesso, che va a delineare un ragazzo ancora un po' acerbo nonostante sia nell'ultima fase dell'adolescenza.
Due personaggi indubbiamente positivi e validi che permettono di seguire una storia davvero sana, non artificiosamente drammatica ma sinceramente alle prese con normalissimi dubbi e titubanze.
In conclusione, una serie che dimostra come la capacità di far saltare un battito al cuore - cito sempre Ida - non sia necessariamente vincolata a chissà quali baci appassionati o scene intime. Consigliata a tutti, anche ai non amanti del genere.

Leggi di Più

Questa recensione ti è stata utile?
Completo
Mad Dog
2 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
feb 23, 2026
16 di 16 episodi visti
Completo 0
Generale 8.5
Storia 8.0
Acting/Cast 10
Musica 8.5
Valutazione del Rewatch 8.5

Quando la squadra conta più del caso da risolvere

“Mad Dog” è un piccolo gioiello del 2017 del genere crime coreano, uno di quei drama che rischiano inspiegabilmente di passare inosservati al grande pubblico, forse per via della trama apparentemente poco accessibile, forse perché meno appetibile rispetto ad altre serie patinate, ma che di fatto prende un tema apparentemente piatto – le indagini sulle frodi assicurative – e lo trasforma in un palcoscenico per personaggi memorabili e relazioni umane autentiche. C’è un momento, poco dopo la metà del drama, in cui tutto ciò che è stato accumulato nei primi sette/otto episodi – sospetti, indizi, dinamiche di squadra, ferite non rimarginate – esplode in una sequenza di azione ad alta tensione. Ed è proprio lì che si capisce una cosa fondamentale: questo drama non è davvero sulle frodi assicurative. È soprattutto sulle persone.
La premessa è semplice: Choi Kang Woo è un ex investigatore assicurativo – e prima ancora un ex poliziotto -che ha perso moglie e figlio in un tragico incidente aereo. La compagnia liquida tutto attribuendo il disastro all’atto suicida del co-pilota, ma per lui non è abbastanza. Nasce così la “Mad Dog”, una squadra di investigatori ufficiosi che smaschera chi truffa le assicurazioni. Un lavoro che è anche – e soprattutto – una copertura per fare chiarezza su quanto accaduto nel disastro aereo. La struttura narrativa è classica, soprattutto per i kdrama di quel periodo: i primi episodi alternano casi episodici (piccole truffe, frodi domestiche) con i fili di una cospirazione più grande che lentamente si dipana. Ma la vera forza della serie non sta nei colpi di scena – per quanto ce ne siano, e anche ben congegnati – bensì nel modo in cui costruisce il suo ecosistema umano.
Yoo Ji Tae, attore che ho conosciuto e apprezzato nel ruolo secondario interpretato in “Healer” e, successivamente, anche quale personaggio di rilievo in “Vigilante” (ambedue serie ad alto contenuto di azione e indagini), qui da il meglio di sé: figura centrale che comunica con gli occhi più che con le parole, regala un Choi Kang Woo trattenuto e vulcanico allo stesso tempo. La sua rabbia è una brace che cova sotto la cenere, pronta a divampare quando meno te lo aspetti. E quando finalmente esplode, nelle scene finali, si comprende perché ha trascorso sedici episodi a trattenerla. Il dolore vivo con il quale convive è palpabile, nonché forza motore del suo tirare avanti, con un unico e chiaro obiettivo al quale si dedica completamente, già che i saltuari momenti in cui si lascia andare alla nostalgia dei ricordi sono tanto strazianti da risultare insopportabili.
Poi c’è lui, Woo Don Hwan. E qui bisogna fermarsi un attimo. All’epoca un volto quasi nuovo, ma che già faceva parlare di sè come di una promessa. E con “Mad Dog” quella promessa si è trasformata in certezza. Il suo Kim Min Joon - o Jan Gebauer, volendo utilizzare la sua ufficiale identità tedesca - è un personaggio stratificato e ambiguo, ma indiscutibilmente magnetico. Si presenta come il fratello minore del co-pilota additato quale responsabile dell'incidente aereo, un truffatore cresciuto all’estero in seguito ad adozione, che veste bene, mostra un atteggiamento spavaldo e ha un sorriso compiaciuto, provocatorio o sardonico a seconda dell’angolazione. Ma sotto la superficie dell’apparenza, Min Joon è un giovane solo, ferito, alla disperata ricerca di una famiglia. La sua evoluzione – da lupo solitario a membro integrante del “branco”, già che di “cani rabbiosi” si parla – è il cuore pulsante della storia.
La squadra si completa con Jang Ha Ri (l’Attrice Jang), ex-ginnasta diventata poi investigatrice e con la grinta di chi non molla mai. La chimica con Min Joon è elettrica, per quanto il drama riservi allo sviluppo – o meglio all’accenno – del romance tra i due davvero troppi pochi momenti, ed è un vero peccato. Park Soon Jung (Ghepardo) è il classico duro dal cuore tenero, capace di farti sorridere in una scena e commuovere in quella successiva. On Noo Ri (Pentium) è il giovanissimo genio informatico allergico al sole, tenero e goffo. La forza del drama sta nel far affezionare lo spettatore a questi personaggi così tanto da far passare in secondo piano la vicenda legata a crimini e cospirazioni. I momenti migliori non sono quelli in cui smascherano i colpevoli, ma quelli in cui si scambiano uno sguardo complice, si coprono le spalle, litigano e fanno pace. La “famiglia trovata” è un tropo caro ai drama coreani, ma qui funziona in modo particolarmente autentico.
Certo, non mancano i difetti. La serie ha un problema di ritmo nella parte centrale, quando le spiegazioni tecniche sulle frodi assicurative si fanno più fitte e il gergo legale rischia di appesantire la visione. Tanti sono i dettagli così come i personaggi secondari o di contorno che entrano via via in scena, e la struttura a “gatto e topo” – i buoni sono un passo avanti, poi un passo indietro, poi due avanti – diventa a tratti ripetitiva. Sul fronte dei cattivi troviamo quelli evidenti fin da subito, quelli più insospettabili, ivi compresi coloro che tradiscono la fiducia. Arrivati a un certo punto la distinzione dei due schieramenti diventa netta e il resto del drama si concentra non tanto sul chi dovrà essere punito ma piuttosto sul come arrivare a punirlo, ottenendo così giustizia. Ad ogni modo, tra tutti i cattivi spicca di sicuro Choi Won Young, attore carismatico e di talento che regala un Joo Hyun Gi inquietante al punto giusto.
Nel finale la carica emotiva è decisamente impattante: giustizia è fatta, le cicatrici iniziano a rimarginarsi, Min Joon capisce finalmente di avere un posto nel mondo e imposta le basi per quella relazione fraterna che gli è stata sottratta. Con qualche sorriso e qualche lacrima, la serie trova la degna conclusione senza strafare e senza melodrammi eccessivi. La colonna sonora merita una menzione speciale: la traccia “What I Want” di NiiHwa, caratteristica e orecchiabile, riesce a rievocare l’atmosfera delle notti di indagini e inseguimenti.
In conclusione, è un drama che consiglio a chi ama le storie di squadra e apprezza le Bromance, con personaggi ben caratterizzati che si scelgono l’un l’altro e un crime che non si prende troppo sul serio ma sa essere serio quando serve. Non è però per tutti: chi cerca ritmi serrati o un romance più importante – non nego che quest'ultimo mi sarebbe piaciuto - potrebbe restarne un po’ deluso.

Leggi di Più

Questa recensione ti è stata utile?
Completo
Come Si Dice "Amore"?
2 persone hanno trovato utile questa recensione
da Jade L
gen 24, 2026
12 di 12 episodi visti
Completo 0
Generale 8.5
Storia 8.5
Acting/Cast 9.0
Musica 7.0
Valutazione del Rewatch 8.0
Questa recensione può contenere spoiler

Una bella sorpresa

Mi aspettavo una rom com, un drama leggero ma non è così, probabilmente le promozioni sono state fuorvianti.
Questo fortunatamente non ha inciso nel mio grado di apprezzamento verso questo drama, anzi sono rimasta piacevolmente colpita.
Ammetto che uno dei punti forti di questo drama è assolutamente la scenografia, posti meravigliosi e variegati che ci accompagnano in questa storia d'amore dolce ma travagliata rendendo tutto magico. L'estetica di questo drama è molto bella, tra luoghi stupendi, marchi di lusso come Chanel e outfit dei personaggi stupendi, assolutamente piacevole per gli occhi.
La regia mi è piaciuta molto, soprattutto nella rappresentazione del personaggio di Dorami, lì secondo me la regia toccava i momenti più alti del drama.
Parliamo invece della sceneggiatura, la trama.
Trama che secondo me è originale! Ovviamente non intendo che sia la cosa più originale che abbia mai visto, quello no ma per il panorama dei kdrama soprattuto attuale per me lo è (e ho visto tanti drama).
La sceneggiatura l'ho trovata molto solida fino all'episodio 10 poi purtroppo fa qualche scivolone nel finale ma dopo ci arriviamo, prima parlo delle cose positive.
Il concetto della lingua che non è solo quella che parliamo ma quella della nostra anima interiore che è la più difficile da interpretare, sia per noi stessi ma soprattutto per le persone che ci stanno vicino ma che un pò di sforzo si può interpretare, questa è alla fine la vera trama del drama. Questo concetto che sembra semplice ma non lo è, viene messo in scena in modo geniale e profondo e per quanto mi riguarda anche avvincente.
I protagonisti li ho trovati interessanti perché hanno personalità distinte, questo li porta appunto ad avere problemi nel capirsi ma non solo, entra in gioco anche la salute mentale della protagonista. Per quanto mi riguarda apprezzo sempre tanto quando nei drama ma in generale quando viene trattato questo tema importante. Ritornando alle personalità dei protagonisti la cosa che più ho amato è che sono molto umani da sembrare quasi reali, non sono perfetti ma quella imperfezione che non è fittizia giusto per farti il personaggio grigio ma realistica, anche perché entrambi alla fine non nemmeno così grigi sono appunto semplicemente umani. Lui ad esempio una green flag ma a volte è troppo tagliente con le parole quindi può ferire anche se magari la sua intenzione non era quella. Il loro rapporto si costruisce lentamente, un vero slow burn e io amo questa caratteristica. Ho amato vederli piano piano innamorarsi e crescere come coppia.
I personaggi secondari forse sono a mio pare un punto debole del drama, non mi hanno fatto impazzire, abbastanza semplici e banalotti. Carini ma nulla di eclatante. Ad eccezione di Hiro il cosiddetto second lead sfigato di turno, lui l'ho apprezzato abbastanza anche se serviva principalmente da collante per alcune dinamiche della trama.
Mi è piaciuta molto l'idea di loro che dovevano girare questo reality in giro per il mondo, questo ha reso il drama più bello e affascinante, insomma seconda me le sorelle Hong sono state in gamba nello scrivere questa sceneggiatura.
Un drama che non sarà il capolavoro del secolo ma indubbiamente un ottimo prodotto.
Fine parte senza spoiler.


SPOILER


La scelta dei traumi della protagonista che arrivano dalla famiglia e da lì la nascita di Dorami l'ho apprezzato molto, soprattutto il plot twist della madre che era Dorami, in linea con la storia e non semplice da capire.
Purtroppo non ho amato l'ultimo episodio per alcune scelte, ad esempio i genitori che alla fine sono vivi, brutto da dire ma avrei preferito di no, perché buttarmelo così a fine ep secondo me non ha senso. Più che altro mi ha dato l'impressione come se le sceneggiatrici non abbiano avuto il coraggio di effettivamente narrare una tragedia del genere e così hanno voluto alleggerire però per me risulta forzato.
In generale non ho apprezzato la risoluzione finale della famiglia di lei, che poi alla fine si collega con lui per me potavano evitare, l'ho trovato forzato anche qui.
Anche il fatto che lei alla fine non si faccia curare tramite psichiatra e psicologo sinceramente non mi ha entusiasmato, per me era importante vedere lei che prendeva il coraggio e andava a curarsi e invece no...penso che qui entri molto in gioco la mentalità coreana che su queste cose è molto indietro.
Per non parlare della separazione dei due! Che spero vivamente che in quel periodo non si siano effettivamente lasciati anche se sembrerebbe di sì. Questo cliché lo odio dall'alba dei tempi, riproposto in 90000 drama e basta vi prego...non so forse qui entra in gioco il fattore che loro sono delle sceneggiatrici old school? Non lo so ma non ho apprezzato questa scelta!
Ci sono state altre cosine che non ho amato ma nulla di troppo importante, queste sono le cose importanti che ritengo invece dei scivoloni.
In generale non boccio un drama solo per l'ultimo episodio quindi comunque rimane un ottimo kdrama che ho amato.

Leggi di Più

Questa recensione ti è stata utile?
Completo
The Director Who Buys me Dinner
2 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
nov 13, 2025
10 di 10 episodi visti
Completo 0
Generale 7.0
Storia 6.0
Acting/Cast 8.0
Musica 7.0
Valutazione del Rewatch 6.5

BL coreana a suo modo apprezzabile ma fortemente penalizzata da una brevissima durata

Visione più della durata di un film di media lunghezza che di una serie vera e propria, complessivamente conta 10 episodi da 15 minuti scarsi l'uno, se si considera che ogni episodio parte con un recap dell'episodio precedente seguito dalla sigla.
La breve durata è sicuramente il difetto principale del drama, poichè la storia proposta non ha davvero possibilità di essere presentata e sviluppata in modo soddisfacente. Il coinvolgimento divino, la questione della maledizione, l'attesa per secoli e la reincarnazione sono tutti elementi che - introdotti e gestiti a velocità supersonica - finiscono per rasentare un po' l'assurdo e creare una confusione con effetto non-sense in molti passaggi. Le dinamiche a monte non sono ben chiare e - nonostante un flashback dedicato in uno degli ultimi episodi - non chiare rimarranno. Lo stesso personaggio di Denis non verrà mai spiegato bene, per cui il suo comportamento rimarrà in molti casi un mezzo punto di domanda. Il cast è ridotto all'osso e le interazioni con i personaggi secondari pure, poichè lo scarso tempo a disposizione viene investito - comprensibilmente - tutto sui protagonisti. Il finale, nel suo complesso, ci sta.
Detto questo ho trovato la recitazione davvero molto buona, i due attori protagonisti - generalmente abituati ad essere personaggi secondari di supporto se non addirittura comparse - mostrano di meritare a pieno titolo il ruolo principale, e non mi spiacerebbe vederli impegnati in qualcosa di più corposo.
Al di là della trama, che dicevo è concentrata e semplificata al punto da penalizzare fortemente l'apprezzabilità della storia, le modalità relazionali che si sviluppano tra i due, per quanto anch'esse affrettate, sono decisamente gradevoli. E' un tipica BL coreana dove l'approccio e l'interazione tra i due protagonisti è al contempo delicato ma emozionante. In questo senso mi ha ricordato molto drama quali "Jun and Jun", piuttosto che "Cherry blossom after winter", "Our dating sim" o "Semantic error". Tutte serie con tanti elementi positivi comuni ma tutte piuttosto brevi - a memoria non vanno oltre gli 8 episodi, quantomeno non della durata breve come in questo caso - ed è un fattore che andrebbe davvero riconsiderato. Le BL coreane personalmente mi piacciono molto, ma meritano indubbiamente un investimento maggiore, altrimenti il risultato avrà sempre i soliti limiti legati alla durata e, di conseguenza, a un mancato approfondimento dei contenuti della vicenda e della credibilità della storia stessa.
Detto questo resta una visione che, pur veloce e difettosa, permette di apprezzare svariati momenti. A patto di affrontarla con piena consapevolezza dei limiti, non mi sento proprio di sconsigliarla.

Leggi di Più

Questa recensione ti è stata utile?
Completo
Love for Two Lives
2 persone hanno trovato utile questa recensione
ago 25, 2023
32 di 32 episodi visti
Completo 0
Generale 8.0
Storia 8.5
Acting/Cast 8.5
Musica 7.0
Valutazione del Rewatch 8.5

Commediola isekai talmente sciocchina da essere godibile e divertente

Effettivamente non si può dire che si tratti di una serie con significati profondi, insegnamenti e quant'altro. E' tutto molto lineare e poco impegnativo, ai limiti dell'assurdo e oltre, ma condotto con una leggerezza che rallegra il cuore.
Non ci sono Big boss di grande spessore e alla fine non tutti i cattivi fanno la fine che dovrebbero meritare, anche se per almeno uno di essi siamo portati a provare un moto di simpatia. Però purtroppo occorre segnalare come, e accade troppo spesso, ad una persona sovrappeso sia assegnato un ruolo comico di persona volubile, infantile, di scarsa intelligenza, e che si abbuffa in maniera incivile. Body shaming all'opera. Quando poi vediamo certe attrici al limite - e forse oltre - dell'allerta medica per eccessiva magrezza, il paragone non potrebbe essere più stridente. Specie quando si parla di palazzi del potere, ci si domanda come certi scriccioli possano portare a termine le gravidanze che occorrono per produrre i tanto desiderati eredi. Non è questo il caso, comunque, qui ci si batte per il potere e basta. I figli verranno dopo.
Gli attori hanno fatto un buon lavoro, specie considerando che si tratta di un drama con episodi brevissimi, e quindi senza grandi mezzi, sia a livello di cast, che di costumi e ambientazioni. Ad ogni modo, pur trattandosi di una serie secondaria, è una produzione che si difende bene e, per certi versi, decisamente migliore di tante produzioni ben più importanti e osannate, ma che non sono riuscite a centrare l'obbiettivo. Qui il focus è una storia romantica e divertente, che riesce ad intrattenerci benissimo. Obbiettivo raggiunto.
Il finale non è così scontato come si potrebbe pensare, e forse è una delle parti più deboli di tutta la serie, perché lascia in sospeso un paio di problematiche non secondarie e, negli ultimi 5 secondi, crea un moto di fastidio verso la protagonista. Forse hanno voluto lasciare spazio per una seconda stagione che però, al momento, ancora non c'è. Ad ogni modo, lo show è concluso anche così, e concluso bene.
Trattandosi di un drama così breve, non impegnerà troppo del nostro tempo e, come intermezzo riposante, magari fra altre serie emotivamente più impegnative, sarà un'ottima boccata d'aria fresca.


Leggi di Più

Questa recensione ti è stata utile?
Completo
Marriage, Not Dating
2 persone hanno trovato utile questa recensione
feb 27, 2025
16 di 16 episodi visti
Completo 0
Generale 7.0
Storia 6.0
Acting/Cast 8.0
Musica 8.0
Valutazione del Rewatch 5.0
Come dire... Sinceramente non capisco per nulla i voti alti che sono stati dati, ma andiamo con ordine e soprattutto dal mio punto di vista. Il drama è vecchio, si vede che lo è anche per come sono gestite le cose (un po' alla soap opera) ma per la maggiore si fa vedere lo stesso. Non posso dire di averlo pienamente apprezzato perchè purtroppo mi sono ritrovata a skippare/velocizzare certe scene altrimenti non ne uscivamo più. La storia ricca di clichè e umorismo era esattamente quello che cercavo ma qui è stata calcata troppo la mano. La comicità è demenziale, a volte fa ridere davvero altre vorresti lanciare il pc fuori dalla finestra. Al sesto episodio pensavo di essere molto avanti con la storia invece ero ancora lì e questo mi ha scoraggiata perchè già volevo vederne la fine! Quindi ho un po' faticato a finirlo, ma sono cmq felice di averlo fatto. Nel mare di tira e molla, scene imbarazzanti oltre ogni altro dire e una protagonista stupida a livelli osceni, ho trovato degli argomenti e delle situazioni che hanno stuzzicato la mia curiosità e convinto a non mollarlo a metà: vengono introdotte tematiche per nulla semplici da trattare e benchè non sembrerebbe, non si risolvono in maniera superficiale. Alcune cose erano davvero interessanti!
Ad alcuni personaggi mi sono anche affezionata, nonostante tutto, quindi sono contenta di aver finito l'opera anche se a mio parere non è granchè e anche se non si merita chissà che voto. Una commedia stupida romantica che ad un pubblico in cerca di un puro passatempo senza troppe pretese potrebbe andar bene.

Leggi di Più

Questa recensione ti è stata utile?
Completo
Anata wo Korosu Tabi
2 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
10 giorni fa
6 di 6 episodi visti
Completo 0
Generale 8.0
Storia 7.5
Acting/Cast 8.5
Musica 8.0
Valutazione del Rewatch 7.5

Un viaggio bello e brutale allo stesso tempo

Drama BL giapponese tratto dall'omonimo manga con la Yakuza che fa da sfondo alla vicenda narrata: Kataoka Kinji, giovane boss carismatico e impulsivo, amato dai suoi uomini ma considerato un ostacolo nella lotta per la successione dal figlio del capo, viene mandato a nascondersi dopo lo scontro con una gang rivale e affidato alle cure di Odajima Ren, un membro stoico ed enigmatico del clan incaricato di guidarlo, proteggerlo e... Ucciderlo.
Otto rapidi episodi che fanno pensare a un road movie noir, dove la tensione tra dovere e devozione si fa palpabile. Il viaggio dei due si satura di lunghi silenzi che nascondono dubbi e domande che non dovrebbero osare porsi.

A livello del cast, ottima prova di recitazione di ambedue gli attori protagonisti: hanno saputo rendere credibile ogni sfumatura che caratterizza il proprio personaggio.
Il Kataoka di Wada Masanari è una ventata d’aria fresca nel panorama dei boss della Yakuza: lontano dal classico uomo cupo e distante, sorprende con battute irriverenti, un'aria spensierata e un sorriso malizioso che nasconde però un uomo che cerca di mantenere viva la propria umanità in un mondo che punisce la gentilezza, consapevole del tradimento che lo circonda ma caparbiamente deciso a non ripagare la crudeltà con il sospetto. È un personaggio complesso, che passa dalla spavalderia alla fragilità con una naturalezza impressionante.
L’Odajima di Takahashi Hiroto è un giovane uomo che a prima vista risulta freddo e distaccato, quando invece è semplicemente stanco: stanco di uccidere, di sopravvivere, di esistere. Conta un tragico passato alle spalle e, a tenerlo poi in vita, per anni, c’è stato solo il desiderio di vendetta proprio nei confronti di Kakatoa, al quale erroneamente attribuisce la responsabilità della morte di un suo caro amico.
Il dilemma che affliggerà Odajima durante il viaggio è un po’ il fulcro centrale del drama: sarà infatti combattuto tra il senso di lealtà nei confronti dell’amico scomparso, e il tradimento nei confronti di Kakatoa, che si fa però via via sempre più impossibile da mettere in pratica, nonostante i sensi di colpa. Pur senza dare voce ai suoi pensieri trasmette perfettamente l’interrogativo che lo turba: lo vuole davvero uccidere o lo vuole per sé?

La sceneggiatura e la regia sembrano giocare abilmente su questa dualità, dove Odajima si ritrova messo a nudo – in senso fisico e psicologico – proprio nei confronti di chi deve eliminare. Le scene intime sono dosate con equilibrio e pur essendo abbastanza esplicite non scadono mai nella volgarità. A queste si alternano in modo quasi complementare scene di rara delicatezza, come quando Kakatoa si prende cura dell’uccellino ferito. La violenza dei pestaggi inquadrati da una luce sporca riesce sorprendentemente a coesistere con qualcosa di incredibilmente umano e sincero.
Pur con la comunicazione ridotta all’osso che caratterizza le produzioni giapponesi è evidente l’evoluzione del rapporto tra i due, nato dalla coercizione – la prima parte della loro relazione è sicuramente sbilanciata e tossica, pur paradossalmente in linea con il contesto malavitoso e violento nel quale si sviluppa - ma gradualmente si trasforma in qualcosa di più sano e autentico. Se vogliamo trovare una pecca, con qualche episodio in più – o una maggior durata degli stessi – il passaggio di Odajima dall’odio viscerale all’amore assoluto sarebbe stato indubbiamente più fluido. Avrebbe giovato un maggior investimento in termini di interazioni silenziose, chimica inespressa e conflitti interiori mentre i flashback ripetuti, per quanto necessari a comprendere a pieno il personaggio di Odajima, hanno sottratto ulteriormente tempo allo sviluppo della vicenda nel presente.

Nonostante i difetti resta però un drama audace e con una profonda componente emotiva, dove la storia d’amore cela una riflessione sul dolore, sulla redenzione e la possibilità di trovare un po' di calore in un mondo ostile, dove due anime segnate dalla violenza possono imparare a guarirsi a vicenda.
Consigliato a chi cerca una BL matura e di significato. Non è una storia per tutti, ma per chi saprà apprezzarla, sarà un viaggio che vale sicuramente la pena fare.

Leggi di Più

Questa recensione ti è stata utile?
Completo
Be My Cat
2 persone hanno trovato utile questa recensione
giu 2, 2022
16 di 16 episodi visti
Completo 0
Generale 8.0
Storia 8.5
Acting/Cast 8.5
Musica 8.0
Valutazione del Rewatch 7.0

Commediola molto gradevole

Commedia frizzante, molto ben recitata dagli attori principali, compresi i gatti. Gli amanti dei felini non potranno che adorare quest'opera. E' un drama peso piuma, fatto apposta per ridere, e si ride parecchio, di gusto. Intendiamoci, niente di nuovo sotto il sole, ma niente fatto con garbo, e splendidamente interpretato dalla coppia principale.

Specialmente Xiao Kai Zhong è riuscito a calarsi nella parte del "principe gatto" altezzoso pigro e scostante ma, sotto sotto, affezionato alla sua padrona, in maniera eccelsa, complici anche i tratti del suo viso particolarmente adatti al ruolo. Tian Xi Wei ha anch'essa contribuito molto alla buona riuscita, interpretando splendidamente il suo ruolo di ragazza spumeggiante, un po' egoista, insicura, ma alla fine molto innamorata. Ottima interpretazione di entrambi, con una menzione per Zhang Guan Sen, convincente spalla del generale Miao, mentre Sun Xi Zhi, fratello minore del protagonista e rivale in amore, purtroppo poco pervenuto.

Abbiamo detto che è un peso piuma, quindi non possiamo aspettarci il meglio dalla trama. Né ci sono risparmiati diversi momenti "cringe", dove l'umorismo, ahimè, appare involontario. L'apparenza dei cattivissimi della serie lascia un po' a desiderare, in effetti, ma è superabile, così come gli effetti non troppo speciali. Sappiamo già che fa parte del pacchetto della maggior parte delle opere. Meno superabile è l'uso disinvolto che viene spesso fatto delle abilità e limitazioni del generale Miao. Le sue peculiarità, specie nella seconda parte del drama, sono spesso poco coerenti con le premesse. Il set di regole che governa le sfere e le loro proprietà sembra a volte piegarsi alle necessità della trama. Peccato. E' l'unico motivo, assieme al cast secondario piuttosto dimenticabile, per cui ho tenuto il punteggio sul molto buono anziché sull'ottimo.

Questa breve serie è una sciocchezza, fatta probabilmente con pochi mezzi, e senza tante pretese, ma svolge ottimamente il suo compito che è di farci ridere e, nel finale, anche commuovere. Non è fatta per offrirci un world building convincente o la totale coerenza. Il lieto fine, in un lavoro del genere, è d'obbligo.

Leggi di Più

Questa recensione ti è stata utile?
Completo
A Gentleman's Dignity
2 persone hanno trovato utile questa recensione
da A_sol
giu 30, 2021
20 di 20 episodi visti
Completo 0
Generale 9.0
Storia 9.0
Acting/Cast 9.5
Musica 9.0
Valutazione del Rewatch 8.0
Questo drama è unico nel suo genere. Racconta l'amicizia e gli amori di un gruppo di quattro uomini che, conosciutisi sui banchi di scuola, hanno continuato a frequentarsi e a supportarsi nei decenni successivi. Bromance assicurata! Non crediate che siccome i protagonisti hanno 41 anni la storia sia noiosa o pesante. Anzi, i maschi quarantenni vengono rappresentati per quello che realmente sono: ragazzini delle medie un po' cresciuti! A parte gli scherzi (e qui ce ne sono tanti), è bellissimo vedere come il loro sia un legame davvero profondo e in grado di affrontare qualsiasi difficoltà. Tra tutte le loro storie spicca quella d'amore tra Kim Do Jin (Jang Dong Gun) architetto e dandy del gruppo e l'insegnante Seo Yi Soo (Kim Ha Neul). La chimica tra loro è superlativa ma lui, davvero, è in grado di stenderti con uno sguardo. In venti episodi questo attore riesce a trasmettere l'immagine di un uomo a tutto tondo, con il suo orgoglio, le sue fragilità, l'ironia che usa per proteggersi e le barriere che con gli anni si è costruito. Io ne sono rimasta letteralmente ammaliata.
Comunque, anche le altre storie sono ben costruite: c'è Im Tae San (prima infatuazione di Seo Yi Soo) innamorato delle golfista Hong Se Ra la quale non vuole saperne di convolare a giuste nozze e abbandonare la carriera agonistica, Lee Jung Rock sposato a una donna più grande ma impenitente farfallone e il melanconico Choi Yoon che, dopo anni di vedovanza, si va a innamorare proprio della sorellina ventiquattrenne di Im Tae San. Inoltre, ad un certo punto, compare anche un figlio segreto di cui nessuno sapeva nulla. Ecco, forse questa è la parte un po' debole della narrazione perchè la sua figura è stata sfruttata più che altro come "ostacolo da superare" per il coronamento dell'amore mentre, tutti gli aspetti di conflitto e maturazione che ne potevano derivare sono stati trattati molto superficialmente.
Il ritmo è ottimo e non ci si annoia mai. La scrittura è originale ma, d'altronde, stiamo parlando di Kim Eun Sook, la mamma di Goblin e Mr. Sunshine!
Me lo rivedrei? Siii! Soprattutto per le scene tra Jang Dong Gun e Kim Ha Neul.

Leggi di Più

Questa recensione ti è stata utile?
Completo
Kimi to Nara Koi wo Shite Mite mo
2 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
gen 13, 2025
5 di 5 episodi visti
Completo 0
Generale 8.0
Storia 8.0
Acting/Cast 8.0
Musica 8.0
Valutazione del Rewatch 8.0

Short drama per gli amanti delle BL e in cerca di una delicata, bella, ventata di freschezza

Della durata più simile a un film che a una serie, questo short drama composto da 5 episodi di 25 minuti circa l'uno porta in scena una storia dolce, pulita e delicata. Nel panorama delle BL, dove quelle tailandesi puntano alle scene fisiche, quelle cinesi si travestono da BRomance per via della censura e quelle giapponesi sembrano sempre un po' caratterizzate da una conversazione ridotta all'osso, questo drama mostra la voglia di parlare, di parlare dei sentimenti.
Paradossalmente, l'unico accenno - sottinteso - all'aspetto sessuale è in apertura, quasi a rimarcare che per Amane non rappresenta in sè un problema. La sua difficoltà è legata alle emozioni, ai sentimenti, al timore di non essere accettato, paura legata a un vissuto che lo porta a reagire quasi al contrario, dichiarando apertamente a Ryuji di essere interessato ai ragazzi, ma facendolo con una disinvoltura, quasi una superficialità, che è solo di facciata: se si tratta una questione come fosse di poco conto, non si rischia di esserne feriti.
Amane infatti non era alla ricerca di un sentimento, limitare tutto al piano fisico è ciò che ha sempre fatto "perchè più semplice per lui". Poi però inizia a provare un sentimento genuino nei confronti di Ryuji, sentimento che cresce e che lo spiazza, perchè si sente come se stesse camminando su un terreno minato.
Dall'altro canto, Ryuji ha sempre vissuto dando la priorità alle questioni di famiglia, quasi annullando la sua individualità. Quando Amane si dichiara interessato a lui, non lo incoraggia nè lo respinge, quasi davvero non si fosse mai nemmeno posto la questione dell'innamorarsi in vita sua. Se Amane non ha il coraggio di amare, Ryuji non si è mai concesso di amare qualcuno, di prendere del tempo per sè stesso. Il suo personaggio è quello che evolve maggiormente, poichè alla riscoperta di un'identità - orientamento sessuale compreso - che era rimasta latente, in secondo piano. In tutto questo, la comunicazione tra i due non viene meno, le confidenze sono preziose ed è come vederli appoggiarsi l'uno all'altro mentre ciascuno di loro percorre il proprio sentiero, superando ostacoli più o meno noti, ciascuno con i propri tempi e le proprie difficoltà, verso un punto che - forse - troverà congiunzione tra questi due viaggi individuali ma non in solitudine.

INIZIO SPOILER!
Ovviamente il punto di convergenza sul finale c'è, nei giusti tempi - il lasso temporale aiuta la credibilità - e con un accenno di effusioni di una dolcezza e delicatezza estrema.
FINE SPOILER!

Una precisazione: non ci sono sostanzialmente personaggi secondari o altri sviluppi di trama paralleli, il cast - un po' come in "My personal weatherman" è davvero ridotto all'osso, per cui quasi tutte le scene sono dedicate a uno dei due o ad entrambi. Gli altri attori sono poco più che delle comparse.
Se proprio devo muovere una piccola critica, sono rimasta un poco infastidita da molte esternazioni stupite di Amame, più simili a delle grida che a delle esclamazioni.

Concludendo, un drama breve ma di valore, consigliato a tutti gli amanti del genere BL che non disdegnano una sana ventata di freschezza.

Leggi di Più

Questa recensione ti è stata utile?
Completo
La Creatura di GyeongSeong
2 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
apr 27, 2025
10 di 10 episodi visti
Completo 0
Generale 6.5
Storia 6.5
Acting/Cast 7.0
Musica 7.0
Valutazione del Rewatch 6.5
Non essendo il mio genere di drama il rischio era di abbandonarlo dopo i primi episodi, c'era però una remota speranza mi sorprendesse rivelandosi davvero migliore di quanto pensassi, e una buona probabilità di apprezzarlo anche solo in parte.
Tra tutte, alla fine ha vinto l'ultima.

Tra i punti a favore, il fatto che fosse un drama storico ambientato nella prima metà del '900 (epoca che mi piace, anche se i drama di questo periodo sono per lo più cinesi). Come in Pachinko ho apprezzato invece l'ambientazione insolita di una Corea sotto il dominio del Giappone. Altro punto a favore era la presenza del romance, senza il quale il solo genere thriller alla lunga mi stanca.

Di contro, la presenza - nelle vesti peraltro di protagonista - di Park Seo Joon, attore da molti apprezzato ma che ho sempre faticato a tollerare: una recitazione, la sua, che spesso mi sa di artefatta, oltre a un'estetica che sarebbe onestamente ingiusto definire spiacevole ma che davvero non è nelle mie corde, il che rende particolarmente fastidioso ai miei occhi il suo atteggiarsi come se sprigionasse un'aura di fascino, quando lo charme è davvero ben altra cosa. L'attrice, più carismatica e già conosciuta nella non eccellente "Nevertheless" già mi ha convinta di più, soprattutto nella prima parte.
Anche il tema fantascientifico della sperimentazione sugli esseri umani non è tra i miei topic preferiti.

La pre-visione, quindi, era un po' un mix tra pro e contro messi in conto. Non ho abbandonato dopo i primi episodi ma sono giunta alla fine della prima stagione, anche se nella seconda l'interesse ha toccato davvero i minimi storici.
Se nella prima parte ho trovato un equilibrio accettabile tra mistero, thriller, vicende personali presenti/passate e romance, nella seconda c'è stato un susseguirsi di ripetitive scene d'azione buie, alla lunga tutte simili. Certo, nel frattempo la storia procedeva, ma un po' a spizzichi e bocconi, con alcune scelte non propriamente sensate e sviluppi della trama forse non tra i più azzeccati. Qualche forzatura nella storia c'è, si vede, e soprattutto a posteriori porta a chiedere "ma c'era davvero bisogno di...?". La risposta è "Sì, perchè altrimenti non si poteva andare verso dove la sceneggiatura aspirava ad andare", anche se non è certo un valido motivo.

La conclusione con finale aperto non mi ha convinta, vuoi che davvero la pazienza aveva raggiunto il limite, avrei gradito almeno una conclusione vera e propria. Ma capisco fosse necessaria nell'ottica di una seconda stagione, che mi sono limitata a sbirciare giusto a conferma che non era il caso di proseguire, che non sarebbe stato un valore aggiunto e che non mi sarebbe piaciuta, tanto che a quel punto sì, lo sforzo di arrivare in fondo sarebbe venuto a meno e l'avrei lasciata dopo i primi episodi.

Ogni tanto mi capita di dare una chance anche alle tipologie di drama e ai generi che solitamente non rientrano tra i miei preferiti, ed è capitato - di rado, va detto - di rimanerne piacevolmente sorpresa e soddisfatta. Non è stato però questo il caso.
Consigliata solo agli amanti del genere (e/o dell'attore protagonista).

Leggi di Più

Questa recensione ti è stata utile?
Completo
Sunshine With Me
2 persone hanno trovato utile questa recensione
set 18, 2023
36 di 36 episodi visti
Completo 1
Generale 10
Storia 10
Acting/Cast 10
Musica 10
Valutazione del Rewatch 10

Veritiero e Entusiasmante

Trovo che questa serie sia stata molto interessante e accattivante senza perdersi con inutili colpi di scena irrealistici e scadenti. Tutti gli attori ma anche il resto del cast sono stati molto bravi e XZ è stato magistrale. Mi sono molto appassionata alla storia tant’è che ero sempre ansiosa di vedere le puntate successive. Se devo fare un appunto è che nel corso della storia la sceneggiatrice non ha avuto il coraggio di mostrare un bacio appassionato tra i due protagonisti quasi che non fosse opportuno per la differenza d’età. Ma forse non è dipeso da Lei ma si è trattato solo solo una questione di censura … comunque grazie a tutto il cast e la crew per avermi fatto pensare, soffrire, sognare e ridere offrendomi una bellissima rappresentazione della società cinese

Leggi di Più

Questa recensione ti è stata utile?