Completo
Spring of the Four Seasons
2 persone hanno trovato utile questa recensione
lug 10, 2025
10 di 10 episodi visti
Completo 0
Generale 5.0
Storia 7.0
Acting/Cast 7.5
Musica 7.5
Valutazione del Rewatch 7.5
Questa recensione può contenere spoiler

Carino ma deludente

La storia se sviluppata meglio poteva veramente essere carina.
Ma troppe ose sono lasciate incompiute, la cugina si mette con il batterista? Come ? Quando ??
Che fine fa la plagiatrice??? Paga per il suo crimine??
E il gruppo ??
La protagonista torna dopo 2 anni e non una parola di spiegazione su quanto successo??? È troppo raffazzonato seppur carino
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Park's Contract Marriage Story
2 persone hanno trovato utile questa recensione
gen 29, 2024
12 di 12 episodi visti
Completo 0
Generale 6.5
Storia 5.5
Acting/Cast 9.0
Musica 8.0
Valutazione del Rewatch 4.0

Prima bene poi male

In poche parole, è un classico drama storico romantico con viaggio nel tempo uguale a moltissimi altri drama fantasy storici romantici, solo un poco ristretto. Ebbene sì perchè in 12 episodi hanno sintetizzato una quantità di informazioni e azioni che normalmente hanno più spazio. In verità all'inizio mi stava piacendo assai, ero molto coinvolta nella storia. Poi per me inizia a declinarsi, ma la parte peggiore di tutte è proprio il finale. Ci sono troppi buchi di trama, cose che ti chiedi perchè uno sì e l'altro no, etc. Di base non è malvagio ma secondo me, se avessero fatto un lavoro leggermente migliore sarebbe stato uno dei più bei drama di sempre.

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Revenged Love
2 persone hanno trovato utile questa recensione
ago 15, 2025
24 di 24 episodi visti
Completo 0
Generale 10
Storia 9.5
Acting/Cast 10
Musica 9.5
Valutazione del Rewatch 10

Consigliato

Questo drama è stato Uno dei BL più belli che ho visto .
Mi è piaciuto tutto . Bella la storia belle le musiche e bellissimi sono stati i protagonisti .
Davvero sopratutto TIAN ha fatto una interpretazione da applausi. 👏🏻🥰.
Non sono mancate l’ironia, la leggerezza, le lacrime, i loro baci e la profondità del loro amore . .,
Una dolcezza e un Amore con la A Maiuscola .
Mi è piaciuta molto l’evoluzione dei personaggi che hanno avuto durante il drama . Drama davvero molto bello e mai volgare . 24 episodi volati . Questo drama mi ha preso il cuore 💖. Mi mancheranno quei due.
Consigliato !!! Guardatelo perché per me merita di essere visto .

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Completo
Parasite
2 persone hanno trovato utile questa recensione
apr 28, 2021
Completo 1
Generale 7.5
Storia 9.0
Acting/Cast 9.5
Musica 7.5
Valutazione del Rewatch 4.0

Miseria umana

La trama è ben tessuta, l'intreccio è apprezzabile e anche la recita è buona. Ma che brutto oggetto ! Che lurido contenuto!
Qui i poveri sono descritti senza dignità, senza rispettabilità : sono sguaiati, maliziosi, ingannevoli, puzzolenti per scelta ; in altre parole un inno di disprezzo e contrarietà ai non abbienti, e un canto di lode alla rettitudine del benestante.
Il film è tutto un contrasto sulla bellezza del ricco e sulla ripugnanza del povero : villa splendente di pulizia contro laida e ammorbante catapecchia - qui , essere poveri diventa sinonimo di sozzura fisica e morale , essere benestante è, qui, sinonimo di lindezza- piani maligni del povero che sfrutta e candore fiducioso del generoso benestante, menzogna studiata del non abbiente e apertura genuina ingenua dell'abbiente.
Naturalmente le lordure sono tutte dalla parte dell'indigente e l'integrità e la rettitudine sono tutte dalla parte del facoltoso.
Servi disprezzabili e padroni ammirevoli, a questi va il "respect" come dice il miserabile che vive nello scantinato.
Certo che lo scenografo ha una pessima immagine di chi non ha da vivere comodamente e il regista gli dà manforte.
Ed è in buona sostanza una mentalità diffusa in Corea se penso alle rappresentazioni sociali in altri dramma coreani . Mi sembra una società in cui serpeggia la separazione fra caste.

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Once We Get Married
2 persone hanno trovato utile questa recensione
dic 11, 2022
24 di 24 episodi visti
Completo 0
Generale 7.5
Storia 7.0
Acting/Cast 9.0
Musica 7.0
Valutazione del Rewatch 7.0

A me i clichè piacciono

Sono una di quelle persone a cui i clichè piacciono molto e li difendo, ma il tutto deve essere ben costruito e ben recitato altrimenti STOP! Questo drama ci è riuscito nella maggior parte. La coppia principale per me è da 10, la seconda da poco più che sufficiente; diciamo pure che non mi ha entusiasmata, ma la prima ha tutto il mio cuore. Adoro quando gli attori sono talmente bravi da farmi provare le loro stesse emozioni, adoro quando sono in imbarazzo per loro e stoppo la visione perchè ho "paura" per la reazione dell'altro o perchè mi vergogno di quello che fanno XD
Ogni tanto mi piace immergermi in questi drama non originali, ma che mi fanno provare emozioni!

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When The Darkness Falls
2 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
dic 23, 2025
30 di 30 episodi visti
Completo 0
Generale 7.5
Storia 7.5
Acting/Cast 7.5
Musica 7.5
Valutazione del Rewatch 7.0

Office-romance credibile e adulto, non in balìa di sciocchi clichè senza senso.

Drama romantico ambientato in ufficio. Niente di nuovo ma complessivamente ben fatto e più scorrevole rispetto ad altre serie simili, benchè forse ci fosse troppo poco materiale per coprire 30 episodi, per cui comunque il diffuso effetto "lungaggine" si è a tratti avvertito, anche se molto meno che in altri drama analoghi.
Ho apprezzato la caratterizzazione dei personaggi, adulti e maturi, con una FL che si trova a chiudere un rapporto decennale e un ML coerente nelle sue modalità di approccio e strategie. Se i vari incontri sono forzatamente fortuiti e fanno un eccessivo uso dell'effetto "coincidenza", la gestione dei rapporti tra lui, lei e l'ex risulta invece del tutto credibile. Non subentrano amnesie varie o rotture senza senso e non necessarie, e questo è un enorme valore aggiunto: il rapporto tra i due vede alti e bassi reali, ma è privo di cliché sciocchi e capricciosi.
Regia, cinematografia, sceneggiatura direi complessivamente nella media: nessun grosso strafalcione ma nessuna nota di merito da menzionare. Cast valido, non eccellente ma comunque performante.
Il pairing principale offre una buona chimica di coppia, mentre quelli secondari catturano di meno. All'evoluzione del rapporto tra il fratello e la migliore amica della protagonista viene dato ampio spazio, forse troppo, sia per la sviluppo che si va a proporre sia perchè a un certo punto sembra non esserci più un vero e proprio pairing principale.
L'ambientazione funziona pochino, il contesto aziendale non riesce a catturare l'interesse e l'attenzione, restando un qualcosa di indefinito e di sfondo alla storia, ma non veramente integrata ad essa nonostante vari deboli tentativi di agganciare situazioni lavorative a rapporti personali.
Una doverosa ma piccola considerazione a parte: il parco divertimenti?!?! La giostra dei cavalli?!?!? Tutte le volte - e sono tante, davvero troppe, purtroppo - mi chiedo immancabilmente: ma perchè?!?!??
Finale un po' deludente, l'impressione è che sia stato tirato per le lunghe senza ragione alcuna, e quando arriva il tanto atteso epilogo è facile trovarsi a pensare "Beh, tutto qui?".

Consigliato? Sì. Imperdibile? Direi proprio di no.

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True Beauty
2 persone hanno trovato utile questa recensione
apr 12, 2022
16 di 16 episodi visti
Completo 0
Generale 9.0
Storia 9.5
Acting/Cast 8.5
Musica 7.0
Valutazione del Rewatch 10

Per chi ha subito bullismo o lo sta subendo.

Sono di parte, indubbiamente. Il motivo? Questo drama tratta un argomento vicinissimo a me, ovvero il bulismo e tutto ciò legato al sentirsi inadeguati, diversi, "mostri". Questo drama può sembrare molto semplice, a tratti banale, ma chi ha subito lo stesso trattamento della protagonista o qualcosa di molto simile si ritroverà vicinissimo ad essa e non potrà non simpatizzare e sentirsi lui/lei stesso protagonista di questa storia. Si parla anche di amicizia, di accettazione di se stessi, dei primi amori e delle prime delusioni, del futuro e di come superare l'adolescenza. Ho faticato non poco a trovare le parole giusto per invogliarvi a vederlo, ma mi sono resa conto che non posso farlo. Sta a voi vedere qualcosa in più in questo drama. Certamente ha delle sue pecche, come alcuni attori che dovrebbero imparare a recitare un po' di più: un esempio, Cha Eun Woo sarà anche il più bel ragazzo della Corea ma quanto a recitazione cala un po' siccome mi sembrava di rivedere il principe Yi Rim di Rookie Historian (drama storico/romance super consiglliato).
In the end, per chi pratico di manga, potrebbe sembrare di vedere uno shojo scolastico tra i più classici prendere vita (forse perchè deriva da un webtoon?) e questa cosa mi è piaciuta molto. Messo in lista per un prossimo rewatch.

Ah.
Ovviamente team Seo Jun ;)

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The Veil
2 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
mag 11, 2026
12 di 12 episodi visti
Completo 0
Generale 8.0
Storia 7.5
Acting/Cast 9.0
Musica 9.0
Valutazione del Rewatch 6.5

Quando l'attore è più grande del drama, e lo sguardo del protagonista vale più della trama

“The Veil” è una serie coreana alla quale – per associazione - il primo pensiero riconduce inevitabilmente a Namgoong Min, colonna portante del drama. L'attore, noto per i brillanti ruoli sfaccettati in “Stove League” e “Chief Kim”, oltre al meraviglioso “My dearest”, si trasforma qui in Han Ji Hyuk, un'agente d'élite dell'NIS - National Intelligence Service - che sembra sparire improvvisamente nel nulla durante un’operazione e ricompare inaspettatamente dopo un anno, privo di memoria e ossessionato dall'idea di scoprire la talpa che ha fatto fallire la sua missione. La sua dedizione è fisica, quasi animalesca: dieci chili di muscoli guadagnati con mesi di allenamento, stunt eseguiti in prima persona e uno sguardo che passa dal vuoto glaciale all'esplosione di rabbia in un istante. Namgoong Min non interpreta Ji Hyuk: lo vive. Come fa sempre con i personaggi che interpreta, in modo eccellente, senza sbavature. Una bravura che lo rendono il mio attore coreano preferito in assoluto. E questo, per i primi cinque o sei episodi, basta a tenere lo spettatore allo schermo.
La regia e la fotografia sono all'altezza del budget faraonico (15 miliardi di won, pari a circa 8 milioni di euro). Gli inseguimenti notturni, le sparatorie nei vicoli umidi, i corpi a terra ripresi senza pudore. La violenza è cruda, non censurata, e la colonna sonora – specialmente "Reason" di Yoari – infila un'ansia perfetta sottopelle. Il primo episodio è una sequenza di adrenalina pura che ricorda il primo capitolo della trilogia statunitense “The Bourne Identity”. Peccato che, dopo un inizio accattivante e dal ritmo serrato, dove i colpi di scena stupiscono per davvero, il drama inizi a inciampare nel suo stesso complesso intreccio.
La tensione inizia a calare proprio dopo la metà della serie, intorno all’ottavo episodio. La trama, che inizialmente è un elegante gioco di scatole cinesi tra memoria, tradimento e doppio gioco, diventa farraginosa. Vengono introdotti a getto continuo nuovi personaggi – un agente cinese, un ex informatore, un capo sezione ambiguo – che si accumulano senza che si riesca a svilupparne la profondità. Diventa difficile e impegnativo anche solo tenere il filo della narrazione. La sensazione è che gli autori, per paura di semplificare troppo, abbiano invece complicato la trama fino a renderla un labirinto di pedine intercambiabili.
Nonostante alcune scene d'azione notevoli - l'assalto al laboratorio, il finale con l'EMP - non riesce a replicare l'urgenza emotiva dei primi episodi. La relazione tra Ji Hyuk e la sua partner Yoo Je Yi – intepretata da una discreta Kim Ji Eun - rimane troppo superficiale, e il personaggio di Seo Soo Yeon , che prometteva molto, viene a conti fatti un po’ sprecato. La rivelazione finale del vero villain – Baek Mo Sa - aggiunge una nota tragica e malinconica che riporta il drama sul piano della riflessione etica: chi è il mostro, alla fine? Chi ha messo la propria umanità da parte per servire lo Stato? L'ultima sequenza, con Ji Hyuk che torna al lavoro dopo cinque anni, è un piccolo capolavoro di sobrietà. Ma il viaggio per arrivarci è stato troppo altalenante.
In definitiva, un drama meritevole nella prima parte ma carente nella seconda metà, pur con una prova eccezionale dell’attore protagonista. Ne vale la pena, ma non senza qualche sospiro di noia. Consigliato a chi ama le spy-story cupe e non ha paura di perdersi in un labirinto, purché sappia che uscirne richiederà pazienza.

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Completo
One Thousand Dollar Lawyer
2 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
nov 7, 2024
12 di 12 episodi visti
Completo 0
Generale 9.0
Storia 9.0
Acting/Cast 10
Musica 8.0
Valutazione del Rewatch 8.5
Questa recensione può contenere spoiler

Una serie a tutto tondo, originale e con un protagonista spettacolare

"One thousand dollars Lawyer" è una serie che offre davvero tanto. Al centro della scena un protagonista che non può che distinguersi, sia grazie alla bravura dell'attore che alla caratterizzazione del personaggio interpretato. Namgoong Min, brillante e formidabile come sempre, regala allo spettatore un protagonista del tutto originale e anticonformista: dagli abiti di un'eleganza a dir poco eccentrica - in special modo la fissazione per il tessuto a quadri, più o meno grandi, e l'abbinamento di colori non propriamente convenzionali - agli occhiali da sole (diverse paia, alcune abbastanza vistose), sfoggiati anche in ambienti e contesti dove sembrano davvero non c'entrare nulla, alla chioma ondulata ottenuta con l'arricciacapelli. Singolare nell'aspetto, quindi, ma anche nel carattere e nelle modalità relazionali, dove l'approccio sembra farsi spesso beffe dei convenevoli, talvolta anche del buonsenso, dando l'idea di un avvocato a dir poco sopra le righe - per certi versi un po' pazzo - che viene facilmente preso per tale ma che cela in realtà un'intelligenza, capacita e arguzia non indifferenti. Un finto tonto che sa mettere sotto scacco l'avversario, insomma. I momenti seri si stemperano in quelli divertenti, con chicche di comicità apprezzabili, mentre musica, riprese e sceneggiatura sembrano dare il loro valore aggiunto con delle sottolineature che ulteriormente caratterizzano l'originalità del personaggio (non sono poche le scene in cui tra inquadratura e colonna sonora, sembra di avere a che fare con l'eroe di un film western degli anni '80, ad esempio). Apprezzata anche la chicca presente in uno dei primi episodi, dove quando la tirocinante Baek cerca di depistarlo dall'associarla all'omonimo studio legale affermando che è un cognome molto diffuso, cita una serie di persone e, tra queste, nomina "Baek Seung Soo", protagonista di una serie tv reale (Hot Stove League") interpretata proprio da Namgoong Min, ed è quasi esilarante il commento di lui rispetto al fatto che era un ottimo drama e che meriterebbe di avere una seconda stagione. Nella prima parte la trama si sviluppa sul susseguirsi di casi che l'avvocato Cheon accetta per una parcella di 1.000 won (all'incirca 1 euro) e che vince anche se in modi tutt'altro che comuni, ricorrendo a strategie strambe ma che al contempo denotano l'arguzia celata dietro alla maschera di avvocato con qualche rotella fuori posto e facile da mettere nel sacco. I casi rappresentano un'escalation: si parte con quelli più semplici, volti più che altro a introdurre il protagonista che ad affascinare con la vicenda legale in sé - per poi passare a situazioni sempre più impegnative. Ho apprezzato che i casi non andassero di pari passo con gli episodi, spesso la loro risoluzione avviene nel bel mezzo di un episodio e già nelle scene successive s'inserisce il caso seguente. Altra cosa che ho apprezzato è che, a differenza di molte serie investigative con un caso a episodio ma che alla lunga vengono a noia, questa serie prima di incappare nella ripetitività del meccanismo vira abilmente, aprendo uno spaccato sulla vicenda personale del protagonista. E' a questo punto che si inserisce un lungo flashback, indispensabile per comprendere a meglio il presente e che spiega come Cheon sia passato dal essere il distinto, elegante e composto procuratore all'avvocato con uno studio abbastanza squallido e che gira su uno sgangherato furgoncino delle consegne del lavasecco. Due sono i personaggi chiave del suo passato: il padre, con il quale già di base c'è un rapporto particolare e che lo pone davanti alla difficile scelta tra affetto e senso della giustizia, trovando poi un tragico epilogo; l'avvocato della parte avversaria ma che, paradossalmente, fa il tifo per lui in nome del valore della giustizia. Una donna che lo affascina, che lo sostiene, che gli indica una direzione per una nuova vita, che crede in lui e in ciò che può diventare anche a livello di essere umano (l'invito a sorridere più spesso, a ridere e a mostrare quel lato divertito, piacevole e cordiale che lui cerca evidentemente di sopprimere). L'attrice che interpreta il personaggio non è tra le mie preferite: ha già lavorato con l'attore protagonista e il duo funziona anche, ma mi ha sempre ispirato una innata antipatia, per cui la sopporto meglio quando interpreta personaggi della schiera dei cattivi (o quasi) come in "My dearest". Qui invece è la perfezione fatta a donna: dolce, gentile, retta, fedele a lui e portata a credere alla possibilità di un mondo migliore e più giusto, pronta a lasciare il cinico studio legale per il quale lavora e avviare un'attività in proprio (sarà lei a decretare la famosa parcella da 1000 won), oltre a portare l'inflessibile procuratore a farle una proposta di matrimonio. Ripeto, figura senza difetti che con la sua tragica e prematura dipartita diventa praticamente una santa, lasciando Cheon straziato dal dolore e segretamente desideroso di vendetta. L'ultima parte della serie torna al presente, i casi incominciano a intrecciarsi a questioni legate al passato (del resto misteri e segreti lasciati in sospeso debbono trovare una ripresa - e una degna conclusione - nel presente, altrimenti non avrebbero senso),ma lui appare cambiato: l'aspetto resta singolare, ma più contenuto, quasi una via di mezzo. Idem a livello caratteriale, dove sembrano sovrapporsi le due diverse personalità, il procuratore che era e l'avvocato che si è lasciato il passato alle spalle, per delineare finalmente un personaggio completo di tutte le sue parti. Bello il rapporto con la tirocinante, di carattere e fatto di punzecchiamenti vari, non come quello un po' troppo morbido che c'era con l'ex fidanzata. Peccato non sia sfociato in una nuova relazione, ma il drama è talmente bello di suo che posso anche perdonargli la mancanza di un romance. Simpaticissimo il capo ufficio Sa, elemento sano e divertente, che bilancia spesso il clima della situazione. Più sterili invece i personaggi secondari della procura. Tra gli attori, ho apprezzato in particolare modo quello che interpreta il sig. Baek, nonno della tirocinante e presidente dell'omonimo studio legale: attore che ho già visto in altre serie e che da sempre un valore aggiunto come personaggio secondario (data l'età è sempre il nonno/padre di qualche protagonista). Concludendo, quindi, una serie davvero bella e davvero meritevole, dove regia, sceneggiatura e riprese davvero hanno svolto un ottimo lavoro e si vede, anche se il vero punto forte è l'attore principale che, oltre che bravissimo come sempre, ci regala un personaggio unico nel suo genere ma che a tratti ricorda tanto altri personaggi ben riusciti da lui interpretati (Doctor Prisoner, per l'astuzia e il lato stratega, Chief Kim per la stravaganza ed eccentricità, My dearest e Hot Stove League per i difficili rapporti familiari, Beautiful Gong Shim per la ricerca di sé stesso...e potrei citarne altri: nell'avvocato da 1000 won c'è un po' - forse il meglio - di ognuno di loro.

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Completo
Shadow Love
2 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
set 11, 2025
38 di 38 episodi visti
Completo 0
Generale 7.5
Storia 7.5
Acting/Cast 7.0
Musica 7.5
Valutazione del Rewatch 7.0

La love story tra il nuovo supereroe della Marvel e il generale in perenne pausa caffè

Con questa recensione sarò probabilmente una mosca bianca, ma davvero non riesco a comprendere e a condividere - e ci ho provato, davvero - tutto l'entusiasmo che ruota attorno a questa serie.
Non è pessima, sia chiaro... Ma semplicemente nella media. Niente di stratosferico o eccezionale, a mio avviso.
Questo è il secondo drama in poche settimane che punta i riflettori su una protagonista femminile con il ruolo di Generale: abile, intelligente, capace nella lotta, acuta stratega, ottima leadership, e via dicendo. Peccato che, ancora una volta, fatico a vedere la figura promessa. Forse affascina l'idea di una donna al comando, con uno stuolo di agguerriti e coraggiosi soldati che seguono fedelmente i suoi ordini in battaglia, ma poco si sposa con l'idea di costruirci sopra un classico romance pieno zeppo di momenti carini e serafici, quasi da pomeriggio trascorso allegramente a chiacchierare in una sala da tè.
Quando Shuang trova il bambino smarrito, piuttosto che nelle prime settimane nelle quali si interfaccia con il Jin An adulto, si susseguono davvero un'infinità di momenti di chiacchiere tranquille, quasi divertenti... Poi si aggiungerà il fratello, l'amica dedita alla medicina, poi ancora il principe innamorato... E io mi chiedo: ma un generale dove lo trova tutto questo tempo libero? Il ruolo è equiparabile a un lavoro, ma lei è perennemente in pausa caffè. Va bene non essere impegnati in battaglie tutti i giorni, ma se sei a capo di un esercito hai sicuramente il tuo bel da fare. Lei no, lei trova di continuo momenti liberi per cincischiare allegramente prima col ragazzino e poi con l'adulto. Mistero.
Avrei capito se fosse stata pensata quale figura eroica ma solitaria, potente e temibile, ma senza la responsabilità di decine/centinaia di uomini sotto il suo comando. Allora sì che incontrato il belloccio di turno si sarebbe potuta ritagliare tutti i tempi morti del mondo. Ma se vogliamo una donna generale, il generale deve saper fare. Di fatto, oltre che di nome.
L'attrice, fin da subito, mi ha peraltro lasciata perplessa: l'ho trovata inadatta al ruolo, poco espressiva - spalancare gli occhi non equivale ad essere espressivi, soprattutto se ciò corrispondere a una gamma di emozioni varie, dove poi capire quale è in ogni singola situazione è un po' un dilemma - e certamente poco carismatica.
Altra pesante pecca è che la nostra valida combattente sembra una creaturina indifesa che ha costante bisogno di essere salvata, o almeno è quanto succede nella prima parte del drama: forse è per dare un senso a Jin An, forse per permettergli un ingresso in scena ad effetto, certo è che senza di lui la temibile guerriera avrebbe affrontato non uno ma molteplici trapassi.
L'attore protagonista è lo stesso dell'ultimo drama simile da me visto e già sopracitato (Legend of the female general): una prova, la sua, un po' migliore, complice anche il fatto di poter spaziare - pur con un unico personaggio - in tante diverse caratterizzazioni (anche troppo, diverse). Quella meglio riuscita è a mio avviso è quella iniziale, dove mostra una freddezza sopraffina davvero ben fatta. La sua interpretazione di Jin An è diametralmente opposta, un discostamento che ho trovato un poco eccessivo (va bene la perdita di memoria, ma un fondo di continuità dovrebbe esserci). Jin An è comunque un personaggio positivo, ci piace, è simpatico e tutto il resto, va bene. Poi arriva lui, l'uomo in nero. Bella l'idea di questo suo alter ego che non fa una piega nemmeno se trapassato da lame e fendenti ma... Aspirante al prossimo casting per supereroi della Marvel, per caso? Non appariscente, eh... Di più! Dalla chioma albina all'eterocromia (effetto Husky siberiano?) e, visto che sembrava poco, mettiamoci anche una serie di striature di un bel blu fluorescente, che male non fa. Completa il tutto la tuta da combattimento, praticamente integrata, che lo ricopre dalla maschera del capo agli stivaletti ai piedi. Eccessivo. Non saprei con quale altro aggettivo definirlo.
Quando poi la fanciulla - che nel tempo libero è un generale - si trova in pericolo, ecco che il cuoricino di lui sbrocca e il sorridente Jin An viene rimpiazzato da un Hulk che brilla di un azzurro cangiante. Certo, questo drama regala una quantità non indifferente di immagini dei pettorali di Cheng Lei ripresi da tutte le possibili angolazioni, schiena muscolosa e spalle larghe comprese... Tutto un bel vedere, ma forse non tutti guardano la serie per questo.
Rispetto alla trama, mi piace l'idea di base, gli ingredienti per una buona riuscita c'erano tutti. Ma sul procedimento ci si è decisamente arenati: i primi 10 episodi passano anche ma poi la noia subentra, c'è il potenziale ma non la capacità di tirarlo fuori e si tira avanti di episodio in episodio senza quella verve necessaria ad incuriosire e stimolare lo spettatore. Sarò sincera, a quel punto ho abbandonato la serie, mi veniva male pensare che mancavano ancora una trentina di episodi. L'ho ripresa in mano una settimana dopo, attorno al 25esimo episodio... Ed è riuscita a farmi trovare la forza di continuarla fino alla fine. A quel punto ho recuperato anche la parte intermedia, che resta però a mio avviso di una noia mortale.

In conclusione, non è un drama con una brutta storia ma dove manca un po' di sostanza e questo genera l'effetto noia, soprattutto se si tiene conto dell'importante durata, a cui si aggiungono le pecche di coerenza/caratterizzazione sopra riportate e legate ai due protagonisti. Complessivamente è qualitativamente nella media, può avere il suo perchè, ma di certo mi aspettavo tutt'altro. Un lui meno bipolare tra una versione e l'altra e meno esageratamente appariscente, una lei con gli attributi e un romance che possa starci nel contesto scelto (in questo senso se ne esce meglio il cartone animato di Mulan, per dire).

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Jiu Chong Zi
2 persone hanno trovato utile questa recensione
da weirde
gen 21, 2025
34 di 34 episodi visti
Completo 0
Generale 7.0
Storia 6.0
Acting/Cast 7.0
Musica 6.0
Valutazione del Rewatch 5.0
Questa recensione può contenere spoiler

Drama ambizioso che mantiene le promesse, ma solo fino ad un certo punto

Premetto che io di base non amo molto i dram astorici cinese, ma questo avev arecensioni stupende e le prime puntate mi hanno intrigato e conquistato subito, lo capivo bene, la parte rinascita era stata fatta bene, e la parte vendettta ndav alla grande. Gli intrighi politici erano ben costruiti molte cose sembravano misteriose anche se in realtà molte le sapevi dalla prima vita dei protagonisti, ma gli sceneggiatori erano stati bravi a mascherarle, e tu tifavi per i protagonitsi empatizzavi con loro che è il fatto più importante per seguire un drama. Volevi vedere se effetivamente era possibile cambiare il destino oppure no. Poi....dalla puntata 19/20 almeno per me il tracollo. Quando il drama frena bruscamente il ritmo e sembra dire, sai che c'è fino ad ora non abbiamo dato molto spazio al romanticismo, diamoglielo tutto adesso di colpo. E tra evitare un matrimonio, celebrare il matrimonio dei protagonisti e della sorella della protagonista, farci vedere la vita matrimoniale dei protagonisti e della sorella della protagonista, ci perdiamo via in puntate piene di nulla o di cose che non mi interessavano minimamente, Sottotrame diciamo e con un ritmo lento.Poi un attimo di ripresa con la puntata 24 se non ricordo male, quando l'azione torna alla ribalta con l'incursione dei banditi in città e poi di nuovo brusca frenata dalla puntata 25 alla 30, in cui ci perdiamo via con rivelazione motivi dell'odio del padre del protagonitsi e pure lì si parla di amore e con la trasformazione del personaggio del fratello del protagonista che mi diventa da buono a cattivo. Così, perchè volevano aggiungere ancora melodramma alla cosa come se non bastasse. Mi ha dato un fastidio questa nuova trama secondaria di lui che diventa perfido all'improvviso, poi ci dobbiamo sorbire pure il suo matrimonio con una delle migliori amiche della protagonista e il tentativo di dividerle e altro melodramma e dobbiamo aspettare praticamente la puntata 33 per riavere vera azione, ormai al finale. Senza queste due sottotrame che non mi interessavano minimamente e senza i cali di ritmo che ha avuto sarebbe stato un gran drama, ma in realtà mi è piaciuto solo a metà e dopo la puntata 20 mi ha pure annoiato il che è un grave problema per me. Ho dovuto sforzarmi per finirlo.

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Kao Waan Hai Noo Pen Sai Lub
2 persone hanno trovato utile questa recensione
apr 19, 2020
18 di 18 episodi visti
Completo 1
Generale 7.0
Storia 8.0
Acting/Cast 7.0
Musica 7.0
Valutazione del Rewatch 6.0
La storia è carina e divertente soprattutto nei primi 13/14 episodi, poi verso la fine diventa monotono, ripetitivo e poco avvincente.
I primi episodi sono molto simpatici( tenete conto che ogni episodio dura come un film circa 1 ora e mezza) i protagonisti recitano bene e le scene sono dinamiche anche grazie ad alcuni misteri che vengono aggiunti alla classica love story tra i due protagonisti.
Purtroppo verso la fine quasi tutti i misteri vengono svelati troppo in fretta e la love story al contrario non spicca mai il volo, insomma verso la fine tutto è poco realistico.
Purtroppo non me la sento di consigliarla, il potenziale c’era ma non è stato sfruttato...peccato!!!!

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The Eclipse
2 persone hanno trovato utile questa recensione
nov 19, 2022
12 di 12 episodi visti
Completo 0
Generale 6.5
Storia 5.0
Acting/Cast 7.5
Musica 6.0
Valutazione del Rewatch 6.0

Tanto potenziale sprecato


Avevo aspettato tantissimo questa serie. Premetto che ritengo che #NotMe sia la cosa migliore che sia mai capitata all'industria BL, quindi, quando avevo letto di un progetto che avrebbe portato in scena le rivendicazioni civili all'interno di un istituto scolastico superiore, il mio hype aveva raggiunto livelli assurdi. #TheEclipse aveva delle premesse incredibili, continuo a pensarlo, ma la mia attesa non è stata ripagata. Tutto il potenziale drammatico è sfumato presto e la trama indiziaria non è mai riuscita davvero a essere convincente e sostenuta dalla giusta suspense. Dalla protesta portata avanti da 3 ragazzini alla ricerca di colpevoli che non sono mai veri colpevoli... Mi è sembrato che tutto si sia appiattito e sgonfiato, riducendosi alla sola storia d'amore. First e Kaho sono magnifici, però, ecco, la storia non mi ha soddisfatto e, anche se loro mi piacciono, ho trovato tutto abbastanza prevedibile e a volte perfino banale. Tutta la costruzione del mistero alla fine ha svelato ben pochi misteri. Mi dispiace perché era la serie del 2022 che più aspettavo e davvero credevo sarebbe diventata una delle mie preferite. Forse il primo trailer, che era più oscuro e drammatico, mi aveva portato fuori strada. Peccato.

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Familiar Wife
2 persone hanno trovato utile questa recensione
da Mareth
nov 30, 2018
16 di 16 episodi visti
Completo 0
Generale 10
Storia 10
Acting/Cast 10
Musica 10
Valutazione del Rewatch 9.5
Bellissimo lavoro,davvero emotivamente carico,con un tema complesso e attuale per me,ma in ogni caso trattato in alcuni momenti in maniera comica cosi da non rendere la storia un po pesante,segui la storia condotto dalla scenografia dolcemente,riesci davvero ad avere un legame empatico con i personaggi,Il fatto poi che la storia giri,diversamente da molti drama,intorno ad alcuni impiegati della stessa banca e' davvero divertente.
Per quanto riguarda il cast,mi e' piaciuto molto,Ji Sung di cui sono fan ed ho visto quasi tutti i suoi lavori,mi piace sempre,a questo modo naturale di recitare di un professionista che gli permette di fare mille parti diverde e sembrare sempre una persona diversa,lei,Han Ji min mi e' piuaciuta, gia vista in altri drama,ma qui la sua performance mia e' piuacita piu di altre volte,in ogni caso e' stato ottimo il vavoro di tutti gli attori.
Le musice sono bellissime,divertenti,che mettono il buon uomore.

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Beautiful Gong Shim
2 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
gen 28, 2024
20 di 20 episodi visti
Completo 0
Generale 9.0
Storia 9.0
Acting/Cast 9.5
Musica 9.0
Valutazione del Rewatch 9.0

La ricetta per la commedia perfetta!

Al di là del voto che si può dare a una trama, alla recitazione, alla sceneggiatura o quant'altro, per me il metro di valutazione di un drama si riconduce spesso a un solo quesito: quante volte ho riguardato la serie? Nel caso di Beautful Gong Shim, direi abbastanza da farla finire tra le mie preferite.
Ci sono i tratti spensierati e divertenti - a volte proprio esilaranti - di una commedia fresca e frizzante. C'è un mistero da risolvere, questioni da dipanare, situazioni difficili da affrontare nel presente e da ricollegare nel passato. Non è una serie insipida e senza trama, che non sa bene dove inizia e dove vuole arrivare. Il punto di partenza e la linea di arrivo erano evidentemente ben chiare in coloro che hanno ideato la storia. E, nel mezzo, c'è lo spettacolo: quello di qualità, che intrattiene, che emoziona, che fa riflettere. C'è una protagonista che inizialmente mi ha spiazzata, nel suo aspetto un po' scialbo che non si mostrava come il finto brutto anatroccolo pronto a trasformarsi in un cigno, ma che così rimane fin quasi alla fine. Kong Shim si rivela un personaggio espressivo, dove l'aspetto perde di significato e consente di aprire una finestra che guarda dentro il personaggio, alle sue emozioni, alla scarsa autostima, ai desideri. Si entra in empatia con lei e si torna a seguirla "da fuori" osservandola con simpatia, perchè se non è "carina" esteticamente, è "carina" nel suo modo di essere. Se poi a un'attrice che per l'appunto si rivela davvero una notevole sorpresa si affianca poi uno dei migliori attori coreani - anzi diciamo pure il migliore, per quanto mi riguarda - non può che derivarne una coppia sensazionale. Namgoon Min, attore superbo su tutti i fronti, riveste i panni di un personaggio ben studiato e complesso, che gli permette di dare prova della sua versatilità e capacità recitativa, dando vita a un An Dan Tae espressivo e affascinante, singolare e intrigante, sensibile e intelligente, divertente e profondo. Gli attori secondari un po' scompaiono, al confronto, ma non è poi un gran problema: la chimica che c'è tra la coppia principale domina lo schermo senza mai annoiare. Entrambi i personaggi subiscono un'evoluzione, che se per lei è la conquista della propria autostima, della fiducia nelle proprie capacità e nel riconoscimento di queste da parte degli altri, per lui è un po' la ricerca del suo posto nel mondo, il venire a patti con le proprie radice, scoprendo i tasselli di un passato che mancava. Azzeccata la colonna sonora.
SPOILER: se dovessi proprio trovare un difetto, un unico passaggio poco sensato in una trama che per il resto è certamente coerente, è la motivazione - nella parte finale - dell'allontanamento tra i due: che fosse "preso" (24h su 24?) o che il mantenersi in contatto il vivere a distanza...nessuna delle due spiegazioni è sensatamente valida e realistica. Ma, del resto, senza una separazione - non solo geografica ma anche relazionale - non avrebbe potuto esserci il grand finale con la coppia che si ritrova. Diciamo che il meccanismo causa-effetto aveva bisogno di una "causa" un po' più credibile, al di là della riuscita dell' "effetto" desiderato. Ma si tratta giusto di una piccola svista, di poco conto rispetto al resto. Concludendo, un drama che vale davvero la pena vedere, una piccola perla che rischia di passare inosservata (io stessa ammetto l'ho scoperta solo perchè ero alla ricerca di altri drama con Namgoong Min).

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