Completo
I'll Turn Back This Time
2 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
giu 5, 2025
6 di 6 episodi visti
Completo 0
Generale 5.0
Storia 4.0
Acting/Cast 7.0
Musica 6.0
Valutazione del Rewatch 5.0
Questa recensione può contenere spoiler

L'ennesimo drama affossato dalla censura e dalla mentalità ristretta cinese

Le BL mascherate da Bromance con protagonisti due fratellastri non consanguinei sono un po' un tarlo fisso per la Cina, qualche rara volta con buoni risultati (vedi "Stay with me", 2023). Qualche speranza in partenza c'era, ma con aspettative molto contenute, insomma.
Già nel primo episodio succede praticamente di tutto: tanto, troppo, La serie è breve, ma le vicende andavano un po' diluite per dare linearità alla storia, mentre invece si susseguono passaggi così veloci da sembrare un po' slegati.
Il tempo, dicevo, è limitato, per cui sarebbe stato utile concentrarsi su un unico tema - la conoscenza e l'instaurarsi del rapportro tra i due - mentre invece viene inserito l'elemento del salto temporale all'indietro - non un flashback ma proprio un breve viaggio all'indietro nel passato - elemento che già di suo non mi fa impazzire ma che qui porta a dover ricostruire tutto da zero, dal primo incontro all'instaurarsi di un legame tra i due. Lo fai con un drama da 36 episodi, non con uno da 6 dove i minuti sono già più che contati.
Detto questo, pur non condividendo la linea di sviluppo della storia, mi sono sorpresa del fatto che si stesse via via rivelando una BL vera e propria: un passo avanti rispetto alla nota censura cinese?
Ovviamente - e purtroppo - no. Le poche serie cinesi che non trasformano BL in Bromance presentano solitamente due possibili e tristi risvolti: un amore malsano e aggressivo (Addicted Heroin, 2016, tanto per citarne uno) o un amore che viene "punito" con un finale triste, come è questo il caso. Per la Cina, insomma, la storia tra due protagonisti maschili può essere solo affetto fraterno, oppure un'attrazione malata oppure ancora un sentimento proibito da punire. Questo il sunto di come siamo messi nel 2025. Spiace perchè qualitativamente molte produzioni sono di medio-alto livello, ma continuo a non capire perchè fissarsi sul tema, con tutta la pesantezza della censura e del giudizio negativo, piuttosto che limitarsi ad altri generi.
Chiusa l'infelice parentesi, l'unica nota positiva a conti fatti è l'aver scoperto Kou Wei Long, giovane attore con un buon potenziale, qui alle prese con il suo primo ruolo da protagonista (Shen Nan) ma che spero di rivedere in altri drama in futuro.

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Yu Jian Ni Di Na Yi Tian
2 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
ott 26, 2024
14 di 14 episodi visti
Completo 0
Generale 6.0
Storia 6.0
Acting/Cast 6.0
Musica 6.0
Valutazione del Rewatch 6.0

Drama basic, piatto e fiacco

Serie che sulla carta sembra offrire ciò che spesso vado cercando: una visione leggera e spensierata, pur satura di cliché ma con un buon romance capace di emozionare (ultimamente non sono in vena di serie/film troppo impegnativi, apprezzo ancora quelle produzioni che si pone l'obiettivo di intrattenere e basta, se con qualche battito mancato e lacrimuccia di commozione in più, meglio ancora).
Il tenore leggero e disimpegnato si avverte fin dall'inizio, l'infinita serie di cliché e coincidenze sono come da copione presenti, ma sono sempre stata una loro sostenitrice se fatti come si deve, e il tema della convivenza/matrimonio/finta relazione spiana sempre la strada a questa serie di scene e momenti di coppia apprezzabili.
Non ho trovato una storia impegnativa o di spessore: non la cercavo e non me l'aspettavo. Eppure a visione conclusa fatico a dare un voto che non sia una mera sufficienza. Questo perchè è venuta completamente meno la parte emotiva. Coinvolgimento: zero; emozioni suscitate: zero. Gli episodi di susseguono trascorrendo in un letargico torpore che trasmette davvero ma davvero poco. L'attrice protagonista passabile, quello maschile un grande buco nell'acqua: l'attore sbagliato nel ruolo sbagliato. Risulta perennemente poco espressivo, nella mimica, nel portamento, nel modo di recitare. Il ruolo di direttore di un'azienda resta un incarico sulla carta e non va oltre: manca di carisma, intraprendenza, determinazione. Personaggio fiacco e inconcludente, quasi remissivo, poco convincente anche nelle poche scene in cui sembra voler mostrare di avere il polso della situazione. Peccato perchè invece la sua interpretazione da protagonista nella BL mascherata da Bromance "Resta con me" era stata davvero notevole. Il pairing secondario senza infamia e senza lode, non affossano ne risollevano le sorti di una serie che poteva fare poco ma bene, e invece fa poco, male e a fatica. Tranquillamente evitabile.

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Imawa no Kuni no Arisu
2 persone hanno trovato utile questa recensione
da weirde
dic 24, 2022
8 di 8 episodi visti
Completo 0
Generale 9.0
Storia 9.5
Acting/Cast 8.5
Musica 9.0
Valutazione del Rewatch 9.5

Un piccolo capolavoro del genere

Uno dei miei jdrama preferiti, sì somiglia da altri prodotti televisivi giapponesi, ma questo non toglie nulla dalla sua validità e inventiva. Sì abbiamo già visto giochi mortali in tv, che indagavano la psiche umana e cosa sarebbe disposto a fare un uomo pur di sopravvivere, ma questo è comunque innovativo nel suo immaginario, nella psicologia dei personaggi e ha veramente un ritmo incalzante pur senza sembrare mai frettoloso. Anzi, queste 8 puntate mi hanno regalato le stesse emozioni di altri drama di 16 puntate. I cambi di scenario, i personaggi tuutto risulta interessante e coinvolgente.

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Vuoi sposare mio marito?
2 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
mag 6, 2025
16 di 16 episodi visti
Completo 0
Generale 8.5
Storia 9.0
Acting/Cast 8.5
Musica 8.0
Valutazione del Rewatch 7.0

Commedia romantica che "sposa" i classici clichè a un taglio accattivante e originale

Il drama propone un romance ben riuscito, soprattutto perchè intrecciato a una trama non sempre prevedibile e con interessanti risvolti inaspettati, sviluppando una storia d'amore in modo insolito e originale.
Qualcosa di diverso dal solito, fatto bene e capace di catturare l'interesse fin da subito.

Per essere prevalentemente un romance, devo dire che la parte drammatica non è stata lasciata al caso: ci sono scene importanti che riescono a dipingere la vera cattiveria e crudeltà di cui alcune persone sono - purtroppo - capaci. Mi riferisco sicuramente all'episodio iniziale che, con il suo spaccato di forte tragicità, innesca il tuffo in quel passato tutto da rivivere e riscrivere, ma anche agli ultimi due episodi, inflessibili e nei quali non c'è spazio per nessuna possibilità di redenzione.
C'è coerenza nell'approccio, e questa cosa mi è piaciuta molto. Non ci sono sassolini spacciati per montagne e risoluzioni da buonismo diffuso.

Rispetto all'evoluzione della storia, qualche passaggio me l'aspettavo, altri devo dire mi hanno sorpresa. Ho apprezzato il solido legame tra i due protagonisti, anche prima di diventare a tutti gli effetti una coppia. Avrei eliminato anche il breve vacillamento seguito all'entrata in scena della fidanzata pazzoide (Yu Ra), forse l'unico passaggio che ho trovato forzato e a uso e consumo dell'effetto voluto, ovvero la crisi temporanea della coppia.
Per il resto i molteplici intrecci della vicenda sono davvero validi nonostante la complessità della situazione che mescola passato e presente da un parte e giochi di strategia dall'altra. L'attenzione rispetto alla linearità e coerenza del racconto c'è stata e si è vista.

Quanto ai protagonisti, Ji Won sicuramente è quella meglio riuscita: una figura positiva armata di un piano di salvezza che è di fatto anche un piano di vendetta, pur ben motivato. Non ci sono tentennamenti nè grandi rimorsi da parte sua, eppure riesce a mantenere lo spettatore schierato dalla sua parte per tutta la durata della serie. Ji Hyuk è un personaggio dalla buona caratterizzazione, la cui evoluzione è però decisamente minore rispetto Ji Won (al di là del cogliere una seconda chance per la loro storia, per lui tutto si concentra tra il vecchio sè, impegnato solo a lavorare e non a vivere, e il nuovo Ji Hyuk, capace di manifestare desideri ed emozioni). A dare spessore alla serie contribuiscono però anche tutta una serie di personaggi secondari ben studiati, dalla sorellastra di Ji Hyuk allo chef ex primo amore di Ji Won, passando per l'arrendevole signora Jang all'inizialmente ambiguo braccio destro della famiglia Yu, il sig. Lee. Anche la madre di Min Hwan e il sig. Kim trovano il loro perchè, nell'essere volutamente antipatici e fastidiosi. Rispetto ai cattivi, quella che meno mi ha convinto e della quale avrei potuto fare a meno - ma capisco che il drama sarebbe finito con tipo cinque episodi in anticipo - è la già sopracitata Yu Ra. Personaggio folle e sopra le righe, sbucato dal nulla (perchè niente nei ricordi del presente o del passato di JI Hyuk facevano immaginare una sua esistenza) ma che sembra entrare in relazione con tutti i personaggi chiave alla velocità della luce. Un cattivo in modalità "mordi e fuggi", insomma. Ho preferito quindi i due antagonisti che hanno accompagnato il drama dall'inizio alla fine.


INIZIO SPOILER!!!
Ho faticato inizialmente a decidere a chi dei due spettasse la medaglia d'oro del miglior cattivo della serie ma col passare degli episodi sono arrivata destinare il gradino più alto del podio a Park Min Hawn e, nell'ottica della pena del contrappasso, il finale della serie mi ha dato ragione. Lui e Su Min sono davvero perfidi, ma mentre in Su Min si fa sempre più evidente un disturbo psicologico che sfocia in un'invidia ossessivamente malsana nei confronti di Ji Won, Min Hawn mostra di essere nel profondo una brutta persona senza altra ragione alcuna, capace di nuocere pesantemente a chi gli sta intorno per fini meramente egoistici, indipendentemente dal soggetto sul quale andrà ad infierire. Ed ecco quindi che il destino più crudele e senza possibilità di appello sarà dunque il suo, mentre Su Min verrà confinata fisicamente ma potrà continuare ad annaspare tra i suoi deliri, paranoie e vaneggiamenti nei confronti di Ji Won.
FINE SPOILER!!!

Il tema della seconda chance, del tuffo nel passato e la possibilità, conseguente, di cambiare rimescolare le carte del destino lo accomuna alla serie "Perfect marriage revenge" del 2023, ma devo dire che "Marry my husband" è qualitativamente superiore e meglio curata.

Infine, due parole sul cast, soprattutto sugli attori protagonisti. Sarò sincera, l'aver letto i loro nomi è stato il solo motivo per cui ho temporeggiato molto prima di decidermi a guardare il drama. Da una parte Na In Woo, attore che ho conosciuto nel più recente "Motel California", dove la cui espressività recitativa non aveva certo lasciato il segno. Continuo a non trovarlo particolarmente incisivo e destinato a quanto pare a ricoprire ruoli un po' troppo a perenne supporto della protagonista femminile, ma posso riconoscergli che la sua prova in Marry My Husband è stata un gradino sopra l'altra. Poi abbiamo Park Min Young, attrice sulla soglia dei quaranta - tra lei e Na in Woo ci passa quasi una decade, anche se non si direbbe - il cui nome è ormai associato a grandi successi degli ultimi quindici anni (City Hunter, Healer, What's wrong with secretary Kim, ecc.). Attrice che ha avuto la fortuna di essere chiamata a recitare in drama romance quotati, ma al cui successo non so quanto di fatto abbia contribuito: una recitazione, la sua, un po' monotona. Carina la prima volta, va bene la seconda, dopodichè sembra un po' una macchietta che salta da un titolo ben riuscito all'altro. Devo però dire che pur non essendo riuscita nemmeno stavolta a smarcarsi da quello che il suo personaggio standard, ha dato comunque prova di essere riuscita a ricoprire e gestire un ruolo più complesso e impegnativo del solito (ma, nei momenti più leggeri e spensierati, tornava a confondersi con la protagonista di Healer piuttosto che con la segretaria Kim e molti altri).

Se devo trovare una pecca, a livello di emozioni è risultato un po' fiacco. Non ho perso un minuto dei sedici episodi, sia chiaro, ma l'interesse era dettato principalmente dalla curiosità di capire come sarebbe evoluta la vicenda. Sul fronte del coinvolgimento, quello vero, qualcosa non ha funzionato a dovere e non perchè siano mancate le occasioni: davvero molte le scene dai contenuti tristi, piuttosto che drammatici, piuttosto che felici. Ma nessuna capace di essere toccante nel tipo di emozione che doveva trasmettere. O, perlomeno, per me è stato così. Un drama che sono davvero contenta di aver visto ma che, placata la curiosità, non mi verrebbe da rivederlo di tanto in tanto.

In conclusione una serie che sa dosare con il giusto equilibrio la parte romantica con quella drammatica e ha l'indiscutibile pregio di porsi in modo davvero originale catturando l'interesse e la curiosità dello spettatore. Consigliato!

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My Love, Enlighten Me
2 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
nov 10, 2025
24 di 24 episodi visti
Completo 0
Generale 7.0
Storia 7.0
Acting/Cast 7.0
Musica 7.0
Valutazione del Rewatch 6.0

Intermezzo leggero e grazioso per un mood positivo...

Drama carino, piuttosto semplice e disimpegnato. La trama è scontata, anche banale, con tutti i cliché che si possono mettere in conto e dove gli ostacoli insormontabili non sono, a conti fatti, chissà che cosa. Le motivazioni dietro alcune scelte - anche importanti - sono decisamente discutibili, questo va sottolineato fin da subito.
La vicenda è al servizio del romance, la storia in sè viene praticamente costruita attorno ai protagonisti. C'è una superficiale tendenza a rompere e ricucire rapporti come se niente fosse, con tutti i risvolti che seguono e che sembrano davvero molto lontani dalla vita reale. Pur non essendo nulla di nuovo e nonostante qualitativamente sia semplicemente nella media, vanta comunque alcune scelte azzeccate. In primis la caratterizzazione della protagonista, dove piace l'idea di questa ragazza che pur vedendo il suo sogno infrangersi si rimbocca le maniche e riparte da zero, senza mollare nonostante i prevedibili momento di sconforto e sfiducia. Lui è un ragazzo interessante, di poco più giovane di lei (aspetto che caratterizza anche il pairing secondario), inizialmente poco espansivo e dotato di super memoria - sindrome nota come ipertimesia - che da una parte lo rende affascinante e intrigante ma che dall'altra prevede un costo non indifferente.
Le interazioni tra i due sono graziose, le scene romantiche non perfette ma apprezzabili (baci a stampo con occhi a palla bocciati, però), e mi è piaciuto molto il fatto che l'estetica non sia stata messa al primo posto: specialmente per quanto riguarda la protagonista, le due altre figure femminile che l'accompagnano - amica ed ex amica - sono indubbiamente più "belle", secondo i normali canoni, eppure lei resta la scelta più adatta per il ruolo da protagonista, per come è stato pensato. Un valore aggiunto che non capita di trovare molto spesso (i protagonisti solitamente sono in termini di bellezza in cima al resto del cast).
Pairing secondario avviato un po' in sordina, ma viene poi sviluppato in modo interessante, per cui spunta positiva anche per lui. Un po' fiacchi gli antagonisti/rivali in amore. Finale all'insegna della banalità con tutti a tavola.... non aggiungo altro per non spoilerare.
Tirando le somme, è un grazioso e piacevole intermezzo (non nel senso negativo del termine...a volte una visione leggera è quello che ci vuole, non si può vivere solo di drama profondi e impegnativi, nemmeno fossero tutti pietre miliari).

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Had I Not Seen the Sun Part 2
2 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
feb 16, 2026
10 di 10 episodi visti
Completo 0
Generale 9.0
Storia 9.0
Acting/Cast 10
Musica 9.0
Valutazione del Rewatch 8.5
Questa recensione può contenere spoiler

L’umanità di un mostro in un thriller-romance incredibilmente intenso

Non mi aspettavo un drama così intenso, bello ma al tempo stesso difficile da guardare. L’avevo erroneamente scambiato per una serie coreana, forse perché la trama tutto sembrava fuorché un cDrama: è invece una produzione taiwanese, ottimamente riuscita, che decide di osare su molti fronti, fornendo uno spaccato duro ma incredibilmente reale e indubbiamente coinvolgente.
L’inizio è particolarmente cruento, aspetto sicuramente utile allo spettatore titubante e abituato ai drama “standard” per capire che, forse, questa visione non fa per lui. Li Jen Yao viene introdotto così, all’apice della sua efferatezza ripetuta: l’idea del documentario sulla sua storia, mentre è in attesa della condanna a morte, fa chiaramente intendere un lungo e complesso tuffo nel passato della sua vita.
Appare inoltre fin da subito chiaro un nesso nascosto tra la figura della giovane reporter Chou Pin Yu e il pluriomicida: legame di cui lei è palesemente inconsapevole, ma che a lui – e all’amata cugina di lei, dall’aria fin da subito molto sospetta – è di certo ben noto. Altra cosa che stupisce è il suo essere dipinto come un serial killer atipico, particolarmente collaborativo nella ricostruzione dei fatti – non li nega, anzi, sembra esserci a monte una scelta anticipata e consapevole dell’assunzione di responsabilità – quanto ermetico rispetto al movente. Le strane visioni di Pin Yu sottolineano inoltre il legame con la misteriosa studentessa del passato, da lei etichettata come un fantasma inquieto ma che appare subito ben chiaro essere molto più di questo.
Il flashback agli anni del liceo presenta due giovani emarginati: da una parte Hsiao Tung, promettente ballerina spesso presa di mira ma che mostra comunque grande determinazione, una famiglia sana e affidabile alle spalle e difficoltà a integrarsi con i pari, fatta eccezione per la migliore amica, Yu Chen. La situazione di Li Jen Yao appare fin da subito molto più drammatica: malvisto dai compagni di classe e dai docenti, vive in un contesto famigliare particolarmente degradato, dove la madre debole e succube non riesce a ribellarsi al marito violento, nemmeno quando a farne le spese è proprio Jen Yao, continuamente braccato dai delinquenti ai quali il padre deve dei soldi. Questo quadro racconta anni di violenze fisiche e psicologiche. Ne risulta un ragazzo solitario e concentrato solo sul “tirare avanti”, oltre che disilluso per quanto riguarda i rapporti umani (del resto non ha mai avuto nessuno dalla sua parte, nemmeno la madre, unica figura agli occhi della quale – è palese – vorrebbe essere importante).
Nel contesto scuola, oltre al gruppo di bulli – che spaziano dal figlio viziato di un ricco e potente politico al ragazzo sovrappeso e codardo quando non nel branco – emerge un’altra figura chiave: Lin Yu Chen, compagna di scuola e migliore – non che unica – amica di Hsiao Tung: un primo colpo di scena, già che nel presente risulta essere – con un propizio cambio di nome - la cugina di Chou Pin Yu. Anche Yu Chen vive una situazione complicata, fisicamente e psicologicamente tormentata dalla nonna paterna che riversa su di lei l’odio profondo nei confronti della nuora, sparita dopo aver (a suo dire) rovinato la vita del proprio figlio causandone la morte. Fin da subito è chiaro che se per Hsiao Tung Yu Chen è solo un’amica, quest’ultima nutre nei suoi confronti sentimenti più profondi.
Un casuale incontro sul tetto avvicinerà per la prima volta Li Jen Yao e Hsiao Tung: una prima chiacchierata e il ritrovarsi successivamente apprezzando la reciproca compagnia – più cercata da Hsiao Tung già che inizialmente Jen Yao la scambia per pietà – diventa la base per la nascita di un’amicizia che vorrebbe poi evolvere in qualcosa di più. A questo punto ci si aspetta la contro mossa di Yu Chen quale rivale – ufficiosa – in amore: in realtà finirà per esporsi in prima persona nell’ultimo modo che ci si potrebbe aspettare, il tutto per proteggere Hsiao Tung da un provvedimento scolastico. Questo fatto scatenerà una serie di conseguenze che da una parte l’allontaneranno definitivamente da Hsiao Tung (scapperà di casa per fuggire alla nonna iraconda e cambierà città, ritrovando la madre perduta), ma dall’altra le faranno capire che – anche se solo come amica – l’affetto di Hsiao Tung nei suoi confronti è sincero e profondo, già che la nasconderà inizialmente a casa propria per poi accompagnarla nel trasferimento in un’altra città. Forse questa onestà da parte di Hsiao Tung porterà Yu Chen ad accettare l’idea di farsi da parte: quando a Taipei incontreranno Li Jen Yao, Yu Chen suggerirà al ragazzo di dichiararsi, e di non fare il suo stesso errore. Non saranno mai amici, ma onesti rivali e, soprattutto in futuro, alleati nel proteggere Hsiao Tung a qualunque costo.
Il fulmine a ciel sereno – “sereno” si fa per dire, data la già notevole quantità di elementi drammatici introdotti – arriva quando Hsiao Tung decide di aiutare Lin Yu Chen nel risolvere i problemi legati ai debiti del padre, che a loro volta sono collegati a Ti Ou Yang, il sopracitato “figlio di papà” a capo dei bulli della scuola. Il piano di Hsiao Tung fallisce, viene scoperta e la situazione prende una piega agghiacciante: la ragazza diventa vittima di uno stupro di gruppo. Li Jen Yao, massacrato di botte nel tentativo di raggiungerla, non arriverà però in tempo per salvarla, aspetto di cui si colpevolizzerà a vita.
Una distrutta Hsiao Tung si trasferirà altrove con la famiglia, con l’intento di voltare pagina, mentre i giovani seviziatori rimarranno impuniti grazie alle pressioni nei giusti ambienti da parte della potente famiglia di Ti Ou Yang, che metterà quindi a tacere l’intera vicenda. La rabbia incontenibile e il senso di impotenza porterà il padre di Hsiao Tung a un’azione impulsiva (cercherà – senza grande successo - di investire il gruppo di bulli) ma che si risolverà nel definitivo bisogno di trasferirsi altrove. Li Jen Yao e Hsiao Tung si saluteranno sul tetto della scuola: lei, per quanto a pezzi e desiderosa di ricominciare una nuova vita, darà comunque appuntamento a lui di lì a cinque anni sullo stesso tetto, per festeggiare il Natale. La rabbia e il dolore di Li Jen Yao nel vederla così prendono il sopravvento e, mostrando una maggiore arguzia rispetto al padre di Hsiao Tung, riesce poco più tardi a fare emergere il collegamento col giro di droga e la famiglia Ti, arrivando a pugnalare platealmente Ti Ou Yang: l’intenzione non è quella di ucciderlo ma di attirare su di sé lo sguardo dei media per dare risalto alla vicenda, in seguito alla quale il padre di Ou Yang perde effettivamente le elezioni alle quali è candidato. Li Jen Yao viene quinti denunciato e condannato a sei anni di prigione (aspetto che aveva anticipatamente messo in conto e del quale non si pente). Esce, dopo aver scontato la pena, e si mette alla ricerca di Hsiao Tung, lavorando nel frattempo per una ditta di pulizie professionali. Trova traccia dell’appuntamento che si erano dati sul tetto della scuola (le decorazioni di Natale e il messaggio di augurio di Hsiao Tung), evento ormai passato da due anni e al quale non si era potuto presentare in quanto rinchiuso in carcere.
L’incontro con Hsiao Tung avverrà praticamente per caso: un volto diverso, una giovane donna non vedente, un nome diverso e riferimenti a una vita che nulla hanno a che vedere con Hsiao Tung. La riconosce a livello istintivo, ma tutto sembra fargli intendere che si tratti di un errore. Il dubbio avrà breve durata e diventerà chiaro che Tieng Chin altri non è che una nuova personalità di Hsiao Tung, sviluppata quale meccanismo protettivo in seguito a un tentato suicidio dopo aver visto la diffusione del video che riprendeva lo stupro (in realtà lo spettatore avrà modo di incontrare anche un’altra personalità generata dal disturbo dissociativo, la ragazza col bruco dipinto sul dito e amante dei lecca lecca, personalità di forte spirito che subentra in alcuni momenti chiave a protezione di Hsiao Tung). Li Jen Yao e Tieng Chin si avvicinano e iniziano una relazione, con lui distrutto per quanto patito dalla ragazza di un tempo e deciso a fare tutto il necessario per farla vivere serenamente, anche a costo di nasconderle la verità. L’apparente soluzione si rivela però inefficace quando uno degli stupratori – angosciato dal senso di colpa – rintraccia Tieng Chin e senza il minimo riguardo per la fragilità della donna la assilla in cerca di perdono: l’episodio distrugge nuovamente il già precario equilibrio della donna, che tenta un nuovo gesto estremo e si rifugia in una nuova personalità. Li Jen Yao capisce di dover prendere le distanze e che non basta cancellare il passato dalla memoria di lei per proteggerla per sempre: l’unico modo certo è quello di eliminare tutti coloro che sanno – ovvero i responsabili – ed evitare così qualsiasi possibile loro ritorno nell’attuale o futura vita di lei. Il primo omicidio non è premeditato, Jen Yao sembra perdere effettivamente la ragione in una situazione provocatoria in cui viene portato oltre il limite. I successivi, invece, sono tutti voluti e meticolosamente pianificati. La vede come unica soluzione possibile e, ritenendosi responsabile di tutte le sventure di Hsiao Tung, si sente in dovere di intraprendere questa strada, con la consapevolezza di diventare a sua volta un mostro e di doversene poi assumere tutte le responsabilità. L’uccisione della moglie e del figlio di uno dei seviziatori non è premeditata: Jen Yao si trova davanti a un quadro famigliare di abusi simili a quello della sua infanzia, la sua mente ormai troppo messa alla prova cede e sovrappone le due cose: quando uccide il bambino – scena fortissima – di fatto sta uccidendo sé stesso. Nella sua vita è stato a suo modo una vittima di ciò che ha subito e di ciò di cui si è convinto, ovvero di essere il responsabile di tutto quanto è andato storto, anche se di fatto non è così.
Ho apprezzato che il drama non punti a giustificare le sue azioni, già che di fatto non sono né giustificabili né perdonabili: non esistono mostri con cattive intenzioni e mostri con buone intenzioni. Al più potremmo fare distinzione tra mostri senza motivo (i bulli della scuola) e mostri con una motivazione, come nel suo caso, dove si spiega l’iter che lo ha portato a quel punto senza però giustificarlo. A sorprendere più di tutto, in questo drama, è il ritratto complessivo e complesso del personaggio, portato più volte psicologicamente al limite come Hsiao Tung, pur in forma diversa e con conseguenze nel suo caso imperdonabili. Riuscire a far emergere l’umanità e accettare la presenza della stessa anche nel “mostro” è sicuramente l’obiettivo più arduo che la serie si pone, ma che raggiunge egregiamente: Jen Yao è un mostro, non un eroe e nemmeno un antieroe. Ma è anche umano.
E’ con la serenità di chi ha raggiunto il proprio obiettivo che Li Jen Yao va incontro alla condanna a morte: Hsiao Tung è tornata sé stessa e ha finalmente voltato pagina, il suo futuro non potrà più essere minacciato dal suo passato. Il drama chiude con un passaggio alquanto difficile, che non va però frainteso: quello di Hsiao Tung non è il gesto estremo di chi cerca una via di fuga – come accaduto in passato – bensì l’espressione di una scelta consapevole fatta in totale libertà – libertà datale dal “sacrificio” di Lin Jen Yao - e senza pressione/influenza alcuna, per quanto moralmente discutibile. La scena finale è un tributo – ovviamente immaginario – ai due protagonisti, di nuovo giovani e riuniti sul tetto della scuola a festeggiare – finalmente – il loro primo Natale insieme.


Il drama si caratterizza per un linguaggio insolitamente crudo e volgare, scene e riferimenti espliciti, descrizione e immagini dei delitti abbastanza raccapriccianti. E’ un thriller con una componente drammatica particolarmente intensa e al contempo un romance sofferto estremamente coinvolgente. Rispetto alla musica, il “Clair de lune” di Debussy è un brano classico che – come altri – non si può che trovare sempre splendido, tra l’altro ben contestualizzato nella vicenda. Questa scelta sembra però voler escludere la presenza di altri brani originali, ma va bene così. Cast eccellente: ho trovato la recitazione di tutti i personaggi principali – e buona parte di quelli secondari – estremamente credibile e convincente, nonostante ruoli e o scene tutt’altro che da manuale.
Apprezzabile ma non indispensabile il simbolismo legato alla farfalla nera e alla falena, che si conclude con le due che volano insieme alla luce del giorno. Un appunto sull’immagine di locandina – sia della prima che della seconda parte nella quale è suddiviso il drama – che ho trovato piuttosto fuorviante: gli abiti semi-eleganti quale giacca e dolcevita nero di lui nella versione adulta fanno pensare a un’evoluzione della trama in una direzione diversa e che di fatto non c’è.

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Love Scout
2 persone hanno trovato utile questa recensione
feb 18, 2025
12 di 12 episodi visti
Completo 2
Generale 8.0
Storia 8.5
Acting/Cast 8.5
Musica 7.0
Valutazione del Rewatch 7.0
Questo drama è una grandissima green flag e questo è indiscutibile. Detto ciò, non mi ha particolarmente emozionata. E' riuscito a tenermi quella compagnia di cui avevo bisogno (sono orfana di un altro kdrama) ma non mi ha mai fatto sorridere o urlare di gioia o intristire. Forse l'avrei fermato all'episodio 10: per me questa cosa di voler per forza metterci sempre l'intrigo, la cosa brutta non la capisco se non per allungare il brodo. Quindi tolto ciò, il resto è un buon prodotto con un buon equilibrio tra tutti gli elementi ma nulla mi ha fatto battere il cuore. Resta cmq un buon prodotto e una buona compagnia. Bella anche la seconda coppia. Bello il rapporto adulto e normale di tutti i presenti. Bello l'elemento famiglia.

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Zuo Ye Xing Chen You Feng Jun
2 persone hanno trovato utile questa recensione
mar 16, 2025
94 di 94 episodi visti
Completo 0
Generale 7.5
Storia 8.0
Acting/Cast 8.0
Musica 6.0
Valutazione del Rewatch 7.0

Reverse harem leggero e divertente, ma finale aperto

Divertente, soprattutto per le dinamiche che si sviluppano inizialmente tra la principessa e i 4 principi: vuole essere servita!? Quale orrore! I gustosi principini si comportano come se fossero vergini tremebonde, finché non cambiano idea.

Finale carino ma completamente aperto. Peccato che 99% non faranno mai un sequel.

Bella parata di bei ragazzi, nemmeno male, come attori, e anche i servitori si difendono bene. L'unico ridicolo è il cosiddetto Jason, che se evitavano di farci vedere nella vasca da bagno era meglio, visto che sembrava un pulcino bagnato, oltre a non essere un gran che nemmeno in viso. Volendo essere proprio cattivi.
D'altronde, non si guarda un reverse harem per cercare personaggi intelligenti, o comunque non solo per quello, mettiamola così.

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Completo
Jiao Yang Si Wo
2 persone hanno trovato utile questa recensione
gen 29, 2026
36 di 36 episodi visti
Completo 3
Generale 6.5
Storia 6.0
Acting/Cast 8.0
Musica 7.0
Valutazione del Rewatch 5.0
L'ho finito da una settimana appena e ne ho fatto tabula rasa. Non mi ricordo l'80% di quello che succede perchè nell'effettivo non succede nulla. Questo prodotto è un'enorme green flag, ed è cosa bella ma nell'esserlo in maniera totale risulta vuoto soprattutto su una storia che deve ricoprire così tanti episodi. Inoltre la chimica tra i due non mi ha fatto effetto. Non so, non mi aspettavo di rimanere delusa visto l'enorme hype che c'è dietro e tutti i volti alti che si sta prendendo.
Per carità, non è brutto. E' carino, si fa vedere e tiene abbastanza compagnia. Ma è piatto come un asse da stiro.

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Labourer Noh Moo Jin
2 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
gen 8, 2026
10 di 10 episodi visti
Completo 0
Generale 8.0
Storia 8.0
Acting/Cast 9.0
Musica 7.5
Valutazione del Rewatch 7.5

Uno sguardo equilibrato tra giustizia sociale e leggerezza

"Oh My Ghost Clients" è una serie coreana che mescola con originalità il genere soprannaturale, la commedia e il drama legale-sociale. Fulcro della storia è un avvocato del lavoro che, dopo un'esperienza pre-morte, si trova a dover aiutare fantasmi di vittime di ingiustizie professionali per risolvere i loro conflitti in sospeso e permettere loro di passare oltre.
La serie presenta diversi punti di forza: la premessa è originale e socialmente rilevante, ogni caso - generalmente risolto in uno o due episodi, senza però coincidere necessariamente con gli stessi, come spesso accade - affronta tematiche spinose come quella delle morti sul lavoro legate al non rispetto delle norme di sicurezza, piuttosto che il bullismo e il mobbing in ambito professionale, offrendo uno spaccato crudo nei contenuti ma accessibile nelle modalità di presentazione. Il trio dei personaggi principali, interpretato da Jung Kyung Ho, Seol In Ah e Cha Hak Yeon, presenta un buon affiatamento e regala delle performance solide. Jung Kyung Ho, in particolare, si riconferma ancora una volta un attore di grande talento, capace di bilanciare comicità e profondità emotiva (parallelamente alla serie di "casi" si coglie una costante evoluzione del personaggio). Interessante la figura della madre, mentre abbastanza sottotono la moglie, interpretata da un'attrice la cui recitazione vacillava un po'.
Pregio di questo kdrama è l’essere un po’ diverso dal solito, intrecciando in modo convincente l’intrattenimento umoristico a vicende toccanti. Per gli amanti del romance, è bene non avere aspettative: si possono identificare due coppie, ma il loro sviluppo è minimo e ai margini della storia principale. Calzante anche l’epilogo, che ho trovato intenso e commovente.

Quanto ai difetti, il ritmo narrativo è spesso altalenante: negli episodi iniziali prevale la serietà , mentre lo sviluppo centrale a volte diventa ripetitivo o trascura la tensione drammatica a favore della commedia (la storia del giovane tirocinante mi ha emozionata – nella sua tristezza – più che le successive vicende dell’infermiera piuttosto che della signora delle pulizie). L’aspetto legale non è molto approfondito, e credo nemmeno troppo verosimile, per cui le soluzioni individuate e le contro reazioni dei colpevoli sembrano più scenografiche che di contenuto. Ma va bene così: non vuole essere un documentario preciso e cavilloso bensì ricordare – in quella che è pur sempre una serie di intrattenimento – delle tematiche importanti e quanto mai attuali.

In conclusione, "Oh My Ghost Clients" è una serie consigliata a chi è alla ricerca di qualcosa diverso dal solito, pur senza romance ma con un’interessante formula ibrida, il tutto corredato di un ottimo cast. Una visione con una buona dose di leggerezza ma anche spunti di riflessione che ogni tanto è bene fare.

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My Romance Scammer
2 persone hanno trovato utile questa recensione
da Jade L
apr 19, 2026
12 di 12 episodi visti
Completo 0
Generale 5.5
Storia 5.0
Acting/Cast 7.5
Musica 5.0
Valutazione del Rewatch 4.0

Sembra che non sapessero che strada prendere con questa storia

Per me non ci siamo, la trama era interessante anche se trovavo esagerato che fossero due cugini truffati casualmente.
Infatti questo secondo me è un lato che potevano gestire diversamente perché due coppie con la stessa tematica non è granché, poco intrigante e coinvolgente. Tuttavia trovato interessante questa tematica della truffa e per carità non mi aspettavo chissà cosa, essendo di base una rom com ma nemmeno gestirla così in modo veramente poco sensato e soprattutto inverosimile.
La parte dove ancora non sanno di essere truffati dai protagonisti e si stanno innamorando l'ho trovata piatta e noiosa per quanto ci siano anche scene carine, non accade nulla di che e si innamorano subito! Quando viene tutto a galla l'ho trovato un pò più intrigante ma viene gestito in modo discutibile, con il perdono facile e semplificazione di quello che hanno fatto (che è grave), ad eccezione di alcune dinamiche che erano carine.
Insomma di questo drama salvo principalmente Mark e Junior che sto adorando e gli attori della seconda coppia che non mi sono dispiaciuti. L'idea era carina ma lo sviluppo meno fondamentalmente, è comunque un drama che a volte mi ha intrattenuto, leggero da guardare spegnendo il cervello ma di fatto per me presenta varie problematiche.

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Love Scout
2 persone hanno trovato utile questa recensione
lug 24, 2025
12 di 12 episodi visti
Completo 0
Generale 6.5
Storia 6.0
Acting/Cast 6.0
Musica 6.0
Valutazione del Rewatch 5.0
Questa recensione può contenere spoiler
Recensito da: Jade IG: _Dramalia_

“Come risolvere tutto in venti minuti.”
Secondo voi perchè ho iniziato questo drama? Perché una persona che non ama affatto le storie di solo romance si è buttata nella visione di una storia d'amore in ufficio? Proprio io, che di solito prediligo morte, sangue e violenza? Bhè, ovviamente perchè sempre io sono facilmente influenzabile dai reel di Instagram e quindi, non appena ho visto quei montaggi ad arte di una green flag suprema, mi ci sono buttata a capofitto, senza neanche pensarci troppo! Lo so, ci ero già passata e nonostante questo ho cocciutamente commesso ancora lo stesso errore. Ma se l'altra volta ero rimasta favorevolmente colpita dagli addominali di Do-Hwan ne “I Segugi”, questa volta ho sbadigliato a più non posso e in qualche occasione mi sono messa anche a scorrere i reel per passare il tempo. Il drama parte forte e vi assicuro che c'era del potenziale, eccome se c'era, le puntate erano anche lunghe (qualcuna arrivava anche a 1h e 20 minuti), gli episodi 12, quindi lo spazio per gli approfondimenti era più che disponibile, ma qui hanno scelto coscientemente di fregarsene. Hanno deliberatamente creato un sacco di potenziale per poi buttarlo alle ortiche, cosa che personalmente mi fa arrabbiare molto di più che se avessero scritto un drama mediocre già in partenza e non avessero poi potuto salvarlo.
La nostra storia ruota attorno a una CEO, Kang Ji-yun (Han Ji-min), fredda e feroce, che ha una sua azienda di head hunting (cacciatori di teste o meglio conosciuti come reclutatori per le aziende). Questa donna si è fatta da sé e si vede. Non dorme, non mangia, respira lavoro e caffeina, si sostiene solo con la pura forza di volontà e non c'è niente e nessuno che possa fermarla. A parte la salute. Infatti finisce in ospedale e la sua socia, per disperazione, la convince ad assumere un segretario. Tale Yu Eun-ho (Lee Joon-hyuk), padre single di una splendida bimba di sette anni, che ha lasciato il lavoro per un anno per occuparsi della figlia, ma al suo rientro lo hanno incastrato, costringendolo ad andarsene. Quest'uomo è la rappresentazione vivente di una green flag. Avete presente tutte le altre di cui ci siamo innamorate nel corso degli anni? Ecco, buttatele via, perché lui è il Re delle foreste verdi, un uomo che farebbe sciogliere il cuore più gelido. Non solo è un padre amorevole, ma è anche un segretario perfetto. Organizza il caos di Ji-yun e l'aiuta continuamente anche se lei lo odia e vorrebbe che sparisse. È talmente perfetto che le mette i bordi per bambini agli spigoli della scrivania perché non si faccia male, che le sistema la porta visto che ci sbatte sempre contro, che continua a girare in macchina tutta la notte pur di non svegliarla quando dorme. Inoltre è ordinato in modo impressionante e cucina come uno chef professionista. Chi non vorrebbe un uomo del genere al proprio fianco? Bhè, all'inizio Ji-yun non si rende proprio conto di quale somma fortuna abbia avuto trovando il segretario Yu, anzi lo maltratta e vorrebbe farlo dimettere, ma la cosa dura davvero poco. Lentamente e inesorabilmente apre gli occhietti e comincia a provare dei sentimenti forti per lui. È davvero imbarazzante come lo guarda e soprattutto come gli sbava dietro, mentre lui, stoico e all'apparenza inconsapevole, continua a salvarla da sé stessa e dai suoi nemici. Ora, vorrei dire che c'è di più in questo drama, ma davvero non c'è altro. Loro si innamorano, in cinque secondi lo sa anche mio zio e la figlia di lui accetta la sua nuova mamma felice e contenta. I due second innamorati rispettivamente di lei e di lui, sono inutili come un ghiacciolo al Polo Nord e i cattivi così ridicoli che ogni loro tentativo di creare scompiglio è quasi comico. Perciò semplicemente non c'è molto altro da dire. Ogni qual volta si viene a creare un problema, questo viene risolto in venti minuti, di orologio proprio. Come il fatto che il padre di Ji-yun sia morto in un incendio per salvare, guarda caso, il segretario Yu. Cinque minuti di tragedia in cui lei sembrava che non potesse mai più perdonarlo, non potesse amare l'uomo per il quale suo padre aveva perso la vita e poi? Niente, puff tutto finito in una bolla. Innamorati persi come prima. Io vagamente perplessa mi domandavo se lo sceneggiatore non avesse avuto proprio voglia di scrivere quel giorno o se avessero tagliato parti a caso per qualche motivo oscuro. Persino quando i cattivi sembrano avere la meglio dura tipo venti minuti la tragedia e poi niente, fine. Risolvono tutto con quattro frasi in croce, e persino il cattivone dei cattivoni diventa un agnellino. Io boh! Cioè io capisco la necessità di fare i drama romantici, davvero lo posso anche sostenere in un certo senso, ma così no. Questo drama che doveva sulla carta essere epico, è stato relegato in un angolo, a causa di scelte di regia alquanto discutibili. Ji-yun tra l'altro una protagonista bipolare. Prima fredda come il ghiaccio e non appena si innamora di lui diventa un cucciolo di labrador scodinzolante, senza neanche più la capacità di concentrarsi. Fa delle dichiarazioni d'amore che ti fanno venire voglia di scappare dall'altra parte a gambe levate ed è così lucida che pare perennemente sudata. Personalmente non mi ha trasmesso niente, neanche simpatia. Lui è forse l'unica cosa che mi ha permesso di andare avanti con la visione di questo drama. È forte, intelligente, compassionevole, sa sempre cosa dire, come dirlo, come prendere le persone, ha tutto quello che uno potrebbe volere e forse è questa la sua grande pecca: non ha difetti. È persino ordinato al punto che mentre sono ad amoreggiare vola in terra un po' di roba e dopo si mette a sistemare a passare l'aspirapolvere! Cioè l'uomo della vita. Però oltre a lui non c'è altro. I second sono insulsi (anche se ammetto che a me piaceva tantissimo Jung-hoon, il figlio del presidente cattivo) e non fanno il loro lavoro, tentando i nostri protagonisti neanche per mezzo secondo e quelli che dovrebbero essere i cattivi, sono al massimo dei barboncini che abbaiano troppo e mordono poco. Perciò, se proprio non avete altro da vedere, guardatelo pure, ma ci sono romantici molto migliori di questo.

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Shugakuryoko de Nakayokunai Group ni Hairimashita
2 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea Flower Award1
dic 29, 2025
10 di 10 episodi visti
Completo 0
Generale 7.5
Storia 7.0
Acting/Cast 8.0
Musica 7.5
Valutazione del Rewatch 7.5

Delicata e graziosa BL sull'amore adolescenziale tra i banchi di scuola

BL molto semplice, delicata e adolescenziale, che ruota attorno ad un unico pairing, formato dall’affascinante e apparentemente irraggiungibile Watari e dal gentile, un po’ impacciato e timido Hioki.
La storia è davvero leggera e senza pretese, con tutti i cliché che si possono mettere in conto. Ci troviamo tra i banchi del liceo, con gruppi di studenti che intrattengono amicizie dai risvolti ancora un po’ infantili.
Da una parte abbiamo quindi Watari, ragazzo bello e popolare ma un po’ enigmatico, che comincerà a corteggiare Hioki a modo suo, ovvero imponendo la sua presenza e manifestando possessività a tratti. E’ un ragazzo di fatto determinato, ma anche estremamente ermetico. Agli occhi di Hioki risulta difficile comprendere le sue intenzioni ed emozioni, se non quando arriva a dichiararle apertamente. Hioki dal canto suo è un giovane dall’indole gentile e genuina ma anche molto insicuro e con scarsa autostima: non si sente all’altezza di Watari e nemmeno dei suoi amici, pertanto inizialmente non si capacita del fatto che vogliano renderlo parte del loro gruppo.

A livello di recitazione, decisamente buona la prova per entrambi i protagonisti: Fujimoto Kodai (Hioki) interpreta il suo ruolo con grande naturalezza riuscendo a farsi apprezzare e risultando grazioso pur non essendo esteticamente bellissimo. Hideyoshi Kan (Watari) veste in modo performante i panni del “bello e irraggiungibile” - che poi così irraggiungibile non è e non vuole essere – oltre a dimostrare una grande espressività non verbale, soprattutto a livello di sguardi. Quanto alla chimica e alla sintonia tra i due siamo sicuramente a un buon livello. Nei confronti dello spettatore - almeno personalmente - mancava qualcosa: li ho trovato carini e graziosi, ma non sono riuscita ad affezionarmi come mi capita con altri personaggi in altri drama.
In termini di caratterizzazione dei due giovani, trovo però che abbiano saputo descrivere in modo calzante le due facce della medaglia che rappresenta un po’ il periodo turbolento dell’adolescenza: insicurezza, timore e in generale un approccio a piccoli passi da una parte (Hioki) e l’intensità di chi vuole qualcosa senza mezze misure e quasi si trattiene dal procedere a lunghe falcate (Watari).
Rispetto al cast secondario, non ho trovato dei personaggi ben delineati, ma del resto l’intero drama ha come unico focus la coppia principale. Ho apprezzato un po’ l’amico di infanzia di Hioki nella misura in cui promuoveva una sana gelosia e rivendicazione da parte di Watari, mentre gli amici di quest’ultimo sono stati un po’ un contorno insipido, in alcuni momenti anche un po’ superfluo.

In tema OST, c’è giusto un brano che ho trovato interessante. Del resto la scarsa durata della serie impedisce un po’ di affezionarsi a una o più musiche e il numero di volte che possono essere riproposte è complessivamente limitato.

Come tipologia di BL mi ha ricordato per certi versi il drama giapponese “My love mix-up!”(Kieta Hatsukoi, 2021) e per altri il drama – sempre giapponese – “If It's You, I Might Try Falling in Love” (Kimi to Nara Koi wo Shite Mite mo, 2023). Del primo mi ha ricordato un po’ le dinamiche scolastiche, del secondo la delicatezza. Non è però a mio avviso riuscito ad eguagliare né l’uno né l’altro. Questo perché l’ho trovato non perfettamente bilanciato: avrei gestito diversamente il seppur poco tempo a disposizione, dove si ripetono alcuni meccanismi caratterizzati un impaurito Hioki che sembra subire inevitabilmente il fascino un po’ predatorio di Watari senza mostrare uno sviluppo costante (ogni tanto il passo avanti c’è, ogni tanto no e quindi si aspetta la successiva scena dello stesso tenore). Questo ha portato a qualche dilungamento non necessario e a concentrare un po’ troppo il finale, molto bello ma che avrei preferito fosse più diluito. Si fa però perdonare con i due mini episodi extra – dieci minuti l’uno – dove finalmente all’imbarazzato corteggiamento subentrano degli approcci da coppia, e quindi un po’ più decisi e intensi.

Spunti di miglioramento a parte, è senza dubbio consigliata a tutti gli amanti delle BL (e anche a chi per la prima volta vuole approcciarsi al genere, direi).

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Payback
2 persone hanno trovato utile questa recensione
da Kana
5 giorni fa
10 di 10 episodi visti
Completo 0
Generale 7.5
Storia 7.0
Acting/Cast 9.0
Musica 10
Valutazione del Rewatch 3.0
Questa recensione può contenere spoiler

Vale la pena vedere Payback?

Ho iniziato a vedere questa serie da quando è uscito l'episodio 8 (quindi con l'opportunità di vedere quasi tutta la serie di fila) ma ammetto che, se l'avessi seguita un episodio a settimana, non ci avrei capito NULLA.

Per i primi episodi mi è risultato facile capire la trama e la storia, ma mi sono un po persa quando Jay ha capito che il ragazzo vestito da coniglietto rosa fosse Sun (episodio 6), e perché Sun ci ha messo tanto per capire che il ragazzo con cui è stato quella notte fosse Jay? (episodio 8)

Apprezzo molto come hanno dedicato quasi un intero episodio a Sky 👍 e che alla fine della serie è riuscito a diventare un attore famoso.

Non ho capito molto il personaggi di Sunny e perché ha una fine così... triste direi. 🤨
Non mi è sembrata molto necessaria la scena dove "fa fuori" un ragazzo nella piscina di Songphon.
Inoltre perché la sua carriera da attore è finita dopo la morte di Songphon? Forse mi sono persa qualche parte 😐

Parlando della fine, sono rimasta un po delusa o meglio dire confusa. La fine mi sembra molto affrettata, quindi sarebbe stata meglio una serie da 12 episodi.
L'ultimissima scena di JaySun sul tetto molto carina 🥹

Direi un Cast molto azzeccato e recitazione top.
La musica INCREDIBILE, la canzone nell'intro l'ho trovata molto bella e difficile da saltare 🔥
Purtroppo non consiglio un rewatch, sarebbe solo perdita di tempo 😅 ma riguarderei volentieri qualche scena NC, visto che sono sembrate reali 😳

Spero facciano un episodio speciale perché mi piacerebbe molto vedere qualche scena extra di JaySun 🤭

E tu cosa ne pensi? 😗

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Behind Your Touch
2 persone hanno trovato utile questa recensione
da weirde
ott 2, 2023
16 di 16 episodi visti
Completo 0
Generale 8.5
Storia 8.0
Acting/Cast 9.0
Musica 9.5
Valutazione del Rewatch 9.0
Questa recensione può contenere spoiler

Bello e fatto bene

Partiamo col dire che venivo da un periodo di drama "meh", cioè drama che avevo guardato però o non mi erano piaciuti, o non mi avevano preso. E sulla carta non mi ispirava tantissimo neppure questo. Avevo già visto drama e anche telefilm americani sulla psicometria da patita dei romanzi e telefilm con un pizzico di paranormal. Non per nulla ero grande fan del telefilm MEDIUM. Però ho voluto comunque dargli una possibilità e per fortuna che l'ho fatto perchè questo drama è stato una boccata d'aria fresca dopo mesi di delusioni. Carino, divertente, irriverene, capace di prendersi in giro ma senza esagerare, senza eroine martiri a casa o sul lavoro o so tutto io, senza predestinazioni o ci eravamo incontrati in fasce quindi era destino di reincontrassimo, e senza cattivi troppo ovvi o che alla fine si autodenunciano.
NO, qui c'è da ridere, c'è da commuoversi, c'è da pensare, c'è un'indagine abbastanza seria, un killer che finalmente ammette che non uccide per un motivo ma solo perchè gli piace quindi è inutile che la polizia cercasse un movente....Tutto torna e anche i protagonisti non si innamorano di colpo, c'è una simaptia ma questo non è un drama romance e lo sa. E il fatto che l'eroina debba toccare i sederi per vedere il passato delle persone da quel giusto pizzico di brio alla cosa senza mai cadere nel volgare. Così come i poteri derivanti da una mucca esplosa. Forse l'unico difetto che posso trovare al drama è che dalla metà in poi è molto più serio e cupo, pur non dimenticando mai le sue radici ironiche, e due o tre episodi potevano forse essere tagliati verso il finale. Infatti l'indagine gira un po' su se stessa. Ma ci sta per confondere lo spettatore e poi tutto vierne spiegato bene grazie al cielo. Se non fosse per il finale della puntata finale che mi ha lievemente deluso perchè speravo i due protagonisti almeno uscissero ufficialmente insieme, gli avrei dato nove pieno.

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