Completo
Descendants of the Sun
2 persone hanno trovato utile questa recensione
mag 13, 2024
16 di 16 episodi visti
Completo 2
Generale 8.5
Storia 8.5
Acting/Cast 10
Musica 7.5
Valutazione del Rewatch 7.5

Un film che ho amato e che rivisto mi ha fatto vedere i suoi limiti e abbassare il punteggio

Riguardandolo mi sono accorta che la prima immagine è quella del cielo stellato visto prima nella sua immensità e poi attraverso i fori che i proiettili hanno trapassato il casco di un soldato, sicuramente ucciso ... ecco, questa prima immagine ha in sé una potenza di comunicazione che pervade la serie che sto per riguardare.
Tutto l'universo è per l'essere umano, per il singolo uomo. Tutto è per la felicità del singolo, ma per affermarla bisogna lottare, mettere in gioco la propria vita e i propri talenti in qualsiasi campo si operi.
A differenza della maggior parte dei film occidentali in cui l'uomo deve autocensurare la sua potenza virile, la sua forza e la sua differenza dalla donna, finalmente delle storie d'amore nelle quali la donna, con diverse sfaccettature, è femminile, pronta all'accoglienza e alla cura dell'altro, che sia il proprio innamorato o semplicemente qualcuno che ha bisogno di essere accudito, e l'uomo è forte, generoso, disposto a dare la vita per il bene di coloro che ama e soprattutto a usare la forza contro i prepotenti e nella lotta contro il male.
Nel rewarch ho colto la prolissità e l'inconsistenza di alcuni personaggi che non cito per non spoilerare, sinceramente le scene lunghissime di lacrime e singhiozzi mi fanno premere il pulsante che le supera velocemente ... soprattutto tutti questi bravissimi attori ... ma perché li fate piangere come delle fontane ... ?? Quindi da 10 ho portato a 8,5 il punteggio.
Tolte un po' di scene con frasi da "baci Perugina", nel complesso, storie raccontate bene, con bellissima fotografia, bravissimi attori, grazie ai traduttori.

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Irrequietudine Primaverile
2 persone hanno trovato utile questa recensione
feb 14, 2026
12 di 12 episodi visti
Completo 0
Generale 6.0
Storia 6.0
Acting/Cast 7.0
Musica 6.0
Valutazione del Rewatch 4.0

Sni

Se volete vedervi una serie carina; mezza divertente e non avete pretese di nessuna sorta, allora è il drama che fa per voi. Se invece cercate un drama che vi coinvolga fin dalla prima puntata, allora cambiate opera. A me non ha entusiasmato sia a livello di storia, sia per la chimica tra iprotagonisti.
La storia è di base burlesca, a volte esasperata e io non sono proprio un amante di questo elemento, quindi già partivo male, ma ho voluto cmq dargli una possibilità. Se debbo scegliere tra i due background, quello che mi è piaciuto di più è stato quello di ML anche per come è stata gestito mentre l'evoluzione di quello di FL mi ha delusa.
Per il resto non è per nulla un drama indimenticabile, con personaggi forti o una storia solida. Diciamo che trova il tempo che trova.

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The Vampire Lives Next Door To Us
2 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
ago 11, 2025
Completo 1
Generale 8.0
Storia 8.0
Acting/Cast 8.5
Musica 7.5
Valutazione del Rewatch 7.5
Questa recensione può contenere spoiler

Un cortometraggio, omaggio a una tragedia e con un bravissimo Ji Sung: ha il suo perchè.

Una chicca di cortometraggio. Davvero breve, non arriviamo nemmeno a 20 minuti, ma ha indubbiamente il suo perchè.
Quattro attori soltanto, di cui uno che fa la differenza: Ji Sung, attore di indescrivibile talento che riesce a portare in scena un personaggio interessante in meno di mezz'ora.
Il suo è un vampiro che appare subito un po' atipico: si sveglia di soprassalto per l'incubo premonitore, lamenta il freddo e sobbalza per lo spavento. Ma l'atmosfera è indubbiamente fedele al tema vampiresco: le tinte scure dell'obitorio (unica location), la luce fredda e ridotta al minimo, il metallo gelido delle celle frigo, i canini aguzzi e pronunciati, un vago accenno di sensualità... a cui si aggiunge la mise di un vampiro in chiave moderna che mi ricorda molto l'eleganza decadente del Lestat di "Intervista col vampiro": giacca e cravatta, occhialini scuri, capigliatura folta e un po' ramata mentre tiene in mano un crisantemo bianco mezzo appassito. Eccentrico e stravagante come il Jhonny Depp dei tempi migliori (dalla capigliatura un po' stile Edward mani di forbice agli sguardi singolari e pesantemente truccati degni di Jack Sparrow).
Il cortometraggio risale a un anno dopo il disastroso naufragio del traghetto Sewol, ribaltatosi e poi affondato al largo delle coste della Corea del Sud nell'aprile 2014, causando la morte di oltre 300 persone, molte delle quali studenti in gita di una scuola locale. Non a caso, la ragazza morta per annegamento che viene portata all'obitorio è palesemente una studentessa e rappresenta ciascuna delle numerorissime vittime. I dettagli sono di un'importanza fondamentale, gli occhi aperti del cadavere - nonostante i tentativi di abbassare le palpebre - sembrano un chiaro monito: non si può e non si deve chiudere gli occhi sulla tragedia avvenuta.
L'elemento fantasy consente quindi una testimonianza diretta da parte della Nami rediviva: la sua è una chiara denuncia, che trova reale riscontro nei fatti storici (vero che ai passeggeri era stata inizialmente fornita l'indicazione di restare nelle proprie cabine, invece di avviare tempestivamente le operazioni di evacuazione; tristemente vero anche l'accenno all'abbandono, già che parte dell'equipaggio - tra cui proprio il comandante - sono stati i primi ad abbandonare la nave davanti all'ormai inevitabile inabissamento, lasciandosi alle spalle innumerevoli vite da salvare.
Un po' di contorno le figure degli altri due uomini, più che altro un espediente necessario per dare voce a specifiche uscite che sarebbero altresì suonate come dei vaneggiamenti deliranti individuali.
In conclusione, un omaggio decisamente particolare ma ben fatto e di buon gusto.

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Assistant of Superstar
2 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
feb 1, 2026
24 di 24 episodi visti
Completo 0
Generale 6.5
Storia 6.0
Acting/Cast 7.0
Musica 6.0
Valutazione del Rewatch 6.0

Rom-com classica (per trama e difetti) con un ML singolare e a suo modo carismatico

Drama per nulla pretenzioso. Nel concreto, non è davvero niente di che. Commedia classica, piena di clichè, con una storia prevedibile e tutto sommato semplice. Nessun significato nascosto da ricercare, nessuna tematica trattata in modo particolarmente profondo. Una serie "all'acqua di rose", insomma.
Il primo terzo è sicuramente la parte meglio riuscita. Fosse stato al contrario e la parte migliore fosse stata l'ultima, probabilmente non l'avrei vista poiché l'avrei abbandonato prima.
Nonostante un giudizio complessivamente appena appena sufficiente, l'ho guardata per certi versi volentieri. Non certo per la storia in sè, ma per il carisma dell'attore protagonista.
Non un attore bellissimo - sebbene nel drama vesta i panni di un Idol che si atteggia a super figo - e possiamo serenamente dire anche non particolarmente talentuoso a livello di recitazione. All'apparenza inoltre ricorda più un adolescente che un uomo adulto (cosa che all'inizio mi confondeva, non capivo se stava impersonando un ragazzo o che cosa), ma dotato di una qualità naturale che difficilmente si può acquisire altrimenti: il carisma. Non affascina, non intriga... Ma piace vederlo.
Lo si segue quindi con interesse mentre presenta episodio dopo episodio il suo personaggio, un giovane idol scorbutico e arrogante, testardo e imprevedibile. Nel rapporto datore di lavoro-dipendente che si instaura tra i due all'inizio lui non fa altro che sbraitare, sebbene sia chiaro nasconda qualcosa di più interessante, nel profondo. Tra piccoli gesti accorti compiuti con apparente noncuranza e la scoperta di eventi passati che un po' spiegano il perchè delle sue scelte, la vicinanza della nuova e improbabile assistente promuoverà in You Xi tutta una serie di cambiamenti e scoperte, non ultimo l'amore (fermo restando che rimarrà testardo e impulsivo nel predere certe decisioni e posizioni). Yuchi Yao Yao è una protagonista carina, ma tra i due rimane un po' in ombra. Rispetto alla recitazione, non so se l'attrice si sia trattenuta per dare a Yao Yao il profilo della ragazza con un "livello emozionale basso" (così come la definisce You Xi) o se la carenza stia anche nel limite della capacità interpretativa. Personaggio brioso e vivace, necessario per dare un po' di enfasi ad alcuni episodi altrimenti piatti, è sicuramente la giovane Pan Duo: una figura spumeggiante ma mai fastidiosa, capace di dare il giusto equilibrio al tono della serie. Sul fronte dei cattivi, invece, tanta desolazione: che sia l'attore nemesi di You Xi piuttosto che l'ex fidanzato di Yao Yao, il risultato è piuttosto deludente. Sfruttata male anche la co-protagonista raccomandata, incapace e poco brillante di You Xi, figura che è risultata semplicemente insipida mentre poteva essere impiegata meglio.
Nonostante nella prima parte You Xi passi la maggior parte del tempo a fare il viziato capriccioso, è però anche la parte del drama dove la storia tutto sommato rientra nell'accettabilità. Dal ritorno all'università per il corso di formazione in avanti si tende a superare quella che è la soglia del buonsenso in termini di esagerazioni, i clichè abbondano e diventano sempre più palesi e meno credibili, mentre la trama va perdendo di consistenza: lui e lei stanno finalmente insieme, la carriera di lui ha subito un duro colpo ma vuole ripartire meglio da zero. Tutta l'ultima parte è dedicata a riscattarlo agli occhi dei fan, "punire" i "cattivi" e a farlo tornare in auge (era così necessario dedicare tutto quello spazio? Non credo).
La logica manca anche in altri aspetti: lui è un idol super famoso, ma va in giro tranquillo come fosse uno qualunque e non se lo fila nessuno. Lei soffre di attacchi di panico nei luoghi affollati, ma quando sarà il momento - ah, l'amore, che miracolosa medicina! - riuscirà a fare un discorso decisivo davanti a tutti (tra l'altro in una delle scene più imbarazzanti, dove un evento stampa diventa teatrino di accuse e contro accuse dei personaggi che irrompono sul posto con affermazioni ridicole, se si pensa al contesto, ma sventolando foto o chiavette usb con filmati quali "prove inconfutabili" per mettere a tacere un gossip piuttosto che un altro). Si può sorvolare e accettare l'irrealtà di alcune situazioni, ma solo fino a un certo punto.

INIZIO SPOILER!
Il finale adotta un meccanismo già visto che davvero non mi piace: nel bel mezzo di una scena non particolarmente significativa, il lui (come in questo caso) o la lei della vicenda - senza motivo o riferimento alcuno - richiama alla mente tutti i bei momenti passati, si leva pian piano la musichetta dal sottofondo ed ecco... I titoli di coda! Per la serie: non sapendo come chiudere in bellezza facciamo che proponiamo una carrellata dei momenti migliori così abbiamo risolto.
FINE SPOILER!

A conti fatti, una commedia dai classici difetti, come ce ne sono mille altre. Quell'intermezzo spensierato che non lascerà il segno ma che, allo stesso modo, male non fa. Quanto meno, tra tanti titoli equivalenti, questa si gioca la carta del carisma che - nonostante il personaggio sia inizialmente tutto fuorchè simpatico o amabile - l'attore protagonista sembra saper suscitare.

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Perfect World
2 persone hanno trovato utile questa recensione
mag 9, 2020
10 di 10 episodi visti
Completo 0
Generale 9.0
Storia 9.0
Acting/Cast 9.0
Musica 7.5
Valutazione del Rewatch 8.0
Mi ha da subìto ricordato il film : “me before you”, i protagonisti maschili (del film e del drama in questione) dopo un incidente sono costretti ad adattarsi ad una vita in sedia a rotelle parzialmente paralizzati.
Il drama giapponese ripropone un po’ le stesse tematiche ma lo fa con un punto di vista più positivo, non aspettatevi una comedy story ma tutta la storia è incentrata sul desiderio di rivalsa e sulla volontà di non arrendersi davanti alle difficoltà che la vita ci pone davanti.
Tratta temi importanti ma con molta sensibilità: i problemi che molti disabili devono affrontare nella vita di tutti i giorni vengono esposti e problematizzato facendo riflettere lo spettatore. Ho apprezzato la performance dei protagonisti, la storia ti prende già dal primo episodio e io in due giorni (forse meno ) ho finito la serie.
Io la consiglio

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Connection
2 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
dic 31, 2025
14 di 14 episodi visti
Completo 2
Generale 8.5
Storia 8.5
Acting/Cast 10
Musica 8.5
Valutazione del Rewatch 7.0

Thriller poliziesco brillante e sorprendente sul significato e valore dell'amicizia

Drama tosto – nel senso che sa il fatto suo - impegnativo, realizzato e confezionato con estrema cura. Un drama d’azione - thriller poliziesco davvero ben studiato ed eseguito. La trama è complessa e articolata, già dopo i primi episodi ci si trova avvolti da una fitta rete di intrighi e di intrecci, misteri e sospetti. In termini di quantità – e qualità - di contenuti è nettamente superiore alla maggior parte degli altri drama dello stesso genere: arrivata al quinto o sesto episodio ho avuto l’impressione di aver già visto tanto, con uno sviluppo della trama già ben avanzato.
Forse, questo punto di forza è altresì anche un potenziale difetto: bisogna proprio essere amanti del genere e degli intrighi, per apprezzare a pieno la serie, ed essere disposti a investire attenzione e concentrazione per comprendere e seguire tutti i passaggi concatenati. Una visione impegnativa, nel bene e nel male (sarò sincera, avendolo visto a più riprese, dopo la prima metà faticavo a ricollegare tutti i pezzi). Non un drama per rilassarsi e distendere la mente, insomma.

La trama, dicevo, è ben strutturata e senza falle: una sceneggiatura articolata che denota un importante investimento a monte per far sì che tutte le congetture e i dettagli trovino giusta collocazione senza mai contraddirsi. Spesso la coerenza viene a mancare anche nelle serie più semplici e banali, riuscire a mantenerla in un’opera così complessa non è cosa da poco.

Il cast è stellare. Tanti personaggi principali – di cui uno di punta – tutti interpretati da attori di talento che hanno saputo caratterizzare le diverse figure in modo eccellente. Sono dei veri e propri ritratti distinti e definiti, dove certe azioni e modi di ragionare sono propri dell’uno ma non dell’altro, per cui di fronte a una stessa situazione può essere osservata da diverse angolazioni, e gli sviluppi prevedere svariate reazioni e risvolti possibili. In cima c’è lui, Ji Sung: attore poliedrico e sopraffino è, per quanto mi riguarda, una delle due colonne portati (insieme a Namgoong Min) del panorama cinematografico coreano. Non importa quale drama facciano, quale ruolo rivestano: sono sempre eccellenti e impossibili da eguagliare.
In questa serie in particolare si è ritrovato a interpretare un ruolo decisamente particolare: a capo della squadra antidroga, viene aggredito, rapito e gli vengono somministrati una quantità di stupefacenti che di fatto lo renderanno un tossicodipendente. Quest’aspetto, già noto nell’incipit della trama, mi aveva un po’ turbata ed è stato probabilmente il motivo per cui non mi sono buttata a capofitto nella visione non appena uscito il drama. E’ un risvolto particolare, che ci sta, ma che ho trovato un po’ disturbante. Detto questo, la sua interpretazione è stata così equilibrata e convincente da aver attutito l’impatto dell’aspetto che temevo, a favore di una caratterizzazione del personaggio molto più sfaccettata e complessa.

Rispetto al thriller, è una storia che tiene col fiato sospeso dall’inizio alla fine. Per nulla prevedibile, l’elenco dei sospettati e dei moventi si fa sempre più ampio, le congetture dello spettatore – così come quelle del protagonista – vengono puntualmente sollecitate e poi smontate. La chiave di lettura dei vari personaggi cambia di continuo, in modo imprevedibile ma sempre supportato da una logica ineccepibile.
Mi sarei aspettata l’aggiunta di un pizzico di romance, i presupposti c’erano tutti e non nascondo che mi sia un po’ dispiaciuto, ma l’ho accettato nell’ottica che il tema centrale della storia riguardasse l’amicizia, con tutte le implicazioni positive – e negative – che questa è in grado di comportare ai diversi livelli.

L’unico appunto che mi sento di fare è quello della decentratura nella seconda parte del drama. Mi spiego meglio: la prima parte inquadra uno scenario molto ampio, dove le relazioni personali e quelle professionali appaiono ben bilanciate. Andando avanti il cerchio sembra restringersi attorno al gruppo degli ex compagni di scuola, aspetto che ci può stare ma che perde comunque di vista il resto. Ci sono svariati episodi nei quali il ruolo professionale di Jang Jae Kyung sembra un po’ svanire nel nulla: lo vediamo muoversi in autonomia a caccia di indizi per indagini che nemmeno gli sono state assegnate. La sua giornata lavorativa sembra davvero eclissarsi – paradossalmente dovrebbe essere più impegnata del solito già che è fresco di nuova nomina e promozione – e invece si muove come se fosse bellamente in ferie. Idem le interazioni tra e con gli altri ex compagni di liceo, che diventano sempre più private e informali, quasi possano sfuggire alla trafila procedurale e burocratica tipica di ambienti come quello della giustizia e delle forze dell’ordine. Il focus ha fatto un po' perdere il quadro d'insieme, insomma.

Detto questo, decisamente consigliato agli appassionati del genere, si rivelerà molto probabilmente un’ottima visione. Sconsigliato agli amanti del romance e suggerito – ma con le dovute avvertenze – a chi è alla ricerca di una vicenda ben fatta, già che risulta sicuramente soddisfacente ma occorre essere disposti a spremersi un po’ le meningi rispetto alle mere storielle da intrattenimento.

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Idol Kid
2 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
gen 28, 2026
12 di 12 episodi visti
Completo 0
Generale 6.0
Storia 5.5
Acting/Cast 7.0
Musica 7.0
Valutazione del Rewatch 5.0

Classica (e banale) commedia-thriller che promuove una riflessione sul complesso rapporto idol-fan

Romance-thriller d’intrattenimento che parte sicuramente meglio di come finisce. E’ infatti nella primissima parte che si trova lo spunto più interessante di tutto il drama, ovvero la tematica – più che mai attuale – che riguarda il complesso rapporto tra fan e celebrità. I primi episodi riportano bene entrambe le figure: da una parte abbiamo l’idolo, Do La Ik, che vive la difficile vita sotto i riflettori e ha annullato quasi completamente il suo essere “privato”. Questo perché terminato il lavoro vero e proprio – cantante, attore, personaggio televisivo che sia - inizia poi il secondo lavoro, ovvero il mantenere l’immagine perfetta e intaccabile anche nel resto della giornata. Un lavoro, in pratica, che non termina mai. Da questo punto di vista credo offra un ritratto fedele dello stile di vita delle celebrità: un medico può essere un bravissimo e competente professionista e, staccato il lavoro, può ritrovarsi per i fatti suoi al supermercato sbuffando per la coda alla cassa, essere antipatico con degli sconosciuti, dimostrarsi disordinato, perdere la pazienza, avere la luna storta e non dover girare tutto il tempo con un sorriso da paresi facciale. Una persona normale, insomma, come tutti. Nessuno metterebbe mai in dubbio la sua competenza professionale sulla base di queste cose. Per una celebrità, il discorso è totalmente diverso. Il giudizio è impietoso, e preservare l’immagine perfetta che i fan adorano e sostengono ha un costo credo davvero enorme. Il personaggio pubblico si sovrappone alla persona anche nella vita privata o nei momenti destrutturati non legati alla propria professione. I fan non perdonano… Anche questioni sulle quali non dovrebbero proprio mettere il becco. Ed ecco quindi il ritratto della fan sfegatata nella figura di Maeng Se Na: non ama solo le canzoni del gruppo musicale, o seguirne i concerti. C’è un attaccamento esagerato a tutto il merchandising, un sostegno smisurato ed eccessivo alla carriera del suo cantante preferito che la porta a sentirlo un po’ di sua proprietà. Le due fan squinternate che si introducono a casa di lui o reagiscono con violenza quando non ottengono da lui la reazione sperata rispecchiano perfettamente il livello malsano che può essere raggiunto (vero che la curiosità dei fan viene spesso alimentata dalle agenzie delle celebrità stesse, ma le singole persone dovrebbero non perdere di vista il fatto che tutti – idoli o fan che siano – sono in primis individui che meritano il rispetto di tutti). Chiudo qui la parentesi un po’ divagante ma frutto di riflessioni promosse proprio dai primi episodi della serie, aspetto che ho davvero apprezzato.
Tolto questo, però, non resta molto altro. Un classico romance abbinato a un classico caso da risolvere. Nella seconda parte del drama ci si concentra in particolar modo su quest’ultimo, una caccia all’assassino non particolarmente entusiasmante o complessa o accattivante, pur tenuto in piedi dall’interpretazione abbastanza buona della FL – della quale ho apprezzato l’espressività, per quanto esteticamente mi ricordi molto Hwang Jung Eum, attrice quotata fino a una decina d’anni fa ma che io ho sempre trovato tremendamente irritante – mentre Kim Jae Young (Do La Ik) è risultato essere abbastanza sotto tono, addirittura anonimo in diversi punti, al di là dell’estetica sicuramente apprezzabile (peccato che quella da sola però non basti). A poco è valsa la presenza di due importanti spalle quali Kim Won Hae e Jung Man Shik tra i ruolo di supporto, impossibilitati di fatto a infondere verve e carattere a una sceneggiatura che si è rivelata via via sempre più piatta e poco interessante. Evoluzione della trama abbastanza prevedibile (si capisce abbastanza alla svelta chi è il vero assassino, così come chiara è fin da subito la strada che finirà per prendere l’antipatico procuratore, e via dicendo). Il ricorso a un legame passato sembra voler dare un senso più profondo all’ammirazione sviluppata da lei nei confronti del ML nel corso degli anni. Finale abbastanza deludente, ciò che forse voleva essere divertente l’ho trovato solo ridicolo e illogico.
Come già detto, tolto il particolare della tematica idol-fan che caratterizza la serie (unico aspetto che probabilmente ricorderò) il resto è – quasi – solo noia.

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Semantic Error
2 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
feb 5, 2025
8 di 8 episodi visti
Completo 0
Generale 8.5
Storia 7.5
Acting/Cast 8.5
Musica 8.0
Valutazione del Rewatch 8.5
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BL coreana sugli antipodi complementari da non sottovalutare

Avevo visto questa serie lo scorso anno e l'avevo archiviata giudicandola semplicemente carina. Mi è capitato di rivederla di recente...e di rivalutarla. Ha la struttura delle tipiche BL coreane (mi vengono in mente ad esempio "Cherry blossoms after winter" e "Jun & Jun"), che si distinguono dalle Bromance cinesi, dalle BL tailandesi esplicite ma spesso fini a sé stesse e dalle ermetiche BL giapponesi. Qui abbiamo una storia (quella d'amore) dentro la storia (trama e contesto), la presentazione dei personaggi è accurata e la loro evoluzione lineare e credibile, la chimica tra i due palpabile al di là delle scene intime che sono - come in tutte le BL coreane - molto delicate ma non per questo poco emozionanti.
I protagonisti sono due personaggi agli antipodi, ma che si riveleranno sorprendentemente complementari. Da una parte Jang Jae Yeong, estroverso e carismatico, intraprendente e per nulla timido, appariscente, provocatorio e capace di infastidire come una mosca sorprendentemente tenace lo schivo Sang Woo che, al contrario, si presenta come un ragazzo asociale e introverso, estremamente razionale e per nulla interessato a dare nell'occhio. Anche il loro campo di studi li descrive pienamente, artistico-grafico quello di Jae Yeong e informatico quello di Sang Woo, dove nella programmazione i numeri sono una costante certezza e non contemplano variabili emotive. In realtà, la loro caratterizzazione è ben più complessa: nel corso della storia la sicurezza di Jae Yaong si rivelerà più di facciata, mentre l'apparente tranquillità di Sang Woo cela un'inaspettata fermezza (quando ad esempio si rifiuta irremovibilmente di bere al bar nonostante l'insistenza del suo superiore).
Le lezioni universitarie e la loro collaborazione nel progetto di Sang Woo sono il collante che fornisce loro lo spazio per interagire, permettendo al loro rapporto - lentamente - di evolversi. Se da una parte Jae Yeong si metterà alla prova nel cercare una relazione seria - a differenza delle storie disimpegnate del passato - dall'altra Sang Woo dovrà trovare il giusto equilibrio tra "testa" e "cuore".
Una storia tenera e piacevole, consigliata forse anche per i non amanti del genere BL (che siano due ragazzi è un aspetto che non viene fatto oggetti di attenzione nella storia - a differenza invece di "Cherry blossoms after winter" ad esempio - perchè il fulcro del drama non è tanto sul genere ma sull'apparente incompatibilità di due personaggi caratterialmente agli antipodi.

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Lovers
2 persone hanno trovato utile questa recensione
nov 20, 2023
10 di 10 episodi visti
Completo 0
Generale 7.5
Storia 7.5
Acting/Cast 10
Musica 10
Valutazione del Rewatch 7.5
Questa recensione può contenere spoiler

Quando le aspettative non sono state appagate

Adoro gli storici, ma sinceramente questo non mi è piaciuto molto, è stato carino fino a un certo punto, poi mi ha annoiato. 21 episodi sono troppi per il nulla cosmico.La storia d'amore è finita per essere sdolcinata e ripetitiva. La trama della corte noiosa e confusa. Potevano risparmiare l'episodio 21, non ha aggiunto nulla in più, stesso cliché ( amnesia) del episodio precedente, la dinastia Quing liquidata frettolosamente, il rapporto con il padre-figlio buttato li senza un approfondimento, il prigioniero matto del primo episodio non si è capito come è capitato lì. Nota di merito, la ottima recitazione e le bellissime ost. Archiviato, non farei un rewatch.

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Secret Roommate
2 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
feb 7, 2026
Completo 0
Generale 7.0
Storia 7.5
Acting/Cast 7.0
Musica 6.5
Valutazione del Rewatch 6.0

Un corto BL semplice ma allo stesso tempo efficace

Cortometraggio BL che - devo ammettere - ho inizialmente sottovalutato, mentre invece è stato capace - a modo suo - di stupirmi.
E' uno spaccato breve e semplice, leggero e spensierato, senza chissà quali pretese o riferimenti particolarmente profondi.
La qualità è quella di un prodotto a bassissimo budget: riprese quasi amatoriali, inquadrature fisse, suoni dal volume altalenante e con una fastidiosa profondità di fondo, illuminazione non particolarmente curata. Non è un prodotto di cui apprezzare scenografia, fotografia, costumi o regia, insomma.
Il pregio di questo piccolo spaccato sta tutto nell'imprevedibilità della vicenda: inganna abilmente lo spettatore dando inizialmente l'impressione di una situazione piuttosto scontata, salvo poi giocarsi una chiave di lettura del tutto inaspettata.
Piace inoltre la percezione di una relazione stabile e serena tra i due che non deve evolvere, non viene messa alla prova, ma è invece una costante riportata dai due attori con grande naturalezza.
Uno scorcio che in venti minuti scarsi regala qualcosa di semplice ma efficace.

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Mood of the Day
2 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
mar 1, 2026
Completo 0
Generale 6.5
Storia 5.5
Acting/Cast 7.5
Musica 7.0
Valutazione del Rewatch 6.0

Un amore “a prima notte“ che procede sui binari della prevedibilità

"L'umore del giorno" riportato nel titolo originale è quello che cambia, e un po' cambia anche l'umore di chi guarda questo film: si inizia con aspettative discrete e si finisce con la sensazione di aver visto un prodotto da un lato piacevole ma dall’altro incredibilmente già visto: il classico svago di un paio d’ore che non lascia il segno.

Il punto di partenza è indubbiamente interessante: due sconosciuti, un affascinante e diretto manager nonché ex giocatore di basket e una capoufficio sedimentata in una relazione decennale, si incontrano nel viaggio in treno tra Seul e Busan. Lui le propone senza giri di parole una notte insieme. Lei, inizialmente scioccata, rifiuta. Una premessa che promette scintille oltre a un confronto moderno su amore, sesso e relazioni. Purtroppo, la promessa si arena quasi subito sugli scogli dei più scontati cliché del genere.
La sceneggiatura, dopo un inizio col piede giusto, scivola in un susseguirsi di situazioni prevedibili: la ragazza in carriera con i tacchi alti che fa fatica a camminare, il playboy dal cuore d'oro nascosto sotto un velo di cinismo, la rottura con il fidanzato noioso e distratto, e la fatidica notte in un motel sperduto. Tutto procede esattamente come ci si aspetta, senza mai una deviazione o una vera sorpresa. La sottotrama con il giovane atleta da ingaggiare è un riempitivo che non aggiunge spessore né alla storia né ai personaggi, così come le vicissitudini sfortunate del collega di lui o le chiacchiere con le amiche di lei. Uno spunto di partenza originale per una storia che di originale non avrà nulla, tanto per sintetizzare.

Rispetto alla caratterizzazione dei personaggi principali, la figura di Bae Soo Jung risulta spesso poco convincente e, a tratti, francamente incoerente. Viene presentata come una professionista, eppure dimentica computer e telefono il giorno di una presentazione cruciale. Si vanta con le amiche della sua fedeltà decennale, ma basta un massaggio ai piedi e qualche frase ben assestata per farla vacillare. La sua presunta "superiorità morale" rispetto al protagonista "facile" si sgretola con troppa facilità, rendendo la sua trasformazione più un espediente narrativo che un genuino percorso emotivo. Al contrario, risulta quasi irritante nella sua palese incompetenza e l’evidente considerarsi moralmente migliore di lui mentre sfrutta le sue conoscenze per incontrare il giovane giocatore di basket la rende anche un po’ arrogante e ipocrita.
Diverso il discorso per Kim Jae Hyun, interpretato da un giovane ma già molto bravo Yoo Yeon Seok: carismatico e magnetico, regala al suo personaggio quel mix di spavalderia e vulnerabilità che lo rende credibile nonostante tutto. I due attori insieme, ad ogni modo, funzionano bene e i loro dialoghi, pur basati su premesse fragili, riescono a trasmettere una scintilla autentica e una buona chimica di coppia. Le scene romantiche sono ben fatte, risultano intense e mature e riescono a riscattare la banalità della situazione. A prezioso supporto in questi momenti chiave interviene anche la colonna sonora – in particolare "Photograph" di Ed Sheeran – contribuendo all’aumento del coinvolgimento emotivo.

A conti fatti, “Mood of the day” è quel pacchetto ben confezionato, con una carta regalo curiosa e che attira l’attenzione ma che, una volta scartato, rivela un contenuto che non sorprende altrettanto. Bene comunque per una visione senza troppe pretese.

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Youth of May
2 persone hanno trovato utile questa recensione
da Sku
ott 25, 2024
12 di 12 episodi visti
Completo 0
Generale 10
Storia 10
Acting/Cast 10
Musica 8.0
Valutazione del Rewatch 10
Questa recensione può contenere spoiler

Meraviglioso

Uno dei grandi pregi di Youth of May è stato quello di farmi scoprire il libro “atti umani” della scrittrice neo premio nobel Hang Kang.

Youth of May è un K-drama coreano ambientato durante il tumultuoso periodo della Rivolta di Gwangju del 1980, (in quegli anni una spietata giunta militare guidava il paese) una delle pagine più tragiche della recente storia coreana. Questa serie racconta la struggente storia tra due giovani, Hee-Tae e Myung-Hee, che impareranno a conoscersi e ad amarsi in un terribile contesto di violenza e brutalità storica.
Hwang Hee-Tae è un brillante studente di medicina figlio di una famiglia benestante in cui il padre é un importante membro della polizia segreta coreana.
Kim Myung-Hee invece è una giovane infermiera che lavora duramente e vive in condizioni modeste con l’ambizione di andare in Germania per studiare ed ottenere una specializzazione.
Le loro vite si incrociano per caso, grazie a un appuntamento combinato che Myung-Hee accetta di fare al posto della sua migliore amica appartenente ad una famiglia ricca di Gwangju.
Myung-Hee, per lealtà verso l'amica e in cambio di un aiuto economico, accetta di prendere il suo posto, dando vita a una serie di incontri apparentemente fortuiti ma destinati a cambiare le loro vite per sempre.
Sebbene inizi con il più classico dei cliché la serie cresce notevolmente riuscendo a mantenere un equilibrio tra sviluppo dei personaggi, narrazione sentimentale e quella storica facendo percepire gradualmente ma inevitabilmente l’addensarsi della tempesta.
Giustizia sociale, sacrificio, perdita e l’inevitabilità del destino, sono alcuni dei temi trattati e che affiorano prepotentemente soprattutto nelle ultime puntate.
Molto probabilmente il fatto di aver reso la serie concentrata in sole 12 puntate (anziché le solite 16/20 standard) ha senz’altro influito sul ritmo mantenendolo incalzante.
Una menzione particolare anche alla fotografia i cui colori pastello riescono a rendere bene la sensazione del passato, è il racconto di una primavera che appassisce, ma nella sua dissolvenza lascia fiori immortali.
Una serie straconsigliata e una delle migliori serie coreane viste quest’anno.

“Che il cuore torni a pensare a quel maggio, è normale. Quando perdi un ombrello che ti piaceva tanto, pensi a quell’ombrello ogni volta che piove. Figuriamoci quando torna la stagione in cui hai perso le persone a te care…è normale che il cuore riviva quei momenti. Come se fosse successo ieri.”

“Fu il nostro maggio, il primo, l’unico”

Voto 10

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Hotel King
2 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
lug 3, 2024
32 di 32 episodi visti
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Generale 7.5
Storia 6.5
Acting/Cast 9.0
Musica 8.0
Valutazione del Rewatch 7.5
Questa recensione può contenere spoiler

Buon drama, un po' troppo in stile soap-opera

Avevo Hotel King in lista già da tempo, praticamente da quando ho visto King the Land - primo kdrama per me e da allora nella mia top five - ed ero andata alla ricerca di qualcosa di simile. Dopo varie peripezie finalmente sono riuscita a vederlo e...un po' ci siamo, ma un po' anche no. Il setting è simile, abbiamo a che fare con un grande hotel, il protagonista è il direttore generale e la protagonista è inserita nel contesto (qui è l'erede del proprietario, nell'altro drama una dipendente). I toni di Hotel King sono decisamente più cupi, ho apprezzato in modo particolare l'inizio e lo spaccato dell'infanzia del protagonista. Tra l'altro è stata una bella sorpresa scoprirlo interpretato da Lee Dong Wook, attore che all'epoca non conoscevo ma che nel frattempo ho imparato ad apprezzare grazie ad altri suoi lavori. Qui lo troviamo giovane, determinato, brillante e affascinante. La protagonista strappa una valutazione positiva, ma non eccellente. Come coppia non li ho però trovati altrettanto apprezzabili, non so se per mancanza di chimica tra i due o se per colpa di una sceneggiatura che misurava le scene romantiche col contagocce (il primo bacio arriva dopo ben 11 episodi, e ce ne vogliono praticamente altrettanti prima del secondo). Ci vuole una buona dose di pazienza, insomma. Perchè il principale difetto di questo drama è la sua durata: 32 episodi sono tanti, troppi. Soprattutto se non c'è così tanto da dire e con il rischio di tirare per le lunghe quanto messo sul piatto. Questo ci porta al secondo errore, che ne è una diretta conseguenza: messe le basi iniziali del tema della vendetta, come li riempiamo 32 episodi? Rispolverando lo stile delle soap opera occidentali degli anni '90, ovviamente! Quindi una sfilza di bugie dalle gambe lunghe che fanno scorrere gli episodi quasi a rallentatore, dove nessuno è chi crede o dice di essere e tutti credono a turno a ciò che viene loro propinato. Indi per cui il protagonista pensa di essere il figlio di un altro, e quindi il fratello dell'ereditiera, salvo poi scoprire di non avere legami di sangue con lei e non sapere di chi essere figlio, per poi scoprire nuovamente di essere biologicamente legato al mostro che l'ha cresciuto, incontrare il "fratello" che aveva perduto da bambino e non riconoscerlo, crederlo figlio di una donna che in realtà è la propria madre, a sua volta creduta morta praticamente da tutti. Un melodramma infinito, puramente di carattere riempitivo. Avrei gradito la metà degli episodi e la metà delle menzogne, magari con un ritmo in generale più accattivante, come lo era all'inizio. Una menzione per il cattivo di turno, il vero padre biologico del protagonista, interpretato da un attore che ho visto anche in altri drama e che ho sempre apprezzato (vedasi Suspicious Partner). Resta comunque una serie che si lascia tranquillamente vedere, vuoi per il cast, vuoi per le riprese e il montaggio, tutti elementi di notevole qualità.

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Dr. Romantic 3
2 persone hanno trovato utile questa recensione
ago 1, 2023
16 di 16 episodi visti
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Generale 6.5
Storia 6.0
Acting/Cast 10
Musica 9.0
Valutazione del Rewatch 1.0
Ma se dicessi che questa per me è stata la stagione più brutta di tutte?
Partita abbastanza bene, in linea con le altre va a rovinarsi quasi totalmente con la comparsa del dr Cha che si comporta e si esprime in una maniera che va totalmente contro tutto quello che dr Kim ci ha insegnato fino ad ora e lui non fa nulla per fermarlo, anzi lo lascia fare. Cadiamo nel ridicolo in più di un'occasione in cui mi stavo chiedendo se stavo effettivamente guardando la serie giusta. Di certo non vi posso nascondere che mi ha fatto un sacco piacere ritrovare gli stessi personaggi e mi sono sentita ancora una volta a casa. Il modo poi in cui viene girato il drama, le scene d'ospedale mi incantano sempre. Ma. Ma non gli riesco a perdonare una stagione simile. Nella terza parte si riprende e torna ad essere quella serie che è sempre stata, ma il tutto non riesce a "coprire" i fatti precedenti. Inoltre ok fammi apparire il protagonista della prima stagione, ma dagli anche uno scopo altrimenti è una marionetta XD
Forse sono partita io con troppo hype e questo ha accentuato la mia delusione, ma mi aspettavo decisamente di più.

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Snowfall
2 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
ago 18, 2024
24 di 24 episodi visti
Completo 0
Generale 6.5
Storia 6.0
Acting/Cast 6.0
Musica 7.0
Valutazione del Rewatch 5.5
Avevo grandi aspettative rispetto a questo drama, complici anche le molteplici impressioni positive. I primi episodi sono stati in tal senso una conferma: ottima qualità di sceneggiatura, riprese, montaggio, grande cura per i dettagli storici e l'ambientazione. C'è stato un investimento in termini economici e di attenzione e si vede. Le premesse promettono bene, l'avvio ha il potenziale di una grande storia con un taglio originale e uno scenario storico poco inflazionato. Ammetto che il protagonista maschile non mi ha del tutto convinta fin dall'inizio, l'avrei svecchiato, perchè più che un'aura di fascino antico aveva un'aria un po' attempata. Avrei visto un protagonista che dimostrasse una trentina d'anni e una maggiore verve, insomma. Se i primi episodi li ho apprezzati dal primo all'ultimo minuto, vero è che la storia prosegue calando, perdendo un poco alla volta ma in modo costante tutto il fascino iniziale. Ho avuto come l'impressione di un baricentro spostato in corso d'opera, la mia mente si aspettava una storia e intanto la serie prendeva tutta un'altra direzione, si fissava su questioni poco allettanti ponendole al centro e tralasciando o comunque non sfruttando adeguatamente tutto il potenziale imbastito nei primi episodi. La ricerca del fratello perduto è diventata ingombrante come una pianta infestante e alla fine, tra tanti candidati, l'identità svelata mi ha lasciato perplessa. Ho fatto davvero una grande fatica ad arrivare alla fine - finale deludente quanto il resto - e mi sono stupita perchè l'inizio era stato davvero eccellente. Per assurdo, se devo scegliere preferisco serie mediocri che si presentano come tali dall'inizio alla fine e che vanno apprezzate con tutte le considerazioni e i limiti del caso, piuttosto che drama come questo, ai quali darei una valutazioni altissima iniziale e una pietosa finale, dove la media matematica non sembra mai comunque corretta e lascia in ogni caso la sensazione di qualcosa che è andato storto. Da vedere solo se accompagnati da una buona dose di scarse aspettative.

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