Completo
When the Phone Rings
12 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
gen 4, 2025
12 di 12 episodi visti
Completo 2
Generale 8.5
Storia 8.0
Acting/Cast 9.0
Musica 8.5
Valutazione del Rewatch 8.0
Questa recensione può contenere spoiler

Un thriller-romance che si rivela più romance che thriller

Questa è una serie che poteva puntare all'eccellenza ma alla quale è mancato un po' il senso d'identità. La partenza è senz'altro il suo punto di forza, ma contemporaneamente quello debole, poiché mette sul piatto la promessa di un thriller-romance davvero originale, salvo poi faticare a soddisfare le aspettative create.
L'avvio, come dicevo, è accattivante: sin da quando ho letto il titolo - singolare - senza neppure conoscere la trama, ne ero già affascinata.
Il primo episodio mostra uno dei miei clichè preferiti - quello del matrimonio di convenienza - ma in una veste decisamente nuova: i due protagonisti non devono, come la maggior parte delle volte accade, simulare una falsa e felice vita di coppia, ma, al contrario, puntano a nascondere il legame che c'è tra loro.
Gli altri due aspetti di pregio della serie sono intrecciati abilmente tra loro: in primis sicuramente la questione del telefono sottratto al rapitore e che diventa intrigante strumento di vendetta nelle mani della moglie. Moglie che si caratterizza per un mutismo inizialmente non ben definito (quanto volontario, quanto selettivo), che si dissolve nel momento in cui interpreta il misterioso "406" ma rendendola di fatto l'ultima sospettata possibile agli occhi del marito, almeno nella prima parte della serie.
Se da una parte, quindi, i pregi non mancano, dall'altro è venuta meno la capacità di dosarli e portarli avanti: il telefono, fulcro centrale dell'intera serie, diventa poi banalmente strumento di comunicazione tra i due volto a sviscerare, risanare e costruire la loro relazione. Il binario thriller e quello del romance si separano improvvisamente e il primo sembra venire un po' accantonato, quasi andare verso un punto morto. Quel telefono, insomma, meritava un valore aggiunto maggiore oltre a diventare il singolare mezzo di un'improbabile terapia di coppia.
Ciò non vuol dire che non abbia apprezzato la serie: resto una grande fan delle love story fine a se stesse. Solo, ho dovuto rivedere le mie aspettative nel corso del drama: all'inizio un thriller-romance originale, più avanti mi sono posta nell'ottica di apprezzare un romance e basta, e alla fine di rivedere, anche se in minor parte, il lato thriller. Presa a pezzi, quindi, è davvero una bella serie. Nell'insieme, però, fuorviante: non è lo spettatore che deve correggere il tiro delle aspettative di episodio in episodio ma è la serie stessa che deve avere una chiara e precisa direzione fin dall'inizio.
L'altra pecca riguarda i dettagli: capisco che avendo messo sul piatto alcuni elementi notevoli il resto possa sembrare davvero ininfluente...ma non è così. I dettagli fanno davvero la differenza in termini di coerenza. E qui i "bug" non sono pochi: che il rapitore non cerchi di riprendersi il telefono, tanto per dirne una, oppure che la protagonista ne faccia un uso personale senza preoccuparsi più di tanto del pazzoide che l'ha rapita e che ancora circola indisturbato a piede libero. Forti dubbi anche sulla gestione dell'identità nascosta di lei: lui viene dipinto come l'uomo più sotto i riflettori dell'intera Corea, e il mistero dell'identità della moglie resta segreto nonostante le decine e decine di giornalisti capaci di svelare anche i segreti meglio custoditi. Che i due abitino in un condominio, dove lui parcheggia serenamente la propria auto a viso scoperto al fianco di quella degli altri condomini e accedano al loro appartamento in totale libertà proprio cozza con l'idea dell'identità super nascosta di lei. Infine, il ruolo di portavoce e tutto l'aspetto politico sembrano andare alla deriva dopo i primissimi episodi: lo vediamo puntualmente impegnato nella sua vicenda personale e il suo importantissimo ruolo professionale sembra relegato più a una questione di nome che di fatto.
Per quanto riguarda il cast, ottima scelta e di ottimo livello. Attori performanti per i ruoli, lui molto bravo ad assumere un atteggiamento ermetico/distaccato nei primi episodi, lei altrettanto meritevole di aver delineato un personaggio capace di evolvere nel corso della serie, partendo come un pulcino spaurito e per nulla autonomo per poi tirare fuori una forza di volontà e una sicurezza via via maggiore e diventare a sua volta elemento determinante del proprio destino. Forse ho apprezzato meno l'evoluzione del portavoce: bene che la freddezza si riveli solo di facciata, ma ciò non deve necessariamente sfociare in un versamento continuo di lacrime, come invece accade.
Nel penultimo episodio la vena thriller si riprende un po', nuovi pezzi del puzzle vengono svelati e aiutano quelli già messi sul tavolo a trovate via via il giusto incastro. Poteva culminare con un bel finale, avrei aggiunto una decina di minuti in coda per cavalcare l'onda dell'episodio e chiudere in bellezza la serie. E invece tutto è precipitato nell'ultimo episodio, che ho trovato davvero senza senso, con lui che sparisce senza lasciare traccia, lasciandola sola col cuore infranto. Non c'è motivo che regga, certamente i peccati del padre rimangono peccati del padre, mentre lui si comporta quasi avesse compiuto lui stesso il delitto. Ancora più assurda la scelta dell'estero, zona di guerra e pure nell'area in mano ai ribelli, ma dove lui scorrazza libero e indisturbato manco fosse il Rambo della situazione. Davvero poco credibile il loro incontro, così come le motivazioni che lui fornisce rispetto al suo comportamento...così determinanti che crollano in due minuti al primo abbraccio. E a quel punto il mondo si tinge di rosa (non il rosa del bel tramonto, ma quello del mondo dei minipony, perchè scivoliamo sempre di più nella fantasia e irrealtà), con loro due che fanno i piccioncini in un capanno supernascosto dai ribelli armati e cattivi grazie a due piante ma contemporaneamente - non si capisce bene come - in riva al mare come il più romantico dei resort. Il pranzo tra amici ed ex colleghi del ritorno continua a essere decisamente sopra le righe, così come la questione del telefono, dove 406 viene un po' banalizzato a giochino eccitante tra coniugi. Una puntata, l'ultima, che davvero va a rovinare tutto quello che di buono questa serie era riuscita a portare avanti.
Concludendo, una serie comunque valida, se correttamente inquadrata come un drama che vuole essere più un romance che un thriller e nel quale gli elementi, pur originali, sono strumenti principalmente al servizio della love story.

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Le Stelle Parlano di Noi
8 persone hanno trovato utile questa recensione
feb 23, 2025
16 di 16 episodi visti
Completo 0
Generale 8.5
Storia 8.5
Acting/Cast 9.0
Musica 10
Valutazione del Rewatch 8.5
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Un viaggio per l'universo

Anch'io ho ultimato il mio viaggio nello spazio.... sono rimasta colpita... i primi episodi ci hanno depistato grandemente da quello che sarebbe stato poi il vero percorso di questa storia ...la vita... l'amore..la morte ...

La parte finale penso che valga tutto il drama ... eve ha fatto la scelta più coraggiosa e difficile della sua vita.. ha sempre tenuto in considerazione anche il più piccolo essere vivente, perché quello gli aveva insegnato il suo papà adottivo e glielo ha trasmesso con grande amore...è vero ha avuto negli ultimi episodi grosse batoste ..ma è sempre stata amata ..dai suoi genitori adottivi ..dai suoi colleghi e da ryon.. e il più grande gesto che poteva fare è stato far nascere byeol... devo dire che ho provato una sofferenza immane nel leggere negli occhi del nostro comandante la consapevolezza della morte e nonostante questo apprezzare ogni istante fino alla fine ... ryon dal canto suo aveva davvero perso tutto.. ma per lui non era la fine ..perché quella piccola creatura gli ha dato modo di riscattarsi e portare avente il più grande esperimento della storia ... ha perso il suo grande amore ma ne ha ottenuto un'altra altrettanto grande... è vero ha perso la vista e le gambe ..ma a tornare prima sulla terra non avrebbe vissuto altrettanto intensamente...

Il finale ..questi flashback sul futuro ..mi hanno emozionato ...dalle gambine di byeol che toccano terra per la prima volta, a questa sua crescita fino a diventare mamma al fianco del suo papà..per me è stato di una dolcezza infinita che chiudo questo cerchio ...così lo voglio interpretare...

Un fantasy che si ha avuto alti e bassi, ma dal 13mo episodio per me ha acquistato molti punti ..e il cast ha reso onore a questa storia ...per non parlare delle fantastiche ost..

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The Story of Mystics
8 persone hanno trovato utile questa recensione
nov 18, 2024
34 di 34 episodi visti
Completo 0
Generale 10
Storia 9.5
Acting/Cast 10
Musica 9.5
Valutazione del Rewatch 9.0
Ho pianto…ma allo stesso sono felice di aver visto questo drama davvero fantastico che non essendo il mio genere proprio per i protagonisti (questi demoni davvero bravi e bellissimi)le musiche sono fantastiche. L ambientazione i costumi e gli effetti speciali e La storia…davvero applausi !! è entrato nella mia top ten … in alta posizione .. davvero!! Ogni puntata è stato un viaggio nel viaggio in noi stessi sulle nostre credenze il libero arbitrio i tradimenti le sconfitte l’amicizia nata e l’amore in ogni sua sfaccettatura .. mi ha commosso complimenti davvero 🧡per me un capolavoro !

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Zhu Lian Yu Mu
8 persone hanno trovato utile questa recensione
nov 18, 2024
40 di 40 episodi visti
Completo 0
Generale 10
Storia 9.5
Acting/Cast 10
Musica 10
Valutazione del Rewatch 10

Molto bello

Un drama in corso io lo sto vedendo da quando è iniziato e quotidianamente le puntate . Una storia non facile ne felice ma i protagonisti sono eccezionali soffri con loro e ti commuovi con loro interpretazione ottima applausi alla piccola Zhoe Luci e a Liu Yuning che nei drama in costume e’ davvero bellissimo e bravo . Musiche belle ambientazione e storia pure.. viene comunque fuori il lato di amicizia di amore e di rivalsa nella vita oltre la vendetta .. complimenti. Spero in un lieto fine.
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Xiao Yao
8 persone hanno trovato utile questa recensione
gen 8, 2026
40 di 40 episodi visti
Completo 0
Generale 9.0
Storia 9.5
Acting/Cast 10
Musica 9.0
Valutazione del Rewatch 9.5
Questa recensione può contenere spoiler

Un equilibrio senza giustizia: chi paga davvero perché il mondo continui?

Brief Plot (no spoilers)

The Unclouded Soul è un drama fantasy che racconta una storia di amore, destino, umani e demoni in un mondo privo di vere divinità redentrici. Attraverso cicli di esistenze, scelte irreversibili e un equilibrio cosmico fragile, la narrazione esplora il confine sottile tra bene e male, interrogandosi sul prezzo che alcuni individui devono pagare affinché il mondo continui a esistere.


Review (spoilers ahead)

The Unclouded Soul non è un drama romantico nel senso tradizionale del termine, né una storia di redenzione. È una riflessione amara e profondamente filosofica su ordine, equilibrio e sacrificio, raccontata attraverso una lente fatalista che affonda le radici nella visione orientale del mondo.

Qui la giustizia cosmica non coincide con la giustizia morale. Il destino non è buono, non è cattivo: è un meccanismo impersonale, simile al Dao taoista, che non giudica e non consola. Esiste solo per mantenere il flusso, la continuità, l’equilibrio apparente. E come spesso accade nelle filosofie orientali più antiche, l’armonia non nasce dall’eliminazione del conflitto, ma dalla sua compensazione.

Il problema è il prezzo di questa compensazione.

Il personaggio maschile — il più idealista, coerente e moralmente integro dell’intera storia — diventa il fulcro di questo sistema. Non sceglie di diventare un demone per ambizione o desiderio di potere. Vuole soltanto trascendere, migliorare, comprendere. È il “Cielo” a indicargli quella via, senza mai rivelare fino in fondo il costo reale della scelta. Il suo consenso è quindi incompleto, e il risultato non è una morte liberatoria, ma una condizione infinitamente più crudele: una sospensione eterna, “né vivo né morto”, sigillato come contenitore affinché il male non debba essere davvero affrontato.

In termini taoisti, non c’è trasformazione, non c’è ritorno al flusso.
C’è stasi.
E la stasi, in una visione ciclica dell’universo, è una violenza.

Questo sacrificio non è eroico. Non è redentivo. È funzionale.

Uno degli aspetti più disturbanti del drama è il modo in cui smonta la dicotomia classica tra umano e demone. I demoni non rappresentano il male assoluto: sono il contenitore simbolico del male che il sistema rifiuta di riconoscere in sé stesso. Per quanto lottino, soffrano e cerchino redenzione, sono sempre loro a pagare il prezzo finale. Gli umani, al contrario, prosperano non per maggiore rettitudine morale, ma spesso per egoismo, opportunismo e mancanza di responsabilità etica.

Il confine tra umano e demone risulta così sottilissimo da diventare quasi inesistente. Tutti partecipano allo stesso ciclo, ma non tutti ne pagano il costo allo stesso modo.

Il finale non offre redenzione.
Non offre speranza.

Offre una tregua.

Una pace temporanea, fragile, che non nasce da una reale trasformazione del mondo, ma dalla neutralizzazione di ciò che potrebbe metterlo in crisi. In perfetta coerenza con una visione fatalista dell’esistenza, il drama suggerisce che il male non può essere eliminato, solo rimandato. L’equilibrio non è definitivo, né sacro: è semplicemente ciò che permette al mondo di non collassare subito, in attesa del prossimo ciclo di distruzione.

Anche la componente romantica, nel finale, risulta profondamente amara. La scelta di rifugiarsi in una storia “finta” pur di continuare a stare con lui non è un atto di amore redentivo, ma una fuga dalla realtà. Non salva nessuno, non ripara il sacrificio, non assume alcuna responsabilità morale. Lenisce solo il dolore di chi resta, lasciando intatto il debito su cui tutto si regge.

Dal punto di vista filosofico, The Unclouded Soul riflette una visione del mondo in cui il bene e il male non sono categorie assolute, ma forze interdipendenti. Senza il male, il bene non sarebbe riconoscibile; senza il conflitto, l’armonia perderebbe significato. Ma il drama non chiede allo spettatore di accettare questa visione come giusta. La espone, piuttosto, nella sua cruda ambiguità, mostrando quanto possa diventare disumana quando viene trasformata in sistema.

Non c’è redenzione.
Non c’è vera speranza.
Solo continuità.

The Unclouded Soul è una storia che non consola e non rassicura. Non offre risposte, ma lascia una domanda aperta, tipica della filosofia orientale più onesta:

se l’equilibrio dell’universo richiede la distruzione eterna di chi è più giusto,
è davvero un equilibrio da difendere?

Un drama doloroso, disturbante, profondamente coerente con la sua visione del mondo.
Non per chi cerca conforto, ma per chi è disposto a guardare il prezzo che certi equilibri chiedono per continuare a esistere.

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Completo
Positively Yours
5 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
feb 24, 2026
12 di 12 episodi visti
Completo 2
Generale 4.5
Storia 4.0
Acting/Cast 5.5
Musica 5.0
Valutazione del Rewatch 4.0

Positivamente dimenticabile: un drama che non lascia traccia di sé

“Positively Yours” è l’adattamento di un webtoon che è rimasto nelle classifiche dei più amati per 52 settimane consecutive. Cinquantadue. Un anno intero di successo ininterrotto. E la trasposizione televisiva è riuscita nell’impresa titanica di prendere quella materia prima e trasformarla in un prodotto così piatto, così privo di mordente, da far rimpiangere qualsiasi altra cosa si potesse fare in quelle ore – anche guardare la parete.
Personalmente, più che il webtoon, la trama proposta mi ricordava molto un altro drama coreano dove i due protagonisti, sconosciuti, passano una notte insieme e si ritrovano a dover gestire l’arrivo di un bebè. Parlo della divertente e intensa commedia “Fated to love you”, del 2014. Peccato che questa non sia divertente, e nemmeno intensa.
La trama non è solo semplice – lui decide di prendersi le sue responsabilità, lei è un po’ la Cenerentola di turno, e questo è quanto – ma è anche estremamente noiosa e piatta. Dialoghi amorfi, personaggi con i quali è impossibile empatizzare, situazioni spesso inverosimili. Non ci siamo.
Sceneggiatura, dunque, ampiamente bocciata.

Altro errore madornale, il cast. Choi Jin Hyuk non è di sicuro la figura adatta a questo ruolo. E’ un attore che ho visto in molti drama, e devo dire che si fa riconoscere più per la presenza scenica che per la capacità recitativa. Tuttavia, in serie dove deve interpretare un personaggio rigido e composto – vedi “Numbers” oppure anche il fantasy “Gu Family Book” - può funzionare, e anche bene. Ma è fondamentale non discostarsi da quel tipo di ruoli, già che non trasuda carisma né gli si può riconoscere grande espressività. Qui infatti è ridotto a un automa con una sola espressione, spesso poco gratificante perché ha sempre l’aria di qualcuno che non stia capendo le frasi più basilari. Quando cerca di essere divertente e sorridere… Arrivano i brividi. Al di là della recitazione, anche la caratterizzazione stessa del personaggio è traballante: non c’è profondità, non c’è evoluzione, non c’è niente. Il suo trauma familiare – la morte del fratello, il senso di colpa – viene accennato in due scene e poi dimenticato, come se fosse un dettaglio trascurabile, salvo poi rispolverarlo all’occorrenza sul finire.
Oh Yeon Seo è per me una scelta sbagliata a prescindere. Rientra tra le poche attrici che mi irritano terribilmente, la cui recitazione mi suona sempre artificiosa e la cui interpretazione dei vari ruoli li fa assomigliare un po’ tutti (e qui, purtroppo, mi torna alla mente il mio amato kdrama “A Korean Odyssey”, dove per amore della serie e del superbo ML, ho dovuto sopportarla nei panni della protagonista).
L’unica figura che si salva, a conti fatti, è la cattiva di turno, nonché cognata del ML. Brava attrice, personaggio un po’ al limite in certe situazioni, ma a conti fatti porta a casa la prova più dignitosa tra tutte.

A livello tecnico, la produzione è imbarazzante. I filtri usati per “ringiovanire” gli attori sono così evidenti da risultare grotteschi: sembra di guardare scene girate attraverso un vetro smerigliato. Le location sono anonime, la regia è piatta, la colonna sonora è un tappeto di melodie già sentite mille volte. Non c’è una singola inquadratura che rimanga impressa, non un dialogo che si ricordi, non un momento che valga la pena di rivedere.

In definitiva, la serie si rivela un fallimento su tutta la linea. Come adattamento, tradisce la fonte originale. Come drama, offre solo dinamiche già viste e fatte male. Come storia d’amore, coinvolge zero. Come prodotto di intrattenimento, annoia. E’ un vuoto a perdere, confezionato male e venduto come fosse un cioccolatino, quando dentro c’è solo della fastidiosa polvere di cacao amaro. L'unico aspetto "positivo"? Si dimentica facilmente (e velocemente).

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Completo
Hei Yue Guang Wen Na BE Ju Ben
5 persone hanno trovato utile questa recensione
apr 26, 2025
40 di 40 episodi visti
Completo 5
Generale 7.0
Storia 7.0
Acting/Cast 7.5
Musica 6.5
Valutazione del Rewatch 1.0

Maratona di sangue, rabbia e frustrazione! Il ciclo senza sceneggiatura di TILL THE END OF THE MESS!

Effetti speciali : 9/10 (per gli standard cinesi). COSTUMI: 9/10. Sceneggiatura: 5/10.
Ho iniziato attratta dalle recensioni super positive e sotto diverse sollecitazioni; da principio, per i primi 8 episodi ho pensato di trovarmi di fronte ad un lavoro che avrei recensito più generosamente, purtroppo andando avanti mi sono resa conto che non si tratta di un capolavoro, perché manca la scrittura: sembra una “fanfiction per adolescenti”.
Alcuni, troppi episodi sono stati di una noia mortale e ho premuto il tasto "AVANTI" ( non lo faccio mai) . L’ho trovata interessante SOLO per la costruzione del personaggio “Dear Daddy Devil” e la recitazione di Luo Yun Xi e Bai Lu, sicuramente di buon livello 8/10. La abbasso nel complesso perché molti altri attori del cast non hanno avuto la stessa resa, soprattutto Deng Wei (Xiao Lin).
Mi è piaciuto/mi ha divertito il fatto che si suppone che sia "cattivo" ma non fa poi nulla di moralmente spregevole e gli autori hanno girato in tondo con trame ridicole e altri personaggi davvero malvagi per assicurarsi che fosse completamente esente da colpe nella narrazione. Ha letteralmente fatto solo del male ai suoi aggressori e alle persone che lo hanno tradito. Non ferisce mai i veri innocenti. Anche quando prende il suo posto come sovrano nel Jing lo fa nel modo più pacifico possibile, offrendo asilo ai rifugiati dello Sheng, studiando soluzioni e abolendo precedenti e ingiuste misure vessatorie nei riguardi del popolo, fornisce aiuti ai rifugiati e tutti lo rispettano. É letteralmente IMPECCABILE. Non c'è nessun cattivo, per cui NON PUOI NON tifare PER LUI, un uomo bullizzato e maltrattato che per caso sembra anche un personaggio uscito da un fumetto giapponese(MANHUA).

Cosa rende questa serie così acclamata? La figura di Tantai Jin e gli effetti speciali molto buoni, i migliori finora visti in un drama cinese (se li confrontate con quelli americani sono invece appena discreti).
Le riflessioni sul destino, sulla libertà di scelta, sull’importanza di una rete di supporto, di persone che ci amano e si fidano di noi. Quanto delle nostre azioni dipende da noi e quanto invece è influenzato dal modo in cui gli altri ci trattano? Fino a che punto dobbiamo assumerci la responsabilità delle nostre scelte? Vendetta e giustizia sono la stessa cosa? Cos’è più importante: la fiducia o la percezione della verità? Sorprendentemente, la sua storia è interessante e non superficiale. Purtroppo però gli sceneggiatori hanno avuto qualche difficoltà nella progressione della trama, il che ha portato a momenti soporiferi e a scelte non sempre comprensibili, soluzioni improbabili, logicamente nonsense che lo destinano ad un pubblico adolescenziale.
Ho letto un po' ovunque di un amore fantastico, infinito, incommensurabile, totale tra i protagonisti ma in verità ho visto una relazione tossica che somiglia più ad un'ossessione, con evidenti problemi di comunicazione, in cui l'amore da parte del ML viene dimostrato senza tanta convinzione, almeno nell'arco narrativo di Mingye- vita Bo're, poi sarà Bailu( si danno il turno) a essere ambigua e ambivalente con lui, tanto è vero che mutualmente finiscono per determinare esiti tragici e non fanno mai tesoro della lezione (PARLARE ONESTAMENTE E CONFRONTARSI). I momenti in cui si ritrovano inoltre sono privi di emozioni, tranne nell'arco di Mingye.
Inoltre, lui si innamora di lei per qualcosa di speciale, per le sue caratteristiche, per i suoi punti di forza e le sue debolezze o SOLO PERCHE' ERA L'UNICA CHE SE NE PRENDEVA CURA?!? É amore o mancanza di cure materne? É chiaramente un'ossessione legata al senso di solitudine e vuoto del ML, mentre Bailu non commento, hanno creato un brutto personaggio, molto distratto dalla missione, mai chiaro sui propri sentimenti, a volte ci pensa, sembra esserne innamorata, poi se ne dimentica totalmente per aiutare il sesto principe risultando ambivalente, e determinando la giusta gelosia del ML, poi lo odia, poi comprende il malinteso e continua a dirgli di odiarlo nonostante quello sia esente da colpe anzi .. voleva pure tenerla accanto a sé nonostante il malinteso, si ritrovano, lei non vuole tornare con lui ma poi dal nulla all'episodio 35 cambia idea e ci TORNA.
Uno dei personaggi più brutti ma discretamente interpretati da Bailu.
La pessima scrittura si riversa anche nella mia personale percezione di assenza di continuità nell'evoluzione dei personaggi, mi spiego meglio: se analizzo la figura di Tantai Jin dal 1° episodio con il 25° sento come se fossero personaggi diversi, ok l'evoluzione ma deve rimanere un tratto riconoscibile nel personaggio che ne assicuri la personalità, invece, pur essendo bravo l'attore, è come se non riuscisse a legare queste diverse evoluzioni in modo da renderle solo evoluzioni. E non è stato aiutato per nulla dalla scrittura, o forse dai tagli.

Il casting su Luo Yun Xi e Sun Zhen Hi si è rivelato molto calzante. La capacità del protagonista di trasmettere emozioni intense è notevole. Rende in modo struggente e autentico, spesso anche coinvolgente sebbene a volte carichi troppo certe camminate e smorfie per fare il figo risultando invece ridicolo. Lui è perfetto per i ruoli di uomo sofferente e disprezzato ma non in quelli di amante, non mi sembra mai credibile.
Oltre ai protagonisti, mio malgrado, per correttezza è opportuno citare Chen Du Ling per la sua interpretazione di Ye Bing Chang, la sorella della protagonista. Ho visto più bravura qui che in Fangs of fortune, come del resto l'avevo notata in A Journey to Love, nei panni della Imperatrice. É' un'attrice che rende benissimo nei panni della villain, la sua versatilità la rende spendibile anche nei ruoli di buona e remissiva vittima.
È impossibile non apprezzare anche Pian Ran, interpretata da Sun Zhen Ni. Su quest'ultima invece devo dire che non è tanto la bravura quanto un casting azzeccato (è perfetta nei ruoli di volpe, una bitch seduttiva e predatrice).

Parlando di personaggi, è il momento di evidenziare il più grande difetto di questa serie e del suo sceneggiatore: hanno reso tutti così stupidi e sempliciotti (privi di sfumature), con dialoghi inconsistenti che non importa l'epilogo finale. Non vedevo un futuro, a prescindere dal risultato finale.
Molti eventi non avevano senso ( esempio ne cito solo uno: non ha sentimenti da principio ma può provare rancore che è un sentimento) ma non si possono nemmeno chiamare veri e propri buchi di trama, perché in un certo senso avevano una spiegazione: la mancanza di logica, creatività e intelligenza. All’inizio questa cosa mi divertiva, ma presto è diventata frustrante a livelli mai visti. Non sanno come gestire un conflitto e la sua origine, quindi preferiscono rendere il personaggio idiota solo per alcune scene, per preparare il terreno a decisioni insensate. Il tropo narrativo del problema di comunicazione è l'essenza del LAVORO. Capisco l'escamotage per un conflitto momentaneo ma non c'è davvero altro che si può inventare per movimentare e dare un senso, accendere il ritmo, coinvolgere uno spettatore che abbia più di 15 anni??????????????

E mi dispiace perché leggo che le due sceneggiatrici facevano parte del team che ha sceneggiato Blossom in adversity (fioritura imprevista) che invece è molto buono come scrittura (il problema lì è stata l'interpretazione).
È questo il problema dei drama cinesi, investono in un aspetto trascurando tutto il resto. A volte c'è la storia ma non c'è la recitazione, altre c'è l'effetto speciale ma non c'è la storia o c'è la recitazione ma non c'è la regia. Insomma sono del tutto INCAPACI DI PRODURRE QUALCOSA DI COMPLETO, con gli strumenti che hanno a loro disposizione. Già solo il fatto che doppiano in post produzione per l'assenza di apparecchiature adeguate la dice lunga.

Le scene e gli archi narrativi SONO ripetitivi, si riscrivono gli stessi problemi visti qualche episodio prima, con piccole variazioni (e hanno tagliato 16 episodi ho letto, quindi io mi chiedo se davvero per 56 episodi hanno riproposto la stessa minestra insipida e annacquata). Rifiutarsi di dare ai personaggi uno sviluppo caratteriale adeguato finisce per farli ripetere gli stessi errori più volte. È una serie dominata da un solo protagonista, mentre tutti gli altri sono solo sfondo per la sua storia, pertanto comprendo anche che il finale, del tutto illogico e senza bellezza, mostri un epilogo che non vede riuniti i due innamorati, e considerato che fino alla fine non imparano una beata cippa dagli errori del passato non ne ho sofferto minimamente.
A livello di scrittura ho visto delle scopiazzature evidenti : the eternal love (dinamica cecità e prendersi cura dell'amato malato in una capanno con uno dei due ignaro di chi fosse l'altro, le ambientazioni marine e le tragedie continue tra i due amanti ); il corvo del 1994 (Brandon Lee vedeva attraverso il corvo); il pifferaio magico che libera la città dai topi.
Devo comunque un plauso alla regia e dal montaggio, considerando quanto la trama e le scene siano state spesso tagliate o adattate per i 40 episodi totali, tuttavia non so oggi se gli innumerevoli buchi narrativi risentono di questi tagli o se le sceneggiatrici davvero abbiano scritto improvvisando, è il drama peggiore che io abbia mai visto a livello di scrittura. Nel commento in basso se non l'avete notato elencherò gli innumerevoli aspetti incomprensibili che tolgono un senso e una continuità al lavoro.

Trucchi e Costumi molto buoni ma un po' eccessivi sul protagonista che in certe scene sembrava più in gara in un Drag Race (competizione di drag queen) che un diavolo millenario. Gli oggetti di scena invece molto moderni e poco adeguati per una narrazione millenaria, gli artefatti magici a volte interessanti, altre volte banali e imbarazzanti (la giada "soggiogamondo" sembrava una patacca di ceralacca prodotta dal sedere... ).
Divertente in senso imbarazzante la scelta di cambiare abito ai personaggi quando acquisiscono nuovi poteri (come sailor moon).

La colonna sonora se parliamo di musiche non cantate è stata calzante e interessante ma ha avuto anche alcune cadute di stile, tipo l'utilizzo di musiche pop moderno, che stanno bene nei lavori moderni, che non davano intensità e un'aura storica al lavoro.

CGI: molto buona ripeto per essere un cinese ma anche qui ridondante e barocca, con eccessi di fronzoli e una durata eccessiva di battaglie e combattimenti (anche due episodi di 40 minuti per un totale di 80 minuti), per colpire e meravigliare lo spettatore (che forse non ha mai visto un lavoro di Nolan, Cameron o un film della Marvel per lasciarsi incantare solo da questo). Mi dispiace scriverlo perché ho visto che c'è stato un enorme lavoro dietro e Luo Yun Xi si è davvero impegnato e speso tantissimo, non hanno controfigure quindi ha girato delle scene totalmente sospeso a 30 metri da terra. Come performance è stato molto più straziante e convincente in Ashes of love, dove ha rappresentato un'evoluzione in cattivo molto più credibile e sofferente del simpatico TTJ di TTEOTM.

La mia valutazione è di 6,5 ma do mezzo punto per la qualità visiva ed estetica del lavoro, mai vista finora in un lavoro cinese. Buona grafica, pessima la scrittura!
Vi consiglio di staccare a fine dell'episodio 35, se volete un lieto fine.

IN BASSO COME COMMENTO SPOILER TUTTI GLI ASPETTI INCOMPRENSIBILI DEL LAVORO.

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In Corso 39/39
The National Southwest Associated University And Us
5 persone hanno trovato utile questa recensione
apr 26, 2023
39 di 39 episodi visti
In Corso 2
Generale 10
Storia 10
Acting/Cast 10
Musica 10
Valutazione del Rewatch 10

Commovente

Mi sono innamorata di "Youth in the Flames of War" dai primi secondi di visione.
Pellicola all'altezza di Dylan che è parte integrante di una storia e non il trascinatore, attori bravissimi è palese che sono stati scelti com cura.
È una pellicola intensa, priva di cliché, con degli attori straordinari.
Il personaggio di Cheng Jia Shu è perfetto per Didi perché si capisce fin dall'inizio che avrà una straordinaria evoluzione che potrà mettere in risalto ancora di più le sue capacità.
Adoro Zhou Ye ha una sensibilità emotiva disarmante.
Se vi interessa approfondire o scoprire una parte della storia cinese e di quanto patriottismo ci sia in loro, questo è un drama assolutamente da vedere.

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Completo
The Moon Bright For You
5 persone hanno trovato utile questa recensione
mar 25, 2025
36 di 36 episodi visti
Completo 3
Generale 6.0
Storia 7.0
Acting/Cast 5.5
Musica 7.0
Valutazione del Rewatch 4.0

Drama leggero con problemi di esecuzione/ sceneggiatura.

The Moon Brightens for You (TMBFY) è un adattamento del romanzo omonimo (明月曾照江东寒) di Ding Mo (丁墨), il genere è wuxia ma con elementi "fantasy", non direi xianxia, che lo rendono ibrido; una fusione di arti marziali con metodi tramandati e coltivati nelle sette, col romanticismo e umorismo contemporanei.
Questa è una storia su come il bene trionfi sul male e su come il vero amore non sia necessariamente il primo, e su come si formi attraverso la pazienza, la perseveranza e non poche difficoltà lungo il cammino.
Questa è una storia su come la vendetta venga raggiunga con perseveranza se sei nel giusto, col sacrificio delle persone a te care. Il karma alla fine salda i propri conti.
La storia d'amore è al centro dell'opera ma viene sviluppata definitivamente negli ultimi 8 episodi, nella parte centrale piuttosto viene presentato il primo "amore", che quasi sempre non è quello definitivo. In questo c'è sicuramente un elemento di diversità rispetto ai comuni drama cinesi.
Altro elemento di novità è caratterizzato dalla presenza di una donna forte nelle arti marziali ma senza grande intelligenza e acume in coppia complementare con un uomo debole fisicamente ma forte intellettualmente.

I villain in questo lavoro vengono rappresentati da una triade malvagia di tre demoni fantasma che servono la fazione nemica del regno, composto dal malvagio e mascherato Capo; un grottesco, cleptomane, dalla sessualità confusa e un disturbo da tic, infantile, definito pazzo ma lucido nelle considerazioni, che combatte con un grattaschiena in ferro; infine un maestro dei veleni, esperto in combustione spontanea finale.
Tra i personaggi "strani" , il miracoloso agopunturista, esperto di arti marziali Jian Ling, un subdolo ricco ed edonista padrone della Zhou Mansion e di 35 tratte commerciali, un assassino dagli occhi buoni (completo di cappello di paglia e lame gemelle), l'esotica praticante di arti oscure, che lancia veleni e serpenti, con un movimento delle mani che ricorda più un ballo di gruppo nelle balere romagnole che una mossa marziale.

Le notizie vengono diffuse nel regno attraverso un canale di trasmissione orale comunitario , tipico delle sale da tè, dal nome "Le voci della Comunità", per fornire al grande pubblico eventi e pettegolezzi aggiornati sul regno, mentre allo stesso tempo trasmette segretamente messaggi in codice alle parti interessate. Insieme a questo c'è un servizio sussidiario che fornisce la consegna personalizzata porta a porta di informazioni e pacchi, in perfetto stile Bartolini , DHL express o SDA.
La trama è lineare e non complessa, il che consente agli spettatori di cogliere il background e le motivazioni sottostanti, in modo da comprendere gli incidenti del passato che danno forma agli eventi attuali. Nonostante il tono spensierato e leggero, a metà lavoro ci sono alcuni momenti tragici che si verificano mentre la storia si svolge.
Come ogni Wuxia che si rispetti, viene messo in risalto e celebrato il valore della fratellanza, della cavalleria, della lealtà e della rettitudine, soprattutto da parte del ML e della FL, nonché dai capo clan virtuosi delle sette marziali.
Buone le evoluzioni e le crescite dei personaggi: il Male Lead compirà un'evoluzione che lo porterà a distaccarsi dal proposito ossessivo di vendetta per far largo all'amore e al sentimento, concependo più che la vendetta, la necessità di una rivoluzione per un bene più grande, ai fini del benessere del popolo.
Questa sua ritrovata flessibilità determinerà un comportamento più libero e disinvolto, espresso nella mimica e nel sarcasmo, nell'ironia e nello humour. Considerato il personaggio freddo, indifferente, rigido del principio, sul finale avremo un uomo in sintonia con i propri sentimenti, espansivo e romantico (una bella sorpresa).
La FL compirà un percorso evolutivo altrettanto marcato: da ragazza frivola, immatura, impulsiva e irruenta, con un sorriso sfacciato e malizioso (che personalmente mi ha infastidito ), arriverà a diventare più riflessiva, matura, consapevole e seria.
Il finale è molto positivo: chi doveva pagarla la paga e i buoni raggiungeranno il successo e si dedicheranno ad obiettivi per loro importanti.
Le musiche sono allegre e spensierate, caratterizzano e accompagnano il lavoro.

COSA NON HA FUNZIONATO QUINDI?
1) Recitazione: non so se i personaggi sono stati effettivamente diretti male o se questo è stato il massimo che son riusciti a fare, il ML è molto monocorde, migliora sul finale e nella resa empatica nell'episodio 18, ma la sua inespressività non mi ha permesso di immedesimarmi e vivere con trasporto il suo percorso, solo in 4-5 scene mi è sembrato calato nel personaggio e nelle reazioni emotive che doveva avere.
La FL, peggio mi sento, per me è stata del tutto inadeguata agli inizi, migliore sul finale ma non ha saputo dare sfumature emotive al suo personaggio (SORRISO/FACCIA SERIA).
2) Scenografia : combattimenti resi male, troppo teatrali, tecnica della levitazione onnipresente ed eccessivamente rappresentata, sembra più una ascensione al cielo, un po' wuxia un po' xianxia, tutto un po' troppo too much, poco credibile, gesture caricaturali delle mani che fanno ridere più che immedesimarsi. Veleni in polvere che volavano come getti di farina e invece di combattere la gente si trovava a grattarsi.
Salvo due combattimenti, il Generale sulla quarantina che lotta sotto la pioggia per uccidere Gu-Ye, il duello finale tra i nostri protagonisti e il grande demone cattivo , che ricorda un po' un videogioco e un po' rappresenta il tipo di unione che riescono a formare i nostri protagonisti.
3) Caratterizzazione dei personaggi principali: il secondo ML è infine rappresentato come un uomo volubile e codardo sentimentalmente, non ho capito cosa volessero trasmetterci con questo personaggio, mi riferisco alla gestione emotiva del sentimento, non sarà chiaro. Stendo un velo pietoso sul personaggio fastidiosissimo della Principessa che verrà umanizzato sul finale ( della serie, volevo solo essere amata perché mi sento sola, quando mi amano divento buona e comprensiva, tutto ciò che ho fatto di terribile è stato per amore).
Non ci sono strategie mentali di altissimo livello, persino il ML, descritto come un genio, non riesce a prevedere una trappola fatale nel 18 e le conseguenze di un piano che va male nel 30, di cui la sua amata piangerà le conseguenze che potevano essere fatali, la FL è priva di qualsiasi acume mentale, non è né sveglia né scaltra. Moralmente è un personaggio positivo ma a livello di intelligenza non comprendo perché presentare una grande bravura marziale mista a una totale incapacità di prevedere le conseguenze delle proprie e altrui azioni.
Storie d'amore secondarie, una gradevole e l'altra con molte potenzialità iniziali che viene poi sviluppata in modo piatto e apatico, senza tanta convinzione. Partono a razzo e finiscono come una coppia annoiata senza alcun trasporto fisico.

Niente di nuovo a livello di scrittura: gli stessi identici tropi narrativi di sempre, una ragazza stupidotta che non comprende i propri sentimenti che si ritrova prima a gareggiare in un torneo di arti marziali, a stringere delle amicizie poi e coinvolta nell'ennesimo triangolo che non saprà completamente gestire perché non capisce cosa prova (generalmente quando non sai cosa provi non provi nulla per nessuno, l'amore non va spiegato).
La FL è sempre confusa sui suoi sentimenti, sia per l'uno che per l'altro, sceglierà il compagno della sua vita proprio negli ultimi episodi finali (cinque-sei episodi prima della fine).

Elementi di generi diversi(comico e tragico) non bene amalgamati, un po' per la sceneggiatura, un po' per le recitazioni lacunose degli attori.

Comuni cliché: triangolo, donna che cade e viene presa dall'uomo, donna ubriaca portata in spalla, principessa capricciosa e insopportabile, malinteso che cambia le sorti del destino, contatti fisici tutti concentrati sul finale ma baci molto molto tirati, lievi contatti sulla bocca e FINE (un drama casto, persino per essere un cinese).
Oggetti di scena moderni, parrucche brutte e di scarsissima qualità per tutti (notare come la parrucca del ML parta da metà testa).

Il voto è 5,5 in verità perché a causa di una recitazione traballante e stentanta e una sceneggiatura lacunosa non si può definire un lavoro valido, do mezzo punto per i personaggi geniali del demone pazzo e del medico che utilizza strategie paradossali.
Mi viene da ridere perché se leggete le recensioni un po' tutti affermano che la storia è carina anche se la RECITAZIONE FA SCHIFO, univocamente riconoscono che la recitazione FACCIA CACARE però poi danno voti dal 7 in su per la storia e i combattimenti (resi pure male tra l'altro).

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Dare You to Death
5 persone hanno trovato utile questa recensione
feb 28, 2026
10 di 10 episodi visti
Completo 0
Generale 8.0
Storia 10
Acting/Cast 8.5
Musica 9.5
Valutazione del Rewatch 7.0
Questa recensione può contenere spoiler

molto interessante

La storia è molto figa, mi ha interessato fin da subito perché a me piacciono molto i gialli, sia nelle serie tv, che nei libri, negli anime, dappertutto, quindi ovviamente anche qui!! Il caso è stato super intricato ed interessante, mi è piaciuto che mi hanno tenuta in attesa fino all’ultimo episodio per risolverlo. A tratti mi ha anche ricordato Saw l’enigmista, e ho adorato tantissimo, perché c’erano anche molte scene un po’ splatter, che io apprezzo sempre.
Ho apprezzato tantissimo rivedere Chimon alle prese con la recitazione, lo amo, è stato davvero bravo, mi è piaciuto anche il carattere del suo personaggio.
Per quanto riguarda Puifai, io la odio! Basta non l’ho mai sopportata dall’inizio, però non avevo pensato che potesse essere ancora viva, quindi bel colpo di scena finale!
Jade invece mi ha fatto morire, faceva tutte quelle facce da adulatore, adoro! La storia d’amore tra lui e Kamin è stata molto carina, però una cosa che non ho capito è perché non hanno fatto combinare niente trai personaggi di Aou e Boom, sono entrati in scena in un modo pazzesco, ed ho pensato che avrebbero spaccato! Però non hanno fatto niente, non ho nemmeno capito se fossero fidanzati o meno, però i caratteri dei loro personaggi mi sono piaciuti molto, è un peccato, magari se avessero fatto la serie con qualche episodio in più potevano avere una bella evoluzione, ma pazienza, è un BL molto carino ed interessante, avrei bisogno di rivederlo tutto d’un colpo però, per capire meglio la vicenda, vedere un solo episodio a settimana è stato destabilizzante hahahah.

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Gone with the Rain
5 persone hanno trovato utile questa recensione
gen 12, 2025
37 di 37 episodi visti
Completo 0
Generale 8.0
Storia 7.5
Acting/Cast 7.5
Musica 6.5
Valutazione del Rewatch 7.5

Versione cinese di "Via col vento" ma ...."quei due diverranno una coppia"!

👉👉👉👉👉👉👉👉 Il mio voto reale è 7,8 !
Cdrama storico che presenta un mix eterogeneo di elementi non sempre ben miscelati tra di loro come commedia, guerra, leggero romanticismo, amore fraterno, giallo, dinamiche sociali della dell'epoca (dai costumi penso sia ambientato nella dinastia Tang), cospirazioni, sacrificio, amore non corrisposto, strategie, suspense e thriller. È come sperimentare un buffet di generi in una storia. Tuttavia, l'aspetto romantico della storia lascia un sapore un po' sgradevole perché nonostante sia apprezzabile l'idea di mostrare la crescita anche sentimentale di una fanciulla di 17 anni (stessa età o quasi di Rossella O'Hara a cui il personaggio si ispira) , quindi di una persona che si innamora per caso perché è innamorata dell'amore e non vede l'ora di sperimentarlo con chicchessia ,diverrà una resistenza inutile nei riguardi di sentimenti più profondi verso un altro uomo che la ama da subito (Rhett) ,interpretato dal rude e temibile generale Chen Wende.

Il titolo non è a caso perché ambientato in un periodo di guerra civile e la caratterizzazione dei quattro personaggi principali è inequivocabilmente ispirata al romanzo do Via col vento sebbene liberamente adattato.
Moxi, il personaggio principale è la figlia di una concubina che lavorava in un bordello, e quindi cresce un po' come la cenerentola della casa, bistrattata e molto trascurata in termini di educazione e cure, è cresciuta da sola ed è priva di buone maniere tuttavia è molto sveglia, intraprendente, volitiva, e pronta a sopravvivere a qualsiasi costo, anche se questo significa agire disonestamente o a scapito di qualcuno ( la sua irruenza , l'assenza di modi,la bellezza e questo opportunismo come reazione al trauma sono aspetti che possiamo ritrovare anche nel personaggio di Rossella O'Hara sebbene le manchi la sua intensità , la sua follia, le abilità espressive di Vivien Leigh, col risultato di avere una brutta caricatura).
Fengyao, è la cugina, figlia legittima della famiglia Bai, è colta, istruita, raffinata e composta ma di contro debole, priva di piglio, incapace di districarsi tra le varie vicissitudini della vita, poco sveglia e perfettamente INUTILE, in ogni senso, anche dannifica seppur involontariamente ( un personaggio fastidioso più dei cattivi).
Dovrebbe ispirarsi a Melania Hamilton per bontà e idealismo, per la capacità di vivere i rapporti in modo disinteressato ma le manca la lungimiranza, lo spessore, l'intelligenza e la forza morale di Melania ( in poche parole niente di più diverso). Spesso si dimostrerà anche ingrata nei riguardi del generale che chiamerà traditore ma che la salverà dalle frustrate e dalla febbre , oppure si negherà per principio degli aiuti provenienti dal generale e poi dovrà chiedere aiuti ben più grandi per sopravvivere abbandonando i principi che l'avevano portata a negarsi l'aiuto.Dove sta la coerenza? Sarà una donna moralmente rigida ma anche profondamente stupida e cieca.
Arriviamo quindi all'uomo conteso che determinerà una frattura tra le due cugine che da "sorelle" diverranno rivali , il giovane generale "Wan Jia Gui" che per uscire da una situazione scomoda verrà utilizzato dalle due ragazze per risparmiare il matrimonio di Fengyao con un disabile, però figlio del primo Ministro Wu.
Questo ragazzo è un giovane uomo virtuoso, timido e molto deciso a non coinvolgersi sentimentalmente per via della pericolosità del suo lavoro e spesso in viaggio in terre lontane. A nulla servirà la sua ritrosia perchè senza alcun motivo reale le due donne si innamorano di lui. Moxi gli salva la vita e sembra essere ricambiata, non totalmente però, dal giovine (sebbene esattamente come ashley wilkes si porrà in modo ambivalente per buona parte del drama e avrà ogni sorta di scrupolo nel viversi questo sentimento, forse perché non era così forte).
Per ultimo, ma non meno importante, il capitano Chen Wende, un finto ribelle che tenta di salvare il regno dalle macchinazioni dei corrotti e che ha una brutta fama alimentata da modi rudi e impetuosi, privo di buone maniere ma nobile e generoso anche se umanamente non perfetto. Con Rhett condivide semplicemente l'età , si suppone che abbia 37 anni e il fatto d'essere destinatario dell'odio e delle dicerie della gente per la sua ruvida onestà e i suoi modi poco eleganti per il resto , senza offesa, Sean Sun, non ha davvero nulla del carisma irresistibile di Clark Gable, del suo fascino ed è del tutto privo di eleganza e modi gentili.
Tuttavia , questo lavoro merita di essere visto perché come recitazione il man lead è una spanna sopra tutti e perché finalmente non abbiamo un erudito, un virtuoso, un efebico, un timido MA UN VERO UOMO, MATURO, VIRILE, PIU' REALE dei ragazzini che finora i drama ci propinano; un uomo che se vuole sa spingersi oltre. Lo vedremo attratto palesemente dalla protagonista a cui manifesterà col comportamento anche una certa attrazione fisica (invasione dello spazio personale, tendenza a spingere il bacino in avanti, tentativi di baci rubati, sguardo da pesce lesso e proposte romanticamente indecenti nel cuore della notte ) e lo vedremo sempre pronto ad aiutarla e proteggerla, con una pazienza che poco si conferrebbe al tipo di personaggio che hanno deciso di creare.
Il capitano Chen, nonostante abbia sicuramente almeno 35 anni, abbia vissuto il mondo, sia un uomo sveglio e fisicamente non sia il belloccio efebico e smilzo a cui questi drama fantasy ci hanno abituato ma, al contrario, sia un uomo fisicamente impostato, goffo, rude e privo di savoir faire, non ci sa proprio fare coi sentimenti. E' stato e sarà per voi divertente, vedere un uomo impacciato che non sa come avvicinarsi ad una donna e si diverte a provocarla o a giocarci, a spaventarla per osservare il suo viso terrorizzato, e pensare che è bella, ascoltare i suoi discorsi scabrosi e pensare che sia folle ma interessante. Sin da principio gli sentirai dire "INTERESSANTE, SEI MOLTO INTERESSANTE"... .
La sua prima notte di nozze sarà esilarante perché proverà in tutti i modi a "consumare" senza successo ma sebbene inizialmente arrabbiato si dimostrerà un paziente gentiluomo, seppur ferito nell'orgoglio maschile.

Veniamo alla storia: È in gran parte un drama che solo in superficie è una storia d'amore, la vera storia è il rapporto tra le due protagoniste, le vicissitudini affrontate insieme e l'aiuto e il supporto che si daranno nel corso della storia.
Moxi è illegittima e orfana in tenera età, cresce nella sofferenza nella famiglia di suo zio Bai Wentao, un funzionario di sesto livello opportunista, rozzo, manipolativo e in definitiva stupido, sempre sudato, grasso e grottesco. La moglie sembra una maschera del teatro: inattraente , avvizzita, truccata con un cerone bianco che ricorda le geishe, stupida e priva di scrupoli, interessata solo al figlio maschio che è uno dei personaggi peggiori che io abbia mai visto in quanto ad opportunismo ed edonismo fuori luogo, sarebbe in grado anche di vendere sorella e cugina agli amici per divertirli un po' in cambio di denaro.
Tutti e tre i personaggi sono davvero stupidi, non cattivi ma del tutto AMORALI, e questo mi ha causato fastidio nonostante io abbia apprezzato di non vedere punizioni corporali come bastonate o tante altre angherie che ho visto in altri storici.
Moxi salva un affascinante soldato ferito, Wan Jiagui e si innamora di lui. Incontra anche un esasperante generale Chen Wende. Attraverso una serie di incomprensioni, alcuni autoinflitti, Moxi si ritrova intrappolata tra entrambi gli uomini mentre Wan Jiagui si ritrova fidanzato con entrambe le donne. Un tortuoso quadrilatero romantico tra i quattro si svolge mentre il paese scivola nel caos. Le storie d'amore sono secondarie rispetto al modo in cui la relazione tra le due donne affronta la guerra civile e una complicata rivalità amorosa.
La storia è raccontata in gran parte dal punto di vista della diciassettenne Tang Moxi che condivide i suoi pensieri attraverso sogni ad occhi aperti molto vividi, a volte divertenti, a volte stupidi.
Inizialmente ho trovato geniale mostrare le fantasie ad occhi aperti della giovane Moxi, poi ho iniziato a trovarle noiose, fuori luogo e che interrompessero il ritmo della narrazione (questo aspetto così ridondante ha penalizzato di molto la mia valutazione).

La prima metà del dramma racconta delle conoscenze tra i personaggi e la formazione dei legami, poi verso l'ep 9 un arco narrativo racconterà la tragedia famigliare e il viaggio di queste due donne che finite in disgrazia si spostano in un'altra città e si ritrovano coinvolte in un intrigo imperiale, ed è stato molto interessante vedere le soluzioni che la regia ha adottato per rendere il complotto intrigante ( non spoilero ma vi dico solo di attenzionare le allieve della scuola per gentildonne di Quizhou, non tutto è come sembra). In seguito verso l'episodio 17 si sviluppa un altro arco narrativo che vede il matrimonio di entrambe e verso il 26 inizerà una nuova vita per entrambe, l'ultimo di chiusura verso il 32. Il finale è positivo , frettoloso ma non di pochi secondi come tanti fanno.

Andiamo al negativo:
-Recitazione non sempre credibile di molti personaggi, fa eccezione il capitano chen wende e altri due personaggi ( non i principali ), questo è un peccato perché Zhang Nan è molto bella ma non altrettanto brava nella gestione dei ruoli drammatici, sarebbe sicuramente più indicata per commedie teen dove non ci vuole un grande spessore emotivo). Stessa cosa per la cugina che non ha dato profondità al suo personaggio, piange, si dispera ma poi non ha coloritura emotiva, e non si tratta di compostezza... .
-Sceneggiatura, dialoghi narrativi più che emotivi e nessun discorso mi ha scosso o provocato riflessioni, prendetelo per quello che è: una commedia leggera che ogni tanto prova a diventare un crime case o un thriller imperiale.
-Storia un po' noiosa e lenta in certi episodi perché viene molto trascinata con dialoghi e scene riempitive inutili, dal 7 al 13° sono le parti più lente e noiose, resistete se potete. Se questo drama fosse stato di 28-30 episodi avrei dato un altro mezzo punto.Poca coesione tra elementi comici e tragici, generando confusione e perdendo intensità, mi chiedo quali fossero gli intenti del regista. L'arco finale è affrettato e la capacità di Moxi di trasformarsi non è ben spiegata e francamente impossibile. La storia giunge a un finale soddisfacente con gli episodi finali che compensano il cedimento nella seconda metà.
-Slow burning estremizzato , lei si renderà conto del suo reale interesse ma 5 episodi prima della fine e in certi momenti sarà ingrata , opportunista e stupida. Per me i registi hanno sbagliato a formare una coppia sul finale e si sono troppo dilungati nell'ossessione di lei per il suo primo amore, se avessero mostrato un amore vero tra i due non avrei avuto da ridire ma personalmente per circa 30 episodi viene portata in scena la fissazione di lei a discapito di tutto, nonostante il generale Wan Jagui sia debole, irrisoluto, tentennante e alla fine una vale l'altra, disposto a sacrificare chiunque per il bene più grande ma lei non lo capisce e arriverà anche a rendersi patetica e miserevole (Rossella O'Hara non si sarebbe mai prostrata a 90°). Wan Jugui, inizialmente non ne vuole sapere , poi nella seconda metà sembra deciso a stare con lei ma bloccato da ogni tipo di scrupolo, e sembrerà vergognarsi delle sue origini, e poi volerla sposare per senso di responsabilità nei confronti di una promessa fatta ma il suo comportamento tradirà i suoi veri pensieri e la protagonista sarà sempre incapace di vedere l'evidenza. Nemmeno dopo aver visto una interazione illuminante tra lui e la cugina durante la fuga sarà in grado di voltare immediatamente pagina. A questo punto quasi speravo in un finale triste alla "francamente me ne infischio" perché Moxi Tang questo meritava nonostante alla fine si riscatti mostrando un'evoluzione francamente impossibile dopo solo 1 anno di tempo.

-Totale mancanza di coerenza dei personaggi: Moxi Tang è una ragazza sveglissima e scaltra che sa gestirsi e destreggiarsi tra le bassezze della sua famiglia e quelle dei funzionari corrotti, tuttavia non riesce a suggerire al suo amato soluzioni di salvezza e vittoria quando poi le escogiterà da sola con successo sul finale, non sa aprire gli occhi e rendersi conto di chi sia veramente Wan Jiagui e muta idea sentimentalmente un po' troppo bruscamente.
La cugina è colta e intelligente ma a volte stupida e del tutto inutile, possibile che sappia intuire la strategia militare di un nemico e si faccia derubare i bagagli davanti gli occhi? E' vittima degli scrupoli d'onore ma accetta aiuti più grandi quando i suoi scrupoli la fanno ammalare (ep-22), considera l'antagonista del marito un disgraziato e dove è il suo senso di gratitudine che le ha salvato la vita 3 volte? Dove è l'intelligenza?
Con il marito ha spesso confronti accesi dove lo accusa di indecisione, di ipocrisia, di debolezza... eppure il suo amore non vacilla dopo aver visto che razza di uomo si è sposata.
Yu-Win, sembra ossessionato da una persona ma non si capisce come risolve la sua ossessione per lei, passando da propositi assassini a nobili intenti ("la restituirò a voi"), quando la rincontra dopo tempo non proverà nemmeno a conquistarla. Era quindi un capriccio?

-Il capitano Chen Wende, nobile negli intenti ma a volte irruento e molto meschino nell' accettare le soluzioni degli alleati per salvare l'armata , inizialmente attratto dalla protagonista poi la dichiara non all'altezza delle sue attenzioni, poi la rincontra e nonostante non ci sia nulla di romantico o significativo tra i due inizia a sorvegliarla e volerla "prendere con se". E' il personaggio più lineare di tutti, e anche il più coerente ma ciononostante la regia ha voluto inserire elementi di ambivalenza per i colpi di scena che non sempre hanno una base logica sottostante.

Per concludere: il conflitto e l'attrazione tra Chen Wende e Moxi sono gli unici punti salienti della seconda metà del dramma che lo hanno reso godibile anche se con picchi di insofferenza per il comportamento immaturo e poco sveglio di lei. Ho MOLTO apprezzato il casting di Liu Mei Tong e il personaggio che interpreta, è una delle chicche mai viste negli storici cinesi. La seconda relazione non è sufficientemente sviluppata ma ho trovato i due fastidiosi e noiosi sicché per me non è stato un problema ma potrebbe esserlo per voi se simpatizzate con uno dei personaggi.
È abbastanza diverso dal solito dramma storico cinese di routine e ne ho apprezzato molti aspetti.
CONSIGLIO se siete stanchi di vedere i classici bellocci e rapporti che nascono sempre nello stesso modo.
Qui l'amore è più realistico e maturo, le soluzioni narrative sono sì molto comuni ma con dettagli piccanti, interessanti e gender fluid che lo rendono meno scontato e interessante.

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The Starry Love
5 persone hanno trovato utile questa recensione
ott 16, 2024
40 di 40 episodi visti
Completo 0
Generale 7.5
Storia 8.0
Acting/Cast 8.0
Musica 10
Valutazione del Rewatch 7.0

L'importanza di rimanere fedele a se stessi anche se il mondo ti è contro

The Starry Love (星落凝成糖) è un xianxia del 2023, terzo capitolo della "Trilogia del miele", diretto da Zhu Rui Bin e basato sul romanzo di "Once Upon a Time Junhua". La storia ruota attorno a due sorelle gemelle, Qingkui e Yetan, i cui destini si intrecciano con quelli di due mondi opposti dopo uno scambio di matrimoni, tra intrighi, amore, magia e conflitti tra regni.
Pregi
Trama coinvolgente e doppia narrazione:
La storia delle due sorelle offre due linee narrative parallele che si intrecciano, mantenendo alta la tensione e l’interesse. Il legame tra le gemelle è uno degli aspetti più apprezzati, con una rappresentazione sana e solidale del rapporto familiare.
A differenza di molti xianxia tradizionali, la serie inserisce elementi comici, soprattutto nella prima metà, che alleggeriscono la trama senza renderla banale. Questo equilibrio tra umorismo e dramma è stato ben inserito.
Chen Xing Xu si distingue per la capacità di interpretare più personalità, mostrando versatilità. Li Lan Di è convincente e carismatica come Yetan. Anche gli altri membri del cast, come He Xuanlin e Chen Muchi, risultano credibili nei rispettivi ruoli. Specialmente Chen muchi che non conoscevo e mi è sembrato più espressivo e credibile del ML nelle scene d'amore.
L’interazione tra i membri del cast principale, in particolare tra le due sorelle e tra le coppie romantiche, è naturale e coinvolgente. Le dinamiche familiari e sentimentali sono uno dei punti di forza.
É una delle serie più sottovalutate qui su Viki, appassionante e coinvolgente, ottimi effetti speciali e una colonna sonora straordinaria (la mia preferita), con un ritmo narrativo che però annoia per il 40% della serie. Finale non triste ma aperto, dà speranza.... non si può dire che finisca bene .
Protagonista femminile coraggiosa, forte, anticonformista, insegna l'importanza di rimanere fedeli a se stessi nonostante tutto, è questo il grande e vero messaggio della serie.

AMORE
Due storie d'amore come scrivevo prima: la prima si sviluppa subito a seguito di un quasi colpo di fulmine, e procede speditamente, la seconda si forma nella prima parte del drama ma racconta di un amore più profondo, che nasce attraverso la condivisione, il supporto, il sostegno e aiuta l'evoluzione dei personaggi.
La proposta che si porta in scena sostiene il concetto che gli opposti si attraggono, esattamente come yin e yang i protagonisti sono attratti da caratteristiche opposte nei partner, ma sono quelle caratteristiche che li aiuteranno a mettere in discussione se stessi e a migliorare come persone.
Il personaggio maschile , sebbene affascinante, dimostra molti più anni e una maturità che poco si sposa col fascino fresco della protagonista che ne dimostra meno, e sembrano più padre e figlia che due amanti e giovani sposi. Chimica non pervenuta. Nella seconda coppia invece l'attore maschile è stato bravo a mostrare del desiderio , ogni tanto, nei confronti della donna di cui si innamora.
Buone le interpretazioni principali, gli effetti speciali e le ambientazioni nel regno celeste.
Il regno dei demoni mi è sembrato meno curato.

Difetti
Effetti speciali e scenografie:
Alcune scene soffrono per l’uso di CGI mediocri e set poco dettagliati, che possono risultare meno immersivi rispetto ad altri drama fantasy di alto livello.
Ritmo altalenante:
La parte centrale può risultare lenta o ripetitiva, con alcune sottotrame secondarie considerate poco interessanti e che avrebbero potuto essere tagliate per una narrazione più compatta.
Fondamenta romantiche deboli:
La storia d’amore principale risulta poco profonda e poco sviluppata emotivamente, soprattutto rispetto alle aspettative del genere.
Recitazione non sempre omogenea:
Mentre i protagonisti brillano, alcuni attori secondari risultano meno convincenti, in particolare nei ruoli più complessi.
Per questi motivi e per la noia di alcuni episodi porto la mia valutazione a 7,5.

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Completo
Liang Chen Mei Jin
5 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
22 giorni fa
40 di 40 episodi visti
Completo 3
Generale 8.0
Storia 7.5
Acting/Cast 9.0
Musica 6.5
Valutazione del Rewatch 7.5

Drama maturo e imperfetto, che non cerca la bellezza nei filtri o scuse per i difetti

Drama storico cinese dedito a un costante bilanciamento dell’equilibrio tra tenerezza e durezza. A visione conclusa, la sensazione è quella di aver assistito a qualcosa di imperfettamente umano, più che a un intrattenimento levigato e ad effetto.

Il punto di forza assoluto è la coppia protagonista: Gu Jin Zhao e Chen Yan Yun sono due personaggi davvero credibili, ben caratterizzati e che vivono una matura e silenziosa costruzione della fiducia, fondata sul rispetto reciproco e non su conflitti forzati o gelosie esagerate. L’intelligenza di Jin Zhao non viene mai sbandierata, ma si dimostra con i fatti: nelle strategie politiche, nella gestione della reputazione e nel controllo delle emozioni. Chen Yan Yun è un uomo potente e solo, il cui dolore non è mai urlato ma trattenuto in silenzi e sguardi ancor più significativi, in una compostezza che ne fa uno dei personaggi maschili più complessi del genere. La scena in cui riceve la lettera di divorzio è uno dei momenti più intensi e toccanti dell’intero drama.
Ye Xian, il secondo protagonista maschile, è invece una figura dolorosa e crepuscolare: una vita, la sua, che sembra basata costantemente sul tempismo mancato di un puntuale e lieve ritardo, e la sua storia d’amore impossibile con Jin Zhao si trasforma in un lutto emotivo che il drama scolpisce giocando su immagini contrastanti, come il corteo nuziale che incrocia quello funebre. La relazione tra i due uomini rivali supera inoltre ogni cliché: pur amando la stessa donna, lavorano insieme per il paese e finiscono per rispettarsi profondamente, imbastendo un rapporto quasi fraterno.

Cast oserei dire azzeccato: Ren Min e Ci Sha – quasi coetanei sebbene i loro ruoli diano l’impressione di un divario anagrafico maggiore – offrono interpretazioni misurate e intense, supportate da una fotografia che non ammorbidisce i volti in una perfezione irreale, restituendo invece una gamma di texture e di ombre vere. Le svariate scene romantiche promuovono una buona chimica di coppia, sebbene il coinvolgimento non sia stato per me stellare, ma questo è un aspetto estremamente soggettivo. Nonostante ciò, ho davvero apprezzato la caratterizzazione di ambedue i protagonisti.

Il punto più debole è la struttura narrativa, specialmente nell’ultima parte. Intorno alla trentesima puntata la storia inizia a vacillare, gli eventi si accavallano in modo confuso e le sottotrame politiche perdono mordente, come se mancassero gli episodi necessari a chiudere il tutto dignitosamente. La fine riservata a un certo numero di personaggi, pur ragionevole per certi versi, sa comunque un po’ di soluzione di comodo: non mi entusiasmano mai né le redenzioni collettive né tanto meno le dipartite di massa, sono sempre misure quantitativamente sbilancianti, difficilmente lineari ma spesso utili a risolvere nodi diventati troppo ingarbugliati da sciogliere altrimenti. La conclusione, in particolar modo, è sbrigativa e insoddisfacente e lascia con più domande che risposte, sia rispetto alla risoluzione con le figure antagoniste che in merito al romance, sul quale il sipario cala bruscamente, dando più la sensazione di uno stacco pubblicitario che di un epilogo vero e proprio.

Punto di demerito per la colonna sonora, il cui investimento lascia alquanto a desiderare: i brani sono piatti e fin troppo generici, per un’opera che nelle immagini e nella recitazione risulta invece molto più ricca.

Al di là dei difetti resta però un drama che propone una riflessione interessante, matura e talvolta impietosa sui sistemi di potere che soffocano l’individuo, sulla solitudine del comando e sul prezzo altissimo da pagare per restare umani dentro macchine politiche spietate. Non è un gioiello perfetto, ma di certo un buon drama che merita tutto il tempo dedicatogli.

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Completo
Tangeum
5 persone hanno trovato utile questa recensione
giu 11, 2025
11 di 11 episodi visti
Completo 7
Generale 8.5
Storia 8.0
Acting/Cast 8.0
Musica 8.0
Valutazione del Rewatch 7.0

Una lotta tra poveri (diavoli)

Il titolo originale è Tangeum ed è maggiormente rappresentativo dell'opera perché ne racchiude il senso profondo, due interpretazioni fondamentali, entrambe centrali nei temi della serie:
Swallowing Gold (吞金): Nell'antica Cina, il "tangeum" indicava una punizione brutale in cui si costringeva una persona a ingoiare oro fuso, simbolo di silenzio forzato e cancellazione totale della voce e della verità. Nello spettacolo, questo rappresenta il dolore e i segreti che i personaggi devono soffocare per sopravvivere in un mondo pericoloso, analogamente a quello che accade e che verrà disvelato nel corso degli 11 episodi.
Significa anche suonare lo zither (彈琴): il termine "Tangeum" , ricorda, come pronuncia fonemica, l'espressione "suonare lo geomungo", uno strumento tradizionale coreano. La musica della cetra simboleggia la possibilità di esprimere il dolore e i sentimenti repressi, offrendo una via di catarsi e liberazione, anche se solo temporanea.
Se analizziamo questo secondo significato ci viene in mente il canto gutturale mongolo indiano di 4Bout- Burning Petals, colonna sonora e pezzo forte del lavoro,
Il brano ricorderebbe un Pansori - antica forma di narrazione cantata coreana dove vengono narrate vicende di vendetta, odio o tragiche con una voce rotta; esattamente come in questo caso la canzone sembra evocata, un lamento, una preghiera che inizia con suoni aborigeni che si ricollegano ai suoni degli antichi sciamani, col tamburo che evoca i battiti della terra.
Il titolo Tangeum fonde questi due atti – il soffocamento come punizione e l’espressione come preghiera, catarsi liberatrice, dando voce ad una potente metafora narrativa: da un lato la soppressione del dolore e dei segreti, dall’altro la ricerca di una voce, anche se fragile, attraverso la musica o l’emozione.
Questo sangeuk (la serie è ambientata nell’era Joseon, uno dei periodi storici più iconici della Corea, e ne riproduce fedelmente atmosfere, costumi e dinamiche sociali), mescola elementi mistery-thriller a melodrammatici, proponendo nel corso degli episodi un'esplorazione dolorosa dell'ossessione per la vendetta e il riscatto, il dolore traumatico e un violento desiderio di appartenenza identitaria PERCHE' NONOSTANTE LE CENTINAIA DI RECENSIONI VA EVIDENZIATO CIO' CHE É SFUGGITO: questo non è un drama , in senso classico, né si può definire tale un lavoro solo perché è coreano, è un mistery thriller psicologico che poggia sulla ricerca-negazione dell' identità.

SPIEGAZIONE PSICOLOGICA DELLE DINAMICHE
La madre rifiuta di aver perso un figlio : nel caso di Dear Hongrang, la madre del protagonista, sopraffatta da una disperazione acuta e annichilente, orienta tutta la propria esistenza alla ricerca del figlio scomparso, rendendo la sua identità di madre inscindibile dalla presenza (o dall’assenza) di Hong Rang. SE MIO FIGLIO E' MORTO NON SONO PIU' UNA MADRE.
Non solo questo attaccamento ossessivo le impedisce di elaborare il lutto ma anche di riconoscere i cambiamenti avvenuti nel figlio e, in senso più ampio, nella famiglia.
La negazione della perdita porta la madre a vivere in una dimensione sospesa, dove il figlio non è né vivo né morto, e la sua identità resta cristallizzata nell’immagine che aveva prima della scomparsa. Quando Hong Rang ritorna, adulto e senza memoria, la madre (così come la sorellastra Jae-yi) fatica a riconoscerlo, perché la sua identità reale è ormai diventata un enigma, un vuoto da riempire secondo i desideri e paure. In questo modo, la madre non riconosce il figlio come individuo autonomo, ma come proiezione del proprio bisogno di non perdere un ruolo fondamentale nella sua vita: quello di madre.
In termini psicologici e narrativi, questa dinamica mostra come il figlio non può essere riconosciuto per ciò che è davvero, mentre la madre resta imprigionata in un ruolo che non evolve, negando a entrambi la possibilità di crescere e accettare la realtà del cambiamento.
Il padre : rifiuta la sua identità di padre, la sua identità è quella del MERCANTE , in un dialogo illuminante si esprime con queste parole "Sono un mercante, il mio compito è dare valore, valutare, massimizzare i profitti e minimizzare i costi", questo lo allontana dall'umanità che un padre dovrebbe avere e dalle regole che dovrebbe dare. L'identità di padre affettivo viene negata e messa in secondo piano, mentre accetta pienamente il suo ruolo di mercante e patriarca della famiglia. Dopo la scomparsa del figlio Hongrang, invece di restare ancorato al dolore personale, egli adotta un approccio pragmatico e strategico: per colmare il vuoto di potere creato dall’assenza dell’erede, sceglie di adottare Mu-ji, per garantire la continuità e il potere della dinastia mercantile anche a costo di sacrificare i legami familiari tradizionali. E anche a lui nega l'identità e la possibilità di esistere: la sua sola possibilità è quella di diventare la sua "protesi", la sua estensione (cit.) se vuole essere qualcuno al mondo e non un orfano, senza nome e scopo, quindi per quei tempi senza ragione di esistere.
La sorella : La sorella di Hongrang, Jae-yi, rifiuta la sua identità in modo complesso e doloroso. Cresciuta nel dolore e nel senso di colpa per la scomparsa del fratello, quando Hongrang ritorna dopo 12 anni senza memoria, lei lo accusa di essere un impostore e fatica a riconoscerlo come suo fratello. Questo rifiuto non è solo scetticismo ma una forma di negazione emotiva: l’ossessione per la sua assenza e la sofferenza accumulata le impediscono di accettare che quell’uomo adulto possa essere davvero il fratello scomparso, trasformando il suo rapporto in una tensione carica di dubbi e conflitti interiori, il dubbio sulla sua vera identità diventa anche un modo per Jae-yi di proteggersi dalla paura di perdere nuovamente il fratello o di essere ingannata. Inoltre, il fatto che Jae-yi sia sorellastra e non sorella biologica aggiunge ulteriori sfumature al loro legame e rende possibili degli sgradevoli sviluppi incestuosi. Verrà poi negato dapprima il legame amoroso e in seguito quello di sangue per aver la possibilità di vivere il legame amoroso.
Hongrang : la sua identità è stata a lungo negata e cancellata , è stato tutto e niente: è diventato il figlio adottivo di qualcuno, è stato un talismano, trattato alla stregua di uno "sterco di topo", quando recupera il suo posto nella famiglia vuole diventare un figlio e un fratello, e in questo senso inizia il suo percorso di umanizzazione, attraverso l'amore, il senso di protezione, che nasce dalla presa di consapevolezza che la sorella è simile a lui per i vuoti emotivi che ha subito, le si avvicina per similarità, iniziando a sviluppare compassione, che ha un potere catartico e terapeutico incredibile.
Fratellastro : il ritorno del "vero Hongrang" ne mette in dubbio la possibilità di esistere, di avere l'identità che arbitrariamente gli era stata assegnata. Quando la sorellastra proverà a salvarlo e a portarlo lontano lui rifiuta con fermezza "senza questa identità io non esisto". Dopo la scomparsa di Hongrang, Mu-jin è stato adottato e cresciuto come erede designato, educato all’arte degli affari per prendere il posto del figlio naturale nella gestione della famiglia e delle sue fortune. Questo ruolo gli conferisce un potere e uno status che Mu-jin vuole consolidare e mantenere perché gli dà scopo e un ruolo nel mondo.
Hongrang e il fratellastro si fanno la guerra per l'identità, a entrambi viene negata, sono due figure speculari, nella stessa posizione invece di comprendere che l'altro è uno specchio ne vedono un nemico.E da qui il titolo della mia recensione: lotta tra poveri, perché l'avversario è un ALTRO. Uno lo combatte, l'altro finirà per servirlo.

Grande Principe : a volte non basta essere un re o un principe, quando l'individuo si sente profondamente inadeguato dentro, anche la più vistosa e massima carica che il mondo può donargli , non basta a colmargli il vuoto e l'assenza di senso, il ripiego narcisistico è qui necessario per la salvaguardia del Sé.
"Se non basta essere un Re, allora sarò un Dio costi quel che costi".
La caratterizzazione del personaggio, dal casting molto azzeccato, alla creazione di un delirio egosintonico (in linea" con la propria identità e i propri valori, che non genera conflitto interno e quindi non può essere messo in discussione da nessun confronto con qualsivoglia altra persona) di tipo mistico/religioso, che ne consegue è molto ben scritto ed elaborato.
Snowman: un albino considerato un fantasma, in un'epoca in cui un aspetto diverso veniva considerato presagio di sventure, si adegua alla identità di iettatore e assume il ruolo e i compiti che ne derivano dall'identità che la società gli assegna.
COSA HO APPREZZATO
Bellezza di un'epoca e i valori mostrati: i rituali sciamanici e il potere della superstizione, l'opera non è ben curata solo per la fedeltà degli usi e costumi (fumano persino l'oppio) ma per il potere della superstizione che ha caratterizzato la storia e l'ha influenzata profondamente ( basti pensare alle streghe e all'inquisizione) , anche in questo lavoro vengono illustrate superstizioni e credenze del tutto arbitrarie nel sovrannaturale, i fantasmi, le maledizioni, la cattiva sorte. Utilizzo di feticci e volt e rituali che si ritrovano anche oggi alle fatture/ligature moderne.
In Dear Hongrang sono rappresentati, sebbene in maniera poco affrofonndita rituali tipici dello sciamanesimo coreano, che includono danze rituali e stati di trance mistica. Gli sciamani, donne chiamate Mudang, eseguono danze e canti durante i riti chiamati kut, che servono a invocare gli spiriti, comunicare con il mondo spirituale e influenzare il destino umano. Questi rituali sono caratterizzati da esaltazioni spirituali o estasi mistiche, nelle quali lo sciamano entra in uno stato di trance e può manifestare possessioni da parte degli spiriti, chiamata sinbyŏng. Nella serie, lo sciamano esegue movimenti e canti che creano un’atmosfera mistica e carica di tensione emotiva.
Nella serie, la Mudang viene raffigurata mentre danza su una lama, un’immagine suggestiva che sottolinea la tensione e il mistero della narrazione. Questi rituali sciamanici riflettono le credenze e le superstizioni dell’epoca Joseon, in cui la serie è ambientata, e contribuiscono a creare un’atmosfera carica di tensione e mistero. Essi rappresentano anche un ponte tra il mondo materiale e quello spirituale, influenzando le azioni e le emozioni dei personaggi, e sottolineando i temi di identità, destino e potere nascosto che attraversano la narrazione.
L'aspetto meraviglioso che viene sottolineato è la credenza che gli spiriti maligni portassero male e rapissero i bambini quando è solo il genere umano capace delle peggiori nefandezze.

Regia e Sceneggiatura
La regia di Dear Hongrang è affidata a Kim Hong-sun, noto per il suo stile visivamente accattivante e la capacità di gestire narrazioni complesse e cariche di suspense, come dimostrato in precedenti lavori quali Money Heist: Korea e The Guest. Lo stile è incalzante e reso abilmente anche grazie al montaggio. Le riprese includono primi e primissimi piani, per la resa emotiva, ma anche riprese dal basso e da dietro per slanciare alcune figura e indicarne la solennità, o la natura doppia di alcuni personaggi, mandando indizi molto apprezzati allo spettatore esperto.
L'utilizzo dei filtri rossi nel rappresentare le scene di grande efferatezza è stata una sperimentazione che non mi è dispiaciuta , non compiute dai fantasmi ma dagli esseri umani, i soli in grado di compiere atti truculenti e belluini.
L'utilizzo del sangue sulla macchina da presa è una chicca utilizzata da molti registi quali Lynch, Tarantino, Park Chan-wook (Oldboy), Dario Argento , che spesso viene utilizzata non solo per rappresentare violenza ma anche come simbolo di vendetta, colpa e redenzione.
Aiuta comunque a rompere la barriera tra finzione e realtà, un invito a guardare oltre la superficie della narrazione, o un modo per rappresentare la sofferenza e il trauma in modo viscerale e immediato.
La scenografia è curata, con grande attenzione a dettagli storici e culturali, ricostruendo con autenticità gli ambienti dell’epoca Joseon: dai sontuosi interni delle case dei mercanti alle strade di Hanyang. L’uso dei costumi tradizionali, come l’hanbok, e i completi invernali che non avevo mai visto, e altri elementi visivi tipici del periodo contribuisce a immergere lo spettatore in un affresco storico ricco e credibile. Questa cura per la ricostruzione storica e per i dettagli culturali sottolinea il forte impegno della produzione nel rappresentare la “vera bellezza coreana” e nel rendere la serie non solo un thriller psicologico, ma anche un’esperienza visiva e culturale profonda.

COSA NON MI É PIACIUTO
Crollo del ritmo dopo il primo episodio e interpretazioni non sempre convincenti o credibili, livello di recitazione molto disomogeneo: il padre e il fratellastro per esempio non mi hanno convinto per niente.
Coloro che PER ME si sono distinti sono il gran principe e un bambino nel settimo episodio , nel minuto 32° che mi ha dato i brividi.
I due protagonisti principali oltre mancare di chimica che ha reso arbitraria e fuori luogo la loro storia d'amore, anche perché non viene rappresentata l'evoluzione a causa della brevità del racconto e di molte trame e sottotrame da sviluppare/affrontare in 11 episodi da 1 ora scarsa, hanno mostrato una recitazione che non sempre mi ha convinta.
Lee Jae Wook è splendido e performante nelle scene di lotta , troppo contenuto quando c'è da mostrare un dissidio interiore profondo, forse era troppo acerbo ancora per rappresentare un turbamento interiore così traumatico, tormentato. Non mi è arrivato.
Inoltre le cicatrici che aveva sul piede a primo episodio non ci sono nelle scene finali quando lava i vestiti scalzo in montagna, errore non da poco se una profana come me lo nota ma questo non c'entra con la recitazione.
La FL l'ho trovata molto più complice con rowoon e lee dong wook in precedenti lavori, ne comprendo il casting perché interpreta ruoli da esclusa, da persona sola e sfortunata da una vita che ormai il pubblico la riconosce come tale quindi afferra subito il personaggio e le sue sfumature. In questo lavoro è stata brava ma non eccelsa ed era la protagonista, fastidiosamente presente inizialmente passa dall'astio alla sincera preoccupazione all'attrazione senza mostrarci con convinzione come e perché attraverso il viso, l'espressione è una e prevalentemente spiritata. Molto brava devo dire invece quando apprende di lui e di ciò che ha subito, lo sguardo è sconcertato e sinceramente coinvolto , empaticamente provava dolore, vergogna , mortificazione e dispiacere profondo. La promuovo a pieni voti solo in quella scena.
Un ritmo non sempre sostenuto: si è passato dal primo, magnifico episodio che avrei valutato 9,5 per montaggio, scenografia, musica, suspance, ritmo narrativo ad un brusco e immediato crollo quando dal secondo tutto si arresta e frena per presentare i personaggi, le loro storie, i loro funzionamenti psicologici. Comprendo lo scopo ma passare da 130 KM/h a 40 di colpo senza gradualità è nauseante e poi soporifero.
Influenze: a livello di tropo narrativo c'è Anamorph, del 2007 , thriller con Dafoe W., una serie tv coreana con
Zo In Sung, Song Hye Kyo, del 2013 " That Winter, The Wind Blows", ripropone il tema dell'incesto tra fratelli. A livello scenografico la scena dell'incendio nel secondo episodio mi ricorda molto la fuga da Atlanta in via col Vento, colossal cult del 1939.

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Completo
Her Private Life
5 persone hanno trovato utile questa recensione
ago 4, 2025
16 di 16 episodi visti
Completo 3
Generale 6.5
Storia 6.0
Acting/Cast 7.0
Musica 6.0
Valutazione del Rewatch 1.0

Her private Cliché: fanservice per FANATICHE (la trama può aspettare)

Sarebbe più produttivo se si desse un voto sulla base della qualità obiettiva di un lavoro, magari raffrontandolo ad altri lavori di qualità per confermarne il valore effettivo perché quello che piace a me non piace necessariamente ad altri, quindi per aiutare gli altri utenti nella scelta di un drama piuttosto che un altro vi invito sentitamente , se leggete, ad essere più obiettivi.
*Her Private Life* è stata ben accolta e valutata più di quanto meriti i per la chimica tra i protagonisti e per il tocco leggero e romantico, tuttavia, nonostante vanti un cast di tutto rispetto non ambisce ad una valutazione più generosa per le seguenti motivazioni:
1. Trama prevedibile e convenzionale, banale e derivativa, ricalcando schemi già visti nei tipici k-drama romantici:
>il classico "fake dating" che sfocia in vero amore;
> la dinamica del capo distaccato e sprezzante che si scioglie grazie alla protagonista;
>i soliti malintesi forzati, cliché e triangoli amorosi che si risolvono senza vera tensione.
Non c'è innovazione narrativa, e lo sviluppo della storia tende ad essere lineare e poco sorprendente.
Molto poco plausibile- questo è un mio personale punto di vista- che una donna di 33 anni vada dietro ad idol di 20 anni, insieme ad un'amica (madre e moglie). Una protagonista più giovane sarebbe stata più plausibile.
2. Fan culture trattata in modo superficiale
La doppia vita della protagonista come fan nascosta sembrava promettere uno sguardo interessante sul fenomeno del fangirling. Tuttavia la serie non esplora in profondità il mondo del fandom, riducendolo a gag comiche o pretesti per il romanticismo; manca una riflessione reale sull’impatto psicologico o sociale dell’ossessione per le celebrità.
La sceneggiatura è a supporto del romance e non il contrario, come dovrebbe essere, questo toglie intensità a senso alle scene flirterecce tra di loro, almeno all'inizio.

3. Scene slapstick davvero grottesche, imbarazzanti, caricaturali, da principio pensavo di trovarmi di fronte ad uno scherzo, non potevo credere che fosse valutato 9,5 su Viki, più di altri lavori che meritano senz'altro valutazioni più generose.
Questo tono grottesco se diverte e intrattiene personalmente mi ha impedito di entrare nella storia che ho seguito con un certo distacco e a tratti tra il basito, l'annoiato e la compassione per i due attori "costretti" a prestarsi, da principio infatti Park Min young mi era sembrata molto smorfiosa e poco convinta, per quanto le venisse richiesto (notare il viso quando atterra dalla scala a fine primo o secondo episodio).
Molti personaggi di contorno noiosi e con sviluppi molto improvvisati.

4. Romance: manca tensione emotiva autentica nei primi episodi. Lui mi ha convinto di più in altri lavori, tipo i drammatici sono la sua "cifra". Non è portato per i romcom.
La storia mi è sembrata stucchevole o poco credibile, io cerco la profondità.
Voglio dire però che questi due si sono molto spesi e impegnati nelle scene del bacio.
Anche questa volta hanno trovato come prendere in giro le casalinghe da casa: nel senso che dopo aver stuzzicato con la benda, stile bondage, o con "cado e ti prendo" e altri classici cliché, e aver donato due bei baci, e qualche tenerezza (la saga dei cliché) non si vede davvero nient'altro di bollente o spinto (come ho letto in alcune recesioni).

5. Per finire un tono altalenante: momenti comici slapstick alternati a scene più intense o drammatiche, ma senza una reale armonia, ho provato una sensazione di squilibrio emotivo, come se il drama non sapesse decidere che direzione prendere.

6, Interpretazioni, forse non gli hanno richiesto di più , forse non ce la facevano, ci sono 4 attori in questo cast che hanno prestazioni che ho valutato 9 in altri lavori, la protagonista 8 in Marry my husband. Eppure personalmente qui non hanno brillato completamente. Una è stata troppo caricaturale, l'altra idem (mi riferisco alle madri della protagonista e di "Sindy", proprietaria del museo), i due protagonisti bene ma non benissimo. Ripeto, non era cosa sua, brilla nei drammatici o nella parte dell'eccentrico megalomane. Park Min young molto espressiva e deliziosa ma a volte produceva smorfie che mi hanno distaccata. Non ho dimenticato nemmeno per un secondo che stessero recitando.

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