High School Frenemy
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il valore dell'amicizia
una parola ECCELLENTE. sinceramente ero solo curiosa 🤔ero più centrata nel vedere Nani recitare di nuovo perché non lo vedevo da F4 Thailandia. Lho guardato con tanta attenzione,mi ha fatto emozionare in diversi contesti,sono riuscita ad apprezzare tutti gli attori,spero davvero di beccare un'altro dramma che tratta sull'importanza dell'amicizia. da oggi in poi andrò a recuperare i Bromance persi 😂 Fino a prova contraria questa farà parte della mia top 10⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐Detto ciò Imina skynani 😂💙
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"Una martellata al Sistema Patriarcale"
Regia: 8; Sceneggiatura: 9,5; Scenografia: 9,0; Costruzione dei Personaggi: 9;Tratto dall'omonimo romanzo del 1981, scritto dalla scrittrice di Hong Kong "Isabel Nee Yeh-su, meglio conosciuta con lo pseudonimo di "Yi Shu". The Tale of Rose racconta la storia di una bellissima ragazza di Pechino che intraprende una serie di storie d'amore mentre costruisce la propria carriera nel mondo delle arti con alcune deviazioni in altri ambiti professionali.
il drama è un'opera intima, delicata, molto curata e introspettiva sulle relazioni (non solo sentimentali), dal punto di vista dei personaggi.
Un "tranche de vie" che dura circa 20 anni, sulla famiglia Huang che illustra dinamiche sentimentali,amicali, professionali, matrimoniali, materne (patologiche e sane), la separazione sia da un matrimonio che la dipartita di coloro che amiamo. Parla anche di una Cina oscura, di dinamiche di abuso e collusione genitoriale, dell'omertà nel tentativo di negare l'accaduto e del timore del giudizio degli altri.
La forza di quest'opera sta nel fatto che non solo conserva il nucleo della trama originale "crescita nella concezione dell'amore" ma si impegna anche in aspetti come altre ambientazioni, conoscenza dei paesi e delle dinamiche date da un progresso che non è ancora arrivato in un continente smisurato come quello cinese, sviluppo dei personaggi e ottimi dettagli narrativi. In poche parole adatta il romanzo originale, pubblicato per la prima volta nel 1981, per renderlo più concreto e più vicino alla vita reale.
E' un lavoro ben curato, improntato sul realismo relazionale e sentimentale che mostra una Cina diversa da quella rappresentata nei classici drama, attraverso un racconto che racconta la vita della protagonista prendendo spunto dai periodi artistici, esattamente come accade per i pittori più famosi.
Non è un lavoro per tutti, è molto psicologico e il romanticismo è sacrificato in nome del realismo.
Un realismo che attraverso la cura maniacale della scenografia, degli oggetti di scena (telefonini e pendagli tipici di questi anni), gli abiti, la palette cromatica, gli interni e gli esterni, i primi piani, offre allo spettatore una visione coerente e credibile di quello che vuole rappresentare. La regia è altresì abbastanza curata , buona l'idea di utilizzare filtri dal colore caldo per rappresentare le scene iniziali che fanno riferimento a un passato molto lontano.
L'utilizzo del giallo è predominante nella palette colori, sia a livello di oggetti di scena, abiti , trolley , rose gialle, sia nella locandina, questo va proprio a sottolineare che non è un show romantico o sentimentale ma un racconto di "formazione", di realizzazione, costruzione ed evoluzione personale.
Il cast è ottimo: a cominciare da una grande Li Yifei che ha saputo rappresentare molto bene il proprio personaggio e l'evoluzione che questa compie nel corso di un "viaggio" ventennale; a seguire un Tong Da Wei molto in forma ( ottimo nelle scene comiche, meno centrato in quelle drammatiche), un bravissimo Peng Guan Ying, spigliato e credibile sia nelle scene di innamoramento languido e altrettanto nelle dinamiche di evitamento dei confronti, nel silenzio punitivo nei riguardi dell'amata; un Lin Geng Xin come non lo avete mai visto , diretto benissimo e molto maturato dai tempi di Scarlet.
Anche Lin Yi a cui è affidata una brevissima parte, quasi un cameo, devo dire che si pone come un attore credibile, in considerazione della sua giovane età. Ho potuto apprezzare anche un intenso Wallace Huo, di cui avevo solo sentito parlare. La sua parte è la più complessa e complicata, offre una performance composta ma intensa, e gli episodi che lo riguardano sono, personalmente, i più interessanti di tutta la serie.
I dialoghi sono tutti ottimi: profondi, intelligenti, riflessivi e di stampo esistenziale, riflettono sulla vita con quella saggezza tutta orientale che manca a noi occidentali. Bello il paragone sulle relazioni e le viti che nascono come piante isolate ma si intrecciano creando legami; o il paragone con gli esami che qualcuno supera brillantemente laddove altri non si presentano nemmeno, utilizzato per sottolineare una indisponibilità a mettersi in gioco e ad affidarsi all'altro, c'è sovente l'utilizzo del cibo come metafora, per per parlare di disponibilità sentimentale ad accogliere un nuovo amore, cosa impossibile quando si è sazi.
Qualcuno penserà che la storia parli della vita sentimentale di Rose, niente di più sbagliato, la trama parla DELLA SUA FAMIGLIA, di questi genitori meravigliosi: due professori universitari di fisica, entrambi amorevoli, progressisti con un modello di relazione sana a cui i figli si ispirano e la storyline mostrerà proprio le vicissitudini sentimentali di questi due ragazzi, Rosie e Zhen Hua.
La storia di Rose vede il susseguirsi di 3 tipologie di amore e 1 flirt che normalmente accompagnano le fasi di vita di una donna : il primo amore, totale, coinvolgente, fisico con la scoperta della sessualità; a seguire c'è l'affetto stabile e il senso di sicurezza che si ricerca nel partner da sposare; infine l'amore maturo con un uomo a te affine che è una sintesi di sicurezza, progetto e batticuore; a conclusione della storia un flirt un po' ambiguo con un ragazzo molto più giovane nei cui riguardi non si capisce se ci sia attrazione o sincero affetto materno. Anche da parte di He Xi c'è senz'altro ammirazione per Rosie ma non quel trasporto e quell'attrazione folle che personalmente si vede nel trascorso sentimentale della protagonista.
Il finale non poteva essere diverso, come donna risolta, sicura e realizzata la nostra protagonista affronta con fiducia la vita e le sfide che l'attendono, felice delle sue scelte, grata per tutto.
La storia seguirà meno approfonditamente le vicissitudini sentimentali del fratello, un uomo un po' infantile e ingenuo che fatica a destreggiarsi nelle sue relazioni amorose. Meravigliosa la donna che sceglierà, interpretata da una splendida Regina Wan (un personaggio che ho apprezzato più della protagonista): una donna fragile e vulnerabile ma corazzata; razionale, in continua evoluzione, ponderata, apparentemente algida ma con un cuore d'oro.Questa donna ha un'intelligenza emotiva senza pari, pur con tutte le sue ferite e un passato abuso, riuscirà spesso a guidare la nostra protagonista e maturare facendo tesoro dei suoi consigli. Le due avranno un legame di amicizia speciale, di quelli che durano una vita e che aiutano le reciproche evoluzioni, attraverso supporti e presenze costanti, l'una nella vita dell'altra. Saprà prendersi il suo spazio e riscattarsi da un passato terribile i cui strascichi faticano a staccarsi.
In tema di realismo i personaggi vengono presentati, genitori a parte, tutti fortemente umanizzati, ossia non totalmente positivi o negativi ma contrassegnati da eventi passati e dinamiche familiari che ne determinano i limiti umani che potrete osservare. Persino la protagonista è una donna moralmente integra, forte, sveglia, intelligente ma vulnerabile, impulsiva, distruttiva, vendicativa nel modo peggiore e a volte ambigua, nel modo di porsi con i suoi corteggiatori.
Liu Yfei rappresenta con grande maestria la sua crescita : da ragazzina vulnerabile e troppo , apparentemente sicura di sé , a donna innamorata, insicura, paranoica, furiosa, fragilissima con l'unica priorità, non condivisa, di vivere l'Amore. Da qui la fine del rapporto, l'elaborazione del lutto, la ricerca di stabilità, i tentativi di distrazione con un nuovo inizio, l'incontro con un uomo che incarna sicurezza e senso di stabilità, il progetto insieme, il matrimonio, il parto, i primi screzi, il vedere chiaramente i difetti del proprio marito, un uomo bigotto e meschino con enormi complessi di inferiorità alimentati da un forte senso di inadeguatezza; il divorzio, la ricerca di una nuova dimensione, la rinascita, spesso mostrata attraverso il nuoto e l'elemento d'acqua presente spesso nel corso della narrazione. Alla fine l'incontro nel momento sbagliato di un uomo speciale, in un modo speciale, un nuovo investimento emotivo, il non potersi vivere ma, ciò nonostante, la coraggiosa decisione di darsi e affidarsi, assaporando intensamente e tristemente il tempo concesso, e infine un bilancio della propria vita, con l'eredità dell'ultima relazione che è quella più formativa, come atteggiamento e resilienza. Rose adesso si muove con passo sicuro, sopra la sua moto, non è più quello traballante dei tacchi su cui si muoveva a 20 anni, ostentando una finta sicurezza.
La recitazione è solida, affidabile sebbene troppo calcata in alcuni punti (penso per indicazioni della regia).
E' un drama che "puzza" di vita, quindi un lieto fine o un solo amore sarebbe stato non solo irrealistico ma anche stonato in una narrazione che evita qualsiasi sentimentalismo sterile e si spoglia di edulcorazioni fantasiose.
E' un drama totalmente diverso rispetto a quanto siamo abituati a vedere, sia come tropi sia nel modo di narrare la storia (ci sono fortissime vibes francesi e riferimenti a Parigi) , anche le musiche sono diverse, non mi hanno fatto impazzire ma devo dire son state abbastanza calzanti nel connotare emotivamente la narrazione.
Lo show presenta una serie di personaggi femminili complessi anche se minori, da una donna che lotta per andare avanti dopo una rottura difficile, ad una algida e apparentemente inaccessibile responsabile, ad una studentessa di dottorato, ferocemente indipendente.
Per la prima volta, o forse la seconda, viene presentato un mondo da una prospettiva femminile, il mondo non è degli uomini e non sono gli uomini che salvano le donne anzi spesso le affossano, le mortificano in quanto figli di un sistema patriarcale che li giustifica quando manipolano, mortificano, scelgono al posto delle DONNE, quando le responsabilizzano ( se tu non avessi.... vuoi che rinunci a tutto per te.... non mi ami più? Ma chi hai incontrato mentre eri a Pechino). Aggiungo anche che c'è il punto di contatto con le narrazioni cinesi, in quanto c'è sempre l'uomo, nel caso del primo fidanzato, diviso tra la scelta del potere, il raggiungimento dello status e l'amore. Nel secondo partner invece solo il raggiungimento dello status permette l'accesso ad una condizione di amabilità.
COSA NON MI HA FATTO IMPAZZIRE: il modo seduttivo, sebbene con l' intento di provocare lo spettatore, con cui è stata presentata la protagonista, mi son subito distaccata da certi modi di porsi, di fare , e non mi sono immedesimata. Presentarla come una lolita condiscendente o come una "mangia uomini", non solo mi ha disconnessa emotivamente da una giovane donna, che moralmente non approvavo, ma non l'ho reputato neanche troppo credibile, dato che l'attrice non è una bellezza conturbante che può riscuotere un univoco encomio estetico, tanto da averla photoshoppata nella locandina (le parti di sterile divismo sono onnipresenti e ridicole in quanto per me non credibili).
Una recitazione troppo "barocca", calcata in modo ridondante in certe scene e priva di pathos e credibilità in altre, dove invece la disperazione era da mostrare con bruta crudezza.
La narrazione in certe parti è stata eccessivamente diluita e il racconto è diventato lento, non posso dire di aver seguito con coinvolgimento tutto il tempo, spesso mi ha annoiata, il periodo che va dal trasferimento a Shangai al matrimonio, è stato per me molto noioso da seguire.
I luoghi della narrazione sono Pechino, Shangai, paesini dell'entroterra e Parigi, a cui si sono molto ispirati (a me ha ricordato molto il favoloso mondo di Amelie come colori, stile di regia e alcune inquadrature, anche le musiche).
Ho visto alcuni protagonisti avere reazioni eccessive ed esagitate , che forse potevano allinearsi con l'età dei personaggi ,che mostrano invece una compostezza non proprio coerente a fronte di torti più gravi (è possibile che se maturi passi da un temperamento collerico a uno flemmatico e imperturbabile ? ).
Le evoluzioni andavano presentate anche mostrando un re-styling del personaggio, secondo la mia umilissima opinione, 20 anni sono un periodo storico lungo nella vita di una persona, il fratello tramite trucco e filtri è stato davvero invecchiato, la protagonista invece non ha troppe differenze con i suoi 22 anni (il che mi pare assurdo).
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Questa recensione può contenere spoiler
Commedia coinvolgente e ben fatta, tra clichè ben riproposti e spunti curiosi
Una rom-com piacevole, non eccezionale, ma che aspira ad essere un buon drama e raggiunge l'obiettivo in modo più che dignitoso.Filone classico, non troppo impegnativo ma capace di alternare scene divertenti a momenti emozionanti, con alcuni passaggi quasi commoventi annessi.
La trama segue un percorso a tappe standard: si conoscono da giovani, si ritrovano da adulti senza riconoscersi, i battibecchi iniziali lasciano via via il posto all'interesse, la coppia si forma, si riconoscono, la coppia viene messa alla prova, trovano il giusto equilibrio e uniscono le forze per superare gli ultimi ostacoli.
Il tutto è ben dosato, così che nessun passaggio si protragga abbastanza da finire in stallo.
Punti di forza:
- la differenza di età (lui più giovane di lei) per una volta tanto affrontata senza la classica ridondanza e pesantezza che spesso il tema si trascina appresso; particolare e per certi versi buffa la scena in cui lei, adolescente fatta e finita, rifiuta il giovane Ju Yeon, all'epoca un ragazzino nerd frequentante ancora le scuole medie.
- la caratterizzazione del protagonista maschile, quale mix ben riuscito del giovane uomo apparentemente composto ma che coltiva segretamente passioni insospettabili. La sua affidabilità non è però un'apparenza, il contesto in cui si ritrova a vivere e a crescere dalla morte dei genitori rende la sua maturità, spiccata per la giovane età, comunque coerente e credibile. L'attore, performante, ha saputo portare in scena un personaggio complesso, alternando una facciata di ferma solidità a una versione nerd al 100% in stile punk con una fluidità davvero convincente.
Punti da migliorare:
- la performance dell'attrice protagonista, semplicemente buona, non particolarmente espressiva. Standard, direi.
- la figura della nonna di Ju Yeon, con il suo portamento rigido e il suo cuore gelido, palesemente frutto di una barriera inviolabile eretta dopo la morte del figlio. Resta ferma e coerente per tutta la durata della serie, salvo poi virare in modo troppo rapido quando si è ormai ad ultimo episodio avviato. Il disgelo - insomma - ci stava, ma magari coi giusti tempi.
- il finale, un po' andato alla deriva. Tolti di mezzo tutti gli ostacoli, sembra faticare a trovare la scena conclusiva e regala momenti pur belli ma mai culminanti (ad esempio il ciondolo che le regala lascia un po' perplessi, se non si opta per il classico anello con proposta annessa, avrei visto bene la catenina con chiave e lucchetto con la quale si era dichiarato da ragazzo e che diventa poi il cimelio grazie al quale si riconoscono da adulti... Avrebbe insomma avuto più senso).
I personaggi secondari non risaltano particolarmente, l'unica che mi ha davvero incuriosita è stata la segretaria di lui, mentre il pairing secondario non è stato in grado di vantare una propria identità, nonostante le diverse scene dedicate. Completano il quadro diversi classici clichè, pur riproposti con accuratezza.
In conclusione, non un drama da annoverare nella lista dei migliori di sempre ma che può essere visto e archiviato con la sensazione di una visione piacevole e alla quale, per quello che voleva offrire, non è mancato niente.
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Fitness first, feelings later: il falso romance di Oh My Venus!
Il drama mescola romance, comedy, drama medico e self healing (autocura), il makeover fisico si intreccia con una profonda trasformazione personale. La storia ruota intorno a una donna in sovrappeso, Kang Joo-eun (Shin Min-a), ex "Venere" del liceo, che si affida all’aiuto di un famoso allenatore personale, Kim Young-ho (So Ji-sub), per tornare in forma. Il ML, è il nipote del potente CEO di un conglomerato, sotto mentite spoglie. Da piccolo ha sofferto di un osteosarcoma e ha trascorso gran parte della sua infanzia tra gli ospedali da solo, in quanto orfano di madre e figlio di un uomo anaffettivo, ambizioso e dedito alla carriera.Ha maturato così una fissazione per il wellness nel tentativo di scongiurare future ospedalizzazioni ed eventuali ricadute.
Aspetti tecnici:
- regia coerente con lo stile K-drama di metà anni 2010, privilegiando inquadrature stabili e primi piani sul volto per catturare la componente emotiva, poche sperimentazioni, regia solida ma poco innovativa.
I colori sono prevalentemente caldi, e a me questa cosa ha infastidito, anche se lo scopo è quello di creare un atmosfera calda e famigliare.
Il ritmo narrativo tra comedy e drama è abbastanza equilibrato ma non troppo, non lo definirei, personalmente il punto forte del lavoro, c'è una buon equilibrio tra narrazione sentimentale e crescita evolutiva personale, una in senso fisico per la FL, con conseguente empowerment personale, ed il ML in senso emotivo.
Ho molto apprezzato i momenti tutti insieme, con gli amici di lui, che vivono con loro creando una piccola famiglia, e gli amici di lei, col bambino paffuto e adorabile, figlio di una madre priva di ogni filtro sociale.
Perché non merita più di 6,5:
-la narrazione cade spesso nei cliché del genere , personaggi secondari poco sviluppati , sebbene io sia convinta che lo stile dell'avvocata Woo sia stato copiato dalla nemica-amica della protagonista principale.
-L’evoluzione interiore dei personaggi è tutta dipendente dalla perdita di peso, questo è un messaggio controverso, normalmente un soggetto obeso o con DCA ha un forte malessere interiore, il sovrappeso o il binge sono sintomi non cause, qui invece sembrerebbe che il messaggio (BMI del tutto sballati tra l'altro, e stigmatizzazione del sovrappeso, perché lei non è nemmeno obesa) sia: le va tutto storto perché è grassa, mentre lei è grassa perché le va tutto storto. Il significato è questo.
-C'è un uso problematico di alcuni tropi legati al peso corporeo, con velato body shaming e messaggi ambigui che non posso avallare.
-Trucchi e costumi, le protagoniste non sono state nemmeno in grado di prendere una decina di chili, forse per le date serrate dei tempi di produzione, alla protagonista viene messa una tuta imbottita che si vede chiaramente dai vestiti succinti dalle pliche nel collo e nella pancia, le hanno creato un doppio mento ed eccola qui, ridicola e poco credibile.
Un po' meglio con l'amica-nemica .
- Le scene d’allenamento sono a volte troppo stilizzate o idealizzate, perdendo realismo.
-Qualche sequenza comica ha un tono eccessivamente caricaturale (quasi slapstick), che stona con i momenti più seri.
-Alcuni momenti risultano ridondanti, specialmente nelle sequenze di allenamento o nei dialoghi tra i personaggi secondari, che spesso vengono preferite a momenti di intimità fisica (XD).
- Una OST gradevole ma di qualità sufficiente, niente di memorabile o eccezionale.
So Ji-sub offre una performance sobria (ai limiti dell'inespressività), carismatica e fisicamente convincente nel ruolo dell'allenatore motivazionale con un passato traumatico, comunica molto con lo sguardo , meno con la microespressività facciale, il problema è che in 16 ore questa faccia di cera, con lo sguardo pensoso-penoso-appeso, è sofferente e viene a noia, attendevo un'evoluzione anche emotiva resa da un'interpretazione più di pancia e meno distaccata.
Shin Min-a , è ancora acerba ma si mostra versatile, anche se il trucco prostetico per la versione sovrappeso non è sempre realistico. Riesce comunque a mantenere empatia e presenza scenica.
Henry Lau, adorabile, offre comic relief ma risulta a tratti macchiettistico.
Jung Gyu-woon (l’ex fidanzato) e Yoo In-young (la rivale) incarnano ruoli abbastanza stereotipati.
Il finale mi ha lasciato molta tristezza, finisce in modo grottesco riproponendo il tema del distacco, e togliendo intensità al dispiacere dell'abbandono che c'era stato tempo prima, lei riprende un peso eccessivo in pochissimo tempo e finisce a "macchietta".
Il messaggio di empowerment è ambiguo: da un lato si promuove la salute e l’autostima, dall’altro si lega troppo felicità e bellezza alla magrezza.
La romance non è personalmente memorabile, bensì incompleta, gioca molto su scene di tensione sensuale che poi non sono fisicamente convincenti, non c'è neanche un bacio reso bene, mi è sembrato spesso che sia lei ad andargli dietro e lui a resisterle senza troppo sforzo, preferirà portarla in palestra che a letto. Ditemi voi quali emozioni vi provoca ciò.
Sono molto teneri e cute insieme, significativi anche alcuni discorsi che faranno ma di amore maturo, presenza e crescita INSIEME ne ho vista davvero poca.
Malattie come la neuropatia muscolare e l'ipotiroidismo vengono illustrate con leggerezza e senza alcun fondamento scientifico.
É un dramma gradevole con una storia interessante che non ha affrontato il tema in modo maturo e convincente ma si è perso nei cliché e non ha richiesto troppo a livello di recitazione.
Un voto più alto 10 anni fa poteva starci, nel 2025 con un 7 mi sento generosa. Lo rivedrò , magari a perditempo?
NO GRAZIE!
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I Desideri del Genio
5 persone hanno trovato utile questa recensione
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Se non sapete cosa guardare, dategli una possibilità.
E' un drama strano che gioca molto sulle battute, sulle gag senza essere volgare o troppo esagerato, ma allo stesso tempo ci troviamo davanti ad un personaggio (interpretato dalla bellissima e bravissima Bae Suzy) apatico a causa di una malattia che l'ha privata delle emozioni umane. Lei non le sente, non le riconosce, e questo l'avrebbe portata negli anni ad essere distanziata da tutti se non fosse stato per la nonna che decide di prendersene cura dopo che la madre l'ha abbandonata.
Un giorno sta tizia si imbatte in un genio che inizia a seguirla ovunque vada e la chiama padrone.
Cosa potrebbe mai scattare in un personaggio simile una tale rivelazione? Qualcosa di molto divertente e qualcosa di profondo. Questo drama affronta anche situazioni drammatiche, situazioni che mettono in crisi un po' tutti compreso il genio che si troverà a dover cercare qualcosa del proprio passato per avere una soluzione.
Un applauso alla Suzy per la sua interpretazione che seppur qualcuno se n'è lamentato perchè piatto.. Beh era proprio quello che doveva essere XD
Alcune cose non mi hanno convinta del tutto, ma sono "piccolezze" in confronto al resto.
Accetto il finale, ma per me c'è qualquadra che non cosa XD
L'uso del suo nome Iblis non ho trovato che fosse inappropriato, ma anche vero che io guardo queste cose con una mentalità estremamente aperta, come se stessi guardando la serie Lucifer: non mi sembra che qualcuno abbia avuto da ridire per l'uso di Satana. Lo si prende come qualsiasi altra storia: un fantasy. Amen.
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Inizio a razzo & finale a C*zzO!
Avviso prima di iniziare la visione che questo lavoro ha un finale aperto perché si prevede una seconda stagione che stando ai rumors dovrebbe uscire nel 2026 MA non è certo, nel senso che ci sono molte voci e niente di confermato ed è passato ormai un lustro dalla prima stagione.E' un lavoro diverso, fresco e divertente con alcuni elementi di novità e una buona scenografia (non si fa sentire il basso budget), tuttavia i dialoghi e le interpretazioni quando ci sono le parti drammatiche (concentrate sul finale) mancano di convinzione , intensità e credibilità. Tutti gli attori sono più portati per interpretare ruoli comici, soprattutto il protagonista. Di sketch comici ne vedrete tanti e alcuni saranno davvero deliziosamente divertenti.
Bellissime alcune puntate, specie la settima cui do 8 , si discosta totalmente come qualità dalle altre puntate con scene di grande estetica visiva ed emozioni per l'avvicinamento dei personaggi.
Il protagonista è un ragazzo diverso, a parte la differenza di età di 7 anni con la protagonista che PURTROPPO si vede tutta, è stato molto azzeccato dare la parte ad un attore vero (non cantante belloccio come siamo abituati a vedere), esteticamente basso e non prestante fisicamente. Questo non peserà anzi sarà interessante notare come compensi le sue scarsi dote estetiche e la sua scarsa prestanza fisica con la furbizia, il machiavellismo e l'intelligenza.
Molto interessante l'impiego, PER LA PRIMA VOLTA, di armi da fuoco nella lotta.
Due archi narrativi, il primo più interessante, presenta dapprima il nostro protagonista impegnato nell'impiego delle moderne tecniche di impresa e pianificazione aziendale in un epoca storica immaginaria ma posso immaginare datata almeno al 1500 , dato l'utilizzo degli archibugi. Nel secondo arco narrativo si ritrova coinvolto in un intrigo imperiale nel corso di un viaggio rimanendo bloccato Li'an, la città dove si trovava con la moglie in viaggio.
Questo secondo arco narrativo presenta uno stravolgimento in termini di personaggi nuovi che faranno la loro comparsa oscurando i primi e la moglie non si vedrà per quasi 8 episodi.
Quello che non mi è piaciuto,a fronte delle tante potenzialità finora espresse ( tra cui aggiungo un legame paterno molto tenero e sentito tra il suocero del protagonista e la figlia -anche questo poco sviluppato- l'iniziativa femminile sentimentale, e interessanti conoscenze sul mondo del commercio e sulla produzione della seta), è il modo in cui è stato presentato questo matrimonio.
Il titolo fa pensare ad UN MARITO , quindi ti aspetti che venga dato largo spazio alla gestione matrimoniale, ebbene non è così! Sebbene inizialmente venga presentato un inizio mooolto promettente tra i due, questo non reggerà il ritmo, non ci saranno contatti fisici intimi (neanche un bacio) e la prima notte insieme non verrà manco mostrata, se non l'ennesimo sketch comico con i guardoni che spiano fuori dalla porta. Il matrimonio poi si perde, a parte tenersi per mano questa coppia mancherà di slancio, passione, amore totale e completo.
Lui addirittura " l'abbandonerà" per salvare una milizia in crisi e lei verrà rapita e quasi violentata.
Bellissima poi la scena del ritrovamento e la sua vendetta sul rapitore ma anche lì nessuno slancio nel ritrovarsi, sempre un piattume tiepido con emozioni smorzate che ha guastato. Il titolo, il trailer, la sigla fanno pensare ad un matrimonio ma questo sarà solo lo sfondo. Anche la moglie non è una protagonista ma uno dei tanti personaggi che entrano ed escono dalla scena. Questo mi ha molto raffreddata insieme all'incapacità di tutti gli attori di rendere emozioni forti e intense perché sebbene inizi come drama comico , come ogni lavoro cinese che si rispetti evolve in inutile tragedia con le solite morti inecessarie di alcuni personaggi principali.
Do mezzo punto in più per le idee innovative nella caratterizzazione del PROTAGONISTA PRINCIPALE e per il rapporto tra Su Taner e suo padre, sebbene la recitazione di lei non sia sempre precisa.
Dialoghi dimenticabili e i duelli sono molto poco scenografici se raffrontati ad altri lavori!
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The Man From Nowhere
5 persone hanno trovato utile questa recensione
La vera forza non è nell'esplosione fragorosa, ma nel silenzio che la precede
Film difficile da guardare, scovato quasi per caso ma che mi ha tenuta incollata allo schermo dall’inizio alla fine. La pellicola è al tempo stesso un film d’azione brutale e un melodramma straziante, capace di farti stringere i pugni durante le scene di combattimento e di strapparti lacrime nel momento della quiete successiva alla tempesta.La trama è essenziale: Cha Tae Sik vive come un'ombra. Ex agente segreto tormentato da un passato doloroso, gestisce un banco dei pegni in un quartiere degradato di Seul. I vicini lo chiamano "il fantasma del banco dei pegni" e sussurrano voci inquietanti sul suo conto. L'unica persona che riesce a scalfire la sua corazza di indifferenza è la piccola So Mi, una bambina di dieci anni trascurata da una madre tossicodipendente che lavora come ballerina in un locale. Quando la madre di So Mi commette l'errore di rubare della droga a una potente organizzazione criminale, madre e figlia vengono rapite. Tae Sik, che ha ritrovato un barlume di ragione di vivere in quell'amicizia improbabile, si taglia i capelli, affila i coltelli e si trasforma in ciò che era: un'arma letale determinata a scatenare l'inferno. Dietro il semplice rapimento si cela però qualcosa di molto più oscuro: un traffico di organi che tratta i bambini come merce, destinati a essere smembrati quando diventano "troppo grandi" per essere utili ad altri scopi.
Una storia – quella dell’uomo solitario dal passato oscuro che salva una bambina indifesa – che sa di visto e rivisto, anche in molti film occidentali. Ad essere però nuovo è l’approccio, la sensibilità nascosta nei dettagli, la capacità di rendere intimo anche lo spettacolo più travolgente. A titolo di esempio, una scena apparentemente banale ma di grande significato è quando So Mi applica un cerotto sul taglio alla fronte di uno dei rapitori: un sicario che uccide senza rimorso ma che in quel momento accetta quel gesto di tenerezza infantile con un silenzio che dice più di mille parole. In quel momento la belva acquista una dimensione umana e il suo gesto finale sembrerà di conseguenza meno forzato.
Passando al cast, Won Bin offre una prova magistrale. Il suo Tae Sik parla pochissimo: le parole escono da lui più difficilmente dei soldi da un bancomat in rosso. Ma i suoi occhi, il suo corpo, i silenzi parlano per lui. C'è una scena in cui guarda dentro il bagagliaio di un'auto; il film non mostra subito cosa vede, ma il suo sguardo disperato è sufficiente a far capire tutto. Altra prova degna di lode è quella della giovanissima Kim Sae Ron, una delle migliori interpretazioni infantili mai viste.
Anche sul fronte tecnico si è volato alto: l'azione è una coreografia di violenza geometrica. La scena del combattimento nel corridoio buio è da manuale: movimenti rapidissimi, montaggio chirurgico, coltelli che diventano prolungamenti del corpo. Ancora più sorprendente è il piano-sequenza in cui il protagonista corre lungo un corridoio e si lancia attraverso una vetrata, con la telecamera che sembra cadere insieme a lui nella strada sottostante. Ma la vera forza del film risiede nella sua capacità di rendere ogni lotta emotivamente significativa. Non si combatte per la giustizia astratta: Tae Sik combatte perchè ha perso tutto ciò che amava e l'unica cosa che gli resta è salvare quella bambina che gli ha ridato un cuore. O forse, più semplicemente, combatte per espiare: il suo passato di agente lo ha reso complice di orrori, e salvare So Mi è l'unica redenzione possibile.
Le scene, così come le tematiche affrontate, sono indubbiamente molto forti, violente e disturbanti: ci sono cadaveri smembrati e ricuciti, scene di violenza su donne e bambini, tossicodipendenti che si autosomministrano eroina, lavoro minorile, traffico di organi, regolamenti di conti tra pallottole e lame affilate imbrattate di sangue. Non è per tutti, sicuramente non per chi è delicato di stomaco. Eppure, non sono le scene visivamente più efferate ad avere l’impatto maggiore: in questo film anche il non visto sa diventare agghiacciante. C’è una scena in particolare, con i bambini radunati attorno al tavolo, dove la vecchia signora prende per mano una bambina per “riportarla a casa”. L’ultima immagine sarà quella delle sue piccole unghie colorate con faccine e colori diversi, per le quali ringrazia la piccola So Mi. Non la rivedremo più, non verrà mostrato il momento cruento della sua fine, ma la ritroveremo più avanti, ancora solo un’inquadratura di quelle unghie colorate, stavolta appartenenti un corpo in un cassetto estratto dalla cella frigorifera dell’obitorio. E’ un pugno allo stomaco, anche se di fatto non si è visto praticamente nulla.
In conclusione, un vero e proprio gioiello. Sia per chi ama l'azione ben coreografata, sia per chi è alla ricerca di una storia intensa, cruda e malinconica. Non è originale nelle premesse, ma è straordinario nell'esecuzione. Non è per i deboli di cuore, ma è capace di lasciare il segno in un modo che pochi action movie occidentali sanno fare. È un film che dimostra come la vera forza non sia mai nell'esplosione fragorosa, ma nel silenzio che la precede.
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Mad for Each Other
5 persone hanno trovato utile questa recensione
ATTENTI A QUEI DUE !
Avviso sin da subito che sembra una commedia spassosa e leggera, sia per il trailer, i reel che girano sui social, sia per le scene esilaranti dei primi 4 episodi ma si tratta di un genere drammatico e molto serio.Il man lead è un poliziotto con problemi di gestione della rabbia che viene incastrato dai superiori, la protagonista femminile invece è una donna con un disturbo post traumatico da stress e un funzionamento reattivo di tipo compulsivo a seguito di violenze nella passata relazione. E il tutto non si è concluso come in un paese normale, siamo in Corea quindi se sei ricco un buon avvocato può persino fartela passare liscia.
In tutto questo i due si incontrano perché sono vicini di casa e vanno dalla stessa psichiatra del loro quartiere.
Inizialmente non andranno d'accordo poi lei si affiderà a lui perché si sentirà più sicura e protetta, lui resterà affascinato dalla sua bellezza, il modo di affidarsi e aver bisogno di lui lo conquisterà totalmente.
Un modo calzante per descrivere la coppia principale in questo drama è "imperfettamente perfetta". Entrambi hanno problemi relazionali, traumi, cicatrici e demoni interiori ma provano a gestirli insieme, lui le sta accanto in modo realistico, in questa coppia ho visto più lui come supportivo e protettivo, lei è indubbiamente meno di aiuto sebbene una sua brillante intuizione lo aiuterà nel lavoro, è un tipo di sviluppo evolutivo e relazionale reso in modo irrealistico ma apprezzabile da vedere.
E' presente anche una seconda coppia improbabile (non è ben chiaro il rapporto che sviluppano, volutamente), è un drama su come le relazioni tra gente strana /sofferente/ impulsiva siano in realtà soluzioni sentimentali percorribili e riempiano l'esistenza.
I protagonisti sono stati all'altezza ma in generale il livello recitativo è molto alto, specialmente la protagonista e il man lead nel suo dimostrare amore incondizionato, ogni emozione, specialmente l'imbarazzo era resa anche da piccoli movimenti microfacciali, risultando molto naturale e dando vita ad un personaggio credibile.
Il drama in totale dura quasi 6 h e 30 quindi si può vedere in uno-due giorni, a seconda del tempo a disposizione, comunque è molto scorrevole.
Sceneggiatura molto buona, il lavoro sui personaggi coerente e attendibile, scenografia discreta ma non eccezionale.
Molti si sono lamentati del personaggio di lei perché eccessivamente dipendente, pavido, bloccato ma, sebbene risulti, almeno personalmente, scomodo da vedere e sopportare, credo che non potrebbe essere diversamente, lo capirete meglio quando verrà illustrato quello che ha passato e il senso di colpa tipico delle vittime che pensano in parte che la loro tragedia sarebbe stata evitabile con qualche accortezza, arrivando a dubitare di se stessi e del proprio discernimento. Tutto ciò, professionalmente lo affermo, è molto comune e realistico.
La storia non è davvero niente di nuovo o geniale, anzi sono i soliti topic coreani e l'idea di come una storia improbabile tra sofferenti psichici sia possibile e terapeutica viene sicuramente dal Lato Positivo, film molto buono di 12 anni fa, tuttavia mi sento di premiare la recitazione.
NEO: I due episodi finali chiudono la narrazione velocemente e, anche se c'è un colpo di scena avvincente, più per come è stato reso che non per l'idea in sé (già vista in altri lavori), li trovo stonati e sottotono, non hanno chiuso in modo soddisfacente il lavoro che poteva mostrare più le dinamiche relazionali di questa coppia.
Inoltre l'ultimo punto non è ben spiegato ( 3 minuti prima della chiusura del lavoro).
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Tra super poteri, spionaggio e dilatazioni narrative
Scenografia: 🎞️ 8,8. Regia: 📽️ 9,2. 🔋CGI: 9,5.📇 Voto complessivo:8,8
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Drama coreano, presente su piattaforma disney, suddiviso in due stagioni (la data di uscita della seconda non è ancora stata rilasciata) che unisce supereroi, spionaggio e melodramma familiare. Tratta dall’omonimo webtoon di Kang Full (Light shop, PARASITE etc. etc.) racconta la storia di tre studenti delle superiori che nascondono poteri straordinari ereditati dai genitori, ex agenti di un’unità segreta sudcoreana.
Kim Bong-seok: può volare (o meglio, levitare), ma fatica a controllare i suoi poteri. È ingenuo, gentile e molto legato alla madre, Lee Mi-hyun, ex agente con sensi super sviluppati che lo protegge in modo asfissiante e poco "salutare", impedendogli di vivere serenamente.
Jang Hui-soo: ha la capacità di rigenerarsi all’istante, ereditata dal padre Jang Ju-won, ex spia segreta, dal corpo praticamente immortale. La ragazza cerca di vivere normalmente, nascondendo le proprie ferite invisibili legate alla perdita della madre in giovane età e al continuo trasferimento destabilizzante per sfuggire ai servizi segreti dove lavorava il padre.
Lee Kang-hoon: possiede forza e velocità sovrumane. Vive con il peso delle aspettative, desideroso di riscattare il padre che possedeva lo stesso identico potere e cerca di imporsi come leader a scuola.
I tre si incontrano al liceo Jeongwon nella stessa classe, Bong e Huisoo stringono una profonda amicizia, scoprendo reciprocamente i loro poteri. Tuttavia, la scuola è il centro di una sperimentazione di sviluppo di talenti da parte di un distaccamento dell'ex servizio segreto sudcoreano: l’agenzia segreta sudcoreana e infiltrati nordcoreani cercano di reclutare (o eliminare) i ragazzi, con l'intervento dei servizi segreti americani, riaprendo vecchie ferite nella vita già provata di questi genitori che dovranno riprendere a lottare, con i loro poteri, per proteggere i figli.
La trama alterna flashback intensi sul passato dei genitori – agenti speciali usati come pedine nella guerra fredda tra Nord e Sud – con l’attuale battaglia degli adolescenti per trovare un’identità. La serie si muove tra melodramma familiare, thriller di spionaggio e azione spettacolare, culminando in una guerra aperta a scuola tra studenti, genitori e nemici nordcoreani.
Il finale lascia aperta la strada a nuovi sviluppi: i sopravvissuti cercano di ricostruire le proprie vite ma minacce e vecchi fantasmi restano dietro l’angolo... .
Aspetti positivi che ho gradito della storia
Non è solo una storia di supereroi bensì un racconto di genitori e figli: la paura di trasmettere fardelli, il desiderio di protezione e la speranza di un futuro migliore. Questo tocco umano è ciò che differenzia Moving dai classici action occidentali, magari fatti meglio visivamente.
Ho amato il realismo con cui è stata presentata la corea del sud negli anni '90, prima del boom economico, ho visto usi, vite e gli spazi urbani di allora, quartieri prima della riqualificazione e la povertà mista a disperazione della gente, le loro case asfittiche, anguste, simili a sgabuzzini. Ho adorato questo racconto vivo privo di edulcorazioni e patinature.
Lo stile senza fronzoli è reso anche visivamente sui personaggi con un look nude se ci riferiamo al trucco, nessun fondotinta ultra coprente e levigante da pelle di porcellana (ultra finta) a cui i kdrama ci hanno abituati ma uno stile nudo, imperfetto, con cicatrici e sebo, crudo come le loro vite.
Personaggi ben costruiti
Ogni protagonista ha un passato doloroso e realistico. I flashback (Ju-won, Mi-hyun, Doo-sik) non sono semplici riempitivi ma veri mini-film che aggiungono profondità emotiva e spiegano il presente. Questo aspetto era essenziale e funzionale allo sviluppo del presente ma personalmente l'ho trovato troppo diluito, trascinato, questa è una mia personale preferenza che non inficia la qualità, ciò che invece ha penalizzato è il montaggio.
Qualità tecnica e spettacolare
Le scene d’azione sono curate e visivamente potenti: voli, combattimenti corpo a corpo, esplosioni, guide sfrenate di autoveicoli. L’uso di effetti visivi è calibrato, mai eccessivo, e si accompagna a una regia cinematografica di tutto rispetto e molto curata, con scelte chiare e condivisibili.
La Struttura narrativa è originale
Il ritmo lento nei primi episodi diventa un pregio quando emergono i pezzi del puzzle: la serie riesce a fondere coming-of-age, spy thriller e superhero drama in un’unica cornice coerente.
Cast di altissimo livello
Attori come Ryu Seung-ryong (Jang-Joo-won), Jo In-Sung (Kim Doo-sik), Kim Sung Kyun (Lee Jae Man), Moon Sung Geun hanno aggiunto peso emotivo e carisma. Anche i giovani attori hanno retto bene il confronto con colleghi di grande esperienza, Lee-jung-ha ha preso 30 kg per il ruolo (niente tute volumizzanti imbarazzanti come le colleghe donne di altri lavori), Go Yoon Jung assolutamente all'altezza del ruolo nonostante una giovanissima età. Anche Han Hyo Joo ha brillato ma... .
Interpretazioni
Le performance non sono state solo fisiche (azione, combattimenti, sparatorie, effetti scenici), ma anche interiori: tristezza, rimorso, conflitti interni sono abbastanza comunicati ma è sembrato che la serie si concentrasse più sul "fisico", sulla "spettacolarizzazione" che sulle vicissitudini interiori.
Specialmente la madre, l'attrice rodata Han Hyo Joo, ha utilizzato un doppio registro : da un lato una madre impicciona e molto teatrale nelle reazioni, come spia invece si mostra rigida, chiusa, coartata. Non ha legato completamente queste due rappresentazioni di sé dandomi una sensazione di frattura, di stacco netto , come fossero due donne diverse. Per questo non la premio. Tuttavia ha dato prova di grande prestanza fisica che mostra capacità di proteggere ciò che ama, la sua trasformazione da madre chioccia a badass queen ha assunto toni quasi epici.
Attori giovani come Lee Jung-ha e Go Yoon-jung hanno ricevuto riconoscimenti, sia dalla critica sia a premi come il Baeksang Award. Sono stati lodati per la freschezza e la capacità di reggere il confronto con interpreti più esperti.
Anche nei ruoli secondari non si percepisce una recitazione “di contorno”: quasi tutti i personaggi — genitori, antagonisti, figure minori — hanno momenti in cui “brillano”. Ciò aiuta a dare spessore alla serie e a non far sembrare la recitazione sbilanciata, dimostrazione che la regia ha saputo bilanciare i registri interpretativi.
Temi universali e principi ispiratori
Al di là dei poteri, Moving parla di sacrificio, perdita, eredità, resilienza. È una metafora della condizione coreana (divisione Nord/Sud, cicatrici della guerra) ma anche un racconto sulla famiglia coreana.
La disabilità trova qui spazio e viene realisticamente trattata: Lee Jae Man ha una disabilità intellettiva e questo lo porta inevitabilmente a vivere lo stigma di una società che non tollera "i diversi" (Min lo definisce "inutilizzabile", la collega dell'emporio ne parla alla moglie come di un uomo incapace... ), tuttavia anche lui ha un super potere, trasmesso al figlio.
Questa scelta, da parte degli autori, è profondamente umanizzante: anche i disabili sono persone normali, come i neurotipici possono ricevere poteri, e questo li rende in qualche modo speciali.
Il ribaltamento del modello classico del supereroe è il punto di forza della serie.
Kim Bong-seok non è il “bellone” carismatico che domina la scena, ma un ragazzo impacciato, timido, goffo, con ansie quotidiane e un corpo che spesso lo tradisce (sudore, fame incontrollabile, paura di volare senza riuscire a fermarsi).
Questo lo rende vicino al pubblico: chiunque può riconoscersi nelle sue fragilità, nei suoi momenti da “sfigato” che non sa come affrontare.
La sua crescita non è quella del “diventare un figo” ma del diventare umanamente maturo, impara a proteggere chi ama, a non vergognarsi di ciò che è, e a trovare coraggio nella sua vulnerabilità.
Questi super eroi vengono definiti dalla società "mostri", mostrando un ribaltamento del modello classico del supereroe. Il lavoro diventa quasi una parodia tenera dell’eroe classico, ho apprezzato questa reinterpretazione moderna: l’eroismo sta nell’accettare di essere “diversi”, non nell’essere perfetti.
Criticità principali, cosa allontana questo lavoro dall'eccellenza... .
Sceneggiatura eccessivamente diluita
Nonostante l’originalità del mix tra superpoteri, azione e spionaggio, alcuni momenti risultano sparsi, con spazi morti narrativi che riducono l’impatto drammatico, complice anche un montaggio non sempre ottimale.
Il crescendo emotivo non sempre è supportato da una coesione narrativa costante.
Montaggio, flashback inseriti nei momenti sbagliati:
nei picchi di tensione (scontri, rivelazioni emotive), il racconto si interrompe con lunghi flashback dedicati ai genitori. Anche se utili per approfondire i personaggi, spezzano il ritmo e fanno calare l’adrenalina dello spettatore.
Alcuni episodi centrali sono costruiti come mini-film sul passato di un singolo personaggio.
Questo rafforza la componente drammatica ma diluisce l’intreccio principale e riduce l’urgenza narrativa.
Alcuni dettagli dei flashback (come l’addestramento o la vita familiare dei genitori) vengono ribaditi più volte, allungando scene che potevano essere condensate.
Contrasto con l’azione, le sequenze action hanno ritmo serrato e montaggio dinamico ma sono alternate a segmenti lenti e contemplativi che non sempre si amalgamano bene.
Personaggi secondari poco sviluppati
Alcuni comprimari appaiono più come strumenti funzionali alla trama che come figure con un punto di vista autonomo: la loro evoluzione è superficiale, lasciando emergere un potenziale incompiuto.
Tono talvolta incostante
La serie passa rapidamente da momenti di forte pathos familiare a sequenze di tensione spionistica o battaglie con stacchi netti e improvvisi: personalmente ha contribuito alla sensazione di sceneggiatura “annacquata”.
Suspense poco focalizzata su chi muove davvero le pedine
Alcuni eventi cruciali restano ambigui nelle dinamiche: non è sempre chiara la scelta dei servizi segreti (Operazione gabbiano, Mission top secret 1994... scena dei nord coreani in auto prima di entrare a scuola). Questa scelta narrativa può essere intrigante ma anche frustrante se non seguita da sufficienti rivelazioni.
In conclusione è una serie che consiglio a occhi chiusi, raramente si vede questa qualità e tecnica visiva, la CGI così ben curata, le interpretazioni sono tutte ottimali, non eccellenti, e la storia è interessante sebbene la parte sullo spionaggio sia meno interessante e i flashback troppo diluiti, penalizzando un ritmo troppo altalenante della storia.
Il risultato è che lo spettatore percepisce uno sbilanciamento tonale: la tensione costruita con cura viene “congelata” da salti nel passato, rischiando di vanificare la suspense. Questo rende la sceneggiatura e il montaggio “troppo diluiti”. La mia valutazione è alta perché era una serie dalle potenzialità immense, e nonostante queste pecche risulta un lavoro unico nel suo genere con una resa visiva superiore a molte altre serie che mescolano poteri e realtà ordinaria, realizzando un lavoro di sicuro impatto visivo.
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Una sola parola: spettacolare!
Che io riesca a guardarmi un'interminabile drama cinese di oltre 30 episodi senza lamentarmi è cosa difficile. Valutarlo 9 stelle abbondanti su 10 è cosa ancora più unica che rara. Questa serie è stata a tutti gli effetti una piacevole sorpresa.Incuriosita dall'immagine di locandina - più che dalla trama - temevo il solito drama prolisso, ridondante e senza uno sviluppo vero e proprio. Invece ho scoperto una serie che ho divorato, episodio dopo episodio.
Il genere è il mio preferito: una grande storia d'amore inserita in un contesto militare e con un'ambientazione storico recente (inizio-metà XX secolo). Va detto, non sono tantissime le serie che presentano questi requisiti (tanti drama storici sono ambientati in epoche più remote, a volte mescolati col genere fantasy). Alle spade e capigliature chilometriche prediligo personalmente il fascino della divisa e armi a fuoco.
Molti sono gli aspetti che ho apprezzato:
- riprese, ambientazione, cura per i dettagli di un periodo storico che è davvero un piacere guardare;
- i colori e le luci: anche nelle scene più dinamiche e più cupe, c'è come un'aura di luminosità che pervade la scena, come se i protagonisti fossero sempre al centro di un palco. Le tonalità sono spesso calde, la luce diffusa conferisce la sensazione nostalgica di un tempo passato, contrastando splendidamente con le immagini perfettamente nitide, come se stessimo vivendo delle fotografie del passato.
- la storia, complessa e ricca, mai scontata, dove gli intrighi e i personaggi secondari hanno veramente un senso e non sono piazzati lì come figure di contorno
- a differenza di altri drama ambientati nello stesso periodo, in questa serie il romance resta sempre in primo piano, senza lasciarsi inghiottire da mille personaggi secondari e mille questioni militari che rendono la trama difficile da seguire. Il contesto c'è, ma non è prevaricante, insomma.
- la protagonista, determinata e schietta, oltre che intelligente e perspicace, perchè di fanciulle timide e snevevoli ce ne sono in giro fino troppe;
- l'affiatamento nella coppia principale, dove una volta instaurato e consolidato il legame non ci sono triangoli o crolli di fiducia reciproca (anche nel momento più difficile, la fiducia non viene di fatto meno). E' bello vedere come lei, astuta più degli altri ma non tanto quanto lui, sia quasi sempre la prima a capire i veri intenti che Xianlin nasconde dietro ad azioni apparentemente noncuranti.
- ho apprezzato la presenza di altri pairing oltre a quello principale, ben costruiti e a loro volta con ostacoli che si stagliano via via all'orizzonte, in particolare modo quello tra la sorella minore del protagonista e il giovane Pei.
- ma soprattutto i protagonista maschile, semplicemente spettacolare: non conoscevo l'attore, è estremamente carismatico, capace di affascinare e portare in scena un personaggio che sa essere crudo, distaccato, gelido, autorevole ma anche divertente, spavaldo, ironico e irriverente. Ha uno sguardo - quando non è con la protagonista - che inchioda praticamente tutti gli altri. Nel complesso, decisamente accattivante. Xuanlin non è tutto fumo e niente arrosto: fin dal primo episodio la sostanza è palese, quando fredda la spia e si adopera per occultarne il cadavere. I suoi tratti caratteriali risaltano non solo dalle sue parole ma anche dal portamento, dalle espressioni. La determinazione, la sicurezza di sé, la mancanza di paura ma soprattutto l'arguta astuzia che fanno di lui un protagonista stratega, bravo non solo nel combattimento o nella gestione del ruolo di potere ma sempre un passo avanti rispetto agli avvenimenti e alle già calcolate conseguenze. E' il ritratto del vero eroe: un'infanzia sofferta, una determinazione che lo porta ad avere un nutrito seguito, il coraggio di chi è sempre in prima linea, la freddezza con la quale riesce a gestire le situazioni più tese (come quando all'inizio sprona un giovane maresciallo a sparare alla propria sorella, già sicuro che si tratti di una finta minaccia). Tutto questo traspare da una recitazione davvero di alto livello (purtroppo dalla filmografia ho notato che l'attore nella maggior parte dei casi è protagonista di drama di generi che non sono propriamente nelle mie corde... Peccato, mi sarebbe piaciuto rivederlo in un ruolo simile). Forse il mio personaggio maschile preferito, interpretato da un attore performante e perfetto per il ruolo.
Se proprio devo trovare delle pecche...mi sarei aspettata qualcosa di più nelle ultime scene finali, sicuramente, dove invece il romance ha lasciato posto alla chiusura propagandistica. Altra cosa, ho adorato le battute tra i protagonisti quando ancora non erano una coppia, ma paradossalmente a sentimenti dichiarati la verve e la malizia tra i due è andata diminuendo, così come l'intensità delle scene romantiche (capisco la censura, ma dopo la battuta sulle manette in ascensore e la scena di lei che pulisce le ferite di lui a torso nudo - il tutto nei primi episodi - non vedo perchè non sfruttare altri elementi simili quando la coppia finalmente si forma. Purtroppo, a quel punto prendono piede bacetti a stampo e smancerie forse un po' OOC per lui. Avrei preferito qualche battuta maliziosa in più, e qualche abbraccio da orsacchiotto in meno. Ultimo appunto: io capisco che lo spettatore deve comprendere, ma che lui e lei si mettano a disquisire ad alta voce di stratagemmi e pianificazioni in teoria super segrete ovunque capiti - anzi, molte volte dopo che i nemici e loro scagnozzi di turno sono giusto appena usciti dalla stanza - non è forse la scelta più credibile del mondo.
Sono comunque delle pecche più che accettabili in una serie che non presenta sostanzialmente nessuna grande carenza, anzi.
Concludendo: per gli amanti del genere - ma mi sentirei di dire anche i non - è una serie davvero da non perdere!
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The Story of Mystics
6 persone hanno trovato utile questa recensione
Un capolavoro
Il miglior drama in assoluto. Cast spaziale, con un Yan An super hot, per tacere degli altri. Costumi, musiche, scenografie ed effetti speciali di altissima qualità. Coinvolgente la trama, a volte tragica ma anche comica. Grande cast anche grazie ai cameo di attori famosi. Bello bello bellissimo. Consigliato e assolutamente da rivedere. Il balletto della sigla finale è una vera chicca. Il finale è abbastanza interessante, e soddisfa sia chi ama i lieto fine che chi ama i finali tragici.........Questa recensione ti è stata utile?
Although I Am Not a Hero
6 persone hanno trovato utile questa recensione
Non così atipica. Idea geniale.
👉👉👉 Il mio voto reale è 8,2 !"Atypical Family" è un kdrama breve. (10 episodi) che presenta una famiglia di persone con super poteri da generazioni (potrebbe essere la versione coreana di Encanto, film d'animazione della disney di qualche anno fa).
Il lavoro è assolutamente di tipo sperimentale in quanto scardina paradigmi, tropi e schemi tipici dei kdrama. Gli eroi si discostano dall'archetipo dell'eroe, la protagonista femminile non è la solita damigella in pericolo anzi...guai a chi prende di mira, anche lei con una famiglia tutt'altro che ordinaria. Il man lead è uno degli attori più belli nel panorama coreana con un super potere bloccato da un trauma del passato.
Questo lavoro tesse una narrazione terapeutica, carica di suspense. Ti tiene con il fiato sospeso fino agli ultimi istanti, mantenendo il suo fascino imprevedibile anche negli ultimi secondi dell'episodio finale.
La scrittura è accattivante e le riprese mostrano continue sequenze di viaggio nel tempo, un concetto che è notoriamente difficile da gestire bene ma qui è ben reso.
La regia è encomiabile, attraverso l'utilizzo di colori color seppia rende l'atmosfera malinconica, accompagnata dalla straordinaria OST di Lee-Soo-ra .
Viene mostrato come bene e male siano concetti relativi: il male può diventare bene e viceversa attraverso un sovvertimento di ruoli mai statico ma in divenire col procedere degli eventi e delle elaborazioni dei vissuti.
I personaggi sono ben stratificati, la sceneggiatura è ben congegnata e la narrazione avvincente, la famiglia atipica tiene il pubblico sulle spine e agganciato senza mai cadere nei meandri del melodramma o del thriller.
L'idea è geniale: i super poteri vengono persi a causa delle patologie del benessere quali il binge eating, l'insonnia, la dipendenza o la depressione (metafora moderna di quanto la vita oggi offra miraggi e chimere nascoste sotto l'eccedenza e l'assenza di contatto tra le persone e con se stessi). Così, chi poteva volare preferisce ingozzarsi e restare ancorato pesantemente ad un presente indigesto, chi poteva sognare non riesce più a dormire, chi poteva viaggiare nel passato e cambiare il futuro resta bloccato avvelenando il presente, stordendosi nell'alcol.
Nonostante un chiaro riferimento a Parasite in alcune parti della narrazione, la famiglia atipica si concentra sui modi sani per stare bene. Sebbene questi siano forse i problemi mostrati in superficie, c'è anche una domanda più grande che viene affrontata: a cosa aspirano gli esseri umani? Qual è il loro bisogno ultimo?
Il dramma fornisce sottilmente la risposta a questo come un tema ricorrente in tutti gli episodi e attraverso dialoghi formulati in modo intelligente, ove necessario.
Unico neo di un lavoro solido e ben fatto è come sempre il finale affrettato , sebbene positivo.
Nel complesso, "Atypical Family" è un must! È un gioiello meravigliosamente atipico che rompe gli stereotipi e stabilisce nuove regole. È una bellissima interpretazione della vita che si traduce altrettanto magnificamente sullo schermo.
Consiglio la visione!
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Story of Kunning Palace
6 persone hanno trovato utile questa recensione
Novità interessanti nella costruzione dei personaggi
C-drama a sfondo storico, a tema revenge and redemption, adattamento drammatico di un popolare romanzo web harem femminile "Kun Ning" (坤宁) di Shi Jing (时镜), con una novità interessante: i lettori hanno votato per il partner della protagonista.Inizio dicendo che per me è stato uno show DIFFICILE all'inizio. L'inizio di questo show è stato incredibilmente lento e la traduzione italiana non adattata mi ha fatto soffrire, rallentando ancor più la comprensione.
Questa storia esplora i nessi causali tra passato, presente e futuro, abbracciando l'idea che, se solo sapessimo ciò che sappiamo ora, potremmo tornare indietro e fare ciò che avremmo dovuto/potuto ma non abbiamo fatto.
Inizia con una Ning'er che è già un personaggio pienamente realizzato ma non ancora rivelato: un' imperatrice subdola e capricciosa, eccessivamente autoindulgente, che viveva una vita malvagia e corrotta.
Il tropo narrativo è quello tanto caro ai cinesi di ritorno nel passato per cambiare il proprio destino ma la proposizione è stata molto diversa rispetto a quanto siamo abituati a vedere nel senso che effettivamente molti eventi rimangono immutabili e ai protagonisti tocca affrontare le sfide in modo diverso.
E' proprio questo l'aspetto affascinante di questo spettacolo: se il destino non cambia muta tu stesso il modo di affrontarlo e muterà anche il modo di subirlo.
La Protagonista è una giovane donna a cui è stato tolto tutto per una vendetta inutile di una concubina che però è stata la sua unica figura di riferimento (da qui sentimenti ambivalenti), arriva nella capitale piena di rancore e carica di propositi di riscatto a qualsiasi costo, decide di prendersi tutto anche quello che non le era destinato come risarcimento di quanto le era stato tolto. Si accorge però alla fine dei giochi che non ne valeva la pena e che non aveva davvero ottenuto nulla se non l'odio di tutti, che non aveva risolto i suoi problemi interiori e aveva calpestato anche coloro che l'avevano protetta e amata.
Anche se gli obiettivi di Ning'er cambiano, la sua natura innata rimane la stessa. Il passato è raccontato in flashback, poco prima che il momento si ripeta nel presente. Questo funziona per quanto riguarda i punti più dettagliati della trama, ma diluisce le storie dei personaggi e delle relazioni. Quindi, sebbene Bai Lu svolga il suo ruolo nel complesso, la narrazione frammentaria dei retroscena non cattura la profondità del rimpianto di Ning'er né le sfumature delle sue relazioni con alcuni dei personaggi principali.
Ha però la possibilità di rimediare, ed è bellissimo il modo in cui prende a cuore le sorti dei suoi sostenitori, soprattutto il suo migliore amico.
Altro elemento di novità è rappresentato dal ML, interpretato da Zhang Ling He, il suo personaggio : Xie Wei ,ci ho messo un po' per farmelo piacere ma quando l'ho compreso l'ho apprezzato più di chiunque altro, protagonista inclusa. E' un elemento di novità perché normalmente gli eruditi ma anche i protagonisti sono personaggi chiari, puri, corretti e moralmente integri. Qui il personaggio ha un indubbio spessore etico ma anche una grande complessità interiore e un temperamento collerico, aggressivo, a tratti violento. E' più un personaggio "latino" che un cinese da drama storico.
Però, sempre a differenza dei classici protagonisti cinesi, prenderà scelte estreme a tutela della donna che ama, a suo discapito, saprà prendere l'iniziativa sotto ogni punto di vista, dimostrandosi machiavellico e con infinite soluzioni. Un uomo intelligente sebbene eccentrico e fuori controllo.
La storia è molto interessante, la narrazione è ben orchestrata, nonostante un ritmo lento iniziale, mantiene alta la suspense e l’interesse dello spettatore attraverso colpi di scena e momenti emotivamente coinvolgenti.
Aiuta tantissimo il montaggio, molto ben studiato: alle scelte diverse nei percorsi di vita dei protagonisti vengono accostate scene , tramite flashback , compiute nella versione precedente che si vuole cambiare. Questo accostamento è un elemento di novità molto interessante.
Le scenografie sono molto buone, catturando l’opulenza e la grandiosità del palazzo imperiale, mentre la colonna sonora contribuisce a rafforzare l’atmosfera storica e a conferire intensità della serie.
Cosa non ho apprezzato: la protagonista principale, è intraprendente, intelligente, fiera e forte però sentimentalmente molto indecisa e tentennante (nonostante le sue ragione siano anche dettate da un malinteso che ha avuto con Xie Wei nella sua prima vita, legato al dono di un pugnale).
La costruzione del rapporto finale, quello definitivo, è stata relegata agli episodi finali ( mi riferisco davvero agli ultimi 3 episodi su 38 totali, nonostante il ML palesi il suo interesse quasi morboso nel 32°ep.) e fino al 38esimo, Ning'er sarà tentennante, procedendo a tentoni con slanci in avanti e passi indietro il giorno seguente.
La narrazione è carente nell'arco narrativo di Zhang Zhe. Per me, è la storia più cruciale dell'intera serie.
Ning'er era una persona egoista, così commossa da diventare altruista nei suoi confronti. Le loro emozioni erano così potenti che li hanno spinti entrambi fuori da loro stessi, verso un esito reciprocamente distruttivo. Purtroppo, a differenza del romanzo, ho letto, la loro relazione di riadattamento è superficiale e sfiora appena la superficie dell'affinità incompiuta tra loro. È un peccato che, invece di attenersi al romanzo, che meglio sviluppa questo arco narrativo, abbiano sprecato un sacco di tempo con le noiose e banali buffonate della perfida Consorte Shu. Il lato empatico di Xie Wei, presente nel romanzo, non è stato qui adeguatamente reso.
Tuttavia, nonostante la storia d'amore decolli alla fine, una comprensione reciproca si sviluppa gradualmente tra loro e la situazione diventa davvero bollente e passionale. Quando succede, la loro audace alchimia esplode in un modo che stabilisce un nuovo standard per le scene di intimità fisica in futuro.
L'inizio non è stato dei migliori, ho faticato per entrare nella storia, il ritmo è lento e risulta confusivo ricostruire la storia per la quantità dei personaggi proposti e continui flashback.
La recitazione dei personaggi è stata discontinua: Zhang ling he ha faticato per entrare nel personaggio, inizialmente l'ho trovato "legnoso" e innaturale, per rendere il dissidio interiore la sua espressività era troppo viziata da continue smorfie antiestetiche e innaturali, rendendolo poco convincente.
La protagonista , Bai Lu, molto intensa e convincente in alcune scene ma terribile in altre, la sua recitazione nel complesso per il ruolo da protagonista, è quella che mi ha convinto meno. Non cambia con gli episodi, mentre invece il ML, inizia a essere più naturale e convincente intorno al 26° (per me ha faticato ad entrare nel personaggio ma una volta entrato è stato intenso e performante).
Interessante che questo percorso di "risintonizzazione" del ML, finisca per rubare la scena alla "grande Bailu" e sia stato reso anche visivamente, iniziando a spogliarlo di quel trucco da vampiro ( smokey eye sui toni del rosso, cherry lip e pelle di porcellana ) per connotarlo con un maquillage più naturale.
Una coppia interessante che avrebbe dovuto trovare più spazio sulla scena è quella composta da Fang Yin e il Signor Lyu :c'era qualcosa nel suo desiderio di toglierle quel peso dalle spalle e condividere insieme i pesi della vita che l' ho trovato intrigante. Se gli autori ci avessero dato l'opportunità di vedere sbocciare questo rapporto, mostrandoci come si sarebbero potuti innamorare l'uno dell'altra e sarebbe stato interessante. Volevo vedere dove sarebbe andata a finire ma così non è stato.
Il tallone d'Achille di questo lavoro è la regia: mi è stato fatto notare da un'amica del settore (art director) l'abuso dell'effetto Bokeh e un abuso del grandangolo nei primi piani, o la desaturazione eccessiva dei colori.
"L’effetto desaturato cercava di mettere un pezza e stabilizzare la luce che non erano riusciti a controllare durante le riprese, 3 troupe di riprese non sono riuscite a coordinarsi sulla luce e per omogenizzare il colore e sono stati costretti a correggere in post desaturando.
L’evoluzione dei colori degli abiti segue l’evolvere della storia e l’animo dei personaggi.
C'è stato il solito problema con il tempo atmosferico, dato che cambia da pioggia a sole estivo nell’arco di pochi minuti e poca distanza. L’effetto bokeh (per coprire la scenografia forse non troppo meticolosa) rende le immagini fané e va in contrasto con la desaturazione (tipica dei moderni e dei luoghi freddi o asettici), creando caos e disturbo".
Personalmente ho trovato interessanti alcune inquadrature in certi momenti che davano suggerimenti sui personaggi e sulla loro natura, arricchendo visivamente la narrazione.
Ho trovato nauseanti, per fortuna sono poche, le inquadrature dal basso e gli aloni chiari sul volto dei personaggi e ai margini della scena nelle scene di avvicinamento sentimentale.
I combattimenti sono spesso montati con la velocità a 1,5x per movimentare le scene d'azione ma l'eccesso di velocità e i colpi degli attori girati in aria mentre sospesi su un filo arrivano orizzontalmente mi son sembrati più errori che effetti scenici di pregio visivo. E dire che due di questi registi hanno girato lavori di pregio come Blossoms in adversity o Moonlight mystique, Starry Love, Blue Whisper e the Long Ballad
La narrazione mi ha lasciato vagamente insoddisfatta: come se avessi visto solo la versione riassuntiva di una storia che aveva molta più profondità, sfumature e sostanza di quanto il drama riuscisse a trasmettere.
Non hanno compreso quali archi narrativi avrebbero dovuto avere più peso e la regia ha una sfortunata propensione per luci troppo accese e uno stile di ripresa un po' disordinato. I valori di produzione sono, nella migliore delle ipotesi, mediocri. Questa è una storia che aveva così tanto potenziale che meritava di essere nelle mani registi migliori e di un budget più consistente (forse tutto speso per assoldare Bailu & company). Attori con più esperienza non avrebbero guastato nonostante Zhang Ling He si dimostri un buon interprete con ampi margini di miglioramento. Wang Xing Hue si dimostra sul pezzo e affidabile, come sempre, Liu Xie Ning a me che l'ho seguita in vari lavori, è piaciuta più di Bailu, meriterebbe senz'altro un'occasione da protagonista.
In conclusione "Story of the Kunning Palace" è una serie consigliata a chi ama i drammi a sfondo storico con una storia oscura e avvincente di intrighi, tradimenti, vendetta e redenzione, con personaggi sfaccettati e una trama avvincente ma sarebbe stata meglio con recitazioni più solide e meno discontinue e una regia più curata,
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Solo il titolo ha di sbagliato questo drama....
Ci sono dei drama che se non li avessi visti on air molto probabilmente, avendo tutti gli episodi a disposizione, dopo i primi (max 4) sarei andata direttamente alla fine per vedere dove voleva andare a parare la trama.... e nel caso di questo drama molto probabilmente lo avrei fatto.... ed avrei commesso un errore.Il drama è lento ma non ho trovato alcuna parte superflua, anzi l'essersi soffermato sugli elementi cardine, averli ripresi poi come flashback, ha sottolineato lo spunto della trama e tutta l'intensità emotiva ben interpretata dai protagonisti.
Personalmente non credo che al mondo esistano persone con questo tipo di "maledizione" così indiscriminata, ma so per certo - esperienza diretta, molto diretta ed incredibile - che esistono persone che hanno una forte negatività che si concretezza con eventi ben precisi - ma il messaggio che l'Amore risolve tutto lo trovo vero, e che "tutto può essere", altrettanto.
L'unica cosa sbagliata di questo drama? IL TITOLO !!!
Qua non ci sta nessuna stregaaaaaaaaaaaaaaaa!!!
Poteva intitolarsi:
La Maledizione
Maledetta
La Jattura
La Jellata
Ma strega???? Naaaaaaaaaaaa.....
ps/ l'ultimo episodio mi ha davvero commossa!
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Peng Guanying fantastico!
Scrivo questa recensione a caldo. Ho appena finito di guardare l'ultima puntata del drama e il mio voto è 10.Non mi importano molto le critiche fatte alla censura cinese per gli eccessivi tagli, a me teneva sulle spine già così.
Non mi importa nemmeno che il drama si sia allontanato dal romanzo non conoscendo lo scritto.
Ma ho amato i tre protagonisti: Xiao Wu, Ke Ying e lui, Peng Guanying.
Peng Guanying per me è un grande attore che veste benissimo i panni del cattivo con quella sua aria tenebrosa e quel suo sguardo così penetrante.
Xiao Wu e Ke Ying sono due personaggi che sanno farsi amare. Xiao Wu credo sia la colonna portante di tutta la storia, colui che lega le vite e i destini dei protagonisti.
Ke Ying è la vittima predestinata che viene catapultata in questo mondo di delinquenza e omicidi, lei, insegnante universitaria con una bella casa ed un fidanzato perfetto.
Per chi ama i thriller ma odia saltare sul divano ogni due per tre, questo drama è perfetto. La psicologia dei personaggi è molto interessante, e secondo me per certi versi i tre sono identici.
Senza dubbio il personaggio di Peng Guanying è quello più interessante perché è quello che viene maggiormente sviluppato all'interno della trama, e delle volte in effetti si perde un po' il senso di certe situazioni che si vengono a creare ma pare proprio a causa dei tagli fatti dalla censura.
Io me lo riguarderò con più calma per cogliere proprio tutto poiché il mio cinese non è ancora così perfetto da riuscire a comprendere il 100% ma l'interpretazione degli attori bravissimi e i sottotitoli in caratteri hanno aiutato tantissimo.
Auguro una buona visione a tutti!!!
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