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Twelve
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da alis89
mag 7, 2026
8 di 8 episodi visti
Completo 0
Generale 6.5
Storia 5.5
Acting/Cast 7.0
Musica 6.0
Valutazione del Rewatch 6.5

Mi aspettavo di meglio

Twelve è un drama coreano di otto episodi che è andato in onda nel 2025 sul canale KBS2.
Prima di entrare nel vivo della recensione, vorrei aprire una parentesi su una questione, in parte un po’ polemica: la distribuzione italiana.
Questo progetto è approdato in molti Paesi sulla piattaforma Disney+, cosa che però non è avvenuta in Italia.
Se inizialmente, infatti, Disney+ Italia aveva dato largo spazio ai drama, alcuni anche con doppiaggio in italiano per la gioia di molti spettatori, nell’ultimo periodo questa politica si è drasticamente ridotta.
Non solo il doppiaggio italiano ormai è diventato un’utopia, ma vengono distribuiti solo i drama originali "Disney Star Original" e con alcune limitazioni: i drama coreani arrivano, ma non sappiamo quanto durano le licenze; i drama giapponesi non sono tutti; l’unica serie taiwanese giunta da noi è stata tolta e i thailandesi non sono mai arrivati in catalogo.
Sicuramente dietro a queste scelte ci saranno delle ragioni commerciali ben precise e studiate, ma è un vero peccato che venga ridimensionato un palinsesto che si stava dimostrando più che valido e promettente.

Tornando a Twelve, il drama aveva tutte le carte in regola per essere un piccolo gioiello.
La trama unisce ambientazioni moderne con leggende orientali: i protagonisti sono i dodici segni zodiacali dell’oroscopo cinese che, al giorno d’oggi, devono affrontare una nuova battaglia.
Un mix di attualità e fantasy, proprio come piace alla maggior parte dei drama addicted e che poteva risultare una miscela perfetta.
A rendere questo progetto ancora più appetibile vediamo nomi di attori importanti come Park Hyung-sik (Soundtrack #, Happiness, Strong Woman Do Bong Soon, Hwarang), Seo In-guk (Death’s Game, Hello Monster) e Na In-woo (Marry My Husband), solo per rammentare i primi che mi vengono in mente.

Tuttavia emergono fin da subito dei problemi e il primo che percepiamo è forse la mancanza di un tocco più intimo e delicato nella sceneggiatura; viene presentata una storia d'amore, ma non è spiegata al meglio, come non sono approfondite le vicende passate dei personaggi.
Per questo motivo, e per il fatto che la storia passata viene svelata in maniera lenta con pochi minuti per episodio, lo spettatore fatica ad affezionarsi ai protagonisti e ad enfatizzare con loro, finendo per rimanerne distaccato.
Sicuramente, se il drama avesse goduto di qualche episodio in più, la narrazione avrebbe respirato meglio, spiegando retroscena e dando più spessore a personaggi che sembrano un po' buttati lì, senza troppi approfondimenti.

Produttore, sceneggiatore e protagonista è Ma Dong-seok (Train to Busan, The Soul-Mate) e questo drama sembra, appunto, scritto e prodotto per enfatizzare le sue qualità.
Il talento di Ma Dong-seok è indiscutibile sia nelle scene d’azione come lottatore, sia come attore in generale, e proprio per questo non c’era bisogno di sottolinearlo ulteriormente.
Anzi, a mio avviso, riducendo le scene di combattimento (in cui comunque Ma Dong-seok è stato impeccabile, anzi, oserei dire fichissimo), la storia ne avrebbe beneficiato perché si sarebbe potuta sviluppare in modo migliore.

Questa eccessiva attenzione verso l’attore si riflette anche negli altri dettagli: i costumi e gli effetti speciali che ruotano intorno a lui sembrano più curati rispetto a quelli degli altri personaggi; alcuni abiti e alcune parrucche, soprattutto riguardanti la storia nel passato, davano l’impressione di essere più trascurati rispetto ai suoi.
Molto carina, invece, l’idea di far indossare ai personaggi degli abiti che riescono in qualche modo, per stoffa o per colore, a ricordare in maniera immediata l’animale dello zodiaco che interpretano: ad esempio Ma Dong-seok sfoggia spesso una tuta tigrata e Ko Kyu-pil indossa maglioncini color rosa maialino.

Non comprendo, infine, perché circondarsi di un cast stellare come questo se poi si riduce i loro ruoli a semplice spalle del protagonista.
Riprendendo i tre nomi menzionati sopra: Na In-woo è solo un ruolo di supporto che appare in pochi minuti all’interno del drama, tanto che la sua presenza si può considerare un cameo; Seo In-guk è quasi la spalla un po’ goffa del personaggio protagonista Tae-san, ruolo che gli riesce benissimo, ma ci aveva abituati a tutt’altro; Park Hyung-sik, infine, per metà del drama osserva la città dall’alto di un palazzo. A mio avviso, è un talento un po’ sprecato, anche se vederlo con i neri abiti di O-gwi, con tanto di mantello, piume da corvo e capelli lunghi, è un’immagine che non ha prezzo.

In conclusione, Twelve è un’occasione sprecata: la serie è godibile e si fa guardare, ma aveva tutte le carte in tavola per regalarci fuochi d’artificio, invece è stata solo una piccola fiammella.

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Falling for Innocence
0 persone hanno trovato utile questa recensione
mag 19, 2026
16 di 16 episodi visti
Completo 0
Generale 9.5
Storia 10
Acting/Cast 9.0
Musica 7.0
Valutazione del Rewatch 6.0

Intenso, con scene indimenticabili.

Registi, produttori e compagnia bella, per favore guardate questo Drama prima di cimentarvi in qualsiasi opera voi vogiare cimentarvi. Dopo che l'ho finito ho di nuovo guardato l'anno di produzione, 2015! Non sembra per niente. La storia, i dialoghi e le inquadrature sono di altissimo livello.
Benché ci sia una storia che ha un'osssatura grosso modo vista in altre serie, qui non annoia. Sai cosa succederà ma lo guardi lo stesso con trepidazione come se non lo sapessi.
Jung Kyung Ho è veramente bravissimo. C'è un po' di tutto in questo Drama che meriterebbe 10 se non fosse che alla fine non riesce, a mio parere, a mettere il turbo per lo sprint finale. Peccato, ma nulla gli toglie il 9,5.

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Okitegami Kyoko no Biboroku
0 persone hanno trovato utile questa recensione
20 giorni fa
10 di 10 episodi visti
Completo 0
Generale 5.5
Storia 10
Acting/Cast 7.0
Musica 6.0
Valutazione del Rewatch 2.0

Mini serie insipida come poche...delusione totale

Non c'è spazio per la crescita dei personaggi e quindi rimane tutto insipido. È evidente che per la storia ci volevano ben più di 10 puntate. E se proprio ne vuoi fare così poche devi farle più scoppiettanti. Il cambiamento, se così si può chiamare arriva a 3 puntate dalla fine e le ultime 3 sono pessime.
La storia è bellissima ed è proprio da qui che nasce la delusione più totale. Il mistero, la parte romantica (quanto meno la base) e i casi alla Detective Conan sono fantastici, quindi perché ridursi a questa cosa amorfa che non riesco nemmeno a descrivere??
Poi i personaggi: lei bella e intelligente, lui (con rispetto) bruttino e sfortunato. Partiamo male.
Viene presentata come una commedia romantica ma a mio avviso un bacio a stampo e una cotta non corrisposta non può definire il genere. Malissimo.
È vero che è stato prodotto nel 2015 ma c'erano tutti i presupposti per fare molto meglio. Meriterebbe un voto veramente bassissimo ma non voglio essere cattivo per cui dò 5,5.

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nov 14, 2025
16 di 16 episodi visti
Completo 0
Generale 10
Storia 10
Acting/Cast 10
Musica 10
Valutazione del Rewatch 10
Questa recensione può contenere spoiler

May I Help You?: Il drama che ti spezza e ti ricuce il cuore

Amo le storie di fantasmi, e in questo drama ogni racconto è così perfettamente legato all’altro che alla fine ti ritrovi il cuore pieno di lacrime e d’amore. “May I Help You?” prende il soprannaturale e lo trasforma in un viaggio emozionale dolce, profondo e a volte doloroso.

La protagonista, Baek Dong-ju, ha un dono tanto unico quanto pesante: quando tocca un defunto durante il suo lavoro all’impresa funebre, lo spirito si risveglia per chiederle un ultimo desiderio. E se lei non li aiuta, la sfortuna le si attacca addosso come una maledizione.
È così che incontra Kim Tae-hee, un tuttofare riservato ma dal cuore tenero, che finisce coinvolto nella sua missione di accompagnare anime rimaste a metà strada.

Ogni episodio porta un fantasma diverso, un desiderio diverso, una ferita da chiudere: amori mai confessati, genitori incapaci di dire addio, bambini che vogliono un ultimo gioco con il papà… storie brevi ma intensissime, capaci di lasciarti con il nodo in gola. E mentre aiutano gli altri, Dong-ju e Tae-hee finiscono per guarire anche loro.

Il colpo di scena arriva quando scopriamo che il fantasma più importante non è un estraneo, ma qualcuno profondamente legato al passato di Tae-hee: il fratellastro, la fonte del suo senso di colpa più grande. Da quel momento, i due non stanno più solo realizzando desideri: stanno liberando se stessi.

È vero: la parte del “cattivo” risulta un po’ superflua. Non è davvero lui a dare forza alla storia. Ma ha il suo ruolo: permette a Tae-hee di affrontare fino in fondo il suo dolore e di chiudere definitivamente quel capitolo che lo tormentava da anni.

Quello che colpisce davvero, però, è come ogni dettaglio sia collegato in modo quasi poetico. Ogni fantasma non appare per caso: molti di loro sono proprio le persone che hanno aiutato la madre di Dong-ju quando stava per nascere.
E il dettaglio più struggente è scoprire che il piccolo Tae-hee fu salvato proprio dalla madre di Dong-ju durante l’incendio… e anni dopo è Dong-ju a salvare lui, non solo nella vita, ma nell’anima. Un cerchio perfetto.

Dong-ju accompagna tutte queste anime alla fine del loro viaggio, come se chiudesse i capitoli che la vita ha lasciato incompleti. Ma quando arriva il momento del gesto eroico del padre… beh, l’ultimo episodio è una pugnalata dolcissima: si piange, si singhiozza, e allo stesso tempo si sorride per la bellezza con cui tutto viene messo al suo posto.

Questo drama ti tocca nel cuore per la sincerità con cui parla di perdita, amore, colpa e redenzione.
Non è solo una storia di fantasmi: è una storia di legami invisibili, di destini intrecciati e di addii che diventano nuove partenze.

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5 Centimeters per Second
0 persone hanno trovato utile questa recensione
da alis89
10 giorni fa
Completo 0
Generale 7.5
Storia 7.5
Acting/Cast 7.5
Musica 7.5
Valutazione del Rewatch 7.5
“5 Centimeters per Second” è l’adattamento live‑action dell’omonimo anime diretto da Makoto Shinkai. Il film, pur mantenendo personaggi e atmosfere e pur restando complessivamente fedele alla storia originale, presenta una struttura narrativa differente: i tre momenti della vita del protagonista non sono presentati seguendo la linea temporale, ma vengono alternati, passando dal presente al passato.

Il filo conduttore che descrive la vita del personaggio resta quello dei treni, spesso in ritardo, e dei passaggi a livello che sembrano allontanarlo sempre di più dalle relazioni.

Se nell’anime domina l’angoscia costruita attorno all’attesa di un incontro destinato a non avverarsi, nel live‑action questa tensione emotiva è presente, ma in maniera più attenuata.
Anche il finale trasmette sensazioni leggermente differenti. Nell’anime permane un senso di tristezza e rammarico per un ragazzo che non è riuscito a lasciarsi alle spalle il passato, che si è chiuso in sé stesso per non soffrire nuovamente e che finisce per sprecare rapporti e occasioni inseguendo il ricordo di un amore perduto.
Nel film, invece, la stessa identica conclusione — ambientata sempre in prossimità di un passaggio a livello — lascia intravedere una nota di speranza, grazie all’espressione finale del protagonista.

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Sweet Teeth
0 persone hanno trovato utile questa recensione
apr 21, 2023
22 di 22 episodi visti
Completo 0
Generale 8.0
Storia 8.5
Acting/Cast 8.0
Musica 7.5
Valutazione del Rewatch 7.0
Le storie d'amore di 3 amiche che da quando si sono trovate, non si sono mai più lasciate. Tre ragazze completamente diverse l'una dall'altra, ognuna con i propri punti di forza e i punti deboli, i propri principi. Ognuna ha delle difficoltà nella vita che le mettono a dura prova e a volte anche l'amore fa parte di questa cerchia. Abbiamo la bellezza di tre clichè completamente diversi: friends to love, age gape, triangolo amoroso. Per fortuna ognuna ha il suo XD
La mia coppia preferita sicuramente è stata quella con protagonista Liu Te, un attore che ho avuto modo e piacere di conoscere in un'altra opera e qui lo vedo molto più sicuro di sè e sicuramente maturato come attore. Ecco, la sua situazione è quella che mi è piaciuta di più. Per quanto riguarda la ragazza medico avrei un po' da dire soprattutto per una determinata cosa che accade sul finale, secondo gestita malino malino. La coppia principale invece nel complesso mi è piaciuta ma anche qui c'è stato qualcosa di gestito insomma insomma. Inoltre sappiamo già ad inizio drama le coppie che andranno a formarsi, anche se qualcuno la tira per le lunghe ma vabbè. In generale il drama si fa guardare con piacere e alcune scene/situazioni sono davvero belle.

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A Werewolf Boy
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set 1, 2021
Completo 0
Generale 10
Storia 10
Acting/Cast 10
Musica 10
Valutazione del Rewatch 9.5
Bella e commovente storia, costruita benissimo e commentata ad arte dalla musica. Gli attori, tutti, hanno recitato benissimo. I dialoghi e le ambientazioni sono ben costruiti.
Due ore coinvolgenti passate piacevolmente .
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One Thousand Dollar Lawyer
0 persone hanno trovato utile questa recensione
ott 24, 2024
12 di 12 episodi visti
Completo 0
Generale 9.5
Storia 10
Acting/Cast 10
Musica 10
Valutazione del Rewatch 8.0

Davide contro Golia

Faccio un copia-incolla di una recensione che ho trovato in web e che mi corrisponde (*).
"One Dollar Lawyer si distingue per il suo approccio unico al genere legale, offrendo un intrattenimento talvolta comico talvolta profondo su temi di giustizia e moralità.
Il protagonista della serie è Cheon Ji-hoon, un avvocato brillante e un po’ eccentrico noto per la sua tariffa simbolica di un solo dollaro per caso. Nonostante l’onorario, Ji-hoon è incredibilmente competente, e usa la sua intelligenza brillante e le sue abilità legali per vincere casi che altri avvocati considerano impossibili.
Nonostante la sua apparenza frivola e il suo atteggiamento non convenzionale, Ji-hoon è profondamente motivato da un forte senso di giustizia e dalla volontà di aiutare coloro che sono in difficoltà.
One Dollar Lawyer si distingue anche per il suo cast di supporto, tra cui colleghi, rivali e clienti – ognuno dei quali aggiunge profondità e colore alla narrazione. I casi legali presentati variano da quelli leggeri e umoristici a quelli più seri e complessi, offrendo uno sguardo ampio sul sistema legale e le sue imperfezioni.
Ammetto di aver molto amato questo drama, che a mio avviso si adatta perfettamente alla personalità istrionica di Nam Goong Min che riesce a bilanciare perfettamente umorismo e gravità, rendendo il suo personaggio sia divertente sia profondamente umano. La sua abilità nell’interpretare un uomo tanto complesso e stratificato è uno dei punti di forza della serie."
(*) https://www.valentinacalzia.it/namkoong-min-i-suoi-drama-migliori/

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10Dance
0 persone hanno trovato utile questa recensione
feb 6, 2026
Completo 0
Generale 9.5
Storia 9.0
Acting/Cast 10
Musica 10
Valutazione del Rewatch 10

Non riuscivo a staccare gli occhi dallo schermo

Ho visto questo prodotto sotto consiglio di un'amica. E poi l'ho rivisto altre due volte.
Premetto che io non ho letto il fumetto quindi la mia opinione rifletterà solo il live action, e che film! Già dalla prima volta non sono riuscita a staccarmene, tanto mi aveva presa. Questi due sono stati come calamite, e non di meno la fotografia! Ma avete visto che giochi di luce, che regia? La storia forse ha qualche mancanza e qualche pecca, ma la cosa non mi è particolarmente pesata.
Il motore e il fulcro dello stesso è sicuramente la passione che si sente trasudare dallo schermo, anche per la danza e non solo per l'altro e ve lo dice una che di danza non ci capisce un'acca ma che come ha finito la visione voleva mettersi a ballare!
Si spera ovviamente in un continuo e non troppo lontano xD
Mi sa che questo weekend lo rivedo ( •̀ ω •́ )✧

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Sparkling Watermelon
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da Ciocia
ott 25, 2025
16 di 16 episodi visti
Completo 0
Generale 8.5
Storia 8.5
Acting/Cast 9.0
Musica 9.5
Valutazione del Rewatch 8.0

Bella serie fantasy sentimentale musicale

Anche se non sono amante dei viaggi nel tempo ( troppo spesso ci sono sempre dei buchi/difetti temporali, anche qui non è esente, non scrivo x non spammare ) questa serie è decisamente gradevole e cattura l'attenzione tutto il tempo. Trama interessante, bravi i 4 protagonisti ( unico neo i 2 attori protagonisti viaggiatori sono un pò grandi per impersonare ragazzi di 18 anni, soprattutto l'attrice Seol In Ah 27enne... ). In aggiunta tratta anche delle difficoltà nei rapporti dei sordo/muti e sul linguaggio dei segni.
Ottimi sentimenti e bei comportamenti, bella musica, soprattutto i 2 brani della band iKON JU-NE - HIGHER e SHINING - Kim Hangyeom, e A Song For You - Joonil Jung. Decisamente consigliata.

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Mad for Each Other
0 persone hanno trovato utile questa recensione
26 giorni fa
13 di 13 episodi visti
Completo 0
Generale 9.5
Storia 9.0
Acting/Cast 10
Musica 10
Valutazione del Rewatch 9.0

Una piacevole sorpresa

kdrama iniziato col sorriso dai trailer e dai reel incuriosito da quello che vedevo perché sembrava molto comico, ma successivamente scoperto temi più seri e importanti,
con le risate si smorzano argomenti o situazioni più serie. Tutti personaggi eccellenti nei loro ruoli, lui attore bravissimo, prima volta che lo vedo e spero di vederlo nuovamente, anche lei non da meno e anche molto bella.
Stranamente ed involontariamente è entrato nei miei k drama preferiti. Poi gli episodi durano solo 30 minuti, da poter gustare in una sola giornata. Consigliato!
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Number One
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da alis89
10 giorni fa
Completo 0
Generale 8.0
Storia 8.0
Acting/Cast 8.5
Musica 8.0
Valutazione del Rewatch 8.0
Il cibo solitamente viene rappresentato come elemento di unione e convivialità, soprattutto nei drama e nei film asiatici. In “Number One” non è così: nell’incipit del film, il cibo diventa un elemento di rottura.
Al protagonista, infatti, appare un numero ogni volta che mangia alimenti cucinati dalla mamma, convincendosi che si tratti di un conto alla rovescia verso la fine della vita di lei.
La paura e il timore di perdere questo affetto per lui così caro lo spingono ad allontanarsi sempre di più, senza rendersi conto — almeno inizialmente — di tutto l’amore che sta perdendo, dei momenti unici e irripetibili che non torneranno mai più.

Il piccolo elemento fantasy non è altro che un espediente per raccontare il rapporto madre‑figlio in modo naturale e delicato.
“Mamma” è la prima parola che pronunciamo quando abbiamo bisogno d’aiuto, ed è proprio dalla madre (e dalla sua cucina che riscalda la pancia e il cuore) che il protagonista tornerà nel momento del bisogno.

Straordinario, come sempre, Choi Woo‑shik, che ci regala un’altra performance bellissima e sincera, confermandosi un attore eccezionale e versatile.

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Taxi Driver 2
0 persone hanno trovato utile questa recensione
4 giorni fa
16 di 16 episodi visti
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Generale 9.5
Storia 10
Acting/Cast 10
Musica 8.0
Valutazione del Rewatch 10
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Taxi Driver 2 supera la prima e la terza stagione: un racconto di male, corruzione e redenzione

Dopo aver rivisto Taxi Driver Season 2per la seconda volta, l'ho apprezzata ancora più della prima visione e, soprattutto, più della prima e della terza stagione.

Se la prima stagione colpiva per la sua forza vendicativa e la terza punta ad ampliare ulteriormente l'universo narrativo, la seconda raggiunge un equilibrio raro tra azione, emozione e riflessione morale. Dietro la struttura da thriller e le missioni della Rainbow Taxi si sviluppa infatti un conflitto molto più profondo: quello tra il bene e il male, tra chi sfrutta le debolezze umane e chi cerca invece di guarirle.

Particolarmente riuscito è l'arco narrativo dell'antagonista principale, una figura che assume tratti quasi demoniaci. Sotto la maschera di un falso uomo di fede si nasconde un assassino, un manipolatore e un mentitore: una sorta di "scimmia di Dio", che imita il linguaggio della salvezza per perseguire la distruzione. La sua forza non deriva solo dalla violenza, ma dalla capacità di corrompere uomini e istituzioni, individuando le fragilità delle persone per spezzarne l'anima e trasformarle in strumenti del proprio potere.

La parte finale è probabilmente l'aspetto che più mi ha colpito durante questa seconda visione. Il personaggio che il villain considera quasi un "figlio", plasmato a sua immagine e destinato a perpetuarne il male, compie un percorso inatteso. Non è una conversione dovuta alla paura o alla sconfitta, ma all'incontro con una comunità umana imperfetta. I membri della Rainbow Taxi non sono eroi senza macchia: sbagliano, litigano, portano ferite profonde. Eppure incarnano qualcosa che il male non riesce a comprendere né a replicare davvero: l'amore reciproco, il perdono, la lealtà e una costante tensione verso il bene.

È proprio questo contrasto a dare forza alla stagione. Il male appare potente, organizzato e seducente, ma alla fine viene sconfitto non soltanto dalla forza o dall'intelligenza dei protagonisti, bensì dalla capacità di creare legami autentici. In questo senso, la seconda stagione assume quasi il valore di una parabola morale: l'essere umano non si salva da solo, ma attraverso relazioni che restituiscono dignità e speranza.

Per questo, alla seconda visione, ho trovato Taxi Driver 2 più matura e significativa delle altre stagioni. Non è soltanto una serie d'azione e vendetta: è una storia che mostra come il bene possa nascere da persone imperfette e come persino chi è stato educato al male possa scegliere una strada diversa quando incontra amore, accoglienza e umanità. Una stagione intensa, coinvolgente e sorprendentemente profonda.

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Romantic Anonymous
0 persone hanno trovato utile questa recensione
dic 1, 2025
8 di 8 episodi visti
Completo 0
Generale 8.5
Storia 8.5
Acting/Cast 8.5
Musica 8.0
Valutazione del Rewatch 8.5
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Cioccolato, paure e un amore inaspettato

Questa storia parla di Sosuke Fujiwara e Hana Lee, due persone fragili, segnate da paure profonde ma unite da un’unica passione: il cioccolato. Sosuke acquista la cioccolateria Le Sauveur dopo la morte del proprietario, ma vive con l’incapacità di sopportare il contatto fisico, un trauma legato alla perdita del fratello maggiore.
Hana, invece, è una talentuosa cioccolatiera affetta da una forte ansia sociale: guardare qualcuno negli occhi le è praticamente impossibile.

Il destino li fa incontrare quando Hana inizia a lavorare nella cioccolateria come cameriera, nascondendo il fatto di essere la misteriosa cioccolatiera anonima che riforniva il negozio già prima dell’acquisizione. Per un incidente scoprono qualcosa di incredibile: le loro fobie spariscono quando sono insieme. Hana riesce a guardare Sosuke negli occhi e Sosuke può toccare Hana senza provare disgusto o panico.

Da qui nasce una connessione delicata e sincera. Non è un amore “magico” che risolve tutto in un attimo: la serie racconta con sensibilità il loro percorso, fatto di goffaggine, tentativi, ricadute e piccoli passi avanti. Il cioccolato diventa metafora di cura, guarigione e sicurezza, un posto dove le loro insicurezze possono sciogliersi lentamente.

Lo stile della storia è poetico e discreto, lontano dai melodrammi forzati: la regia lascia parlare i silenzi e gli sguardi — con tutta la delicatezza che serve, visto che proprio lo sguardo e il contatto sono il cuore dei loro problemi. L’atmosfera della cioccolateria, con i suoi gesti lenti e rituali, crea momenti di intimità e vulnerabilità che fanno entrare lo spettatore dentro le loro emozioni.

Il drama non punta sui colpi di scena, ma sulle fragilità reali: timidezze, paure, ferite interiori. E mostra quanto la pazienza, la comprensione e la gentilezza possano trasformare due persone spezzate in una coppia capace di un amore profondo.

E poi sì, ci sono anche momenti davvero divertenti: tutto il mix giapponese–coreano è esilarante! Hana che insulta Sosuke in coreano è da morire 😂 e la scena in cui lui si dichiara con un improvviso “saranghae” è impagabile 😍
E lo ammetto: rivedere Shun Oguri dai tempi di Boys Over Flowers mi ha aperto il cuore.
Super consigliatissimo! ❤️🍫

L’unica nota un po’ stonata? L’apparizione finale di Song Joong Ki… un cameo che ho trovato un po’ fuori posto. Boh.

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Completo
Personal Taste
0 persone hanno trovato utile questa recensione
apr 27, 2025
16 di 16 episodi visti
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Generale 7.0
Storia 6.0
Acting/Cast 10
Musica 8.0
Valutazione del Rewatch 2.0
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Son Ye Jin, bravissima e simpatica al punto da sembrare bella. Lee Min Ho, bello-quasi-finto ... in una commedia sulla professione di architetto ed interior designer.
Commediola piacevole e guardabile, grazie alla presenza dei due interpreti principali di cui sopra e anche dai comprimari.
La figura chiave che spiana la strada al talentuoso e sfortunato architetto è un direttore gay che, inizialmente ingannato dal protagonista, si avvicina a lui e poi, chiarito il misunderstanding, lo aiuta e lo sostiene con consigli e con la sua influenza sulla commissione che dovrà scegliere a chi dare un'importante commessa.
La sceneggiatura è grossolana nel descrivere i protagonisti della storia. Insiste molto sulla incomunicabilità tra i protagonisti e sinceramente esagera nel creare situazioni nelle quali, con poco, le persone normalmente si spiegano e capiscono.
Comunque non è inguardabile, anzi, soprattutto è bello l'interno di una casa tipica coreana rifatta da un architetto contemporaneo.

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