Attori non eccelsi, storia così così, necessita di sequel
Fortuna vuole che questo drama abbia episodi brevissimi, o non sarei riuscito a finirlo. Già così, sono arrivata alla fine a stento.Come da titolo, a me gli attori non sono piaciuti quel gran che. Specialmente il ragazzo che vede a colori, come attore non ha incontrato il mio gradimento, e nemmeno come aspetto. Troppo truccato (male), e neanche fenomenale nonostante il trucco.
Meglio il mono, molto più carino e soprattutto rifinito come attore, probabilmente anche per la maggiore esperienza.
La storia però non mi ha appassionato più di tanto. Peccato, perché avrebbe avuto un gran potenziale., siamo nel campo della semi-fantascienza, e tutto ci può stare, ma le vicende in sé sono poco coinvolgenti.
Lodevole lo sforzo nell'invenzione dell'ambientazione, molto originale, ma diverse cose sono state lasciate in sospeso (una su tutti: la madre del mono) e il fatto che la storia rimanga in sospeso è stato il colpo di grazia per questo esperimento. Dubito che, se ci sarà un sequel, lo guarderò.
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Un gran pasticcio
Se l'interpretazione molto rigida e impacciata, almeno dei due personaggi principali, può essere scusata dall'essere Mos e Bank a inizio carriera e quindi, in definitiva, dovuta alla loro sostanziale inesperienza, altrettanto non si dovrebbe dire per quanto riguarda l'orrendo svolgimento della storia. Non fosse che, in realtà, anche lo sceneggiatore, che funge pure da regista, si trova in questa produzione decisamente alle prime armi, e purtroppo si vede forte e chiaro.Il fatto che si tratti di una storia in soli otto episodi non scusa l'increscioso minestrone in cui è stato gettato un po' di tutto senza in realtà sviscerare quasi nulla: o sfoltire o allungare, non c'è via di mezzo.
Partiamo all'inizio da due ragazzi etero (già!) che si danno molto da fare con le ragazze, ci danno intendere che sono rivali per una di loro, in qualche modo pare che uno dei due voglia fare un bruttissimo scherzo all'altro e ne rimanga invece gabbato con tanto di giochini sadomaso e allegato filmino. Ora, che nelle storie BL non si vada tanto per il sottile in fatto di consensualità è cosa risaputa e deplorata, però qui si è decisamente esagerato.
La parte "ricevente" della storia, Yai, è un ragazzino ricco e viziato prono a scatti d'ira e capricci. L'attivo, Mangkorn (Drago), che pare inizialmente un uomo scafato, astuto e sofisticato, si scioglie quasi immediatamente al sole quando si trova in compagnia dell'altro.
Questi due passano nel giro di pochi minuti dall'odio più feroce all'amore più sfrenato, senza alcun periodo di transizione e senza neanche farci capire che ci sia stato qualcos'altro in mezzo. Improvvisamente Yai, invece di essere vendicativo e furente, diventa un tenero micetto. Ah, e dei suoi giochini "particolari" non si parlerà mai più.
Nel frattempo, nel calderone del racconto viene gettato un po' di tutto e di più, pescando allegramente alla fiera del cliché: le amicizie infantili, la morte di un genitore, gli acerrimi rivali che diventano amanti senza passare dal via, le guardie del corpo imbelli (non ho capito cosa dovessero sorvegliare o chi fossero, ma tant'è), i matrimoni combinati, una matrigna, un terzo incomodo che torna dall'estero, l'obbligatorio periodo di separazione, e così via accumulando. Il tutto è inframezzato da una copiosa messe di fraintendimenti e capricci da parte di quello che viene definito "moglie". E che cavolo, è (quasi) sempre il passivo della situazione ad essere più infantile, capriccioso, immaturo, "piccolo", e non solo di dimensioni. Stucchevole.
Lo svolgimento delle vicende è, per certi versi, accelerato, perché si sono voluti inserire molti temi, non ultimo la quasi onnipresente tirata a favore della possibilità di sposarsi da parte delle coppie omosessuali. Normalmente lo apprezzo, ma in questo caso sembrava un pistolotto aggiunto a caso, perché pronunciato in maniera piatta da una coppia lesbica che si è vista poco, tanto poco da dubitare che sia più di una coppia di amiche.
L'accumulo di situazioni buttate lì alla peggio viene in qualche modo bilanciato, si fa per dire, da infiniti minuti in cui non succede niente e i due piccioncini si guardano languidamente, mentre scorrono lunghissimi flashback sulle note di una canzone. Pregevoli canzoni, ma insomma.
No, non ci siamo. Opera piuttosto pedestre, senza molti punti di forza, che va avanti come se messa insieme incollando fra loro
dei pezzi sgraffignati qua e là da altre produzioni. Disarmonica, anche nell'editing.
Perfino la tanto osannata chimica della coppia protagonista devo ancora trovarla: Mos fa spesso smorfie melense a casaccio (e dovrebbe imparare a piangere), mentre Bank è talvolta molto rigido nelle posture . Insomma: si vede troppo che recitano, ma sono giovani, si faranno.
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Banale
Sinceramente mi ha un po' delusa questo dramma, forse perché quelli Thai che vedo sono molto più hot nonostante ci siano solo scene bollenti con i baci come quella in Dinosaur Love, qui in questa serie a parte due bacetti da niente, non è stato un granché; per chi invece parla e/o capisce il coreano questa può essere una serie da guardare mentre sistemate o comunque fate altre cose...forse tutte le serie Boy Love Coreane sono così blande???In Thailandia ci si imbarazza anche solo a dare un bacio sulla guancia, ma quando baciano baciano....però non ve la consiglio se cercate una storia avvincente.
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Sisyphus: The Myth
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Non è questo il modo di viaggiare nel tempo...
Questa serie è molto appassionante, nonostante sia effettivamente piena di incongruenze e di illogicità. Nonostante le scene d’azione siano prolisse e abbastanza patetiche. Nonostante delle lunghe digressioni su avvenimenti marginali. Nonostante tutto questo, io me la sono veramente "bevuta". Ritengo che i temi che tratta, che sono principalmente il rimorso, la redenzione e gli affetti familiari, evidentemente sono coinvolgenti nonostante la trama faccia acqua da tutte le parti.Gli sceneggiatori sembra che abbiano utilizzato il metodo dei foglietti appiccicati alla parete, solo che alla fine li hanno utilizzati tutti inserendo gli avvenimenti qua e là, dimenticandosi la coerenza delle linee temporali, che in una serie sui viaggi nel tempo mi sembra fondamentale.
SPOILER
SPOILER
Tae-san secondo me è quello trattato peggio. Nella prima puntata viene detto che è morto nel 2010, e anche molto male visto che all’obitorio hanno preparato il fratello a quello che avrebbe visto. Bene, in 18 ore non sono stati capaci di dirci come è morto. In ogni caso, a un certo punto viene svelato che Tae-san non solo non era morto, quel giorno, ma soltanto rapito e sostituito con chissà chi (quindi non si sa come sia stata fatta l’identificazione), ma è sopravvissuto anche alla guerra e poi è riuscito a tornare indietro, nel 2020, materializzandosi a diecimila metri di altezza e andando a sbattere contro un aereo. Tutto questo viene semplicemente accennato e mai si vede cosa realmente sia accaduto a Tae-san.
Quindi nel 2020 abbiamo Tae-san 1, tenuto nascosto da qualche parte mentre il fratello lo crede morto, e Tae-san 2, di cui non è dato sapere che fine abbia fatto dopo aver sbattuto contro l’aereo. Va bene, è evidente che Tae-san 2 è morto, ma mezza informazione la potevano dare, visto che è uno dei personaggi più importanti della storia. È anche imbarazzante il fatto che Tae-san 1 sia, per qualche motivo, perduto nello spazio-tempo… ma perché? Gli hanno dato una botta in testa ed è entrato in coma? Gli hanno dato un farmaco particolare? E perché si risveglia appena il fratello si suicida? Oppure è Tae-san 2 ad essersi perduto nello spazio-tempo? Come ha fatto a tornare indietro nel tempo, se era prigioniero? Si è svegliato ed è scappato? Oppure è stato fatto scappare da Sigma, per qualche motivo che non viene spiegato compiutamente tranne che “era tutto calcolato”?
Purtroppo la verità è che non c’è alcuna logica nella vicenda di Tae-san. Non viene mai spiegato come e perché Tae-san fosse a conoscenza già dal 2010 dei viaggi nel tempo; e poi, quand’è che Tae-san dice al fratello “ci rivedremo”, dal momento che è scomparso all’improvviso? Invece di inserire nella valigia un biglietto con su scritto “Sigma è Won-Ju”, vi sembra logico che abbia messo gli annuari della scuola elementare, in modo che Tae-sul impiega mesi a capire e un giorno intero a individuarlo? Apparentemente è stato predisposto da Sigma per far arrivare Tae-sul alla scuola, ma il tutto è molto farraginoso e spiegato molto frettolosamente (basti pensare che Sigma non poteva calcolare al minuto quando Tae-sul si sarebbe recato alla scuola). E cos’è tutta quell’altra roba che sta nella valigia, a cosa serve? Si va per intuito, ma sarebbe stato carino se ce lo avessero spiegato (per esempio ho capito che le medicine vengono “contrabbandate” per il loro valore).
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una buon excursus in Cina
Dopo aver visto tantissime serie TV coreane, questo excursus in Cina ci è piaciuto. Nonostante certe similitudini, parliamo comunque di 2 mondi diversi. Abbiamo apprezzato il fatto che nonostante la serie sia molto "SOFT" è riuscita comunque ad tenerci appiccicati alla TV. Questo perchè contrariamente ad altre serie non ci sono quelle puntate che noi chiamiamo transitorie e/o di riempimento. Quelle che non apportano nulla alla trama/storia e che spesso sono anche ridicole e stancanti.Qui, comunque la trama offriva 4-5 situazioni degne di essere seguite e che per tanto riempivano bene ogni singolo episodio.
Ammettiamo, che forse il finale è stato un po troppo Happy-Ending, visto che oltre all'amore anche a livero lavorativo tutto è andato nel verso giusto. Insomma, una favola !
Alla fine, a noi interessava vedere se RUO XIN avesse trovato il giusto equilibrio tra la sua razionalità e i sentimenti, se la madre di RIO XIN (tipica madre tossica asiatica insopportabile - almeno nella prima parte della storia) avrebbe capito che i pregiudizzi non servono a nulla e che l'amore non ha età. Il "giovanotto" QI XIAO alla fine, nonstante qualche conferma di immaturità si è dimostrato esattamente quel tipo di persona su misura per una donna con la storia, i sentimenti e il carattere come RUO XIN.
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Uncontrollably Fond
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Anche visto dopo 9 anni dal uscita e spoilerato il finale più volte rimane un bellissimo dramma.
La storia in sé è stata semplice ma visto come dovrà finire sembra tutto più complicato.
Lui famoso bello ricco e lei una squattrinata però che già dal incontro alle scuole si sono innamorati.
Di mezzo c'è un intrigo complicato che provocherà molto dolore a tutti.
Purtroppo nonostante tutte le sofferenze che passeranno non ci sarà il ribaltamento della situazione e non ci sarà nessun miracolo ma almeno il finale è straziante ma non tragico.
I protagonisti sono meravigliosi non c'è molta passione o altro ma la loro complicità si sente anche solo a guardarli.
I cattivi sono cattivi per davvero ma avranno la loro punizione.
Dramma consigliato ma preparate i fazzolettini!
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Come i fiori sulla sabbia
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Sport, amicizia, amore, passione, coraggio e un tocco di crime!
Recensito da: Effe IG: _Dramalia_La lotta coreana o ssirŭm (씨름, ssireum, ssirŭm) è una forma di combattimento dalle origini antiche che vede due atleti impegnati nel cercare di rovesciare l'avversario utilizzando la forza di braccia, gambe e dorso all'interno di una buca di sabbia. È la 131ª proprietà culturale intangibile coreana.
Perchè ve lo sto dicendo? Semplicemente perchè le prime scene di questo drama vedono degli atleti impegnati in una lotta che ha delle vaghe somiglianze con il sumo ma che sostanzialmente non avevo mai visto prima, e che quindi mi sono domandata se fosse frutto di un’invenzione o qualcosa di realmente esistente.
Bè, il ssirum esiste e, a quanto pare, è anche uno sport particolarmente sentito in Corea, probabilmente anche perché fa indiscutibilmente parte della loro cultura.
Kim Baek-doo (Jang Dong-yoon) è figlio di una famiglia di campioni di ssirum, dal padre ai fratelli, sono tutti titolati, tranne lui, nonostante sia stato evidenziato come un “prodigio” in tenera età. Ormai superati i 30 anni, è da tutti considerato un atleta vicino alla scadenza, oltre che un facile avversario. Rispettato per il suo carattere, non lo è però troppo all’interno del ring di sabbia che vede gli atleti scontrarsi, dove la sua assenza di passione risulta sempre più chiara gara dopo gara. Ma questo non è solo un drama sportivo, la trama si interseca in maniera molto interessante con un giallo il cui svolgimento rimane particolarmente dubbio sino alla fine, infatti il colpevole non è facilmente evidenziabile, al contrario di altri drama. Un assassinio, un suicidio, un vecchio caso irrisolto e delle scommesse clandestine aprono lo scenario su Yoo-kyung, una detective che torna nella sua città di origine dopo essere fuggita da bambina a causa delle dicerie di paese che avevano condannato il padre come un assassino, nonostante la legge avesse dato un verdetto diverso. Yoo-kyung, considerata estremamente bruttina durante l’infanzia, torna con un aspetto totalmente diverso e non viene riconosciuta, riuscendo così a infiltrarsi nella cittadina per indagare sulle misteriose morti avvenute connesse al ssirum. Baek-doo però, che altro non ha atteso se non il ritorno dell’amica, scombina i suoi piani riconoscendola praticamente subito e proponendosi di aiutarla nella sua missione. I due chiaramente si riavvicinano e, mentre portano avanti le indagini che iniziano a aleggiare sulle teste di ogni abitante apparentemente non sospetto, la passione per il ssirum di Baek-doo torna a fare capolino. Il riavvicinamento tra i due porta anche, man mano, al ricongiungimento dell'originario gruppo di amici che, da bambini, passavano le giornate nella cittadina costiera tra discorsi sul ssirum, scuola e giochi. Il contesto dell’amicizia è una delle immagini più belle di questo drama, il loro legame mai sopito che riemerge piano piano, andando a curare vecchie ferite e ricostruendo il rapporto di un tempo, è in grado di toccare le nostre anime, stuzzicando ricordi infantili che tutti noi teniamo nascosti da qualche parte. Vedere i ragazzi correre, mentre le loro immagini da bambini si sovrappongono, porta con sé una nota di sapiente sentimentalismo e dolce malinconia che non mi aspettavo certo di incontrare in un drama del genere. Anche la parte sportiva è stata sorprendente, l’unione della squadra, il sostegno reciproco, la competitività tra atleti che non diviene mai odio ma sempre rispetto e stima, sono tutti concetti pregni di un valore di altissimo livello che è un piacere ritrovare in una serie fatta decisamente bene. Questo drama mi ha, come avrete capito, sorpreso molto, all’inizio approcciarmi al ssirum è stato un po’ strano, tant’è che temevo mi sarei dovuta sorbire 12 episodi di lotte decisamente curiose tra individui mezzi nudi, ma in realtà il cuore della narrazione va ben oltre, se al posto del ssirum ci fosse stato un qualsiasi altro sport, non sarebbe cambiato poi molto, perchè questo non è sicuramente un drama univocamente sportivo e basta. Apprezzabile, come ho già detto, anche la parte concernente il giallo, il cui colpevole rimane non individuabile fino alla fine, il che ci spinge ad indagare e supporre assieme ai protagonisti, coinvolgendoci direttamente nella trama. Un plauso (e una curiosità) per Jang Dong-yoon che ha ben interpretato il protagonista, Baek-doo, al punto che per calarsi nel ruolo è ingrassato di ben 14kg modificando in maniera piuttosto chiara il suo aspetto generalmente muscoloso e asciutto, non stupitevi quindi delle inquadrature ad hoc sulla sua “pancetta”, fa tutto parte della trama. Non sono una grande fan degli stravolgimenti fisici a carico di attori e attrici, se devo essere onesta, però riconosco in Dong-yoo un encomiabile impegno per un ruolo che è rimasto comunque un po’ troppo di nicchia, “Like flower in sand” non è infatti un drama di cui si sente molto parlare, il che è un peccato a mio avviso, è in verità un prodotto estremamente valido, corredato da una fotografia eccellente, che mi sento in assoluto di consigliarvi.
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La fine di una storia... Che resta tale.
Serie davvero deludente, dove la trama stessa è il principale difetto. Il drama inizia con la rottura della coppia - insieme da una vita ma ormai non più affiatata, bensì adagiata a una noiosa routine - e da lì si passa al momento post rottura, accettata più facilmente da lei ma non da lui, che cerca di porre rimedio riscoprendo tutto a un tratto emozioni e sentimenti che si erano persi nella quotidianità. Lei sostanzialmente rimane sulle sue, fa i primi passi per andare oltre, certo con difficoltà. Lui, palesemente affranto, fa più fatica a rialzarsi. Lei in qualche modo lo supporta e alla fine anche lui accetta la rottura. Dovessi riassumere l'idea alla base della serie, è che ci vuole tempo per superare la fine di una relazione duratura.Però, insomma, l'evoluzione è tutta lì. Oltre che un po' triste - gli unici momenti che mi hanno emozionata sono stati momenti comunque tristi - mi sembra comunque davvero un po' povera come idea per pretendere di costruirci sopra un'intera serie.
Per quanto riguarda gli attori, lui più espressivo ma a pelle poco simpatico, lei più piacevole ma abbastanza ermetica.
La magra consolazione è che non c'è stato uno spreco di potenziale (né gli attori, né il concept della serie, né altro). Evitabilissima.
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The Blooms at Ruyi Pavilion
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la storia era promettente ma è stato abbastanza deludente
ho apprezzato scenografia, recitazione e musiche.. la storia d'amore tra i protagonisti è carina, si può dire la stessa cosa per la coppia non protagonista. Ma il telefilm procede troppo lentamente, insiste su alcune tematiche e alla fine annoia.Peccato perchè speravo in una bella storia appassionante, con colpi di scena o comunque qualcosa che mi facesse venire la voglia di vedere puntata dopo puntata, invece mi sono trovata a saltare alcune scene per la noia... e non è una cosa che mi piaccia fare. peccato perchè gli attori mi sono piaciuti parecchio
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Benvenuti a Samdal-ri
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Che paesaggi!!
Ho cominciato a guardare la.serie dopo averla inserita da tempo nella mia lista netflix…ci ho messo un po’ perché a momenti l’ho trovato un pochino lento o poco interessante ma la recitazione di JCW e soprattutto di Shin Hye-sun mi ha convinto e il resto è passato in secondo piano☺️Il senso di comunità che trasmette il drama è genuino e si viene catapultati nel loro mondo senza accorgersene. I dialoghi sono divertenti e profondi allo stesso tempo, facendomi innamorare dei personaggi senza fatica. Non lo riguarderò perché preferisco proseguire con le altre serie che ho in lista ma lo consiglio comunque sia per la chimica tra i protagonisti sia per la fotografia veramente bella.
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Fantasy e passione: una storia che emoziona, un demone che conquista il cuore
Un drama fantasy-romantico che conquista fin dal primo episodio.La storia unisce reincarnazioni, destini intrecciati e un amore che sfida il tempo, regalando emozioni intense dall’inizio alla fine.
Il protagonista maschile è indimenticabile: un demone tanto crudele quanto tenero, capace di mostrare una profondità e una dolcezza che restano impresse nel cuore. La sua evoluzione e il suo amore incondizionato lo rendono uno dei personaggi più affascinanti del genere. Anche lei, con la sua determinazione e fragilità, completa alla perfezione questo legame che attraversa più vite.
La trama scorre tra battaglie, sacrifici e momenti toccanti, con numerose scene romantiche che sanno commuovere e appassionare. Perfetto per chi ama i fantasy intrisi di sentimento, con un tocco malinconico ma anche tanta poesia.
Un drama che rimane dentro, consigliatissimo a chi cerca storie d’amore epiche e struggenti.
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Questo drama merita 100 non 10!
Questa è stata la quarta volta che ho provato a vedere un drama coreano. Le prime tre non sono andate bene, a parte una drama "my roomate is a goomiko" , che è stato appena accettabile, gli altri due non li ho neanche finiti, tanto mi hanno annoiato. Ci ho riprovato con questo drama, mi ha attirato il titolo e poi ho letto la storia. Non ho voluto leggere le recensioni, volevo che mi stupisse, e lo ha fatto alla grande! Non mi aspettavo un drama superlativo. Sono senza parole. Una storia inusuale, affascinante, che fa riflettere. Mi piace molto l'ambientazione che sfiora il fantasy ed il dark, ma c'è molto di più. Contiene concetti importanti, affronta temi difficili come l'attaccamento al mondo materiale. Il tutto raccontato con momenti seri e altri allegri, ma sempre con gentilezza. Spazia dalla reincarnazione, al Dio sotto i suoi vari aspetti (Ma Go Shin), ai sogni, al rapporto difficile che si ha con il distacco. I due attori sono stati bravissimi, tanto lei quanto lui. Si sono calati molto bene nei loro ruoli, hanno lavorato con empatia fra di loro e con tutti gli altri attori del cast, tutti all'altezza di coloro che dovevano interpretare, Le caratterizzazioni sono state credibilissime.Potrei scrivere una recensione lunghissima, ma ce ne sono altre che lo descrivono perfettamente.
So solo che lo rivedrò, me lo gusterò in ogni suo fotogramma.
L'ho collocato di diritto fra i miei drama preferiti, i quali sono soprattutto cinesi storici .
Non mi è stato facile abituarmi alla lingua coreana decisamente più aspra rispetto a quella cinese e meno melodiosa. Ma dopo un pò il racconto è talmente intrigante che non ci ho più fatto caso.
Complimenti a chi ha ideato questa storia, a chi l'ha realizzata, ai registi e scenografi e ai fotografi.
Complimenti ancora al cast, ai due protagonisti speciali, ma anche a tutti gli attori secondari.
Grazie come sempre al team dei traduttori italiani, sarò sempre infinitamente grata a loro e ai traduttori di tutte le altre lingue.
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Cinderella and the Four Knights
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Che agonia!
È l'unico drama che ho visto in cui la musica supera di gran lunga tutto il resto...e in cui dovrebbero risarscirmi con un premio per essere arrivata fino in fondo! Mi ero incaponita che volevo vederlo tutto ma l'ho interrotto non so quante volte e nel frattempo ho cominciato e terminato altre due serie.Storia insulsa, innanzitutto, con motivazioni che muovono i personaggi altrettanto insulse. Il personaggio FL (non l'attrice) sono arrivata alla fine a detesterla; ML (personaggio, non l'attore) non ha proprio fascino, anche se verso la fine migliora. Tutti gli altri veramente insopportabili, tranne il cantante e l'amica di FL.
Le ultime due puntate - tranne qualche scivolone - si salvano un po' ma nel complesso tempo perso.
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Alla fine non ho capito dove andasse a parare.
Vista.Niente di che.
Alla fine mi lascia un senso di amarezza.
E' molto curata a livello di immagini e gli attori sono belli e patinati.
L'attore protagonista sul quale continuo a leggere lodi sperticate, a me non dice un granché, non solo qui, ma anche in altri drama che ho cercato di guardare ... cmq "de gustibus".
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Un pazzo 10
“Crazy Love” è quel drama che inizi pensando: “Ok, la solita storia tra segretaria sfruttata e CEO genio insopportabile con QI 190…”…e dopo due episodi sei lì che dici: “Aspetta, ma cosa sto guardando e perché non riesco a smettere?”
Perché no, non è la solita storia. È un giallo brillante, pieno di colpi di scena, con un intreccio che prende, ti gira, ti rigira e poi ti lascia lì a rivalutare ogni tua certezza. Praticamente una giostra emotiva, ma senza cinture di sicurezza.
Il bello è che la serie gioca con te: pensi di aver capito tutto? Sbagliato. Hai fatto una teoria? Distrutta. Ti affezioni a un personaggio? Attento, potrebbe sorprenderti nel modo più assurdo possibile.
Certo, ogni tanto qualche situazione è un po’ “tirata per i capelli”… ma talmente tanto che alla fine funziona. Perché “Crazy Love” non ha paura di essere esagerata, e questa è esattamente la sua forza. Non perde credibilità, semplicemente decide di divertirsi — e ti trascina con sé.
E poi ci sono loro.
Il CEO: geniale, arrogante, con quel mix perfetto tra “ti odio” e “ok forse hai un cuore da qualche parte”. Uno di quei personaggi che all’inizio prenderesti volentieri a parole… e poi finisci per capire (non giustificare, ma capire… forse).
La segretaria: apparentemente la classica vittima del sistema, ma attenzione — sotto sotto c’è molto di più. E quando il gioco si fa serio, non rimane certo a guardare.
E la loro relazione? Dimenticate tutto quello che sapete. Qui non c’è romanticismo zuccheroso servito su un piatto d’argento. La storia d’amore è il vero colpo di scena nascosto: è ciò che collega passato e futuro, ciò che spiega tutto e allo stesso tempo complica tutto. È il motore che può trasformarti in una persona migliore… o decisamente peggiore.
In poche parole: l’amore qui non salva, sconvolge.
“Crazy Love” è un mix esplosivo di mistero, vendetta, crescita personale e momenti talmente assurdi da essere geniali. Ti fa ridere quando meno te lo aspetti e ti lascia a bocca aperta subito dopo.
È quel tipo di drama che inizi con leggerezza… e finisci per divorare in apnea.
E quando pensi di aver capito dove sta andando la storia?
Tranquillo. Sta già andando da un’altra parte.
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