Uncontrollably Fond
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<>Ho scelto di vederlo nonostante ne sapessi già il finale, quindi ben conscia di quello a cui andavo incontro. Eppure è stato bello ugualmente. Cmq, davvero, questo è un tripudio di mai na gioia! O forse possiamo vedere nel finale proprio quella gioia tanto agognata?
Questo drama ci vuole parlare della difficoltà della vita, di chi non riesce ad arrivare a fine giornata, di chi combatte ancora con i fantasmi del passato, di chi è incapace di chiudere gli occhi e tirare dritto. Ma ci racconta anche di persone rancorose, di persone marce fino al midollo, di persone che si incontrano sempre nei momenti sbagliati della vita.
Ci sono personaggi che devo riuscire a comprendere ancora adesso (tipo la madre di lui) e ci sono stati personaggi che invece sono riusciti ad entrarmi dentro. ML è all'apice del successo, ben voluto, apprezzato da tutti col mondo ai suoi piedi. Ma all'improvviso si ritrova a dover lottare per capire il senso di tutto, il motivo per cui vale davvero vivere. Quel motivo potrebbe essere FL. Lei, interpretata dalla mia amata Bae Suzy, porta un bagaglio di sfortune, di sofferenze e cerca sempre e comunque di non cedere. Si piega a tutto, finendo col vedere solo il denaro, ma questo è solo quello che vuol far vedere perchè ha paura. Si nasconde dietro a questo elemento ma in realtà è più una richiesta di aiuto che altro.
Il suo punto di forza è il fratello, personaggio che ho apprezzato un sacco. Il loro legame è vero, è contorto ma lui è un vero fratello e da tale si comporterà sempre, anche a scapito di sè stesso.
I nemici sono la rappresentazione delle tipiche spine nel fianco presenti un po' in tutti i drama, ma mi sono piaciuti cmq.
Difficilmente vorrei rivedere storie simili, eppure questo è stato proprio bello quindi chissà.
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Troppo lungo per la sua trama ma ben recitato e senza sottotrame inutili
Io adoro i drama ambientati all'interno del mondo di un libro o di un fumetto infatti sono grande fan di W two worlds apart, Lost romance e Extraordinary you. Questo drama parte più o meno dagli stessi presupposti ma con una sua trama originale, per quanto banale alla fine. Una ragazza che shippa la coppia di un romanzo finisce non si sa come dentro ad esso e cerca di darev alla coppia un lieto fine contro il volere dell'autore. Questa la premessa. Poi in realtà tutto cambia anche l'autore entra nel romanzo, poi c'è un cattivo pricopatico hacker, poi sono in una fanfiction non nel romanzo, poi l'eroe deve superare i suoi traumi passati....c'è molta carne al fuoco, si cade nei soliti clichè ma mai troppo per fortuna. E una cosa molto positiva è che la trama principale e la coppia principale resta al centro della storia sempre, non veniamo distratti da infinite sottocoppie o sottotrame. Anhe la coppia fictional dei personaggi del romanzo non occupa troppo spazio ma il giusto, forse pure troppo poco dopo la puntata 10 e 11. Ecco il più grande difetto del drama che ne abbassa per me il voto è che i protagonisti passano troppo tempo fuori dal mondo del romanzo nel mezzo del drama e che verso la fine dopo la puntata 20 si allunga proprio il brodo. E la trama del romanzo da modificare la coppia da aiutare....passano troppo in secondo piano. Tutto ruota intorno al potagonista maschile ai suoi traumi passati e presenti e al suo nemico. Peccato perchè il drama sarebbe carino seppur non eccezionale, ma si perde via . La recitazione però è molto buona e i protagonisti bravi belli e pure simpatici il che non è poco.Questa recensione ti è stata utile?
"Il mio destino è innamorarmi di te"
Era da tanto che non vedevo un drama fatto bene, davvero bene. Perfetto in ogni particolare.Storia divertente e molto curata nei dettagli, sceneggiatura intensa ed emozionante... la musica poi. Meravigliosa.
La chimica tra i protagonisti era pazzesca, ho apprezzato davvero ogni scena.
Drama fresco, energizzante, emozionante. Di quelli che ti danno la carica. Di quelli che ti lasciano a bocca aperta. Di quelli che vorresti non finissero mai.
Romantico senza essere smielato, drammatico senza essere tragico, divertente senza essere ridicolo.
Da gustare.
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Guardians of the Dafeng
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Didi superlativo!
Finitoooooooo ma non è finitooo e di questo sono super feliceeeeeIn questi 40 episodi Didi è stata pura magia!!!! Mi ha emozionato tantissimo con lui ho riso tantissimo e pure pianto gli ultimi 3 episodi così intensi!! Però per lo sviluppo della storia effettivamente concluderla così mmm troppo forzata perché troppe cose sospese!! Il re è stato smascherato i suoi crimini svelati e per questo ha pagato...ma il filo tessitore dietro tutto era il witcher e il supervisore supremo che è rimasto ben nascosto!! Mentre chi è che salva il nostro didi alla fine? Perché si avrebbe anche lottato contro il re ma il risultato sarebbe stato devastante per tutti quelli che lo amavano e lo avevano seguito contro il volere del re!! Bhe chi lo salva?? Il witcher che altro non è suo padre!!! Per salvarlo però cancella a tutti la memoria come se non fosse mai esistito ...solo la sua amata sembra avere un ricordo sepolto ma vivido nel suo cuore e continua a cercarlo ... Mentre il supervisore che gli ha spianato la strada stando a quello che gli ha rivelato suo padre era per coltivarlo, renderlo potente e poi rubargli tutta la sua essenza spirituale e la fortuna imperiale dentro di lui per diventare ancora più potente...esattamente come ha fatto il duca con la città che ha sterminato!!!
Wow io esigo la seconda parte!!!! Ritroveranno la memoria del nostro Didi!? Suo padre è davvero buono?? E il supervisore quali altri segreti cela!?
Per ora un 9 pieno!!!! Meritato avevo paura che sarei rimasta sospesa senza capire il flusso della storia e invece bang! Felicemente sorpresa.. Didi ha recitato in maniera superlativa!!
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Strangers from Hell
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Purtroppo non mantiene fino in fondo quello che promette all’inizio
Devo ammetterlo: i primi episodi mi hanno scioccato e irrimediabilmente catturato.
L’atmosfera cupa, pesante, claustrofobica, ossessiva e sporca incatena lo spettatore che non decida di scappare subito a game levate. Perché sì, la tentazione in principio c’è stata, quando ho temuto che mi si stesse guidando verso territori dove non avrei voluto andare. Ma, superato il momento, la storia si dipana ineluttabile e allo spettatore ignaro o preavvisato non resta che assistervi.
L’inferno è l’assenza del diavolo che ci aveva tentati, avrei detto io, probabilmente sbagliando. La tesi che propugna questa serie è che l’inferno siano gli altri, intesi come il nostro prossimo che ci rende la vita un inferno, o il cui sguardo ci costringe entro una gabbia in cui non avremmo mai creduto di voler e poter entrare. E rimanere. I riferimenti letterari, a partire dalle Metamorfosi di Kafka, si sprecano e diventano motivo e pretesto per il pesante sotto testo psicologico che, più delle scene sanguinolente, forma l’ossatura di questo drama.
Il giovane campagnolo Jong Woo viene a Seul, dove un vecchio compagno di scuola gli ha trovato un lavoretto alle sue dipendenze. La vita è molto più cara che a casa e il nostro troverà alloggio solo in un ostello semi fatiscente di periferia, abitato da una serie di inquietanti personaggi, la maggior parte dei quali pare afflitta da tare o turbe mentali. Date a un animale una tana in cui sentirsi al sicuro e non proverà stress. Ma quando quella casa, oltre a essere sporca all’inverosimile e priva di comodità, è teatro di circostanze via via sempre più inquietanti e minacciose, dove potrà il nostro protagonista distogliere la mente dai suoi problemi? E non sono pochi: a casa è rimasto un fratello malato con la madre, la sua ragazza è talmente impegnata col lavoro da non avere tempo per lui, e in più non riconosce il disagio che la nuova sistemazione gli procura, il suo nuovo capo lo disprezza e non glielo manda a dire, e anche chi dovrebbe insegnargli il lavoro fa di tutto per ostacolarlo. Vogliamo dire che la sua vita è un inferno? E siamo appena agli inizi, perché presto diverse persone cominceranno a sparire dalla sua vista, ma non dalla nostra, che verrà resa immediatamente edotta della fine che han fatto.
La storia si svolge per la maggior parte nell’edificio cadente di cui sopra, dove gli inquilini vengono identificati col numero della stanza, e questo ostello di nome Eden (!) è terribilmente buio, vecchio e lurido. Le stanze sono minuscole, lerce, senza aerazione e con pochissima luce, e gli spazi comuni non sono molto meglio. In questa atmosfera opprimente si intuisce un fetore di umanità non solo sporca, ma anche malata, un fermentare di malvagità e perversioni assortite che ammorba il nuovo inquilino e lo spettatore afferrandolo fermamente alla gola. E in questo inferno Jong Woo si dibatterà come un pesce nella rete, incapace di fuggire o far prendere sul serio gli allarmi che lancia sulle stranezze del luogo. Solo una poliziotta di basso grado gli crederà, ma dovrà fare i conti coi ranghi superiori che rifiutano di indagare su quelle che credono sciocchezze.
L’atmosfera è solo una parte di ciò che rende questo drama indimenticabile. La parte del leone la fanno sicuramente gli attori.
Im Si Wan è decisamente il migliore nell’interpretare il protagonista principale Jong Woo. La sua è forse la parte più complessa, perché descrive la sua progressiva discesa all’inferno sia esteriore che interiore. Lo vediamo cambiare letteralmente di minuto in minuto, man mano che la pazzia che lo circonda pare avvolgerlo e risucchiarlo, mentre il viso e gli occhi riflettono irritazione, paura, paranoia, furia, lucida follia.
Lee Dong Wook interpreta Moon Jo, un inquietante dentista che pare sin da subito attirato dal protagonista il quale, dietro le sue attenzioni, non tarderà a discendere in una spirale di demenza sempre più stretta. Siamo abituati a vedere questo talentuoso attore in parti da commedia romantica, ma possiamo tranquillamente dire che ha superato l’esame anche per i ruoli da malvagio.
Gli attori che interpretano gli abitanti dell’ostello sono bravissimi nelle loro parti che descrivono una dis-umanità particolarmente sgradevole. Menzione particolare per la padrona di casa, apparentemente un’ottima cuoca, ma di cui è sconsigliato provare i piatti. Poliziotti, colleghi, tutti hanno fatto un lavoro egregio, che ha contribuito molto alla riuscita del titolo, in questo aiutati anche dalle musiche, per la maggior parte non particolarmente gradevoli, perché terribilmente affini alle scene che commentano. Ci sono però quattro belle canzoni e alcuni pezzi con cori decisamente disturbanti.
E’ un bene che la performance degli attori sia così valida, perché purtroppo la storia presenta diverse pecche ineludibili, a partire dalla scarsa credibilità che le vicende siano fatte proseguire fino alle estreme conseguenze, con pochissima ingerenza da parte delle autorità. Si ha la netta impressione che nessuno intervenga solo per poter lasciare agire indisturbati gli assassini, ci sono diverse circostanze non spiegate, ma questo sarebbe anche tollerabile se la storia procedesse con piglio deciso dal principio alla fine. Invece, come spesso accade, i tempi si dilatano a dismisura, le situazioni diventano ripetitive e ridondanti. Vero che i tempi lunghi contribuiscono a giustificare la discesa agli inferi del protagonista, ma comunque alcune puntate in meno – almeno due, o anche tre – sarebbero andate a beneficio della fruibilità. L’atmosfera e gli accadimenti sono già cupi e opprimenti, se ci si aggiunge lentezza sopraggiunge la noia. Sì, ci sono state alcune puntate di noia per saturazione che a un certo punto mi han fatto quasi lasciare la visione, ma fortunatamente ho perseverato e sono giunta fino alla fine, e ben contenta di averlo fatto.
E’ un drama con diverse pecche, come detto, ma un drama che lascia il segno. Riesce a farti sentire sporco dentro perché sposa la tesi che il diavolo sia già dentro di noi e che basti relativamente poco a farlo affiorare. E agire.
In chiusura, un amichevole avvertimento: se avete lo stomaco delicato, non guardatelo mangiando o dopo aver mangiato. Mi ringrazierete.
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My Personal Weatherman
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My Personal Weatherman, sinceramente, è iniziato col botto e poi si è perso.I primi episodi mi hanno fatto impazzire; nonostante gli evidenti problemi tra di loro, c’era comunque una certa intesa mista alla freddezza e al nascondere i veri sentimenti. Infatti le parti che ho amato di più sono state Yoh ubriaco e Yoh depresso proprio perché sembravano entrambi più chiari e aperti all’esprimersi, mentre il resto delle volte erano decisamente più freddi. Il declino per me è stato dopo il sesto episodio (o settimo, adesso non ricordo) perchè mi è sembrato che abbiano completamente annullato i loro problemi per raccontare la loro conoscenza all’università.
Dato i pochi episodi di una ventina di minuti ciascuno (che quindi finiscono subitissimo), mi ha dato fastidio che con tutte le cose da risolvere si concentrassero sulla loro storia passata.
Però devo dire che è anche vero che è servita, all’università mi sono piaciuti un botto perché parlavano con tranquillità e non c’erano problemi tra loro, sembravano più loro stessi e rilassati con l’altro, il che è decisamente positivo. Il vero problema è che mi è stra dispiaciuto che prima fossero così e poi, dopo essere andati a vivere assieme, sono diventati freddissimi e problematici.
Quindi per me è stato utile far vedere come tutto è iniziato ma data la quantità minima di tempo a disposizione, avrebbero dovuto aggiungere più episodi o almeno farli durare di più perchè veramente mi ha rotto come abbiano preteso di aggiustare tutto all’ultimo episodio.
Il loro amore per me è decisamente particolare, molto forte a modo loro ma decisamente tossico. Hanno evidenti problemi di comunicazione e di capacità a comprendersi, per non parlare degli atteggiamenti maniaci e ossessivi. Tutto too much per essere la parte esteriore di sentimenti così belli e puri, di sta cosa mi dispiace proprio anche perchè sono molto più favorevole alle storie meno tossiche e più pure.
Penso che sia stato fatto tutto in modo troppo eccessivo e alla fine veramente mi so detta “così sia” perchè ho capito che tanto Yoh è scemo, non capisce proprio, mi sale il nervoso.
Ho notato che nei bl giapponesi i problemi di comunicazione, la stupidità, il non sapersi relazionare, relazioni tossiche e veramente particolari e strane secondo tutti i punti di vista, e tanto altro, è tutto così diffuso; solo nei bl giapponesi vedo succedere sempre ste cose, non c’è una relazione completamente sana! (adesso uddio questa è una generalizzazione perchè non ho mica visto tutti i bl giapponesi esistenti e io in primis ne ho visti alcuni con relazioni di base decisamente sana, ma ripeto questa è una generalizzazione, dico solo che queste caratteristiche saltano fuori molto più spesso di quanto succeda nei bl di altri paesi).
Quindi quel che voglio dire con tutto ciò è che anche se la relazione è tossica, è iniziato molto bene e promettente ma poi, secondo me, si è perso un pò; speravo che si potesse fare qualcosa per aggiustare la loro comunicazione e il loro modo di approcciarsi all’altro ma così non è stato. Alla fine capisco pure il perchè non sia successa questo tipo di evoluzione, la loro relazione è nata così e così rimane, loro sono così e sono abituati a trattarsi in questa maniera. È tutto loro abitudine quindi a sto punto meglio che la cosa rimane in questa maniera, perciò mi sono arresa.
Inutile dire che tutto sto negativo non significa che la serie non mi sia piaciuta, anzi, l’ho amata lo stesso. Mi hanno fatto scazzare ma allo stesso tempo ci tengo al loro amore così particolarmente red (red flag). Contenti loro, contenti tutti.
+ pensandoci è probabile che la mia rabbia per alcune cose sia dovuta dal fatto che l'ho visto metà in onda e sti stronzi non solo fanno episodi di una ventina di minuti che pubblicano una volta a settimana, ma si so permessi pure di saltare una settimana facendomi aspettare due settimane per 20 fottuti minuti che erano pure indecenti. Dovrebbero cambiare il modo in cui mandano in onda queste serie perchè non è normale dover aspettare una settimana per 20 minuti dai.
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Io ho trovato tutto fatto così bene! Sì, il drama va a rilento: ci sono tante scene di lavoro di lei che non sembrano servire al fine della storia e forse è così ma servono a sviluppare il personaggio e a dargli una base solida. La storia in sè è pazzesca e vi giuro che mai nella vita avrei pensato al risvolto che ha avuto, cioè prima sembra una cosa poi un'altra poi invece...Spolier XD A distanza di tanti mesi, lo reputo uno dei migliori drama che ho visto nel 2024. Stupendo.
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Well Intended Love
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Quando l'ho consigliato in passato, avevo il prosciutto sugli occhi
In passato l'ho consigliato davvero. Anzi, lo ritenevo addirittura molto bello. Poi mi sono "acculturata" guardando diversi altri drama e il mio metro di giudizio è radicalmente cambiato. Recentemente, l'ho riguardato. Per quanto continuo a condividere nella mia impressione di allora che la storia possa somigliare ad manga letto in passato, l'argomento della leucemia viene davvero trattato di m*rda. La storia di per sè fa acqua da tutte le parti. Non capisco se è un'opera volutamente trash o spazzatura da quattro soldi non voluta. La recitazione è pessima. Poi quello che succede attorno ai protagonisti? Mah.In realtà ammetto che se la storia avesse parlato di una love story iniziata un po' così (ovviamente senza la leucemia) e avesse trattato in modo molto sweet, della serie mi escono gli arcobaleni dalle orecchie, le problematiche di una coppia sposata tramite contratto, io l'avrei accettato. Anzi, l'avrei amato. Perchè a volte ci vogliono anche questo tipo di storie e non solo strappacuore alla "Mr. Sunshine".
Ma questo drama è veramente brutto.
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My Personal Weatherman
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Serie incentrata su un romance proposto in modo piacevolmente inusuale
Serie davvero particolare. Prima BL giapponese per la sottoscritta, va detto.Ho apprezzato la scelta inusuale - ma sarebbe bello accadesse più spesso - di trovare i due protagonisti già intimi in partenza. Questo permette di dedicare il tempo - sempre poco in queste serie di 8 episodi da 20 minuti l'una - a tutto il resto. Si salta quindi la conoscenza tra i due - anche se ci sono dei graziosi flashback - e si parte che già convivono a tutti gli effetti, pur in una relazione - non - relazione - e non ben definita. Sostanzialmente questo concetto è il fulcro della storia. Storia intesa come evoluzione amorosa della coppia, perchè altra storia non c'è. Dal punto di vista della trama è davvero una serie ridotta all'osso: qualche riferimento al lavoro di meteorologo di Mizuki, qualcuno al mondo dei manga per Yoh, e fine. Lo stesso cast conta tipo quattro attori - sei, se vogliamo conteggiare le inutili presentatrici colleghe di Mizuki - e per il resto sono una manciata di comparse. Le riprese girate quasi tutte al chiuso, e di queste la maggior parte nell'appartamento in cui convivono. Se cercate grandi ambientazioni e una trama ricca al di là della coppia, allora non è il drama che fa per voi. Se invece volete un buon romance, un po' insolito, allora mi sento sì di consigliarlo. Va detto che non è chiarissimo, la comunicazione - proprio per scelta - è ridotta all'osso e spesso poco esaustiva. Del resto l'ostacolo alla basa è proprio la mancanza di comunicazione tra i due e l'incapacità - sopratutto da parte di Yoh - di comprendere azioni e sentimenti dell'altro. Yoh, che non disegna un partner prepotente e possessivo, è però convinto di non avercelo proprio, un vero partner, e il suo credere che da parte di Mizuki non ci sia alcun sentimento fa sì che si senta vessato da tale prepotenza e possessività, invece di comprenderla e apprezzarla. Da una parte si tormenta con mille congetture e dubbi (e qui avrei preferito qualche conversazione in più e qualche paranoia mentale in meno), dall'altra si ferma all'apparenza e non prova a scavare più a fondo rispetto a ciò che vede. Ed ecco quindi che piazza una scenata di gelosia per i sorrisi che Mizuki dispensa spesso e volentieri a tutti, senza però comprendere che sono tutti sorrisi artefatti e di facciata, e che il valore è proprio nel fatto che, a lui, Mizuki non riservi tali sorrisi smaglianti. Tra le mura di casa c'è il vero Mizuki, che non deve sforzarsi di apparire, e che spera di piacere per quello che è. E, a dire il vero, qualche sorriso in realtà c'è, ma ben diverso da quello a 32 denti che mostra in televisione: è più un sorriso sghembo, quasi una smorfia divertita, e si nota solo quando sono tra di loro. Se devo trovare due pecche, avrei preferito uno Yoh un po' meno tonto - perchè fino alla fine non si capisce bene se ha capito - e, di conseguenza, un finale con una conversazione risolutiva (non dico dichiarazioni sdolcinate, per carità, ma - mantenendo il loro codice di linguaggio - una qualche uscita che facesse davvero la differenza....e dubito possa essere la richiesta di sentire dire "bentornato a casa"). Buona la chimica tra i due, scene non troppo esplicite anche se, come dicevo, la serie parte con un alto grado di intimità tra i due (forse, gli accenni più espliciti sono nel linguaggio, più che in ciò che viene mostrato, ma senza mai cadere nella volgarità). Concludendo: piacevole e diversa dal solito... Aiuta a spezzare la visione di serie che pur con trame diverse hanno di fondo lo stesso meccanismo di base.
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Undercover High School
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Buona la prima (ma non la love story)
Premetto di aver letto molte recensioni prima di iniziare questo drama, cosa che probabilmente ha alzato troppo le mie aspettative e, in parte, mi ha mandato un po’ fuori strada.La storia è ben elaborata e coinvolgente, anche se non particolarmente innovativa. Gli elementi comici e thriller sono sicuramente i più riusciti, e rappresentano il punto di forza del drama. Al contrario, la componente romantica, pur avendo del potenziale all’inizio, sembra essere stata volutamente relegata in secondo piano. Ho percepito una certa mancanza di sintonia tra i protagonisti dal punto di vista sentimentale: sembrano più due amici che, quasi per caso, si mettono insieme. Il loro rapporto non è riuscito a coinvolgermi emotivamente.
La scelta dell’attore protagonista è stata azzeccatissima: riesce a rendere perfettamente credibile il ruolo di una spia trentunenne costretta a fingere di essere un liceale sotto copertura. L’ho trovato convincente in ogni contesto — dalle scene d’azione a quelle più drammatiche, fino ai momenti comici.
Una menzione speciale va alle storie secondarie, in particolare quelle legate al bullismo e al disagio giovanile. Sono state trattate con delicatezza e realismo, e mi hanno colpita emotivamente molto più della trama principale.
In conclusione, Undercover High School è un drama che intrattiene e fa ridere, con spunti profondi e riflessioni importanti, anche se non riesce pienamente a brillare sul versante romantico.
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Intrigante...ma con qualche nodo di troppo.
Drama di soli otto episodi ma che - data la durata - non lo fanno sembrare una serie così breve. Salta all'occhio una netta discrepanza tra la prima e la seconda metà, dove quella iniziale è sicuramente la migliore tra le due. Complice una valida fotografia, scenografia e montaggio, la partenza cattura subito l'attenzione. Non ci sono voli pindarici ma si entra subito nel vivo della storia, ed è presto chiaro che il fulcro della vicenda non è il finto matrimonio in sè quanto le criticità individuali dei personaggi - non solo protagonisti - che ruotano attorno all'accordo.Han Jeong Won viene presentato come un uomo che non riesce ad accettare la separazione dalla moglie, quasi una figura patetica, continuamente alla sua ricerca e in disperata attesa del suo ritorno. Un vero e proprio burattino, in poche parole.
Lee Seo Yeon, che risulta antipatica fin da subito, sembra compiacersi nel ruolo di burattinaia, muovendo abilmente i fili del tormento nei confronti dell'ex marito, mentre non perde occasione di sventolargli il nuovo e giovane marito sotto gli occhi.
E poi c'è la protagonista, No In Ji: il suo ingresso in scena è freddo, distaccato, quasi asettico. Non traspare la minima emozione, i lineamenti immutabili e il tono di voce monocorde.
Mentre l'ex moglie appare sempre più sadica nei confronti di Jeong Won, costringendolo addirittura ad accettare l'idea di un finto matrimonio per un anno con una sconosciuta, la convivenza iniziale tra Jeong Won e Ji si instaura come un accordo stridente e stonato. Flashback e confidenze tra i due nuovi coniugi fanno via via emergere il difficile passato di lui - un vissuto violento e infelice fin dalla tenera età - e i trascorsi drammatici che hanno portato In Ji a dedicarsi alla singolare professione di finta moglie a contratto. Questa nuova situazione porterà i due a una tacita intesa di reciproca comprensione che destabilizzerà l'ex moglie, sempre più smaniosa di avere il controllo totale sia su Jeong Won che sull'attuale marito, sfoggiando comportamenti deviati e malsani. Purtroppo, la seconda metà del drama prende una piega del tutto diversa: il ritmo sembra perdere il giusto tempo, il baricentro - fino a quel momento fisso sul triangolo l'ex moglie/lui/la nuova moglie - si sposta abbracciando maggiormente le vicende passate di In Ji e focalizzando l'attenzione sullo stalker psichiatrico e sull'ex fidanzato sparito. La percezione non è stata però quella di scoprire via via nuove parti di un disegno complesso con relativi colpi di scena, bensì quella di un rimescolamento delle carte in tavola. Anche sul fronte Jeong Won ed ex consorte vengono a galla elementi passati che sembrano voler rimettere in discussione tutto quanto. Pur vero che una netta distinzione tra buoni e cattivi sarebbe stata inverosimile quanto una classificazione tra bianco e nero senza possibilità di tinte grigie, negli ultimi episodi i personaggi sembrano scambiarsi l'un l'altro l'etichetta di "vittima" e "peccatore". Ciò che ne deriva è un monocromatico grigio intermedio che sembra abbracciare tutti quanti (tranne il pazzoide omicida).
Il finale suona un po' incompleto. Non propriamente un finale aperto, l'epilogo è quasi preannunciato ma non mostrato. Ci si arriva però molto vicino, e forse è la cosa che più infastidisce. Fatto trenta, è bene fare anche trentuno.
Colonna sonora nella norma, la recitazione buona ma non eccezionale. L'unico attore che già conoscevo è il protagonista, purtroppo non tra i miei preferiti (nemmeno ai tempi del celebre Goblin). Gli riconosco comunque una prova valida, mentre nell'aspetto l'ho trovato davvero molto invecchiato, mi viene da pensare quasi all'ultimo canto del cigno per quanto riguarda il ruolo di protagonista (a differenza di altri colleghi coetanei quali Namgoong Min, Song Joong Ki, Hyun Bin, Jung Kyung Ho, Ji Sung e via dicendo). Non escludo insomma di ritrovarlo tra qualche tempo a interpretare il padre/zio del protagonista di turno.
In conclusione un drama iniziato con un buon intrigo salvo poi continuare a rimaneggiare a caso la matassa invece di sbrogliarla tenendo saldo un capo del filo in mano, per arrivare in fondo trascinandosi dietro qualche nodo nel filo srotolato.
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Buon period drama con un grande potenziale ma che punta a tenere il piede in due scarpe
Complessivamente un buon drama storico, con un grande potenziale ma anche reo di aver cercato di tenere il piede in due scarpe.Delle due, l'una: o si punta a una storia ad effetto, dove il perno centrale è il mistero da svelare e la vendetta da perpetrare, in una visione che può richiedere sì concentrazione ma che risulta tutto sommato facilmente godibile, oppure si decide di andare un po' più in profondità e proporre un'opera che va al di là della narrazione fine a sè stessa e utilizza la vicenda per trasmettere un significato più importante, dove la semplice concentrazione non basta ma serve un investimento maggiore in termini di comprensione, per capire che se A dice/fa una cosa e B in risposta ne dice/fa un'altra, il succo della storia non è quello che hanno fatto o che si sono detti, ma il messaggio celato dietro quelle azioni o quelle parole.
"Dear Hongrang" in questo senso cambia spesso idea, come un pianeta che non ha ancora deciso su quale orbita stare e continua a spostarsi dall'una all'altra.
Il tema del dolore che accompagna nella vita in modo costante, il dover continuare a vivere - e in quale modo - quando si è per certi versi già andati incontro alla morte... sono tutti concetti che emergono qua e là in diversi punti, e che caratterizzano in primis gesti, approcci e movenze del protagonista maschile, in un ritratto davvero notevole e ben riuscito. A ciò però si mescolano elementi più leggeri, che invece di smorzare toni altresì troppo pesanti sembrano piuttosto stridere in netto contrasto: l'impressione è stata quella di cercare di scrutare nelle profondità di uno stagno dove la superficie dell'acqua era spesso oggetto di riverberi e increspature varie, graziose e semplici da guardare ma di fatto un elemento di disturbo nell'osservazione dello strato più profondo.
Detto questo, tra i punti di forza della serie ci sono sicuramente la scenografia, i costumi, le luci e i colori anche nei loro contrasti, con riprese studiate per esaltare al meglio e sottolineare a dovere la scena del momento. Qualitativamente, su questo, davvero nulla da dire, così come le musiche - di forte impatto - e la recitazione, di alto livello. L'attrice protagonista l'avevo già vista in un altro paio di serie: non è tra le mie preferite ma in questo drama in particolare non si può non riconoscerle un buon lavoro. La prova dell'attore che veste i panni del protagonista maschile (protagonista che rimarrà sempre senza un nome tutto suo - che non può essere Sterco di Topo piuttosto che Mietitore di anime o Hongrang - e questo è un altro aspetto degno di nota e tutt'altro che insignificante) è davvero ma davvero ottima: gli aspetti che non mi hanno convinta non sono da imputare tanto alla sua recitazione quanto alla sceneggiatura.
Sulla sceneggiatura, appunto, qualche intoppo e qualche scivolone c'è stato. Il rapporto tra i fratelli ritrovati poteva essere gestito meglio, riducendo soprattutto l'accenno sottinteso a un potenziale risvolto incestuoso, davvero inutile e decisamente fastidioso. L'evoluzione del rapporto tra i due porta alla concretizzazione di una storia d'amore che, a conti fatti, non si capisce bene come o dove sia iniziata, lasciando la sensazione di qualche passaggio mancato.
Arrivati al sesto o settimo episodio, devo ammettere, anche la curiosità e l'attenzione hanno iniziato a vacillare: ciò che era stato messo all'inizio sul piatto come tema principale viene accantonato senza motivo a favore di altro, un altro non sempre prioritario. Verso l'ottavo e il nono episodio lo spazio regalato al romance non può non essere apprezzato, anche se per certi versi risulta un po' decontestualizzato. Ci si avvia verso la fine con importanti scoperte e retroscena, alcuni devo dire ad effetto, ma si giunge a una conclusione pur sensata ma sicuramente non gestita al meglio.
Premesso che sono un'inguaribile fan degli happy ending - e forse il mio scarso apprezzamento dei period drama è legato al fatto che spesso i lieto fine latitano - posso però capire e accettare il senso dell'epilogo proposto, per quanto ottenuto in modo un po' forzato (vero che l'avvelenamento da metallo pesante si palesa anche a distanza di anni, ma non si manifesta così dal nulla e per giunta in simultanea tra tutti i sei bambini coinvolti, manco fosse la data di scadenza di un prodotto alimentare).
Parlando di bambini, a caratterizzare la serie è anche la scelta di ricorrere a toni forti, a tratti disturbanti e pesanti, come la tortura e la violenza smisurata su figure giovani e innocenti. Carta importante da giocare, che può anche starci, ma che deve fare veramente parte della partita e non essere accantonata e ripescata all'occorrenza, giusto per riportare un tocco dark dopo alcune scene o passaggi leggeri e disimpegnati.
Vale la pena guardarla? Al netto dei pregi e dei difetti, la risposta è un sì abbastanza convinto. Ma escluderei il rewatch.
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Watashi no Otto to Kekkon Shite
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Remake che non eguaglia l'adattamento coreano
Remake che non posso onestamente definire brutto, ma che a così poca distanza dall'uscita del drama coreano mi lascia un po' perplessa. Ultimamente ho come l'impressione che appena una serie riscuote un buon successo, gli altri Paesi asiatici corrono a mettere in cantiere un loro adattamento. Sebbene ogni Paese abbia le proprie caratteristiche stilistiche di approccio, e in questo senso avere varie versioni può essere un valore aggiunto, non penso però che tutte le storie si prestino a essere rivisitate in tutte le modalità. Questo, ad esempio, è un drama molto intricato a livello di trama, che la versione coreana ha saputo rendere in modo completo, chiaro e articolato, mentre il remake giapponese risulta un po' troppo concentrato, i passaggi non sempre fluidi, le conversazioni non dico misurate col contagocce e nemmeno ridotte all'osso, ma nemmeno esaustive. Se nella versione coreana la nota stonata era stata per me la scelta dell'attore protagonista (attore che non trovo particolarmente incisivo, anche se forse in quella serie è stato meglio che in altre), qui l'attore maschile doveva essere il punto di forza - già visto e apprezzato in altre serie - ma dove non riesce a brillare particolarmente e si rivela invece un po' sottotono. Come dicevo, il taglio tipicamente giapponese fatica a seguire fedelmente il modello coreano di "Marry my husband" e, forse con una punta di consapevolezza, opta saggiamente per un'evoluzione della vicenda che si smarca dall'altra e diverge sotto diversi aspetti. Scelta sensata, apprezzabile. Ma resta palese che siano entrambi l'adattamento della stessa storia (di cui esistono anche due produzioni cinesi, ancor meno meritevoli).In conclusione, non sconsiglio nessuno dei due ma, nell'ordine, sicuramente il remake giapponese si posiziona dietro a quello coreano. Se la tipologia di drama piace, bene vedere entrambe le versioni, se il genere non è già tra i preferiti e ci si limita a una visione, meglio allora quella del 2024.
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Something in the Rain
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Nonostante che nelle varie puntate non accada niente di eclatante, questo drama è veramente pienissimo di contenuti.
Partendo dal fatto che la storia d'amore presentata è veramente dolcissima, l'autrice ci descrive uno squarcio di realtà che rappresenta una Corea leggermente diversa da quella presentata di solito nei vari drama.
La relazione fra i due protagonisti non è vista di buon occhio dalla società: non solo lui è molto più giovane di lei, ma è anche un orfano (fatto di cui non andare fieri, a quanto pare). Nello sfondo di questa bellissima storia d'amore vengono presentate anche una situazione familiare dove è la madre che decide un po' tutto e una situazione lavorativa non rosea dove le impiegate vengono alcune volte molestate.
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